Sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS): cos'è?

Sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS): cos'è?

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2019

Indice

SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA: UNA SINDROME “MODERNA”

La prima domanda che la scienza si pone di fronte ad una sindrome apparentemente nuova e caratterizzata da sintomi sfumati e poco caratterizzanti quale la sensibilità chimica multipla è: ma esiste davvero? Come accade per altre patologie accorpate sotto la dicitura di “sindrome” cronica e dolorosa, o di natura reattiva, tra cui la fibromialgia, della cui eziologia poco ancora si sa, anche la sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS - Multiple chemical sensitivity syndrome), di cui ci occupiamo in questo approfondimento, viene da alcuni medici derubricata a malattia “psichiatrica”. Che in altri e più onesti termini vorrebbe dire: inventata. O, al più, generata da un preesistente disturbo ansioso. Davvero non esiste la sensibilità chimica multipla, o si tratta di un problema medico di così insignificante natura da non meritare di essere preso in considerazione? Vediamo di entrare meglio nel dettaglio, e scoprire cosa sappiamo di questa malattia. 

La sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS), anche definita intolleranza idiopatica ambientale ad agenti chimici (IIAAC), è una (rara) patologia cronica multisistemica, che comporta una reazione immunitaria dell’organismo quando sia esposto a specifiche sostanze chimiche ad ampio spettro presenti normalmente nell’ambiente e nell’atmosfera (sia indoor che outdoor) in cui vive il soggetto, nei cibi, nei detergenti, nei materiali di costruzione, negli strumenti tecnologici eccetera. Come si evince, la MCS comporta l’insorgenza di sintomi diversi di tipo dermatologico, neurologico, respiratorio, gastrointestinale ecc., anche quando la concentrazione dei composti chimici sia inferiore a quella considerata pericolosa, e pertanto ben tollerata dalla maggior parte delle persone. I sintomi da sfumati e intermittenti tendono a cronicizzarsi e a peggiorare nel tempo, sfociando in patologie conclamate anche gravi, tra cui forme tumorali e malattie neurodegenerative.

Tuttavia, una delle ragioni per cui la MCS è oggetto di acceso dibattito presso la comunità medico-scientifica internazionale, è l’estrema soggettività con cui sui manifestano i sintomi che rende difficile stabilire parametri universali di riferimento anche in relazione alla formulazione di una diagnosi e di una terapia efficace per tutti. Che si tratti di un disturbo di natura psicosomatica appare possibile, ma ciò non implica che le manifestazioni fisiologiche siano trascurabili, al contrario, sono spesso di tale intensità da peggiorare sensibilmente la qualità della vita di chi ne soffre, fungendo, a quel punto, da causa essi stessi di disturbi ansioso-depressivi. Per quanto riguarda l’insorgenza della malattia, spesso essa esordisce dopo che il soggetto colpito è stato esposto ad un contatto massiccio – ma di breve durata nel tempo – con sostanze chimiche tossiche, evento che abbia scatenato una prima e importante reazione allergica o di sensibilizzazione. A seguito di ciò, l’organismo sviluppa una incapacità di tollerare anche minime concentrazioni di tali agenti chimici o inquinanti, ragion per cui il sintomo di tipo reattivo si cronicizza, per l’impossibilità di eliminare dall’ambiente in cui il soggetto vive, la totalità della sostanza “trigger” (che scatena il disturbo). 

Vi è l’ipotesi che tale sensibilizzazione sia anche amplificata dai campi elettromagnetici che ci circondano. Come vedremo, i sintomi inziali sono in parte sovrapponibili a quelli allergici comuni, per questo giungere ad una diagnosi è percorso accidentato e lungo, quando si risulti negativi a tutti i test allergologici considerati in questi casi. Infatti non è al momento disponibile nessun tipo di test specifico o di esame funzionale in grado di diagnosticare, con minimo margine di errore, la MCS. Di questa sindrome “moderna” (ma conosciuta fin dagli anni sessanta del novecento), dunque, si sa poco e la scienza medica procede ancora a tentoni. Se pensi di avere sviluppato una sensibilità chimica multipla, il primo step da cui partire è, dunque, il riconoscimento dei sintomi fisici. Vediamoli tutti. 

QUALI SONO I SINTOMI?

