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La presbiopia: cause, sintomi e come correggerla

La presbiopia: cause, sintomi e come correggerla
20 ottobre 2017

Ricerca e Prevenzione

Indice

 
  1. Un difetto degli “anta”
  2. Sintomi e diagnosi
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Occhiali da lettura o lenti a contatto?
  5. Una lente… dentro l’occhio
  6. La correzione con il laser
  7. Come preservare la salute degli occhi
 

 

Un difetto degli “anta”


La presbiopia è un difetto della vista fisiologico che insorge nella seconda metà della vita, in genere dai 40 anni in avanti, e si caratterizza per la progressiva riduzione della visione “da vicino”. Sebbene si tratti di un fenomeno comune legato al normale processo di invecchiamento, non per questo va sottovalutato.
Se non è possibile prevenire la presbiopia, è però possibile ritardarne l’insorgenza avendo cura della salute degli occhi ed evitando le abitudini dannose che nel tempo rischiano di comprometterla. Infatti all’origine del problema c’è la perdita di elasticità del cristallino, che quindi rende sempre più difficoltosa la messa a fuoco degli oggetti e delle scritte che sono più vicine ai nostri occhi.


 

Sintomi e diagnosi


Non sempre ci si accorge subito di una presbiopia incipiente. Spesso sono gli altri che ci avvisano del fatto che tendiamo ad allontanare dagli occhi un libro, un giornale, un oggetto in cui siano presenti scritte molto piccole perché diversamente non siamo in grado di leggerle. Senza dubbio è questo il primo segnale di un difetto nella messa a fuoco da vicino, che può restare lieve, e quindi “trascurabile” per molto tempo, persino anni, oppure peggiorare molto rapidamente almeno fino ai 65 anni.
Quando la presbiopia è conclamata e in assenza di una correzione, è possibile che non si riesca a leggere nulla da vicino a meno di non allontanare la scritta oltre la lunghezza delle proprie braccia. Infatti ciò che il presbite sperimenta quando tenta di leggere alla distanza normale (circa 30-35 cm dagli occhi), è una visione parzialmente o completamente sfocata. Inizialmente il difetto si accentua a fine giornata e la notte, e può associarsi a mal di testa e senso di stanchezza oculare.
È interessante rilevare che l’insorgenza del difetto sembra “ritardare” nei soggetti miopi, ovvero coloro che hanno una visione deficitaria da lontano. Nel miope all’origine del problema ci possono essere due cause, una legata ad un accrescimento eccessivo dell’occhio con lunghezza fuori norma del bulbo oculare, e l’altra ad una eccessiva curvatura di cornea e cristallino. In questo secondo caso è più probabile che la presbiopia insorga tardivamente o non si presenti affatto, perché i due difetti si “compensano” l’un l’altro. Infatti i soggetti miopi riescono a vedere molto bene da vicino fino a tarda età.
Viceversa, la presbiopia può sommarsi ad altri due difetti visivi simili: l’astigmatismo e l’ipermetropia. In entrambi i casi si accentua la difficoltà nella messa a fuoco da vicino. Per giungere ad una diagnosi di presbiopia, eventualmente associata a ipermetropia o astigmatismo, è necessario sottoporsi ad una visita oculistica approfondita. Solo dopo aver accertato l’entità del difetto, lo specialista potrà prescrivere le soluzioni migliori per ogni caso, anche in considerazione dell’età del soggetto.


 

Cause e fattori di rischio


Come anticipato, la presbiopia è un difetto visivo conseguenza dell’invecchiamento. Ma perché ad un certo punto della vita, gli occhi non sono più in grado di mettere a fuoco le immagini vicine?
Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro e partire dai meccanismi della visione corretta. Per mettere a fuoco un oggetto il nostro occhio ha bisogno che cornea e cristallino ne catturino la luce riflessa. Entrambe le strutture, che si trovano rispettivamente nella parte esterna e in quella mediana dell’occhio, rimandano (rifrangono) la luce per “imprimere” l’immagine sulla retina, che si trova nel fondo oculare. Questo processo fisiologico, però, subisce delle modifiche nel tempo.
Una delle prime cause di presbiopia è infatti legata all’accrescimento del cristallino, che aumenta di circa 0,02 mm all’anno, riducendo il suo spazio di “accomodazione”. A differenza della cornea e della sclera (la parte bianca del bulbo oculare), che sono rigide, il cristallino ha infatti la caratteristica di essere elastico. Grazie ai muscoli oculari che lo circondano, questa “lentina” delle dimensioni di una piccola caramella, si contrae quando deve mettere a fuoco un oggetto vicino all’occhio, e si distende nella visione da lontano. Con il passare del tempo, quindi, il cristallino cresce e si irrigidisce, i muscoli intorno perdono tono, la capacità di contrarsi viene meno, e con essa anche la facoltà di vedere con chiarezza da vicino.
Oltre all’età, ci sono, altri fattori di rischio che possono favorire questo declino e anticiparlo, tra cui:
  • soffrire di diabete, sclerosi multipla o altre patologie croniche autoimmuni, o malattie cardiovascolari
  • assunzione prolungata di medicinali tra cui antidepressivi, antistaminici, diuretici, cortisonici


 

Occhiali da lettura o lenti a contatto?


