Sindrome di Asperger: come riconoscerla? Dati e Statistiche

Sindrome di Asperger: come riconoscerla? Dati e Statistiche
18 febbraio 2019

Mamma e Bambino

Indice

 

Che cos'è la sindrome di Asperger?

Definire la sindrome di Asperger non è semplice, ma volendo offrire una prima identificazione, possiamo usare quella fornitaci dal DSM-5 (Manuale Diagnostico-Statistico dei Disturbi Mentali, versione aggiornata del 2013): disturbo dello spettro autistico. Per semplicità e chiarezza continueremo ad utilizzare il termine “Sindrome di Asperger” anche se il DSM-5 ha deciso di abolire tale termine e di sostituirlo con “Disturbo dello Spettro Autistico livello 1 senza problemi intellettivi e di linguaggio”. Cosa significa? Che le persone con la Sindrome di Asperger presentano alcune caratteristiche e manifestano alcuni comportamenti afferenti all’autismo, specificando che:  
Avere la sindrome di Asperger non significa essere “malati di mente”, ma avere un cervello che funziona in modo differente rispetto ad uno “neurotipico”, e dunque essere “neurodiverso”.

Immagine di un bambino che si tappa le orecchieSignifica che per tale ragione i bambini e gli adulti con sindrome di Asperger possono e devono svolgere una vita del tutto normale, sia sotto il profilo scolastico-lavorativo che delle relazioni interpersonali.
Che avere un figlio a cui venga diagnosticata la sindrome di Asperger (abbreviata in SA o in AS in inglese) non è una condanna, e che questa condizione non può essere modificata con le “cure”, ma solo gestita nel modo migliore per la soddisfazione di tutti (sia per la persona con la SA che per coloro che gli stanno vicino).

Che è un disturbo ad ampio spettro, e così ciascuna delle sue sotto categorie di appartenenza…
… Dal che si desume che anche la sindrome di Asperger si presenta in modo differente da individuo a individuo.
Che la sindrome di Asperger – così come tutte le altre forme di autismo – viene diagnosticata nella prima infanzia o nell’adolescenza, ovvero nell’età evolutiva, essendo una condizione che modella i comportamenti durante lo sviluppo (sindrome “pervasiva” dello sviluppo). Tuttavia, non sono rari i casi di mancata diagnosi o di diagnosi tardiva, che giunge quindi solo in età adulta.

Che distintamente da altri disturbi dell’autismo, la sindrome di Asperger non si manifesta con ritardo cognitivo o del linguaggio e, anzi, in molti casi le abilità intellettive e linguistico-matematiche sono superiori alla media e che per tale ragione questa forma di autismo viene definita “ad alto funzionamento”.
Tuttavia, e in generale, la sindrome di Asperger comporta o può comportare:
  • Difficoltà nell’interazione sociale
  • Interessi ristretti
  • Amore per la routine, per tutto ciò che comporti una ritualità, ricerca della monotonia e della ripetitività
Punti di forza peculiari, abilità specifiche tra le quali (comunemente):
  • Capacità di concentrazione fuori dalla norma
  • Abilità nell’ individuare schemi ricorrenti
  • Attenzione al dettaglio
Immagine d un bambino che gioca mettendo in ordine di dadi mentre la mamma lo guardaI punti deboli dell’individuo con sindrome di Asperger, invece, sono (sempre generalizzando):
  • Ipersensibilità a suoni, luci, colori, sapori
  • Difficoltà nel condurre una conversazione
  • Difficoltà nel “codificare” il linguaggio non verbale (espressioni facciali, movimento del corpo, prossemica, ovvero l’uso e la gestione dello spazio, ecc.)
  • Difficoltà nel coordinare i movimenti
  • Tendenza a sviluppare ansia e depressione
Come si evince da quanto specificato, e tornando al problema della definizione della sindrome di Asperger, possiamo concludere che si tratta di una condizione ascrivibile ad alcune manifestazioni dell’autismo, che però implica caratteristiche del tutto peculiari, che si declinano diversamente da individuo a individuo, e che possono sfociare persino in doti intellettive superiori alla media, e comunque particolarmente brillanti.

