La scarlattina: qual è la terapia nei bambini e negli adulti?

La scarlattina: qual è la terapia nei bambini e negli adulti?

Mamma e Bambino

Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2019

La scarlattina e la sua diffusione

immagine che mostra la lingua a puntini di un bambino, tipico sintomo della scarlattinaLa scarlattina è l’unica malattia esantematica dell’infanzia causata da un batterio, uno streptococco. Si configura un quadro di scarlattina quando, oltre alle manifestazioni streptococciche che colpiscono la mucosa orale, si manifesta un esantema. Un bambino su 10 di età compresa fra 5 e 15 anni colto dalla faringite streptococcica sviluppa la scarlattina.
Perché ci sia l’esantema, il ceppo batterico di streptococco deve essere produttore di una delle tossine streptococciche e il paziente deve essere sensibile alla tossina con cui viene a contatto.
L’80% dei casi di scarlattina riguarda i bambini sotto i 10 anni; femmine e maschi sono colpiti con la medesima probabilità. La malattia non compare mai nei bambini sotto i sei mesi di vita.
La diffusione della scarlattina aumenta nei mesi invernali, a causa della maggiore difficoltà nel ricambio di aria nei luoghi chiusi, nei quali i bambini (i soggetti più colpiti) soggiornano a stretto contatto gli uni con gli altri e scambiano oggetti fra loro.
Malgrado le statistiche la ritengano un’evenienza poco probabile, la scarlattina può colpire anche gli adulti.
 

Le cause della Scarlattina

La scarlattina è un’infezione causata da un batterio, lo Streptococco Beta Emolitico di Gruppo A (Streptococcus piogenes, SBEGA). Si tratta di un agente patogeno molto diffuso, per il quale anche un inoculo di lieve entità può causare infezione.
Questo agente microbico produce una proteina tossica (tossina eritrogenica) responsabile di un’eruzione cutanea dal colore tipicamente rosso (da cui il nome scarlattina). I diversi gruppi di Streptococcus piogenes producono tre differenti tipologie di esotossina.


 

Come avviene il contagio?

La scarlattina è una patologia contagiosa, anche se in maniera meno spiccata rispetto alle altre malattie esantematiche dell’infanzia, come il morbillo.
La scarlattina si trasmette prevalentemente per via aerea attraverso la saliva. Tuttavia, essendo causata da un batterio molto resistente alle condizioni ambientali, resiste a lungo su stoviglie, libri e sui giocattoli dei bambini. Esiste, pertanto, un rischio di:
  • trasmissione diretta: attraverso le goccioline di saliva che i pazienti emettono con tosse e starnuti e mentre parlano (aerosol respiratorio)
  • trasmissione indiretta: attraverso lo scambio di asciugamani, vestiti e altri oggetti.
immagine che mostra una bambina mentre si soffia il naso con un fazzoletto usa e gettaPer evitare il contagio, risultano dunque utili:
  • isolamento: tenere separati gli oggetti del piccolo paziente da quelli del resto della famiglia;
  • igiene: lavare gli oggetti usati dal piccolo paziente accuratamente con acqua e sapone dopo l’uso; è anche importante il lavaggio frequente ed accurato delle mani, sia del bambino sia di chi lo assiste;
  • fazzoletti usa e getta: il paziente deve tossire e starnutire in un fazzoletto usa e getta, da eliminare subito dopo l’utilizzo.
Il paziente è contagioso da 1-2 giorni prima della comparsa dell’esantema e continua ad esserlo fino a 24-48 ore dalla somministrazione della prima dose della terapia antibiotica. Durante questo periodo, naturalmente, i bambini devono restare lontani dai luoghi di comunità (asili nidi, scuole). È prevista la riammissione a scuola a 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica.

In assenza di terapia antibiotica, il contagio può avvenire fino a 2-3 settimane dalla comparsa dei sintomi.
La scarlattina può essere trasmessa anche da persone che non hanno la classica sintomatologia caratterizzata da febbre ed esantema ma che albergano nel loro organismo il batterio (portatori sani).

