Rinite allergica: terapia, sintomi e rimedi

Rinite allergica: terapia, sintomi e rimedi

Indice

Domande e risposte

Cos’è la rinite allergica

La rinite allergica è la manifestazione più classica delle allergie respiratorie, condizioni determinate da una reazione infiammatoria del sistema immunitario dell’organismo contro sostanze esterne recepite come nocive. La più diffusa tra le allergie respiratorie è senza dubbio la pollinosi, provocata dal contatto con i pollini delle piante nei periodi di massima fioritura. Ne soffre un italiano su tre, e oltre 300 milioni di persone nel mondo.

Un fenomeno diffuso capillarmente che determina sintomi precisi, ovvero:
  • Naso congestionato, che gocciola producendo un muco abbondante e acquoso (rinorrea);
  • Starnuti a raffica;
  • Spesso congiuntivite allergica, con arrossamento oculare, abbondante lacrimazione e forte prurito agli occhi;
  • Pizzicore alla gola e al naso;
  • Tosse (non sempre presente);
  • Asma bronchiale (non sempre presente, ma si tratta del sintomo respiratorio più limitante e serio)
Sebbene questa specifica allergia venga anche definita “febbre da fieno”, in realtà non provoca mai rialzo febbrile, ma una sintomatologia (quella appena vista) molto simile a quella di un raffreddore e accorpata nella definizione di rinite allergica. Questo compendio di disturbi si innesca quando il corpo, e in particolare le mucose nasali, la congiuntiva oculare e la bocca, entrano in contatto con una sostanza chiamata allergene, presente, come vedremo, in molte particelle volatili, e in tal modo stimolando una reazione avversa di tipo infiammatorio da parte del sistema immunitario. 

Congestione nasale, muco, starnuti, tosse… sono i modi che il corpo possiede per espellere il corpo estraneo.
Perché ciò accade? Perché gli allergeni, anche se non sono nocivi in sé ma, al limite, appena un po’ irritanti, sono rivestiti di proteine, proprio come microrganismi patogeni quali virus e batteri. In persone particolarmente sensibili, quindi, il sistema immunitario scambia queste particelle per nemici effettivi da combattere a tutti i costi ed “eccede” nella reazione. 

Ma… involucri proteici non sono ad esclusivo appannaggio dei pollini. Molte riniti allergiche, infatti, sono prodotte dall’esposizione ad allergeni che si trovano nelle nostre case, e di cui non sempre abbiamo consapevolezza. Scopriamo quali sono le possibili cause di allergie respiratorie indoor (ovvero presenti negli ambienti domestici). 

Immagine che mostra una mucosa nasale sana e una affetta da rinite allergica

Allergia alle muffe

Attenzione alle muffe nascoste nelle nostre case, perché questi organismi parassitari, che in genere tendono a proliferare in ambienti caldo-umidi, sono estremamente allergizzanti, e in alcuni casi persino velenosi. Le muffe sono prodotte dai miceti, ovvero funghi, microrganismi che si organizzano in colonie e che producono delle spore, rivestite di sostanze proteiche, che si liberano nell’aria e possono entrare in contatto con le mucose del nostro naso scatenando una serie di sintomi simili a quelli del raffreddore, ovvero la tipica manifestazione allergica di tipo respiratorio che abbiamo visto.
Una rinite allergica “misteriosa” che ci provochi disturbi cronici quali:
  • Naso tappato, con produzione di muco che “scola” verso la gola;
  • Lacrimazione abbondante, occhi rossi che prudono;
  • Tosse e difficoltà respiratorie;
  • Starnuti in sequenza.
Potrebbe quindi avere come causa la presenza di muffe indoor, di cui magari, non ci siamo accorti/e. Le macchie di muffa nelle zone più umide delle abitazioni – bagni, cucina, scantinati – sono infatti ben visibili, ma a volte non siamo molto attenti/a alla loro presenza. Vi sono poi angoli che non controlliamo, ad esempio le pareti dietro gli elettrodomestici. Attenzione massima all’inizio dell’autunno. È soprattutto in questa stagione, e in generale quando arrivano le piogge, che l’aria diventa satura di umidità che penetra anche attraverso porte e finestre, favorendo la proliferazione fungina. In molti casi le muffe si formano all’interno dei mobili, negli armadi, nelle dispense, nei cassetti e contaminano la biancheria, i libri, i vestiti e persino i cibi. 
Per tale ragione una rinite cronica che non guarisca, o che si attenui naturalmente solo nei periodi più “secchi” dell’anno, ci deve far pensare proprio a un'allergia alle muffe. Per giungere ad una diagnosi basterà sottoporci ai test allergologici cutanei (prick o patch test), e ne avremo una conferma. 

