Dolore al quadricipite durante e post corsa: come risolverlo?

Dolore al quadricipite durante e post corsa: come risolverlo?
17 maggio 2019

Sport e Fitness

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Immagine di uomini e donne che corronoLa corsa è uno sport pratico, economico e apparentemente alla portata di tutti. E’ possibile praticarla senza il supporto di un’attrezzatura costosa. Inoltre, portando all’aria aperta, offre un valore aggiunto all’attività sportiva.

Il quadricipite femorale è il muscolo più importante della coscia. E’ collocato nella sua porzione anteriore e si compone di quattro capi (da cui il nome):
  • retto femorale, situato in posizione anteriore, è la porzione più voluminosa del quadricipite
  • vasto mediale, localizzato nell’area interna della coscia
  • vasto laterale, che si trova nella porzione laterale
  • vasto intermedio, muscolo situato profondamente fra il vasto laterale e il vasto mediale.
Il quadricipite è il muscolo più grande del corpo; i suoi quattro capi hanno origini diverse in differenti punti del bacino, ma, pur mantenendosi indipendenti fra loro, terminano in un grosso tendine comune che si innesta sulla rotula. A livello del ginocchio, alcune fibre di questo muscolo proseguono il loro percorso, inserendosi nella porzione iniziale (prossimale) della tibia (espansione del quadricipite).

La contrazione del quadricipite flette la gamba rispetto alla coscia, ossia permette il movimento tipico di chi deve calciare un pallone. Il dolore al quadricipite che subentra durante la corsa può essere legato a cause che riguardano nello specifico questo muscolo oppure irradiarsi ad esso originando da strutture anatomiche ad esso correlate, come:
  • il femore, ossia l’osso della coscia
  • le articolazioni che lo coinvolgono, quelle con la tibia e con il bacino (ossia l’anca)
  • il nervo cutaneo femorale laterale
  • i vasi sanguigni che decorrono nella coscia
  • i tendini presenti in questa area.
 

Dolore al quadricipite nel runner: l’inesperienza

Il maggior numero di problemi associati alla corsa è legato all’inesperienza del runner (corridore), che spesso è incapace di riconoscere la gravità di un sintomo fisico e di attribuire la corretta dimensione al proprio livello di stanchezza.

Immagine che mostra un uomo nell'atto di tenersi il quadricipite dolenteMolto spesso capita che lo sportivo alle prime armi si fermi a seguito di un fastidio banale e forzi, invece, laddove sarebbe consigliabile astenersi da ulteriori fatiche. Nel primo caso, l’errore non ha ripercussioni, anzi, denota prudenza, un’attitudine sempre favorevole di fronte all’inesperienza. Nel secondo caso, il fraintendimento può avere conseguenze serie. Uno sportivo meno esperto deve sviluppare un discreto livello di consapevolezza e di più attenzione per capire se il sintomo che sta avvertendo è il segnale di un disturbo di lieve entità oppure se si tratta della spia di un’anomalia muscolare o ossea potenzialmente grave.

In generale, è bene fermarsi quando il dolore:
  • sopraggiunge rapidamente e, in tempi brevi, raggiunge un’intensità considerevole
  • è localizzato puntualmente e non diffuso a tutta la coscia
  • dopo alcuni minuti non è passato
  • tende a peggiorare con il trascorrere del tempo.
In questi casi, se non è possibile essere trasportati in macchina, è consigliabile almeno rientrare camminando.
Se il giorno successivo è ancora presente il dolore, occorre rivolgersi al medico.
 

Dolore al quadricipite da affaticamento

Se il dolore alla porzione anteriore della coscia compare dopo avere percorso una distanza significativa (che può essere considerata pari ad almeno 15 chilometri per gli sportivi allenati) e colpisce entrambi gli arti inferiori, si tratta probabilmente di semplice affaticamento muscolare.
Immagine di una donna mentre fa degli esercizi di stretching per il quadricipite
In questo caso, è sufficiente fermarsi ed eseguire qualche esercizio di stretching per risolvere il problema.

Gli esperti raccomandano di costruire una tabella di allenamento rispettosa della propria struttura fisica e del proprio livello di preparazione. In generale, l’incremento di distanza percorsa non dovrebbe essere superiore al 10% ogni settimana. Al contrario di quanto si crede, la corsa è un esercizio fisico intenso, che deve alternare giorni di allenamento e giorni di pausa.

