Rene: come funziona? Quali esami fare? Cos'è la dialisi?

Rene: come funziona? Quali esami fare? Cos'è la dialisi?
08 marzo 2018

Ricerca e Prevenzione

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Come funziona il rene

Tutti, più o meno, sappiamo a cosa servono i nostri reni. Sono due organi escretori, che hanno il compito di filtrare dal sangue le sostanze di scarto, trasformarle in urina da convogliare nella vescica e poi all’esterno. Una funziona primaria e vitale piuttosto complessa, e non è un caso se la maggior parte degli esseri umani è dotata di due reni, sebbene in teoria e in condizioni di salute ne sarebbe sufficiente uno. Diciamo la maggior parte degli esseri umani perché una minima percentuale della popolazione mondiale nasce con una condizione di monorene congenita. Inoltre, nel corso della vita, è possibile perdere un rene per malattia o incidente, e dover vivere solo con l’altro. Ma entrando nel dettaglio, come funziona esattamente questo organo? Intanto un po’ di anatomia. I reni si caratterizzano per la curiosa forma a fagiolo, hanno le dimensioni del pugno di un individuo adulto, e sono posizionati ai lati della colonna vertebrale, più o meno dietro lo stomaco.

Come anticipato, essi hanno lo scopo di filtrare il sangue, in modo da mantenere in equilibrio le componenti del nostro fluido vitale principale (in particolare gli elettroliti) e conseguentemente di mantenerci in buona salute. Ma cosa filtrano, esattamente? L’acqua in eccesso e le tossine, e per capire quanto lavoro compiono ogni giorno basta sapere che sono in grado di depurare dai 113 ai 144 litri di sangue e di produrre circa un litro e mezzo di urina. Simili a spugne, i reni fanno quindi parte delle vie urinarie superiori, e non si limitano a fungere da soli “depuratori”. Se potessimo “affettarne” uno vedremmo che al suo interno sono presenti milioni di minuscoli filtri chiamati nefroni.

Ciascuno nefrone è, a sua volta, composto da due parti: il glomerulo, che è la porzione superiore, e il tubulo, che è quella inferiore. Proprio per il fatto che ciascun rene abbia una dotazione sovrabbondante di nefroni ci permette di sopravvivere anche se ne dovesse funzionare solo una minima parte. Quando il sangue arriva ai reni, le sostanze di scarto vengono separate e messe da parte, mentre le concentrazioni di i sali minerali e di acqua vengono “aggiustate”, se necessario. Ad occuparsi di questo processo sono proprio i nefroni, in questo modo: il glomerulo separa le cellule ematiche e le grosse molecole dai fluidi in eccesso e dalle scorie, le quali passano nel tubulo.

Questa parte del nefrone a sua volta trattiene ancora i minerali che potrebbero essere utili al corpo e li rimette in circolo nel sangue, mentre lo scarto vero e proprio confluisce nell’urina, il liquido che il rene produce appunto per eliminare le sostanze tossiche. Dal rene l’urina viene convogliata negli ureteri, che sono due sottili tubicini collegati con la vescica, dove questo liquido di scarto si raccoglie prima di essere eliminato dal corpo attraverso l’uretra. Tornando ai reni, essi producono anche ormoni che hanno il compito di regolare la pressione del sangue, collaborare alla produzione dei globuli rossi e promuovere la salute delle ossa.




 

Principali patologie e gli esami da fare

Le patologie che possono colpire il rene sono tante, alcune primarie, altre secondarie a malattie croniche come il diabete. Spesso, purtroppo, ci si accorge di un problema a livello renale tardivamente, perché questi organi riescono a lavorare bene anche a “scartamento ridotto”, e i sintomi si rilevano solo quando le condizioni sono già compromesse.