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Allergia agli acari della polvere

Le muffe non sono gli unici allergeni indoor invisibili che possono provocarci una rinite allergica. Altro “nemico” delle nostre mucose sono gli acari della polvere. Si tratta di minuscoli insetti invertebrati detti artropodi, muniti di otto zampine come i ragni che, però, non vediamo, perché le loro dimensioni non sono rilevabili dall’occhio umano. Essi sono dovunque, impossibile o quasi eliminarli del tutto, ma in particolare si moltiplicano nella polvere che si accumula nelle abitazioni, perché il loro principale nutrimento è costituito dalla nostra… pelle morta, ovvero dai nostri residui cutanei (frammenti di pelle, di unghie, di capelli e peluria). 

Immagine che mostra un acaro della polvere in ingrandimentoGli acari, proprio come le muffe e gli altri microbi che provocano reazioni allergiche, sono provvisti di una sorta di guscio (esoscheletro) di materiale proteico, ed è proprio questa sostanza a provocare la reazione avversa del sistema immunitario, quando entri in contatto con le mucose del naso o con la congiuntiva oculare. I sintomi dell’allergia agli acari della polvere sono pertanto gli stessi che in generale caratterizzano tutte le riniti allergiche, e si manifestano in particolare quando “solleviamo” grandi quantità di polvere (ad esempio mentre facciamo le pulizie di casa), quando entriamo in un luogo in cui la polvere si sia accumulata e dovunque vi siano oggetti e complementi di arredo che si impolverano facilmente (ad esempio tendaggi, tappeti, moquette, peluches), e in camera da letto. 

Lenzuola, coperte e piumini, materassi e guanciali, oltre a scendiletto e testate del letto, sono veri e propri ricettacoli di acari, e siamo noi stessi a fornirgli ragion dei esistere, dal momento che nel sonno e in generale muovendoci nella camera, rilasciamo grandi quantità di residui biologici (peli, cute morta, capelli), di cui gli acari sono ghiotti. Se la nostra casa è molto piccola e/o stipata di mobili e accessori, il rischio che diventi un “covo” di acari è elevato.

L’allergia da acari della polvere è cronica, ovvero si manifesta tutto l’anno, proprio come l’allergia alle muffe, perché dipende da allergeni che si possono infiltrare nelle nostre abitazioni stabilmente. Vedremo più avanti come ridurre la quantità di allergeni indoor e come proteggerci dalle reazioni allergiche indesiderate. 

Allergia ai peli di animali

Chi coabita con animali da compagnia provvisti di peli – ovvero cani e gatti per lo più, ma anche criceti o pennuti – sa che esiste un maggior rischio di sviluppare forme di allergia respiratoria provocata proprio dalla loro presenza nei nostri alloggi. Attenzione, però, perché a proposito dell’allergia agli animali domestici, occorre fare un po’ di chiarezza sull’origine reale della nostra reazione avversa, e quindi sull’allergene:
  • Non sono tanto i peli il problema, perché le proteine che scatenano i sintomi allergici sono contenute nell’urina, nella saliva e nell’epidermide degli animali;
  • In particolare la saliva dei cani e dei gatti è ricca di albumina, una proteina che si diffonde facilmente nell’aria quando l’animale si lecca il pelo, ed è questa una delle ragioni per cui sono soprattutto i felini a provocare crisi di rinite allergica in chi stia in loro compagnia a distanza ravvicinata;
  • La lunghezza del pelo degli animali domestici non influenza la reazione allergica, dato che, come abbiamo visto, l’allergene si trova piuttosto nella loro cute e nella saliva.
Immagine che mostra un gatto sul piumone vicino a un bambinoL’allergia a cani e gatti si manifesta spesso, oltreché con un attacco di rinite, con congiuntivite e con asma, specialmente nei bambini. La congiuntivite allergica si distingue dalla forma infettiva perché l’arrossamento oculare e l’abbondante lacrimazione sono accompagnate da intenso prurito. Il prurito, ricordiamocelo, è un tipico sintomo allergico, perché causato dalla liberazione di forti quantità di istamina, la sostanza prodotta dal sistema immunitario per indurre la reazione infiammatoria contro l’allergene incriminato.