La presbiopia è un difetto che si può correggere egregiamente in diversi modi, alcuni tradizionali, come l’uso degli occhiali da lettura, altri decisamente più tecnologici e definitivi. Vediamoli tutti.
 
Occhiali da lettura.
Ne esistono di diversi tipi, a seconda della lente che scegliamo di montarci. In assenza di altri difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo), ma soprattutto qualora non si abbiano necessità specifiche di correzione della presbiopia (per lavoro, ad esempio), si possono acquistare i modelli premontati – peraltro molto economici – che si trovano ormai dappertutto, dal negozio di ottica al supermercato. Come scegliere questi occhiali prêt à porter? Consideriamo che permettono una correzione uguale per entrambi gli occhi, che va da un minimo di + 1 diottria ad un massimo di + 3,5 diottrie. La diottria è l’unità di misura del difetto visivo, in questo caso della presbiopia. Per ogni grado perso, la lente si “rinforza”. C’è un piccolo trucco per selezionare subito l’occhiale giusto per noi: basarsi sull’età. Infatti:
  • Tra i 45 e i 50 anni + 1 diottria
  • Tra i 50 e i 55 anni + 2 diottrie
  • Tra i 55 e i 60 anni + 3 diottrie
  • Oltre i 60 anni + 3,5 diottrie
Si tratta di uno schema di massima, ma se ci rendiamo conto che l’occhiale premontato non è sufficiente a permetterci una perfetta visione da vicino, è necessario sottoporsi ad una visita oculistica che definisca con precisione l’entità del difetto.

Veniamo agli occhiali bifocali, croce e delizia di molto presbiti.
In questo caso la lente permette di ovviare ad un inconveniente tipico dell’occhiale premontato che serve solo per la visione da vicino: non è necessario toglierlo ogni volta. Non solo, la lente bifocale può essere utilizzata anche da chi abbia contemporaneamente i due difetti della miopia e della presbiopia. In pratica solo la porzione inferiore è deputata alla correzione della presbiopia, mentre il resto della lente è neutra oppure è conformata per correggere la miopia. Esiste anche una versione più sofisticata di questo occhiale, che si basa su lenti multifocali in cui il passaggio da una correzione all’altra è più graduale.
Sono strumenti validi?
Sì, a patto che le lenti vengano realizzate in modo perfettamente compatibile con le esigenze di chi le deve usare. Inoltre spesso questo tipo di occhiali prevede un tempo di adattamento che può essere più o meno lungo.

Una buona alternativa sono le lenti a contatto bifocali, nelle quali il perimetro esterno migliora la visione dal lontano, mentre la porzione centrale della lenta corregge la presbiopia, oppure esattamente il contrario. Occorre un po’ di tempo per abituarsi a queste lenti a contatto, soprattutto se non si sono mai usate prima, per questa ragione è opportuno testarle per un certo periodo prima di scegliere questa come soluzione al difetto visivo. 


 

Una lente… dentro l’occhio


La presbiopia si può correggere definitivamente con un piccolo intervento oftalmico che prevede l’impianto di una lente all’interno dell’occhio, in sostituzione del cristallino usurato. Questo metodo sfrutta la tecnica facorefrattiva. Si tratta di un’operazione simile a quella effettuata per la rimozione della cataratta o per la correzione della miopia, dura circa un quarto d’ora, e permette un recupero praticamente immediato delle diottrie perse. L’impianto si volge in regime ambulatoriale, senza bisogno di sedazione, sono infatti sufficienti poche gocce di collirio anestetico.
Si effettua una mini incisione (nell’ordine di pochi mm) sul lato della cornea, giusto il tanto di inserire nell’occhio una sonda microscopica ad ultrasuono che aspira il cristallino posizionando al suo posto una lente artificiale che può essere bifocale, multifocale o “accomodativa”. Il nuovo cristallino permette alla muscolatura intraoculare di contrarsi e di distendersi nuovamente, ottenendo in questo modo un recupero della visione da vicino.
Dopo l’intervento si può riprendere la vita normale con qualche accortezza, ossia:
  • indossare un cerotto oftalmico protettivo per l’occhio per qualche giorno quando si va a dormire;
  • applicare un collirio antibiotico per circa 10 giorni dopo l’intervento;
  • evitare attività fisica, sforzi, tuffi in mare per alcune settimane dopo l’intervento;
  • non truccarsi per almeno due settimane.
Di solito l’impianto intraoculare del cristallino è un’operazione molto ben tollerata che offre anche un ottimo esito. Detto questo, ci possono essere degli effetti collaterali, come ad esempio un non completo recupero della visione da vicino, che può risultare ancora sfocata e accompagnata da lampi luminosi. Ci sono poi i rischi connessi con tutti gli interventi effettuati sugli occhi, come la possibilità di contrarre infezioni, di andare incontro a sanguinamento o ad altre malattie oculari. Ma si tratta di eventualità molto rare!
Questa soluzione è indicata anche in caso di cataratta, perché anche questo diffuso problema oculare della terza età è dovuto ad una opacizzazione del cristallino.


