Neurologia - Visita Neurologica: in cosa consiste?

Neurologia - Visita Neurologica: in cosa consiste?

Chi è il neurologo e di che cosa si occupa?

Il neurologo è il laureato in Medicina e Chirurgia specializzato in Neurologia, la branca della medicina che ha come oggetto di studio il funzionamento, le patologie e le disfunzioni del sistema nervoso (SN). Il SN è l’insieme di organi deputati alla ricezione, alla conduzione e all’elaborazione degli stimoli e al coordinamento delle attività dell’organismo, servendo ad esempio alle funzioni sensoriali, motorie e cognitive. Costituisce quindi un sistema estremamente eterogeno e complesso, che include: il cervello, il midollo spinale, i nervi craniali, i nervi periferici e le giunzioni neuromuscolari (i punti di contatto fra i neuroni e i relativi muscoli scheletrici).
​​​​​​In particolare, il sistema nervoso è costituito da sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP), che dialogano costantemente grazie a segnali bioelettrici, attraverso una fitta rete di nervi, per permettere al corpo di svolgere tutte le sue funzioni nel modo corretto.
  • Il sistema nervoso centrale include l’encefalo e il midollo spinale. L’encefalo è la struttura principale del sistema nervoso, che comprende il cervello, il cervelletto e il tronco encefalico. Il cervello è la sede della maggior parte delle funzioni cognitive, del controllo delle funzioni del corpo e il centro dove avviene l’elaborazione sensoriale degli stimoli ambientali. Il cervelletto ha l’aspetto di un “piccolo cervello”, come suggerisce il nome. Situato posteriormente al cervello, è coinvolto nel controllo motorio, nell’attenzione e nella memoria. Il tronco encefalico collega il cervello al midollo spinale ed è fondamentale nel controllo di funzioni vegetative come la respirazione e il mantenimento della temperatura corporea. Infine, il midollo spinale è un lungo fascio di nervi, racchiuso dalla colonna vertebrale con diramazioni verso tutti gli organi e tessuti, che collega il cervello al sistema nervoso periferico;
  • Il sistema nervoso periferico comprende tutti i nervi esterni al SNC. È suddiviso in sistema nervoso somatico (SNS), che riceve le informazioni sensoriali e controlla i muscoli volontari, e sistema nervoso autonomo (SNA), che regola le funzioni fisiologiche involontarie (o automatiche), tra cui battito cardiaco, processo digestivo, minzione e dilatazione delle pupille. Del sistema nervoso autonomo fanno parte il sistema nervoso simpatico, che prepara l’organismo a reagire a situazioni di stress (ad esempio aumentando il battito cardiaco) e il sistema nervoso parasimpatico, che si occupa dell’ordinario, in genere conservando l’energia.
    Sistema nervoso centrale e periferico, quindi, collaborano consentendoci di gestire qualunque situazione della vita, dalle operazioni più semplici a quelle più complesse. L’interruzione o l’errore di comunicazione in un qualsiasi punto del sistema nervoso comportano i disturbi neurologici, che data la vastità di funzioni del SN sono moltissimi. Un neurologo, dunque, si occupa di diagnosticare e trattare, sia farmacologicamente sia chirurgicamente, patologie diversissime: da deformazioni congenite a lesioni strutturali derivanti da traumi, infezioni e altre malattie. 
Immagine che mostra la struttura di un neurone

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Le principali patologie

Immagine he mostra neuroni su fondo bluData la complessità del sistema nervoso e la varietà di funzioni in cui è coinvolto, le malattie neurologiche sono tantissime, possono avere molteplici cause e producono effetti molto diversi tra di loro. Centinaia di milioni di persone, nel mondo, sono affette da disturbi neurologici, quali neuroinfezioni o dolori cronici, ictus o traumi cerebrali.

Patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer, che colpiscono prevalentemente la popolazione over 65, sono ormai una vera e propria emergenza sanitaria, in quanto croniche e altamente invalidanti; ma anche minime lesioni del sistema nervoso possono produrre danni che impattano notevolmente sulla qualità della nostra vita.
Eventi come traumi al midollo spinale o al cervello, ictus ischemici o perfino emorragie cerebrali possono colpire chiunque, e molto diffusi sono anche i disturbi dell’apprendimento come la dislessia. Vediamo una lista delle principali disfunzioni e patologie per le quali è richiesto l’intervento di un neurologo. 
  • Stress. Si tratta di una sensazione di tensione emozionale. È una reazione fisiologica a una richiesta: in piccole dosi risulta positiva, ma quando cronicizza (perdurando settimane o mesi) diviene patologica. È possibile che non ci si accorga di esserne affetti, poiché l'organismo vi si abitua; ma è importante trattarlo per ottenere effetti benefici per la salute. Conduce infatti a problemi come eczemi, ansia, depressione, amenorrea (assenza di mestruazioni), mal di testa, problemi di memoria, stanchezza, disturbi cardiocicolatori e problemi digestivi (e conseguentemente aumento o diminuzione di peso).
  • Ansia. Sensazione di apprensione in genere associata all’incertezza. Come nel caso dello stress, l'ansia è una condizione che si presenta normalmente in presenza di problemi che diviene patologica nel momento in cui si presenta molto spesso e/o in modo molto significativo, provocando una diminuzione di qualità della vita di chi ne soffre. Può manifestarsi anche psicosomaticamente, ad esempio con battito cardiaco accelerato (tachicardia). Esistono diversi tipi di disturbi dell'ansia, fra cui l'attacco di panico;
  • Depressione. È uno dei più comuni disturbi dell'umore. Fra i sintomi include tristezza, perdita di interesse, sensi di colpa, autosvalutazione, incapacità di concentrazione, perdita della libido e disturbi del sonno. Si tratta di una patologia con effetti rilevanti nella qualità della vita delle persone, che porta al suicidio circa 4mila persone ogni anno. Colpisce principalmente le donne, in particolare in seguito al parto (nel qual caso viene definita depressione post-partum): circa il 10% delle partorienti ne è affetta;
  • Neuroinfezioni. Si tratta dei disturbi più comuni che affliggono il sistema nervoso. In genere derivano da infezioni originatesi altrove (come nel caso di enterovirus e aspergilli, che colpiscono prevalentemente il sistema respiratorio, e dei plasmodi che causano la malaria, che affligge il sangue). I sintomi sono variabili e possono derivare dall’infezione stessa o dalla reazione immunitaria alla presenza dei patogeni;
  • La meningite è l’infiammazione delle meningi, le tre membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Generalmente è infettiva, causata dalla presenza di virus, batteri o funghi patogeni che colpiscono dapprima altrove (ad esempio causando otiti) per poi diffondersi alle meningi oppure derivano da traumi alla testa. Fra i sintomi vi sono irrigidimento della parte posteriore del collo, febbre, mal di testa, sonnolenza, nausea e/o vomito; nei neonati si presenta anche gonfiore sul capo, dove sono presenti le fontanelle;
  • Demenza. Si tratta di un deterioramento cognitivo in genere irreversibile che di solito si presenta negli anziani. Colpisce prevalentemente la memoria. Si stima che siano oltre 35 milioni le persone affette da demenza nel mondo, con un aumento di 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno. La più comune forma di questo disturbo è il morbo di Alzheimer, che costituisce circa il 65% dei casi di demenza. In Italia sono oltre 1 milione le persone colpite da questa patologia, che si presenta gradualmente intorno ai 65 anni di età con disturbi della memoria e porta a un progressivo decadimento delle funzioni cognitive. Non se ne conosce la causa, ma sono noti i fattori di rischio: traumi cranici, familiarità con la malattia (familiari che ne sono o ne erano affetti), carenza di vitamine e alcune abitudini (quali fumo, consumo di alcol e mancanza di attività fisica). La malattia di Alzheimer, come le demenze in generale, non è trattabile, ma è possibile rallentarne il decorso per mezzo di trattamenti;
  • Delirium. Questa patologia può essere confusa con la demenza, ma presenta alcune caratteristiche differenti: insorge improvvisamente, colpisce prevalentemente l’attenzione e non la memoria e in genere è reversibile poiché generalmente causato dalla presenza di altre malattie. Il delirium, se riscontrato, deve spingere a contattare un medico il prima possibile;
  • Epilessia. È una delle patologie più diffuse al mondo: oltre 50 milioni di persone ne sono colpite;
  • Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Si tratta di disturbi del neurosviluppo che impediscono alla persona di leggere (dislessia), scrivere (disgrafia o disortografia) e/o calcolare (discalculia). In genere si presentano in età scolare, manifestandosi con un basso rendimento scolastico, e congiuntamente a disturbi comportamentali o emotivi. Essi stessi, spesso, comportano sofferenza a chi ne è affetto, così che il trattamento deve prevedere anche l’aspetto psicologico oltre che la patologia in sé. Sono oltre 250mila gli studenti colpiti da DSA in Italia: quasi il 3% del totale;
  • Disturbi del sonno;
  • Cefalee ed emicranie. I mal di testa colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale, costituendo un importante fattore di diminuzione di qualità della vita. Esistono diverse tipologie di cefalee, comportate da molteplici cause diverse: per un trattamento efficace, dunque, è fondamentale rivolgersi a uno specialista. I mal di testa più diffusi sono la cefalea tensiva (o cefalea da cervicale, in cui si sentono dolori sul retro del collo e intorno alla testa), l’emicrania (un dolore diffuso a metà testa) e l’emicrania con aura (in cui, oltre al mal di testa, si ha la visione di figure luminose o scure nel campo visivo);
  • Sclerosi multipla. A causa dell'infiammazione di alcune aree del sistema nervoso si ha demielinizzazione, ovvero degradazione della mielina, una guaina che avvolge le fibre nervose migliorando la conduzione dei segnali bioelettrici. I sintomi sono molteplici e possono presentarsi diversamente a seconda delle zone colpite, quindi esiste variabilità individuale. Le manifestazioni più frequenti di sclerosi multipla sono: debolezza muscolare, disturbi tattili (come alterata percezione delle temperature), problemi di coordinazione motoria ed equilibrio, disturbi della visione, problemi vescicali e intestinali. Questa patologia esordisce in genere fra i 20 e i 40 anni ma nel 4% dei casi si presenta anche nei bambini. Sono oltre 120mila gli italiani affetti da sclerosi multipla: circa 1 persona su 500. La terapia riabilitativa si affianca a farmaci che consentono di gestirne i sintomi;
  • Sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Questa patologia consiste nella graduale perdita di motoneuroni (i neuroni motori, ovvero quelli che controllano l’attività muscolare). In genere si presenta intorno ai 50-60 anni con una perdita di funzionalità nelle mani per poi estendersi agli arti e agli altri muscoli, fino a portare all’insufficienza respiratoria (l’incapacità di respirare efficientemente). Un altro sintomo visibile, conseguenza dell’inattività dei motoneuroni, è l’atrofia muscolare (ovvero la riduzione del volume dei muscoli). La SLA non è trattabile ma il suo decorso può essere rallentato grazie alle terapie disponibili. In Italia ne sono affette circa 6mila persone;
  • Dolore cronico collegato a disfunzioni e/o danni nervosi;
  • Traumi del sistema nervoso;
  • Neuropatia periferica. Con questo termine si indicano disfunzioni di uno o più nervi che possono comportare molteplici disturbi. Si può parlare di neuropatie motorie quando i sintomi includono debolezza, atrofia muscolare e diminuzione dei riflessi (risposte fisiologiche a determinati stimoli); neuropatie sensitive quando si hanno alterazioni della sensibilità e della percezione del dolore; neuropatie autonomiche o vegetative quando si hanno disturbi della minzione, della digestione, del controllo della pressione sanguigna e/o disfunzione erettile. Si parla di neuropatie miste quando sono presenti varie sintomatologie. Le neuropatie possono essere ereditarie, derivare da infezioni o essere comportate da altre malattie (come nel caso della neuropatia diabetica, una complicazione che si verifica in circa un quarto delle persone affette da diabete di tipo 2);
  • Sindrome delle gambe senza riposo (o sindrome di Wittmaack-Ekbom). Questo disturbo neurologico consiste nella necessità impellente di muovere le gambe, in particolare la sera e la notte, comportando quindi anche insonnia in chi ne è affetto. Si può associare anche a dolori alle gambe descritti come formicolii o pruriti che si alleviano con il movimento dell’arto. Questa sindrome può essere familiare, idiopatica o derivare da condizioni come la gravidanza, neuropatie periferiche e malattia di Parkinson;
  • Morbo di Parkinson. Questa malattia comporta una graduale compromissione di alcune strutture del tronco encefalico implicate nel controllo dei movimenti, comportando tremori, rigidità muscolare, rallentamento dei movimenti (bradicinesia), difficoltà a compiere attività (acinesia) e, nelle fasi più avanzate, instabilità posturale e problemi nella deambulazione. Chi ne è affetto può presentare anche sonnolenza diurna e depressione. In genere la malattia esordisce intorno ai 60 anni. Come riportato dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia le persone che ne sono affette sono circa 230mila;
  • Aneurisma cerebrale. Consiste nella dilatazione di un'arteria intracranica. In genere non comporta problemi né sintomi, ma se s'ingrandisce può comportare disturbi visivi (come visione doppia e strabismo), paralisi dell'occhio, mal di testa. Quest’ultimo può essere un allarme che preannuncia la rottura dell'aneurisma, prendendo il nome di mal di testa sentinella. Se l'aneurisma si rompe si ha invece una particolare cefalea chiamata mal di testa a rombo di tuoni e altri sintomi neurologici quali confusione, difficoltà a esprimersi, problemi di motilità o paralisi, perdita di coscienza e, nelle situazioni più gravi, coma profondo;
  • Ictus cerebrale. L'ictus si verifica quando un'arteria cerebrale viene ostruita (ictus ischemico) o si rompe (ictus emorragico), provocando un minore apporto di sangue ossigenato al cervello. Si verifica improvvisamente, presentandosi con deficit motori degli arti superiori, un'emiparesi facciale (la perdita di controllo dei muscoli di metà viso) e/o l'afasia (la difficoltà o l'incapacità di articolare le parole). In inglese i sintomi principali sono riassunti nell'acronimo FAST: Face (il volto può deformarsi da un lato, ad esempio con parte della bocca che si storce o un occhio che si muove in modo innaturale), Arms (braccia: la persona è incapace di alzare le braccia e/o mantenerle sollevate), Speech (linguaggio: la persona non riesce a parlare o lo fa in modo farfugliato e confuso), Time (se si nota uno dei tre sintomi precedenti è tempo di chiamare l'ambulanza con urgenza). Altri sintomi sono l'improvvisa perdita della vista, la perdita di equilibrio, mal di testa improvviso e l'incapacità di comprendere quanto detto da altre persone. Colpisce prevalentemente gli ultracinquantenni, in particolare dopo i 65 anni e deve essere trattato subito in quanto presenta complicazioni importanti. È raccomandato segnarsi l'orario di esordio dei sintomi, che può essere utile al trattamento. In Italia l’ictus è la terza causa di mortalità dopo le ischemie cardiache e i tumori;
  • TIA (attacco ischemico transitorio). Detti anche mini ictus, si tratta di ictus ischemici transitori. Provocano sintomi simili a quelli degli ictus ma si risolvono nell’arco di una giornata. È comunque importante chiamare un medico in quanto sono segnali d’allarme: possono indicare che in futuro la persona avrà un ictus vero e proprio;
  • Traumi cerebrali;
  • Tumore cerebrale;
  • Tumore al midollo spinale. Si ha in presenza di neoformazioni cancerose (maligne) o non cancerose (benigne) all’interno o intorno al midollo spinale. I sintomi includono debolezza muscolare, perdita di sensibilità in alcune aree del corpo o perdita di controllo di intestino e/o vescica.
  • Spina bifida. Si tratta di una manformazione congenita, presente già nei primi mesi di sviluppo del bambino, che comporta disabilità motorie e funzionali. Il suo nome deriva dal sintomo principale: la schisi, una mancata chiusura di alcune vertebre (in genere quelle sacrali, le ultime della colonna vertebrale). Raramente può essere guarita, grazie a interventi chirurgici neonatali, ma è importante riscontrarla in ogni caso in quanto esistono dei trattamenti atti a migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto. In Italia 1 feto su 1300 ne è colpito.