Per alleviare i sintomi dell’allergia agli animali domestici esistono – come vedremo, terapie farmacologiche specifiche che sono le stesse per tutte le allergie respiratorie – ma in questo caso occorre fare un discorso diverso. Eliminare l’allergene “incriminato” significa tenere i propri animali da compagnia lontani… una misura che, però, cozza con il desiderio delle tantissime persone che amano cani e gatti di condividere la vita con gli amici “pelosi”. Che fare? In questi casi occorre giungere ad un giusto compromesso. Se si è dotati di giardino o di terrazzo, si dovrebbe educare gli animali a trascorrere all’esterno più tempo, e soprattutto si dovrebbe evitare di farli dormire con sé, nella propria stanza da letto.
 
Pulire e sanificare spesso gli ambienti di casa dove transitano gli animali è altresì indispensabile. Vedremo che per l’allergia al gatto, esistono anche dei vaccini immunizzanti che sono assolutamente da prendere in considerazione se non si vuole rinunciare alla compagnia del proprio micio e se le reazioni allergiche sono importanti e includono attacchi d’asma. In ogni caso, specialmente se a soffrire di allergia sono i più piccoli di casa, sarà opportuno parlare della situazione con il/la pediatra di famiglia e valutare insieme le misure migliori da prendere. 

Aria troppo secca o troppo umida e allergie respiratorie

Le allergie respiratorie che si sviluppano indoor e che sono scatenate da specifici allergeni quali quelli che abbiamo visto, dipendono in parte anche dalla qualità del microclima delle nostre abitazioni. L’aria che respiriamo, infatti, può diventare “terreno di coltura” di muffe e acari, oppure inibirne la proliferazione, a la discriminante in questi casi è la percentuale di umidità.

Partiamo dalle muffe. Come anticipato, si tratta di colonie fungine che si sviluppano in ambienti umidi e poco illuminati, pertanto è più facile vedere “spuntare” le tipiche macchie scure o verdastre negli angoli o lungo le pareti dei bagni, in prossimità di elettrodomestici quali lavatrici, scaldabagni e lavastoviglie o frigoriferi. In generale, quindi, tutte le stanze in cui l’aria si appesantisce di vapore acqueo sono a rischio. Naturalmente questo rischio aumenta se l’abitazione è costruita in zone umide e nei piani inferiori o seminterrati, se vi sono perdite d’acqua o corsi d’acqua nelle vicinanze, e se il clima è particolarmente umido. 
Le muffe aumentano anche nei periodi umidi dell’anno, quando piove e in autunno, questo in generale. Pertanto anche le manifestazioni allergiche seguono questa stagionalità, ma se l’abitazione resta umida per buona parte dell’anno, anche la rinite allergica da muffe sarà cronica. 

Immagine che mostra un termometro digitale per la misurazione dell'umidità dell'ariaPer quanto riguarda l’allergia agli acari della polvere, invece, il “moltiplicatore” potrebbe essere, al contrario, l’aria troppo secca, che “volatilizza” la polvere e i nostri residui cutanei, che quindi diventano ambiente ideale per la moltiplicazione degli acari. 
Qual è, dunque, la percentuale di umidità dell’aria che risulta ideale per evitare attacchi allergici e per mantenere “sano” il microclima delle nostre abitazioni? Presto detto: il range dovrebbe situarsi tra il 30% e il 50%. Significa che non più della metà dell’aria che respiriamo dovrebbe avere tracce di vapore acqueo.

Questo perché una giusta quantità d’acqua nell’aria mantiene ben umide e lubrificate le mucose del naso e le congiuntive degli occhi, proteggendoli pertanto in modo naturale dall’azione irritativa di agenti esterni, e rendendoli meno vulnerabili alla contaminazione degli allergeni, oltre a inibire la proliferazione degli stessi. 