Ma vediamo una lista delle principali affezioni renali e gli esami da fare per diagnosticarli:
  • Pielonefrite. Infezione renale acuta causata da batteri, spesso conseguenza di una cistite trascurata. Tra i sintomi di questa seria malattia infettiva ci sono forte dolore alla schiena e febbre alta
  • Glomerulonefrite. Malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca i reni causando infiammazione e danni ai tessuti. Nelle urine di chi soffre di questa malattia sono riscontrabili tracce di sangue e di proteine. Purtroppo la glomerulonefrite può sfociare in insufficienza renale cronica
  • Calcoli renali (litiasi). Disturbo molto comune e doloroso, è causato dalla formazione di cristalli di minerali simili a sassolini (talvolta di dimensioni considerevoli), che possono bloccare il passaggio dell’urine negli ureteri. I calcoli più piccoli riescono comunque ad essere espulsi, ma quelli troppo grossi devono essere frantumati (“bombardati” con onde d’urto) per permetterne l’eliminazione
  • Sindrome nefrosica. Danni ai reni possono provocare questa condizione, in cui una grande quantità di proteine viene eliminata con le urine. Un tipico sintomo della sindrome nefrosica è la comparsa di edemi alle gambe
  • Rene policistico. Condizione di origine genetica che si manifesta con la formazione di grosse cisti a carico del rene che possono comprometterne la funzionalità
  • Insufficienza renale acuta. Consiste in un improvviso e drammatico peggioramento della funzionalità renale che può però essere occasionale e quindi reversibile. Tra le cause disidratazione, un blocco del tratto urinario (ad esempio per un calcolo) o un trauma ai reni
  • Insufficienza renale cronica. Si tratta dell’incapacità permanente dei reni di svolgere in modo efficiente la loro funziona fisiologica. Tra le cause più comuni ipertensione e diabete
  • Malattia renale allo stadio terminale (ESRD). Conseguenza dell’insufficienza renale cronica, consiste in una completa perdita di funzionalità dei reni. Comporta il ricorso alla dialisi per poter sopravvivere, ma la soluzione primaria è rappresentata dal trapianto di rene
  • Necrosi papillare. Un grave danno renale (ad esempio un trauma) può lesionare porzioni di tessuto dell’organo che penetrando all’interno dello stesso ne possono provocare l’intasamento. Se la necrosi papillare non viene trattata tempestivamente può causare la “morte” definitiva del rene
  • Nefropatia diabetica. L’eccesso di zuccheri nel sangue dei diabetici può progressivamente danneggiare i reni sfociando nella insufficienza renale cronica
  • Nefropatia ipertensiva. Anche in questo caso un’insufficienza renale cronica può essere causata da una pressione sanguigna troppo elevata
  • Cancro del rene. Il carcinoma renale è la neoplasia maligna più comune a carico dei reni, e anche il settimo tipo di cancro per incidenza nella popolazione mondiale di entrambi i sessi. Tra le cause anche il fumo.
  • Nefrite interstiziale. Si tratta dell’infiammazione del tessuto connettivo interno dell’organo che può provocare insufficienza renale. Tra le cause abuso di droghe o reazioni allergiche importanti
  • Diabete insipido nefrogenico. Malattia causata da una eccessiva produzione di urina determinata da una incapacità del rene di concentrarla. Conseguentemente chi soffre di questa insidiosa malattia prova una sete costante e ha necessità di urinare di frequente. La minzione è particolarmente abbondante. Tra le cause anche l’assunzione di alcuni farmaci
  • Cisti renale. Si tratta di spazi vuoti o ripieni di liquido che si creano all’interno del rene o che sporgono dalla superficie. Cisti isolate di solito compaiono con l’età e non creano problemi, ma grossi agglomerati di cisti possono avere un’origine cancerosa
Vediamo quali sono gli esami necessari per valutare la funzionalità renale o per individuare un tumore:
  • Analisi delle urine. Si tratta di un test di screening semplice e poco costoso, validissimo per scoprire disturbi all’apparato urinario e deficit della funzionalità renale, nonché la presenza di neoplasie. In particolare è utile controllare la presenza di proteine (misurazione dell’albumina urinaria), di sangue (emoglobina ed eritrociti) eventualmente da approfondire tramite l’esame citologico delle urine, di globuli bianchi, la cui presenza può essere spia di infezioni da indagare attraverso l’urinocoltura. Altri esami delle urine specifici sono l’analisi del glucosio, dei fosfati, del Ph, della noradrenalina (indicativo di ipertensione arteriosa che danneggia i reni), di potassio e il peso specifico.
  • Esami del sangue. Determinanti per riscontrare un’alterazione dell’attività renale anche in assenza di sintomi rilevanti. Tra i parametri considerati la creatininemia, l’uricemia, la velocità di filtrazione glomerulare, l’azotemia e l’albumina.
  • L’ecografia addominale. Utile per riscontrare anomalie morfologiche e la presenza di eventuali neoformazioni o cisti
  • UroTAC. Esame eseguito con metodica TAC (tomografia assiale computerizzata) e mezzo di contrasto necessario per individuare tumori e metastasi renali o calcoli



