Lexotan: cos'è e come si usa? Avvertenze e precauzioni

Lexotan: cos'è e come si usa? Avvertenze e precauzioni

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 07 settembre 2019

Indice

 

Introduzione: che cos’è?

Il Lexotan è un farmaco ansiolitico indicato per il trattamento di ansia, insicurezza, paura non motivata, tensione ed altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate ad una sindrome ansiosa. Viene anche utilizzato nei casi di insonnia. Il principio attivo del Lexotan è il bromazepam, un farmaco della famiglia delle benzodiazepine con una durata di azione di 8-12 ore. Possiede proprietà ansiolitiche, anticonvulsivanti, ipnotiche e miorilassanti. Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio in quanto possono provocare dipendenza o assuefazione.

Il Lexotan è disponibile nelle seguenti forme farmaceutiche e dosaggi:
  • Compresse da 1,5 mg, 3 mg
  • Capsule rigide da 3 mg, 6 mg
  • Gocce orali in soluzione da 2,5 mg/mL
La vendita del farmaco avviene esclusivamente sotto prescrizione medica ripetibile.
 

Posologia: come si usa e come agisce?

Il Bromazepam si lega al recettore dell’acido gamma-ammino-butirrico (GABA), un neurotrasmettitore con una azione inibitoria degli interneuroni locali nell’encefalo e delle presinapsi nel midollo spinale, causando un aumento dell'effetto inibitorio del GABA stesso. Il suo effetto è selettivo e pertanto gli altri neurotrasmettitori non vengono influenzati. Il Bromazepam non ha alcun effetto antidepressivo

Bromazepam ha gli effetti collaterali tipici delle benzodiazepine quali il rischio di abuso, tolleranza e dipendenza fisica o psicologica. Nel suo caso, diversamente da altri farmaci della stessa categoria, la possibilità di abusare di questa sostanza è elevata perché è caratterizzato da una rapida insorgenza dell'effetto che però a sua volta termina rapidamente. Data l'emivita relativamente breve e la durata di azione tra le 8 e le 12 ore, i sintomi che si possono riscontrare al termine del periodo di efficacia del farmaco sono spesso molto più severi e frequenti rispetto alle benzodiazepine di durata più lunga. Viste queste caratteristiche il Bromazepam viene spesso prescritto come ipnotico per indurre più facilmente il sonno.

I pazienti che assumono Lexotan possono avere delle risposte individuali molto variabili e quindi la posologia deve essere modulata caso per caso.
  • In genere, la dose media è di 1,5 a 3 mg, 2-3 volte al giorno (1-2 compresse da 1,5 mg 2-3 volte, oppure 1 capsula o 1 compressa da 3 mg 2-3 volte, oppure 15-30 gocce 2-3 volte al giorno).
  • Nel caso delle capsule rigide da 6 mg, la dose media è di 6-12 mg 2-3 volte al giorno.
Pazienti anziani o pazienti con ridotta funzionalità epatica: la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Ansia. Il trattamento deve essere il più breve possibile. Il paziente deve essere rivalutato regolarmente e la necessità di un trattamento continuato deve essere valutata attentamente, particolarmente se il paziente non presenta sintomi. La durata complessiva del trattamento, generalmente, non dovrebbe superare le 8-12 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal caso, ciò non dovrebbe avvenire senza una attenta rivalutazione della condizione del paziente.

Insonnia (indicazioni non applicabili a Lexotan 6 mg capsule rigide). Il trattamento deve essere il più breve possibile. La durata del trattamento, generalmente, varia da pochi giorni a due settimane, fino ad un massimo di quattro settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento sempre dopo una rivalutazione della condizione del paziente da parte del medico.

Il trattamento deve essere iniziato con la dose consigliata più bassa. La dose massima non deve essere superata. 
 

Avvertenze e precauzioni

Il bromazepam è controindicato in pazienti con:
  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti 
  • Nota ipersensibilità alle benzodiazepine.
  • Miastenia gravis.
  • Grave insufficienza respiratoria.
  • Grave insufficienza epatica (le benzodiazepine non sono indicate nel trattamento di pazienti con insufficienza epatica grave in quanto possono causare encefalopatia).
  • Sindrome da apnea notturna.
  • Glaucoma ad angolo stretto.
  • Intossicazione acuta da alcol, medicinali ipnotici, analgesici o psicotropi (neurolettici, antidepressivi, litio).
PRECAUZIONI GENERALI
Le benzodiazepine non devono essere usate da sole per trattare la depressione o l’ansia connessa con la depressione (il suicidio può essere precipitato in tali pazienti). Pertanto, in pazienti con segni e sintomi di disturbo depressivo o tendenze suicide, bromazepam deve essere usato con cautela e la prescrizione dovrebbe essere limitata.

