Ginecologia - Visita Ginecologica: quando farla?

Ginecologia - Visita Ginecologica: quando farla?
27 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

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La ginecologia è una branca specialistica della medicina che si occupa di studiare il funzionamento dell’apparato riproduttivo femminile – vagina, utero, ovaie, tube di Falloppio e seno – e le patologie e le disfunzioni che possono colpirlo.
L’ostetricia è una specializzazione medica che ha come oggetto di interesse tutto il processo della gravidanza dal concepimento fino al parto.

La divisione tra i due ambiti non è netta, perché il ginecologo è anche ostetrico, ma non vale il contrario. Un ginecologo è prima di tutto un medico (laureato in medicina e chirurgia), che ha scelto come specializzazione la ginecologia e l’ostetricia, mentre un ostetrico ha conseguito una laurea breve in ostetricia, pertanto segue la donna esclusivamente nella fase della gravidanza e durante il parto ma non può, ad esempio, effettuare un taglio cesareo. Pertanto in questa sezione di approfondimento consideriamo come figura di riferimento quello dello specialista in ginecologia e ostetricia.


 

Le prinicipali patologie


A proposito di malattie e disfunzioni che interessino gli organi della riproduzione, vediamo quelle che più comunemente una donna può sperimentare nel corso della sua vita, sia in età fertile che dopo la menopausa.
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Un disturbo endocrinologico che provoca ingrossamento delle ovaie e formazione di microcisti che inibiscono l’ovulazione, creano irregolarità nel ciclo mestruale e compromettono la fertilità.
Endometriosi. Malattia provocata dalla formazione anomala di tessuto endometriale (la mucosa uterina) che “invade” gli organi annessi, in particolare le ovaie e le tube di Falloppio formando dolorose aderenze.
  • Malattia infiammatoria pelvica (PID). Si tratta dell’infiammazione di uno o più organi della riproduzione (ovaie, tube di Falloppio e/o utero) in genere causata da infezione batterica “migrata” da altri organi, come ad esempio la vescica, oppure sessualmente trasmessa (es. gonorrea).
  • Fibromi (o miomi) uterini: neoformazioni benigne che possono assumere dimensioni considerevoli e compromettere la fertilità nelle donne giovani. Sono però più comuni in fase pre o post menopausa.
  • Cisti ovariche. Rappresentano circa il 15% di tutte le patologie ovariche e se non scoperte e risolte, possono dar luogo a complicanze anche gravi.
  • Infezione da HPV. E' di gran lunga il virus sessualmente trasmesso più diffuso nella popolazione femminile. Il Papilloma virus è però una grande “famiglia” di microrganismi, i cui “membri” non hanno la stessa pericolosità. Alcuni, però, sono tra i principali responsabili di provocare tumori all’utero e all’endometrio.
  • Alterazioni del ciclo mestruale. Amenorrea (scomparsa delle mestruazioni), ipermenorrea (mestruazioni troppo abbondanti), polimenorrea (mestruazioni ravvicinate), perdite ematiche tra un ciclo e l’altro (metrorragia), e mestruazioni dolorose (dismenorrea).
  • Infezioni e micosi vaginali, candidosi. Se trascurate possono provocare problemi alla sfera intima-sessuale, fastidi tra cui bruciore e arrossamento delle mucose, perdite sgradevoli. Alcune vaginiti batteriche possono estendersi alle vie urinarie e/o agli altri organi riproduttivi.
  • Menopausa precoce (prima o intorno ai 40 anni). Si verifica sempre più spesso e rappresenta una minaccia per la fertilità della donna ma anche per la sua salute generale, perché anticipa e peggiora i rischi di osteoporosi e aumenta la probabilità di sviluppare tumori al seno, utero o ovaie. Spesso è conseguenza di terapie oncologiche o indotta da isterectomia totale o parziale per rimozione di tumori a utero o ovaie.
  • Prolasso utero-vaginale e/o incontinenza urinaria. Patologie estremamente problematiche legate alla menopausa e all’invecchiamento, prodotte dal cedimento del pavimento pelvico, struttura di sostegno degli organi riproduttivi e delle vie urinarie femminili.
  • Tumori. Il più diffuso è quello al seno, si stima che una donna su 8 in Italia si ammala di questa neoplasia. Seguono i tumori al collo dell’utero e all’utero, il tumore alle ovaie e (raro) il tumore a vulva e vagina. In questi casi la diagnosi precoce è senza dubbio vitale non solo per evitare l’isterectomia vaginale o addominale in caso di tumori di ovaie e utero o una mastectomia in caso di cancro al seno, ma anche per preservare la capacità riproduttiva.
A proposito di maternità, le principali malattie o complicanze della gravidanza che possono essere scoperte durante la visita ostetrica sono:
  • Ipertensione che può provocare specifiche malattie quali la gestosi (preeclampsia).
  • Diabete gestazionale.
  • Minaccia di aborto e aborto spontaneo.
  • Distacco della placenta.
  • Infezioni. Le principali sono la toxoplasmosi, il citomegalovirus (CMV), la rosolia.
  • Gravidanza extrauterina.