Non esiste un vaccino per la prevenzione della scarlattina, la cui acquisizione non produce immunizzazione definitiva. L’esistenza di diversi ceppi di Streptococcus piogenes apre alla possibilità di nuovi episodi infettivi.
La scarlattina rientra fra le malattie infettive che il medico curante è obbligato a notificare (entro 48h).
 

La diagnosi della scarlattina

immagine che mostra un bambino con la bocca aperta durante la visita dal dottoreLa scarlattina viene diagnosticata essenzialmente sulla base dell’osservazione clinica. La forma ed il colore dell’esantema rappresentano parametri che attribuiscono riconoscibilità alla patologia.
La conferma avviene attraverso l’esame del sangue, con la rilevazione di:
  • emocromo: che evidenzia un aumento del numero dei globuli bianchi (leucocitosi), segno che è in atto un’infezione batterica;
  • titolo anti-streptolisinico (TAS): è il dosaggio dell’antistreptolisina, ossia l’anticorpo che l’organismo produce per contrastare la streptolisina, una proteina emolitica prodotta dallo streptococco. Il TAS è positivo a partire dal momento dell’infezione e che aumenta progressivamente nelle 2-3 settimane successive. Anche in seguito, il TAS resterà sempre positivo, a testimoniare l’avvenuto contatto del sistema immunitario con il batterio e la conseguente produzione di anticorpi diretti contro di esso;
  • indici di flogosi: VES e PCR, indici generici di infiammazione in atto, sono alterati in caso di infezione da streptococchi.
In caso di sospetta scarlattina, è possibile anche eseguire un tampone faringeo per ottenere una diagnosi differenziale. Le malattie esantematiche con cui la scarlattina può essere confusa, in particolare quando non si manifesta nella sua forma più paradigmatica, sono il morbillo, la rosolia, la quinta malattia e la sesta malattia. Nel caso in cui i familiari (fratelli e genitori) del piccolo siano asintomatici, non serve che si sottopongano ad un tampone di verifica.
 

Come funziona la salute dei bambini?


La sintomatologia della scarlattina

Lo streptococco penetra nelle mucose delle vie aeree superiori, a cui aderisce dopo l’ingresso, che si verifica attraverso la bocca. Il suo periodo di incubazione varia da 2 a 5 giorni (intervallo che può contrarsi a 1 giorno o prolungarsi a 7), in seguito ai quali i sintomi hanno esordio improvviso.
Lo Streptococcus piogenes è responsabile dello sfogo che compare nella gola del paziente (faringite o angina faringea) e che presenta le seguenti caratteristiche
  • dolore di gola: il mal di gola è intenso e provoca difficoltà nella deglutizione
  • enantema: rivestimento biancastro della mucosa del cavo orale che si estende alle tonsille (costituisce l’esantema delle mucose). Intorno al terzo giorno di malattia, la patina bianca che ricopre la lingua tende a desquamare, lasciando la lingua stessa di un colore rosso vivo (lingua a fragola o a lampone)
  • ipertrofia tonsillare: le tonsille appaiono gonfie
  • febbre: la febbre è alta e raggiunge i 39-40°C, mantenendosi per 3-5 giorni
  • brividi
  • cefalea
  • dolori muscolari
  • nausea e/o vomito
  • dolore addominale
  • linfoadenopatia: i linfonodi cervicali e sottomascellari, che drenano i residui della reazione immunitaria locale, si rigonfiano.
immagine che mostra il viso di un bambino con i caratteristici puntini a forma di farfallaEntro 12-48 ore dall’esordio del mal di gola, che non scompare e mantiene la medesima intensità, fa la sua comparsa l’esantema, che ha precise caratteristiche. E’:
  • scarlatto: compare in prima istanza in corrispondenza del viso ed ha colore rosso scarlatto ad eccezione della zona di naso, bocca e mento, che appaiono pallidi, mettendo in ancora maggiore evidenza l’eczema
  • positivo al “segno della mano gialla”: l’eczema è caratterizzato dalla presenza di puntini e chiazzette rosse molto vicine fra loro e leggermente in rilievo, il cui rossore svanisce premendo un dito sull’area interessata (segno della mano gialla)
  • a farfalla: la caratteristica forma dell’eczema sembra ricordare una farfalla, le cui ali si aprono in corrispondenza degli zigomi. Viene definito anche maschera scarlattinosa o maschera di Filatow
  • ruvido: al tatto l’esantema è particolarmente ruvido, come carta vetrata
  • progressivamente globale: dal viso l’esantema si estende al torace ed agli arti, in particolare alla superficie interna dei gomiti e delle ginocchia, nelle pieghe inguinali e sulla faccia interna delle cosce, risparmiando solo il palmo delle mani e la pianta dei piedi.
L’esantema è causato dagli effetti della tossina prodotta dal batterio, che genera effetti di intensità variabile nei diversi pazienti che ne sono colpiti, diversamente sensibili ad essa. Tipico è il caso di due fratellini, entrambi contagiati, che sviluppano esantemi di differente intensità oppure uno la sola faringite ed il secondo la scarlattina.
A distanza di circa una settimana dall’esordio della sintomatologia, l’eczema entra nella sua fase desquamativa. Il fenomeno di sfaldamento della cute interessata dalla manifestazione della scarlattina (desquamazione furfuracea diffusa) può protrarsi fino a 10-14 giorni ed essere accompagnata da prurito.
Nell’adulto la sintomatologia della scarlattina è molto severa, ma se la malattia incontra una diagnosi precoce ed una terapia appropriata, le complicanze sono rare. Questo rischio dipende anche dallo stato di salute generale del paziente. In particolare, se ha già patologie cardiache, renali o respiratorie.
 