Come anticipato, la sindrome da sensibilità chimica multipla comporta la manifestazione di una variegata sintomatologia di tipo reattivo, che significa che il corpo reagisce a vari livelli alla esposizione ai composti chimici sotto accusa. Ad esempio, potresti, inizialmente, sperimentare tutti o alcuni dei seguenti disturbi:mal di testa In genere la crisi reattiva, ad esempio al contatto con un agente irritante, si innesca con disturbi di tipo respiratorio - attacco d’asma, tosse, fiato corto - quasi sempre “scambiate” per reazioni avverse a qualche allergene. Ma in questo caso il test allergologico fornisce esiti negativi perché i sintomi sono derivanti da una vera e propria intossicazione, e non da un’allergia. Dagli anni ottanta ad oggi, ovvero da quando le comunità medica ha cominciato a studiare seriamente il fenomeno della sensibilizzazione chimica multipla in alcuni soggetti (via via, sempre più numerosi), si è giunti ad individuare diverse fasi progressive della manifestazione della sindrome (che, va detto, si limitano a descrivere l’ingravescenza dei sintomi come finora rilevata dai pazienti), ovvero:
  • Stadio 0 o della tolleranza. Condizione di partenza, in cui il soggetto non ha difficoltà di adattamento all’ambiente circostante a meno che il limite di concentrazione di sostanze potenzialmente tossiche non venga superato
  • Stadio 1 o della sensibilizzazione. In genere si “entra” in questa fase dopo una esposizione cronica anche a minime dosi di sostanze che l’organismo non riesce a smaltire, o dopo una esposizione breve a dosi massicce di tali composti. I sintomi comunemente sperimentati sono: irritazione degli occhi, della pelle o delle prime vie respiratorie; prurito, affaticamento, dolori muscolo-scheletrici, disturbi dell’equilibrio, mal di testa, sbalzi di pressione, dispnea (fiato corto), sensazione di caldo o freddo, asma, circolazione periferica deficitaria, abbassamento delle difese immunitarie, disturbi cognitivi, alterazioni gastrointestinali
  • Stadio 2 o della infiammazione. La sindrome peggiora e diventa cronica, con l’insorgenza di sintomi infiammatori a carico di diversi organi e tessuti che possono essere diagnosticati attraverso test ed esami specialistici. Si annoverano tra i disturbi infiammatori possibili: dermatiti, vasculiti, anomalie metaboliche ed endocrine, artriti, allergie alimentari e ai pollini delle piante, riniti, svenimenti improvvisi (sincopi), sanguinamenti ecc.
  • Stadio 3. Si tratta della fase più severa della sindrome, che comporta un aggravamento di tutti i sintomi infiammatori e un deterioramento delle condizioni generali del paziente. A questo stadio la sensibilità chimica multipla avrà prodotto danni consistenti al sistema nervoso, ai reni, al fegato, al sistema immunitario, alla pelle o all’apparato circolatorio, che a loro volta possono sfociare in malattie potenzialmente letali quali cancro, eventi cardiocircolatori, ictus ischemico, malattie psichiatriche, neurologiche (tra cui epilessia) e neurodegenerative, emorragie ecc. 
Attenzione, non devi, però allarmarti, se pensi di avere un problema di sensibilizzazione chimica multipla. Per arrivare allo stadio 2 e 3 della SCM, occorre che tu abbia anche una particolare predisposizione genetica (il fattore genetico è quasi sempre determinante nell’insorgenza di queste rare sindromi pur innescate da fattori ambientali, anche se in questo caso le poche ricerche effettuate hanno dato esiti controversi) e che comunque sia esposto a molte delle principali sostanze irritanti. Vero è che la maggior parte di questi composti chimici sono disciolti nell’atmosfera, come ad esempio molti gas inquinanti, pertanto potrebbe risultare utile, come vedremo, spostarti, se possibile, in ambienti meno inquinati e “bonificare” la tua abitazione sanificandola dagli agenti chimici che puoi eliminare o sostituire con omologhi innocui. 

Per quanto riguarda l’età di insorgenza della sindrome, anche in questo caso si registra una estrema variabilità. I sintomi della CSM possono manifestarsi già in età pediatrica, proprio come le allergie, o quando il soggetto inizia ad accumulare nell’organismo composti chimici nocivi di differente natura, il che può avvenire in età giovanile (20-30 anni), o anche in età più matura.

