Dolore ai polpacci: cure e prevenzione. Le cause più comuni

Dolore ai polpacci: cure e prevenzione. Le cause più comuni

Benessere

Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2019

Indice

Dolore ai polpacci sì ma… di che tipo?

Si fa presto a dire: “Mi fanno male i polpacci”, ma cosa significa? Ci sono dolori e dolori e tutti possono essere descritti in modo diverso. Perché è importante trovare le parole giuste per spiegare che tipo di “male” sentiamo in questa parte della gamba? Per poter aiutare il medico a risalire alla causa della nostra sofferenza, per aiutare noi stessi a trovare sollievo e non peggiorare la sindrome dolorosa che ci ha colpito. La muscolatura del polpaccio è senza dubbio una delle più resistenti del corpo: in realtà essa è costituita da tre muscoli – il gastrocnemio o gemelli, il soleo e il plantare – che si trovano nella parte posteriore della gamba, proprio sotto il ginocchio, collegati al tallone dal lungo tendine di Achille. Una lesione muscolare può provocare dolore, ma attenzione. Anche malattie vascolari, del sistema nervoso o del metabolismo possono provocare un generico “male” al polpaccio, così come anche l’uso di calzature inadeguate e persino la disidratazione. Vediamo perciò una piccola carrellata di sintomi collegati con la sensazione dolorosa, riconducibili a specifici disturbi di questa parte della gamba.
  • Gonfiore, edema
  • Anomalo “pallore” del polpaccio e pelle fredda
  • Sensazione di formicolio o di intorpidimento fino a parziale perdita di sensibilità dei polpacci e di tutta la gamba
  • Debolezza muscolare, perdita di forza
  • Ritenzione di liquidi
  • Arrossamento e presenza di rigonfiamenti sottocutanei con sensazione di calore
Il dolore, inoltre, può essere descritto come trafittivo e lancinante, improvviso (tipico il caso del crampo), oppure profondo e sordo, o ancora localizzato in un punto o esteso a tutta la gamba. Vediamo dunque di approfondire le possibili cause di dolore ai polpacci a seconda delle strutture anatomiche interessate dal disturbo.
 

Crampi

Immagine di una ragazza con crampo al polpaccioTipicamente colpiscono gli sportivi e gli atleti dopo o durante un intenso allenamento o una competizione lunga e faticosa. Tuttavia un crampo alla gamba può capitare a tutti e non è una bella esperienza. I crampi interessano la muscolatura del polpaccio e sono violente e improvvise contrazioni involontarie delle fibre muscolari visibili ad occhio nudo, che in genere durano qualche minuto provocando un intenso dolore. Talvolta si ripetono più volte in un lasso di tempo abbastanza breve. Tra le possibili cause di questi spasmi muscolari anomali, oltre alla fatica di un esercizio fisico prolungato, ci sono:
  • Disidratazione
  • Traumi e lesioni ai muscoli stessi come ad esempio strappi e contratture
  • Carenza di minerali (in particolare magnesio e potassio)
Inoltre, all’origine di questo sintomo possono esserci anche condizioni e malattie più serie, tra cui:
I crampi da affaticamento solitamente sono di breve durata, tuttavia la sensazione di indolenzimento può essere percepita molto più a lungo.
 