La terapia della scarlattina

La scarlattina è una patologia originata da un batterio per cui esistono terapie antibiotiche appropriate.
Il ciclo di antibiotici dura normalmente 10 giorni. Dopo 2-3 giorni la faringite guarisce e dopo 4-5 giorni la malattia si risolve nella sua globalità. Può tuttavia accadere che anche al termine della cura tonsille e linfonodi siano ancora gonfi e questa evenienza non è associata ad una recrudescenza della scarlattina.
E’ in ogni caso importante concludere la terapia anche in assenza di febbre e altri sintomi, per debellare completamente la malattia ed evitare le complicanze.
L'immagine mostra un bambino a letto, malato, mentre mangia il brodoLa terapia di prima scelta è l’associazione di amoxicillina e acido clavulanico.

Se la febbre supera i 38,5°C, è possibile somministrare antipiretici (come paracetamolo o ibuprofene) per abbassare la temperatura.
Il dolore alla gola può causare difficoltà di deglutizione e dunque impedire la normale alimentazione. In questo caso, può essere utile offrire ai piccoli cibi morbidi o, nei casi peggiori, una dieta liquida. In quest’ultimo caso, frullati, yogurt e passati di verdura brodosi possono essere alimenti nutrienti che non danno fastidio alla gola già irritata. Come in tutte le patologie accompagnate da febbre, per evitare la disidratazione è necessario assicurarsi che il bambino assuma la quantità necessaria di liquidi.

Poiché l’eczema streptococcico può essere accompagnato da prurito, in particolare nella fase desquamativa, occorre tenere le unghie dei bambini ben corte ed arrotondate. Se il piccolo si graffiasse nel tentativo di dare sollievo al sintomo, potrebbe infatti causare la super infezione dell’esantema.
La scarlattina non è una malattia pericolosa, ma normalmente indebolisce il paziente. Il piccolo affetto da questa malattia ha bisogno di riposo.
 

Possibili complicazioni 

Pur avendo la malattia un decorso generalmente favorevole, esiste un rischio associato alle possibili complicanze, che normalmente compaiono a distanza di tre settimane dall’infezione.

 