La componente ansiosa, nella gestione di questi sintomi e quindi nella diagnosi della sindrome, gioca un ruolo chiave, perché il soggetto che soffre (e i disturbi succitati sono del tutto reali e fisiologici!), spesso arriva stremato dall’ennesimo specialista senza capire quali siano esattamente le cause del suo stare male, e soprattutto dopo aver provato mille cure palliative che si sono dimostrate inefficaci. 

Quando il corpo tende ad immagazzinare sostanze tossiche senza metabolizzarle correttamente, le contaminazioni in grado di provocare una recrudescenza dei sintomi sono le più disparate: basta lo spruzzo di un profumo, una vernice, la colla di un capo di abbigliamento o di un paio di scarpe per provocare severe crisi reattive. E non è raro che queste stesse crisi vengano accolte (non solo da conoscenti ma anche dai propri amici e congiunti) con fastidio, come fossero una “esagerazione”, un modo per attirare l’attenzione. Essere creduti, dunque, rappresenta la prima e più importante sfida da affrontare. Una volta che si sia giunti ad ipotizzare che la sintomatologia che abbiamo visto sia causata da una MCS, si dovrà fare il passo successivo. Ovvero capire quali siano i potenziali agenti chimici nemici, che causano il disturbo. Vediamo le possibilità finora documentate. 

LE SOSTANZE CHIMICHE CHE SCATENANO LA REAZIONE AVVERSA

È noto che tante sostanze chimiche e composti normalmente presenti nell’ambiente in cui gli esseri umani vivono siano nocivi e causino loro malattie di vario tipo, tra cui diverse forme tumorali. Alcune delle sostanze chimiche la cui tossicità sia stata dimostrata sono:
  • Tabacco (fumo di sigarette), causa, tra le altre patologie, di cancro alle vie respiratorie
  • Amianto (o asbesto). Le fibre di questo gruppo di minerali silicati sono causa di un raro tipo di cancro detto mesotelioma, che colpisce i tessuti di rivestimento delle cavità sierose del corpo, tra cui pleura e peritoneo, e di asbestosi, una fibrosi polmonare che comporta la progressiva riduzione della capacità respiratoria. L’esposizione alle fibre di amianto aumenta anche il rischio di cancro polmonare e intestinale
  • DDT (diclorodifeniltricloretano). Composto chimico massicciamente impiegato nel recente passato come Insetticida ed estremamente tossico, in grado di permanere a lungo nell’ambiente una volta diffuso, associato a malattie neurologiche e infertilità, soprattutto negli uomini
  • Bisfenolo A (BPA). Sostanza chimica utilizzata prevalentemente per produrre la plastica in policarbonato dei contenitori trasparenti (tra cui i biberon per i neonati) e il materiale che riveste internamente le lattine. Molto diffuso in passato, attualmente il bisfenolo A è stato quasi bandito per la sua dimostrata tossicità. Agisce, infatti, come interferente endocrino, alterando la produzione ormonale del corpo e aumentando in tal modo il rischio di patologie tumorali quali quelle al seno
  • Diossine. Si tratta di composti derivati da processi di combustione, presenti in modo purtroppo pervasivo nell’atmosfera soprattutto dei grandi centri urbani o delle aree a forte industrializzazione, che permangono a lungo nell’ambiente e creano danni a breve e lungo termine a carico del sistema immunitario ed endocrino
  • Creosoto. Sostanza derivata dal petrolio, tossica e potenzialmente cancerogena, che si usava per impermeabilizzare le traversine di legno delle ferrovie, poi “riciclate” a scopo abitativo, come normali assi di legno da usare per la costruzione di edifici, ignorandone la pericolosità
Se i “veleni” succitati sono noti, e il loro smaltimento dall’ambiente e dai materiali di uso comune da tempo avviato dagli enti preposti alla protezione della salute pubblica, non lo stesso si può dire di composti chimici abbondantemente presenti in quasi tutto ciò che “tocchiamo”, ingeriamo, applichiamo al nostro corpo ecc. Ci riferiamo a sostanzesia naturali che sintetiche - usate nelle composizione chimica di:
  • Moquette e rivestimenti per interni
  • Plastiche
  • Profumi (anche per ambienti)
  • Detergenti per l’igiene personale
  • Detersivi 
  • Prodotti per le piante
  • Alimenti industriali e processati
detersiviSi tratta, per lo più, di solventi, idrocarburi, colle, metalli pesanti, fosfati, conservanti ecc., presenti in concentrazioni non considerate rischiose per gli esseri umani, ma che nei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla risultano comunque tossiche. Il processo di sensibilizzazione, oltreché innescato, probabilmente, da una prima e massiccia esposizione ad uno o più composti chimici irritanti, sembra sia anche favorito dalla compresenza di campi magnetici ed elettromagnetici, ormai comuni nelle nostre aree urbane e nelle nostre abitazioni per la pressoché omogenea copertura wi-fi. 