Altre cause muscolari

Dal momento che la struttura dei polpacci è prevalentemente muscolare, è chiaro che la causa del nostro dolore sarà molto probabilmente da imputare ad una lesione o ad un problema legato proprio ai muscoli. Vediamo i principali:
  • Immagine che mostra un corridore mentre si tiene la gamba in preda al doloreStiramento dei polpacci
    Lo stiramento muscolare del polpaccio normalmente si verifica a seguito di eccessivo sforzo e affaticamento della parte (spesso durante allenamenti o competizioni sportive), o anche eccessiva o impropria sollecitazione della muscolatura stessa. Un esempio può essere un nuovo esercizio fisico che coinvolga le gambe, particolarmente intenso, che non viene eseguito nel modo corretto o senza previo e adeguato riscaldamento. Tra le attività fisiche che più facilmente possono provocare stiramenti ai polpacci si annoverano corsa, nuoto, ciclismo, sollevamento pesi eccetera. I sintomi iniziali dello stiramento muscolare sono: indolenzimento della parte con dolore che può essere più o meno acuto, e soprattutto difficoltà nel movimento. Se lo stiramento è lieve e ha colpito solo una piccola porzione di muscolo, di solito con un po’ di riposo e l’applicazione del ghiaccio il dolore e gli altri sintomi regrediscono presto. Uno stiramento severo può però sfociare nello strappo, il che accade quando alcune delle fibre muscolari coinvolte si lacerano. In questo caso il dolore è molto più intenso, così come la limitazione funzionale, e nel polpaccio possono formarsi ecchimosi per versamento di sangue interno. In questo caso è meglio recarsi al proprio soccorso o da un ortopedico per una visita quanto più tempestiva possibile.  
  • Stiramento/strappo del soleo
    Questo specifico trauma interessa solo il muscolo soleo, uno dei tre che compongono il polpaccio e che si trova sotto il gastrocnemio. Colpisce con prevalenza gli atleti che praticano corse di resistenza, come la maratona. Lo stiramento del soleo in questi casi è un problema cronico, i cui tipici sintomi sono: indolenzimento o senso di tensione profonda all’interno del polpaccio.
  • Contusione
    La causa più comune di una contusione ai polpacci è… un calcio. O un qualunque colpo anche ripetuto che “pesti” questa parte carnosa della gamba. Tale evento procura dolore, ovviamente, ma anche gonfiore e la comparsa di un’ecchimosi/ematoma sottocute più o meno estesa.
  • Rottura del muscolo plantare
    Il muscolo plantare è un sottile e breve muscolo che affianca il gastrocnemio, la cui lacerazione si avverte come un improvviso e doloroso strappo nella parte posteriore della gamba, subito seguito da gonfiore e dalla comparsa di un’ecchimosi. Possono insorgere anche crampi muscolari. Spesso a causare la rottura del muscolo plantare è un allungamento in avanti della gamba, anche uno stretching che “tiri” eccessivamente il muscolo, soprattutto se eseguito a freddo.
     

