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Ecografia: a che cosa serve e come funziona

Ecografia: a che cosa serve e come funziona
01 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Indice

  1. Definizione
  2. Perché serve
  3. Rischi
  4. Preparazione
  5. Cosa succede durante l’esame
  6. Ecografie “speciali”
  7. Risultati


 

Definizione


L’ecografia è un test diagnostico non invasivo che fornisce molte utili informazioni sulle condizioni di salute degli organi interni e pertanto viene utilizzata per la diagnosi di una vasta gamma di disfunzioni e patologie, nonché per la valutazione delle condizioni del feto nelle donne in gravidanza.
Sebbene a tutti, prima o poi, capiti o sia capitato di essere sottoposti ad una ecografia, non è automatico sapere come, in realtà, funziona. Questo metodo diagnostico utilizza come “mezzo” di lettura onde sonore ad alta frequenza per riprodurre su uno schermo immagini delle strutture interne del corpo.
La maggior parte delle ecografie si effettua adoperando un ecografo (un dispositivo che funge da sonar) esterno, ma in alcuni casi tale strumento viene inserito all’interno del corpo. Un esempio è l’ecografia transvaginale, ma non solo.
Consideriamo, infatti, che questa tecnica viene impiegata anche in ambito chirurgico o radiologico, per meglio “mirare” gli interventi. Le onde sonore indirizzate verso alcune zone del corpo, producono degli “echi” diversi a seconda della forma e della struttura dell’organo o del tessuto che incontrano, e tali echi vengono “letti” per immagini.
Ma vediamo perché e quando il nostro medico di famiglia o lo specialista possono prescrivere un esame ecografico.


 

Perché serve


Dal momento che l’esame ecografico permette di “dare un’occhiata” agli organi interni in modo non invasivo e rapido, può essere prescritto per una valutazione primaria di molte patologie o condizioni da monitorare. Ma vediamo quelle più comuni:
  • Per osservare utero e ovaie nelle donne in stato di gravidanza e valutare l’accrescimento del feto
  • Diagnosticare calcoli biliari o renali
  • Osservare il flusso sanguigno nei grossi vasi (vene e arterie)
  • Evidenziare une neoformazione nel seno
  • Analizzare la ghiandola tiroidea
  • Rivelare anomalie nella vescica
  • Diagnosticare alcuni tipi di cancro
  • Individuare anomalie, malformazioni, cisti o noduli nell’apparato riproduttivo femminile (utero e ovaie)
  • Individuare anomalie nella prostata
  • Fungere da “guida” in caso di biopsia o in trattamenti mirati per alcuni tipi di tumore
Una delle ragioni per cui questo metodo è così ampiamente prescritto è la sua economicità, seguita dalla sicurezza. Non è un caso se spesso un’ecografia rappresenta il primo – e decisamente attendibile se ben eseguito – test diagnostico, da far seguire solo se necessario da altri esami più precisi ma anche molto più costosi, come ad esempio la TAC o la risonanza magnetica.
Ma l’ecografia, comporta dei rischi?


 

Rischi


L’ecografia è considerato un esame del tutto sicuro. Dal momento che il mezzo diagnostico utilizzato non sono le radiazioni ma onde sonore, il rischio che si corre durante la procedura è pari a zero. Proprio per il loro basso impatto, gli ultrasuoni hanno, però, dei limiti, perché non possono oltrepassare la barriera costituita dalle ossa, e non sono in grado di “leggere” gli organi e gli apparati in cui sia presente del gas. Per questo spesso è necessario associare questo metodo di indagine diagnostica ad altri quali la radiografia, la scintigrafia, la TAC, tutti esami che al contrario qualche minimo rischio lo comportano.
Ma vediamo come ci si deve preparare prima di sottoporsi ad un esame ecografico.  


 

Preparazione


A seconda della zona del corpo da analizzare con gli ultrasuoni, può essere richiesta una preparazione all’esame ecografico, oppure no. I casi in cui questa preparazione è richiesta sono i seguenti:
  • Ecografia pelvica. Per essere efficace è necessario che la vescica sia ben piena, per questa ragione è richiesto di bere un litro d’acqua nell’ora che precede l’ecografia, senza urinare. Può essere un po’ scomodo, ma è necessario cercare di trattenersi per non invalidare l’esame stesso
  • Ecografia addominale. La preparazione per questo tipo di ecografia è più complessa. Tre giorni prima della data fissata si dovrà seguire una dieta particolare priva di scorie, il che implica l’eliminazione temporanea di cibi ricchi di fibre o meteorici come legumi, verdure e frutta, latte. Sono permessi la carne e il pesce, la pasta ma non il pane. In associazione alla dieta, è richiesto di assumere un prodotto medicinale anti gas, a scelta. Questo perché, come anticipato, la presenza di gas intestinale impedisce agli ultrasuoni di arrivare agli organi. Il giorno dell’esame ci si dovrà poi presentare digiuni da almeno 6 ore, ma con la vescica piena


