Esami del sangue di routine: quali sono e come leggerli

Esami del sangue di routine: quali sono e come leggerli

Benessere

Ultimo aggiornamento: 07 maggio 2019

Indice


 

Com'è fatto il sangue e che informazioni ci può dare sulla nostra salute?

Anche se siete giovani e sani, ogni tanto dovreste sottoporvi ad un esame del sangue per un controllo di routine. Almeno ogni due-tre anni fino ai 40 anni, e una volta all’anno dopo questa età. Cosa significa e perché è necessario?

La ragione per cui il vostro medico può richiederveli è perché il nostro sangue, il fluido vitale per antonomasia, è in grado di fornirci moltissime informazioni sul nostro stato di salute. E proprio nel momento in cui ci sentiamo perfettamente in forma, non avvertiamo disturbi di sorta e siamo pieni di energia, effettuare un check up ematico è utile sia nel caso rispecchi questa percezione di benessere, che (soprattutto) per segnalarci una “spia rossa” da indagare. Ci sono moltissime condizioni pre-patologiche latenti, di cui non ci rendiamo conto in quanto asintomatiche, che un semplice test del sangue può rivelare, contribuendo a prevenire problemi in futuro. Piccole carenze nutrizionali, disfunzioni epatiche o renali, un colesterolo ai limiti di guardia si possono scoprire solo così, effettuando le analisi del sangue di routine.

Immagine di una provetta che contiene il sangue pronto per essere analizzatoIn linea di massima un test del sangue ci permette di:
  • Monitorare le condizioni di salute generali
  • Rilevare un’infezione in atto
  • Controllare se alcuni organi interni – in particolare il fegato e i reni – stanno funzionando correttamente
  • Effettuare controlli mirati in caso di sospette allergie, intolleranze, malattie del metabolismo eccetera.
Ma prima di arrivarci, concentriamo la nostra attenzione sul “protagonista” delle nostre future indagini, e proprio come farebbe Sherlock Holmes con la sua inseparabile lente di ingrandimento, zoomiamo su questo liquido rosso che scorre nel nostro corpo attraverso la sua fitta rete di vasi, pompato con forza dal cuore.


Di cosa è fatto?

Di una parte corpuscolata e di una sierosa: il plasma. Partiamo da quest’ultimo. Esso rappresenta la porzione liquida, ha una colorazione neutra e nel volume globale ematico ne compone più della metà. Suo compito principale è quello di fungere da via di trasporto delle cellule e degli altri elementi (ad esempio gli ormoni) presenti nel sangue. Nel plasma, però, troviamo anche proteine, enzimi, anidride carbonica e ossigeno, minerali e glucosio.
Veniamo a ciò che ci interessa di più: le cellule del sangue, che troviamo nella frazione corpuscolata. Si tratta di globuli rossi, o eritrociti, di globuli bianchi o leucociti, e delle piastrine. Brevemente analizziamoli tutti.


Globuli rossi (eritrociti)

Sono loro che conferiscono al nostro fluido vitale il tipico color rosso intenso. Il merito è dell’emoglobina, la proteina costitutiva di queste cellule la quale è costituita da una parte che contiene il ferro, ragion per cui spesso una emoglobina troppo bassa è indice di carenza di questo minerale e quindi di anemia. I globuli rossi trasportano l’ossigeno verso gli organi e i tessuti del corpo, e vivono in media 120 giorni. Una volta degradati, il ferro dell’emoglobina viene recuperato e riutilizzato dal midollo osseo per “costruire” nuovi eritrociti. Quanti ne abbiamo? Tanti. Una media di cinque milioni per millimetro cubo.


Globuli bianchi (leucociti)

I globuli bianchi sono cellule del sistema di difesa dell’organismo, loro scopo principale è quello di proteggerci dagli agenti infettivi individuando ed eliminando i microrganismi “nemici” come virus e batteri e di modulare la risposta immunitaria. Si suddividono, a seconda del compito e delle caratteristiche morfologiche, in granulociti (a loro volta distinti in neutrofili, basofili e eosinofili), linfociti (suddivisi in T e B, questi ultimi responsabili della produzione di anticorpi) e infine monociti. A differenza dei globuli rossi, interamente prodotti dal midollo osseo, i globuli bianchi vengono generati anche in altri organi, tra cui la milza, i linfonodi, le tonsille, e il timo (una ghiandola endocrina situata nel petto, dietro lo sterno). Quanto vivono i leucociti? Dipende, certo più dei loro “colleghi” rossi. Alcuni, come i linfociti T, anche svariati anni.


Piastrine

Sono le cellule del sangue meno numerose, negli individui adulti se ne contano un numero variabile tra le 150mila e le 450mila unità. Sono anche le meno longeve: appena una settimana di vita dopo essere state prodotte dal midollo osseo. Il compito delle piastrine è quello di promuovere la coagulazione del sangue e i processi di cicatrizzazione delle ferite. Senza di loro rischieremmo gravi emorragie per ogni minima lesione.

