La Gonorrea: cura, incubazione e prevenzione

La Gonorrea: cura, incubazione e prevenzione
08 ottobre 2018

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Gonorrea

La gonorrea (conosciuta anche con il nome di blenorragia) è una malattia sessualmente trasmissibile (MST) veicolata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, più diffusamente noto come gonococco.

Per riprodursi, questo microorganismo necessita di ambienti caldi e umidi. Per tale ragione, infetta:
  • nell’uomo: i tratti urinari bassi (uretra), causandone l’infiammazione (uretrite);
  • nella donna: i tratti uro-genitali, principalmente la vescica (cistite gonococcica), e la cervice uterina, ossia il collo dell’utero (cervicite gonococcica);
  • in entrambi: faringe, congiuntiva e retto.
La gonorrea è una delle malattie a trasmissione sessuale più diffuse al mondo e, come la sifilide, aumenta di 2-3 volte il rischio di acquisizione del virus HIV. Inoltre, la coinfezione con Chlamydia trachomatis si manifesta nel 15-25% degli uomini e nel 35-50% delle donne.

Fra tutte le infezioni a trasmissione sessuale, è quella per la quale la cura sta diventando progressivamente più difficile, a causa del fenomeno dell’antibiotico resistenza.

Dagli anni ’70 in poi l’incidenza della malattia è in declino, anche e soprattutto grazie alle campagne di informazione e sensibilizzazione sui fattori di rischio. Il rischio attuale è che le continue mutazioni che il batterio è in grado di compiere portino alla selezione di ceppi multi resistenti.

Oggi in Italia si contano circa un centinaio di nuovi casi all’anno. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta 78 milioni di nuovi casi accertati nel mondo ogni anno.

 

Come si trasmette la Gonorrea

La gonorrea si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti con un partner infetto. La trasmissione donna-uomo avviene con una probabilità pari circa al 20%, mentre quella uomo-donna è del 50% circa.

Il contagio è possibile anche dalla madre infetta al figlio al momento del parto (congiuntivite neonatale). Si tratta di un’evenienza grave, che può condurre alla cecità. Per scongiurare questo rischio, tutti i neonati vengono sottoposti a profilassi con collirio o pomata oftalmica antibiotica subito dopo la nascita.

La trasmissione attraverso lo scambio di oggetti (indumenti, asciugamani) non è possibile, data l’esigua resistenza del microorganismo nell’ambiente al di fuori del corpo umano. Per le stesse ragioni baci e abbracci non veicolano la malattia.

 

I sintomi della Gonorrea

Una volta avvenuto il contatto, il batterio aderisce alle cellule epiteliali di rivestimento della cute (epidermide) o delle mucose e penetra in profondità attraverso di essi: ha luogo l’infezione.

Nelle donne la sintomatologia comprende:
  • bruciore durante la minzione;
  • disuria: difficoltà ad urinare, che si verifica quando la malattia attacca la cervice uterina;
  • perdite vaginali;
  • perdite di sangue fra un ciclo e l’altro.
Il fatto che quasi la metà delle donne sia asintomatica, rende più difficile la diagnosi della patologia e amplifica le sue possibilità di diffusione.

Questa è la ragione per cui i medici consigliano di sottoporsi al test in caso di contatti sessuali a rischio, anche in assenza di sintomi.

Negli uomini il periodo di incubazione è molto variabile. I sintomi compaiono da due a 30 giorni dal momento dall’infezione e sono:
  • bruciore durante la minzione;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • perdite di colore bianco, giallo o verde: è il prodotto della reazione infiammatoria messa in atto dal sistema immunitario, in seguito alla quale i globuli bianchi si decompongono;
  • dolore e gonfiore testicolari: non sempre presenti.
Anche gli uomini possono essere asintomatici: accade nel 10% dei casi. La faringite gonococcica, generalmente asintomatica, può causare mal di gola.

 

Quali complicazioni può dare la Gonorrea

Se non riceve adeguato trattamento farmacologico, la gonorrea può evolvere causando conseguenze gravi.

