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Occhi rossi: sintomi, cause (la stanchezza in primis) e rimedi

Occhi rossi: sintomi, cause (la stanchezza in primis) e rimedi
22 gennaio 2018

Ricerca e Prevenzione

Indice

  1. Occhio arrossato: un sintomo da non sottovalutare
  2. Cause non patologiche
  3. Cause patologiche
  4. Sindrome dell’occhio secco
  5. Cure e misure di prevenzione
  6. Cerca l'Area Specialistica Oculistica per Provincia e Città


 

Occhio arrossato: un sintomo da non sottovalutare


Le cause che possono determinare un arrossamento oculare – il cui termine medico è iperemia - sono svariate, prevalentemente non gravi e, anzi, episodiche. Accade di ritrovarsi con uno o entrambi gli occhi rossi e affaticati dopo una giornata trascorsa a studiare o lavorare sfruttando in modo continuativo la vista, ed è forse il caso più frequente. Ma l’arrossamento può essere dovuto ad un colpo di freddo, ad un piccolo trauma, o al classico “bruscolino” che entra nell’occhio, al contatto con fumo o altri agenti irritanti.

Grattarsi o toccarsi gli occhi continuamente è un’abitudine tanto comune quanto dannosa perché non solo produce arrossamento, ma se le nostre mani non sono proprio disinfettate, potrebbe favorire pericolose infezioni.
Una cosa è certa: se il fenomeno si verifica spesso, e se è accompagnato da altri sintomi come bruciore o lacrimazione, è importantissimo recarsi subito dal medico, meglio ancora se oculista, per un controllo.
Proviamo a fare un elenco delle principali cause di iperemia, in modo da capire quando e se dobbiamo preoccuparci.

Gli occhi arrossati dipendono dalla sclera, quando i vasi sanguigni irrorano in eccesso la congiuntiva, la membrana della parte anteriore del bulbo oculare. L’arrossamento si collega a infezioni, infiammazioni o reazioni allergiche. La causa più comune di arrossamenti agli occhi è la congiuntivite, un problema che può avere cause batteriche, virali, allergiche o irritative. La congiuntivite solitamente non richiede trattamento medico, ma a volte si combatte con colliri antibatterici o farmaci antiallergici che solo il medico può prescrivere.

Altre cause di arrossamento sono la blefarite (infiammazione della palpebra), l’orzaiolo (collegato a un’infezione batterica) o il calazio (un’escrescenza generata da una forma di ostruzione di una ghiandola palpebrale). Orzaioli e calazi possono richiedere un intervento medico o chirurgico. L’arrossamento può dipendere anche da secchezza oculare (per la permanenza eccessiva davanti a uno schermo di un computer) o all’uso prolungato di lenti a contatto. L’uso di lacrime artificiali può agevolare la risoluzione del problema. L’arrossamento può dipendere da cause più serie, danni alla cornea, uveite o glaucoma. Si raccomanda di rivolgersi al medico quando l’arrossamento si associa a dolore all’occhio e ipersensibilità alla luce.

Le cause dell'arrossamento degli occhi possono essere molte, e richiedono trattamenti diversi. Ecco come fare per capire di cosa si tratta.

Oltre agli occhi arrossati hai anche prurito, sensibilità alla luce, sensazione di avere un sassolino nell’occhio, secrezioni? Potrebbe essere una congiuntivite. Questo problema può essere sia di origine virale, soprattutto in età scolare, che di origine allergica o ancora può essere provocato dalle lenti a contatto.

Se invece si prova dolore, indolenzimento dell’occhio e riduzione della vista, potrebbe essere una ferita aperta sulla cornea, detta ulcera. In tal caso potrebbe vedersi una piccola macchia bianca sulla cornea. Di solito l’ulcera corneale è provocata da un trauma all’occhio, dall’uso delle lenti a contatto, da problemi alle palpebre o da un herpes labiale. Quando si sviluppa si associata frequentemente a infezioni batteriche o, più raramente, a funghi o virus.