Quando è necessario rivolgersi a un neurologo?

In generale non esistono età in cui è raccomandato effettuare visite di screening dal neurologo. Si consiglia infatti di prenotare una visita neurologica in seguito a possibili traumi del sistema nervoso (ad esempio in seguito a incidenti) o nel momento in cui si riscontrano manifestazioni di possibili disturbi a carico del sistema nervoso. Quali sono, quindi, i sintomi di un problema a livello neurologico?
Dal momento che il nostro sistema nervoso si occupa di raccogliere, trasmettere e rielaborare i segnali che provengono dall’esterno e dall’interno del corpo, gestendo le funzioni cognitive, motorie e sensoriali, qualsiasi anomalia a carico di questi aspetti può spingere a una visita neurologica. Nello specifico, vediamo i disturbi che possono avere un’implicazione neurologica e che devono portarci a consultare un neurologo.
  • Attacchi di panico. Questo sintomo spaventa molto chi lo vive anche se scompare nel giro di pochi minuti. Si presenta infatti con tachicardia (battito accelerato), iperventilazione (respirazione accelerata) e giramenti di testa, associandosi alla paura di morire a breve. È importante consultare un medico per due motivi.
    In primo luogo perché un attacco di panico può indicare la presenza di un disturbo dell’ansia, che va trattato. In secondo luogo, data la sua natura spaventosa spesso l’attacco di panico spinge le persone che lo vivono a smettere le abitudini associate alla sua manifestazione (ad esempio, se ha un attacco di panico durante un volo in aeroplano la persona non vola più). In realtà, però, questo problema può non presentarsi una seconda volta: è importante quindi che le persone possano mantenere le proprie abitudini senza timori;
  • Cambiamenti nell’umore, instabilità, tristezza cronica, perdita di interesse nei confronti di tutte le proprie passioni;
  • Mutamento della personalità, aggressività improvvisa;
  • Tic nervosi;
  • Irrigidimento della parte posteriore del collo. Questo sintomo può indicare la presenza di meningite e quindi deve spingere a chiamare un medico urgentemente;
  • Parziale o completa paralisi di una parte del corpo. Questo sintomo deve spingere a chiamare il medico immediatamente, in particolare nel momento in cui si presenta unitamente ad afasia (incapacità di parlare) e/o deficit motori delle braccia;
  • Disfasie, ovvero difficoltà di comprensione, di produzione o di articolazione del linguaggio. Se si presentano improvvisamente occorre chiamare subito un medico;
  • Perdita della vista improvvisa. Deve spingere a rivolgersi a un medico con urgenza;
  • Visione sfocata o doppia;
  • Sensibilità alterata, ad esempio percezione distorta dei colori, della temperatura e dei dolori;
  • Debolezza muscolare non legata a sforzi fisici;
  • Atrofia dei muscoli (riduzione del volume muscolare);
  • Parziale o completa perdita della sensibilità degli arti superiori e/o inferiori;
  • Stordimento o disorientamento improvvisi o ricorrenti;
  • Vertigini, giramenti di testa;
  • Svenimenti ricorrenti;
  • Crisi epilettiche. Queste possono manifestarsi come crisi convulsive, in cui i muscoli della persona si irrigidiscono e iniziano a contrarsi velocemente e in modo incontrollato. In genere dopo questo tipo di crisi epilettiche la persona sviene. Le crisi epilettiche non convulsive, invece, si presentano con palpitazioni (battiti cardiaci accelerati), dolori allo stomaco, rossore in viso e talvolta allucinazioni, nausea e attacchi di panico;
  • Spasmi muscolari spontanei o involontari, tremori;
  • Difficoltà di coordinazione, movimenti scomposti che non si riescono a controllare;
  • Difficoltà a leggere, a scrivere e/o a effettuare calcoli;
  • Deficit mnemonici ricorrenti, perdita di memoria;
  • Stanchezza cronica e/o disturbi del sonno;
  • Problemi di digestione e di minzione;
  • Perdita o acquisto di peso inspiegabili;
  • Dolore inspiegabile;
  • Cefalee continue;
  • Deficit di attenzione;
  • Disfunzione erettile e/o perdita di libido.

La visita neurologica: come prepararsi e in cosa consiste


Una visita neurologica non prevede nessuna preparazione; è consigliato portare con sé i precedenti referti medici e indossare abiti comodi da togliere in quanto per alcuni esami è necessario che le articolazioni siano libere di muoversi. In genere ha una durata di circa 30-60 minuti, a seconda del numero di esami da effettuare. È consigliato essere accompagnati da qualcuno o di appuntarsi i sintomi, le allergie e i trattamenti che si stanno seguendo per essere sicuri di rispondere in modo completo alle domande del medico.

Come si svolge una visita neurologica tipo? Nella fase iniziale, l’anamnesi, il neurologo prende informazioni sullo stato generale di salute del paziente e della sua famiglia, sui suoi sintomi e su eventuali fattori di rischio o eventi che possano aver determinato un danno neurologico. Durante l'esame conoscitivo, inoltre, il medico osserva attentamente la persona per rilevare eventuali difficoltà motorie, linguistiche e comportamentali potenzialmente derivanti da disturbi neurologici. 

