Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): che cos'è? Sintomi e Cause

Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): che cos'è? Sintomi e Cause

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2019

Indice

COS’È UN OVAIO POLICISTICO?

ovaio policisticoSe sei una giovane donna con meno di 40 anni e il tuo ciclo mestruale è sempre stato fortemente irregolare, se hai sofferto o soffri di inestetismi quali una peluria eccessiva e acne, o se stai cercando una gravidanza che tarda ad arrivare, forse potresti far parte di quella percentuale di popolazione femminile in età fertile (circa il 7-10% del totale) che soffre di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).

Non è una “malattia” vera e propria, e non è grave, nel senso che non mette a repentaglio la tua salute generale e certo non la tua vita. Ma questa condizione di squilibrio ormonale compromette comunque la qualità della tua vita di donna e soprattutto è nociva per la tua fertilità. Un ovaio policistico, infatti, ha come caratteristica quella di riempirsi di microscopiche cisti piene di fluido, che di fatto impediscono ai follicoli di produrre l’ovocita in fase di ovulazione. Le conseguenze sono:
  • Irregolarità mestruali che possono sfociare nell’amenorrea (assenza totale di mestruazioni per più di tre mesi)
  • Mancata ovulazione e quindi infertilità
Queste alterazioni sono dovute ad un problema di tipo endocrinologico-metabolico. Cosa significa? Che, per cause ancora non del tutto chiare che approfondiremo più avanti, non produci abbastanza ormoni femminili, ma in compenso ne produci troppi maschili, in particolare è probabile che nel tuo sangue circolino livelli un po’ troppo alti di testosterone. Non ti stupire, infatti questo ormone maschile viene prodotto anche dalle donne, sebbene in concentrazioni decisamente inferiori, nello specifico, dalle ovaie. Se nel tuo organismo si verifica uno sbilanciamento tra ormoni riproduttivi maschili e femminili, a favore dei primi, il tuo ciclo mestruale non può che risentirne, e le tue ovaie vanno in sofferenza. Vediamo esattamente come si manifesta la PCOS e quali sono i sintomi più comuni. 

QUALI SONO I SINTOMI DELLA PCOS?

calendario mestrualeAbbiamo anticipato, alcuni dei sintomi che possono far sospettare la PCOS in una donna giovane. Da premettere che questa sindrome può colpire dai 15 ai 45 anni, con un “picco” tra i 20 e i 30 anni. Se, quindi, ti ritrovi in questo range di età e vuoi capire se i problemi che riscontri nella tua vita riproduttiva o nel tuo ciclo mensile siano riconducibili ad un ovaio policistico, prova a consultare la lunga lista dei possibili sintomi della PCOS e spunta quelli in cui ti ritrovi:
  • Ciclo mestruale irregolare. In genere, le donne con la sindrome dell’ovaio policistico passano dall’avere pochissime mestruazioni all’anno, con scarso flusso, a fasi in cui al contrario soffrono di ipermenorrea (mestruazioni troppo abbondanti). In alcuni casi il ciclo si interrompe del tutto con assenza totale di mestruazioni per più di tre mesi (amenorrea). Nei casi meno severi, il ciclo può comunque subire delle alterazioni, un esempio sono intervalli di oltre 35 giorni tra una mestruazione e la successiva o inferiori ai 21 giorni
  • Irsutismo. Una peluria eccessiva, specialmente in zone del corpo normalmente glabre nella donne, quali il viso, il petto o la schiena, sono segnale di una iper produzione di testosterone. Questo sintomo è alquanto indicativo di PCOS, perché interessa circa il 70% delle donne giovani con ovaio policistico
  • Acne. Fa il paio con il punto precedente. Anche l’iperproduzione di sebo che provoca l’acne, ovvero la formazione di brufoli infiammati pieni di pus, dipende da una stimolazione oltre la norma di ormoni androgeni. In generale la pelle appare untuosa e tende ad essere impura
  • Alopecia. Un diradamento pilifero con perdita di capelli, in una donna giovane, può essere sintomo di PCOS, perché questo difetto ha molto a che vedere con l’eccessiva produzione di testosterone. 
  • Sovrappeso. L’alterazione del metabolismo che si verifica in chi soffre di PCOS comporta anche la tendenza all’aumento di peso, e viceversa. Le cellule adipose, infatti, a loro volta stimolano la produzione ormonale e predispongono ad un ulteriore accumulo di grasso. Inoltre, il metabolismo rallentato rende più difficile e lento il processo di dimagrimento. Per questo, come vedremo, è consigliato seguire un regime alimentare ipocalorico controllato. Tipicamente, la sindrome dell’ovaio policistico porta alla formazione di pannicoli adiposi in zone quali la nuca, o le braccia. Il sovrappeso può sfociare nell’obesità, la quale rappresenta sia un fattore di rischio che una complicanza della PCOS
  • Macchie cutanee, pelle più scura. Queste discromie comunemente si notano nelle pieghe del collo e delle braccia
I sintomi collegati alla PCOS possono essere di diversa gravità. In alcune donne, ad esempio, sono così sfumati che la diagnosi arriva solo a seguito di infruttuosi tentativi di concepimento nel momento in cui si fa a ricercarne la causa. Ad ogni modo, se hai spuntato più voci, è opportuno che ti rechi da un/a specialista in ginecologia o endocrinologia per effettuare le indagini diagnostiche necessarie a scoprire se davvero la causa dei tuoi sintomi è una PCOS. Si comincia con ecografia pelvica e con dosaggi ormonali nel siero sanguigno
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CHI È A RISCHIO DI PCOS?

