Smagliature rosse e bianche: cause, differenze e rimedi

Smagliature rosse e bianche: cause, differenze e rimedi
25 luglio 2018

Benessere

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Smagliature: la prevenzione prima di tutto

Le smagliature (definite più correttamente striæ distensæ) sono vere e proprie cicatrici che si verificano in conseguenza di fratture nelle strutture portanti della pelle.

Questi inestetismi cutanei, tra i più fastidiosi, colpiscono in aree caratteristiche quali i glutei, la superficie interna della coscia, l’addome ed i fianchi.

Le donne sono coinvolte da questo inestetismo in percentuale doppia rispetto agli uomini, non per una maggiore predisposizione specifica, ma perché circostanze fisiologiche quali la gravidanza e l’allattamento aumentano il rischio di sviluppare smagliature.



 

Come si originano le smagliature rosse e bianche

La pelle è, secondo un’analisi generale, formata da tre strati:
  • epidermide: lo strato più esterno, che la riveste e che ospita le cellule che sintetizzano il pigmento che colora la pelle, la melanina (melanociti);
  • derma: contiene i vasi sanguigni, i nervi, le ghiandole sudoripare e le strutture pilifere ed è caratterizzato da una forte presenza in tessuto connettivo, ricco di elastina (che ha la funzione di mantenere la cute elastica) e di collagene (che ha ruolo di sostegno). Il derma e le sue strutture di supporto, definiscono l’architettura della pelle;
  • ipoderma: lo strato più profondo, che comprende il pannicolo adiposo sottocutaneo.
Quando la pelle viene sottoposta a stress (come accade quando viene stirata oltre i suoi limiti di elasticità) reagisce attraverso tre passaggi evolutivi:
  • Fase infiammatoria: quando il tessuto cutaneo è sottoposto a sollecitazioni che superano la sua capacità di resistenza, è possibile avvertire prurito, fastidio, bruciore e la sensazione che la pelle tiri. L’infiammazione generata dalla trazione danneggia i fibroblasti, le cellule della pelle che producono elastina e collagene, alterando la loro attività: conseguentemente le molecole di queste sostanze vengono prodotte in maniera anomala e l’impalcatura del derma comincia a manifestare delle incrinature;
  • Fase rigenerativa: l’attività dei fibroblasti riprende, ma se la sollecitazione permane, le fibre di collagene si spezzano e quelle di elastina si aggrovigliano. Sulla superficie cutanea compaiono delle striature rossastre (striæ rubræ), le smagliature rosse per l'appunto. In questa fase è possibile intervenire su questi inestetismi, ottenendo una remissione quasi completa con la giusta idratazione della pelle con rimedi naturali;
  • Fase di cicatrizzazione: con il trascorrere del tempo (si può trattare di giorni o mesi) la frattura nel derma si cicatrizza. La pelle provvede a colmarla con la deposizione di una soluzione di continuità, costituita da tessuto fibroso: la cicatrice. Il tessuto cicatriziale è tuttavia atrofico e privo delle caratteristiche tipiche della pelle sana (ghiandole sebacee, sudoripare, peli, vasi sanguigni e melanina). E’ proprio l’ipopigmentazione a conferire alle smagliature il colore bianco quasi perlescente (striæ albæ) che segnala l’irreversibilità del fenomeno degenerativo. Le strie bianche sono vere e proprie increspature della pelle apprezzabili al tatto.

Le cause delle smagliature

Le smagliature si realizzano quando le tensioni cui è sottoposta la pelle superano la sua soglia di resistenza. La maggiore o minore predisposizione alla loro formazione dipende, pertanto, dalla quantità di collagene ed elastina presenti nella cute: tanto minore è questo valore, quanto maggiore è la possibilità che la pelle si smagli. Malgrado quanto siamo portati a credere, il rischio di incorrere in questo inestetismo non dipende dal sesso: uomini e donne hanno la stessa probabilità di svilupparle, a parità di stress applicato sulla pelle e di caratteristiche della cute stessa.

Una più ricca presenza in elastina e collagene determina parallelamente anche una migliore resistenza ai fenomeni connessi all’invecchiamento cutaneo, come la formazione delle rughe.