 

La Dialisi

Come abbiamo visto molte delle patologie renali comportano una diminuzione importante della capacità di questi organi di espletare la loro funzione escretoria. In altre parole, si verifica una insufficienza renale cronica che comporta, se non trattata, l’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo e una grave compromissione della salute generale che può condurre rapidamente alla morte. La soluzione in questi casi si chiama dialisi. In pratica il lavoro dei reni viene eseguito da un macchinario che ripulisce il sangue e lo reimmette nel corpo. Ad oggi esistono due tipologie di dialisi, che però sfruttano lo stesso principio di funzionamento. Trattandosi di una terapia sostitutiva, il suo scopo è quello di svolgere tutte le funzioni renali, ossia:
  • Rimuovere i fluidi in eccesso e le sostanze di scarto dal sangue
  • Bilanciare la quantità di elettroliti e di altre molecole presenti nell’organismo e regolare il Ph
La dialisi può essere eseguita in ospedale o nei Centri specializzati in modalità day hospital a giorni alterni, e dura circa 4 ore. In questo lasso di tempo un macchinario si occupa di ripulire il sangue e di reinfonderlo nel corpo perfettamente depurato.  In pochi casi selezionati, è possibile effettuare l’emodialisi a casa propria, con il metodo peritoneale. Come funziona? Per effettuarla correttamente si deve immettere più volte al giorno o durante la notte il liquido di dialisi che permette la depurazione dalle scorie, nella membrana peritoneale che avvolge i visceri, attraverso un catetere he viene posizionato prima dell’inizio della terapia tramite piccolo intervento in anestesia locale. Questo tipo di dialisi, sebbene piuttosto comodo perché non impone un trattamento ospedaliero per 3 volte alla settimana, può risultare difficile da praticare per chi sia anziano o abbia altre necessità terapeutiche giornaliere, come accade nel caso dei diabetici.

In linea generale, la dialisi praticata grazie all’apposito macchinario, o quella peritoneale, sfruttano il ruolo della membrana semipermeabile (che nel secondo caso è costituita dal peritoneo del paziente stesso, mentre nel primo è artificiale) che separa il liquido di dialisi, una soluzione sterile costituita da acqua e altre sostanze depurative, dal sangue, permettendo di filtrare le sostanze di scarto da quelle “buone”. Le scorie finiscono quindi nel liquido di dialisi e possono essere eliminate.

La dialisi sostituisce perfettamente i nostri reni? Le tecniche e i macchinari di ultima generazione garantiscono il massimo comfort durante l’esecuzione dell’intero processo e un risultato ottimo, ma comportano comunque alcune limitazioni, perché l’efficienza non è la stessa di un apparato renale e urinario in perfette condizioni di salute. Esistono poi problemi collaterali legati al continuo prelievo di sangue (che avviene per tramite di una fistola che collega l’arteria alla vena di un braccio e che serve per irrobustire la parete del vaso in modo che “regga” al posizionamento di due aghi per ogni seduta) e alle limitazioni di tempo che tale terapia comporta.  Per tale ragione il dializzato è invitato a seguire alcune regole di vita che mirano a rendere il sangue quanto più “pulito” possibile in partenza. Ecco qualche indicazione di massima:
  • Evitare le bevande alcoliche
  • Controllare la pressione del sangue
  • Ridurre i cibi che contengono fosforo (latticini, salumi, frutta secca, frutti di mare, tonno in scatola ecc.) e quelli che contengono potassio (frutta e verdura)
  • Ridurre il sale e i cibi salati
  • Mangiare cibi con buon contenuto calorico (pane, riso, carne, legumi ecc. limitando però i troppi zuccheri) per evitare di perdere peso
  • Controllare l’assunzione dei liquidi per non creare “ingorghi” nel corpo
Per il resto, è molto importante cercare di fare una vita quanto più normale possibile, compatibilmente con l’impegno quotidiano o trisettimanale della dialisi il che comporta la possibilità di studiare, di fare sport, di lavorare, e persino di viaggiare. I Centri specializzati e i reparti di nefrologia di tutta Italia che seguono i pazienti dializzati sono a disposizione per fornire tutta l’assistenza e i consigli del caso. Il paziente con insufficienza renale cronica sotto dialisi che non abbia concomitante malattia oncologica - soprattutto se giovane – può essere inserito nelle liste per il trapianto di rene da donatore compatibile.