Esistono “categorie” di donne più a rischio di PCOS? Sì, e no. In generale, la sindrome dell’ovaio policistico rappresenta lo squilibrio ormonale più diffuso tra la popolazione femminile in età fertile, interessando una percentuale tra il 5 e il 10-15% in tutto il mondo, con una prevalenza nel Paesi industrializzati. Ma non ci sono evidenti prevalenze di tipo etnico o sociale. Tra i fattori di rischio certi, rientrano invece:
  • Sovrappeso/obesità. Abbiamo visto come il fattore “adipe” giochi un ruolo chiave nel favorire e mantenere uno scompenso ormonale quale quello che si verifica in caso di sindrome dell’ovaio policistico
  • Familiarità. La genetica, come vedremo meglio nell’approfondire le cause che scatenano la PCOS, ha sempre un peso specifico importante. Per questo se altre donne nella tua famiglia – madri, sorelle, zie ecc. – soffrono o hanno sofferto di PCOS con la sintomatologia che abbiamo visto, anche tu hai una probabilità superiore alla media di sviluppare la sindrome
  • Età. La sindrome dell’ovaio policistico può, in teoria, svilupparsi anche dopo i 40 anni, nell’ultima porzione di vita riproduttiva. Ma è più comune che le irregolarità mestruali e gli altri sintomi insorgano molto prima, ovvero poco dopo i 20 anni, fino ai 30. I sintomi possono essere più o meno sfumati, potresti non soffrire di irsutismo, ad esempio, ma avere comunque un ciclo molto irregolare e non riuscire a restare incinta. 
Una volta compreso che la PCOS è un problema assai diffuso, non ci resta che provare a risalire alle cause – quelle finora identificate come plausibili – che concorrono a che la sindrome dell’ovaio policistico si sviluppi e si manifesti. Solo dopo potremo parlare delle cure a disposizione, che includono anche un necessario “cambio” nelle abitudini di vita. 

