Monuril: cos'è, come si usa e come agisce?

Monuril: cos'è, come si usa e come agisce?

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 04 novembre 2019

Indice

Introduzione: che cos’è?

Infezione vie urinarieIl MONURIL è un farmaco con una azione antibatterica ad ampio spettro attivo nelle infezioni delle basse vie urinarie

Un’infezione delle vie urinarie è causata dalla presenza di microrganismi patogeni (batteri o altre specie pericolosi per la salute) nelle urine in una quantità tale da poter causare danni alle vie urinarie e all’intero organismo, con dei sintomi e segni caratteristici (vedi sotto). Tra le infezioni che il corpo umano può contrarre, quelle delle vie urinarie sono tra le più diffuse e frequenti. Le vie urinarie, dai reni all’uretra, sono normalmente sterili e resistenti alla colonizzazione batterica, anche se è abbastanza frequente una contaminazione dell'uretra distale da parte dei batteri provenienti dal tratto intestinale. La grande maggioranza delle infezioni delle vie urinarie si verifica quando i batteri risalgono dall'uretra alla vescica e, nel caso di pielonefrite, dall'uretere fino al rene. Le infezioni delle vie urinarie possono provocare infezioni sistemiche, in particolare negli anziani. Un gran numero dei casi di batteriemia nosocomiale è attribuibile alle infezioni delle vie urinarie.

Le donne sono più colpite degli uomini (esse hanno un’uretra più breve dell’uomo, circa 7 cm contro i 18 cm, e inoltre nella donna l’uretra anatomicamente sfocia sopra la vagina e vicino all’ano) e per loro il rischio di contrarre un’infezione delle vie urinarie nel corso della vita è del 50%. Inoltre, molte donne hanno infezioni ripetute talvolta per anni. Pertanto, in particolare per le donne, l’igiene intima è importantissima. Deve essere prestata una particolare attenzione a come asciugarsi dopo aver urinato, avendo cura dell’igiene prima e dopo i rapporti sessuali.

I batteri più frequentemente coinvolti nella comparsa di cistite o pielonefrite sono: 
  • Batteri enterici, di solito Gram-negativi aerobi (il più delle volte)
  • Batteri Gram-positivi (meno spesso).
Le infezioni delle vie urinarie batteriche possono interessare l'uretra, la prostata, la vescica o i reni. I sintomi possono essere assenti o comprendere: 
  • senso di bruciore e difficoltà nell’urinare
  • un bisogno intenso, frequente e urgente di urinare
  • senso di peso o di dolore alla parte lombare della schiena o nella parte dell’addome sopra il pube
  • urine torbide, scure, con sangue o maleodoranti
  • sensazione di stanchezza o di fiacchezza
  • febbre o brividi di freddo
  • in caso di infezione renale possono essere presenti sintomi sistemici e perfino sepsi
Se si sospetta di avere un’infezione delle vie urinarie per la comparsa di uno o più sintomi, occorre rivolgersi immediatamente ad un medico. Nei casi di cistite è assolutamente consigliabile eseguire un antibiogramma, in modo tale da stabilire la natura del patogeno infettante e assumere il farmaco antibatterico specifico e più efficace. La diagnosi viene fatta dopo aver eseguito un’urinocoltura insieme ad un esame delle urine per identificare il microrganismo che ha causato l’infezione. Nell’attesa del risultato, insieme alla terapia prescritta dal medico, è importante bere acqua in abbondanza fuori dai pasti per aiutare l’eliminazione dei batteri, anche se questo fa aumentare la frequenza delle minzioni. 

Quando le infezioni sono ricorrenti o recidivanti è consigliabile un controllo da un medico specialista che escluda difetti anatomici delle vie urinarie, malattie sistemiche, come il diabete, che favoriscono le infezioni, o alterazioni funzionali delle vie urinarie che alterano il normale svuotamento della vescica.