Le benzodiazepine dovrebbero essere usate con estrema cautela in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. L’uso concomitante di Lexotan con alcool e/o con farmaci con attività depressiva sul sistema nervoso centrale deve essere evitato, poiché potrebbe aumentare gli effetti clinici di bromazepam, tra i quali possibile sedazione profonda e depressione respiratoria e/o cardiovascolare clinicamente rilevanti.

Gravi reazioni anafilattiche/anafilattoidi sono state riportate con l’uso delle benzodiazepine. Casi di angioedema riguardanti lingua, glottide o laringe sono stati riportati in pazienti dopo aver assunto la prima dose o dosi successive di benzodiazepine. In questi casi si può verificare ostruzione delle vie respiratorie che potrebbe essere fatale. Alcuni pazienti che assumevano benzodiazepine hanno avuto sintomi addizionali come dispnea, chiusura della gola, o nausea e vomito. I pazienti che sviluppano angioedema dopo trattamento con le benzodiazepine non devono essere trattati nuovamente con il farmaco. Nelle prime fasi del trattamento il paziente deve essere controllato con regolarità per identificare il dosaggio e la frequenza di somministrazione minimi efficaci e per prevenire un eventuale sovradosaggio nel corso del trattamento.

TOLLERANZA
Una certa perdita di efficacia agli effetti ipnotici delle benzodiazepine può svilupparsi dopo un uso ripetuto per alcune settimane.

DIPENDENZA
L'uso di benzodiazepine e di composti benzodiazepino-simili può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi medicinali. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. Pertanto, le benzodiazepine devono essere utilizzate con estrema cautela nei pazienti con una storia di abuso di alcol o droga. La possibilità di dipendenza è ridotta quando Lexotan è usato nella dose appropriata con un trattamento a breve termine.

SINTOMI DA SOSPENSIONE
Una volta che la dipendenza fisica si è sviluppata, una interruzione brusca del trattamento sarà accompagnata dai sintomi da astinenza. Questi possono consistere in cefalea, diarrea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione e irritabilità. Nei casi gravi possono manifestarsi i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio delle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o crisi epilettiche. Altri sintomi sono: depressione, insonnia, sudorazione, tinnito persistente, movimenti involontari, vomito, parestesia, alterazioni percettive, crampi addominali e muscolari, tremore, mialgia, agitazione, palpitazioni, tachicardia, attacchi di panico, vertigini, iper-reflessia, perdita della memoria a breve termine, ipertermia.

INSONNIA ED ANSIA DI RIMBALZO
All’interruzione del trattamento può presentarsi una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine ricorrono in forma aggravata. Può essere accompagnata da altre reazioni, compresi cambiamenti di umore, ansia, irrequietezza o disturbi del sonno. Poiché il rischio di sintomi da astinenza o da rimbalzo è maggiore dopo la sospensione brusca del trattamento, si suggerisce di effettuare una diminuzione graduale del dosaggio.

Il rischio di cadute e fratture è aumentato in pazienti che assumono contemporaneamente sedativi (incluse bevande alcooliche) e negli anziani. La sedazione, l’amnesia, l’alterazione della concentrazione e della funzione muscolare possono influenzare negativamente la capacità di guidare e utilizzare macchinari. La contemporanea assunzione di alcool può aggravare questo effetto. Se la durata del sonno è stata insufficiente, la probabilità che la vigilanza sia alterata può essere aumentata

DURATA DEL TRATTAMENTO
La durata del trattamento deve essere la più breve possibile a seconda dell’indicazione, e non dovrebbe superare le quattro settimane per l’insonnia ed otto-dodici settimane nel caso dell’ansia, compreso un periodo di sospensione graduale. L’estensione della terapia oltre questi periodi non deve avvenire senza un’attenta rivalutazione della situazione clinica. All’inizio del trattamento può essere utile informare il paziente che lo stesso sarà di durata limitata e spiegare precisamente come il dosaggio deve essere diminuito progressivamente. Inoltre, è importante che il paziente sia informato della possibilità di fenomeni di rimbalzo, minimizzando quindi l’ansia riguardo a tali sintomi se dovessero accadere alla sospensione del medicinale.
Nel caso di benzodiazepine con una durata breve di azione, i sintomi da astinenza possono manifestarsi nell’intervallo di somministrazione tra una dose e l’altra, particolarmente per dosaggi elevati.
Quando si usano benzodiazepine con una lunga durata di azione, è importante avvisare il paziente che è sconsigliabile il cambiamento improvviso con una benzodiazepina con una durata di azione breve, poiché possono presentarsi sintomi da astinenza.

