Emorroidi: cure, alimentazione, rimedi naturali e interventi

Emorroidi: cure, alimentazione, rimedi naturali e interventi
09 luglio 2018

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Emorroidi: cosa sono?

Le emorroidi sono una malattia a tutti gli effetti, più o meno grave a seconda dei casi, ma soprattutto molto frequente, considerato che ne soffrono oltre i due terzi della popolazione mondiale. Nel 15% dei casi la patologia può rivelarsi tanto dolorosa da richiedere l'intervento del medico.

Ma cosa sono le emorroidi e quali sono le cause che ne provocano la comparsa? Si tratta di cuscinetti di tessuto vascolare deputati a svolgere un ruolo molto importante nella continenza fecale. Costituiscono una componente del canale anale e sono composti da tessuto vascolare e tessuto connettivo, caratterizzati da un elevato contenuto di collagene e fibre elastiche. Tali cuscinetti vengono tenuti nella loro posizione originaria dalla muscolatura dell'ano. La malattia emorroidaria è causata dalla dilatazione del plesso emorroidario. Questa condizione si suddivide in: emorroidi primarie (o colonnari), corrispondenti a quelle situate in prossimità delle colonne anali, ed emorroidi secondarie, con patogenesi extra-colonnare.

Generalmente, tale dilatazione non causa alcun dolore fin quando non interviene qualche complicazione, come possono esserlo le trombosi, eventuali infezioni oppure le erosioni della mucosa. La situazione tende a diventare più grave quando le emorroidi prolassano attraverso l'ano e fuoriescono verso l'esterno, dando vita a sanguinamenti e manifestazioni dolorose. A quel punto, la patologia rischia di diventare cronica, soprattutto se non ci si rivolge ad un medico e non si interviene per tempo. Le cause che inducono lo sviluppo della patologia sono ancora poco chiare. Possono esserne colpiti sia gli uomini che le donne, sebbene queste ultime siano più esposte alla patologia per colpa della gravidanza e degli sforzi durante il parto. Le emorroidi possono essere ereditarie o costituzionali ma, in genere, le cause sono ancora poco chiare. Un elemento che può aggravare le emorroidi è la stitichezza. A questa si aggiungono l'età, la dissenteria, soprattutto se cronica, e l'abuso di lassativi.

Le emorroidi interne ed esterne

A seconda della loro collocazione, le emorroidi possono acquisire un diverso epiteto: in genere vengono suddivise in interne ed esterne.

Quelle primarie restano localizzate nel canale anale, sono indolori e non sono visibili. Il rischio è che durante la defecazione possano uscire all'esterno, quindi rientrare spontaneamente. Le emorroidi interne causano dolore soltanto quando il prolassamento è totale o vengono accompagnate da ragadi.

Le emorroidi esterne, invece, sono visibili, si sviluppano nei pressi dell'orifizio anale, fuoriescono abbastanza facilmente ed hanno le sembianze di piccole protuberanze. In relazione all'entità della patologia, queste possono essere classificate entro quattro diversi livelli di gravità.

  1. Le emorroidi di primo grado restano nell'ano e sono visibili solo in seguito a un esame approfondito. Il paziente tende ad accorgersi della loro presenza a causa del sanguinamento, mentre il dolore è quasi sempre assente.
  2. Le emorroidi di secondo grado restano anch'esse all'interno e prolassano solo durante la defecazione; tornano nella loro sede spontaneamente e possono causare fastidio e sanguinamenti.
  3. Le emorroidi di terzo grado fuoriescono facilmente e necessitano di un intervento manuale per tornare nel canale anale. Sono caratterizzate dalla perdita di sangue vivo e durante i periodi in cui l'infiammazione è più importante, possono arrecare molto dolore. 
  4. Le emorroidi di quarto grado restano sempre all'esterno, senza alcuna possibilità di poterle riposizionare nella loro sede naturale.
Indipendentemente dallo stadio e dalla gravità della malattia, il dolore può essere persistente e intenso. A peggiorare il quadro clinico, inoltre, possono intervenire le trombosi, complicanze acute molto frequenti, in grado di colpire sia le emorroidi interne che quelle esterne. La formazione del trombo (un coagulo di sangue) nella varice infiammata causa un rigonfiamento delle emorroidi, che può essere accompagnato da dolore e prurito intenso. Qualora tali episodi dovessero diventare una costante, allora sarà necessario ricorrere ad un intervento chirurgico (emorroidectomia), impiegato anche per risolvere i casi più gravi (il quarto stadio della malattia, che in genere viene accompagnato da sanguinamento persistente ed eccessivo)


Prevenzione: che ruolo gioca l'alimentazione?

Una dieta corretta è il primo fondamentale passo per ottenere sollievo dai fastidiosi sintomi causati dalla malattia emorroidaria. Esistono alcuni cibi che sarebbe bene evitare in presenza di infiammazioni. Tra questi troviamo gli alimenti speziati, il peperoncino, gli insaccati, i formaggi stagionati, i crostacei, il cioccolato, i superalcolici, il caffè e le bibite a base di caffeina. È possibile trovare sollievo puntando su pasti leggeri e pietanze facili da digerire.