L’occhio oltre a essere rosso è anche secco? Il fastidio potrebbe derivare dalla poca lacrimazione, causata da variazioni ormonali, da alcuni farmaci o da malattie vere e proprie come la sindrome di Sjögren. Quando il problema è agli inizi e ancora non si è identificata chiaramente la causa, si parla di sindrome dell’occhio secco.

Altre volte l’occhio rosso senza altri sintomi può essere associato a problemi come la pressione alta o il diabete, o a piccoli traumi.

In ogni caso, se l’occhio arrossato non passa in poco tempo o se si avverte anche dolore o altri sintomi, è sempre bene andare da un medico (qui le strutture che fanno una visita oculistica). Saprà darvi una diagnosi precisa e prescrivervi la terapia più adatta.

Andiamo però più nello specifico....



Cause non patologiche


In condizioni di salute e benessere, la sclera del bulbo oculare al cui centro si situano i cerchi di iride e pupilla, ha un bel colore bianco traslucido, che può virare verso l’azzurro.
L’arrossamento è dovuto ad una dilatazione dei capillari che irrorano di sangue il bulbo, talvolta vere e proprie micro emorragie. Questa condizione ha, come abbiamo anticipato nella premessa, tante possibili cause, non sempre, per fortuna, preoccupanti o associabili a malattie.
Tra le cause non patologiche (ma non per questo meno pericolose per l’integrità oculare), troviamo:
  • corpo estraneo nell’occhio, dalla classica ciglia ad un insetto, polvere e corpuscoli presenti nell’atmosfera, ma anche frammenti di metallo, vetro, stoffa, legno o altro materiale potenzialmente pericoloso perché in grado di produrre lesioni anche gravi. In questo caso è meglio recarsi al pronto soccorso e farsi estrarre tali particelle da un medico, onde evitare il rischio di peggiorare la situazione usando le mani o persino altri oggetti appuntiti come le pinzette;
  • stanchezza o uso prolungato di lenti e occhiali;
  • mancanza di sonno;
  • occhi arrossati da esposizione ad agenti atmosferici: vento, freddo, sole;
  • contatto con acqua di mare o acqua clorata della piscina;
  • polveri sottili e smog atmosferico possono irritare gli occhi più sensibili;
  • trauma: un colpo, una caduta, una gomitata ecc. possono rompere qualche venuzza dell’occhio e provocare un arrossamento intenso tale da spaventare, ma in genere l’emorragia si riassorbe nel giro di una settimana. Meglio, però, recarsi dall’oculista per una valutazione;
  • disidratazione: bere troppo poco asciuga gli occhi che pertanto possono irritarsi e arrossarsi;
  • fumo, sia passivo che attivo;
  • contatto o esposizione ad agenti irritanti e tossici, anche chimici come prodotti per la pulizia della casa particolarmente aggressivi. In questo caso, se all’arrossamento si associa il bruciore e la forte lacrimazione, è indispensabile recarsi quanto prima al pronto soccorso.
Questo genere di arrossamento è di solito transitorio, legato alle condizioni particolari che abbiamo visto. Talvolta, però, il fenomeno si presenta all’improvviso, senza cause apparenti, e perdura nel tempo. È ciò che accade quando gli occhi rossi sono sintomo di una malattia.


 

