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In questa sezione potrai consultare gli “Appuntamenti con…” di Dove e Come Mi Curo. Le argomentazioni proposte in questa rubrica sono di natura tematica: ogni articolo mira ad esplorare le cause, i sintomi e i rimedi di una specifica problematica o disturbo oppure analizza un tema ben preciso, di pubblico interesse.

Fibrosi e Cirrosi Epatica: Cause, Rischi e Sintomi

Fibrosi e Cirrosi Epatica: Cause, Rischi e Sintomi
09 febbraio 2018

Ricerca e Prevenzione

Indice


La fibrosi epatica è l’accumulo progressivo di tessuto cicatriziale nel fegato, una conseguenza di fenomeni infiammatori come quelli che si verificano in molte delle patologie croniche che possono colpire quest’organo. Nel processo di fibrosi, le cellule epatiche danneggiate dalla flogosi e destinate a morire, vengono sostituite da noduli duri che rendono a loro volta “duro” il fegato, ma che soprattutto, invadendolo, ne impediscono il corretto funzionamento. Quindi il termine fibrosi si riferisce alla formazione anomala e invasiva di cicatrici ispessite al posto di cellule nuove e sane nel fegato. La fibrosi di per sé non provoca sintomi gravi ma una pesante cicatrizzazione può evolversi in cirrosi. Il trattamento per correggere questo disturbo è solitamente molto mirato in quanto la sintomatologia è ben definita.


 

Cause e Fattori di Rischio

Quali sono le cause che portano alla formazione di tessuto fibrotico nel fegato, e chi è più a rischio? Come anticipato, questo processo è conseguente ad uno stato di infiammazione cronica dell’organo, e si verifica quando la formazione dei noduli cicatriziali avviene in modo troppo rapido perché il fegato sia in grado di rimuoverlo e autorigenerarsi. Questa condizione patologica può essere primaria (in questo caso si parla di fibrosi congenita che vedremo più avanti), o, nella maggior parte dei casi, secondaria all’insorgenza di malattie croniche del fegato, in particolare l’epatite B e C. Altre cause possibili:
  • Traumi
  • Ingestione di sostanze tossiche
  • Abuso di alcool o droghe
Dal momento che la maggior parte dei casi di fibrosi epatica è secondaria ad altro evento, i soggetti più a rischio di sviluppare questa condizione morbosa grave e progressiva, sono:
  • I malati di epatite B e C (in particolare chi non si sia sottoposto alle cure necessarie nella fase iniziale dell’infezione)
  • Le donne (nel sesso femminile il processo fibrotico avviene più rapidamente che in quello maschile)
  • Over 50
  • Gli immunodepressi (persone colpite dall’infezione da HIV o chi assume farmaci immunosoppressori)
  • Gli alcolisti
  • Chi soffre di steatosi epatica (fegato grasso)
  • Chi è affetto da sindrome da insulino-resistenza, condizione che si verifica quando le cellule del corpo non sono più in grado di rispondere in modo corretto allo stimolo dell’insulina, l’ormone pancreatico deputato al metabolismo degli zuccheri nel sangue. Per tale ragione la produzione insulinica deve aumentare in modo abnorme al fine di ottenere lo stesso risultato. L’eccesso di insulina nel sangue, però, comporta conseguenze negative per la salute di molti organi interni, incluso il fegato
 
Per capire come mai, ad un certo punto, il fegato inizi a sostituire le cellule danneggiate non con cellule sane, ma con tessuto fibrotico, bisogna capire cosa accade a livello epatico in condizioni di salute. Quando l’organo viene traumatizzato in un qualsiasi modo, risponde fisiologicamente producendo tessuto cicatriziale. La differenza con il processo di fibrosi è che in questo caso il fegato si comporta in modo disordinato, anomalo. Gli epatociti, che sono le cellule del fegato, possono subire danni di varia origine, e quando ciò accade, entra in azione il nostro sistema immunitario per “ripararli”, ma nel processo fibrotico le cellule epatiche rilasciano sostanze che portano alla formazione di “indistruttibile” tessuto cicatriziale senza soluzione di continuità e soprattutto in modo progressivo nel tempo. Ecco la ragione per cui pian piano questa “massa” dura aumenta di volume ai danni del tessuto sano.