E’ anche fondamentale indossare l’abbigliamento corretto, con particolare attenzione per le scarpe. Queste devono essere della giusta forma e dimensione, per permettere l’appoggio fisiologico del piede, che deve avvenire sulla pianta, in modo da scaricare le sollecitazioni lungo il sistema reticolare dell’ossatura locale, costituito da metatarso e tarso. Un’ulteriore raccomandazione è quella di evitare di correre in parallelo ad altri runner, aderendo a schemi costruiti per altre persone. L’attività fisica dovrebbe seguire ritmi autonomi e personalizzati, sulla base della propria struttura ossea e muscolare e dei propri obiettivi agonistici.
 

Dolore al quadricipite da contrattura muscolare

Le lesioni muscolari, in generale, sono gli infortuni più frequenti durante la pratica sportiva, in particolare durante la corsa. La contrattura muscolare, in particolare, è una reazione di difesa del muscolo in risposta ad una sollecitazione di trazione eccessiva. Le fibre muscolari, stirate oltre il loro limite di sopportazione, si irrigidiscono immobilizzandosi per proteggersi da eventuali ulteriori danni. Un movimento brusco, l’insufficiente preparazione fisica e l’inadeguata esecuzione di esercizi di riscaldamento possono essere fra le cause di contratture muscolari durante l’attività sportiva.

Immagine di un uomo mentre ha interrotto l'attività sportiva a causa di un dolore al muscolo della gambaMa anche la postura scorretta e l’esecuzione della corsa secondo modalità che non assecondano la fisiologia dell’organismo, possono favorirle. La contrattura muscolare è il più lieve dei disturbi a carico del muscolo, perchè non comporta la rottura delle fibre.

Contestualmente all’insorgenza del dolore, è consigliabile applicare del ghiaccio spray. Successivamente, può essere invece utile effettuare sulla coscia impacchi caldi, per sciogliere lo stato di rigidità del muscolo. Se il dolore è intenso, sentito il medico, è possibile assumere antinfiammatori (FANS), per bocca o anche per applicazione locale. In caso di contratture muscolari, il medico può prescrivere anche un ciclo di farmaci miorilassanti. In tutti i casi, è indispensabile rispettare il periodo di riposo consigliato, che normalmente non è inferiore ad una settimana.
 

Dolore al quadricipite da stiramento muscolare

Durante un’attività fisica molto intensa come quella compiuta dai velocisti in fase di sprint, è possibile incorrere in traumi muscolari da stiramento. Lo stiramento muscolare (o elongazione) è la conseguenza di una sollecitazione da trazione che supera la resistenza delle singole fibre ma riguarda un numero limitato di esse. Si tratta di un’evenienza di gravità intermedia fra la semplice contrattura e lo strappo muscolare. Fra i muscoli dell’arto inferiore, il quadricipite è quello più soggetto a stiramenti.

Il dolore da stiramento è acuto e improvviso, ma sopportabile. Questo aspetto in generale positivo può avere tuttavia conseguenze negative: l’intensità moderata del dolore, infatti, può permettere in molti casi di continuare la corsa, portando così a lesioni più importanti e ad un recupero più lungo. Per questa ragione, è particolarmente importante imparare a conoscere il proprio corpo, i suoi limiti e il punto oltre il quale non deve essere spinto. Se un dolore al quadricipite femorale insorto durante la corsa non passa, è consigliabile ricorrere al consulto medico: in questi casi, lo specialista può prescrivere l’esecuzione di un’ecografia, l’indagine di prima scelta per diagnosticare o escludere questo genere di disturbo.

L’applicazione immediata del ghiaccio contribuisce a migliorare la prognosi. In caso di diagnosi accertata di stiramento, risultano di grande efficacia le terapie fisiche, come la tecarterapia, una tipologia di elettroterapia che accelera la guarigione favorendo il riassorbimento dell’ematoma e la rigenerazione del tessuto muscolare.

Lo stiramento muscolare del quadricipite richiede l’applicazione di una benda elastica e, nei casi in cui il medico lo ritenga opportuno, l’assunzione di antinfiammatori o la loro applicazione locale. La terapia comporta anche il riposo per 2-3 settimane, seguito da un recupero graduale dell’attività sportiva.
 

Dolore al quadricipite da strappo muscolare

Lo strappo muscolare è un’evenienza patologica grave a carico del muscolo, che comporta la rottura completa di un certo numero di fibre. E’ un particolare tipo di stiramento, più grave, a cui segue una lacerazione vera e propria del muscolo.