Quanto sangue abbiamo nel corpo? Dipende dal nostro peso e dal nostro sesso, ma consideriamo una media oscillante tra i 4 e i 6 litri, più o meno corrispondenti all’8% del nostro peso corporeo totale. Prima di passare ad approfondire le analisi delle diverse componenti del sangue, ricapitoliamo rapidamente le funzioni primarie di questo straordinario “organo” liquido, senza il quale non avremmo vita.


Funzioni respiratorie

Come abbiamo visto, i globuli rossi trasportano l’ossigeno prodotto dai polmoni a tutti gli organi del corpo.


Funzione nutritiva

Nel sangue arrivano le sostanze nutritive direttamente dai villi intestinali, e attraverso il plasma vengono trasportate negli organi preposti al loro “stoccaggio” e trasformazione, tra cui il fegato.


Funzione depurativa e riparatrice

Nel sangue finiscono le sostanze di scarto del metabolismo cellulare e vengono convogliate verso i reni, il fegato, l’intestino, i polmoni e la pelle che hanno il compito di espellerle o trasformarle. Il sangue ha anche la capacità di “aggiustare” le pareti dei vasi sanguigni danneggiate.


Funzione di difesa

Come anticipato, i globuli bianchi fanno parte del sistema immunitario dell’organismo.


Funzione termoregolatrice

Significa che i vasi sanguigni – restringendosi o dilatandosi – aumentano o riducono il volume globale del sangue in circolo, il che serve al corpo per riscaldarsi o raffreddarsi. Nello specifico: quando fa freddo, i vasi si contraggono (azione vasocostrittrice) per preservare il calore nelle zone vitali quali il cuore e i polmoni sottraendolo alle zone periferiche, e quando fa caldo avviene esattamente il contrario, una vasodilatazione evita che gli organi interni si surriscaldino troppo. Il tutto è regolato dal sistema nervoso parasimpatico.
Bene, ora che sappiamo come è fatto il sangue, e a cosa serve, facciamo il punto sulle analisi delle sue componenti e sui significati da attribuire a tali esami.

 


Come funziona il nostro cuore e sistema vascolare?


 

Globuli rossi e globuli bianchi: emocromo e formula leucocitaria

Le cellule del nostro sangue sono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, ciascuna delle quali espleta diverse funzioni primarie. Ecco perché in un controllo ematico di routine non possono mancare analisi specifiche a loro dedicate – ovvero emocromo e formula leucocitaria – che ci consentono, ad esempio, di rilevare un’anemia o una carenza di vitamina B12, un problema nella coagulazione del sangue, una infezione o un’allergia. Partiamo dai globuli rossi e dalle sostanze che li compongono.


Eritrociti (RBC)

Ci dice il numero di globuli rossi presenti in un millimetro cubo del nostro sangue. I valori normali negli adulti sono i seguenti:
  • Uomo: tra i 4,4 e i 5,9 milioni/ml
  • Donna: tra i 3,8 e i 5,3 milioni/ml
Valori inferiori sono spia di anemia, valori superiori si riscontrano fisiologicamente in gravidanza. Diversamente possono indicare:
  • Stati di disidratazione
  • Insufficienza renale
  • Condizioni di stress
  • Carenza di ossigeno (un tipico caso è quando ci si sposta in alta montagna)
  • Talassemia (in questo caso di portatori sani di beta-talassemia o anemia mediterranea mostrano globuli rossi molto più numerosi rispetto alla norma, ma più piccoli e schiacciati se osservati al microscopio)

Ematocrito (HCT)

Ci informa sulla percentuale occupata dai nostri globuli rossi in 100 ml di sangue. I valori normali sono:
  • Uomo: 40-54%
  • Donna: 36-46%
Percentuali inferiori sono fisiologici in gravidanza, altrimenti possono indicare:
  • Malattie del fegato
  • Malattie dei reni
Percentuali superiori, invece, sono spia di:
  • Malattie del cuore
  • Enfisema polmonare
  • Disidratazione

Volume corpuscolare medio (MCV)

Altro valore da associare ai precedenti, indica il volume medio dei globuli rossi del nostro sangue. Valori normali, espressi in micron (unità di misura infinitesimale) sono:
  • Uomini e donne: 82-98 femtolitri
Valori inferiori possono indicare:
  • Presenza di neoplasie
  • Stati di infiammazione cronica
  • Carenza di ferro (anemia sideropenica)
Valori superiori sono indicativi di:
  • Malattie del fegato in stadio terminale (cirrosi)
  • Carenza di vitamine del gruppo B, in particolare folati e B12
  • Ipotiroidismo (malattia che comporta un deficit nella produzione degli ormoni tiroidei)

Immagine che mostra la varietà di composizione del sangueEmoglobina (HGB)

