Dolore al piede: quali sono le cause e terapie adeguate

Dolore al piede: quali sono le cause e terapie adeguate
25 marzo 2019

Benessere

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Il dolore al piede è un sintomo che può essere provocato da cause di diverse tipologie, tra cui dermatologiche, neurologiche, muscolo-scheletriche o vascolari. Questi disturbi sono generalmente indicati dal termine generico podalgia.

Per capire cosa provoca dolore al piede e come farlo passare, è importante innanzitutto rivolgersi a un medico per ottenere la diagnosi corretta. Tuttavia, per aiutare lo specialista nella diagnosi, è utile sapere com’è fatto il piede. Qui di seguito una breve spiegazione.
 

Il piede

Per definizione, il piede è l’elemento estremo dell’arto inferiore. Si compone delle cinque dita, simili a quelle della mano ma senza l’abilità prensile, del metatarso, la parte davanti del piede, del tallone, la parte più indietro del piede, e della caviglia, che collega il piede alla gamba.
 
Un piede, similmente alla mano, è formato da 26 ossa divise tra ossa del tarso (7 ossa che formano caviglia e tallone), del metatarso (la metà anteriore del piede, composta da 5 ossa) e delle falangi (le dita del piede, 14 piccole ossa lunghe). Alcune persone possono poi avere uno o due ossicini in più, chiamate ossa accessorie. Queste ossa si creano a causa di centri di ossificazione che, durante la fase di crescita, dividono il primo abbozzo cartilagineo di un osso in più ossa.

Tutte queste ossa sono tenute assieme e coordinate tra loro da un complesso sistema di cartilagini, tendini e muscoli che completano le articolazioni del piede e ne permettono il movimento.


La pianta del piede è la superficie inferiore del piede, quella su cui si cammina. Ha una forma triangolare, con la punta formata dal tallone e la base che collega le ossa metatarsali. Questa superficie non è piatta, ma si alza in una volta plantare che non tocca il terreno.
La volta plantare è la zona del piede più ricca di nervi e di vasi sanguigni. Da qui nervi e vasi si diramano verso le dita, la gamba e il resto del corpo.

 

Le cause più comuni del dolore al piede

Soffrire di “mal di piedi” non è affatto raro. Capita, anzi, alquanto di frequente di lamentare un qualche tipo di fastidio alle nostre delicate estremità, non di rado per colpa di calzature scomode o, per le donne, di tacchi troppo alti indossati per molte ore di seguito. Una storta, una posizione maldestra, una vescica che spunta magari per aver camminato troppo a lungo senza riposare o un antipatico callo, sono tutte possibili cause di mal di piedi. Un dolore improvviso o progressivo che colpisce tutto il piede, o solo la pianta, o solo un punto della stessa, però, specie se forte tanto da diventare invalidante o che si ripete nel tempo, va senza dubbio indagato.
La complessità della struttura articolare del piede e la sua ricchezza di vasi e nervi lo rende già di per sé un organo più esposto al dolore rispetto alle altre parti dello scheletro. A questo si aggiungono il carico, specie in caso di sovrappeso, e gli shock meccanici: i piedi ci sorreggono tutto il giorno e assorbono le vibrazioni del movimento durante la marcia. Inoltre l’uso di scarpe, che alterano i movimenti naturali, o traumi (traumi acuti o microtraumi ripetuti) possono a loro volta compromettere la struttura del piede o provocare infiammazioni.

