Tumori pediatrici: dati, statistiche, nuove frontiere della ricerca

Tumori pediatrici: dati, statistiche, nuove frontiere della ricerca
05 aprile 2018

Ricerca e Prevenzione

Come molte altre patologie che colpiscono i bambini, i tumori dell'età pediatrica presentano importanti caratteristiche, oltre ad avere un grande impatto sulla vita famigliare, scolastica e sociale. Spesso costituiscono delle patologie rare che si riscontrano di rado nell'adulto. Tuttavia, grazie ai grandi passi avanti fatti dalla medicina, oggi una grossa percentuale dei bambini affetti da tumori pediatrici raggiunge il traguardo della guarigione.

Scopriamo quali sono i tumori pediatrici più frequenti, i dati statistici e cosa dice la ricerca.

I tumori pediatrici da 0 a 14 anni

I tumori infantili costituiscono l'1-2% dei tumori che colpiscono l'uomo. Si differenziano per l'organo colpito, l'eziologia, la responsività ai farmaci e la percentuale di guarigione. Mentre nei tumori infantili l'eziopatologia deve esser e ricercata nei fattori genetici, nell'adulto, invece, nei fattori ambientali (agenti mutageni).Tuttavia, occorre sottolineare che per alcuni tumori non è stata ancora conosciuta la causa e per questa ragione, non è possibile agire con interventi di prevenzione. Alcune patologie rare, come il tumore al rene di Wilms o il retinoblastoma, sono indotte da mutazioni genetiche ben conosciute che derivano da fattori ereditari, mentre nella maggior parte degli altri casi, non è ancora possibile conoscere a pieno la causa scatenante.

L'oncologia pediatrica ha come fine quello di migliorare le terapie affinché possano essere meno invasive e più efficaci, ridurre le ricadute, riconoscere in tempo i parametri clinici che possano indicare l'insorgenza della malattia oncologica ed offrire un costante monitoraggio.

Ecco quali sono i dati statistici relativi all'incidenza, sopravvivenza e previsione del tumore in età infantile.
- Incidenza: AIRTUM, il registro dei tumori, ha identificato negli ultimi anni ben 2855 nuovi casi di tumori maligni infantili. I dati riportano che l'incidenza per tali patologie è di 164 nuovi casi ogni anno.
- Sopravvivenza: nella fascia di età compresa tra 0 e 14 anni, negli ultimi 15 anni, si è registrato un notevole incremento della sopravvivenza. Tra le principali malattie, le leucemie costituiscono una delle più frequenti patologie con maggiori tassi di sopravvivenza.
- Previsioni: i dati forniti da AIRTUM forniscono anche delle previsioni, asserendo che sono previsti 2250 casi di leucemie, 900 di tumori maligni legati al sistema nervoso centrale, 1100 di linfomi e 650 di tumori benigni.
 

I tumori nell'età compresa tra i 15 e i 19 anni

Rispetto ai tumori infantili (fascia 0-14 anni), quelli negli adolescenti (15-19 anni) costituiscono lo 0.2% dei tumori che colpiscono l'essere  umano. Sebbene siano rari, rappresentano la seconda causa di morte, dopo quella relativa agli incidenti.Sia quelli pediatrici che quelli adolescenziali presentano delle caratteristiche nettamente differenti da quelli che si manifestano nell'adulto.

La fase adolescenziale costituisce uno dei momenti più delicati per un bambino, in quanto si passa in pochi anni ad essere adulto. Si verificano profondi cambiamenti, come la crescita della muscolatura e delle ossa e lo sviluppo degli organi sessuali.

I linfomi, come quello di Hodgkin, e i tumori dell'apparato riproduttivo, possono essere legati ad alterazioni della maturazione sessuale. Infatti, i tumori che si verificano con maggiore incidenza nel bambino, come le leucemie e i tumori embrionali, sono rari nell'adolescente che è maggiormente soggetto a carcinomi.

Per quanto riguarda l'incidenza, AIRTUM ha registrato negli ultimi anni 1618 nuovi casi di tumori negli adolescenti aventi un'età compresa tra 15 e 19 anni. In particolare, il tasso di incidenza è di 269 casi di tumori maligni per un milione di adolescenti ogni anno. Tra i tumori più frequenti vi sono il linfoma di Hodgkin (65 casi su un milione), subito seguito da quelli tiroidei (33 casi su un milione), tumori delle cellule germinali e leucemie (circa 30 casi su un milione), tumori del sistema nervoso centrale e linfomi non Hodgkin (circa 20 casi su un milione). Il Ministero della Salute riporta, invece, che la sopravvivenza, rispetto agli anni passati, è salita all'86% per gli adolescenti.

In genere, sono i centri di emato-oncologia pediatrica a prendersi cura del malato pediatrico; invece, la presa in carico della famiglia non è svolta dall'ospedale ma dalle molte Associazioni per genitori che a loro volta collaborano con i centri di emato-oncologia pediatrica.