Ci dice quanta emoglobina (in grammi) abbiamo in un decilitro di sangue. Valori normali sono:
  • Uomo: 13,5-18 g/dl
  • Donna: 12-16.5 g/dl
Valori inferiori di questa proteina sono fisiologici in gravidanza. Diversamente sono indicatori di:
  • Anemia
  • Malattie del sangue ereditarie (tra cui la già citata talassemia)
  • Emolisi (malattia che comporta una distruzione sistematica dei globuli rossi)
  • Malattie renali e/o epatiche
  • Carenza di vitamine del gruppo B, in particolare della B12 (anemia perniciosa)
  • Emorragie interne
Valori superiori rispetto alla norma sono spia di:
  • Malattie polmonari
  • Disidratazione
  • Policitemia (eccessiva produzione di globuli rossi)

Contenuto medio di emoglobina (MCH)

Sapere quanta emoglobina produciamo è molto importante, per questo si può andare ancora più nel dettaglio scoprendo i livelli di questa proteina ricca di ferro c’è in ogni singolo eritrocita. Questo e il successivo test si devono interpretare associandoli all’HGB e all’RBC. Valori normali sono:
  • Uomini e donne: 27-32 picogrammi
Valori inferiori o superiori sono indicativi di alterazioni nella composizione ematica e malattie del sangue.


Concentrazione media di emoglobina (MCHC)

Si associa all’esame precedente e misura la concentrazione di emoglobina in un singolo eritrocita valutandone il rapporto tra peso della proteina e volume totale della cellula. Valori normali per uomini e donne sono:
  • 32-38%
Valori inferiori sono spia di anemie, valori superiori si riscontrano in caso di disfunzioni della tiroide o di carenza di vitamina B12.
Andiamo ora all’analisi dei globuli bianchi e alla formula leucocitaria, che ci fornisce dettagliate informazioni sui diversi tipi di leucociti che “popolano” il nostro sangue.


Leucociti (WBC)

Ci informa del numero totale di tutti i globuli bianchi presenti in un millimetro cubo di sangue. Valori normali sono:
  • Uomini e donne: da 4mila a 10-11mila
Valori inferiori sono spia di:
  • Basse difese immunitarie o sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS)
  • Stress
  • Anemia
  • Disidratazione
  • Malattie autoimmuni
  • Assunzione di farmaci immunomodulanti (es. il metotrexato)
Valori superiori sono fisiologici in gravidanza, al di fuori di questa condizione possono indicare:
  • Forme di leucemia
  • Infezioni presenti in una qualche parte dell’organismo
  • Lesioni e ustioni


Formula leucocitaria

Ci informa riguardo la concentrazione nel sangue dei diversi tipi di globuli bianchi. Vediamo la lista completa, sempre presente negli esami di routine.


Neutrofili

Sono leucociti specializzati nella eliminazione degli agenti infettivi. Valori normali:
  • Uomini e donne: 40-75% del totale
Valori inferiori possono indicare:
  • Alcolismo e malattie epatiche
  • Malattie infettive
  • Lupus e altre patologie autoimmuni
  • Anemia
Valori superiori possono essere spia di:
  • Assunzione di farmaci cortisonici (non occasionale ma per tempi prolungati)
  • Artrite reumatoide
  • Infezione batterica acuta


Basofili

Valori normali sono:
  • Uomini e donne: da zero a 100 unità per millilitro di sangue, circa l’1-2% del totale dei globuli bianchi.
Valori inferiori sono fisiologici in gravidanza, valori anomali si riscontrano in caso di leucemia, diabete o malattie della tiroide.


Eosinofili

Valori normali:
  • Uomini e donne: percentuale non superiore al 5% del totale.
Un aumento di questi leucociti è in dice di forme allergiche o di parassitosi.


Linfociti

Sono i globuli bianchi che, come abbiamo visto, si occupano di modulare la risposta immunitaria dell’organismo. Le percentuali normali per uomini e donne sono:
  • 25-35% del totale dei leucociti
Valori inferiori possono essere sintomatici di:
  • Stati di immunodepressione e AIDS
  • Malattie renali
  • Assunzione di farmaci cortisonici e antitumorali
  • Anemie
  • Lupus
  • Disturbi cardiaci
Valori superiori o molto superiori sono indicativi di:
  • Leucemie (quando l’aumento è del tutto abnorme)
  • Malattie infettive virali o batteriche
  • Malattie infiammatorie dell’intestino di origine autoimmune (es. il morbo di Crohn)


Monociti

Anche questo globuli bianchi sono coinvolti nelle reazioni immunitarie in un modo “curioso”, infatti essi individuano gli agenti infettivi e li “inghiottono” per distruggerli. Percentuali normali per uomini e donne sono:
  • Meno del 10% del totale dei leucociti (tra le 200 e le 600 unità per ml)
Valori superiori possono indicare:
  • Tumori
  • Infezioni
  • Infiammazioni interne
  • Candidosi
  • Malattie autoimmuni
Valori inferiori sono ascrivibili a infezioni gravi e forti stati di stress.
Concludiamo con le piastrine (PLT), le cellule preposte a garantire la coagulazione del sangue in caso di emorragie. Valori normali sono, per uomini e donne:
  • Tra le 150mila e le 500mila unità per dl di sangue
Valori inferiori possono indicare:
  • Anemia e/o carenza di vitamina B12 e di acido folico
  • Infezioni
Valori superiori, invece, sono spia di:
  • Anemia emolitica
  • Malattie infiammatorie croniche
  • Malattie infiammatorie intestinali
  • Tumori
 

Come funziona il sangue e il sistema immunitario?

