Dolore alla schiena: cause e tipologie di mal di schiena

Dolore alla schiena: cause e tipologie di mal di schiena

Benessere

Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2019

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Mal di schiena: un problema comune

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di mal di schiena nella sua vita. Un dolore improvviso che “blocca” la zona lombare, o un indolenzimento progressivo che rende difficoltosi i movimenti sono infatti sintomi diffusi di problemi legati alla colonna vertebrale, o ai muscoli che la sorreggono.
Immagine di un uomo di mezza età con dolore alla schiena e una donna che lo guarda preoccupata
Bastano infatti uno strappo, un colpo di freddo, uno sforzo eccessivo, ed ecco che la schiena duole e siamo costretti a farci visitare dal nostro medico di base o da uno specialista in ortopedia. Intanto scopriamo come può essere descritto il mal di schiena sulla base della sintomatologia avvertita (è importante in fase di anamnesi, ovvero quando parliamo dei nostri disturbi durante le visite medico-specialistiche per poter ipotizzare una diagnosi):
  • Indolenzimento muscolare
  • Dolore lancinante, trafittivo
  • Dolore che si irradia verso la gamba (una o entrambe)
  • Dolore che peggiora quando ci si piega o si solleva la schiena, a riposo o camminando
  • Dolore che aumenta in posizione supina
In generale, quindi, ogniqualvolta il dolore che colpisce la nostra schiena, tutta o una sua parte, appare forte tanto da essere insopportabile, perduri nel tempo o insorga subdolamente per poi peggiorare creandoci problemi funzionali, dobbiamo farci controllare dal medico. Prima di addentrarci ad approfondire le cause più comuni di dolore alla schiena, è bene sapere che in alcuni casi non si può procrastinare e, anzi, sarebbe opportuno recarci a visita immediata perché il mal di schiena potrebbe essere spia di una condizione medica grave. Ad esempio:
  • Se il mal di schiena è accompagnato da blocco intestinale o renale
  • Se è associato a febbre
  • Se è conseguenza di un trauma, incidente o lesione da caduta
In genere, però all’origine del mal di schiena ci sono malattie o condizioni patologiche che possono interessare la complessa struttura muscoloscheletrica che la tiene su, considerando che la spina dorsale è fatta di 33-34 ossa dette vertebre, collegate tra di loro da cartilagini e separate da morbidi “dischi” polposi che fungono da ammortizzatori. Una potente muscolatura attaccata alla colonna tramite robusti tendini e legamenti ne permette il movimento, mentre all’interno delle vertebre, che sono cave, si trova il midollo spinale, parte integrante del sistema nervoso centrale e collegato al cervello. Vediamo dunque tutte le possibili cause (o per lo meno le più comuni) del mal di schiena.

In generale, secondo l’American College of Physicians sugli Annal of Internal Medicine, il mal di schiena può essere diviso in 3 gruppi:
  • Acuto, cioè che dura da meno di 4 settimane
  • Subacuto, tra le 4 e le 12 settimane
  • Cronico, se dura da più di 3 mesi.
In oltre suggerisce alcuni comportamenti da tenere per i diversi mal di schiena:
  • Acuto: di solito si risolve da solo. Bisogna dunque preferire trattamenti non farmacologici come calore superficiale, massaggi, manipolazioni. Si può inoltre ricorrere a farmaci antiinfiammatori non steroidei. Altro farmaco cui ricorrere nel caso il dolore sia dovuto a una contrattura muscolare sono i miorilassanti.
  • Cronico: bisognerebbe iniziare con trattamenti non farmacologici con esercizi e riabilitazione multidisciplinare, per correggere le cattive abitudini e migliorare la mobilità, e ricorrere a trattamenti che riducano lo stress, come tai chi, yoga, esercizi di rilassamento muscolare. Si possono poi provare le terapie laser e le manipolazioni spinali, il biofeedback elettromiografico e la terapia cognitivo-comportamentale.
  • Subacuto: è una fase di transizione tra l’acuto e il cronico. Sì dunque a continuare con le terapie dell’acuto e nel frattempo iniziare a provare qualche terapia non farmacologica efficace per il cronico.

     

Le discopatie e l’ernia del disco

Come abbiamo visto la colonna vertebrale è composta da ossa chiamate vertebre, tra le quali si posizionano dei dischi morbidi riempiti di un nucleo “polposo” (una sorta di gelatina densa ed elastica) e rivestiti di un guscio fibroso chiamato “anulus”. Come tutte le parti del nostro corpo, anche i dischi intervertebrali sono soggetti a lesioni, possono consumarsi e danneggiarsi in qualche punto, provocando, quale sintomo principale, proprio il dolore, accompagnato da altri fastidi come perdita di forza e di sensibilità, formicolio e intorpidimento che possono estendersi anche agli arti superiori, se ad esempio, il problema interessa le vertebre cervicali. Le discopatie sono pertanto una delle più frequenti cause di mal di schiena, e sono provocate da patologie degenerative (legate all’invecchiamento e all’usura), come l’artrosi, sforzi e carichi eccessivi, incidenti e traumi.