Nelle donne il batterio può essere responsabile della malattia infiammatoria delle pelvi (Pelvic Inflammatory Disease, PID), un’infezione dei tratti genitali superiori che si verifica nel 10-20% dei casi e che può provocare:
  • febbre;
  • ascessi pelvici;
  • dolore pelvico cronico (tipicamente bilaterale);
  • peritonite pelvica;
  • danni alle tube di Falloppio: si producono quando il batterio risale attraverso l’endometrio (la mucosa che riveste internamente la cavità uterina) e giunge fino alle tube (salpingite). Le conseguenze della contaminazione delle tube possono portare all’infertilità ed all’aumento del rischio di gravidanza ectopica (patologia nella quale l’impianto dell’ovulo fecondato ha luogo in posti diversi rispetto a quello fisiologico, rappresentato dall’utero). La gravidanza ectopica (o gravidanza extrauterina), se non trattata tempestivamente, può essere causa di sterilità.
Nell’uomo la complicanza più rischiosa (ma poco frequente) è costituita dall’epididimite, che si verifica a causa della risalita del batterio dall’uretra verso i tratti urinari superiori e che causa dolore e gonfiore testicolare. Sebbene meno frequente rispetto alla malattia infiammatoria delle pelvi femminile, l’epididimite può portare alla sterilità.

Un’ulteriore complicanza della gonorrea è la Sindrome di Fitz-Hugh-Curtis. Si tratta di un’infiammazione del fegato (periepatite) che ha luogo principalmente nelle donne e provoca dolore addominale, febbre, nausea, vomito. Spesso viene confusa con una malattia epatica o delle vie biliari.

Nel bambino contagiato dalla madre al momento del parto, l’infezione può essere causa di cecità, infiammazioni articolari o gravi infezioni sanguigne, anche letali.

In gravidanza, la gonorrea può determinare aborto spontaneo o parto prematuro.

Il batterio Neisseria gonhorroeae può diffondersi nella circolazione sanguigna (infezione gonococcica disseminata o sindrome artrite-dermatite).

Questa evenienza si verifica nell’1% dei casi (soprattutto nelle donne) e provoca:
  • febbre;
  • poliartrite migrante: attacca le articolazioni, la membrana che le riveste (sinovite) ed i tendini (tenosinovite) e ne causa l’infiammazione. Ne conseguono dolore e gonfiore articolare in particolare localizzato a mani, polsi, caviglie e piedi;
  • dermatite: lesioni cutanee eritematose sulla pelle di braccia e gambe.
L’artrite settica gonococcica è, invece, una forma più localizzata di infezione gonococcica sistemica. Determina l’insorgenza di un’artrite dolorosa con versamento a livello delle grandi articolazioni (ginocchia, caviglie, polsi e gomiti), che si gonfiano, limitando la possibilità di movimento e generano dolore locale intenso.

 

Come si effettua la diagnosi della Gonorrea

La sintomatologia non specifica e non sempre presente nella gonorrea richiede l’esecuzione di esami diagnostici di laboratorio. Si effettuano tamponi su cervice, uretra, retto o faringe (le parti del corpo normalmente infettate) o analisi su piccoli campioni di urina (solo nell’uomo). Il tampone dura pochi secondi e non è doloroso.

Nel caso di artrite gonococcica l’esame colturale può essere realizzato anche su liquido articolare, prelevato con ago aspirato (artrocentesi). Il liquido sinoviale, in queste circostanze, risulta torbido o purulento, a causa dell’elevato numero di globuli bianchi presenti. Come specificato sopra, i globuli bianchi sono il segnale della reazione di difesa predisposta dal sistema immunitario nei confronti del batterio.

La gonorrea rientra nell’elenco di malattie con obbligo di notifica alle autorità locali, regionali e nazionali, nell’ambito dei sistemi di sorveglianza predisposti dalla legge.

 

La terapia della Gonorrea

Il microorganismo causa della gonorrea è un batterio: pertanto il trattamento previsto è quello antibiotico. Lo schema di terapia è rappresentato da una singola dose di cefalosporina (il ceftriaxone) per via intramuscolare, associata ad azitromicina per bocca (terapia combinata).