 

Metabolismo: glicemia e colesterolo

A proposito di salute generale, il monitoraggio del metabolismo dei glucidi e di quello dei lipidi è fondamentale. Pertanto in un esame del sangue di routine non possono mancare i test che misurano i livelli di glicemia e quelli che analizzano la concentrazione dei grassi, tra cui colesterolo e trigliceridi in particolare. Conoscere questi valori ci permette di capire se siamo a rischio di diabete, nel caso della glicemia, o se abbiamo un rischio cardiovascolare, nel caso di colesterolo e trigliceridi.

Immagine di una persona mentre misura il livello di glicemia nel sangueIniziamo dai valori degli zuccheri nel sangue. Il principale indicatore a tal riguardo è la glicemia, che ci dice genericamente quanto glucosio abbiamo nel sangue a digiuno. Tale sostanza viene sintetizzata dall’organismo quando assumiamo alimenti contenenti carboidrati (o glucidi), e serve come fonte di energia.

Se abbiamo una glicemia troppo elevata potrebbe significare che il nostro pancreas non produce abbastanza insulina, ormone preposto al metabolismo glucidico, e che pertanto questi zuccheri anziché essere assimilati, restano in circolo nel sangue provocando danni.
Ecco perché un monitoraggio regolare dei livelli glicemici è importante soprattutto quando vi siano casi di diabete in famiglia, malattia causata da una insufficiente o nulla produzione di insulina (diabete di tipo 1), o dall’incapacità dell’insulina di metabolizzare gli zuccheri presenti nel sangue (diabete di tipo 2).

In ogni caso, i valori normali della glicemia per uomini e donne sono:
  • 60-100 mg/dl
Valori inferiori a questo range possono indicare:
  • Carenza di zuccheri (dovuta anche semplicemente ad una dieta sbilanciata)
Valori superiori, invece, sono più preoccupanti, ma dipende da quanto eccedano rispetto alla media. In generale, una glicemia misurata a digiuno di poco superiore a 100 (fino a 126), può già indicare problemi nel metabolismo degli zuccheri e quindi un eccesso di questi nel sangue e va monitorata con successive rilevazioni, anche dopo i pasti. In particolare si consiglia un test chiamano “curva da carico orale di glucosio”, che consiste in due prelievi a distanza di un’ora.

Quanto il livello glicemico schizza oltre i 126 mg/dl siamo già di fronte ad un diabete conclamato (se il valore è confermato in almeno due diverse occasioni). Passiamo al metabolismo lipidico, che ci informa sulla quantità di grassi presenti nel nostro sangue. Sappiamo tutti che un livello eccessivo di colesterolo e trigliceridi può rappresentare un pericolo per la salute del nostro apparato cardiovascolare, favorendo condizioni come l’aterosclerosi, accumulo di grassi lungo le pareti delle arterie che ne diminuiscono il lume interno riducendo l’afflusso di sangue a cuore, cervello o polmoni. Nei casi estremi l’aterosclerosi può sfociare nell’ictus ischemico.

La misurazione del colesterolo è, in genere, triplice. Nello specifico si misurano il colesterolo totale, il colesterolo HDL e il colesterolo LDL, gli ultimi due anche definiti impropriamente e rispettivamente “buono” e “cattivo”.
Vediamo tutti i valori relativi.

Colesterolo totale:
  • Valori ideali per uomini e donne: inferiori ai 200 mg/dl di sangue
  • Valori che comportano un rischio moderato: fino ai 239 mg/dl
  • Valori che comportano un elevato rischio cardiovascolare: superiori a 240 mg/dl
 

Colesterolo HDL

Viene definito “buono” perché il suo trasporto nel sangue è mediato da lipoproteine ad alta densità, con un basso contenuto di colesterolo.
Valori normali per uomini e donne:
  • Superiori ai 35 mg/dl di sangue
Valori inferiori a questa soglia indicano un rischio cardiovascolare tanto maggiore quanto più basso sarà il livello di HDL in rapporto al colesterolo LDL. Tuttavia, bassi valori di HDL sono associati anche ad altre condizioni, tra cui diabete e patologie epatiche o renali.