Il vero problema nella classificazione degli agenti irritanti che sono in grado, nei soggetti predisposti, di causare la sindrome, è la difficoltà – per la comunità scientifica internazionale – di accordarsi non solo sull’esistenza della malattia (che comunque sarebbe già il primo passo), ma, secondariamente, sulle cause ambientali che con certezza possiamo considerare come fattori scatenanti. La MCS non può infatti venire considerata neppure una malattia professionale, sebbene possa incidere il tipo di lavoro svolto se comporta l’esposizione ad agenti chimici multipli, perché le categorie a rischio sono del tutto trasversali. Sia per quanto riguarda l’iter diagnostico che per le eventuali terapie, c’è ancora tanta strada da fare. 

LE CAUSE DELLA MCS E I FATTORI DI RISCHIO

Dal momento che la sindrome da sensibilità chimica multipla è una condizione rara e di difficile definizione clinica, anche sulle cause gli scienziati si interrogano. Partiamo dalla descrizione della MCS così come la troviamo nel documento dell’International Programme on Chemical Safety (IPCS) redatto per conto dell’OMS nel 1996. Quivi i criteri per riconoscere la MCS sono i seguenti:
  • I sintomi sono riproducibili con l’esposizione (agli agenti chimici potenzialmente nocivi)
  • La condizione è cronica
  • La sindrome si manifesta a seguito di esposizione a bassi livelli
  • I sintomi si attenuano con la rimozione all’esposizione
  • I sintomi si presentano con esposizione a sostanze chimiche multiple non correlate chimicamente
  • I sintomi colpiscono più apparati del corpo
Sappiamo dunque per certo che la sindrome è causata dall’esposizione a più sostanze chimiche di diversa natura, che possono essere differenti per ciascuno a seconda della suscettibilità individuale, le quali provocano nel soggetto colpito sintomi a loro volta diversificati e sistemici (ovvero che coinvolgono più organi e tessuti del corpo), e che si verificano puntualmente ogni volta che egli ne entri in contatto, anche in minime concentrazioni. Un po’ ciò che accade nelle manifestazioni allergiche, in cui anche una trascurabile quantità di allergene può scatenare una reazione acuta. Alcune tra le poche ricerche sperimentali effettuate sugli esseri umani con i test di provocazione (i cui esiti, va detto, sono ancora controversi), hanno dimostrato che l’esposizione agli agenti chimici utilizzati ha dato luogo a sintomi di tipo neurovegetativo e comportato un coinvolgimento del sistema limbico del cervello, il quale racchiude ippocampo, amigdala e ipotalamo, strutture connesse anche con la memoria, l’apprendimento, le emozioni e da cui dipende il sistema endocrino dell’organismo. 

Oltre all’indiscutibile fattore ambientale, che pertanto rappresenta la causa principale della sindrome da sensibilità chimica multipla, rappresentano fattori di rischio:
  • L’appartenere al sesso femminile 
  • L’appartenere ad una condizione socio-economica elevata
Ancora meno specifici i risultati relativi alle possibili mutazioni genetiche coinvolte nell’aumentare le probabilità di sviluppare la MCS, così come sulle tipologie di molecole e di composti chimici che con maggiore incidenza provocano l’intossicazione nei casi studiati. 
Come si evince, siamo potenzialmente tutti a rischio, senza sapere esattamente da cosa. 

COME SI ARRIVA ALLA DIAGNOSI?

Come ampiamente spiegato, giungere ad una diagnosi di sensibilità chimica multipla, ovvero far risalire una sintomatologia estremamente variegata e riconducibile ad una vasta gamma di possibili cause patologiche o psicosomatiche, è assai difficile. Soprattutto per il fatto che ancora non esistono criteri diagnostici univoci, basati su test ed esami strumentali specifici. Manca, del resto, una letteratura medica strutturata sull’argomento, abbastanza vasta, condivisa e autorevole da costituire un punto di riferimento sicuro per gli specialisti e che permetta di creare protocolli diagnostico-terapeutici efficaci. Ciò che, quindi, accade, è che ciascun paziente intraprende un percorso individuale in cui risulta cruciale il poter fare riferimento a medici sensibili e preparati, che abbiano conoscenze relative alla sindrome. In Italia, ad esempio, i principali ospedali e Centri di riferimento sono: Gli/le specialiste di riferimento sono, per quanto riguarda l’iter diagnostico: immunologi/e, endocrinologi/e, psichiatri/e.