Asperger, quindi, non fa rima con “malattia mentale”, ma è piuttosto uno status che coinvolge la persona nella sua interezza rendendola divergente rispetto agli standard percepiti come normali nelle persone “neurotipiche”, con qualche limite in più per quanto riguarda le relazioni sociali, e la possibilità di colmare tali distanze con il corretto supporto.

Quante sono le persone con sindrome di Asperger nel mondo? Secondo alcune stime (ma non ci sono cifre sicure al riguardo), nascono circa 20 bambini con SA ogni mille nuovi nati. Una percentuale elevata, molto superiore rispetto alla diagnosi delle altre forme di autismo. Di certo sembra prediligere il sesso maschile, sebbene non si sappia ancora perché.
Entriamo ora nella mente di un individuo con sindrome di Asperger, e proviamo a vedere come funziona.

 

Come funziona il cervello di una persona con la Sindrome di Asperger?

Le persone con diagnosi di SA non “pensano” come la maggioranza dei loro familiari, amici e conoscenti, ovvero di tutti coloro che potremmo definire neurotipici. La loro visione del mondo, il modo in cui si relazionano agli altri esseri umani e a loro stessi, l’importanza che attribuiscono a oggetti, fatti, persone ed episodi sono diversi, nel senso che non collimano con le interpretazioni comuni. Come funziona il loro cervello, come interpretano la realtà oggettiva che sta loro davanti, o come vivono le loro emozioni?

Immagine di un bambino al parco giochi, in disparte che non partecipa con gli altriSono le loro stesse parole a farcelo capire. Una persona con SA spesso percepisce il mondo esterno come fonte di angoscia, se ne sente travolto, oppresso, ne vede le minacce che derivano dal caos, pertanto cerca conferme e soprattutto stabilità e protezione creandosi un suo circuito di abitudini. Altrimenti tende a sentirsi spaurito, perso, e si fa prendere dal panico. Accade anche a chi non abbia questa sindrome di sviluppare atteggiamenti simili, ad esempio diventando fobici o acquisendo comportamenti un po’ maniacali.

Ma tornando ad una persona con SA, all’interno di questa visione un po’ minacciosa del mondo esterno, si situano anche le persone che lo abitano, inclusa la cerchia familiare. Molti individui con SA raccontano di avere difficoltà a relazionarsi con fratelli e sorelle, o con i genitori, spesso faticano a fare amicizia e tendono ad isolarsi. Non solo, dal momento che sono molto sensibili, si rendono conto di essere diversi dalla maggioranza, e ne soffrono, isolandosi ancora di più. Tuttavia, dal momento che i loro risultati scolastici sono spesso brillanti, e che non hanno difficoltà nel linguaggio, il loro disagio non sempre è percepibile all’esterno, e così pochi fanno quel “passo in più” necessario per entrare nel mondo di una persona con SA e diventarne parte.

Ma naturalmente questo è possibile. Un bambino o un adolescente con SA possono tranquillamente avere rapporti sociali se aiutati a comprendere meglio come relazionarsi in modo simpatetico con gli altri. Si dice comunemente che un individuo con sindrome di Asperger sia privo di empatia. Non è esattamente così. Ci sono individui poco o per nulla empatici anche tra i neurotipici, persone incapaci di entrare in risonanza con gli stati d’animo degli altri. Una persona con sindrome di Asperger, invece, ha difficoltà a codificare le manifestazioni tipiche che accompagnano un dato stato d’animo, proprio perché non “legge” il linguaggio non verbale. C’è una bella differenza!

 

Come si manifesta la sindrome di Asperger

Abbiamo già anticipato le manifestazioni più tipiche e generali della sindrome di Asperger, ma proviamo ad entrare nello specifico. Ci sono difficoltà che le persone con SA mostrano soprattutto nell’ambito delle relazioni sociali, della comunicazione (ma non disturbi del linguaggio), associate a comportamenti peculiari. Vediamo meglio.