Immagine che mostra in cosa consiste l'ernia al disco e come fa a comportare doloreIn ogni caso i dischi colpiti dal danno si “consumano” in altezza, ma tendono a dilatarsi in larghezza o a spostarsi (come accade nel caso dell’ernia del disco), e pertanto finiscono per comprimere e irritare le terminazioni nervose che quindi provocano il dolore. Una discopatia può anche portare a invalidità, impendendo il movimento dell’area della schiena colpita, o rendendolo molto difficoltoso. A seconda delle vertebre coinvolte, la discopatia prende nomi diversi e si manifesta in modi diversi, come vedremo meglio più avanti.

Basti dire che patologie comuni come la lombalgia o la lombosciatalgia (detta anche sciatica), sono appunto derivanti da discopatie della zona lombare. Altra area facilmente colpita da dolore vertebrale è la cervicale, e in questo caso il disturbo più comune si definisce cervicalgia (abbreviato popolarmente in “cervicale”), in genere determinato da artrosi o da ernia, e la cervicobrachialgia, quando il dolore si irradia fino al braccio. Prima di approfondire meglio queste specifiche cause di mal di schiena, trattiamo quella che è la più diffusa patologia e carico dei dischi intervertebrali, ovvero l’ernia del disco. Ne sentiamo parlare spesso, ma di che si tratta? Una discopatia cronica, che quindi comporti un assottigliamento del disco, può avere come conseguenza lo scivolamento del disco stesso da un lato, oppure questo “cuscinetto”, che funge anche da ammortizzatore rendendo fluidi i movimenti della schiena, può consumarsi maggiormente da una parte, e quindi “protrudersi” verso l’esterno.

In ogni caso, l’esito è lo schiacciamento di una parte del disco con il rischio che si rompa e il nucleo polposo interno fuoriesca. In questo caso tale materia va a irritare le terminazioni nervose generando il dolore e la limitazione funzionale. Infatti il mal di schiena, più o meno diffuso, in questo caso è proprio generato da una nevralgia, e può essere acuto, quasi bruciante e continuo, oppure più sfumato e intermittente. In qualche caso l’ernia si riassorbe da sola e con essa scompare anche il sintomo doloroso. In altri casi, invece, è necessario intervenire per eliminare il problema. L’ernia del disco può essere singola, oppure multipla.

 

Lombalgia e lombosciatalgia

Si tratta di due tipici mal di schiena che colpiscono la zona lombare e il bacino e che sono originate da problemi alle vertebre di questa porzione inferiore della colonna. La lombalgia è una delle sindromi dolorose più diffuse in assoluto, e può essere associata, o meno, a disturbi del tratto intestinale. Anche in questo caso il dolore può avere diverse manifestazioni e gradi di intensità.
Immagine che mostra un ragazzo seduto sul divano che si tiene la parte bassa della schiena per la lombalgiaAd esempio può presentarsi alla fine della giornata, oppure insorgere già al risveglio e migliorare con il trascorrere del tempo. Può essere localizzato oppure generalizzato. A seconda dell’origine può, o meno, essere associato a dolore ad una o ad entrambe le gambe provocando difficoltà nella deambulazione, e ad altri sintomi invalidanti come intorpidimento o formicolio. Tra le cause più frequenti di lombalgia si annoverano:
  • Sforzi eccessivi “da carico” e microtraumi ripetuti
  • Difetti posturali e sedentarietà (tipica la lombalgia di chi trascorre buona parte del suo tempo seduto o in piedi nella stessa posizione)
  • Artrosi
  • Ernia del disco
  • Deviazioni della colonna come la lordosi (accentuazione della curvatura lombare)
La lombosciatalgia, comunemente definita “sciatica” è, invece, una specifica lombalgia determinata dalla compressione del nervo sciatico, il più lungo del nostro corpo, che dalla zona lombare si prolunga per tutta la gamba. A causa, in genere, di una discopatia, un’ernia espulsa o una malattia della colonna, questo nervo può infiammarsi e provocare una fortissima nevralgia con sintomi come dolore acuto, talvolta simile a piccole scariche elettriche, che può insorgere all’improvviso ed essere aggravato da sforzi o movimenti. Il dolore da sciatica ha come caratteristica quello di coinvolgere anche l’arto attraversato dal nervo, con conseguente difficoltà funzionale nella deambulazione. Come ben sa chi ne soffre, la lombosciatalgia può diventare un serio problema, perché produce una invalidità in grado di compromettere la qualità della vita, inclusa quella lavorativa. Per tale ragione mai trascurare una lombalgia e una nevralgia che si ripetono ma recarsi subito da un ortopedico per i controlli di rito.