Dopo la prima fase conoscitiva di anamnesi – che è fondamentale per capire quali sono le reali condizioni del paziente, quale la sintomatologia descritta in relazione ai fattori di rischio ambientali – si passa alle analisi preliminari di routine. Tra queste: analisi del sangue, test allergologici, ecografie ecc. Naturalmente servono per escludere altre patologie che nulla hanno a che vedere con la MCS. Per quest’ultima, infatti, occorre, e siamo nella seconda fase dell’iter diagnostico, andare a rilevare una condizione di forte stress ossidativo, indicato da una abnorme concentrazione di radicali liberi nel sangue, segno che l’organismo è saturo di sostanze tossiche che non riesce a smaltire. Si associa ad avitaminosi (in particolare a carenza di vitamine D, E, C, B) e carenza di minerali, in particolare di magnesio, cromo, manganese, e di aminoacidi, precursori delle proteine. 

Può risultare utile anche un’analisi tricologica, perché nei soggetti affetti da sindrome da sensibilità multipla nel capello sono presenti metalli pesanti in quantità del tutto fuori norma. È molto importante effettuare i test allergologici, che devono risultare negativi per giustificare una sintomatologia simile (ma non del tutto sovrapponibile) a quella immunitaria. Il dialogo con il paziente diventa, in questo lungo e ostico iter, cruciale per giungere a stabilire una terapia che dovrà gioco forza essergli “cucita addosso”. La peculiarità della sindrome da sensibilità chimica multipla, infatti, è quella di manifestarsi in modo differente da soggetto a soggetto. Durante questo percorso è necessario lavorare su due fronti: quello fisico, e quello psicologico. Infatti disturbi dell’umore, ansia, stress e depressione sono ugualmente sintomi della malattia e fattori di aggravamento degli stessi. 

Ma vediamo meglio quali sono le cure possibili per la sindrome da sensibilità chimica multipla. 
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ESISTONO CURE?

farmaciNon esiste, ad oggi, un protocollo terapeutico universale che curi la sindrome da sensibilità chimica multipla, o per lo meno permetta una remissione dei sintomi. Per questi ultimi, sono disponibili molti farmaci che assunti per brevi periodi sono in grado di ridurne l’impatto. Spesso una terapia disintossicante è necessaria, e per effettuarla ci si deve rivolgere a Centri specializzati nel trattamento della MCS, e professionisti che abbiano esperienza pregressa con la malattia, altrimenti non si trovano grandi risposte. Antinfiammatori, analgesici, sonniferi, ansiolitici sono, infatti, semplici palliativi. Dobbiamo inoltre considerare che anche i medicinali contengono molecole di sintesi potenzialmente tossiche per soggetti così sensibilizzati! In realtà, l’unica possibile cura è rappresentata dalla rimozione, dall’ambiente in cui vive il soggetto colpito da MCS, dei principali agenti tossici, e dalla eliminazione, laddove possibile, dei campi elettromagnetici. Inoltre un grande aiuto è rappresentato da una dieta ricca di sostanze antiossidanti che aiutino l’organismo a smaltire i radicali liberi, e povera di cibi industriali e processati.

Una cura, a ben vedere, che consiste in un radicale cambio di vita, il quale comporta sacrifici, anche di tipo economico, limitazioni (ma purtroppo la MCS stessa è fonte di invalidità, seppur non riconosciuta dalla legge), difficoltà per chi ne soffre, e per chi fa parte della sua cerchia familiare. Bonificare un’abitazione eliminando ogni tipo di agente anche minimamente tossico, spostarsi verso zone meno inquinate e modificare il proprio stile di vita non sono, al momento, scelte possibili per tanti.