Uno dei fattori che influiscono sulla formazione delle smagliature è la produzione da parte dell’organismo di cortisolo, l’ormone dello stress, che il corpo sintetizza nei momenti di difficoltà, quando è sotto pressione (anche psicologica) e che riduce la produzione di elastina, rendendo la pelle meno elastica. Per la medesima ragione, l’applicazione locale di pomate contenenti cortisonici assottiglia la pelle e predispone ad un maggiore rischio di strie. I pazienti affetti da patologie che comportano l’aumento di cortisolo endogeno (come il Morbo di Cushing), sono più soggetti al rischio di smagliature.

Anche alcune malattie che comportano l’alterazione della struttura del collagene (come la Sindrome di Marfan) possono determinare un aumento del rischio di sviluppare le strie.

Le smagliature sono normalmente conseguenti a forti variazioni ponderali: sia perdite notevoli di peso realizzate in tempi troppo brevi (che non lasciano alla pelle il tempo necessario per recuperare gradualmente la sua architettura fisiologica), sia aumenti repentini (circostanza che può coincidere con una gravidanza, nel corso della quale la formazione di striæ gravidarum è un’evenienza frequente) possono determinare la comparsa delle strie.

Le smagliature possono formarsi anche in tutte le circostanze nelle quali si verifica un aumento importante del volume della massa muscolare.
 

Cosa fare per eliminare le smagliature

Benché le smagliature siano un inestetismo impossibile da eliminare definitivamente, è possibile attenuarle fino a farle praticamente scomparire alla vista attraverso tecniche frutto dell’innovazione tecnologica applicata alla medicina estetica. Come facilmente prevedibile, i risultati migliori si ottengono se le procedure vengono effettuate quando le smagliature sono nella loro fase iniziale, ossia quando non sono ancora cicatrizzate.

Il dermatologo ed il medico estetico sono gli specialisti individuati dalle normative per l’esecuzione delle procedure impiegate per eliminare o attenuare le smagliature:
  • Laser frazionato: si tratta di una tipologia di laser CO₂ ad alta potenza, la cui luce frazionata produce vaporizzazione selettiva della cute e, conseguentemente, abrasione superficiale e puntuale nella zona colpita. Il laser frazionato rompe le cicatrici fibrose della smagliatura senza causare ustione (ma solo riscaldamento) della cute. Le zone rimaste sane sono, pertanto, stimolate a riparare la lesione e reagiscono depositando collagene, elastina e favorendo la formazione di nuove cellule con attività rigenerante. I risultati circa il rinnovamento della pelle e l’effetto lifting sono buoni, anche nel caso di smagliature già cicatrizzate. Tuttavia occorre osservare alcune precauzioni. Anzitutto è necessario tenere conto del fototipo della persona che si sottopone al trattamento, dal momento che negli individui con fototipo scuro il rischio di alterazioni della pigmentazione della pelle è elevato. In secondo luogo, la pelle nella zona da trattare non deve essere abbronzata e non deve essere esposta al sole o a temperature molto basse nella fase successiva alla procedura. Le sedute (il cui numero è stabilito dallo specialista in funzione delle caratteristiche dell’inestetismo) devono essere distanziate fra loro di almeno 30 giorni. Nelle ore immediatamente successive al trattamento l’area risulta arrossata (l’iperemia si protrae per una settimana circa) ed edematosa (il gonfiore permane per 2-3 giorni). Nei casi di cicatrici datate e profonde, viene applicata prima del trattamento una crema anestetica; tuttavia, nella maggior parte dei casi, la procedura è indolore;
  • Biorivitalizzazione: è una procedura che comporta micro infiltrazioni di acido ialuronico negli strati superficiali della pelle, effettuate attraverso l’utilizzo di aghi molto sottili (needling), che promuovono l’idratazione della cute e modulano l’attività dei fibroblasti, stimolandoli a produrre collagene ed elastina. I risultati di questa procedura sono buoni nel caso in cui si tratti di smagliature ancora rossastre, mentre la sua efficacia è limitata nei confronti delle strie bianche. L’esposizione al sole è consentita a distanza di almeno un mese dal trattamento. Si tratta di una tecnica molto apprezzata, in particolare per la sua mini invasività e per l’assenza di traumi che comporta;
  • Biodermogenesi: si tratta di una tecnica non invasiva e indolore, che combina l’azione della radiofrequenza a quella dei campi magnetici. Consiste nell’applicare sulla superficie della pelle una serie di stimoli elettrici di bassa intensità che stimolano il microcircolo, favorendo l’afflusso locale di sangue, la replicazione cellulare e dunque il rinnovamento cutaneo; il successo della biodermogenesi è strettamente connesso alle dimensioni dei solchi costituiti dalle fratture nel derma. Increspature poco profonde possono essere più agevolmente colmate grazie alla deposizione di nuovo collagene ed elastina da parte dei fibroblasti attivati e dal potenziamento della circolazione sanguigna. La biodermogenesi ha il vantaggio di poter essere eseguita anche in estate, perché la pelle trattata non risulta sensibile all’azione della radiazione ultravioletta. I risultati migliori si ottengono sulle smagliature rossastre, che scompaiono definitivamente nel 35% dei casi e si attenuano notevolmente nel restante 75%;
  • Terapia cortisonica: nel caso di strie ancora rossastre, il tempestivo intervento farmacologico locale con l’applicazione di creme cortisoniche può contribuire a prevenire la loro definitiva cicatrizzazione, grazie all’effetto antinfiammatorio che garantisce la regressione dell’evoluzione delle smagliature.
L’esecuzione di peeling cutanei con sostanze chimiche esfolianti (acido mandelico, acido glicolico) è consigliata da dermatologi e medici estetici solo in casi selezionati, a causa del possibile effetto di assottigliamento della pelle.