AMNESIA
Le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. Ciò accade più spesso parecchie ore dopo l’ingestione del farmaco e, quindi, per ridurre il rischio ci si dovrebbe accertare che i pazienti possano avere un sonno ininterrotto di diverse ore. Gli effetti amnesici possono essere associati ad alterazioni del comportamento. L’amnesia anterograda può comparire utilizzando le dosi terapeutiche più alte (è stata documentata con 6 mg): il rischio è superiore a dosaggi più elevati.

REAZIONI PSICHIATRICE E PARADOSSO
Quando si usano benzodiazepine è noto che possano accadere reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delirio, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento e sono noti altri effetti avversi legati al comportamento. Se ciò dovesse avvenire, l’uso del medicinale deve essere sospeso. Tali reazioni sono più frequenti nei bambini e negli anziani così come nei pazienti con sindrome cerebrale organica.

Non si può escludere la possibilità che nei pazienti in stato acuto di psicosi endogene, specialmente stati depressivi gravi, i sintomi siano aggravati dall’uso del Lexotan. Pertanto, le benzodiazepine non sono consigliate per il trattamento primario delle malattie psicotiche. La presenza di depressione deve essere sempre esclusa in particolare nei disturbi iniziali e mattutini del sonno, poiché i sintomi sono oltretutto diversamente mascherati e sono sempre presenti i rischi causati dalla malattia di base.

GRUPPI SPECIFICI DI PAZIENTI
  • Pazienti pediatrici: le benzodiazepine non devono essere somministrate a pazienti di età inferiore ai 18 anni senza un’attenta valutazione dell’effettiva necessità del trattamento; la durata del trattamento deve essere la più breve possibile.
  • Pazienti anziani: l’uso di benzodiazepine può essere associato con un aumento del rischio di cadute dovuto a effetti indesiderati quali atassia, debolezza muscolare, capogiri, sonnolenza, stanchezza, affaticamento e perciò si raccomanda di trattare con cautela i pazienti anziani. Gli anziani dovrebbero assumere una dose ridotta.
  • Pazienti con insufficienza respiratoria cronica: utilizzare una dose più bassa a causa del rischio di depressione respiratoria.
  • Pazienti con grave insufficienza epatica: le benzodiazepine non sono indicate in quanto possono precipitare l’encefalopatia epatica.
  • Pazienti con insufficienza renale: Lexotan deve essere somministrato con cautela.
  • Le stesse misure prudenziali devono essere adottate per i pazienti con insufficienza cardiaca e bassa pressione sanguigna i quali devono essere sottoposti a regolari controlli durante la terapia con Lexotan (così come è consigliato con le altre benzodiazepine e gli altri agenti psicofarmacologici).
  • Pazienti con psicosi: le benzodiazepine non sono consigliate per il trattamento primario della malattia psicotica.
SOVRADOSAGGIO
Le benzodiazepine comunemente causano sonnolenza, atassia, disartria e nistagmo. Il sovradosaggio di bromazepam raramente rappresenta un rischio per la vita se il farmaco è assunto da solo, ma può condurre a disartria (difficoltà nell'articolazione delle sillabe che compongono una parola), areflessia (mancanza assoluta di riflessi), apnea, ipotensione, depressione cardiorespiratoria e coma.

Il sovradosaggio di benzodiazepine si manifesta solitamente con vario grado di depressione del sistema nervoso centrale che varia dalla sonnolenza al coma. Nei casi lievi, i sintomi includono sonnolenza, confusione mentale e letargia. Nei casi più gravi, i sintomi possono includere atassia, ipotonia, ipotensione, depressione respiratoria, raramente coma e molto raramente morte. Il coma, se sopravviene, dura solitamente poche ore ma può protrarsi più a lungo ed essere ciclico, soprattutto nei pazienti anziani. Gli effetti depressivi respiratori associati alle benzodiazepine sono più seri nei pazienti con patologie respiratorie.

Nel trattamento del sovradosaggio di qualsiasi farmaco, deve essere considerata la possibilità che siano state assunte contemporaneamente altre sostanze. Le benzodiazepine potenziano gli effetti di altre sostanze ad azione depressiva sul SNC compreso l’alcool. Occorre monitorare i segni vitali del paziente e istituire misure di supporto sulla base del quadro clinico del paziente. In particolare, può essere necessario un trattamento sintomatico per gli effetti cardiorespiratori o per gli effetti sul sistema nervoso centrale.
Entro 1-2 ore assumere carbone attivo per ridurre l’assorbimento. Nel caso di pazienti privi di conoscenza, è indispensabile la protezione delle vie aeree. In caso di ingestione mista dovrebbe essere considerato il lavaggio gastrico, ma non come un trattamento di routine.