Dopodiché il neurologo passa all'esame obiettivo, ovvero la fase della visita in cui effettua una serie di manipolazioni sulla persona per rilevare dolorabilità e altre manifestazioni di problematiche legate alla diagnosi. Data la complessità del sistema nervoso è difficile che lo specialista esegua un esame neurologico completo: in genere effettua soltanto i test relativi alle diagnosi suggerite da quanto emerso durante l'anamnesi. I possibili esami che lo specialista può eseguire sono:
  • L'esame dello stato mentale, fondamentale nella diagnosi di demenza come in possibile presenza di morbo di Alzheimer. Prevede la valutazione di consapevolezza del tempo, dello spazio e della persona (ad esempio le proprie generalità), memoria, attenzione, concentrazione e vari aspetti legati al ragionamento. Per verificare questi parametri lo specialista chiede alla persona di disegnare delle figure geometriche, di leggere e/o scrivere qualcosa, di eseguire una serie di semplici comandi, come il posizionamento di un dito su un occhio, e di nominare una serie di elementi appartenenti al quotidiano. Il medico valuta inoltre l'umore del paziente per valutare la presenza di disturbi di tipo psico-neurologico come ansia, stress e depressione;
  • La visita può includere l'esame dei nervi cranici, 12 strutture nervose che si dipartono dall'encefalo per regolare la funzione di una serie di distretti corporei fra cui l'odorato, la visione, il movimento oculare, i movimenti del viso, i movimenti della lingua e l'udito. Nel caso il medico effettui questo esame, quindi, andrà a verificare la presenza di eventuali anomalie analizzando questi aspetti;
  • Esame del sistema motorio. Viene effettuato in caso di disturbi neuromotori, come in potenziale presenza di morbo di Parkinson, sindrome delle gambe senza riposo, corea di Hungtington o SLA, e in seguito a ictus, che possono compromettere la funzionalità muscolare in un lato del corpo. In questo caso lo specialista chiede al paziente di spogliarsi per poter osservare accuratamente i muscoli per riscontrare asimmetrie, atrofie (riduzioni nella massa muscolare) o ipertrofie (aumento della massa muscolare) e movimenti involontari come tremori e mioclono (contrazioni simili a scosse) che possono indicare la presenza di disturbi neuromotori. In presenza di un arto dolorante o indebolito il medico effettua un confronto con l'arto corrispondente (ad esempio in caso di mal di gambe confronta la gamba destra con quella sinistra per rilevare differenze).
    Lo specialista può anche palpare alcune zone per verificare la dolorabilità e valutare la forza muscolare della persona. Di ogni parte del corpo di interesse del possibile disturbo valuta estensione muscolare e/o capacità di flessione, forza e capacità di effettuare movimenti. A tale scopo domanda al paziente, ad esempio, di tenere stese le braccia, di flettere le gambe, di opporre resistenza contro la sua mano o di stringergli le dita.
  • Valutazione dei riflessi. I riflessi, in fisiologia, sono risposte involontarie del corpo determinate da stimoli precisi. Ad esempio sono riflessi quello della pupilla che si restringe in presenza di luce o quello di estensione della gamba dopo una percussione sotto il ginocchio (riflesso patellare). L'assenza dei normali riflessi indica anomalie nel percorso del nervo coinvolto nel controllo del movimento del riflesso, come nel caso di neuropatie periferiche. Inoltre vi sono alcuni riflessi che si presentano soltanto in caso di patologie neurologiche. Il medico procede ad indagare i riflessi bilateralmente per confrontare le due parti del corpo, stimolando i punti che comportano riflessi grazie alla percussione con un martelletto (come sul polso, sulla caviglia e sotto al piede) e scorrendo con le dita o un bastoncino di cotone sulla pelle (come sulla pianta del piede e sull'addome). In caso di sospetta lesione spinale lo specialista potrebbe voler verificare il riflesso sfinterico dell'ano; in questo caso il paziente deve spogliarsi e il dottore stimola la reazione con l'ausilio di un batuffolo di cotone. Se volesse valutarne il tono muscolare inserirà un dito guantato nel retto chiedendo alla persona di stringere;
Immagine che mostra la verifica dei riflessi del ginocchio, il riflesso patellare
  • Valutazione di deambulazione, stazione eretta e coordinazione. Il medico chiede al paziente di effettuare una serie di prove in posizione seduta, stesa o in piedi. Ad esempio può domandare al la persona di camminare avanti, indietro o sulla punta dei piedi, di effettuare una serie di movimenti veloci o di eseguire prove di coordinazione motoria (come la prova indice-naso, in cui il paziente deve toccare in alternanza il proprio naso e il dito dell'esaminatore). Questi test rendono possibile rilevare disturbi nelle vie neuromotorie, vestibolari (dell'equilibrio), cerebellari (del cervelletto) e propriocettive (relative alla percezione del proprio corpo nello spazio). Ad esempio sono utili per escludere sclerosi multipla e ictus;
  • Esame della sensibilità. Questa parte di visita serve a indagare la presenza di sospette lesioni alla parte del cervello atta alla percezione di stimoli, la corteccia sensoriale, o ai nervi che conducono tali informazioni, i nervi sensoriali.
    Il medico testa quindi la presenza di anomalie nella nocicezione (la percezione del dolore), pungendo con un oggetto appuntito alcune parti del corpo; nella percezione della pressione, chiedendo alla persona di identificare un oggetto familiare soltanto grazie al tatto; la termocezione (sensibilità termica), appoggiando un oggetto freddo sulla pelle del paziente; la sensibilità vibratoria, facendo vibrare un diapason contro un arto della persona; la propriocezione (la percezione dello spostamento del corpo nello spazio) e l'equilibrio, muovendo leggermente le dita del paziente o spingendolo delicatamente mentre si trova in posizione eretta (test di Romberg). Se sono presenti anomalie la loro localizzazione aiuta il medico a capire l'origine del problema;
  • Valutazione del sistema nervoso autonomo. In questa parte di esame vengono valutate funzionalità neurologiche del SNA. Ad esempio, il medico misura la pressione arteriosa del paziente seduto e in piedi, grazie all’uso di uno sfigmomanometro (strumento per misurare la pressione); esamina la reazione pupillare grazie a una torcia portatile; effettua un test della sudorazione (un esame innocuo in cui vengono posti degli elettrodi, su gambe e avambracci, che stimolano la sudorazione).
Sulla base di queste evidenze il neurologo può effettuare una prima diagnosi, prescrivendo trattamenti o visite psicoterapiche o psichiatriche. Se la visita non è stata del tutto risolutiva o richiede conferme, il medico può anche prescrivere ulteriori test e analisi di accertamento per restringere il campo delle possibili cause del disturbo.