Fatte queste premesse, non è difficile capire che le cause più comuni di dolore al piede sono:
  • Stati infiammatori delle ossa o delle parti molli
  • Usura delle articolazioni
  • Lesioni a muscoli, nervi, tendini, ossa o legamenti
  • Malformazioni o deformità del piede, presenti anche dalla nascita (congenite)
  • Difetti di postura o calzature non idonee.
e più nello specifico:
  • Tendinite dell’achilleo (tendine di Achille)
  • Rottura dei tendini
  • Frattura di una o più ossa dell’articolazione del piede o delle dita
  • Borsite (infiammazione articolare)
  • Duroni e calli
  • Neuropatia diabetica (in questo caso è il diabete la malattia primaria, che può alla lunga danneggiare i nervi periferici causando, tra le possibili complicanze, il cosiddetto “piede diabetico”)
  • Piede “piatto”
  • Gotta (malattia determinata da un eccesso di acidi urici nel sangue che causa infiammazione articolare)
  • Morbo di Haglund (malattia che causa un forte dolore al tallone a causa dell’accrescimento anomalo ma benigno di tessuto osseo in questa parte del piede)
  • Unghia incarnita (onicocriptosi)
  • Metatarsalgia (dolore alla pianta dell’avampiede)
  • Neuroma di Morton (infiammazione di uno dei nervi delle dita del piede)
  • Artrosi del piede
  • Osteomielite (infezione alle ossa del piede)
  • Malattia di Paget (malattia metabolica dell’osso)
  • Neuropatia periferica (malattia che colpisce il sistema nervoso periferico)
  • Fascite plantare (infiammazione delle fibre della pianta del piede)
  • Vesciche e verruche plantari
  • Artrite psoriasica (una malattia articolare cronica di origine autoimmune che può essere associata a psoriasi) e tutte le forme di artrite
  • Sindrome di Reynaud (malattia che colpisce le arterie che portano il sangue dal cuore verso le zone periferiche dell’organismo)
  • Spina calcaneare (formazione di un osteofita, sorta di sperone osseo appuntito all’interno del calcagno)
  • Sindrome del tunnel tarsale (un disturbo causato dalla irritazione del nervo che dal tallone arriva alla pianta del piede)
  • Tumori ossei.
Naturalmente ciascuna delle cause elencate andrebbe analizzata da sola, con la relativa sintomatologia, il grado di severità, e naturalmente le possibili cure. Da un lato, infatti, abbiamo il dolore a uno o ad entrambi i piedi determinato da cause accidentali, come ad un esempio un trauma, una lesione, dall’altro il dolore come sintomo di patologie vere e proprie. Proviamo intanto a concentrarci sulle cause più comuni del “mal di piedi”, a partire dal dolore che insorge a carico della pianta. 


 

Quando il dolore interessa la pianta del piede

Il dolore alla pianta del piede – di uno o di entrambi – è tanto diffuso quanto aspecifico. Può infatti essere una conseguenza di condizioni diversissime. Può essere superficiale e quindi essere avvertito soprattutto a livello cutaneo, oppure scaturire dall’interno del piede. Può essere bruciante o sordo, manifestarsi a riposo o solo quando camminiamo. Può dipendere da un traumatismo, o da un difetto nella camminata, persino da una anomalia anatomica congenita. Tra le cause più comuni ne abbiamo individuato quattro: la metatarsalgia, , la neurite di Morton, la formazione di calli e duroni. Tutte queste condizioni patologiche provocano dolore in zone diverse della pianta del piede. Vediamole.

 

Dolore nella zona anteriore (metatarso)

Se il dolore colpisce il metatarso, all’altezza dell’attaccatura delle dita del piede, si parla di un’infiammazione chiamata metatarsalgia.
Si manifesta con un dolore localizzato nella regione dei metatarsi, le ossa che formano proprio l’articolazione che dal centro del piede arriva fino alle dita e che fungono da “ammortizzatori” quando camminiamo. Immagine che mostra la differenza tra un piede sano e uno con l'alluce valgoQuesta sindrome colpisce con più frequenza le donne e spesso ha una causa “meccanica”, ovvero è dovuta a microtraumi ripetuti a loro volta conseguenza di una cattiva distribuzione del peso del corpo. Quando si indossano spesso scarpe con tacchi molto alti, infatti, si tende a sbilanciare la postura concentrando il carico sulla zona anteriore della pianta, esattamente la regione dei metatarsi. Altre possibili cause di questa sindrome dolorosa sono anomalie congenite dell’anatomia dell’articolazione o del piede in generale, difetti di appoggio, ma anche malattie articolari sistemiche come l’artrite reumatoide. Anche un’attività ginnica troppo intensa, specie se praticata senza calzature adeguate, può contribuire alla comparsa del dolore. Nella zona colpita dalla metatarsalgia possono formarsi calli, a loro volta fonte di dolore durante la camminata.