LE POSSIBILI CAUSE

Come avrai già capito, la PCOS è una sindrome multifattoriale, ma le esatte cause dello scompenso metabolico e ormonale che la determina sono oggetto di studi scientifici. Quello che sappiamo per certo è che:
  • Le donne che sviluppano la sindrome secernono una quantità anomala di ormoni androgeni (che a loro volta sono associati all’irsutismo, all’acne e alla perdita dei capelli), che impediscono ai follicoli ovarici di produrre ogni mese l’ovulo da fecondare. Ed è questa la ragione per cui le donne con la sindrome dell’ovaio policistico hanno difficoltà a restare incinte. Anzi, proprio il soffrire di PCOS rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile
  • La PCOS si associa ad alti livelli di insulina e conseguente sindrome metabolica. Significa che sebbene il pancreas delle donne con ovaio policistico produca una quantità di insulina sufficiente a metabolizzare i glucidi ingeriti (ovvero i carboidrati alimentari, macronutrienti che forniscono energia alle cellule del corpo), in realtà questo non avviene, e così è necessario aumentare la concentrazione insulinica per ottenere lo stesso risultato. Ma troppa insulina in circolo si associa a sovrappeso, ipercolesterolemia, iperglicemia e sovente pressione alta. Inoltre, è comunque possibile che il metabolismo degli zuccheri si inceppi, e può accadere che alla PCOS si leghi una propensione al diabete di tipo 2
  • L’insulino-resistenza, o sindrome metabolica che abbiamo descritto, a sua volta induce una iperproduzione di ormoni androgeni e in particolare di testosterone, il che, come anticipato, si collega con l’aumento di peso, e viceversa (un bel circolo vizioso, a ben vedere)
  • Spesso la sindrome dell’ovaio policistico è collegata ad una condizione di sub infiammazione. Si verifica quando il sistema immunitario dell’organismo mette in circolo troppi anticorpi rispetto a quelli necessari, come se fosse un po’ iperattivo, e questo a sua volta stimola le ovaie a produrre più ormoni androgeni del necessario
Dal quadro descritto, dunque, appare chiaro che la formazione delle microcisti ovariche e la conseguente irregolarità mestruale sia il sintomo principale di una condizione molto più complessa, in cui anche il fattore genetico si inserisce in modo probabilmente determinante

Tirando le fila, quali sono le cause scatenanti di questa condizione? Perché il 10% (in media) delle giovani donne produce troppo testosterone e non riesce ad avere un’ovulazione ogni mese? Perché il loro punto vita tende a superare gli 88 cm che segnano la misura-soglia prima che quel grasso addominale accumulato possa diventare un problema per la salute del cuore? E perché la loro glicemia tende a salire così tanto? Tornando alle cause genetiche, un recente studio condotto a Siviglia ha rilevato quale fattore genetico coinvolto nella insorgenza della sindrome, una alterazione ipotalamica di due proteine (la neurochinina B e la kisseptina), e dei loro recettori. Si tratta di molecole che giocano un ruolo chiave nell’armonizzare il legame tra ipotalamo (la zona del cervello che tra le altre funzioni ha anche quella di regolare le secrezione endocrina) e ormoni sessuali. Questa scoperta potrà avere ricedute importanti, in un prossimo futuro, nella cura della PCOS. 

Se il fattore genetico non è modificabile, quello ambientale lo è sicuramente. Dimagrire seguendo una dieta sana, attivare il metabolismo con l’attività fisica e assumere antiossidanti sembra siano buone abitudini che non solo permettono di prevenire la PCOS in età pubere e adolescenziale nelle ragazze che per caratteristiche fisiche e familiarità siano particolarmente predisposte a svilupparla, sia di agevolare la scomparsa dei sintomi una volta che lo scompenso ormonale sia insorto. Anche il ciclo mestruale, dunque, potrebbe autoregolarsi in alcuni casi, quelli più lievi. Vediamo, però quali conseguenze produce un ovaio policistico sulla fertilità, e come sia possibile gestirla in vista di una gravidanza. 

PCOS, FERTILITÀ E GRAVIDANZA

Una delle prime domande che una donna si pone davanti ad una diagnosi di PCOS è:
“Sarò mai in grado di restare incinta?” La risposta è , certamente. Non è del tutto impossibile arrivare ad un concepimento neppure in caso di ovaio policistico non curato, perché non per tutte le donne i sintomi sono uguali nella loro severità. In molti casi qualche ovulazione si verifica, e in una donna giovane e sessualmente attiva, una gravidanza diventa allora possibile.