La terapia si basa sul trattamento antibiotico e la rimozione delle eventuali ostruzioni del tratto urinario o di eventuali cateteri presenti. È necessario arrivare al completo svuotamento della vescica durante la minzione per potersi difendere contro le infezioni urinarie. In aggiunta a questa precauzione, la sterilità delle urine può essere mantenuta o facilitata dalla loro acidità, dalla presenza della valvola vescico-ureterale, e dalle diverse barriere immunologiche e mucose.

Il Monuril viene utilizzato per il trattamento di:
  • Cistite batterica acuta, episodi acuti di cistiti batteriche recidivanti, sindrome uretro-vescicale batterica acuta, uretrite batterica aspecifica; 
  • Significativa batteriuria asintomatica (gravidanza); 
  • Infezioni post-operatorie del tratto urinario;
  • Profilassi delle infezioni del tratto urinario negli interventi chirurgici e nelle manovre diagnostiche transuretrali.
PRINCIPIO ATTIVO
Il principio attivo del Monuril è la fosfomicina trometamolo, un derivato dell’acido fosfonico [mono (2-ammonio-2-idrossimetil-1,3-propandiolo) (2R-cis)-(metilossiranil) fosfonato]. La fosfomicina trometamolo è attiva nei confronti di batteri Gram positivi e Gram negativi, inclusi ceppi produttori di penicillinasi e germi patogeni di più frequente isolamento nelle infezioni delle vie urinarie (Escherichia Coli, Proteus, Klebsiella, Enterobacter, Stafilococcus, Streptococcus e altri ceppi resistenti).

BatteriMECCANISMO DI AZIONE
La fosfomicina trometamolo è strutturalmente un analogo del fosfoenolpiruvato e inibisce l’enzima fosfoenolpiruvato-transferasi che facilita la formazione di acido N-acetilmuramico a partire da N-acetilglucosamina e fosfoenolpiruvato. L’acido N-acetilmuramico è necessario per la formazione del peptidoglicano che è un componente sostanziale dalla membrana della cellula batterica. 

La fosfomicina inibendo la formazione della parete del battere svolge, quindi, un’azione prevalentemente battericida (cioè causa la morte del battere). L’azione terapeutica di fosfomicina dipende sostanzialmente dal periodo durante il quale la concentrazione di principio attivo è superiore alla minima concentrazione inibitoria o MIC (cioè la minima concentrazione di antibatterico in grado di inibire la crescita dei batteri).

Nell’uso di Monuril è necessario seguire le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici, in quanto, come avviene con tutti gli altri antibatterici, l’uso di Monuril può indurre la formazione di ceppi resistenti di batteri. Il Comitato Europeo sui test di sensibilità antimicrobica ha definito i ceppi di Enterobacteriaceae come sensibili o resistenti alla fosfomicina a seconda se questi sono sensibili o meno ad una MIC di 32 mg di fosfomicina/L di plasma. La prevalenza di resistenza acquisita di singole specie può variare a livello locale e nel corso del tempo. Pertanto, per un adeguato trattamento di infezioni gravi, è necessario acquisire informazioni sulla effettiva presenza di batteri resistenti. Se, a causa di una situazione locale di resistenza, l’efficacia della fosfomicina è dubbia, è necessario un consulto tra esperti del settore: in particolare, nelle infezioni gravi o in caso di insuccesso terapeutico, è fondamentale una diagnosi microbiologica per l’identificazione dell’agente antibatterico e per definire la sua sensibilità alla fosfomicina.