Lesioni di altro tipo

Dopo aver approfondito le cause muscolari del dolore ai polpacci, possiamo passare ad analizzare quelle di altra natura, ovvero che si originino da lesioni o patologie e carico delle altre strutture che formano questa parte dei nostri arti inferiori. A cominciare dai tendini.
  • Tendinite dell’achilleo
    Il tendine di Achille è un lungo e robusto tendine che collega l’osso del tallone del piede ai muscoli del polpaccio. Quando l’achilleo si infiamma, cosa che solitamente accade a causa di eccessiva sollecitazione (ad esempio praticando attività sportiva), provoca un dolore bruciante nella parte posteriore della gamba, proprio sotto il ginocchio. Il tendine di Achille, sebbene forte e resistente, può tuttavia anche rompersi, a causa di traumi improvvisi. In questo il caso il dolore è acutissimo, lacerante, improvviso, in qualche caso preceduto da una sorta di “crack”, o schiocco sonoro, come quando si rompe un elastico, appunto. Oltre al dolore chi venga colpito da questa seria lesione non è più in grado di muovere la gamba, perché il polpaccio e il piede non possono più sopportare il peso del corpo. Per tale ragione ci si deve recare subito al pronto soccorso o almeno a visita ortopedica urgente.
  • Immagine che mostra un atleta che si tiene la caviglia in preda alla tendiniteTendinite del popliteo
    Questa sindrome infiammatoria interessa un tendine del ginocchio, il popliteo, che avvolge l’articolazione e collega la tibia al muscolo popliteo, di forma triangolare. Insieme, muscolo e tendine, ci consentono di ruotare il ginocchio. Ebbene, quando questo tendine si infiamma, quello che però si avverte è un dolore localizzato sopra il polpaccio, tra il lato e la parte retrostante del ginocchio e che peggiora con il movimento, quando camminiamo o corriamo. Se la tendinite è severa, oltre al dolore può presentarsi anche versamento di sangue internamente all’articolazione del ginocchio.
  • Compressione nervosa
    Quando il polpaccio si gonfia o si ingrossa può “schiacciare” i nervi che solcano questa parte della gamba, provocando un acuto dolore, e altri sintomi tra cui intorpidimento, formicolio e anche parestesia (parziale perdita di sensibilità). I due nervi che rischiano maggiormente di subire una compressione al livello dei polpacci sono il nervo surale e il nervo peroneo.
  • Trombosi venosa
    Quando il sangue ristagna troppo a lungo nelle vene delle gambe – in genere per precondizioni quali diabete, obesità, gravidanza, insufficienza venosa cronica ecc. – tende a coagulare formando dei trombi. È la trombosi venosa profonda, che causa dolore crampiforme al polpaccio accompagnato da gonfiore, arrossamento, senso di calore. La trombosi venosa profonda è una condizione clinica molto seria, che se trascurata può condurre a gravi eventi potenzialmente letali quali embolie e ictus. Per tale ragione, una volta scoperta la presenza di trombi nelle gambe, si deve immediatamente intervenire con un’adeguata terapia anticoagulante.
  • Cisti di Baker
    Detta anche cisti poplitea, altro non è che una sacchetta (o più sacchette raggruppate insieme) piene di liquido sieroso di origine sinoviale che si forma appena sotto il ginocchio, nella parte retrostante della gamba. Spesso conseguenza di artrite o comunque esito di processi infiammatori interni, questa neoformazione può risultare asintomatica, ma talvolta, quando la cisti si rompe (il che può accadere anche senza trauma), e il liquido si spande nel polpaccio, provoca un dolore acuto accompagnato da gonfiore. Inoltre, se la cisti di Baker si ingrossa aumentando di volume, può comportare rigidità articolare e fastidio nella deambulazione.
  • Immagine che mostra la frattura di tibia e peroneFrattura di tibia o perone
    La tibia e il perone sono le due ossa parallele che sorreggono la gamba. Se una di queste ossa si rompe, ad esempio a causa di un incidente, oppure si verifica una frattura spontanea a seguito di malattie come l’osteoporosi, il primo sintomo è costituito da un forte e costante dolore a tutta la gamba che si irradia al polpaccio e che può essere associato a gonfiore, tumefazione ed eventualmente deformazione dell’arto in caso di frattura scomposta.
  • Sindrome compartimentale
    Rappresenta una seria complicanze medica in grado, se non trattata adeguatamente, di compromettere l’integrità dell’arto. Tale sindrome si verifica in genere a seguito di lesioni traumatiche, in particolare fratture ossee composte o meno, quando importanti versamenti interni di sangue e altri liquidi aumentano enormemente la pressione nel muscolo del polpaccio e ne interrompono l’afflusso ematico. I sintomi della sindrome compartimentale sono:
    - Forte dolore che non si allevia in alcun modo
    - Intorpidimento
    - Comparsa di un rigonfiamento visibile sottocute nel muscolo del polpaccio. La pelle inoltre appare translucida e tesa
    - Difficoltà a muovere la gamba
    La sindrome compartimentale richiede un immediato intervento medico, pertanto in presenza della sintomatologia succitata è bene recarsi subito al pronto soccorso.
  • Intrappolamento dell’arteria poplitea
    Rara condizione che si verifica quando l’arteria poplitea della gamba viene compressa e quindi risulta “schiacciata” dal muscolo gastrocnemio. In genere questo evento colpisce con più frequenza gli atleti quando flettono il ginocchio, ad esempio durante o dopo una intensa sessione di allenamento, con esercizi che comportino l’uso delle gambe. Il sintomo principale è un forte dolore al polpaccio.
 