 

Cosa succede durante l’esame


Come si svolge l’esame ecografico? Per prima cosa ci viene richiesto di toglierci gioielli, orologi, cinture e qualunque altro accessorio che sia fatto di metallo. Successivamente verremo fatti sdraiare sul lettino e dovremo denudare la parte che sarà sottoposta al controllo. Il medico o il tecnico applicherà sulla pelle un gel all’acqua che ha lo scopo di impedire la formazione di bolle d’aria che potrebbero bloccare gli ultrasuoni. Solo a questo punto può cominciare l’esame vero e proprio, quando l’ecografo verrà fatto scorrere sulla superficie della zona da monitorare in modo da poter inviare le onde sonore e ricevere le immagini degli organi e dei tessuti sottostanti.
Può capitare che ci venga richiesto di alzarci durante l’esame per controllare meglio la morfologia di un organo (es. il fegato o il pancreas).
L’ecografia non dura a lungo, ma non è neppure rapida come altri esami diagnostici. La tempistica varia molto a seconda di ciò che si deve monitorare, da pochi minuti per i singoli organi, alla mezzora e oltre per aree vaste come ad esempio l’addome inferiore e superiore. In caso di gravidanza, ad esempio, l’esame può essere molto breve o più lungo a seconda della posizione assunta dal bambino.
Abbiamo visto che l’esame ecografico in alcuni casi può essere effettuato dall’interno del corpo. Un esempio sono l’ecografia transvaginale, in cui si inserisce all’interno della vagina un piccolo ecografo per permettere una visione più accurata e precisa dell’utero e delle ovaie, e l’ecografia transrettale utilizzata per l’esame della prostata negli uomini.


 

Ecografie “speciali”


Finora abbiamo parlato dell’esame ecografico standard. Ma esistono altre tecniche che sfruttano gli ultrasuoni per valutare il funzionamento di alcuni organi o le condizioni del feto in gravidanza con maggior precisione. Ecco due esempi:
  • Ecocardiogramma transesofageo. È in genere prescritto dal cardiologo nei casi in cui altri esami come l’ecocardiogramma (ECG) non abbiano fornito informazioni sufficienti sullo stato di salute e sull’efficienza del muscolo cardiaco. Si effettua previa leggera sedazione, perché l’ecografo - una piccola sonda simile a quella degli esami endoscopici cui viene applicato il sonar – viene introdotto attraverso la bocca e la gola, per arrivare a visualizzare il cuore dalla parte dell’esofago. L’esame in sé dura pochi minuti, e ci si deve presentare digiuni dalla mezzanotte del giorno precedente (se l’ecocardiogramma è stato fissato per il mattino).
  • Ecografia morfologica. Si tratta di uno degli esami prenatali più importanti di tutta la gravidanza. Si effettua tra la 19ma e la 21ma settimana con l’ausilio di ecografi sofisticati che forniscono istantanee in 3D e 4D del feto, nel momento della gestazione in cui gli ultrasuoni possono “captare” con precisione maggiore gli echi e tradurli in immagini straordinarie. Questa ecografia viene definita morfologica proprio perché permette di visualizzare il nascituro nell’utero con un’altissima definizione, nella sua intera “forma” (dal greco antico morfè), e quindi di individuare anomalie nel suo accrescimento. In particolare vengono analizzate: la biometria fetale (le dimensioni del feto e la misura delle ossa dello scheletro), la struttura della placenta e il suo impianto nell’utero, il liquido amniotico. Con la scansione delle immagini a 4 dimensioni è possibile osservare il feto e tutti i suoi organi in fase di “costruzione”, e quindi evidenziare tutte le eventuali malformazioni attribuibili anche a malattie cromosomiche e genetiche. L’ecografia morfologica sotto il profilo “tecnico” è del tutto uguale alle altre, solo un pochino più lunga, non comporta disagi, né tantomeno rischi, ed è a carico del SSN come le altre.



 

Risultati

Una volta concluso l’esame ecografico, il medico radiologo acquisirà le immagini fornendo un’interpretazione che verrà poi acclusa ad un report da far visionare al proprio medico o allo specialista che l’ha prescritto.
Al report verranno allegate le immagini sotto forma di istantanee o su supporto (CD rom). Dopo un’ecografia standard si può riprendere immediatamente la vita normale.