MECCANISMO DELLA RESISTENZA
La resistenza nei confronti di fosfomicina può dipendere dai seguenti meccanismi:
  • L’ingresso di fosfomicina nelle cellule batteriche avviene attivamente attraverso due meccanismi di trasporto (sistema glicerin-3-fosfato e sistema esoso-6). Nelle Enterobacteriacee il sistema di trasporto glicerin-3-fosfato potrebbe essere mutato e, di conseguenza, la fosfomicina non è più trasportata all’interno di queste cellule perdendo la sua efficacia antibatterica.
  • Un altro meccanismo di resistenza, che viene codificato da un plasmide ed è presente in Enterobacteriaceae, Pseudomonas spp. e Acinetobacter spp., dipende dalla presenza di una specifica proteina, per azione della quale la fosfomicina è metabolizzata e legata al glutatione (GSH) che la inattiva.
  • Lo Staphylococcus presenta una resistenza alla fosfomicina codificata da un plasmide il cui meccanismo non è stato ancora perfettamente chiarito.
Non è nota resistenza crociata di fosfomicina con altre classi di antibiotici. Il Monuril è disponibile come granulato di colore bianco per soluzione orale nel dosaggio di 2 g (per bambini) e di 3 g (per adulti). 

Posologia: come si usa e come agisce?

Ragazza con una infezione urinariaIl MONURIL viene somministrato come soluzione orale. Il contenuto di una bustina deve essere disciolto in mezzo bicchiere (50-75 ml) di acqua fredda o altra bevanda, mescolando fino a completa dissoluzione e deve essere assunto immediatamente dopo la preparazione. L’effetto benefico del farmaco inizia a farsi sentire già un paio d’ore dopo l’assunzione e continua fino a 48 ore dalla somministrazione. Generalmente i sintomi clinici scompaiono dopo 2/3 giorni dall’assunzione. L'eventuale persistenza di alcuni sintomi locali dopo il trattamento non è necessariamente espressione di insuccesso terapeutico, ma è più probabilmente la conseguenza di processi infiammatori causati dall’infezione batterica. In caso di persistenza dei sintomi, è comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.

Adulti e adolescenti (12-18 anni): Infezioni acute non complicate delle basse vie urinarie (cistiti, uretriti non gonococciche) sostenute da germi sensibili a fosfomicina. Assumere una bustina da 3 g in un’unica somministrazione giornaliera.

Profilassi delle infezioni del tratto urinario negli interventi chirurgici e nelle manovre diagnostiche transuretrali: Il trattamento prevede la somministrazione di due dosi da 3 g: la prima bustina è somministrata 3 ore prima dell’intervento, la seconda bustina è somministrata 24 ore dopo la prima dose.

Anziani: Nei pazienti anziani potrebbero essere necessarie due dosi da 3 g somministrate a distanza di 24 ore una dall’altra.

Insufficienza renale: Nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non è necessario un aggiustamento della dose. MONURIL non deve essere utilizzato in pazienti con insufficienza renale grave o in emodialisi.

Insufficienza epatica: Non è necessario un aggiustamento della dose.

Bambini di età superiore a 6 anni: Una bustina da 2 g in un’unica somministrazione giornaliera.
Il Monuril non deve essere utilizzato nei bambini di età inferiore ai 6 anni. 

Altre situazioni cliniche: Nei casi clinicamente più impegnativi (pazienti allettati, infezioni ricorrenti) o in caso di infezioni causate da germi sensibili a concentrazioni più elevate di antibiotico (Pseudomonas, Enterobacter, Proteus indolo-positivo) potrebbe essere necessaria la somministrazione di due dosi di MONURIL a distanza di 24 ore una dall’altra, sempre e rigorosamente sotto consiglio e controllo medico.

Il cibo può ritardare l’assorbimento di fosfomicina trometamolo causando una riduzione della sua concentrazione nel sangue e nelle urine. Pertanto, si raccomanda di somministrare MONURIL a stomaco vuoto (un’ora prima o 2-3 ore dopo il pasto), preferibilmente prima del riposo notturno dopo aver vuotato la vescica.

SOVRADOSAGGIO
Sono pochi i casi segnalati di sovradosaggio di fosfomicina somministrata per via orale. Tuttavia, casi di ipotonia, sonnolenza, disturbi degli elettroliti, trombocitopenia e ipoprotrombinemia sono stati segnalati con l’uso di fosfomicina per via parenterale. A seguito di assunzione di dosi eccessive di fosfomicina possono manifestarsi disturbi vestibolari, problemi di udito, sapore metallico e calo generale della percezione del gusto. In caso di sovradosaggio accidentale (assunzione di 5-10 bustine), il trattamento prevede una terapia basata sul trattamento sintomatico e di supporto. È raccomandata la reidratazione per favorire l'eliminazione urinaria del farmaco.