REUMATISMO ARTICOLARE ACUTO

Detto anche febbre reumatica o artrite reumatica, è una malattia di tipo infiammatorio che può interessare il cuore, le articolazioni, la pelle ed il cervello.
L'immgine mostra il dolore articolare di una donna la gomitoLa sua incidenza globale è pari a 19 casi su 100.000, mentre la percentuale di pazienti non trattati che va incontro a questa complicanza varia fra l’1 ed il 3%. Tuttavia, questa percentuale passa bruscamente al 50% nel caso il paziente abbia già avuto un episodio di febbre reumatica.
Si stima che nel mondo ci siano più di 15 milioni di pazienti con cardiopatia reumatica, che generano circa 200.000 morti l’anno.
Le sue manifestazioni sono:
  • dolori articolari: di intensità elevata, causati dall’infiammazione delle articolazioni (artrite). Il disturbo inizia con una sinovite acuta (infiammazione della membrana che riveste le articolazioni, la sinovia). La manifestazione più frequente del coinvolgimento articolare è rappresentato dalla poliartrite migrante. Si tratta di un’infiammazione che coinvolge una o poche articolazioni, per poi passare ad altre, spostandosi in continuazione. I distretti più coinvolti sono caviglie, ginocchia, gomiti e polsi.
  • cardite: le anomalie che coinvolgono le articolazioni non sono irreversibili, a differenza di quelle che affliggono il cuore (disfunzione valvolare persistente), definitive perché causano la formazione di cicatrici nell’organo. Per questo, negli ambienti medici, si usa dire che “la febbre reumatica acuta lecca le articolazioni, ma morde il cuore”.
La cardite legata alla febbre reumatica acuta è una pancardite, così definita perché coinvolge tutte le strutture che compongono il cuore (endocardio, miocardio e pericardio). Può verificarsi tout court o essere accompagnata da altre manifestazioni. Si possono riscontrare sfregamenti pericardici (rumori rilevabili all’auscultazione e generati dalla presenza di liquido intorno al cuore, segno della pericardite in atto), soffi cardiaci (frequenti e definiti, tanto da essere facilmente rilevabili all’esame obiettivo, e che permangono anche dopo la risoluzione della malattia) o insufficienza cardiaca.
La valvulite è il parametro caratteristico, sempre presente, che deve orientare la diagnosi. La febbre può essere presente (e alta) e si può presentare dolore toracico.
Le conseguenze del processo infiammatorio che colpisce il cuore sono la stenosi valvolare (in particolare della valvola mitrale o di quella aortica), il reflusso (generato dall’incontinenza delle valvole), l’aritmia e la disfunzione ventricolare
  • noduli sottocutanei: si localizzano in corrispondenza delle grandi articolazioni
  • eritema marginato: si tratta di un rush cutaneo serpiginoso, piano o lievemente rilevato, indolore e che non residua in cicatrici. L’eritema marginato si verifica in meno del 6% dei bambini con febbre reumatica
  • corea: le cause alla base delle manifestazioni encefaliche della febbre reumatica sono dovute all’aumento del metabolismo dei gangli della base e alla presenza di anticorpi diretti contro i neuroni e scatenati dalla presenza dello streptococco. La corea si manifesta nel 10-20% dei bambini con febbre reumatica. Il suo esordio avviene generalmente con attacchi ingiustificati di riso o pianto; poi compaiono nel paziente movimenti a scatti, rapidi e irregolari, che inizialmente coinvolgono le mani e successivamente anche i piedi ed il viso. L’estensione della corea al viso si evidenzia con smorfie.
La combinazione di cardite e valvulite genera uno scompenso cardiaco.

 

GLOMERULONEFRITE POST STREPTOCOCCICA

Immagine che mostra le complicanze pobbili in seguito a scarlattinaLa glomerulo nefrite post-streptococcica è una sindrome nefritica, la più comune causa di patologia renale nei bambini di età compresa fra 5 e 15 anni. E’ un disturbo di tipo autoimmunitario: il sistema immunitario, nel tentativo di attaccare il batterio, si dirige contro una sequenza proteica del glomerulo renale, la struttura deputata alla filtrazione del sangue.
La diagnosi della glomerulonefrite viene effettuata sulla base di:
  • anamnesi del paziente: recenti episodi di angina o eczema streptococcici depongono in senso favorevole per questa diagnosi
  • analisi delle urine
  • esame del sangue: la diagnosi di glomerulonefrite post-streptococcica viene confermata dalla presenza di ipocomplementemia (bassi livelli di complemento nel sangue) e talvolta da test per la ricerca degli anticorpi anti streptococco.
  • biopsia: conferma la diagnosi, ma raramente è necessaria.
La sintomatologia varia dalla sola ematuria (presenza di sangue nelle urine) nel 50% dei pazienti, alla proteinuria (presenza di proteine nelle urine, che testimonia l’infiammazione del tessuto filtrante dei reni) a nefrite conclamata che può evolvere in insufficienza renale. Generalmente non è presente febbre.
Nell’85-95% dei pazienti, la funzione renale viene recuperata in 1-3 mesi. La terapia di sostegno prevede la restrizione proteica e di sodio nella dieta. Talvolta può rendersi necessario il trattamento dell’edema e dell’ipertensione.
Sembra che siano specifici ceppi nefritogenici a causare la glomerulonefrite in determinati pazienti.