 

Come prendersi cura della salute di reni

La salute dei reni dipende in buona parte da come noi ce ne prendiamo cura. Proprio perché lavorano in coppia, questi preziosi organi tendono a compensarsi, ragion per cui spesso non ci accorge subito se siano in qualche misura deficitari, se non quando i sintomi sono ormai impossibili da sottovalutare. Tra i disturbi che possono farci sospettare un serio problema renale si annoverano:
  • Mal di schiena ricorrente
  • Cambiamento nella quantità o nella qualità dell’urina prodotta (più o meno del normale, più scura, con tracce di sangue, con odore pungente ecc.)
  • Edemi a carico di piedi e caviglie, mani e viso (tipiche le borse sotto gli occhi in chi non ne abbia mai sofferto)
  • Prurito diffuso e comparsa di eruzioni cutanee
  • Senso di affaticamento, spossatezza
  • Deficit mnemonici e difficoltà di concentrazione
  • Disorientamento
  • Cambiamento nella percezione dei sapori e alitosi
In presenza di almeno un paio di questi sintomi ricorrenti, è bene recarsi da un medico specialista in urologia o nefrologia per un controllo accurato. Ma è possibile prevenire le malattie renali? La risposta è, come anticipato, sì in buona parte dei casi. Mettere a repentaglio la salute dei reni è infatti facile praticando comportamenti a rischio per lungo tempo, come assumere sostanze tossiche - droghe e alcool e medicinali -  in modo sconsiderato, mangiare cibo spazzatura o comunque troppo ricco di proteine animali e grassi saturi, aumentare troppo di peso, avere il colesterolo o la pressione troppo elevati.

Per tale ragione, ecco alcune semplici regole d’oro da seguire fin da giovani per preservare il benessere e la funzionalità dei nostri reni:
  • Idratarsi. Assumere la giusta quantità di liquidi, soprattutto di acqua, aiuta i reni a funzionare correttamente. Le urine “sane” sono di un color giallo molto chiaro, quando assumono una colorazione più intensa ciò può essere sintomo di disidratazione. 8 bicchieri di acqua al giorno, 10 in estate, sono più o meno la dose giusta per gli individui adulti
  • Mangiare sano. Come abbiamo visto, l’alimentazione gioca un ruolo chiave anche per quanto riguarda la funzionalità renale. Un individuo in salute deve assicurarsi il giusto apporto di sali minerali ogni giorno, e limitare l’assunzione di sodio, incluso quello “occulto” presente in molti alimenti confezionati e di grassi saturi. La dieta per la salute dei reni dovrà perciò includere frutta e verdura da variare ogni giorno, cereali (meglio se integrali) e derivati, pesce fresco e legumi
  • Controllare la pressione sanguigna. L’ipertensione può danneggiare i reni, così come quasi tutti gli organi interni, per tale ragione è importante effettuare misurazioni regolari e cercare di ridurre una pressione troppo elevata. I parametri ideali situano la minima (diastolica) sotto i 90 mmHg e la massima (sistolica) sotto i 120 mmHg
  • Smettere di fumare e non eccedere con l’alcool. Tutto ciò che intossica il corpo fa male ai reni. Quindi chi fuma è invitato a smettere, e chi abusa di alcool… altrettanto. Ciò non significa che una persona adulta in buona salute debba astenersi dal vino o da una birra, basta essere morigerati. La dose da non superare è di due bicchieri di vino al giorno (durante i pasti) per gli uomini e uno per le donne
  • Fare sport e mantenere il peso forma. L’eccesso di peso può affaticare i reni, e la sedentarietà non aiuta il metabolismo. Quindi oltre a seguire una dieta sana senza superare il proprio fabbisogno calorico quotidiano, è bene anche fare attività fisica regolare, che oltre a favorire il mantenimento della linea, migliora l’ossigenazione del corpo e quindi anche dei reni