Mancinismo: definizione, contrastato ed ereditarietà

Mancinismo: definizione, contrastato ed ereditarietà
13 agosto 2018

Benessere

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Mancinismo: pregio o difetto?

Penalizzati e contrastati per decenni, oggi il «popolo della mano sinistra» ha finalmente la sua rivincita. Con tanto di giornata internazionale che si celebra oggi in tutto il mondo. L’idea fu lanciata la prima volta nel 1976, con l’obiettivo di trasformare la giornata del 13 agosto in un’occasione per portare sotto gli occhi di tutti i disagi, ma anche i vantaggi, dell’essere mancini. Vantano fra di loro nomi di assoluto prestigio in ogni campo: da Napoleone ad Obama, da Maradona a Marilyn Monroe. Fra di loro forse il più noto era un genio assoluto: Leonardo da Vinci. Forse per questo sono stati anche oggetto di curiosità. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi effettuati per dare risposte a chi nasce mancino, ovvero chi scrive o calcia un pallone con la parte sinistra del nostro corpo.
 

Definizione

Il mancinismo è la tendenza ad usare, in parte o del tutto, il lato sinistro del corpo per compiere movimenti e gesti automatici e volontari. È legato all’asimmetria del cervello, cioè alla distribuzione delle funzioni cerebrali tra emisfero destro e sinistro che è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio, della memoria e della creatività.

Nei destri l’emisfero dominante è quello sinistro mentre nei mancini l’emisfero che prevale è quello destro. Infatti, durante l’infanzia, nel cervello umano avviene una specializzazione funzionale dei due emisferi cerebrali.

Questo processo viene chiamato lateralizzazione e si concretizza nei primi 48 mesi di vita. Le cause della diversa lateralizzazione tra mancini e destrimani non sono ancora state chiarite. Il mancinismo però non è una caratteristica del tipo tutto o nulla ma esistono varie gradazioni: vi sono individui mancini al 100 % che usano la mano, il piede e l’occhio sinistro più volentieri e persone che usano magari il piede sinistro per calciare ma la mano destra per scrivere e l’occhio destro per guardare in un cannocchiale.

Si potrà quindi parlare di emisfero dominante a seconda del compito che l’individuo dovrà eseguire e delle funzioni.

Cause

Tra le varie ipotesi, quella più conosciuta è quella “vestibolo-monoaminergica”; secondo questa teoria, la posizione assunta dal feto negli ultimi tre mesi di gestazione sarebbe determinante nell’insorgere o meno del mancinismo. Un feto normalmente posizionato rivolge l’orecchio destro verso l’esterno della pancia della madre; in questa posizione l’orecchio destro, e di conseguenza l’emisfero sinistro, verrebbero maggiormente stimolati dai suoni ambientali circostanti rispetto all’orecchio sinistro (emisfero destro). Nel caso in cui il feto sia posizionato sul lato opposto, ad essere maggiormente stimolati sarebbero l’orecchio sinistro e di conseguenza l’emisfero destro. Un’altra ipotesi molto accreditata è sicuramente quella di Geschwind e Galaburda, che indica negli anomali livelli di testosterone spesso molto alti nei mancini la causa dell’inversione della dominanza emisferica. Un risultato concordante di molte ricerche è il fatto che nei mancini è molto più sviluppato il corpo calloso, una struttura centrale del cervello, composta da circa 250 milioni di fibre nervose che collegano i due emisferi.

Poiché è proprio grazie al corpo calloso che i due emisferi possono scambiarsi informazioni e poiché nei mancini contiene circa 30 milioni di fibre in più rispetto ai destrimani, si suppone che tale trasmissione tra i due emisferi avvenga nei mancini molto più rapidamente.

Questo spiegherebbe, tra l‘altro, la superiorità dei mancini in alcuni sport quali il tennis e la scherma che richiedono una rapida elaborazione dei dati spaziali e delle decisioni motorie, nonché la convergenza coordinativa sul movimento di un solo arto.

Si sa inoltre che il mancinismo è ereditario: nel 2007 un gruppo di ricercatori di Oxford, nel corso di uno studio sulla dislessia, ha scoperto che il gene LRRTM1 situato sul cromosoma 2 ha un ruolo nello sviluppo del mancinismo. Un’altra ricerca delle Università britanniche di Oxford e St. Andrews, pubblicata sulla rivista PLoS Genetics ha identificato una serie di geni che determina il mancinismo di una persona, e più in generale l'asimmetria anatomo-funzionale del corpo calloso.