Per capire se le nostre abitazioni sono troppo umide o troppo secche basta un igrometro, uno strumento che è spesso già presente negli orologi e nei termometri digitali, e che permette proprio di misurare la percentuale di acqua contenuta nell’atmosfera. Attenzione: la misurazione va effettuata in ogni ambiente, proprio per capire se tutta la casa sia a rischio, o solo alcune stanze. A quel punto siamo in grado di sapere se dobbiamo migliorare la qualità dell’aria indoor sottraendo o aggiungendo vapore acqueo. Ne primo caso, ci serve un deumidificatore (una funzione che troviamo anche nelle comuni pompe di calore per l’aria fredda e calda), e nel secondo un umidificatore, meglio se di piccole dimensioni e trasportabile. 

Assicurare agli spazi domestici l’ottimale percentuale di umidità, però, non è sufficiente a proteggerci dagli allergeni e dagli effetti negativi sulla nostra salute. Occorre infatti “sanificare” gli ambienti in modo da eliminare o ridurre drasticamente la presenza di tali sostanze allergizzanti. Nell’ultimo paragrafo vedremo come. 

Rinite allergica: come curarla

Qualunque sia l’allergene che causa la rinite, ovvero che si tratti di allergia stagionale da pollini, o permanente da acari della polvere o muffe, le cure sono le stesse.
Dal momento che i disturbi che abbiamo visto sono il prodotto di una reazione immunitaria di tipo infiammatorio che insorge a carico delle prime vie respiratorie, occorre innanzi tutto agire sul sintomo. Per “spegnere” l’infiammazione nel momento in cui si verifichi un “attacco” allergico (per esposizione all’allergene), si possono assumere due classi di farmaci:
  • Antistaminici: si tratta di farmaci che inibiscono la produzione di istamina, molecola prodotta dal sistema immunitario per stimolare la reazione infiammatoria. Bloccando l’azione dell’istamina si blocca anche il sintomo infiammatorio. Gli antistaminici sono efficaci nell’immediato ma la loro azione ha come effetto collaterale quello di indurre sonnolenza;
  • Cortisonici. L’azione antinfiammatoria del cortisone ha una durata superiore rispetto a quella degli antistaminici, andando ad inibire il meccanismo immunitario alla base dell’allergia, anche se in questo caso si preferiscono farmaci ad uso locale (spray nasali ad esempio) che non sistemico. Si prescrivono perciò quando la rinite allergica sia dovuta a cause ineliminabili e sia cronica.
Immagine che mostra l'attuazione di un test allergologico cutaneoSono inoltre consigliati frequenti lavaggi nasali con soluzioni saline isotoniche, o a base di acque e vapori termali per ottenere un effetto decongestionante naturale. Una delle cure possibili, anche contro allergeni indoor, son i vaccini, ovvero la terapia immunizzante. 

Per prima cosa, è necessario sottoporsi ai test allergologici cutanei – prick test e patch test – per scoprire quale sia esattamente la sostanza che genera la reazione allergica di tipo respiratorio. Una volta effettuata una diagnosi, è possibile ricorrere alle vaccinazioni disponibili che permettono una desensibilizzazione dall’allergene incriminato. 

Non si tratta, però, di una somministrazione vaccinale unica, perché il principio è piuttosto quello di abituare gradualmente l’organismo ad accettare la sostanza percepita come nociva somministrandola a minime dosi. Quindi, in base all’allergene, si inietta una minima dose in modo progressivo per diverse settimane o mesi, fino al raggiungimento della desensibilizzazione desiderata. Il vaccino può essere somministrato anche per via orale, tramite compresse da sciogliere sotto la lingua. L’immunizzazione va mantenuta nel tempo attraverso richiami che possono durare fino a tre anni. I vaccini anti allergici disponibili attualmente sono quelli che desensibilizzano da:
  • Pollini;
  • Acari della polvere;
  • Muffe e spore fungine;
  • Peli e allergeni animali.
Chiarito che esistono terapie e farmaci efficaci ad alleviare i sintomi delle allergie respiratorie da inalazione, la strategia migliore per prevenire attacchi di rinite allergica, specialmente quando gli allergeni siano presenti negli ambienti domestici, è quella di eliminare la fonte allergica se non completamente, quanto più possibile. La non esposizione all’allergene resta infatti la cura migliore contro ogni tipo di allergia. Vediamo come sia possibile “bonificare” le nostre abitazioni. 