Cause patologiche


Quasi tutte le principali malattie infettive (e non) che possono colpire i nostri preziosi “lumi” provocano arrossamento. Si tratta di un segnale di infiammazione che non va mai sottovalutato. Sovente a questo sintomo si accompagnano lacrimazione e fotofobia, produzione di muco che seccandosi può persino “chiudere” l’occhio incollando le palpebre, e naturalmente dolore.
Vediamo la lista delle più comuni patologie oculari:
  • Congiuntivite. L’infiammazione della congiuntiva, la pellicola trasparente che riveste la sclera oculare e la parte interna della palpebra, può verificarsi per diversi motivi. Se all’origine c’è un’infezione virale come un raffreddore, il caso più comune, l’occhio appare gonfio, arrossato e lacrimante, il muco sieroso prodotto dalle ghiandole lacrimali può essere abbondante ma di colore chiaro, la sensibilità alla luce è blandamente presente così come il prurito e la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio. In caso di congiuntivite batterica, più seria, i sintomi includono vista offuscata e produzione di cispe giallastre, molto appiccicose. Infine vi è un terzo tipo di congiuntivite che non è determinata da un agente infettivo ma dai nostri anticorpi: la congiuntivite allergica. L’allergene che innesca il processo infiammatorio può essere il polline di una pianta, ed è il tipico caso delle congiuntiviti di primavera, ma anche gli acari della polvere o i peli degli animali, nonché i cosmetici.
  • Cheratite e uveite. Sono infezioni più gravi rispetto alla congiuntivite, ma spesso rappresentano una complicanza di questa. Nel caso della cheratite ad infiammarsi è la cornea, con sintomi quali forte fotofobia, dolore, visione offuscata, copiosa lacrimazione. L’uveite è, come si evince, l’infiammazione dell’uvea, una membrana riccamente vascolarizzata che si trova tra la sclera e la retina, di cui fa parte anche l’iride. Un’infiammazione di questa zona oculare produce, oltre a iperemia, forte dolore, abbondante lacrimazione e visione sfocata.
  • Ulcera corneale. Si tratta di una vera e propria ferita che si apre nella cornea, di solito provocata da un’infezione batterica, fungina o da un trauma. Tra i sintomi di questo disturbo piuttosto serio, si annoverano forte dolore, comparsa di un punto bianco nell’occhio, forte secrezione sierosa, lacrimazione, fotofobia, visione appannata.
  • Blefarite. È l’infiammazione del margine palpebrale che oltre all’iperemia si segnala per provocare bruciore, gonfiore e prurito, oltre a formazione di crosticine lungo il margine ciliare.
  • Herpes oculare. A produrre l’infiammazione è lo stesso virus che causa la “febbre” del labbro, l’Herpes simplex, ma in questo caso l’infezione colpisce l’occhio, in qualunque zona, incluse cornea e iride, in modo più o meno superficiale. I sintomi sono simili a quelli della congiuntivite virale, con forte lacrimazione, visione appannata, dolore, fotofobia e naturalmente arrossamento diffuso.


 

Sindrome dell’occhio secco


Un discorso a parte merita quella che ormai è diventata una complicanza comune tra i portatori di lenti a contatto: la sindrome dell’occhio secco. Capire quanto sia importante individuare e porre rimedio a questo disturbo fastidioso, è oggi come non mai cruciale per contrastare sia la tendenza all’iperemia, che l’aumento esponenziale delle infezioni oftalmiche che abbiamo appena elencato, molto più frequenti che nel passato.
Innanzitutto, chiariamo cosa si intenda per sindrome dell’occhio secco e quali siano i sintomi che la caratterizzano.

Si tratta di una disfunzione lacrimale che letteralmente “prosciuga” l’occhio, privandolo del suo naturale film umido, una protezione indispensabile proprio per prevenire aggressioni da parte dei germi patogeni che ci circondano. La sindrome è progressiva, di fatto la lubrificazione naturale dei nostri occhi tende a ridursi sempre più, mentre emergono i seguenti sintomi da non trascurare:
  • bruciore e irritazione;
  • arrossamento;
  • sensazione di corpo estraneo nell’occhio (tipicamente “sabbiolina”);
  • lacrimazione insufficiente;
  • talvolta fotofobia;
  • visione un po’ annebbiata, difficoltà nella messa a fuoco.
Come anticipato, questa sindrome sembra colpire prevalentemente i portatori di lenti a contatto, soprattutto chi ne faccia uso continuativo per anni. E ancor di più i tanti che, per studio, svago o lavoro trascorrono molte ore al giorno davanti al monitor di un pc. Infatti indossare prolungatamente un corpo estraneo quale è la lente a contatto – per quanto porosa e “acquosa” possa essere - inibisce la produzione lacrimale e asciuga l’occhio, che oltre tutto, non essendo libero di “respirare” va in deficit di ossigenazione.