Il frutto di questa importante collaborazione ha comportato notevoli benefici per i bambini oncologici. Sono state, infatti, istituite cure palliative, l'introduzione della psicolo-oncologia per un supporto psicologico, la terapia del dolore e la riabilitazione, inclusa la psicomotricità per i soggetti più piccoli. Un grande merito deve essere attribuito alle organizzazioni no-profit, come le famose Associazioni dei genitori, che hanno creato importanti centri di cura per i tumori pediatrici sul territorio italiano.

La classificazione dei tumori pediatrici

Attualmente la pediatria oncologica classifica i tumori infantili in 12 grandi categorie:
  • Leucemie: circa un caso su tre di tumori infantili è una leucemia. Queste possono essere acute nel caso in cui la progressione della malattia sia rapida e croniche se caratterizzate da un decorso più lento.
  • Linfomi: costituiscono una delle prime cause di morte nei tumori di età infantile e si differenziano in linfomi di Hodgkin e non-Hodgkin. Mentre i primi hanno una localizzazione preferenziale a livello cervicale, i secondi, a rapida crescita, possono disseminarsi a livello del midollo osseo e del sistema nervoso centrale.
  • Retinoblastoma: anche se rientra nei tumori rari, è molto frequente in età infantile ed è causato da mutazioni a carico della retina del bambino.
  • Tumori legati al sistema nervoso centrale: comprendono sia quelli che si sviluppano nel cervello sia quelli del midollo spinale ed hanno nella maggior parte dei casi un'origine a livello embrionale. Hanno un'incidenza più alta nei bambini con età compresa tra 8 e 10 - 12 anni.
  • Tumori legati al sistema nervoso periferico: tra questi, quello più rappresentato è il neuroblastoma. I sintomi più diffusi comprendono la mancanza di appetito e la presenza di una massa a livello addominale. Nelle forme famigliari del retinoblastoma, si eredita una maggior possibilità di sviluppare la malattia, tuttavia è molto rara.
  • Tumori epatici: in alcuni caso, lo sviluppo di tumori epatici si manifesta per la presenza di malattie pre-esistenti nell'organo; l'epatoblatoma costituisce la forma più comune di tumore al fegato che colpisce in età pediatrica.
  • Tumori renali: possono manifestarsi con una tumefazione nella parte addominale con presenza di sangue nelle urine associate ad altri segni, come dolori addominali, anoressia, febbre e stipsi. Quello più frequente è il tumore di Wilms, che ha un'origine embrionale.
  • Sarcomi dei tessuti molli: si tratta di tumori maligni che prendono origine dai tessuti connettivali, vascolari, fibrosi e tendinei. Possono essere individuati con la presenza di tumefazioni o di masse nel caso in cui siano localizzati negli arti, dorso, addome e torace.
  • Tumori germinali: possono colpire sia l'apparato riproduttivo maschile che quello femminile ed hanno una maggiore incidenza nell'età adolescenziale (15-19 anni).
  • Tumori ossei maligni: rappresentano il 10% dei tumori infantili ed uno dei principali sintomi è dato dalla percezione del dolore. Possono comportare fratture ossee, lesioni a carico del bacino e della regione sacrale e disturbi respiratori. Invece, quando sono presenti tumefazioni, queste possono indicare la presenza di tumori benigni, come le cisti ossee.
  • Altri tipi di tumori: rientrano in quest'ambito altri tumori che hanno una minore frequenza rispetto a quelli sopra menzionati.
 

Le frontiere della ricerca

I dati statistici dimostrano che circa 3 bambini su 4 guariscono completamente dal tumore.

La ricerca sta facendo notevoli passi avanti nella cura dei tumori dell'età infantile ed adolescenziale. Basti pensare che dal 2003 al 2008 la sopravvivenza dopo i 5 anni dalla diagnosi della malattia è arrivata a toccare l'86%. Tuttavia, occorre ancora insistere sulla strada della ricerca, in quanto per alcuni tumori infantili, come diversi tipi di leucemie e linfomi, non si è raggiunto questo traguardo.

Per tale ragione, l'AIRC mette a disposizione ogni anno dei finanziamenti per poter favorire la ricerca sui tumori infantili e legati all'adolescenza. Grazie a questi studi sarà possibile mettere a disposizione dei bambini oncologici terapie mirate che possano ridurre l'invasività del trattamento ed aumentare allo stesso tempo l'efficienza della cura.

E' questo il caso della leucemia mieloide acuta, attualmente oggetto di studio di un gruppo di ricercatori dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma. I ricercatori hanno trovato alcune importanti variazioni genetiche che sono alla base di questo tipo di leucemia. Ciò consentirà in futuro di sviluppare terapie più precise.

Un altro studio molto importante è quello del dott.Alberto Mantovani e del suo team che è stato recentemente pubblicato sull'importante rivista Blood. Nell'articolo si dichiara che è stato trovato un marcatore che consentirà di identificare il donatore più affine per ridurre il rischio delle ricadute in caso di trapianto.

Questi ed altri studi dimostrano la notevole importanza dei progressi scientifici che vengono effettuati in campo medico, in quanto senza di essi non si potrebbe aspirare a curare malattie che tutt'oggi vengono definite "incurabili".