 

La stenosi spinale

Imagine che mostra il restringimento della colonna spinale che provoca dolore nel pazienteCome intuibile dalla denominazione, la stenosi spinale è un restringimento del lume interno delle vertebre, uno spazio cavo che racchiude il midollo e le terminazioni nervose. Questa anomalia può avere molte cause, spesso legate al naturale processo di invecchiamento della colonna, come l’artrosi. Anche ernie del disco, esiti di fratture o spostamenti delle vertebre possono provocare una stenosi spinale, con restringimento centrale o laterale (in questo secondo caso la stenosi si verifica negli spazi periferici della vertebra che contengono le radici nervose). In ogni caso la conseguenza è un dolore che può essere associato a parestesie (perdita di sensibilità causata dalla compressione nervosa), e intorpidimento localizzati nel punto della stenosi, oppure estesi a tutta la schiena e agli arti. Il mal di schiena provocato da questo specifico problema della colonna è, rispetto ad altri, più lento e progressivo, perché il processo di rimpicciolimento della cavità vertebrale non avviene di punto in bianco ma lentamente nel tempo, purtroppo è anche cronico e irreversibile. A seconda delle vertebre interessate dalla stenosi, i sintomi dolorosi assumono sfumature diverse. Vediamoli brevemente:
  • Stenosi delle vertebre cervicali: fitte dolorose e acute quando si muove il collo, e talvolta bruciore che si irradia al braccio (uno o entrambi) e formicolio dello stesso.
  • Stenosi delle vertebre lombari: in questo caso il mal di schiena si accentua quando si cammina o si rimane in posizione eretta, e si attenua seduti o reclinando il busto in avanti. Il dolore poi si estende ai glutei e alla gamba (una o entrambe), con sensazione di intorpidimento e formicolio.

     

Le deviazioni della colonna

Cifosi, lordosi e scoliosi sono le più comuni deviazioni della colonna vertebrale che procurano mal di schiena e disturbi funzionali. Una spina dorsale “sana”, infatti, vista lateralmente presenta una doppia curvatura a forma di S, concava nella porzione superiore e convessa in quella inferiore, per ottenere una corretta distribuzione dei pesi del corpo e armonia nel movimento. Quando queste due curve naturali sono sproporzionate in un senso o nell’altro, il risultato è non solo il mal di schiena, ma anche la conseguente tendenza al sovraccarico funzionale. Vediamo brevemente le caratteristiche e i sintomi di tutte e tre le anomalie.
Immagine che mostra la differenza tra una colonna vertebrale normale e una che soffre di cifosi, lordosi e scoliosi
(iper) Cifosi dorsale: si tratta di una accentuazione della curva dorsale della colonna, che quindi tende ad “ingobbirsi” con conseguente schiacciamento delle vertebre nella parte superiore. Tra le cause più comuni della cifosi dorsale troviamo ereditarietà, difetti posturali, osteoporosi, discopatie. Come facilmente immaginabile, questa curvatura innaturale provoca dolore alla parte superiore della schiena, che si irradia anche alla porzione inferiore, e persino agli organi interni – in particolare i polmoni – perché nelle cifosi accentuate anche la cassa toracica risulta compressa.

(Iper) Lordosi lombare: in questo secondo caso ad essere abnormemente accentuata è la curva lombare, che causa lombalgia e, in certi casi, anche problemi a livello intestinale. Tra le cause, oltre alle stesse all’origine dell’ipercifosi dorsale, anche la gravidanza o in generale il sovrappeso.

Scoliosi. La scoliosi non è un’accentuazione della curvatura della colonna, ma una vera e propria malformazione con deviazione dell’asse e rotazione vertebrale. Significa che busto e spalle risultano mal allineati, con scapole e/o costole più prominenti da un lato rispetto all’altro. La scoliosi ha diversi gradi di gravità e cause diverse, ma spesso ha un’origine genetica. Una scoliosi trascurata può portare a mal di schiena cronico e persino disturbi a livello respiratorio.