Fissare lo schermo di un computer, o di un tablet, infine, accentua il disagio per “colpa” della continua necessità di messa a fuoco e per le sollecitazioni luminose intermittenti, soprattutto deleterie per chi lavora di sera, con le luci artificiali. Un affaticamento che depaupera l’occhio della sua principale arma di difesa, costituita appunto dalle lacrime e dal film umido che lo riveste. Così “nudo”, esso è facile bersaglio di agenti infettivi, conseguentemente de malattie ricorrenti come quelle che abbiamo segnalato. Per questo è molto importante capire se la tendenza all’iperemia sia associata a questa sindrome. Perché in questo caso, onde preservare la salute degli occhi presente e futura, è saggio intervenire con un drastico cambio di abitudini, come vedremo.
 

Tante ore davanti al pc possono causare secchezza e fastidiosi arrossamenti agli occhi. Sempre più malati, anche fra bimbi e adolescenti. Il CIOS promuove una settimana di visite gratis dal 3 al 7 aprile. Bruciore? Sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio? Forte fastidio alla luce (fotofobia) e difficoltà nell’apertura della palpebra al risveglio? Ecco i principali sintomi della sindrome dell’occhio secco, un disturbo causato da una ridotta produzione lacrimale (Ipolacrimia) o ad un’ eccessiva evaporazione delle lacrime (Dislacrimia).

Estremamente varie per origine, quadro clinico e gravità, le sindromi da occhio secco sono accompagnate, nei casi più gravi, da dolore all’occhio e annebbiamento visivo. Il disturbo, che interessa milioni di italiani, è stato a lungo sottovalutato. Ora però è sotto ai riflettori per l’uso eccessivo che facciamo di cellulari, tablet e computer.

Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano, esperto di questa patologia, ce ne racconta il motivo. “Stando alle ultime statistiche disponibili, un bambino su cinque prende contatto con cellulari e tablet nel primo anno di vita. Fra i 3 e i 5 anni di età l’80% dei bimbi usa il telefonino di mamma e papà. A 9-10 anni il 26% per cento dei nostri ragazzi ha un proprio computer portatile, l’11% ha un suo cellulare e oltre la metà degli adolescenti tiene il cellulare acceso giorno e notte. L’uso prolungato di smartphone, tablet, computer o tv può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco perché durante queste attività i nostri occhi tendono a sbattere le palpebre molto meno frequentemente del normale, generando un’eccessiva evaporazione e una ridotta produzione del liquido lacrimale”. Il dott. Buratto continua: “man mano che l'età avanza, gli occhi producono lacrime con un minore contenuto di lipidi che sono necessari per evitare che la loro parte acquosa evapori troppo velocemente. D’atro canto, le variazioni di livelli ormonali possono ridurre la naturale produzione di lacrime: ecco perché la sindrome dell'occhio secco predilige il sesso femminile soprattutto dopo i 35-40 anni di età e le donne in gravidanza o in menopausa sono il gruppo di pazienti più numeroso.”

Si stima infatti che questa sindrome colpisca il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione sopra i 50 anni. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha recentemente definito come una patologia tra le più ignorate e sottovalutate dell’epoca moderna. Chi sospetta una secchezza oculare o che già ne soffre e desidera una visita di approfondimento può fissare un appuntamento gratuitamente, da lunedì 3 aprile a venerdì 7, contattando il centro oculistico più vicino a casa direttamente dal sito www.centroitalianoocchiosecco.it. All’iniziativa hanno aderito Centri ospedalieri di Catania, Napoli, Roma, Milano e Varese.