Colesterolo LDL

Si lega alle proteine a bassa densità, costituite prevalentemente di grasso, pertanto alti livelli di colesterolo LDL, specialmente se associati a bassi valori di HDL, denunciano un eccessivo accumulo di questo lipide nel sangue. Ma, attenzione, il colesterolo non è un nostro “nemico”. Al contrario, gran parte di quello presente nell’organismo è prodotto dall’organismo stesso, ed è compito del fegato occuparsene. Senza grassi le nostre cellule non potrebbero esistere, pensate che buona parte della nostra materia cellulare è appunto costituita da lipidi. Inoltre costituiscono una buona fonte energetica insieme con gli zuccheri.

Immagine di una vena ostruita da blocchi di colesteroloQuindi non demonizziamo il colesterolo, e se anche ci accorgiamo che i nostri valori sono un po’ fuori standard, proviamo a porvi rimedio in modo naturale, ad esempio con l’alimentazione e un po’ di attività fisica in più. Molto probabilmente riusciremo a ottenere una inversione di tendenza senza dover assumere farmaci. Parlatene con il vostro medico, e valutate in quale misura, in base al vostro profilo clinico generale, un colesterolo un po’ sopra i 200 possa davvero costituire un rischio per il vostro cuore.

Detto questo, precisiamo che i valori ideali del colesterolo LDL (da interpretarsi sempre in rapporto ai due precedenti), sono inferiori ai 130 ml/dl. Livelli molto superiori, ad esempio oltre i 160 mg/dl, sono indicativi di un rischio cardiovascolare serio. Ma… un colesterolo LDL elevato si può riscontrare anche nei diabetici, in chi soffra di malattie epatiche o renali e nei casi di ipotiroidismo.
L’assunzione prolungata di alcuni farmaci, tra cui i corticosteroidi, può influire sul metabolismo lipidico aumentando i valori del colesterolo totale. Essi aumentano in modo fisiologico anche in gravidanza.

Terminiamo l’approfondimento parlando dei trigliceridi (TG). Sono lipidi diversi dal colesterolo, infatti vengono rilasciati a livello intestinale e circolano nel sangue trasportati da lipoproteine a bassa densità che li depositano nei muscoli o in organi tra cui il cuore perché forniscano loro energia. Ma, come sempre c’è un ma, troppi trigliceridi devono “per forza” essere stipati da qualche parte, e quindi finiscono come riserve di grasso nelle cellule adipose. Quali sono i valori da non superare?
  • Per uomini e donne il range va da 40 a 170 mg/dl

 

Reni: azotemia, creatininemia, uricemia

Gli esami del sangue per la funzionalità renale sono diversi, ma nelle analisi di routine in genere ne vengono indicati tre, associati al test delle urine. Si tratta della creatininemia, dell’azotemia e dell’uricemia (quest’ultimo in realtà non sempre viene previsto), i quali sono già in grado di fornirci utili indicazioni sullo stato di salute dei nostri principali organi escretori. Le patologie renali, infatti, hanno come caratteristica quella di manifestarsi con una sintomatologia conclamata solo in stadio avanzato, per questo è necessario monitorare l’attività dei reni periodicamente. Vediamo questi esami uno per uno.


Immagine che mostra la circolazione all'interno dei reniCreatininemia

Serve per rilevare la quantità di creatinina presente nel sangue. Quest’ultima è un prodotto di scarto derivato dalla degradazione della creatina, o meglio della fosfocreatina, una sostanza presente nel tessuto muscolare, incluso il cuore, e nelle ossa, per i quali rappresenta una importante fonte energetica. Ebbene, ci serve sapere quanta creatinina abbiamo nel sangue perché sono i reni, in particolare i loro glomeruli, a filtrarla ed eliminarla attraverso le urine.

Pertanto un’alta creatininemia può indicare proprio una disfunzione renale. Vediamo i valori normali di creatinina per uomini e donne:
  • 0,7-1,3 mg/dl
Valori superiori, come anticipato, possono segnalare:
  • Insufficienza renale acuta o cronica (da indagare con ulteriori test del sangue, delle urine ed esami strumentali)
  • Disfunzioni della tiroide, in particolare ipertiroidismo
  • Eccessiva stimolazione muscolare
  • Dieta troppo ricca di carne
  • Assunzione prolungata di farmaci nefrotossici
Valori di creatinina inferiori alla norma sono fisiologici in gravidanza, oppure possono indicare stati di debolezza e disidratazione.