Nella terapia d’urgenza deve essere prestata particolare attenzione alle funzioni respiratorie cardiovascolari e del sistema nervoso centrale. Se la depressione del SNC è grave, occorre considerare la somministrazione di flumazenil, un’antagonista delle benzodiazepine, che può essere utile come antidoto. Flumazenil deve essere somministrato solo in condizioni strettamente monitorate.
L’uso del flumazenil non è indicato nei pazienti affetti da epilessia in trattamento con benzodiazepine. L’effetto antagonista in questi pazienti può scatenare crisi convulsive. Flumazenil ha un’emivita breve (circa un’ora), quindi i pazienti cui è stato somministrato devono essere monitorati dopo che i suoi effetti si sono esauriti. Flumazenil deve essere usato con estrema cautela in presenza di farmaci che possono abbassare la soglia convulsiva (ad esempio antidepressivi triciclici). 

INFORMAZIONI IMPORTNATI SU ALCUNI ECCIPIENTI
Sia le compresse che le capsule contengono lattosio quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
 

INTERAZIONI ED EFFETTI INDESIDERATI

L’assunzione di Lexotan in associazione con altri farmaci deve essere attentamente valutata, in quanto il bromazepam può interagire con altre classi di farmaci. Ci possono essere delle interazioni a livello del meccanismo di azione delle benzodiazepine (farmacodinamiche) o a livelli dei processi di metabolizzazione (farmacocinetiche).

INTERAZIONI FARMACODINAMICHE
Gli effetti delle benzodiazepine, quando somministrate in concomitanza ad alcool o ad altri farmaci deprimenti il SNC, possono essere aumentati con un conseguente potenziamento dell’effetto sedativo. Pertanto, l’assunzione concomitante di alcool va evitata. L’associazione con alcol influenza negativamente la capacità di guidare o di usare macchinari.

L'effetto depressivo a livello del sistema centrale può aumentare nei casi di uso concomitante di antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, alcuni agenti antidepressivi, oppioidi, narcotici analgesici, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi. Gli analgesici narcotici possono causare un aumento dell’euforia che porta ad un aumento della dipendenza psichica.
Deve essere prestata particolare attenzione quando bromazepam viene somministrato con farmaci che deprimono le funzioni respiratorie come oppioidi (analgesici, antitussivi, trattamenti sostitutivi), in particolare nei pazienti anziani.

INTERAZIONI FARMACOCINETICHE
Composti che inibiscono i principali enzimi epatici ossidativi (specialmente il citocromo P450) possono aumentare l'attività delle benzodiazepine. Si possono verificare interazioni farmacocinetiche quando bromazepam viene somministrato insieme a farmaci che inibiscono l'enzima epatico CYP3A4, comportando un aumento dei livelli plasmatici di bromazepam.

La somministrazione concomitante di bromazepam con potenti inibitori del citocromo P3A4 (per esempio antimicotici azolici, inibitori delle proteasi o alcuni macrolidi) deve essere effettuata con cautela considerando una potenziale riduzione della dose. Nel caso di analgesici narcotici si può anche verificare aumento di euforia, correlata ad un aumento della dipendenza psichica.
La somministrazione concomitante di cimetidina (un inibitore di diversi citocromi) e verosimilmente del propranololo, possono prolungare l’emivita di eliminazione del bromazepam attraverso una sostanziale riduzione della clearance (con cimetidina: riduzione del 50%).
La somministrazione concomitante di fluvoxamina, un inibitore del CYP1A2, porta ad un aumento significativo dell’esposizione a bromazepam (aumento dell’AUC di 2,4 volte, ossia della quantità di farmaco immodificato che raggiunge la circolazione sistemica dopo la somministrazione di una determinata dose), e dell’emivita di eliminazione (aumento di 1,9 volte).
La somministrazione di teofilline o amminofilline può ridurre gli effetti delle benzodiazepine.

Come tutti i medicinali, Lexotan può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Rivolgersi immediatamente al medico se durante il trattamento con Lexotan si manifesta uno dei seguenti gravi effetti indesiderati depressione, irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, percezione distorta della realtà (delirio), collera, incubi, percezione di cose inesistenti nella realtà (allucinazioni), alterazioni del comportamento, psicosi (disturbo mentale che provoca un’alterata percezione della realtà, disturbi del pensiero, confusione mentale). Queste reazioni possono essere più frequenti se il paziente è anziano.
 