È consigliata anche l'assunzione di fibre (frutta, verdure e cerali) e dei giusti quantitativi di acqua. Tale combinazione, inoltre, rende più morbide le feci, che possono essere espulse più facilmente, riducendo lo sforzo e il dolore durante la fase di evacuazione; questo genere di approccio è essenziale anche nella fase di prevenzione, in quanto costituisce l'unica maniera valida per evitare o limitare l'insorgenza di nuovi episodi. È fondamentale consumare almeno 1.5/2 litri d'acqua al giorno, che possono essere aumentati in estate in caso di elevata sudorazione. Un'alimentazione sana prevede l'assunzione di circa 30 grammi al giorno di fibre: quantità superiori potrebbero invece causare meteorismo e mal di stomaco. È buona norma anche evitare l'assunzione di alimenti che hanno subito lunghi processi di trasformazione, di cui l'alimentazione spazzatura e quella da fast food sono particolarmente ricche. I cibi raffinati sono poveri di fibre e colmi di zuccheri e grassi, i quali possono influire sul corretto funzionamento dell'intestino (concorrendo ad aumentare i livelli di colesterolo cattivo).

Viene inoltre fortemente consigliato l'utilizzo di acqua calda per la detergenza giornaliera, anche se vi sono alcuni rimedi naturali che prevedono l'utilizzo di acqua fredda, se non addirittura il ghiaccio, per alleviare il dolore (bisogna comunque ricordarsi che utilizzare l'acqua fredda, sebbene dia sollievo momentaneo, restringe i vasi sanguigni e potrebbe causare un peggioramento della situazione).

Cura e rimedi naturali

Anche se non esistono rimedi alternativi in grado di curare in maniera definitiva le emorroidi, alcuni di questi possono certamente offrire un certo sollievo. Tuttavia, prima di iniziare una cura di questo tipo è molto importante consultare il proprio medico. Come già detto nel capitolo precedente, uno dei rimedi più utili contro le emorroidi sono le fibre: queste possono alleviare il sanguinamento e gli altri sintomi più fastidiosi. Inoltre, concorrono nell'ammorbidire le feci ed aumentare la loro massa, riducendo lo sforzo durante la fase di evacuazione.

Oltre alle fibre, sarà opportuno aumentare anche l'assuzione di bioflavonoidi, composti vegetali presenti negli agrumi. I principali bioflavonoidi sono la diosmina, l'esperidina e l'oxeruntis, utili a rafforzare vene e capillari e a ridurre l'infiammazione e il dolore acuto.

È possibile anche ricorrere a tamponi di amamelide, medicina naturale ottenuta dalle foglie e dalla corteccia dell'Hamamelis Virginiana. Questa andrà applicata sulla zona anale, sotto forma di unguento o tampone. L'amamelide agisce come astringente, allevia il dolore, il gonfiore e il prurito e riduce il sanguinamento.

Il pungitopo, noto anche come agrifoglio, costituisce uno dei rimedi più conosciuti contro le emorroidi e le vene varicose. Questa pianta favorisce la contrazione delle vene, essendo in grado di attivare i recettori alfa-adrenergici sulle cellule muscolari delle pareti venose. Il 75% dei test effettuati in laboratorio ha dimostrato l'efficacia dell'estratto di pungitopo, in grado di ridurre i sintomi della patologia in maniera piuttosto veloce, a seconda della risposta personale di ciascun individui. Può essere assunto in capsule o in bustine. Queste ultime vanno lasciate in infusione per 10-15 minuti prima di consumare la bevanda ancora calda.

L'estratto di corteccia di pino marittimo francese è un'eccellente fonte di flavonoidi, acidi fenolici e catechine, elementi molto importanti poiché ricchi di proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.

Tra gli altri rimedi che possono offrire sollievo figurano alcuni farmaci da banco, tra cui le creme a base di ossido di zinco, l'olio di cocco e i sali di Epsom, da aggiungere all'acqua del bagno.

Inoltre, anche l'esercizio aerobico può giovare a chi soffre di emorroidi, in quanto aiuta a stimolare la funzione intestinale e a curare la stitichezza. Anche lo stress può rappresentare un fattore scatenante, in grado di peggiorare in maniera sensibile stipsi ed emorroidi. Per affrontare lo stress sono indicate alcune discipline rilassanti e rigeneranti quali lo yoga, il pilates e la meditazione.

Intervento chirurgico: quando è necessario?

Nella malattia di terzo e quarto grado può essere necessario l'intervento chirurgico, soprattutto se il paziente ha spesso a che fare con sanguinamento, infiammazioni e dolore acuto. L'intervento deve offrire un risultato apprezzabile e durevole. Avviene tramite un processo denominato dearterializzazione emorroidaria, che consiste nell'interruzione del flusso arterioso.

Il medico può avvalersi dell'uso di un doppler; quest'operazione è particolarmente indicata in caso di sanguinamenti frequenti e può essere associato a mucopessia, in modo che la mucosa interessata dal prolasso venga riportata nella sua sede originaria. Questo tipo di intervento non comporta alcuna ferita aperta, pertanto il periodo post-operatorio risulta meno doloroso e consente una ripresa più veloce del normale.

Un'altra tecnica possibile prevede l'obliterazione, ovvero la chiusura dei rami arteriosi emorroidari mediante laser e plissettatura finale del prolasso. L'intervento si rende necessario nel caso la malattia abbia raggiunto il quarto grado di gravità e quindi in presenza di emorroidi esterne e perdita di sangue vivo. In tal caso, è consigliato l'intervento tradizionale di asportazione delle emorroidi, definito anche emorroidectomia. Quest'operazione consiste nell'asportazione dei gavoccioli emorroidari fissi situati all'esterno del canale anale; le ferite causate dall'intervento tendono a guarire nel giro di alcune settimane. Il dolore, nei giorni che fanno seguito all'intervento, può essere anche molto intenso, ma può essere controllato attraverso l'assunzione dei farmaci analgesici prescritti dal medico. È importante sottolineare che questo tipo di intervento è in grado di ridurre più degli altri il rischio di una ricomparsa futura dei sintomi.