Quando la causa non è nei polpacci

Un dolore che insorga a carico delle nostre gambe e in particolare dei polpacci, non necessariamente ha origine esattamente nel “luogo” in cui lo percepiamo. A volte può essere sintomo di una malattia più generale e quindi, verosimilmente, associato ad altri disturbi concomitanti. Vediamo qualche esempio.
  • Neuropatia (diabetica) periferica
    Questa sindrome che si manifesta come complicanza di “corollario” del diabete, è provocata da un progressivo danneggiamento dei nervi delle aree periferiche del corpo. Tipicamente, quindi, i sintomi insorgono a carico di gambe e piedi, mani e braccia. Il deterioramento nervoso è prodotto dall’eccessivo carico di zuccheri nel sangue, ed è la causa più comune, ma va anche precisato che la neuropatia periferica può presentarsi anche in soggetti non diabetici e in tal caso all’origine ci possono essere malattie neurodegenerative o infiammazioni “meccaniche” dei nervi. Tra i sintomi della neuropatia periferica si annoverano:
    - Dolore acuto
    - Crampi muscolari ai polpacci
    - Debolezza del muscolo
    - Perdita o riduzione della sensibilità (parestesie)
    - Formicolio
  • Immagine che evidenzia le zone dove si localizza il dolore sciaticoSciatica (infiammazione del nervo sciatico)
    Un dolore bruciante che “serpeggi” lungo tutta la gamba caricando anche il polpaccio può tranquillamente essere provocato dall’infiammazione del lungo nervo sciatico, che dal gluteo percorre coscia e gamba fino al piede. Spesso la “sciatica” è provocata da un’ernia del disco, e produce sintomi quali formicolio, dolore e intorpidimento che dalla zona lombare della schiena possono progredire fino ad interessare la gamba e la muscolatura dei polpacci.
  • Arteriopatia periferica
    Questa patologia vascolare insorge a seguito di un ridotto afflusso di sangue alle arterie degli arti inferiori, e si manifesta con dolore che può colpire tutta la gamba e difficoltà nella deambulazione fino ad una zoppia vera a propria (claudicatio), a causa di un restringimento dei vasi. Il dolore in genere si attenua con un riposo di 10 minuti. Per quanto riguarda la claudicatio, in questo caso il dolore polpaccio è di tipo crampiforme ed è provocata dalla riduzione del lume interno dell’arteria superficiale femorale o dell’arteria potpilea.
 

Dolore ai polpacci: cure e prevenzione

Come abbiamo visto, alla radice di un dolore ad uno o ad entrambi i polpacci possono esservi svariate cause, ed è proprio partendo dall’origine, più o meno localizzata, del sintomo doloroso che possiamo trovare la giusta cura e il miglior rimedio. Tuttavia, considerando che nella maggior parte dei casi quando i polpacci ci fanno male è per “colpa” dei muscoli e di una loro sofferenza, vediamo quali sono gli interventi che possiamo mettere in atto facilmente per trovare sollievo subito:
  • Immagine di un massaggiatore mentre fa un massaggio ai polpaccio di un atleta sdraiato a pancia in giùBorsa del ghiaccio
    Applicare del ghiaccio sul polpaccio colpito da dolore, ad esempio in caso di contusione o di crampo, aiuta a ridurre tutti i sintomi collegati, inclusi eventuale gonfiore ed ecchimosi. Per ottenere il miglior beneficio si consiglia di effettuare diverse applicazioni di 20 minuti con pause di pochi minuti l’una dall’altra, fino a miglioramento.
  • Sollevare la gamba
    Serve sia per alleviare il dolore che per ridurre l’edema, se è presente e per defatigare il muscolo. In caso di problemi vascolari – ad esempio varici e insufficienza venosa -   facilita il ritorno del sangue verso il muscolo cardiaco. In questo caso la gamba dovrebbe essere posizionata in modo da risultare più in alto del cuore.
  • Antinfiammatori FANS
    Comuni antinfiammatori da banco a base, ad esempio, di ibuprofene, acido acetilsalicilico o paracetamolo, sono utili per alleviare il dolore ai polpacci causati da infiammazione.
  • Esercizi di stretching. “Allungamenti” dolci della muscolatura delle gambe e in particolare dei polpacci può aiutare a ridurre la sensazione dolorosa in caso di contrattura o crampo, meglio ancora se eseguiti con la gamba leggermente sollevata o in posizione di riposo su un cuscino, per allentare la tensione.
Dal momento che prevenire è meglio che curare, la domanda in questo caso è la seguente: possiamo proteggere i nostri polpacci almeno da alcune delle più comuni cause di dolore? Risposta automatica: sì. Certo che possiamo. Ad esempio se siamo atleti o per lo meno pratichiamo attività fisica e siamo soggetti a crampi muscolari, o se il nostro problema è l’insufficienza venosa, o ancora se siamo diabetici e a rischio di neuropatia periferica, sono diverse le strategie preventive che possiamo mettere in atto. Tra queste:
  • Eseguire esercizi di stretching e riscaldamento muscolare prima dell’attività fisica e anche dopo per rilassare i muscoli in tensione. Questi esercizi sono utili anche se non facciamo sport in caso di problemi circolatori e tendenza al gonfiore.
  • Idratarsi. Non ci si pensa, ma proprio la disidratazione è una delle principali cause di problemi a livello muscolare che si manifestano specialmente a carico dei polpacci con dolore crampiforme e contratture.
  • Assicurarsi il giusto apporto di minerali, soprattutto magnesio e potassio che mantengono in salute i muscoli. Li troviamo nelle banane, nelle patate, nelle arance, nei legumi, nella frutta secca, nei frutti di mare, nello yogurt, nel cioccolato extrafondente, nei pomodori, solo per citare alcune fonti alimentari di facile reperibilità.
  • Aumentare gradualmente l’intensità degli allenamentiVale per gli sportivi e per chiunque improvvisamente decida di fare moto da una precedente condizione di sedentarietà. Mai sollecitare troppo i muscoli dei polpacci se non preparati.
  • Indossare calze elastiche o paraurti. Le prime servono per migliorare la microcircolazione periferica in caso di tendenza alla stasi venosa e varici, a sua volta precondizioni per la trombosi venosa profonda. I secondi servono per prevenire incidenti e traumi che possono provocare dolore alle gambe e ai polpacci.