Gravidanza e allattamento

La sicurezza d’impiego di bromazepam in gravidanza non è ancora stata stabilita. Una revisione delle segnalazioni spontanee di eventi avversi al farmaco ha mostrato un’incidenza sovrapponibile a quella che ci si potrebbe attendere in una popolazione simile non trattata. L’esposizione alle benzodiazepine nel primo trimestre di gravidanza non sembra essere associata ad un rischio aumentato di malformazioni maggiori. Tuttavia, alcuni studi epidemiologici preliminari hanno mostrato un aumento dell'incidenza di rischio di schisi orale in neonati.

Il trattamento con benzodiazepine a dosi elevate, durante il secondo e/o terzo trimestre di gravidanza, ha rivelato una diminuzione di movimenti attivi fetali e una variabilità del ritmo cardiaco fetale.

Se il prodotto viene prescritto ad una donna in età fertile, la paziente dovrà comunicare al proprio medico, sia se intende iniziare una gravidanza, sia se sospetta di essere incinta.

Se, per gravi motivi medici, il prodotto è somministrato durante l’ultimo periodo di gravidanza, o durante il travaglio anche a basse dosi, può verificarsi nel neonato la sindrome del "bambino flaccido" caratterizzata da ipotonia assiale e problemi nella suzione con conseguente scarso aumento ponderale. Questi segni sono reversibili ma possono durare da 1 fino a 3 settimane, a seconda dell’emivita del prodotto. A dosi elevate si possono verificare nei neonati depressione respiratoria o apnea e ipotermia. Inoltre, i neonati nati da madri che hanno assunto cronicamente benzodiazepine durante le fasi avanzate della gravidanza, possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un certo rischio di sviluppare i sintomi da astinenza nel periodo postnatale quali ipereccitabilità, agitazione e tremore anche dopo alcuni giorni dopo la nascita e in assenza di sindrome del "bambino flaccido".

Tenendo conto di questi dati, l'uso di bromazepam durante la gravidanza potrebbe essere considerato solo se le indicazioni terapeutiche e la posologia vengono rigorosamente rispettate. Se il trattamento con bromazepam è necessario durante l’ultimo trimestre di gravidanza, evitare gli alti dosaggi e i neonati devono essere monitorati per evitare i sintomi di astinenza e/o sindrome del "bambino flaccido".

Allattamento. Poiché il bromazepam è escreto nel latte materno, non ne è raccomandato l’uso alle madri che allattano al seno.
 

Note (modalità di conservazione etc.)

Scadenza della confezione integra correttamente conservata:
  • capsule e compresse: 5 anni
  • gocce orali soluzione: 3 anni, validità dopo la prima apertura delle gocce orali soluzione 16 giorni
Il farmaco non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.
Le capsule rigide non vanno conservate a temperatura superiore ai 30°C.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
 

Domande e Risposte

1. QUANTO TEMPO DURA L'EFFETTO DEL LEXOTAN?
La durata d’azione del Lexotan non supera le 24 ore.

2. IL LEXOTAN È UN SEDATIVO?
Il Lexotan ha una azione di inibizione del sistema nervoso e la conseguente sedazione e l'alterazione della concentrazione e della funzione muscolare possono influenzare negativamente la capacità di guidare e utilizzare macchinari. La contemporanea assunzione di alcool può aggravare questo effetto.

3. IL LEXOTAN ABBASSA LA PRESSIONE DEL SANGUE?
L’uso del Lexotan può causare una moderata riduzione della pressione sanguigna, ma questo non è l’effetto principale di questo farmaco.

4. EFFETTI COLLATERALI DEL LEXOTAN?
Come tutti i medicinali, Lexotan può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti indesiderati più comuni sono depressione, irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, percezione distorta della realtà (delirio), collera, incubi, percezione di cose inesistenti nella realtà (allucinazioni), alterazioni del comportamento, psicosi (disturbo mentale che provoca un’alterata percezione della realtà, disturbi del pensiero, confusione mentale).

5. IL LEXOTAN RILASSA I MUSCOLI?
L’azione di inibizione del sistema nervoso da parte del Lexotan può causare anche un rilassamento muscolare.
 
In collaborazione con
Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Dott. Stefano Bellosta, è un Ricercatore Universitario di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica. È docente del corso di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e nel Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico e di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri.
Data di pubblicazione: 07 settembre 2019