Talvolta, a fronte di poche mestruazioni in un anno – meno di 8 – è comunque possibile, usando un semplice calcolatore dei giorni fertili, persino programmare una gravidanza. Tuttavia, non sempre l’arrivo di una mestruazione significa necessariamente che l’ovulazione sia avvenuta, esiste la possibilità che tu abbia cicli anovulatori, e che pertanto non ti accorga neppure di avere un problema. C’è, infine, da considerare, un punto importante. Quand’anche la PCOS non inficiasse la possibilità di restare incinta, e quindi tu iniziassi una gravidanza, questa potrebbe risultare problematica per i seguenti motivi:
  • Saresti più a rischio di aborto spontaneo
  • Aumenterebbero le probabilità di diabete gestazionale
  • … e anche quelle di preeclampsia (una complicanza piuttosto seria anche chiamata gestosi, che può mettere a repentaglio il buon esito della gravidanza e la salute di mamma e nascituro/a)
  • Infine il feto potrebbe diventare troppo grande nell’utero, il che sarebbe sia un rischio per la sua salute che per la tua, e implicherebbe il necessario ricorso al cesareo anticipato
In buona sostanza, sarebbe meglio curare la PCOS prima di una gravidanza e in vista della stessa. Tra le cose da fare: dimagrire, assumere acido folico e ridurre la glicemia soprattutto modificando (in meglio), la propria dieta. Prima di affrontare il discorso “cure”, però, completiamo il quadro relativo alle possibili complicanze della PCOS e al legame con altre patologie più o meno serie. 
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PCOS E ALTRE PATOLOGIE

Come hai capito, la PCOS, oltre all’infertilità, è associata a diverse condizioni di alterazione metabolica e può provocare delle complicanze anche serie, se sottovalutata. Vediamole tobesitàutte:
  • Diabete. Si stima che oltre la metà delle donne con diagnosi di PCOS sviluppino il diabete di tipo 2 prima dei 40 anni, o comunque arrivino ad una condizione borderline (pre diabete)
  • Ipertensione. Una pressione arteriosa troppo elevata in una donna giovane è associata ad una insufficiente produzione di ormoni femminili (gli estrogeni, tipico della PCOS), i quali svolgono una funzione protettiva nei confronti dell’apparato cardiovascolare e mantengono la pressione nei limiti
  • Alterazioni metaboliche. Sempre a causa del sovrappeso e dello squilibrio ormonale, nelle donne con ovaio policistico i valori di colesterolo e trigliceridi nel sangue tende a superare i livelli di guardia, il che, a sua volta, aumenta il rischio cardiovascolare
  • Apnee notturne. In questo caso la causa è il sovrappeso. Dal momento che molto spesso la PCOS comporta aumento di peso, e persino obesità, che a sua volta è la causa principale delle apnee ostruttive del sonno (un problema medico da non sottovalutare perché aumenta il rischio di un evento cardiaco), possiamo desumere che la PCOS è anche causa prima di questa complicanza
  • Disturbi dell’umore. Ansia e depressione sono una possibile conseguenza della PCOS e si tratta di una complicanza abbastanza frequente, non di rado associata a disturbi del comportamento alimentare (soprattutto bulimia e binge-eating, abbuffate compulsive)
  • Steatosi epatica e steatoepatite non acolica (NASH). Si tratta di alterazioni epatiche che possono compromettere la funzionalità del fegato. La causa è un accumulo di grasso che infiamma i tessuti epatici
  • Sanguinamenti uterini anomali (perdite di sangue tra un ciclo e l’altro)
  • Cancro dell’endometrio. Ciclo irregolare e cicli anovulatori, diabete, sovrappeso e sindrome da insulino-resistenza, ovvero tutta la gamma di possibili complicanze legate alla sindrome dell’ovaio policistico concorre ad accrescere il rischio di questo tipo di cancro. 
Per tutte queste ragioni, la PCOS non va sottovalutata, sebbene, naturalmente, scoprire di far parte di quel 10% di donne che ne soffre, è un’evenienza che non va drammatizzata, ma affrontata. 
Uscirne si può, ci sono tante risorse a tua diposizione. 

COME SI DIAGNOSTICA E SI CURA LA PCOS?