 

Fibrosi Epatica Congenita

Come anticipato, in rari casi la fibrosi epatica può non essere acquisita ma congenita, il che significa che il problema insorge a causa di un difetto genetico presente fin dalla nascita. In questo caso la mutazione interessa il gene coinvolto nella sintesi della fibrocistina, una proteina che regola l’interazione tra l’interno e l’esterno delle cellule. A causa di questo difetto, le cellule dei dotti biliari presenti nel fegato (intraepatici), che servono per trasportare la bile dall’interno all’esterno del fegato, risultano anormalmente rivestiti di tessuto fibroso. Questa anomalia a sua volta determina condizioni pericolose per la salute come l’insorgenza di ipertensione portale, un aumento della pressione nella vena porta – grosso vaso che convoglia al fegato il sangue proveniente dagli altri organi della digestione - e che può evolvere nella formazione di varici in stomaco ed esofago. I portatori di fibrosi cistica congenita presentano inoltre un rischio aumentato di sviluppare un carcinoma dei dotti biliari. Questa malattia rara si manifesta in soggetti che abbiano entrambi i genitori portatori sani del gene difettoso, e anche in questo caso la probabilità che sviluppino la fibrosi epatica è del 25%. La diagnosi della malattia si ottiene attraverso esami ematochimici sulla funzionalità epatica, radiografia e colangiorisonanza (risonanza magnetica dei dotti biliari), e se necessario biopsia di una piccola porzione di tessuto da analizzare in laboratorio. La cura attualmente disponibile non è del tutto efficace, perché si basa esclusivamente sulla somministrazione di farmaci che fluidificano la bile in modo che non si accumuli nei dotti.



 

Sintomi ed Evoluzione

Torniamo alla fibrosi epatica acquisita, per capire come si manifesta. Purtroppo nelle prime fasi questa malattia è asintomatica, perché i danni al fegato non sono ancora tali da determinare disturbi specifici. In questo stadio, che può durare anni, il soggetto può condurre una vita del tutto normale, anche attiva e dinamica, senza nessuna ripercussione sul suo stato, né segnali che qualcosa nel suo fegato non funziona come dovrebbe. Tuttavia, dal momento che questa condizione è cronica e conseguente ad uno stato di infiammazione, man mano che porzioni sempre più ampie del fegato vengono interessate dalla formazione del tessuto cicatriziale, anche la funzionalità dell’organo comincia ad esserne compromessa. L’evoluzione della fibrosi cistica non curata è, inevitabilmente, la cirrosi, una malattia estremamente grave in cui il fegato, interamente invaso da cicatrici nodulari, non riesce a svolgere le sue funzioni metaboliche, e si manifestano sintomi tra cui:
  • Ascite. Formazione di liquido nell’addome
  • Addome gonfio. La zona del fegato, al tatto, appare dura, un chiaro segnale di cirrosi dal momento che un fegato in salute è invece morbido
  • Nausea e vomito
  • Comparsa di edemi agli arti inferiori
  • Ittero
  • Estremo affaticamento
  • Inappetenza
  • Dimagrimento
  • Prurito diffuso
  • Comparsa di angiomi stellari sulla pelle
  • Arrossamento dei palmi delle mani
  • Confusione mentale
  • Negli uomini ginecomastia (comparsa del “seno”)
  • Gambe gonfie
  • Ritenzione idrica


 