 

La spondilite anchilosante

La spondilite anchilosante causa un dolore alla parte bassa della schiena forte e invalidante. All’origine vi è una infiammazione cronica delle strutture (legamenti e tendini) che collegano i muscoli alle vertebre della colonna. Per tale ragione la spondilite anchilosante viene anche definita artrite spinale.
Immagine che mostra dolore nella zona lombare della schienaQuesta patologia – proprio come l’artrite reumatoide che colpisce le articolazioni del corpo – ha una probabile natura autoimmune e spesso si associa ad altre malattie infiammatorie provocate da una anomala reattività del sistema immunitario come psoriasi o morbo di Crhon (infiammazione cornica dell’intestino). I sintomi più comuni della spondilite anchilosante sono:
  • Dolore alla parte inferiore, regione lombare, della colonna che è più forte a riposo e che in qualche caso insorge anche durante il sonno provocando risvegli notturni.
  • Dolore che perdura per almeno sei mesi.
  • Dolore che si irradia anche ai glutei.
  • Dolore che tende ad alleviarsi con il movimento e con il calore in generale (ad esempio un bagno caldo).
  • Dolore associato a rigidità della base della colonna.
 

Il “colpo della strega”

Immagine di una giovane donna colta dal colpo della stregaForte e improvviso dolore e la schiena “bloccata”… Ecco i sintomi del “colpo della strega” niente più che una contrattura muscolare che interessa per lo più la zona lombare della schiena. Quando la muscolatura che sostiene questa porzione di colonna subisce una lesione (un “colpo”), diciamo che si “blocca” e impedisce in modo totale o parziale il movimento. La conseguenza, oltre al forte dolore localizzato, è proprio l’impossibilità di raddrizzare la schiena. Chi venga colpito da questa contrattura è quindi costretto, per un po’, a restare piegato… Perché succede? Le cause possono essere diverse, alcune le abbiamo già viste come le discopatie, artrosi, anomalie della colonna, sforzi, traumi e posture scorrette, oltre al classico “colpo di freddo” sempre in agguato. In genere un episodio acuto di questo tipo tende a risolversi da solo con un po’ di riposo e farmaci antinfiammatori da banco, ma è sempre e comunque meglio farsi controllare da un ortopedico, soprattutto per capire l’origine del “colpo” e prevenire eventuali recidive.
 

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Domande e risposte

 
  1. Il dolore alla schiena di cosa può essere sintomo?
    A seconda delle caratteristiche si può andare dal dolore sordo o pulsante sintomo dell’artrosi alla spina dorsale, alle fitte lancinanti tipiche della rottura di un disco intervertebrale. Il mal di schiena, infatti, può manifestarsi con diverse sfumature: può essere intermittente, continuo, può avere un andamento ingravescente, essere più forte dopo un periodo di riposo (ad esempio al mattino appena svegli, e in questo caso, se anche associato a rigidità, può essere sintomo di artrite o spondilite anchilosante), e migliorare con il calore e l’esercizio fisico, o, al contrario, aggravarsi proprio a seguito di sforzi, come accade nel caso delle discopatie. In altri casi, infine, può essere accompagnato da sintomi neurologici come intorpidimento, indebolimento e perdita di sensibilità, segno che il problema ha interessato i nervi e/o il sistema nervoso centrale (ad esempio il midollo osseo o le terminazioni nervose come accade in caso di stenosi spinale).
     
  2. Cosa causa il dolore alla schiena nelle donne?
    Le cause sono in genere le stesse degli uomini. Tuttavia, un dolore alla parte bassa della schiena, tipicamente una lombalgia, nelle donne potrebbe nascondere altri problemi, un disturbo interno come ad esempio disfunzioni ovariche, endometriosi o fibromi uterini, malattia infiammatoria pelvica ecc. Inoltre in fase premestruale e mestruale molte donne sperimentano mal di schiena proprio nella regione lombare, spesso definito come “mal di reni”. Un dolore alla schiena non collegato alla spina dorsale, ma questo riguarda sia gli uomini che le donne, potrebbe anche essere determinato da infiammazioni intestinali o malattie renali, come ad esempio una colica da calcolosi.
     
  3. Il dolore alla schiena può essere sintomo di cancro?
    Sì, il dolore alla schiena può anche essere un sintomo di tumore alla spina dorsale sia di tipo benigno come l’osteoma osteoide, che maligno come l’osteosarcoma, e può anche essere un secondarismo, ovvero una metastasi a distanza da tumori silenti originatisi in altri organi, come ad esempio i reni. Altri tipi di cancro che tra i sintomi possono annoverare un generico dolore alla schiena sono: il tumore alla prostata, al colon-retto, alle ovaie.
     
  4. Come si capisce se un dolore alla schiena è grave?
    Il consulto del medico è sempre necessario quando il mal di schiena non è passeggero, e in particolare quando: il dolore è lancinante e si estende alla gamba (una o entrambe), quando è associato a sintomi neurologici come perdita di sensibilità, perdita di forza, formicolio e/o intorpidimento, quando perdura per mesi, quando peggiora nel tempo, quando è improvviso e invalidante. In generale, comunque, qualunque dolore che non sia transitorio o che provochi limitazioni funzionali va sempre indagato.
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 11 marzo 2019