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L’epidurale: che cos'è, come si fa e quali sono le controindicazioni

L’epidurale: che cos'è, come si fa e quali sono le controindicazioni
10 giugno 2017

Ricerca e Prevenzione

 

Che cos'è


Il nome corretto è anestesia epidurale o peridurale. E’ una tecnica anestetica usata sia per togliere il dolore a grandi porzioni di corpo (come analgesico, usato ad esempio durante il travaglio del parto o per il trattamento del dolore post-operatorio) sia come anestetico per addormentare intere zone corporee nel caso di interventi chirurgici o di parto cesareo. In entrambe le situazioni, la tecnica usata è la stessa, cambia invece il tipo e la quantità di farmaco usato. A volte l’epidurale può essere fatta assieme a un’anestesia generale. Si parla allora di anestesia integrata.


 

Come si fa

 
colonna vertebrale epiduraleL’anestesia epidurale si esegue iniettando dei farmaci anestetici all’interno dello spazio epidurale, una zona di alcuni millimetri di spessore (tra i 3 e i 6) all’interno della colonna vertebrale che corre per tutta la sua lunghezza. Questo spazio è posizionato prima della dura madre, che contiene il midollo spinale.
L’ago penetra tra le vertebre e subito si ferma. All’interno dell’ago viene fatto scorrere un catetere che si infilerà nello spazio epidurale senza intaccare la dura madre. Solo a questo punto, all’interno del catetere passa il farmaco anestetico, che irrorerà la zona epidurale provocando l’addormentamento della zona desiderata.

Nel parto la zona di accesso è compresa tra la terza e la quarta vertebra lombale. Tuttavia se la sedazione o l’anestesia deve riguardare altre zone del corpo, l’accesso sarà in una zona diversa: ogni zona dello spazio epidurale anestetizzato addormenta di riflesso una diversa parte del corpo.



 

Controindicazioni e complicanze


L’anestesia epidurale è una procedura invasiva. Come tale ha alcune controindicazioni e in particolare non può essere usata se si presentano problemi di coagulazione, infezioni nella zona della puntura o infezioni generalizzate. Inoltre non si può fare se ci sono problemi legati all’accesso alla zona epidurale, come quando le ossa della schiena sono deformate a causa di una forte scoliosi.

Gli errori che si possono commettere nel praticare l’epidurale sono la somministrazione di troppo anestetico troppo velocemente, l’inserimento dell’ago nella zona sbagliata della colonna vertebrale, la somministrazione dell’epidurale nel caso in cui non sia la migliore opzione per l’intervento, il pizzicare con l’ago il midollo o la dura madre.

Per fortuna le complicanze sono abbastanza rare. Da uno studio fatto su 700.000 epidurali pubblicato nel 2009 sul British Journal of Anaesthesia è emerso che solo in un caso ogni 50mila c’è stato un danno neurologico permanente e che solo in un caso ogni 150mila vi è stato un danno che abbia portato alla morte o alla paraplegia. Generalmente le possibili complicanze si risolvono in meno di 6 mesi.


 

Utile sapere che…

 
Alcune strutture garantiscono per future mamme un’analgesia epidurale 24h su 24. Significa che a qualsiasi ora ci si rechi in ospedale per partorire, sarà sempre disponibile un medico anestetista per la somministrazione dell’epidurale. Una tutela in più per ogni futura mamma.  
 

 

Curiosità


In Italia l’epidurale esiste dal 1931, introdotta dal Prof. Achille Mario Dogliotti, chirurgo e precursore della Scuola Italiana di Anestesiologia. In una sua pubblicazione la citò come “promettente metodo di anestesia tronculare in studio” e la descrisse nei minimi particolari. Questa tecnica è rimasta praticamente inalterata fino ad oggi, tanto che la si potrebbe studiare sui testi originali di Dogliotti. Le sole differenze stanno nell’uso dei materiali, oggi monouso e biocompatibili, e nell’uso di farmaci anestetici meno tossici e più efficaci.
 

 


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