Immagine che mostra nel dettaglio cosa succede quando si strappa un muscoloLa lesione può essere tanto violenta da comportare la formazione di un ematoma di dimensioni importanti, generalmente proporzionali alla gravità dello strappo. Lo strappo muscolare si manifesta con un dolore improvviso e molto violento durante la corsa. Talvolta la differenziazione fra stiramento e strappo non è così chiara: alcuni stiramenti particolarmente dolorosi, possono presentarsi con un quadro molto simile a quello di uno strappo. Nei casi dubbi, l’esecuzione di un’indagine ecografica permette di distinguere la patologia.

In tutti i casi, l’applicazione estemporanea del ghiaccio contribuisce a ridurre la dimensione dell’ematoma e dunque ad accelerare il recupero.

Successivamente, deve essere applicata una bendatura elastica, che contenga la massa muscolare e ne faciliti la guarigione. Questa fase della convalescenza deve essere attentamente monitorata e guidata, per limitare il rischio di formazione di cicatrici che potrebbero indebolire la struttura muscolare e la sua funzionalità. Il dolore può essere controllato attraverso la somministrazione di antinfiammatori, su consiglio del medico. Nei casi più gravi, è possibile che l’ortopedico debba intervenire chirurgicamente per ricostruire il muscolo.
 

Sindrome della bandelletta ileo-tibiale

La sindrome della bandelletta ileo-tibiale, conosciuta anche come ginocchio del podista (o ginocchio del corridore), è una patologia ortopedica causata da uno stato di debolezza della muscolatura della coscia, che porta all’instabilità della rotula. Questo osso risulta così libero di muoversi lateralmente e innaturalmente, sfregando in maniera anomala contro il femore. Generalmente, la sindrome della bandelletta ileo-tibiale colpisce coloro che corrono con il ginocchio non allineato rispetto a coscia e gamba.

La bandelletta (o banderella) ileo-tibiale è una struttura anatomica che stabilizza il ginocchio durante il movimento di flessione ed estensione della coscia rispetto alla gamba. Il tensore della fascia lata è un muscolo fusiforme che si trova superficialmente nella regione superiore laterale della coscia. E’ un muscolo di piccole dimensioni, ma estremamente attivo, che partecipa da protagonista alla biomeccanica della corsa. Flette la coscia rispetto all’anca e la coscia rispetto al ginocchio. Origina dal bacino (in particolare dalla spina iliaca antero-superiore) e termina con un lungo tendine nella sezione prossimale (quella più vicina al ginocchio) della tibia. Questo legamento si fonde, nel suo tratto finale, con la fascia lata, formando la bandelletta ileo-tibiale.

Durante la corsa, il muscolo tensore della fascia lata si muove avanti e indietro. Proprio la corsa rappresenta il principale fattore predisponente allo sviluppo di questa sindrome.
Quando la corsa avviene con l’arto inferiore che scarica su un ginocchio instabile, si verifica un sovraccarico sulla porzione laterale di questa articolazione, proprio in corrispondenza della bandelletta. Nei casi in cui questa è infiammata, il dolore compare al ginocchio, nella sua porzione laterale e inferiore, e si estende alla coscia, in corrispondenza del quadricipite e, in dettaglio, a livello del muscolo vasto laterale.

La sintomatologia è costituita principalmente dal dolore, di tipo bruciante, che compare dopo l’esecuzione di percorsi medio-lunghi (dolore da chilometraggio) nella regione laterale del ginocchio. La sensazione dolorosa si irradia dalla massa muscolare laterale della coscia a tutta la porzione anteriore del quadricipite.
Tale sintomo è più acuto quando il tallone urta sul terreno e quando la corsa avviene in discesa. Terminata questa prima fase, la sintomatologia si manifesta anche durante la corsa normale e la camminata.

Immagine di una ragazza mentre fa degli squatLa soluzione, in questi casi, è l’interruzione della corsa. Proseguendo nell’attività fisica, infatti, l’infiammazione si intensifica e si diffonde. Il rischio, in questi casi, è che si realizzino degli stati di contrattura muscolare che possono dare origine a stiramenti o strappi.

Successivamente, una volta trascorsa la fase acuta del disturbo, è utile eseguire cicli di esercizi per il potenziamento del quadricipite e squat (ossia piegamenti sulla gamba, con la pianta del piede completamente appoggiata a terra), con particolare attenzione all’allineamento delle ginocchia.

Un esercizio molto consigliato per la decontrazione del quadricipite, consiste nell’appoggiarsi con i glutei al muro, mantenendo le ginocchia flesse, e rilassare la gamba destra, rimanendo in appoggio sulla sinistra e muovendo la rotula delicatamente. L’esercizio deve essere eseguito alternativamente su una gamba e sull’altra. Coloro che soffrono di episodi ricorrenti di infiammazione della bandelletta ileo-tibiale, possono intraprendere percorsi di prevenzione attraverso l’esecuzione di esercizi di stretching prima della corsa.
 