Visita neurologica pediatrica

Un neurologo pediatra può essere necessario per neonati che presentano malformazioni congenite (cerebrali o del midollo spinale in particolare) e tutti i bambini che presentano cefalee, epilessia, deficit dell’attenzione, disturbi specifici dell’apprendimento o altre patologie neurologiche presenti anche negli adulti. In cosa consiste la visita neurologica del bambino? È del tutto simile alla visita neurologica per l’adulto, includendo anche una fase di osservazione del bambino durante il gioco.

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Visite neurologiche a domicilio e online

La visita neurologica domiciliare può essere effettuata per qualsiasi paziente neurologico con difficoltà a spostarsi, sia per un primo esame sia per controlli periodici (ad esempio in caso di screening durante una terapia). Questa soluzione consente alla persona di ricevere una visita neurologica completa senza stress. Al contrario, online è possibile ottenere consulti (gratuiti o meno), che saranno limitati in quanto il medico non potrà eseguire un esame obiettivo. Un’altra soluzione è quella della visita neurologica gratuita, che in genere può essere ottenuta durante il primo controllo neurologico.

Come funziona il nostro cervello e sistema nervoso? 

Esami di accertamento: in cosa consistono e come prepararsi

Immagine di una connessione cerebralePer eseguire i test di screening è importante informare il medico di problemi di coagulazione sanguigna, traumi recenti, presenza di infezioni e trattamenti in corso (ad esempio in caso di assunzione di anticoagulanti). Per questo è sempre raccomandato portare con sé precedenti referti medici ed eventualmente lettere di dimissione dagli ospedali.
  • Esami del sangue e delle urine. Sono utili per riscontrare e/o confermare la presenza di infezioni, tossine o problemi di produzione di proteine. Per eseguire un esame del sangue occorre essere a digiuno da 8 ore. Il giorno prima dell'esame, inoltre, si raccomanda di mangiare in modo leggero (evitando alimenti elaborati e grassi), di non fumare e di non bere alcolici. È bene anche evitare attività fisiche intense prima di eseguire i test ematici. Per eseguire l'esame delle urine, invece, occorre urinare in un apposito contenitore dopo essersi lavati accuratamente le parti intime. Il campine andrà consegnato in laboratorio entro un'ora dall'emissione dell'urina;
  • EEG (elettroencefalogramma o elettroencefalografia). Questo esame serve a registrare l'attività cerebrale per riscontrare eventuali anomalie (presenti ad esempio in caso di modificazioni improvvise del comportamento o disturbi del sonno). Non occorre alcuna preparazione particolare, ma i capelli dovranno essere puliti e senza gel o cera. Per eseguire questo esame, infatti, lo specialista ricopre la testa del paziente con un gel specifico che aiuta la conduzione elettrica. Dopodiché appoggia sulla pelle degli elettrodi, strumenti che raccolgono le informazioni bioelettriche cerebrali inviandole all'apparecchiatura che li elabora restituendone un grafico studiabile dal medico. L'esame è indolore; l'unico possibile disagio deriva dalla condizione in cui si troveranno i capelli dopo il test, per cui è consigliabile portarsi un cappello. Esistono diversi tipi di esami encefalografici: l’EEG di base dura circa 40 minuti; l’EEG in privazione di sonno viene eseguito mentre la persona dorme e dunque dura circa 8 ore; l’EEG dinamico (Holter) e il video-EEG (o telemetria video) sono eseguiti nell’arco di più giornate mentre il paziente svolge le sue normali attività. L’Holter, infatti, è un registratore di attività cerebrale portatile. La video-EEG, invece, viene eseguita durante un ricovero ospedaliero includendo l’osservazione del soggetto (naturalmente previa autorizzazione);
  • EMG (elettromiografia semplice) per la diagnosi delle neuropatie o l’individuazione della causa di dolori cronici: ad esempio è utile per capire se dei dolori alle gambe sono dovuti a sofferenza dei relativi nervi. Si tratta dell’esame della comunicazione fra un nervo e un muscolo.
    Viene eseguito tramite l’inserimento di un elettrodo a forma di ago all’interno del muscolo che presenta i sintomi (dopo aver disinfettato la parte); questo strumento, collegato a un apparecchio che elabora le informazioni, è in grado di registrare l’attività elettrica presente. Il medico può quindi interpretare quando riscontra, individuando eventuali anomalie neurologiche. L’esame può essere fastidioso o leggermente doloroso ma questi disagi scompaiono quando l’ago viene rimosso; non è necessaria alcuna preparazione particolare e dopo è possibile riprendere le normali attività evitando di fare sforzi;
  • Tomografia assiale computerizzata (TAC). Questo test sfrutta l'uso di raggi X "fotografando" sezioni trasversali del corpo; in tal modo si ottiene una ricostruzione tridimensionale degli organi interni della persona, consentendo di individuare tumori anche molto piccoli, traumi, lesioni, ischemie ed emorragie. Può richiedere l’uso di un mezzo di contrasto, cioè un liquido che aiuta nella visualizzazione degli organi da analizzare: in questo caso il paziente dovrà essere a digiuno nelle 6 ore precedenti l’esame; altrimenti non è richiesta alcuna preparazione particolare. La persona deve togliersi tutti gli oggetti di metallo, poi si stende su un lettino che scorrerà all'interno del tubo per la TAC. Data la bassa emissione di raggi X, l’esame è innocuo ma non vi si possono sottoporre le donne in gravidanza, per le quali s'impiegheranno altri esami come RM ed eco Doppler. La TAC encefalo è impiegata normalmente per riscontrare anomalie nel cervello: consente ad esempio di escludere la presenza di tumori cerebrali o di individuare la tipologia di ictus che ha colpito il paziente. La TAC può essere eseguita anche nel resto del corpo per problemi neurologici di altra localizzazione;