 

Cure e misure di prevenzione


Le cure per l’iperemia e gli altri sintomi associati dipendono, com’è ovvio, dalla causa che origina il fenomeno.

Se dietro quegli occhi rossi si nasconde solo un po’ di stanchezza, un certo sovraffaticamento della vista, agenti atmosferici o il “bruscolino” dispettoso, la cura sarà costituita da un po’ di riposo, l’applicazione di un collirio rinfrescante (ad esempio alla camomilla) all’occorrenza, o di lacrime artificiali. Da evitare, invece, il continuo ricorso ai colliri decongestionanti perché la loro azione astringente alla lunga può irritare ancora di più gli occhi.

Per una congiuntivite virale o una blefarite, le più innocue tra le cause patologiche di iperemia che abbiamo visto, basta attendere che i sintomi regrediscano da soli evitando di sforzare gli occhi e di usare le lenti a contatto, e semmai alleviare i fastidi applicando ogni tanto delle compresse tiepide di garza sterile imbevute di infuso alla camomilla, che ha un buon effetto decongestionante e lenitivo e aiuta rimuovere le cispe.
Anche i tamponi di ovatta freddi possono risultare efficaci per contrastare arrossamento e prurito. Nel caso della blefarite che non guarisce, però, è inevitabile il ricorso a colliri e pomate antibiotiche in associazione e corticosteroidi, perché si potrebbe essere verificata una sovra infezione batterica e in questo caso questa malattia oftalmica può diventare pericolosa e tendere a cronicizzarsi.

Per quanto riguarda l’herpes oculare, è necessaria una valutazione del tipo di infezione da parte dell’oculista, se solo superficiale o più profonda. A seconda dei casi sarà necessario applicare dei colliri o delle pomate antivirali o antibiotiche fino a guarigione.

Tempestiva deve essere anche la cura di uveiti, cheratiti e ulcere corneali, per le quali potrebbe essere necessario il ricorso a colliri antibiotici da applicare per diversi giorni più volte al giorno, e naturalmente riposo assoluto fino a regressione dei sintomi.

La congiuntivite batterica necessita anch’essa di colliri antibiotici, mentre per quanto riguarda la congiuntivite allergica, si prescrivono i colliri antistaminici che spengono la razione immunitaria.

E la sindrome dell’occhio secco?
Per questa condizione che potremmo definire come pre patologica, le cure sono rappresentate da un drastico cambio di passo. Ecco che cosa si deve fare:
  • alternare l’uso di lenti a contatto a quello degli occhiali;
  • quando si sta al computer, applicare la regola del 20-20: ogni 20 minuti si riposano gli occhi per 20 secondi;
  • uso di colliri lubrificanti, ad esempio all’acido ialuronico;
  • sostituzione delle lenti mensili con quelle giornaliere usa e getta;
  • ginnastica oculare per inforzare i muscoli dell’occhio e stimolare le ghiandole lacrimali. Un esempio: sbattere le palpebre almeno due volte ogni 10 secondi (contando mentalmente), per indurre la lubrificazione. Esercizio da ripetere più volte al giorno;
  • dotarsi di strumenti salva occhi come le maschere di colore da applicare al pc;
  • lavorare con una buona illuminazione che non faccia ombra ed evitare di scrivere o navigare al pc in una stanza buia ove lo schermo rappresenti l’unica fonte luminosa;
  • mangiare bene, che significa aumentare il consumo di cibi idratanti ricchi di antiossidanti salva occhi come frutta e verdura di colore rosso e arancione (ricche di vitamina A), e bere almeno 8 bicchieri al giorno d’acqua;
  • riposare il giusto e stare spesso all’aria aperta;
  • non fumare!
Come si evince, semplici regole di buon senso che hanno lo scopo di rinforzare la vista e proteggere questi delicati organi di senso sì da prevenire i disturbi che dalla sindrome dell’occhio secco possono derivare, ritrovando il bel “bianco” sano e naturale delle sclere.

 
 

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