INFEZIONI SUPPURATIVE

La scarlattina può complicarsi in infezioni suppurative che coinvolgono l’orecchio (otite media acuta), il cavo orale (ascessi perifaringei o retrotonsillari).
In alcuni casi, può generare polmonite.
 

 

La scarlattina in gravidanza

Non esistono prove scientifiche che associno l’acquisizione della scarlattina durante la gestazione a malformazioni fetali. Malgrado ciò, è consigliabile che le donne in gravidanza evitino contatti con persone malate.
Il contatto con le mucose materne affette da possibile colonizzazione vaginale durante il parto è poco probabile ma non impossibile. In questo caso, è invece più verosimile l’evenienza del parto prematuro.
In caso di disturbi specifici, è consigliabile consultare il proprio ginecologo per l’esecuzione di un tampone vaginale e per l’eventuale assunzione di una terapia antibiotica.
 

La recente epidemia britannica

Immagine che mostra due pullman rossi tipici della città di Londra che passano vicino a WestminsterNegli ultimi anni si è verificato un significativo aumento nel Regno Unito dei casi di scarlattina. Fra il 2013 ed il 2014 il numero dei pazienti colpiti è triplicato, passando da 4.700 a 15.637. Nel 2016 i casi segnalati di scarlattina fra Inghilterra e Galles sono stati 19.206, il livello più alto mai raggiunto dal 1967. 
La situazione è parsa tanto anomala da spingere il Dipartimento di Salute Pubblica del Sistema Sanitario (Public Health England) ad approfondirne le motivazioni e la rivista Lancet Infectious Diseases con l'articolo "Resurgence of scarlet fever in England, 2014–16: a population-based surveillance study"a dedicare al tema una pubblicazione. Come dichiarato dalla dottoressa Theresa Lamagni, responsabile della sorveglianza streptococcica presso la Public Health England, non sono state identificate le cause alla base del fenomeno e l’intensità della malattia è rimasta la stessa. I test di genetica molecolare hanno escluso che si tratti di ceppi nuovi dell’infezione. Una delle possibili ipotesi è che si tratti di un naturale schema di diffusione della malattia.
E’ doveroso porre attenzione anche per la scarlattina, come per tutte le malattie che richiedono l’utilizzo di antibiotici, alla questione dell’antibiotico resistenza.
 

Domande e risposte

  1. Qual è il primo sintomo della scarlattina?
    Il primo sintomo dalla scarlattina è il mal di gola. Successivamente, lingua e tonsille si ricoprono di un rivestimento biancastro e compare la febbre.
     
  2. La scarlattina è pericolosa?
    Pur avendo un decorso generalmente favorevole, la scarlattina può complicare in malattie gravi delle articolazioni e del cuore (reumatismo articolare acuto), dei reni (glomerulonefrite post streptococcica) e ascessi tonsillari.
     
  3. Cosa succede se ho la scarlattina e non prendo l’antibiotico?
    La terapia antibiotica deve essere sempre assunta e terminata completamente, per evitare il rischio di gravi complicazioni cardiache e articolari (reumatismo articolare acuto), renali (glomerulonefrite post streptococcica) e ascessi tonsillari.
     
  4. Quali sono gli antibiotici efficaci contro la scarlattina?
    La terapia di prima scelta è l’associazione di amoxicillina e acido clavulanico.
     
  5. Che aspetto ha l’esantema della scarlattina?
    L’eczema della scarlattina è rosso vivo (che sbiadisce premendo un dito sulla pelle) e ruvido al tatto. Compare inizialmente al viso, escludendo la zona centrale naso, bocca e mento (e descrivendo dunque la caratteristica “maschera a farfalla”) e poi si estende gradualmente a tronco ed arti.


     

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In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2019