Relazioni sociali

Gli individui con sindrome di Asperger tipicamente possono manifestare o possono essere visti come portatori di certi “difetti” tra cui:
  • Insensibilità
  • Isolamento (soprattutto in contesti sovraffollati la persona con SA tende a “scappare” preferendo rifuggire il contatto umano)
  • Evitamento del contatto visivo
  • Incapacità di trarre conforto o di dare conforto agli altri
  • Incapacità di apparire socialmente opportuni, di sapersi modulare in base al contesto
Come si evince, si tratta di comportamenti in realtà coerenti con la visione del mondo interiore della persona con SA.


Comunicazione

Immagine che mostra una bambina seduta per terra che gioca da sola con una bambolaCaratteristica degli individui con SA è quella di non dare valore al linguaggio non verbale limitandosi al messaggio verbale, di cui, però, interpretano alla lettera il significato. Ragion per cui può accadere che una persona con SA:
  • Non capisca e non risponda a tono ad un gioco di parole o a un doppio senso
  • Non colga l’implicazione non verbale (ad esempio una smorfia) di una data affermazione o domanda fraintendendone il significato (come nel caso frequente in cui si afferma una cosa smentendola con l’espressione del volto)
  • Faccia fatica a comprendere discorsi molto vaghi o astratti
  • Non attribuisca importanza al tono di voce (perentorio, confidenziale, allusivo ecc.)
Sebbene gli individui con SA parlino bene e, anzi, spesso posseggano competenze linguistiche di alto profilo, a volte trovano difficile condurre una conversazione soddisfacente perché si limitano a ribadire il già detto (per cui sembrano ripetere o “rifare il verso” degli altri interlocutori) o si concentrano su argomenti specifici di loro interesse trascurando gli interessi degli altri.


Ripetitività

Come abbiamo visto, le persone con SA amano la routine, gli schemi che si ripetono e tutto ciò che sia ordinato e preciso, in modo da sentirsi sempre “al sicuro”. Pertanto:
  • Fanno le cose sempre nello stesso modo, con la stessa sequenza di gesti
  • Mangiano sempre gli stessi cibi, cucinati e presentati nel piatto nello stesso modo
  • Possono accettare l’idea di cambiare la loro routine solo se persuasi che sia per un ottenerne un vantaggio (non “cambiare tanto per cambiare”), e con un tempo di preparazione adeguato
  • Non devono essere distolti da questa routine
immagine che mostra le abitudini dei bambini a seconda dell'orarioGli schemi dei soggetti con SA possono apparire stravaganti se visti dall’esterno, ma per il suo creatore hanno una grande importanza, nonché una logica inattaccabile, pertanto non devono essere stravolti, ridicolizzati o minimizzati. Rappresentano un modo per dare ordine al mondo caotico nel quale una persona con SA trova difficoltà a districarsi.

Gli individui con la sindrome di Asperger, però, sono spesso dotati di menti brillanti e sviluppano fin da piccoli interessi in ambiti molto specifici, diventandone degli esperti. Tra questi “filoni” di interesse ci possono essere materie di studio come la botanica, l’astronomia, le scienze, la filologia, l’informatica eccetera, che possono sfociare in percorsi formativi di altissimo profilo. Talvolta si dedicano ad un hobby, come ad esempio il collezionismo. Di qualunque genere di interesse si tratti per una persona con SA rappresenta non solo una possibilità di impiego nel mondo del lavoro, ma anche e soprattutto una grande fonte di gratificazione personale. Per tale ragione quando un individuo con SA manifesti una passione specifica, va incoraggiato a perseguirla.

Infine, tra i comportamenti peculiari delle persone con sindrome di Asperger, non si può non includere il particolare rapporto con i propri “sensi”. Forme, colori, odori, sapori, luminosità e tutto ciò che colpisca i sensi di un individuo con SA può rappresentare uno stimolo eccessivo, e quindi un problema. La loro ipersensibilità può infatti sfociare in veri e propri attacchi panico o comunque in comportamenti ansiosi a seguito di rumori forti improvvisi, impulsi luminosi, o un contatto fisico imprevisto.