Come sanificare gli ambienti domestici

Come abbiamo visto, per rendere le nostre case ambienti allergeni-free, occorre innanzi tutto migliorare la qualità dell’aria e far in modo che la percentuale di umidità sia intorno (e non oltre) al 50%. Ma questa condizione non è l’unica che ci permetta di sanificare le nostre abitazioni e impedire che vi si formino muffe o che si accumulino polvere e acari. Vediamo quali possono essere le strategie da adottare facilmente in ogni casa:
  • Eliminare le tracce di umidità nel bagno. Per farlo occorre lavare e asciugare con cura i sanitari adoperando prodotti anti muffa nelle zone più a rischio di gocciolamento. Bene controllare che gli elettrodomestici (ad esempio la lavatrice) non abbiano perdite, e sostituire la tenda per la doccia con una parete in vetro, se possibile, oppure sceglierla in materiali che si possano lavare anche in lavatrice e che si asciughino facilmente (es. in vinile o in nylon). Molto importante dotarsi di un buon sistema di ventilazione, se, ad esempio, il bagno è cieco;
  • Eliminare tracce di umidità dalla cucina. Anche in questo caso, occhio alle perdite degli elettrodomestici (lavastoviglie, frigoriferi), e all’umidità nelle dispense che vanno pulite e asciugate spesso. Bene usare ventole e cappe aspiranti potenti, e arieggiare gli ambienti in modo che i vapori non restino intrappolati all’interno;
  • Usare purificatori dell’aria. Si tratta per lo più di sistemi con filtri HEPA che eliminano le particelle volatili e gli allergeni e che migliorano anche del 90% la qualità dell’aria indoor;
  • Mantenere una temperatura indoor costante. Le nostre abitazioni non dovrebbero mai essere troppo calde o troppo fredde. La temperatura ideale non dovrebbe superare i 21°C in inverno (con i caloriferi) e in estate i 25-26°C (con i condizionatori). Occhio ai filtri delle pompe di calore, che devono essere puliti regolarmente e sostituiti quando vetusti;
  • Cani e gatti non dovrebbero mai dormire o stazionare a lungo negli ambienti in cui lavora o dorme la persona allergica, pertanto è necessario che abbiano dei loro spazi separati. Inoltre, occorre passare l’aspirapolvere molto spesso nelle zone dove i “pelosi” transitano, e pulire quotidianamente i loro giochi e accessori;
  • Eliminare o coprire i materiali e i tessuti che possono accumulare polvere e peli, quali divani e poltrone in stoffa o velluto (meglio sceglierli in pelle ed ecopelle), tende, tappeti, tappezzerie, moquette, cuscini, scendiletto, plaid eccetera. Si possono inoltre usare dei copridivano anti acaro. In generale, tutti i complementi d’arredo in tessuto vanno lavati spesso;
  • In camera da letto usare lenzuola, cuscini e copricuscini, materassi e coprimaterassi e tutta la biancheria in cotone antiallergico e anti acaro. Inoltre, è opportuno limitare gli arredi e non stipare gli ambienti di peluches, bambole, portafoto e soprammobili che possono diventare ricettacolo di polvere e acari;
  • Evitare profumi per gli ambienti, incluse le candele profumate;
  • Lavare spesso la casa, usando un aspirapolvere potente o stracci antistatici, e detersivi ecologici privi di composti chimici aggressivi.
Immagine che mostra un purificatore d'aria in una stanza accanto a un carlino
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Cosa provoca la rinite allergica indoor?
Si tratta di una forma di allergia respiratoria causata dall’esposizione a sostanze allergizzanti (allergeni), diffuse all’interno dell’abitazione, e quindi non riconducibili alla classica pollinosi (allergia al polline delle piante, anche detta “febbre da fieno”). Tra gli allergeni domestici più diffusi troviamo:
  • Polvere e acari della polvere (insetti microscopici che si nutrono di residui cutanei umani e che trovano il loro ambiente di vita e moltiplicazione ideale proprio nella polvere di casa);
  • Spore fungine, ovvero particelle volatili che si “staccano” dalle muffe che si formano nelle zone umide delle case;
  • Tessuti e stoffe (in genere vi si annidano polvere e acari, ad esempio nei tappeti o tendaggi);
  • Insetti di vario tipo, oltre agli acari (es. scarafaggi);
  • Peli, saliva e sudore di animali domestici, in particolare cani e gatti;
  • Meno frequentemente possono provocare forme di allergia respiratoria anche profumi per ambienti e detersivi
Come si alleviano o prevengono le allergie indoor?