 

Quando è necessario rivolgersi ad un Ginecologo

I ginecologi consigliano controlli ginecologici regolari a partire dalla pubertà, o per lo meno dall’inizio dell’attività sessuale. Una misura preventiva che permette di evitare o scoprire con tempestività disturbi, malattie o qualunque altro tipo di problema al seno e agli organi riproduttivi.
Detto questo, vediamo i segnali che devono mettere in allarme le donne e portare ad una immediata visita ginecologica e/o ostetrica:
  • Perdite di sangue tra un ciclo e l’altro.
  • Dolore pelvico.
  • Perdite di muco vaginale troppo abbondanti, di odore e colore diverso rispetto alla norma.
  • Bruciore vaginale, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia).
  • Addome insolitamente gonfio.
  • Mestruazioni dolorose e/o emorragiche.
  • Interruzione del ciclo mestruale per più di tre mesi o mestruazioni ravvicinate (ogni 15 giorni).
  • Seno che cambia forma, con presenza di noduli palpabili, con secrezioni dal capezzolo.
  • Perdita di sangue in gravidanza, contrazioni precoci.


 
 

La visita ginecologica e gli esami da fare

In assenza di particolari sintomi o disturbi, dopo un propedeutico colloquio informale dal quale lo specialista ricaverà informazioni importanti sullo stato di salute generale della sua paziente, sulla sua storia clinica personale e familiare, e sul suo stile di vita e abitudini sessuali (fatta salva la privacy, queste informazioni sono utili solo ed esclusivamente a scopo medico), si procederà all’esame obiettivo vero e proprio. La paziente, dopo essersi tolta gli indumenti intimi, si stenderà sul lettino munito di staffe, in modo che si possa passare all’ispezione dei genitali esterni e della vagina. In caso di muco vaginale “sospetto”, il ginecologo può prelevarne un campione da analizzare subito al microscopio per individuare eventuali colonie di batteri o di miceti (funghi), che causano infezioni.

Altra tappa importante della visita consiste in un semplice quanto importantissimo esame che si può effettuare tranquillamente seduta stante: il PAP test. Consiste nel prelievo assolutamente rapido e indolore di una piccola quantità di muco cervicale che verrà poi inviata al laboratorio per l’esame istologico. Questo test permette di scoprire anomalie del tessuto uterino e tumori in fase precoce. Abbinato all’HPV test permette inoltre di individuare una contaminazione da Papilloma virus.

Dopo il PAP test in genere si procede con una ecografia pelvica, altro semplice esame utile per valutare le condizioni di utero e ovaie, grazie al quale è già possibile effettuare una diagnosi di problematiche ginecologiche, se presenti, quali la formazione di cisti, fibromi, malattia infiammatoria pelvica o PCOS, da confermare anche attraverso la palpazione degli organi interni.

La visita termina con un controllo al seno, che viene analizzato da diversi punti di vista, e palpato per l’individuazione di eventuali cisti o noduli. A quel punto il medico possiede tutte le informazioni per emettere subito una diagnosi, se ha riscontrato criticità, oppure prescrivere altri ulteriori esami e test tra cui:


 
 

La prima visita ostetrica in gravidanza

In caso di gravidanza, invece, la visita ostetrica si effettua entro la decima settimana di gestazione, presso uno studio ostetrico o dal ginecologo. La prima visita è la più importante, perché in questa occasione viene aperta la cartella clinica della gestante, e si procederà all’anamnesi accurata, con la raccolta delle informazioni sullo stato di salute generale e la storia ostetrico-ginecologica della paziente, estesa a quella dei familiari e dei genitori. Verrà quindi calcolata la data presunta del parto in base all’ultima mestruazione, e si stabilirà il successivo programma di visite e controlli. Durante questo primo incontro si effettueranno anche un esame vaginale utile per valutare le condizioni del collo dell’utero, un PAP test e infine un’ecografia pelvica per controllare la vitalità del feto e stabilire se la gravidanza sia a rischio o meno. Si determina anche il peso della paziente e si effettua il calcolo dell’indice di massa corporea. Al termine verranno fornite alla futura mamma tutte le informazioni sulla gravidanza e sulla diagnostica prenatale, la dieta da seguire e l’assunzione degli integratori, l’attività fisica e quali sintomi debbano costituire motivo di allarme.

 

 

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