 

Diagnosi e terapie

Immagine che mostra un bambino mentre riceve il supporto della maestraRispetto ad altri disturbi dello spettro autistico, la sindrome di Asperger può essere diagnosticata con minore tempestività, perché non comporta ritardi nello sviluppo cognitivo, sebbene i bimbi che la presentino tendano a parlare più tardi degli altri e a stare per conto loro. Ma poiché i bambini con SA possono differire, nelle loro manifestazioni della sindrome, in modo spiccato gli uni dagli altri, e poiché le differenze tra loro e i coetanei possono essere più o meno marcate, è difficile arrivare ad una diagnosi in tempi davvero precoci.

Tipicamente un bambino con SA manifesterà tendenza all’isolamento, comportamenti stereotipati e ripetitivi, reazioni eccessive a stimoli sensoriali, ecolalia (ripetizione delle parole dette dagli altri), limitata mimesi facciale e mancanza di interesse spontaneo per le manifestazioni di gioia o di tristezza dei coetanei, difficoltà di interazione con gli stessi, egocentrismo, eccessiva e prolungata capacità di concentrarsi su un’unica operazione non coerente con la dispersività tipica dell’età infantile, parlata monotona eccetera. In “piccolo” la sintomatologia che abbiamo già visto, insomma. Un genitore e/o un educatore attento percepiranno queste discrepanze rispetto a quella che consideriamo la norma comportamentale in base alla fase di sviluppo del bambino e questo dovrà portare ad un controllo neuropsichiatrico.

Come si diagnostica la sindrome di AS? Con un doveroso approccio multidisciplinare. Un’equipe di psichiatri, psicologici, esperti del linguaggio, fisiatri eccetera valuterà separatamente il bambino sottoponendolo a specifici test e osservandone i comportamenti per poi giungere ad un confronto. Se le diagnosi coincidono allora si potrà anche stabilire il tipo di terapia di supporto migliore per il piccolo paziente. Scopri di più sulle Strutture Sanitarie che dispongono di un reparto di Neuropsichiatria Infantile

Immagine che motra un colloquio tra insegnante e genitore con il bambinoCome già precisato in apertura di articolo, la sindrome di Asperger NON si cura, perché non è una malattia. Si insegna al bambino come gestire al meglio le sue difficoltà e come migliorare le sue relazioni sociali. Tuttavia, non è solo il bambino con SA a dover essere aiutato. Tutta la cerchia familiare, nonché gli educatori a scuola e perfino i compagni e gli amichetti sono coinvolti per imparare a relazionarsi con la persona con sindrome di Asperger e a capirne e prevenirne le peculiari reazioni. Questo vale però anche per un adulto con sindrome di Asperger, ad esempio relativamente all’ambiente in cui lavora.

In generale le terapie previste in questi casi includono:
  • Terapie cognitivo-comportamentali per la gestione dell’ansia e dei rapporti personali
  • Corsi di recupero delle abilità sociali, per l’acquisizione delle competenze necessarie a sostenere conversazioni in ambito socio-scolastico e comprenderne le dinamiche
  • Terapie del linguaggio per imparare a controllare il tono di voce variandolo a seconda del contenuto informativo che si deve comunicare
  • Ginnastica per migliorare il controllo del corpo e la coordinazione dei movimenti
Eccetera…

Chi era Hans Asperger?

Concludiamo con due parole su colui da cui la sindrome di cui ci stiamo occupando prende il nome: Hans Asperger.
Immagine che mostra un medico seduto dietro la scrivania del suo studioChi era costui? Un pediatra austriaco che nel 1944 segnalò diversi casi di persone che mostravano solo alcune delle caratteristiche attribuite all’autismo, a sua volta disturbo ad ampio spettro già in precedenza codificato con questo nome dallo psichiatra Leo Kanner appena un anno prima, nel 1943. La singolarità dei casi descritti da Asperger era soprattutto legata alle competenze linguistiche di chi ne portava i tratti, superiori senza dubbio agli individui con diagnosi di autismo classico.