Diagnosi

La fibrosi epatica negli stadi iniziali difficilmente viene diagnosticata, se non per caso. Più facilmente la malattia viene scoperta in fase più avanzata e può comunque essere curata, purché prima che degeneri in cirrosi, quando ormai le condizioni del paziente sono compromesse e l’unica possibilità di guarigione consiste nel trapianto di fegato. Come abbiamo visto, la fibrosi epatica impiega molto tempo a progredire, pertanto la sua evoluzione viene suddivisa in 5 stadi, che sono i seguenti:
  • Stadio f-0: nessuna fibrosi (fegato sano)
  • Stadio f-1 (lieve): fibrosi limitata alla zona della vena porta
  • Stadio f-2 (moderato): la fibrosi si estende oltre l’area portale con rari noduli cicatriziali
  • Stadio f-3 (media): la fibrosi si allarga dalla zona portale al centro dell’organo
  • Stadio f-4 (severa): cirrosi
La diagnosi di fibrosi epatica, con catalogazione della fase della malattia, può attuarsi tramite una biopsia di tessuto epatico, procedura invasiva peraltro non sempre definitiva, o, più efficacemente attraverso un esame di screening che si avvale di una metodica simile a quella dell’ecografia, chiamato elastometria epatica. In questo caso lo strumento utilizzato – il fibroscan – invia al fegato delle onde elastiche con l’ausilio di una sonda poggiata sulla parete toracica. A seconda della maggiore o minore “durezza” del fegato, queste onde verranno propagate con una diversa velocità, misurata da un calcolatore. In questo modo si ottiene con buona approssimazione, in modo indolore, non invasivo e rapido, in quale stadio di fibrosi sia il fegato, o meglio, quale sia il suo livello di elasticità. Infatti un fegato fibrotico è rigido, e tale sclerosi viene misurata dal fibroscan con un’unità di misura specifica: Kpa. Naturalmente prima di arrivare a questo esame, sarà necessario passare attraverso la visita obiettiva del medico, che già solamente alla palpazione può accorgersi se il fegato si sia indurito, esami del sangue per la funzionalità epatica, l’ecografia addominale e/o la risonanza magnetica.

Riassumendo, quindi, i test per studiare la fibrosi includono tecniche non invasive di imaging, la biopsia epatica e egli esami ematochimici. La scelta di quale strumentazione utilizzare dipende sia dal paziente, sia dalla valutazione clinica che il medico stabilisce dopo una prima visita.



 

Cure

La fibrosi epatica che non sia degenerata in cirrosi diffusa si può bloccare o rallentare con cure opportune, e quando individuata per tempo si può invertire la tendenza permettendo in tal modo al fegato di rigenerarsi in modo sano. Vediamo, a seconda delle cause e della fase della fibrosi, quali sono le terapie opportune, che in primo luogo prevedono un necessario cambiamento nello stile di vita:
  • Astenersi totalmente dal consumo di bevande alcoliche
  • Curare o prevenire qualunque infezione che possa avere ripercussioni sul fegato, incluse influenza e polmonite
  • Se la fibrosi è causata dall’epatite B o C, sottoporsi alle terapie farmacologiche indicate per queste malattie
  • Astenersi dal consumo di droghe, anche leggere
  • Non fumare
  • Seguire una dieta salutare, a basso contenuto di sodio e di grassi saturi, in cui abbondino frutta e verdura, meglio se crude
  • Fare molta attenzione al consumo di farmaci, in particolare quelli da banco e tutti i medicinali che vegano metabolizzati dal fegato. È bene assumerli solo se necessario dietro prescrizione del medico
  • Fare esercizio fisico regolare per accelerare il metabolismo e stimolare la rigenerazione cellulare
Non esistono farmaci specifici per curare la fibrosi epatica, gli unici che possono risultare utili sono gli antivirali per il trattamento dell’epatite (se è questa l’origine della fibrosi), per il resto già eliminando le cause ambientali e comportamentali che hanno concorso a danneggiare il fegato, è possibile bloccare il processo cicatriziale. Il fegato è un organo straordinario, in grado di rigenerarsi da solo se messo nelle condizioni ideali per farlo, il che significa che anche una fibrosi epatica in atto ha una buona percentuale di reversibilità. Per questo la cura migliore per la fibrosi epatica resta la prevenzione. Effettuare una buona depurazione epatica almeno una volta all’anno seguendo una dieta disintossicante, sottoporsi agli esami ematochimici regolarmente, evitare gli abusi di sostanze tossiche e di farmaci, evitare i rapporti sessuali con partner diversi senza opportuna protezione, limitare il consumo di bevande alcoliche, sono altrettanti comportamenti “virtuosi” che ci assicurano un fegato in condizioni ottimali fino a tarda età.

Precisiamo infine che, la cirrosi epatica s'intende la fase finale di un danno ormai cronico del fegato, a causa di diversi fattori. Come abbiamo visto nel corso di questo articolo, il fegato cerca di riparare a questi danni cronici attraverso la formazione di cicatrici, mediante tessuto fibroso e cellule. A lungo andare questa situazione porta ad una progressiva riduzione delle funzioni epatiche, fenomeni infiammatori e via dicendo... La fibrosi rappresenta una fase di pre-cirrosi. Il passaggio da uno stato all'altro è molto vario e dipende dal paziente: in alcuni casi può essere molto veloce in altri più lento.
 

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