A seconda dell’allergene che provoca i sintomi allergici, e in particolare gli attacchi di rinite, si possono prendere tutta una serie di misure atte ad eliminare o ridurre in modo drastico la presenza di tale sostanza.
Tra i suggerimenti:
  • Per eliminare polvere e acari occorre spolverare spesso, passare l’aspirapolvere non solo su pavimenti e superfici, ma anche su divani e tappeti, e ridurre al minimo la mobilia e i complementi di arredo che possono impolverarsi facilmente. Bene anche usare biancheria anti acaro soprattutto in camera da letto e arieggiare spesso gli ambienti. Inoltre, può essere una buona idea installare infissi robusti con i doppi vetri e umidificare l’aria se troppo secca.
  • Per alleviare una rinite allergica da muffe, è necessario eliminare tutte le tracce di colonie fungine, usando i prodotti specifici ed eliminando l’umidità in eccesso e le perdite d’acqua che possono favorire la proliferazione dei miceti.
  • Effettuare pulizie e sanificazioni profonde degli ambienti regolarmente, e richiedere – se necessario – regolari disinfestazioni da insetti di vario tipo.
  • Tenere gli animali domestici in luoghi adatti a loro (cortili, giardini, terrazzi), o comunque mai in camera da letto, e pulire regolarmente le lettiere, le cucce e ogni ambiente dove mici e cani si muovano eliminando peli e altre tracce del loro passaggio.
Come faccio a capire se ho una rinite allergica da allergeni indoor?
La rinite allergica, ovvero una allergia di tipo respiratorio, ha sintomi tipici, che sono:
  • Naso congestionato, muco liquido che cola incessantemente (rinorrea);
  • Starnuti a raffica;
  • Congiuntivite allergica (occhi, rossi che prudono, lacrimazione abbondante, palpebre gonfie);
  • Pizzicore alla gola e prurito al naso;
  • Talvolta tosse secca 
Si tratta di disturbi che possono sembrare gli stessi di un comune raffreddore, ma con la differenza che non si attenuano con il passare del tempo, ma solo quando ci si allontana dall’allergene che causa la reazione avversa. Un allergene è una sostanza esterna, in genere si tratta di particelle volatili con un rivestimento proteico, non nociva di per sé ma in grado, una volta entrata in contatto con le mucose di persone altamente sensibili, di provocare i sintomi che abbiamo visto, che sono provocati dal sistema immunitario. Accorgersi se la propria rinite allergica è causata da allergeni presenti in casa non è facilissimo, ma il sospetto lo possiamo avere se una volta all’esterno, o in ambienti diversi, i sintomi di attenuano e scompaiono. Per avere la certezza della diagnosi e scoprire quale sia l’allergene che ci provoca la rinite, dobbiamo sottoporci a semplici test allergologici cutanei che si eseguono “raschiando” sulla pelle poche gocce di “estratti” allergizzanti. Tra gli allergeni più presenti tra le mura domestiche si annoverano:
  • Acari della polvere;
  • Muffe;
  • Peli, saliva e sudore di cani e gatti;
  • Pollini se abbiamo case con giardino o piante che fioriscono in interni
A cosa posso essere allergico/a nella mia stanza da letto?
La stanza da letto può essere un vero e proprio ricettacolo di allergeni, tra cui acari della polvere, sostanze chimiche di varia origine, tra cui anche profumi per gli ambienti, muffe anche nascoste, peli e residui biologici di animali domestici eccetera. Dal momento che in questo ambiente trascorriamo molte ore del nostro tempo, dormendo, si tratta della zona della casa che con maggior probabilità può diventare causa di allergia. Per tale ragione occorre tenere la stanza sempre molto pulita, libera da muffe, umidità, polvere e peli di animali. Arieggiare spesso e usare filtri per l’aria, mantenere la temperatura adeguata (non oltre i 21° C in estate e in inverno), e cambiare spesso la biancheria, preferendo quella anti acaro, sono ottime strategie per ridurre al minimo il rischio di crisi allergiche. Altri consigli utili sono:
  • Rendere la stanza zona animali domestici-free (meglio che i “pelosi” di casa dormano altrove);
  • Monitorare i livelli di umidità dell’aria (mai oltre il 50% e mai sotto il 30%);
  • Tenere le finestre chiuse quando si dorme;
  • Fare un bagno prima di dormire;
  • Tenere poche piante, e controllare che l’acqua non ristagni nel sottovaso
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 13 agosto 2020
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