I ricercatori hanno condotto uno studio sull'intero genoma analizzando oltre sei milioni polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) relativi a un gruppo 3394 persone. Dall'analisi dei risultati è apparso che non esiste un unico gene correlato al mancinismo, ma una molteplicità di geni. Le ricerche sul mancinismo sono tante e in continua evoluzione. L’ultima è stata condotta da Sebastian Ocklenburg, Judith Schmitz e Onur Gunturkun dell’Università della Ruhr a Bochum in Germania, insieme ad altri colleghi olandesi e sudafricani, ed ha scoperto che l’attività dei geni nel midollo spinale potrebbe essere la causa del perché una persona sia destra o mancina. Per studiare questo fenomeno, i ricercatori hanno analizzato l’espressione genica nel midollo spinale dall’ottava alla dodicesima settimana di gravidanza. Hanno scoperto differenze significative nei segmenti sinistro e destro del midollo spinale che controllano il movimento delle braccia e delle mani. Hanno quindi concluso che la natura asimmetrica del midollo spinale potrebbe essere la causa del mancinismo.

Una domanda che da tempo assilla i ricercatori, perché i mancini sono così rari? In altre parole, hanno pensato che, anche se il fondamento del destrismo o del mancinismo può essere genetico, potrebbe esistere un fattore sociale che spiega come mai il rapporto è così sbilanciato. Il fattore più importante per una società efficiente è rappresentato da un elevato grado di cooperazione. Negli esseri umani ciò ha portato a una maggioranza di destri e quindi siamo portati a pensare che potremmo esserci evoluti favorendo il destrismo e facendo sì che chiunque deviasse da questa tendenza fosse condizionato a usare principalmente la parte destra, ignorando e condizionando la propria disposizione genetica.

Quindi, nonostante venga studiato da moltissimi anni, il mancinismo rappresenta ancora un grande mistero. Quello che sappiamo è che c’è una componente genetica: è infatti più probabile che una persona mancina abbia uno o entrambi i genitori mancini. Non esiste però un singolo gene del mancinismo, quanto una predisposizione ereditaria complessa e ancora sconosciuta.

Il mancinismo contrastato

Il "mancinismo contrastato" è il tentativo forzato di cambiare in età giovanile l'attitudine dei mancini ad utilizzare per la scrittura manuale, in prevalenza la mano sinistra. Spesso viene attuato da insegnanti o familiari ed è un fenomeno presente ancora oggi anche se in diminuzione. Questa forzatura può provocare una serie di interferenze tra i due emisferi cerebrali che possono far manifestare incertezza, discordanze funzionale e comportamentali.

Il mancinismo risale alla notte dei tempi, secondo diversi studi, l’analisi delle pitture rupestri e dei manufatti preistorici permette di stabilire che migliaia di anni fa, anche tra i nostri progenitori c’era una percentuale consistente di mancini. Probabilmente l’uso della sinistra offriva qualche vantaggio evolutivo e per questo motivo si è mantenuto fino a noi.

Se il mancinismo viene contrastato nelle prime fasi dello sviluppo possono venir arrecati danni, anche gravi, alla strutturazione dell'attività motoria e possono manifestarsi interferenze con l'organizzazione psicologica complessiva. Un prerequisito generale dell'attività motoria è infatti la corretta lateralizzazione che come abbiamo visto è diversa nei mancini rispetto ai destrimani.
 

Pregiudizi sul Mancinismo

Mancino deriva infatti dal latino "mancus" ed è sinonimo di mutilato e storpio, quindi anche l'etimologia della parola mancino conferma il pregiudizio negativo verso il mancinismo.

Infatti, l'utilizzo della mano sinistra non è mai stato visto di buon occhio, era anzi considerata la "mano del diavolo", degli "invertiti" e dei "rovesciati".

In passato il mancinismo era considerato un difetto e una devianza, a tal punto che egli anni '20 fu associato alla demenza e negli anni '40 fu messo in relazione con la dislessia.

Solo a partire dagli anni '70 il mancinismo in Occidente è stato considerato come una caratteristica individuale e si è smesso di imporre l'uso della mano destra. Ad oggi il mancinismo è considerato positivamente, infatti ad esso vengono associati una maggior creatività e una maggiore abilità nelle discipline scientifiche.
 

Manifestazioni

È possibile rilevare i primi segnali del mancinismo già da piccolissimi o addirittura prima della nascita. Alcune ricerche hanno infatti studiato i movimenti dei feti nel pancione della mamma, scoprendo in essi tracce della preferenza a utilizzare gli arti di sinistra. Ovviamente l’essere mancini appare evidente man mano che si cresce ed è importante che i genitori assecondino la preferenza del bambino.

Svantaggi

È opinione comune che le persone mancine possano sperimentare difficoltà nella vita quotidiana dato che molti oggetti sono concepiti per i destrimani. I mancini, invece, dicono di non avere nessuna difficoltà nell'usare oggetti oppure nello scrivere. Sicuramente una caratteristica tipica dei mancini è quella di macchiarsi la mano sinistra d'inchiostro (in particolare la parte esterna del mignolo) perché poggiano la mano sul testo appena scritto.