  • Risonanza magnetica nucleare (RM o RMN) o Imaging a Risonanza Magnetica (IRM). Usufruisce di campi magnetici per visualizzare gli organi interni del paziente; in genere viene impiegata in seguito alla TAC come esame complementare. Non richiede preparazioni particolari. Il paziente, durante l'esame, si deve stendere su un lettino che s'inserirà all'interno del tubo (che può essere chiuso o aperto) per la RM. Questo esame non è doloroso ed è sicuro, anche per le donne in gravidanza, ma non può essere eseguito su chi ha protesi metalliche, pacemaker cardiaci o qualsiasi altro frammento metallico (come chiodi o schegge) nell’organismo, in quanto l’apparecchio per la RM può provocarne il surriscaldamento e lo spostamento. Per questi motivi bisogna far presente all'operatore gli interventi o incidenti subiti nonché un eventuale passato da saldatore, verniciatore o carrozziere;
  • L'ecografia Doppler (o eco Doppler). In questo esame, come in una classica ecografia, viene sfruttata la capacità delle onde sonore di essere riflesse diversamente dagli organi per ottenere immagini interne della persona; in più viene misurato l'effetto Doppler, ovvero il cambiamento di frequenza delle onde sonore degli oggetti in movimento. Questo consente di monitorare il flusso sanguigno, il che è utile ad esempio per riscontrare aneurismi e monitorare pazienti in seguito a ictus;
  • Mielografia. Richiede l'iniezione di un contrasto e l'acquisizione di immagini del midollo spinale tramite una macchina radiografica. La mielografia con tomografia computerizzata (mielografia con TC) viene impiegata come alternativa alla RMI. Per eseguire l'esame occorre essere a digiuno da almeno 6 ore;
  • Potenziali evocati. Questo test studia le risposte del SNC ad uno stimolo sensoriale che può essere visivo (PEV), acustico (PEA), somatosensoriale (PES) o motorio (PEM). È indicato in caso di sospetta sclerosi multipla o per escludere altre patologie a carico del tronco encefalico e del midollo spinale. Degli elettrodi di superficie (quindi non invasivi), che misurano l’attività bioelettrica rendendola analizzabile dal medico, sono posti sulla pelle del paziente in diversi punti. Nel PEV, della durata di 20 minuti, la persona deve guardare uno schermo. Nel PEA, che dura mezz’ora, la persona ascolta dei suoni indossando delle cuffie.
    Nel PES (che dura un’ora) e nel PEM (che dura mezz’ora) il medico applica uno stimolo elettrico o magnetico in alcuni punti del paziente, stimolandone l’attività muscolare. Per eseguire questi esami, del tutto innocui e non invasivi, non serve alcuna preparazione ma è necessario che la persona non abbia oggetti metallici indosso. Il PEM non può essere eseguito in coloro che hanno un pacemaker cardiaco;
  • Angiografia digitale a sottrazione (DSA). Serve alla visualizzazione dei vasi cerebrali, consentendo di riscontrare l’origine e la presenza di alcuni disturbi neurologici come emorragie e aneurismi cerebrali. Il medico anestetizza la parte e poi procede inserendo un ago, nell’inguine o nel braccio, attraverso il quale inietta un mezzo di contrasto. Lo specialista può così osservare il circolo sanguigno della zona di interesse in tempo reale grazie a un’apparecchiatura radiologica. Dopo l’esame applica un bendaggio che dovrà essere tenuto in loco per circa un giorno. Per sottoporsi all’esame occorre essere a digiuno da almeno 6 ore. Data l’emissione di raggi X, seppur bassa, questo esame non viene eseguito sulle donne in gravidanza per le quali si preferisce l’angioRM;
  • Puntura lombare (rachicentesi). Per eseguire questo esame non occorre preparazione: è sufficiente stendersi su un fianco o sedersi sul lettino. Il medico anestetizzerà e disinfetterà la zona lombare (la parte bassa della schiena) per poi inserire un ago con il quale preleverà una piccola dose di liquor o fluido cerebrospinale (CSF dall'inglese CerebroSpinal Fluid). Questo viene quindi analizzato per individuare sostanze che indicano la presenza di disturbi neurologici. L'esame dura circa un quarto d'ora e in genere non è doloroso, a meno che la persona non soffra di osteoartrite. Dopo la procedura la persona dovrà riposare per alcune ore;
  • Biopsia muscolare e del nervo. La biopsia è un esame in cui il medico estrae una piccola parte di tessuto per poterla analizzare al microscopio. La biopsia del nervo e quella del muscolo normalmente vengono eseguite insieme; servono a stabilire l'origine di un disturbo a un nervo, per esempio una lesione o la sclerosi multipla. Il medico esegue un'anestesia locale e poi inserisce un ago da agobiopsia grazie al quale estrarrà il pezzo di tessuto da analizzare. La procedura è indolore o crea un fastidio minimo; la preparazione prevede 8 ore di digiuno prima dell'esame. In seguito la persona deve riposare, evitando il più possibile di muoversi, per cui è necessario che sia accompagnata all’esame da qualcuno;
  • Biopsia cutanea. Consente di riscontrare la presenza delle terminazioni nervose e delle relative anomalie. Similmente alla biopsia del muscolo e del nervo, insieme alle quali può essere eseguita, richiede un'anestesia locale e il prelievo di una piccola porzione di pelle. Non richiede alcuna preparazione particolare e poiché non è invasiva non occorre riposarsi dopo la procedura. 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Chi è e cosa fa il neurologo?