Dolore al quadricipite da pronazione eccessiva

La pronazione eccessiva è l’anomala rotazione del piede verso l’interno durante la camminata e la corsa. Nel runner che presenta questa particolare anomalia meccanica dell’arto inferiore, per correggere l’alterazione, il quadricipite tende a portare verso l’esterno la rotula. Questo implica uno sfregamento anomalo del muscolo contro il femore.

Il quadro tipico della pronazione eccessiva comporta la presenza di dolore al quadricipite, che si accentua durante la camminata e la corsa.
Immagine di donne e uomini in palestra mentre fanno cyclette
L’ortopedico valuta il paziente in sede di esame obiettivo e può prescrivere esami quali la risonanza magnetica o l’artroscopia, che comprende la valutazione endoscopica dell’articolazione con uno strumento a fibre ottiche.

La terapia prevede:
  • riposo: la corsa deve essere sospesa fino a quando per il runner è possibile riprendere a correre senza avvertire dolore
  • fisioterapia: il paziente deve sottoporsi a esercizi specifici mirati all’irrobustimento della muscolatura della coscia
  • cyclette
  • nuoto
  • impacchi di ghiaccio
  • farmaci: il paziente può ricorrere all’assunzione di antinfiammatori da banco (previo consulto medico) per controllare il dolore
  • dispositivi medici: il runner può utilizzare temporaneamente una ginocchiera o un supporto elastico che contribuisca a favorire l’allineamento del ginocchio; l’uso abituale di plantari specifici previene la comparsa della sintomatologia dolorosa.
 

Dolore al quadricipite da crampi muscolari

I crampi muscolari rappresentano una conseguenza di uno squilibrio elettrolitico che colpisce le fibre. A causa dell’eccessivo affaticamento, della perdita di sali minerali che si verifica con la sudorazione profusa tipica della corsa, le fibre muscolari vanno incontro a contrazioni transitorie, improvvise e involontarie.

Allo scopo di prevenire lo sviluppo dei crampi muscolari, può essere utile:
  • bere in quantità adeguate: idratarsi correttamente prima, durante e dopo la corsa, riduce il rischio che sopraggiungano i temuti crampi
  • assumere acqua e anche integratori di sali minerali
  • aumentare il consumo di frutta ricca di potassio, come le banane
  • evitare gli allenamenti nelle ore più calde della giornata
  • effettuare un riscaldamento adeguato: i crampi muscolari riguardano quasi esclusivamente i muscoli degli arti inferiori, in particolare il quadricipite e, dunque, eseguire esercizi di stretching prima della corsa aiuta ad allungare i muscoli e a limitare il rischio di crampi
  • scegliere le scarpe giuste
  • mantenere un ritmo costante di corsa, evitando le accelerate brusche o le violente frenate.
 

Dolore al quadricipite da anomalie nervose

Il dolore al quadricipite può essere determinato da disturbi di origine nervosa. Quando a essere colpito è il nervo femorale, è molto probabile che il dolore sia causato da una compressione delle sue radicole, nel punto in cui emergono dal midollo spinale, a livello delle vertebre lombari, fra la seconda (L2) e la terza (L3) e fra la terza (L3) e la quarta (L4).

Il dolore da compressione del nervo femorale si manifesta a livello della regione anteriore delle cosce, in corrispondenza del quadricipite. Il coinvolgimento delle fibre sensitive del nervo femorale comporta anche la comparsa di sintomi quali parestesie (formicolio) locale.

Una ragione alternativa che può essere alla base di questo disturbo è l’irritazione del nervo da interferenza. Il muscolo ileo-psoas collega la parte anteriore della colonna vertebrale e del bacino alla coscia. Quando è eccessivamente contratto, pizzica il nervo femorale, scatenando il dolore. Se la contrazione di questa struttura muscolare si prolunga nel tempo, il dolore alla coscia può diventare cronico.
 

Dolore al quadricipite da tendinite

La tendinite del muscolo ileo-psoas è l’infiammazione della struttura connettiva che collega questo muscolo con il femore. E’ frequente nelle persone che sforzano molto l’arto inferiore, durante l’esecuzione di specifiche attività fisiche, fra cui la corsa.

Anche il tendine che connette il muscolo retto femorale al femore può infiammarsi e generare dolore localizzato alla regione anteriore alta prossimale della coscia, ossia in prossimità del bacino.
La tendinite richiede l’applicazione di ghiaccio localmente e il riposo.
 