La sintomatologia migliora nel giro di pochi giorni dalla somministrazione. Per quanto riguarda i dolori addominali, normalmente scompaiono dopo circa due settimane. In caso di infezione gonococcica disseminata con artrite, si effettua un ciclo di somministrazioni per via parenterale.

Poiché la terapia delle complicanze della gonorrea è più lunga e complicata rispetto al trattamento della malattia in sé, risulta particolarmente favorevole la diagnosi precoce.

I pazienti allergici alle cefalosporine possono essere trattati con gentamicina o spectinomicina.

Devono essere sottoposti a terapia antibiotica anche i partner dei pazienti infetti.

L’amplificazione del fenomeno dell’antibiotico resistenza sta complicando la terapia contro la Neisseria gonhorroeae, della quale sono sempre più frequenti ceppi insensibili ai comuni farmaci antimicrobici.

Al fine di somministrare la terapia più appropriata, l’analisi dei prelievi colturali deve essere dunque completata da un antibiogramma. Questo test permette di valutare la sensibilità del batterio ai diversi antibiotici e di personalizzare la terapia.

Alcune fra le molecole un tempo attive sul batterio della gonorrea, come i fluorochinoloni e la penicillina, oggi non sono più usate a causa del fatto che questo microorganismo ha sviluppato una resistenza. Le tetracicline (come l’azitromicina), prima terapia d’elezione, oggi sono efficaci solo in combinazione con le cefalosporine.

Attualmente sono in fase di sviluppo diverse nuove molecole antibiotiche, che dovrebbero contrastare il fenomeno delle resistenze, bypassandolo.

Di recente la Public Health England ha reso noto il caso di un paziente contagiato da un ceppo di Neisseria gonhorroeae resistente a tutti gli antibiotici oggi in uso. Si tratta del primo caso al mondo ed è già stato ribattezzato super gonorrea.

Le donne in gravidanza o in fase di allattamento devono essere trattate con l’antibiotico per scongiurare il rischio di aborto, parto anticipato e di contagio del piccolo. Escludendo le tetracicline e i fluorochinoloni, gli antibiotici in uso per la terapia della gonorrea non provocano danni al bambino, ma lo proteggono dal rischio di acquisizione della malattia.

Dopo un intervallo di tempo pari a una o due settimane dall’assunzione dell’antibiotico, il paziente deve sottoporsi nuovamente alle analisi, per verificare che siano negative all’infezione.

La terapia dell’artrite gonococcica non comprende il drenaggio articolare. L’articolazione viene immobilizzata e vengono prescritti antinfiammatori ed una fisioterapia passiva, sostituita da una mobilizzazione attiva alla scomparsa del dolore. La funzione articolare completa viene recuperata nel 95% dei casi. Non vi sono indicazioni per infiltrazioni di antibiotico in sede intra articolare.

La gonorrea non conferisce immunità definitiva: dopo la guarigione, pertanto, è possibile contrarre nuovamente la malattia.

 

Come prevenire la Gonorrea


L’utilizzo corretto del profilattico protegge dall’infezione.


Il batterio Neisseria gonhorroeae muta con grande facilità: questo rende difficile la sintesi di un vaccino, ritenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità “l’unico strumento sostenibile per il controllo della gonorrea”. Malgrado la complessità rappresentata dalla progettazione di un agente diretto contro un bersaglio che cambia continuamente forma, la comunità scientifica sembra essere relativamente vicina al traguardo.

Nel corso del 2017 sono stati pubblicati i risultati di uno studio che ha testato l’efficacia di un vaccino già in uso per la prevenzione della meningite B. La profilassi effettuata su una popolazione significativa di persone in Nuova Zelanda ha rivelato che le persone vaccinate contro la meningite B hanno minore rischio di contrarre la gonorrea. Se questi dati dovessero essere confermati, sarebbe il punto di partenza per l’avviamento di una campagna di prevenzione.

 
 
  
In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.