Il neurologo è il medico specializzato in Neurologia, la branca della Medicina che studia e cura i disturbi a carico del sistema nervoso. Il sistema nervoso è l'insieme di organi che riceve gli stimoli sia dall'esterno sia dall'interno del corpo e controlla le attività dell'organismo, da quella muscolare a quella cognitiva.
Quando rivolgersi a un medico per una visita neurologica?
È bene consultare un neurologo in seguito a possibili traumi del sistema nervoso (ad esempio in seguito a incidenti) o quando si riscontrano problemi a carico del sistema nervoso. I sintomi che devono spingere a un controllo neurologico, in particolare, sono relativi alla sfera emozionale (stress, ansia, attacchi di panico, depressione, cambiamenti dell’umore, instabilità emotiva), alla sfera cognitiva (confusione, stordimento, perdita di memoria, mancanza di concentrazione, difficoltà a leggere, a scrivere e/o a effettuare calcoli), ai dolori cronici (mal di testa, dolori inspiegabili), al sonno (stanchezza cronica e/o disturbi del sonno), ai cinque sensi (visione doppia, sensibilità alla temperatura o al dolore alterate), all’equilibrio (vertigini, capogiri frequenti), alle funzioni fisiologiche involontarie (disfunzioni erettili, nella minzione e nella digestione) e ai muscoli (debolezza muscolare, tremori o spasmi involontari, tic nervosi, incapacità di compiere o coordinare movimenti). I sintomi che devono spingere a visite urgenti sono: crisi epilettiche convulsive e non convulsive, irrigidimento nella parte posteriore del collo, improvvisa debolezza muscolare non dovuta a sforzi oppure paralisi di una parte del corpo, improvvise disfasie (difficoltà di comprensione, produzione o articolazione della parola), mal di testa repentino molto forte e improvvisa perdita della vista.
Come occorre prepararsi per una visita neurologica? Bisogna spogliarsi?
Non occorre alcuna preparazione particolare. È però consigliato portare con sé i precedenti referti medici e le eventuali lettere di dimissioni dagli ospedali. In genere la visita neurologica ha una durata di circa mezz’ora. È consigliato essere accompagnati da qualcuno per essere sicuri di non dimenticare alcun sintomo. Il medico potrebbe chiedere al paziente di spogliarsi per eseguire una serie di esami per cui occorre che le articolazioni siano libere. Per l’analisi del riflesso sfinterico rettale, inoltre, il paziente dovrà togliersi anche l’intimo.
Cosa aspettarsi durante una visita neurologica? Di cosa si tratta?
La visita inizia con l'anamnesi, un colloquio fra medico e paziente. Il neurologo pone alla persona una serie di domande fondamentali per la diagnosi, relative a sintomi e situazioni che possono avere condotto a manifestarli, abitudini e familiarità con patologie neurologiche (presenza di queste malattie nell'albero genealogico). Essere sinceri è un grande contributo alla diagnosi. Durante l'esame conoscitivo, inoltre, il medico osserva attentamente la persona per rilevare eventuali difficoltà motorie, linguistiche e comportamentali potenzialmente derivanti da disturbi neurologici. 
Dopodiché il neurologo passa all'esame obiettivo, ovvero la fase della visita in cui effettuerà una serie di manipolazioni sulla persona per rilevare dolorabilità e altre manifestazioni di problematiche legate al sistema nervoso. Data la complessità del SN è difficile che lo specialista esegua un esame neurologico completo: in genere effettua soltanto i test relativi alle diagnosi suggerite da quanto emerso durante l'anamnesi. Innanzitutto determina se la disfunzione neurologica esiste e poi identifica l’area del sistema nervoso implicata nel problema (ad esempio il cervello, i nervi cranici o i nervi periferici). A tale scopo può effettuare l’esame dello stato mentale (in cui valuta diverse capacità cognitive del paziente), l'esame dei nervi cranici (in cui analizza le funzioni fisiologiche controllate da queste 12 strutture nervose); l’esame del sistema motorio (in cui osserva e muove i muscoli per riscontrare anomalie); la valutazione dei riflessi (in cui stimola punti del corpo che scatenano reazioni fisiologiche automatiche per verificare che sia tutto normale); la valutazione di deambulazione, stazione eretta e coordinazione; l’esame della sensibilità (in cui verifica la presenza di anomalie nelle risposte tattili del paziente e nel suo equilibrio) e la valutazione del sistema nervoso autonomo (in cui misura la pressione arteriosa del paziente in diverse posizioni, esamina la reazione pupillare ed effettua un test della sudorazione). Sulla base di queste evidenze il neurologo può prescrivere un trattamento o test di accertamento.
In collaborazione con
Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia ho studiato editing presso la BioScience Writers nonché didattica della scienza, creazione di contenuti digitali e tecniche e tecnologie della comunicazione. Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore. Collaboro con Doveecomemicuro.it e con SciencePOD come content creator. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Ho in preparazione un programma televisivo prossimamente in onda. Come divulgatrice scientifica e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.
Data di pubblicazione: 29 agosto 2018
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