Coxite

La coxalgia è il dolore scatenato dalla coxite, ossia l’infiammazione dell’articolazione dell’anca. Questa giunzione è anche detta anche articolazione coxo-femorale, perché situata fra il bacino (con una cavità emisferica detta acetabolo) e il femore ( con la testa femorale).
Immagine che mostra l'anca, se infiammata causa la coxalgia
E’ una patologia che colpisce in particolare i podisti, a causa dello stress cui sono sottoposte queste articolazioni durante la corsa. Maggiormente interessata la popolazione femminile, caratterizzata da un bacino mediamente più largo e nel quale le strutture tendinee sono sottoposte a maggiore sollecitazione di trazione.

Fra le principali cause della coxite, è possibile segnalare:
  • il sovraallenamento
  • i microtraumi ripetuti
  • gli squilibri muscolari.
Il sintomo principale è il dolore, che origina nella regione dell’anca, per irradiarsi al gluteo posteriormente e al quadricipite anteriormente. Il dolore nella regione anteriore della coscia è il risultato di un tentativo del corpo di riassestarsi su un equilibrio che non carichi eccessivamente sull’articolazione. La prosecuzione della corsa nonostante il dolore determina l’aggravamento della sua intensità, che può rendere il dolore insopportabile.

La visita ortopedica generalmente permette una diagnosi anche solo sulla base dell’esame obiettivo del paziente. Nel dubbio e per differenziare il quadro clinico rispetto alle patologie del bacino (fra cui la pubalgia), è possibile eseguire una radiografia o un’ecografia. Il trattamento della coxite prevede il riposo assoluto per 15-20 giorni, al fine di scaricare completamente l’articolazione dell’anca.

In fase di approccio diagnostico e terapeutico, è utile eseguire una valutazione di eventuali dismetrie degli arti inferiori: se le gambe hanno lunghezza significativamente diversa, lo squilibrio dell’assetto dell’apparato locomotore genera una distribuzione anomala dei carichi e dunque un carico eccessivo su determinate strutture rispetto ad altre. In questo caso, il supporto del fisiatra permette di ridurre le conseguenze sulla deambulazione e la corsa di questa anomalia morfologica.

I risultati delle terapie fisiche (in particolare della tecarterapia) nel contrasto dello stato infiammatorio dell’articolazione, sono più che buoni. Per prevenire recidive, è consigliabile eseguire esercizi di stretching dei muscoli del bacino, soprattutto il grande e il medio gluteo, gli adduttori e gli abduttori.

 

Come funziona il nostro apparato muscoloscheletrico? 

 

Domande e risposte

  1. Cosa può causare dolore alla coscia?
    Il dolore alla coscia è generalmente significativo di un problema al quadricipite muscolare. Durante la corsa, può essere indicativo di una lieve affaticamento muscolare oppure rappresentare la spia di una lesione muscolare potenzialmente grave, come lo strappo.
     
  2. Come è possibile alleviare il dolore al quadricipite durante la corsa?
    Se il dolore si intensifica o è particolarmente localizzato, la corsa deve essere interrotta. E’ utile anche applicare del ghiaccio localmente e, sentito il parere del medico, assumere antinfiammatori (per bocca o per applicazione locale). Se il dolore non passa, può essere necessario sottoporsi ad indagini diagnostiche per accertare eventuali disturbi a carico del muscolo quadricipite o delle strutture anatomiche che con esso interagiscono.
     
  3. Perché mi fa male il quadricipite quando corro?
    Il quadricipite può generare dolore se è in stato di contrattura o colpito da una lesione muscolare, come uno stiramento o uno strappo. Oppure, se uno dei nervi che decorrono nella coscia è compresso o irritato da interferenze con altre strutture anatomiche.
     
  4. Perché la parte superiore del quadricipite mi fa male mentre corro?
    Il dolore alla parte superiore del quadricipite può essere determinato da un problema all’articolazione dell’anca (coxite). E’ importante, in questo caso e se il dolore non migliora, verificare che non si tratti di una patologia del bacino.
     
  5. Perché sento una sensazione di bruciore nel quadricipite mentre corro?
    Il dolore bruciante nel quadricipite può essere causato da una particolare patologia definita “sindrome della banderella ileo-tibiale”, originata da uno stato di instabilità dell’articolazione del ginocchio. In questo caso, il runner deve osservare riposo assoluto, per evitare che l’infiammazione si estenda e si intensifichi. L’esecuzione di esercizi di stretching prima della corsa previene la comparsa di ulteriori episodi.

     
In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.