DOMANDE e risposte

1. COSA PROVOCA LA SINDROME DA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA?
Per spiegare le cause all’origine della sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS) sono stati individuati tre possibili meccanismi fisici:
  • Una reazione allergica. Si ipotizza che una prima esposizione ad agenti chimici multipli provochi una sorta di reazione allergica anche a successive, minime dosi di composti chimici. Questa ipotesi è suffragata dal fatto che molti soggetti con MCS mostrano alterazioni nei loro test immunologici.
  • Una intossicazione diretta da agenti chimici: esposizione ad agenti chimici che provocano un “avvelenamento” del soggetto, che non appare in grado di smaltire anche minime concentrazioni di tali composti, sebbene non risultino nocivi per la maggior parte delle persone e siano valutati come ampiamente sotto i livelli di guardia. 
  • Una sensibilizzazione di tipo neurobiologico. Sembra che il sistema limbico del cervello e le funzioni che regola, subiscano una alterazione quando il soggetti sia esposto ad inquinanti chimici (in basse dosi ma di varia origine), e a campi elettromagnetici. Da questa anomalia scaturiscono i sintomi fisici.
Ad oggi nessuna di queste ipotesi, però, appare sufficientemente plausibile in quanto non supportata da evidenze scientifiche che provino in modo inequivocabile un rapporto di causa-effetto tra ciascuna di queste tre possibili cause a l’insorgenza della sindrome. 

2. QUALI SONO I SINTOMI DELLA SINDROME DA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA?
La MCS è una sindrome sistemica, che colpisce in modo cronico più organi e tessuti. Per tale ragione i sintomi possono essere svariati e diversi anche per intensità da soggetto a soggetto. In generale, molti pazienti descrivono:
  • Occhi che bruciano, che pizzicano
  • Nausea
  • Respiro corto
  • Senso di spossatezza
  • Letargia
  • Vertigine, giramenti di testa
  • Mal di testa
  • Deficit di concentrazione, cali di memoria
  • Rinite
  • Tosse, mal di gola, raucedine
  • Sinusite
  • Prurito, reazioni cutanee, dermatiti
  • Disturbi del sonno
  • Iper sensibilità a luce e rumore
  • Dolori muscolo-scheletrici
  • Disturbi digestivi e intestinali
3. LA SINDROME DA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA È UNA MALATTIA MENTALE?
Esiste una correlazione tra sintomi psicologici e psichiatrici e sindrome da sensibilità chimica multipla, nel senso che la seconda determina i primi. La severità dei sintomi fisici e l’intossicazione da composti chimici influisce sull’equilibrio nervoso e sul sistema limbico, e produce effetti di tipo neurologico. Va anche detto che in pazienti con pregressi disturbi d’ansia o dell’umore, si registra un aumento o una particolare intensità nella sintomatologia neurologico-psichiatrica correlata alla sindrome da sensibilità chimica multipla. Tuttavia, va sicuramente chiarito che la sindrome in sé non è una patologia mentale in senso stretto, e non va confusa con sindromi di tipo psichiatrico. In questo caso anche i sintomi psichiatrici sono attribuibili a cause ambientali. 

4. LA SINDROME DA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA È UNA MALATTIA AUTOIMMUNE?
La risposta è no, la sindrome da sensibilità chimica multipla non è una patologia autoimmune, in questo caso i sintomi infiammatori non sono infatti provocati da un attacco del proprio stesso sistema immunitario ad organi e tessuti sani del corpo. Tuttavia, la preesistenza di una forma di autoimmunità può senza dubbio contribuire all’insorgenza della sindrome a ad un aggravamento dei sintomi, perché il soggetto con tendenza alle malattia autoimmuni appare più vulnerabile agli effetti tossici anche di minime quantità di agenti chimici e all’azione disturbante dei campi elettromagnetici. 

5. ESISTONO CURE PER LA SINDROME DA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA?
Al momento non esistono cure farmacologiche in grado, da sole, di curare la MCS, e non esistono terapie universali. In alcuni casi può essere utile assumere farmaci sintomatici per alleviare i singoli disturbi, tra cui ansiolitici, analgesici, sonniferi, digestivi ecc., ma solo per brevi periodi. Una dieta specifica può aiutare, così come – fondamentale – allontanare dall’ambiente in cui si vive i composti chimici che con maggior probabilità sono all’origine della alterazioni psicofisiche, e che possono trovarsi nei materiali e negli oggetti di uso comune della propria abitazione, così come nei detergenti e nei prodotti per l’igiene. Talvolta risulta necessario anche un trasferimento in zone meno inquinate, discorso che vale soprattutto per chi abita in aree urbane densamente popolate e trafficate.
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2019