Altra accezione comune è che i mancini abbiano difficoltà a usare le forbici, apriscatole e coltelli, anche se pochissimi mancini lamentano difficoltà. Un impedimento diffusosi sempre più con l'avvento dei computer potrebbe derivare dall'uso del mouse, perché è rarissimo trovare un computer con un mouse posizionato a sinistra. Ciononostante molti mancini imparano, ma soprattutto trovano comodo usare la mano destra col mouse, tanto che i mancini stessi hanno difficoltà nell’utilizzare il mouse con la mano sinistra. Per quanto riguarda invece gli strumenti musicali, i musicisti mancini che suonano strumenti a corda, hanno necessità di "specchiare" uno strumento destrimano senza variarne la posizione standard. Dunque fra musicisti destrimani e mancini non esiste differenza concernente l'impostazione del lavoro dal punto di vista tecnico.
 

Vantaggi

Alcune teorie attribuiscono ai mancini una maggiore creatività e una miglior padronanza del corpo e della memoria. Ciò sembra confermato dal fatto che molti scienziati e personaggi famosi erano o sono mancini. Queste teorie nascono da studi effettuati sulla laterizzazione delle funzioni cerebrali, effettuate inizialmente da Michael S. Gazzaniga.

Gli studi di Gazzaniga hanno evidenziato che l'emisfero sinistro è sede del linguaggio e del pensiero logico, mentre l'emisfero destro è sede delle emozioni, della creatività, della percezione dello spazio e dell'immaginazione.

Secondo queste teorie ai mancini, in generale, risulta più semplice pensare per immagini, quindi per esempio l'apprendimento di un testo avviene grazie alla memoria visiva in modo da acquisire una visione generale dell'argomento, piuttosto che dei singoli passaggi. Sempre secondo queste teorie i mancini sarebbero più portati per il disegno, le attività artistiche,le attività oratorie e di memoria e il problem solving. Come abbiamo detto in precedenza, poiché nei mancini le attività motorie coordinative volontarie cono governate dall’emisfero destro, essi tendono ad eccellere in molti sport, in particolare negli sport in cui si utilizza un solo arto, come la scherma o il tennis. Infatti nell’età romana i mancini erano considerati degli ottimi gladiatori perché spesso vincevano i combattimenti contro i destrimani grazie alle loro superiori capacità coorditative.

Scrivere con la mano sinistra può essere problematico in Occidente, poiché il metodo di scrittura va da sinistra a destra ma anche perché si rischia di macchiare il foglio passando la mano sull'inchiostro appena steso. I mancini invece risultano avvantaggiati nei sistemi di scrittura dove si scrive da destra a sinistra, come quello arabo, quello ebraico e quello sinogiapponese.

Infine alcune ricerche sembrano aver individuato addirittura una correlazione tra il mancinismo e la capacità di reddito, arrivando in alcuni casi a verificare che il alcune aree del mondo i mancini siano mediamente più ricchi dei destrimani.
 

Curiosità

Oltre alla religione ebraica e cristiana la mano sinistra era considerata la “mano del diavolo”, anche nella cultura musulmana era vietato lavarsi o mangiare utilizzando la mano “impura”, cioè la sinistra.

Nel teatro greco, i personaggi cattivi e i messaggeri di sventure entravano in scena dalla parte sinistra del palco; i romani inventarono il saluto con la destra, come dimostrazione di fiducia nell’offrire la mano non armata.

La manualità di Michelangelo Buonarroti rimane controversa, un recente studio scientifico spiega l’evoluzione dell’artista da mancino a destrimane. Sembra abbastanza chiaro che in tutte le opere a lui attribuite contengono tratteggi di chiaro-scuro eseguiti verso il basso da destra verso sinistra.

In letteratura, però, si è spesso trascurato che Michelangelo fosse mancino, anche se nella sua autobiografia, Raffaello da Montelupo, l’allievo di Michelangelo indica che egli era mancino. Raffaello indica anche come Michelangelo si fosse allenato ad usare la mano destra fin dalla tenera età e che il suo maestro, si limitava ad usare la mano sinistra esclusivamente per attività più pesanti come per scolpire o cesellare il marmo. Sebbene fosse innaturale, spacciarsi per destrimani, era una attività molto diffusa per i mancini rinascimentali. Si trattava del solo modo per essere socialmente accettati.

Infatti, la quantità di pregiudizi in quel periodo era impossibile da immaginare, e l’unica fonte del sapere era la chiesa e il clero che affermava che la mano sinistra fosse maligna. Immaginiamo quindi cosa potesse fare un artista che aveva proprio il clero come principale committente, per evitare di essere perseguitato e condannato come eretico. Oggi fortunatamente le cose sono cambiate, la scienza ha svelato come il mancinismo sia una prerogativa socio culturale dell’individuo, ma soprattutto che essere mancino è un pregio e non un difetto.
 
In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.