Azotemia

Questo test ci permette di rilevare la quantità di azoto non proteico circolante nel sangue. Tale composto, presente soprattutto nell’urea, è il prodotto di scarto che deriva dalla trasformazione dell’ammoniaca, a sua volta scoria della degradazione degli aminoacidi, le sostanze costitutive delle proteine e importantissimi per la “costruzione” dei tessuti, in particolare di quelli muscolari. L’ammoniaca è una sostanza tossica per il corpo, per questo viene convertita in urea – innocua per il nostro corpo – a livello epatico, rilasciata nel sangue, filtrata dai reni ed eliminata attraverso le urine. Per tale ragione misurare l’azotemia ci offre un’altra importante indicazione sull’efficienza dei nostri reni. I valori normali per uomini e donne sono:
  • 15-50 mg/dl
Valori superiori sono quasi sempre collegati con una disfunzione dei reni, che può anche essere transitoria o dovuta a disidratazione, dieta troppo ricca di carne, o altre patologie a carico di fegato o cuore.

Valori inferiori sono invece riconducibili a diete ipoproteiche o comunque insufficienti sotto il profilo nutrizionale, o ad insufficienza epatica.


Uricemia

Serve a misurare la quantità di acido urico circolante nel sangue e si associa al test delle urine. L’acido urico è un prodotto di scarto del metabolismo cellulare che viene eliminato dai reni attraverso le urine. I valori normali sono:
  • Uomini: 3,4-7,0 mg/dl
  • Donne: 2,4-5,7 mg/dl
Valori superiori sono tipici di chi segua una dieta troppo ricca di carne (in particolare rossa), ma possono segnalare:
  • Insufficienza renale
  • Gotta
  • Calcoli renali
Valori inferiori alla norma sono invece fisiologici in chi segua una dieta vegana, oppure indicare scompensi epatici (in particolare epatite) o disfunzioni renali.

 

Fegato: bilirubina e transaminasi

Dopo i reni, occupiamoci degli esami del sangue per verificare la salute del fegato. Anche questo grosso organo-ghiandola, responsabile di molteplici funzioni metaboliche e disintossicanti, quando mal funzionante non dà segno di sé, per questo monitorarne l’efficienza attraverso un semplice prelievo di sangue ci permette di prevenire conseguenze irreparabili per la nostra salute. Cosa controlliamo nelle analisi di routine? Soprattutto due valori: bilirubina e transaminasi.
Vediamoli.


Bilirubina

Questa sostanza è in realtà un pigmento derivante dalla degradazione dell’emoglobina, che abbiamo già visto essere la proteina costituiva dei globuli rossi. Di questa “scomposizione” si occupa il fegato, in due tempi.
Imagne che mostra due mani al confronto: una sana e una di un uomo con un livello di bilirubina elevatoSi parla di bilirubina indiretta quando questa sostanza arriva dal sangue al fegato, il quale la converte in “diretta” riversandola nella bile.
Quando abbiamo troppa bilirubina in circolo – come accade a volte nei neonati il cui fegato ancora non ha ancora iniziato a “lavorare” – la pelle si colora di giallo, e diventiamo itterici.
Ma vediamo in generale quali sono i valori normali della bilirubina in uomini e donne:
  • Bilirubina totale: 0,20-1,20 mg/dl
  • Bilirubina indiretta: 0,2-0,8 mg/dl
  • Bilirubina diretta: 0-0,2 mg/dl
Valori superiori possono indicare:
  • Anomalie del fegato, insufficienza epatica
  • Anemia
  • Talassemia
  • Assunzione di farmaci epatotossici
Valori inferiori sono spia di:
  • Anemia
  • Tumori
  • Disfunzioni renali
Transaminasi (ALT, GPT, SGPT): queste sigle indicano diversi enzimi i quali hanno un compito metabolico importante: trasformare gli aminoacidi in ammoniaca, sostanza che poi, come abbiamo visto, viene ulteriormente elaborata in urea e depurata della sua tossicità. Valori normali di questi enzimi sono:
  • Uomini: 1-43   U/L (unità per litro di sangue)
  • Donne: 1-36 U/L
Valori superiori si riscontrano in caso di:
  • Disfunzioni epatiche, epatite e tumori del fegato
  • Disfunzioni tiroidee
  • Infarto
Da notare che in genere le transaminasi vengono misurate in coppia con altri enzimi (le cui sigle sono AST, GOT, SGOUT), i cui valori normali sono:
  • Uomini: 1-35 U/L
  • Donne: 1-31 U/L
In genere quando i livelli di ALT sono superiori a quelli dell’AST, significa che esiste un danno epatico da approfondire mediante ulteriori esami.

 

Il ferro

La misurazione dei livelli di ferro nel sangue e delle riserve di ferro nell’organismo è un esame molto importante quasi sempre presente nelle analisi di routine. Questo minerale è infatti fondamentale per la “costruzione” dell’emoglobina, la proteina che compone i globuli rossi. Se non abbiamo abbastanza ferro diventiamo anemici, e questa è una condizione che va monitorata accuratamente.

I tre esami da considerare sono sideremia, transferrina e ferritina. Vediamoli brevemente.


Sideremia

Misura il ferro circolante nel sangue. Valori normali per uomini e donne sono:
  • 50-158 microgrammi per dl di sangue
Valori inferiori indicano anemia da carenza di ferro (sideropenica), mentre valori superiori sono tipici dei talassemici.
 