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Domande e risposte

  1. Mi fanno male i polpacci: cosa significa?
    Le cause più comuni di dolore ai polpacci sono:
  • Tendinite dell’achilleo: rottura del lungo tendine di Achille che collega i muscoli del polpaccio al tallone e che può dipendere da sforzo eccessivo o da stiramento muscolare
  • Crampi muscolari: dolorose e improvvise contrazioni involontarie dei muscoli del polpaccio, in genere causati da sforzo o stanchezza
  • Stiramento muscolare, spesso dovuto a sollecitazione eccessiva o impropria dei muscoli del polpaccio
  • Sciatica, infiammazione del nervo sciatico che attraversa tutta la gamba
  • Contusione del polpaccio
  • Trombosi venosa, ovvero formazione di coaguli di sangue (trombi) all’interno delle vene della gamba
  • Neuropatia periferica, che si verifica quando i nervi degli arti inferiori risultano danneggiati. All’origine ci sono spesso patologie sistemiche tra cui il diabete
     
  1. Quali sono i sintomi della trombosi venosa nella gamba?
    In generale, si sperimenta un dolore di tipo crampiforme piuttosto forte. Se questo sintomo è accompagnato da gonfiore della gamba che non si riduce sollevando l’arto o applicando del ghiaccio, allora è davvero molto probabile che ci si trovi di fronte ad una trombosi venosa. La presenza di un coagulo di sangue all’interno di una vena della gamba si può manifestare anche con il riscaldamento della parte e con una colorazione bluastra o violacea della pelle.
     
  2. Come si allevia il dolore ai polpacci?
    Dipende dalla causa, ma in generale si può:
  • Proteggere l’arto che ha subito una lesione o un trauma indossando una fascia elastica o un tutore rigido che immobilizzino la gamba e permettano alla muscolatura del polpaccio di rilassarsi completamente
  • Riposare per il tempo necessario ai muscoli del polpaccio di rigenerarsi e soprattutto per prevenire danni ulteriori
  • Applicare una borsa del ghiaccio sui polpacci per almeno 15-20 minuti, e poi ripetere più volte con un intervallo di qualche minuto tra un’applicazione e l’altra
     
  1. Posso camminare se ho uno stiramento muscolare al polpaccio?
    Dipende dalla severità della lesione. I sintomi di uno stiramento al polpaccio lieve sono dolore e la sensazione di avere un “peso” nella parte posteriore della gamba, più o meno e metà della stessa. In questo caso si può camminare sebbene questa azione risulti difficoltosa. Se lo stiramento è invece più importante o se si è verificata la lacerazione (strappo) di alcune fibre muscolari è del tutto sconsigliato muovere l’arto.
     
  2. Posso morire di trombosi venosa profonda?
    Purtroppo la risposta è affermativa. Ciò che può accadere è che un trombo, o una parte di esso, “migri” dalla gamba verso un organo vitale, come ad esempio un polmone, ostruendo un’arteria e provocando un’embolia, evento potenzialmente letale.
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 24 marzo 2019