Dal momento che la sindrome dell’ovaio policistico è prevalentemente un disturbo di natura ormonale, anche le cure andranno in quella direzione. Soprattutto per le ragazze più giovani, sono infatti disponibili preparati ormonali che inibiscono la iper produzione di testosterone e degli altri ormoni androgeni. Consideriamo, però, che una condizione come la PCOS non è del tutto reversibile, e le terapie sono soprattutto volte a ridurne i sintomi e prevenire le complicanze più serie. Ma prima di arrivare alla terapia, partiamo dalla diagnosi. Come ci si arriva? L’iter prevede diversi passaggi, tra cui:
  • Visita endocrinologica specialistica. Questo esame obiettivo della paziente, consente di valutare la sintomatologia fisica determinata dalla PCOS, e di rilevare la eventuale presenza di acne e di peluria in eccesso, di misurare il girovita e la pressione
  • Ecografia pelvica. Indispensabile per visionare lo stato delle ovaie e individuare le microcisti
  • Dosaggi ormonali e test del sangue per il profilo lipidico e la glicemia. Attraverso le analisi del sangue è possibile misurare la concentrazione di ormoni maschili e valutare le condizioni generali associate all’ovaio policistico, tra cui l’eccessiva produzione di insulina, l’iperglicemia e l’ipercolesterolemia. Talvolta si effettuano anche dosaggi per i gli ormoni tiroidei, in particolare del TSH, spesso alterato nelle donne con PCOS
A questo punto, con la diagnosi di PCOS in mano, quali sono le possibili cure? Per quanto riguarda la terapia farmacologica, le opzioni ad oggi percorribili sono le seguenti:
  • Farmaci che riducono la produzione di ormoni androgeni, tra cui flutamide, drospinerone, dienogest, clormadinone, ciproterone acetato. Questi principi attivi vanno ad influire positivamente anche sui sintomi riducendo l’irsutismo, migliorando l’estetica della pelle e dei capelli. Ma attenzione, i dosaggi vanno stabiliti dal medico e monitorati costantemente per evitare pericolosi effetti collaterali
  • Contraccettivi ormonali per riequilibrare i livelli di ormoni femminili. Questi dispositivi, naturalmente, sono indicati soprattutto per le donne molto giovani che non cercano una gravidanza e in assenza di complicanze vascolari. 
  • Metformina. Si tratta di un farmaco indicato per ridurre gli eccessivi livelli di insulina nel sangue e quindi aiutare a combattere la sindrome metabolica e il diabete
  • Farmaci per la stimolazione ovarica. Clomifene, serofene, gonadotropine sintetiche ecc, sono molecole in grado di stimolare efficacemente l’ovulazione e quindi aiutare le donne con PCOS che cercano una gravidanza, a restare incinte
Le terapia farmacologica non è, però, l’unica via per ridurre i sintomi che la PCOS comporta, regolarizzare il ciclo mestruale e combattere l’infertilità. È altresì fondamentale adottare delle norme comportamentali che aiutino in corpo a ritornare in equilibrio. Abbiamo visto come l’aumento di peso sia uno dei principali fattori di rischio per la PCOS, per questo uno dei primi suggerimenti che i medici forniscono alle donne che ne soffrono, è proprio quello di provare a dimagrire. Per farlo, è necessario evitare il fai da te e farsi prescrivere un programma dietetico personalizzato da un/a biologo/a nutrizionista esperto/a in alimentazione adatta per la sindrome dell’ovaio policistico. Ridurre l’introito calorico generale, aumentare l’apporto di fibre e di antiossidanti contenuti in frutta, verdura, legumi e cereali integrali e tagliare drasticamente il consumo di zuccheri semplici rappresentano i cardini di un’alimentazione sana e bilanciata. Ma della dieta per la PCOS parleremo più avanti.

Anche rendere la propria vita più dinamica, ad esempio praticando uno sport o almeno facendo più moto outdoor (es. camminate, jogging, nuoto ecc.) è indispensabile se si vuole stimolare il metabolismo e ridurre il giro vita. I livelli di colesterolo, la pressione sanguigna e la produzione d’insulina ne trarranno enorme giovamento. 