Transferrina

Questa proteina ha il compito di trasportare il ferro agli organi e ai tessuti del corpo, e la troviamo in forma “libera” nel sangue che “coniugata” con le molecole di ferro. Valori normali per uomini e donne sono:
  • 200-300 mg/dl
Valori inferiori sono sempre indicativi di anemia sideropenica e di indebolimento organico, mentre valori superiori sono fisiologici in gravidanza o possono indicare altri tipi di anemia.


Ferritina

Ci rivela i depositi di ferro nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. Valori normali per uomini e donne sono:
  • 20-300 nanogrammi per ml di sangue
Valori inferiori sono fisiologici in gravidanza, diversamente sono spia di carenza di ferro e denutrizione o di problemi nell’assorbimento intestinale dei cibi (è il caso della celiachia o altre gravi intolleranze alimentari). Valori superiori si riscontrano in caso di infiammazione interna, forme di anemia emolitica (che provoca una precoce distruzione dei globuli rossi) o di emocromatosi, malattia genetica che comporta un accumulo di ferro.

 

Altri esami

Le nostre analisi del sangue di controllo possono includere anche altri esami specifici, che comunque rientrano a buon titolo tra quelli di routine. Vediamone qualcuno.
 

Elettroforesi delle sieroproteine

Analizza tutte le proteine che sono presenti nel nostro sangue, tra cui albumine e globuline. Valori normali per uomini e donne sono:
  • 6-8 g/dl (di questo totale l’albumina dovrebbe costituire oltre la metà)
Valori inferiori possono segnalare un eterogeneo ventaglio di disturbi tra cui disidratazione, malnutrizione, malassorbimento intestinale e diarrea, emorragie interne, malattie del fegato o del cuore, infezioni e ipertiroidismo.
Valori superiori possono invece segnalare tumori o morbo di Waldenstrom, una rara malattia genetica del midollo osseo.
 

Elettroliti

Immagine di una persona che beve dell'acqua da una borracciaSono sodio, potassio e calcio, minerali che hanno il compito di bilanciare la concentrazione dei fluidi del corpo e di mantenere stabile la pressione. Valori anomali possono indicare stati di disidratazione e malnutrizione, malattie della tiroide, del cuore, anemie, tumori.
I valori normali di sodio per uomini e donne sono:
  • 135-145 millequivalenti (mEq)/L
I valori di potassio normali per uomini e donne sono:
  • 3,5-5,3 mEq/L
I valori normali di calcio per uomini e donne sono:
  • 9-10,7 mg/dl
 

TSH (ormone tireostimolante)

Si tratta di un esame utilissimo per una prima indagine sulla funzionalità della tiroide. Nello specifico, il TSH viene prodotto dall’ipofisi (o ghiandola pituitaria, che si trova alla base del cranio) e agisce come stimolatore della tiroide permettendo il rilascio degli ormoni specifici. Valori normali per uomini e donne sono:
  • 0,35-5,50 micron/ml
Valori superiori possono segnalare ipotiroidismo o tumori tiroidei, valori inferiori possono indicare invece ipertiroidismo o disfunzioni dell’ipofisi stessa.
 

VES oraria

La velocità di eritrosedimentazione indica il tempo che impiega la parte densa dei globuli rossi a sedimentare nel plasma, ovvero nella frazione liquida del sangue. Si tratta di un indicatore di stati di infiammazione interna, ma molto generico. In linea di massima, infatti, solo valori molto al di sopra della norma sono sintomatici di condizioni gravi come forme tumorali in atto, malattie infiammatorie autoimmuni o patologie infettive sistemiche. I valori normali sono:
  • Uomini: 5/7– 13/19 millimetri all’ora
  • Donne: 9/12 – 21/28 millimetri all’ora
 

Proteina C-reattiva (PCR)

Rappresenta un altro valido indicatore di infiammazione interna, e non a caso si rileva in combinazione con la VES oraria. Di norma è assente. Se, invece, questa proteina prodotta dal fegato viene rilevata, può segnalare malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, infezioni di varia natura, tumori, infarto.
Ora che abbiamo dato un’occhiata agli esami del sangue che più comunemente il medico può prescriverci per un controllo di routine sul nostro stato di salute generale, vediamo come prepararci al meglio per il prelievo.

 

Come prepararsi agli esami del sangue

Chi si sia sottoposto ad un controllo ematico di routine sa che ci si deve presentare all’ospedale o al laboratorio di analisi a digiuno (da 8-10 ore). Questa condizione è necessaria per valutare soprattutto alcuni indicatori tra cui la glicemia o le transaminasi epatiche, altrimenti l’introduzione di cibo potrebbe falsare i risultati portando a ipotizzare condizioni patologiche che in realtà non ci sono.