Ma… per lunghi decenni gli studi effettuati da Asperger e la sua corretta intuizione vennero lasciati ad ammuffire, probabilmente perché questo medico aveva collaborato con il governo nazista e pertanto era considerato controverso, per non dire scomodo. Nel 1981, però, la psichiatra Lorna Wing riprese il lavoro di Asperger e finalmente accorpò le caratteristiche segnalate dal medico austriaco sotto la definizione di sindrome specifica cui attribuì proprio il nome del suo scopritore. Continuiamo a definire la sindrome di Asperger come tale, sebbene, come abbiamo visto, in realtà altro non sarebbe che una forma lieve di autismo (ecco perché “disturbo delle spettro autistico”), ad alto funzionamento non accompagnato da ritardi cognitivi e limitazioni nel linguaggio.
 


Domande e risposte

Quali sono i sintomi della Sindrome di Asperger negli adulti?
Più o meno gli stessi dei bambini, ma in particolare gli individui con SA si riconoscono per le seguenti particolarità:
  • Mancano di consapevolezza sociale, come se quasi non si rendessero conto di far parte di un contesto sociale, qualsivoglia
  • Sono poco o per nulla interessati a relazioni di amicizia e ad avere una cerchia di persone da frequentare
  • Anche quando si facciano degli amici, faticano a coltivare i rapporti
  • Mostrano difficoltà a intuire e/o decodificare pensieri, emozioni, sentimenti degli altri
  • Hanno la tendenza ad evitare il contatto visivo o, al contrario, mostrano una fissità dello sguardo
  • Tendono a soffrire di ansia e depressione

Quali sono le caratteristiche di una persona con la Sindrome di Asperger?
Gli individui con sindrome di Asperger possono essere molto diversi gli uni dagli altri e pertanto manifestare caratteristiche ascrivibili alla sindrome assai eterogenee. In generale si distinguono per la loro difficoltà nelle relazioni sociali e nella comunicazione (soprattutto quella non verbale) con le persone che li circondano, per la ripetitività dei loro modelli comportamentali, per la spiccata attenzione ai dettagli (ad esempio di un oggetto) e per l’ipersensibilità sensoriale. Spesso, fin da piccoli, sono dotati di una intelligenza brillante che si esplicita in rami di studio di loro particolare interesse.

In cosa la Sindrome di Asperger differisce dall’autismo?
La sindrome di Asperger è una forma lieve di autismo – catalogato nel DSM-5 come disturbo dello spettro autistico – non associata a ritardo cognitivo né a disturbi del linguaggio e per tale ragione definito “ad alto funzionamento”.
 
Da cosa capiamo che qualcuno ha una Sindrome di Asperger?
Come ampiamente precisato, la sindrome di Asperger ha tante varianti, ma in generale se incontriamo qualcuno che:
  • Ha minime relazioni sociali e sembra non avere amici o non volerne
  • Non ci guarda negli occhi o guarda altrove mentre parla con noi e il suo tono di voce è sempre lo stesso
  • Fa le cose sempre nello stesso modo
  • Nel suo lavoro o nello studio è brillante e ne parlerebbe per ore
  • Non ride alle battute e sembra non capire i giochi di parole, prende invece tutto alla lettera
  • Ha difficoltà a capire il linguaggio non verbale…
… Con buona probabilità ci troviamo di fronte ad una persona con AS


Cosa causa la Sindrome di Asperger?
Le cause esatte dei disturbi dello spettro autistico sono ancora in buona parte sconosciute. Si suppone che esista una componente genetica associata a fattori ambientali ma in nessun modo il tipo di educazione, la composizione familiare o l’estrazione sociale del soggetto con SA possono ritenersi fattori di rischio. È stata inoltre completamente destituita di fondamento la teoria secondo cui le vaccinazioni infantili giochino un ruolo nel favorire lo sviluppo di forme di autismo o ne siano, addirittura, causa diretta.

 
 
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.