Avvertenze e precauzioni

Ragazza con Mal di PanciaMonuril 3 g non è indicato per la popolazione pediatrica per la quale si raccomanda l'utilizzo di Monuril bambini 2 g.
L’uso del MONURIL è controindicato nei soggetti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <10 ml/min); pazienti in emodialisi; bambini di età inferiore a 12 anni (bustine da 3 g) o bambini di età inferiore a 6 anni (bustine da 2 g).

Prima di iniziare il trattamento con MONURIL è buona norma accertarsi della eventuale pregressa presenza di ipersensibilità alla fosfomicina da parte del paziente. Durante il trattamento con fosfomicina, possono svilupparsi delle reazioni di ipersensibilità, incluso anafilassi e shock anafilattico, che in alcuni casi possono risultare pericolose per la vita. Se si verificano tali reazioni, non deve essere mai assunta nuovamente fosfomicina ed è necessario un trattamento medico adeguato.

La comparsa di diarrea è associata all’uso di quasi tutti gli agenti antibatterici, inclusa la fosfomicina, con gravità che può variare dalla diarrea lieve alla colite fatale. La diarrea, in particolare se grave, persistente e/o con sanguinamento, durante o dopo il trattamento con Monuril (anche a diverse settimane dopo il trattamento), può essere sintomatica della malattia associata a Clostridium difficile (CDAD). È pertanto importante considerare questa diagnosi in pazienti che sviluppino diarrea grave durante o dopo il trattamento con Monuril. Se viene sospettata o confermata un’infezione da CDAD, deve essere tempestivamente iniziato un trattamento appropriato. I farmaci inibitori della peristalsi sono controindicati in questa situazione clinica.

Insufficienza renale: le concentrazioni urinarie di fosfomicina rimangono efficaci per 48 ore dopo una dose abituale se la clearance della creatinina è superiore a 10 ml/min.

ECCIPIENTI
È importante considerare la presenza di eccipienti che potrebbero creare problemi ad alcuni pazienti:
  • Monuril contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale.
  • Usare con cautela in pazienti con diabete o che seguano una dieta ipocalorica.
  • Le bustine di Monuril adulti 3 g contengono 10,3 mmol (238 mg) di sodio per dose. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
  • Monuril contiene saccarina.

Interazioni ed effetti indesiderati

Interazioni Farmaci - PastiglieLa somministrazione concomitante di metoclopramide riduce l’assorbimento orale di fosfomicina. Altri farmaci che aumentano la motilità gastrointestinale possono produrre effetti simili.

La somministrazione concomitante di antiacidi o di sali di calcio induce una riduzione dei livelli plasmatici e delle concentrazioni urinarie di fosfomicina.

Il cibo può ritardare l’assorbimento del principio attivo di Monuril, con conseguente lieve diminuzione del picco dei livelli plasmatici e delle concentrazioni urinarie. È pertanto preferibile assumere il medicinale a stomaco vuoto o circa 2-3 ore dopo i pasti.

Il Monuril, assunto con anticoagulanti potrebbe alterare il valore dell’INR. Sono stati segnalati numerosi casi di un aumento dell’attività degli antagonisti della vitamina K in pazienti in trattamento con antibiotici. I fattori di rischio includono grave infezione o infiammazione, l’età e una cattiva condizione di salute generale. In queste circostanze, è difficile determinare se l’alterazione dell’INR sia dovuta alla malattia infettiva o al suo trattamento. In ogni caso, alcune classi di antibiotici sono più spesso coinvolte in questo tipo di interazione; in particolare: fluorochinoloni, macrolidi, cicline, cotrimazolo ed alcune cefalosporine.