PCOS E DIETA

dieta ovaio policisticoMangiare in modo sano e bilanciato può rappresentare una cura per la PCOS. Non ti sembra possibile? Eppure, anche la nostra attività ovarica, l’asse epitalamo-ipofisi che influenza tutta la produzione delle ghiandole endocrine, e infine il metabolismo, vengono fortemente influenzati da ciò che introduciamo nel nostro corpo con la dieta di ogni giorno. Ci sono cibi, e bevande, che non solo contribuiscono a farci ingrassare, ma che inducono stati di sub-infiammazione, rallentano l’attività epatica e pancreatica, e infine fanno impennare la produzione di insulina. Scommetto che hai già capito di quali alimenti si tratta. Sono quelli che, purtroppo, ci piacciono di più, o che spesso consumiamo solo per noia, come diversivo. Ti facciamo qualche esempio:
  • Snack industriali confezionati (patatine in busta, salatini, merendine ecc.)
  • Zuccheri raffinati, soprattutto dolci, gelati e dessert al cucchiaio
  • Caramelle, cioccolatini, barrette ripiene
  • Cibi precotti
  • Salumi e insaccati
  • Bibite zuccherate e gassate
E la pasta? Non è dannosa in sé, ma sono le dosi e i condimenti a fare la differenza, perché si tratta di un alimento ricco di energia (calorie) che va consumato con moderazione, e mai in combinazione con altri carboidrati, ad esempio pane, patate, riso ecc.

Sai quali sono i cibi amici della tua salute, che possono aiutarti a ridurre i sintomi della PCOS e a dimagrire? Tutti quelli che contengono antiossidanti e fibre. Significa che nei tuoi pasti giornalieri non possono mancare mai le verdure, sia crude che cotte, l’olio extravergine d’oliva (attenzione però: non più di due cucchiai al giorno), la frutta fresca, i cereali integrali (che hanno più fibre e proteine rispetto a quelli bianchi e un indice glicemico inferiore), le proteine vegetali derivate dai legumi e dalla frutta secca (anche in questo caso, senza esagerare con le dosi, ti basta una manciata di noci al giorno). Carne e pesce non sono un problema, ma anche in questo caso, occhio alla qualità, alla quantità, e alle modalità di cottura. 

Preferisci carni magre cucinate in modo light, alla piastra, al forno, al vapore. Mentre per quanto riguarda il pesce, dovresti ogni tanto concederti del salmone selvaggio, oppure (soluzione più economica), le sardine o gli sgombri del Mediterraneo, ovvero del buon pesce azzurro. Anche il tonno in scatola (non più di una-due volte alla settimana) va bene. Si tratta di prodotti ittici ricchi di omega 3, grassi “buoni” con effetto antiossidante, che fanno benissimo al tuo apparato riproduttivo.

Altre regole da seguire, importanti per aiutarti a smaltire i chili in eccesso che in chi soffre di PCOS tendono a concentrarsi pericolosamente attorno al girovita, sono le seguenti:
  • Non saltare mai la colazione, che dovrà essere completa e bilanciata, con una quota di grassi e di proteine (es: una tazza di latte senza zucchero o uno yogurt), della frutta fresca e carboidrati complessi (es. del pane integrale, dei fiocchi di cereali o delle fette biscottate, sempre integrali)
  • Bevi tanta acqua. Aiuta il corpo ad eliminare le tossine, ti sazia (a volte ciò che sembra appetito, in realtà è solo sete), e contribuisce a depurare la tua pelle. Evita le bevande zuccherate e con le bollicine, ma attenzione massima anche all’alcool e ai softdrinks, meglio evitarli. Semmai, consuma del tè verde che ti aiuta a ridurre il senso di fame e contiene antiossidanti, e tisane drenanti. 
  • Cucina in modo semplice: al vapore, alla piastra, in pentola a pressione ecc. Evita le cotture elaborate e lunghe, le rosolature e le fritture. Non lessare le verdure in acqua, perché perdono molte delle loro proprietà nutritive
  • Fai tre pasti al giorno completi – con carboidrati, proteine e verdure, eventualmente anche in un piatto unico – e due spuntini leggeri a metà mattina e metà sera, meglio se a base di frutta con basso indice glicemico (es. una mela, una coppetta di frutti di bosco o di fragole, un’arancia)
Se non riesci a seguire queste regole, o se ti accorgi che il tuo peso resta invariato, è preferibile che ti faccia seguire da un biologo/a nutrizionista o da un medico dietologo specializzato in problematiche ormonali e in PCOS.
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DOMANDE E RISPOSTE