Quindi, come vi dovete preparare? Dal momento che il prelievo – nelle analisi di controllo – si effettua al mattino presto, vi basterà presentarvi direttamente senza aver fatto colazione, quindi senza aver mangiato da almeno 8 ore. Evitate di effettuare l’esame dopo esservi sottoposti a stress e sforzi fisici, pertanto se siete abituati ad allenarvi all’alba, per un giorno saltate la vostra corsetta quotidiana (o fate sport in un altro momento della giornata).

Altri consigli utili:
  • La notte prima consumate una cena leggera a base di carboidrati complessi – pasta, riso – con verdure, o una zuppa di legumi, o della carne bianca o del pesce conditi in modo light. Evitate alimenti molto elaborati, grassi e unti (ad esempio i fritti, la pizza o arrosti) onde evitare di far “impennare” i vostri livelli di colesterolo e trigliceridi.
  • Evitate le bevande alcoliche nei giorni precedenti, e idratatevi a sufficienza con semplice acqua, anche al mattino. Ma non consumate bevande a base di caffeina!
  • Non fumate, almeno dalla sera prima del vostro esame.
  • Presentatevi riposati, tranquilli (quindi arrivate per tempo, non trafelati!), e durante il prelievo rimanete seduti, rilassate il braccio scelto e seguite le istruzioni dell’operatore. Se siete impressionabili è meglio che evitiate di guardare mentre vi viene inserito l’ago in vena. Il prelievo è brevissimo e pressoché indolore, ma se temete di svenire aspettate prima di andare via e semmai restate seduti o sdraiatevi su una superficie con i piedi sollevati. Accade raramente, ma meglio prevenire improvvisi “crolli”!
Infine, una volta concluso il tutto, tenete premuto per un po’ di tempo il batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante sul punto della vena da cui vi è stato estratto il sangue, lasciando il braccio disteso. A quel punto siete liberi di andare a favi una bella colazione!

I risultati delle analisi del sangue di routine di solito sono pronti dopo qualche giorno, e per leggerli dovrete considerare i valori normali di riferimento. Tutto ciò che sia fuori norma viene evidenziato. Dovrete poi chiedere spiegazioni al vostro medico, portando le analisi con voi ed eventualmente confrontandole con precedenti referti.

Attenzione, però, ai parametri usati dal laboratorio che ha effettuato le analisi. Non tutti coincidono, sebbene siano, in linea di massima, indicativi degli stessi valori, specificati in una legenda a parte presente nel referto. Se avete dubbi, però, parlatene con il vostro medico.
 

Scopri dove effettuare il "Prelievo di Sangue Venoso"

 

Domande e risposte

  1. L’esame del sangue di routine serve per la diagnosi del cancro?
    Nei campioni ematici si possono effettivamente rilevare anche cellule neoplastiche, proteine o altre sostanze prodotte da un cancro. Inoltre alcuni valori presenti nelle analisi del sangue di routine sono utili al medico per capire se gli organi interni funzionano correttamente o hanno qualche problema ascrivibile ad un tumore in accrescimento. Tuttavia, anche qualora ci fossero risultati anomali, nessun test del sangue, da solo, può dirci se abbiamo un cancro o meno, specialmente se in fase iniziale.
     
  2. Quali sono gli esami del sangue più richiesti?
    In generale:
  • Emocromo e formula leucocitaria
  • Emoglobina
  • Profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi)
  • Esami per la funzionalità epatica (bilirubina, transaminasi)
  • Esami per la funzionalità della tiroide (TSH in particolare)
     
  1. Cosa significa quando l’esame del sangue mostra segni di infiammazione?
    Un processo infiammatorio interno viene evidenziato da alti valori della proteina C-reattiva (PCR), ed eventualmente una VES elevata. Questi valori sono però poco chiarificatori, perché anche una banale infezione può farli aumentare. Detto questo, quando siano molto sopra la media, possono segnalare condizioni infiammatorie acute o croniche tra cui tumori, malattie autoimmuni, malattie infettive o malattie cardiovascolari.
     
  2. Quanto tempo ci vuole per avere i risultati delle analisi del sangue?
    Per quelle di routine molto poco, non più di due-tre giorni.
     
  3. Quali esami del sangue indicano un’infezione?
    I più rilevatori sono l’emocromo, e in particolare la conta dei leucociti (una leucocitosi è appunto indice di una reazione immunitaria in atto), alti livelli di VES e di proteina C-reattiva che rivelano un processo infiammatorio interno.
     
  4. Quali sono gli esami del sangue che vengono effettuati in ospedale?
    Generalmente di due tipi. I medici prelevano il sangue dei pazienti per il controllo emocromocitometrico completo, che fornisce importanti informazioni su possibili infezioni, anomalie immunitarie, anemie o problemi della coagulazione del sangue. Ulteriori analisi ematochimiche possono fornire indicazioni sulla funzionalità di organi interni o sullo stato del tessuto connettivo, delle ossa e dei muscoli.
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 07 maggio 2019