EFFETTI INDESIDERATI
Tra gli effetti collaterali più comuni del Monuril si riscontrano con una certa frequenza diarrea, nausea, dispepsia (difficoltà di digestione), mal di testa, vertigini, bruciore di stomaco, infiammazioni vaginali e della vulva. Fortunatamente effetti collaterali più gravi come asma, colite, ipotensione, problemi epatici e disturbi della visione, sono piuttosto rari. È ovviamente importantissimo rivolgersi immediatamente al proprio medico curante nel caso in cui si manifesti uno o più di questi sintomi.
Non sono stati eseguiti studi specifici, ma è consigliabile informare i pazienti che sono stati segnalati casi di comparsa di vertigini. Questo può influenzare la capacità di guidare veicoli e l’uso di macchinari in alcuni pazienti.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza e AllattamentoFERTILITÀ
Negli studi sugli animali non sono stati riportati effetti sulla fertilità. Non sono disponibili dati sull’uomo.

GRAVIDANZA
Al momento, una singola dose di fosfomicina non è adatta al trattamento di infezioni del tratto urinario nelle donne in stato di gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno evidenziato una tossicità a livello riproduttivo. È stata raccolta un’ampia quantità di dati di sicurezza relativi all’efficacia della fosfomicina durante la gravidanza. Tuttavia, sono disponibili solo pochi dati relativi a donne in stato di gravidanza e non indicano che la fosfomicina causi malformazioni o abbia tossicità fetale/neonatale. Nelle donne in stato di gravidanza, il medicinale deve quindi essere somministrato solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

ALLATTAMENTO
Dopo una singola iniezione, la fosfomicina viene escreta nel latte materno umano a bassi livelli. Quindi una singola dose orale di fosfomicina può essere assunta durante l’allattamento al seno. In ogni caso, durante l’allattamento il medicinale deve essere somministrato solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

Note (prescrivibilità, validità, modalità di conservazione)

E’ possibile acquistare il Monuril esclusivamente previa presentazione dell’apposita ricetta medica e, appartenendo alla categoria dei farmaci di fascia A, viene dispensato e rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale. Esistono anche delle specialità equivalenti (o generiche). Le bustine di Monuril hanno una validità di 3 anni. Monuril va conservato nella confezione originale. Il medicinale deve essere assunto immediatamente dopo la ricostituzione della soluzione.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Domande e Risposte

1. CHE UTILIZZA HA IL MONURIL?
Il Monuril è un farmaco a base di fosfomicina. È un disinfettante delle basse vie urinarie indicato nel trattamento di infezioni acute non complicate del tratto urinario. 

2. CHE TIPO DI BATTERI TRATTA IL MONURIL?
Il Monuril viene utilizzato per il trattamento di infezioni causate sia da batteri Gram positivi sia da Gram negativi generalmente presenti nelle vie urinarie. 

3. PER QUANTO TEMPO BISOGNA ASSUMERE IL MONURIL PRIMA CHE FACCIA EFFETTO? 
In genere, il beneficio clinico si nota dopo qualche ora dall’assunzione e prosegue fino a circa 48 ore. Solitamente è necessario attendere almeno 2-3 giorni perché i sintomi clinici dell’infezione si risolvano completamente.

4. QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI DEL MONURIL?
I più comuni effetti indesiderati che si verificano in seguito all'assunzione di una singola dose di fosfomicina trometamolo coinvolgono il tratto gastrointestinale. Uno degli effetti collaterali che compaiono con l’uso del Monuril è la diarrea, con una durata limitata e che si può risolvere spontaneamente dopo la sospensione del farmaco. Altri effetti collaterali sono nausea, dispepsia (difficoltà di digestione), mal di testa, vertigini, bruciore di stomaco e infiammazioni vaginali.
 
In collaborazione con
Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Dott. Stefano Bellosta, è un Ricercatore Universitario di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica. È docente del corso di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e nel Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico e di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri.
Data di pubblicazione: 04 novembre 2019