 

La correzione con il laser


L’impianto della lente correttiva non è l’unica soluzione definitiva per ripristinare la visione da vicino e liberarsi degli occhiali una volta per tutte.
Le metodologie che sfruttano il laser sono diverse, vediamo le due più efficaci:
  • PRK (Photo Refractive Keratectomy). Si tratta dell’intervento più eseguito (e quindi collaudato) per la risoluzione della presbiopia e utilizza il laser ad eccimeri molto utilizzato nella chirurgia refrattiva per la correzione di tutti i difetti visivi. Questa tecnica permette di rimuovere dalla cornea – di fatto polverizzandoli sì da essere dispersi – piccoli frammenti di tessuto epiteliale (quello più superficiale) periferico, in modo da modificarne la forma aumentando la curvatura e permettendo in tal modo la messa a fuoco delle immagini da vicino. Il tessuto rimosso ricresce da solo, ma stavolta conformemente alla nuova forma della cornea. Questo intervento è considerato sicuro, si effettua ambulatorialmente e non provoca dolore.
  • IntraLASIK (Laser assisted in-situ Keratomileusis). Tecnica di ultima generazione, da poco approvata in Europa, che si basa sulla prestazione ad altissima precisione di una piattaforma che guida il fascio laser attraverso un programma attivato dall’oculista, tarato sul paziente. L’intervento si effettua in due fasi, nella prima uno strumento meccanico chiamato epicheratomo effettua delle piccole incisioni sulla cornea per rimuovere la lamella superficiale che viene scoperchiata, nella seconda entra in azione il laser che rimodella la parte esposta della cornea aumentandone la curvatura per correggere un eventuale concomitante difetto di ipermetropia. A quel punto viene posta una piccola lente multifocale artificiale nel letto corneale, e il tutto viene ricoperto dalla lamella che in pochi minuti aderisce perfettamente alla cornea senza bisogno di punti di sutura. Il recupero della visione da vicino di solito è quasi immediata, ma la metodologia intraLasik è anche la più costosa, e si consiglia a categorie specifiche di presbiti: che abbiano più di 50 anni e che siano preferibilmente anche ipermetropi.


 

Come preservare la salute degli occhi


Abbiamo visto come la presbiopia sia praticamente inevitabile dopo una certa età. Detto questo, è sicuramente possibile ritardare la sua comparsa e preservare a lungo la salute e l’efficienza dei nostri organi della vista e delle loro strutture interne attraverso alcune regole di comportamento “virtuose” che valgono davvero per tutti e che andrebbero seguite fin da giovani. Ecco cosa consigliano gli oculisti.
  • Sottoporsi regolarmente ai controlli. Una visita oculistica annuale ci permette di monitorare lo stato dei nostri occhi. Attenzione: un controllo regolare è necessario anche (anzi, soprattutto) quando ci sembra che tutto sia a posto.
  • Tenere sotto controllo le conseguenze sulla vista di malattie croniche quali diabete o patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni (disturbi circolatori).
  • Proteggere gli occhi dai danni dei raggi UV. Come? Indossando gli occhiali scuri con lenti in grado di bloccare le radiazioni dirette del sole, soprattutto se si trascorre molto tempo all’aperto nelle ore in cui i raggi ultravioletti sono più intensi.
  • Prevenire i traumi oculari. Basta spesso un po’ di prudenza, come indossare degli occhiali protettivi se si svolgono mansioni pericolose, ad esempio lavori con materiali potenzialmente tossici o appuntiti, o in presenza di sostanze (fumi, esalazioni, particelle volatili) che possono entrare negli occhi e danneggiarli.
  • Seguire una dieta sana. Gli occhi si “nutrono” di antiossidanti, come vitamine e minerali, per questa ragione mai farsi mancare le 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura consigliate dall’OMS. Cibi amici della vista sono in particolare mirtilli, tutti gli ortaggi e i frutti di color arancio, la frutta secca, il pesce azzurro e il salmone. Inoltre è indispensabile bere tanta acqua per mantenere il giusto grado di idratazione dell’occhio.
  • Usare gli occhiali o le lenti a contatto giusti. Il che fa il paio con il primo consiglio in lista. Sottoporsi a controlli oculistici regolari permette anche di ritoccare la correzione delle lenti se e quando necessario.
  • Usare le luci giuste. Una buona illuminazione negli ambienti domestici o di lavoro è molto importante per il benessere degli occhi, impedisce sforzi inutili e affaticamento.
  • Non fumare. Il fumo danneggia tutti i tessuti del corpo ma soprattutto rende fragili i piccoli vasi sanguigni, il che si ripercuote negativamente anche sull’occhio, un organo riccamente vascolarizzato, che risulta così meno ossigenato di quanto sarebbe auspicabile.