Malgrado il progresso della tecnologia offra ottime soluzioni, le smagliature non possono essere cancellate completamente e dunque lo strumento migliore rimane la prevenzione. I medici consigliano, a questo proposito, di:
  • evitare variazioni ponderali (e di volume della massa muscolare) repentine;
  • evitare il fumo e l’abuso di alcol, sostanze che agiscono potenziando i fattori responsabili dell’invecchiamento cutaneo, della perdita di trofismo e di turgore della pelle;
  • seguire uno stile di vita che preveda un’alimentazione corretta, ricca di cibi che stimolano la rigenerazione cutanea e che proteggono la sua naturale elasticità: frutta e verdura, alimenti ricchi di vitamine A, C ed E e di acidi grassi essenziali (pesce e semi oleosi). E’ utile mantenere la pelle idratata bevendo almeno 8 bicchieri di acqua al giorno;
  • applicare, in caso di lassità cutanea o di gravidanza, prodotti dalle spiccate proprietà idratanti e riattivatrici della microcircolazione locale, nella fattispecie creme e sieri ricchi di acido ialuronico e fosdipina. L’acido ialuronico è una molecola la cui concentrazione nella pelle è elevata durante tutta la prima fase della vita e che decresce con l’invecchiamento: la sua capacità di attrarre molecole d’acqua garantisce la corretta idratazione alla cute. La fosdipina è un complesso formato da glucosamina e fosfolipidi (in questo caso si utilizzano quelli estratti dalla soia). La glucosamina è una molecola che attiva la rigenerazione cutanea, mentre i fosfolipidi accelerano la riparazione della membrana cellulare (proteggendo le cellule della pelle dalla disidratazione legata all’invecchiamento e contribuendo a mantenerne il turgore) e consentono il passaggio dei principi contenuti nel cosmetico all’interno delle cellule. I fosfolipidi veicolano la glucosamina esattamente là dove è necessario che agisca, nel derma. La fosdipina attenua le smagliature esistenti e previene la formazione di nuove. Per mantenere la pelle elastica, possono essere utili anche prodotti quali l’olio di mandorle dolci (ricco di vitamina E) e l’olio di cocco.



Monica Torriani è moglie, mamma di 4 ragazzi, farmacista e blogger.
Si occupa di Salute e Benessere con WELLNESS4GOOD, il sito web che ha ideato. E' contributor per diverse testate.