1. LA PCOS È GRAVE?
Se trascurata, la sindrome dell’ovaio policistico può sfociare in problemi di salute piuttosto seri, come il diabete, disturbi cardiocircolatori, e persino forme tumorali, quali il cancro all’endometrio. Le donne con la PCOS maturano nelle loro ovaie tante microcisti, che di per sé non sono gravi, ma comportano uno squilibrio ormonale che alla lunga può creare i problemi appena citati. Inoltre, questa sindrome che causa un aumento abnorme dei livelli di testosterone e altri ormoni maschili nelle donne fertili, può modificare l’aspetto di chi ne soffre, portando ad inestetismi quali irsutismo, acne, sovrappeso, i quali a loro volta possono determinare disagio emotivo e portare a forme depressive. 

2. QUAL È LA CAUSA PRINCIPALE DELLA PCOS?
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una condizione di squilibrio ormonale e metabolico che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile, prevalentemente causato da una eccessiva produzione, da parte delle ovaie, di ormoni androgeni, in particolare di testosterone. Le conseguenze sono irregolarità mestruali fino a infertilità, aumento di peso, eccesso di insulina nel sangue e tendenza all’iperglicemia e alla ipercolesterolemia. A questo quadro si associano modifiche estetiche che comportano l’aumento della peluria del corpo, la comparsa di acne sul viso, la perdita dei capelli. L’eccesso di ormoni androgeni a sua volta ha cause diverse, con una importante componente genetico-ereditaria.

3. QUALI SONO I PRIMI SINTOMI DELLA PCOS?
I sintomi più comuni sia nelle ragazze molto giovani che nelle donne over 30 sono (tenendo conto del fatto che la sindrome dell’ovaio policistico insorge con maggior frequenza tra i 20 e i 30 anni) sono:
  • Mestruazioni irregolari, scarse (oligomenorrea) o assenti del tutto (amenorrea)
  • Infertilità o difficoltà a restare incinta a causa dell’assenza di ovulazione
  • Irsutismo, ovvero crescita di peluria in zone del corpo femminile che di norma ne sono prive, come il viso, la schiena, il petto
  • Sovrappeso
  • Acne e pelle grassa
  • Talvolta alopecia o caduta dei capelli, che appaiono anche più fini e radi
4. LA PCOS SI PUÒ CURARE?
Attualmente non esiste una cura definitiva per la sindrome dell’ovaio policistico, tuttavia esistono delle terapie farmacologiche a base di ormoni estrogeni (tra cui anche la pillola contraccettiva) e principi attivi che inibiscono la produzione di ormoni androgeni. Oltre a questi medicinali, all’occorrenza gli/e specialisti/e possono prescrivere altri farmaci per ridurre la produzione di insulina e abbassare la glicemia. Talvolta, nei casi lievi di PCOS, anche una dieta dimagrante può essere sufficiente e riportare in equilibrio l’attività ovarica. Le donne che non riescono a restare incinte e desiderano una gravidanza possono assumere farmaci che stimolano l’ovulazione. 

5. LA PCOS PUÒ ESSERE CAUSATA DA STRESS?
Alcuni studi hanno rilevato che sia lo stress, che alcuni fattori ambientali tra cui alimentazione, esercizio fisico, inquinamento atmosferico ecc., giocano un ruolo (di quale entità è tutto da dimostrare) nell’insorgenza della PCOS. Altre cause possibili sono l’eccessiva esposizione ad ormoni maschili in gravidanza (fase prenatale) e la produzione eccessiva di insulina da parte del pancreas (sindrome metabolica)

6. UNA DONNA CON LA PCOS PUÒ RESTARE INCINTA?
Sebbene la sindrome dell’ovaio policistico renda molto difficile il concepimento, a causa della scarsità delle ovulazioni, queste possono sempre verificarsi in modo sporadico, e in tal caso può iniziare una gravidanza. Tuttavia, la PCOS rimane una delle principali cause di infertilità, per questo la maggior parte delle donne che ne soffrono e che desiderano restare incinte, prima di riuscire nell’intento seguono una cura per la stimolazione ovarica. In qualche caso anche dimagrire e seguire uno stile di vita più sano aiutano nella regolarizzazione del ciclo. 
 
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2019