Se il problema è localizzato nella zona dell’alluce, il primo dito, sempre alla sua attaccatura con la pianta, potrebbe essere dovuto a una patologia come il diabete, il morbo di Hansen, l’artrite o la gotta.

Se invece il male è sotto, nella pianta alla base dell’alluce, potrebbe essere una tendinite.

Se oltre al dolore c’è anche un intorpidimento potrebbe essere il Neuroma di Morton: si tratta dell’infiammazione di uno dei nervi che attraversano le dita del piede, in genere nell’area centrale, tra il terzo e il quarto dito. Il dolore quindi si concentra soprattutto nella zona dell’avampiede accentuandosi con il movimento ed è di tipo bruciante, spesso intenso. Tra le cause più comuni l’uso continuato di calzature inadatte, scomode, con tacchi alti e/o punta troppo stretta. Il neuroma di Morton può provocare l’alluce valgo.

Anche calli e duroni possono essere causa del dolore al piede. Questi ispessimenti della pelle della pianta del piede possono essere talmente dolorosi da rendere ogni passo una tortura. Si formano nelle zone in cui si concentra la pressione, dove quindi aumentano sia la frizione con la scarpa, sia lo sforzo “da carico”. Ecco perché è comune che sia l’avampiede a diventare sede privilegiata di questi indurimenti che possono essere solo superficiali, oppure estendersi verso l’interno dei tessuti andando a premere contro i nervi e provocando un intenso dolore. Piccoli calli possono altresì formarsi tra le dita a causa dello sfregamento di queste con le calzature, mentre ispessimenti lungo l’area del tallone possono screpolarsi fino a sanguinare.
 

Dolore nella zona interna del piede

Questo tipo di dolore è abbastanza raro. Si trova di solito tra chi soffre di piede piatto. Nella maggior parte dei casi è dovuto a una tendinite o a una distorsione in eversione (con il piede che si gira verso l’esterno).










 

Dolore al tallone

immagine che mostra la causa dell'infiammazione del tendine d'achilleIl dolore al tallone, la tallonite, di solito è causato da sovraccarico o da un trauma ripetuto come un atterraggio goffo sui calcagni, una corsa su superfici dure come cemento o asfalto, scarpe che non ammortizzano sufficientemente gli urti. Nel caso il trauma sia rilevante, ci può essere una frattura, di solito del calcagno.

C’è poi la tendinite d’achille, un’infiammazione di un tendine posizionato dietro la caviglia che si collega al tallone. In tal caso i momenti di maggior dolore si hanno salendo e scendendo le scale o dopo una camminata.

Più comune di quanto non si creda, la fascite plantare è l’infiammazione delle fibre della pianta del piede nel punto in cui si “agganciano” all’osso del tallone. La fascia plantare è una robusta striscia di tessuto connettivo che attraversa la pianta del piede e che assorbe la vibrazione che si produce quando camminiamo. In questo caso il dolore si manifesta già nel momento in cui si poggia il piede a terra alzandosi dal letto al mattino, per poi intensificarsi nel corso della giornata ogni volta che si cammina. Tuttavia una sensazione di fastidio a volte si continua a percepire anche a riposo. Tra le cause più comuni all’origine di questa infiammazione si annoverano anomalie anatomiche del piede tra cui un tendine di Achille troppo corto, il piede “piatto” o “cavo”, o infine la formazione interna di uno sperone o “spina” calcaneare, ovvero un anomalo accrescimento di tessuto osseo nella zona del calcagno che preme contro le fibre della fascia plantare, irritandola.
 
Infine troviamo lo sperone calcaneare, un’anomala crescita ossea, come una spina, che cresce sotto al calcagno. Questa spina provoca dolore sotto al tallone, nella parte interna, quando si cammina o si resta in piedi. E’ più comune tra chi già soffre di piede piatto o cavo, ma nella metà dei casi non dà fastidi.
 

Dolore vicino alla caviglia o sul lato esterno del piede

Di solito è causato da distorsioni, botte o fratture. In particolare dopo una distorsione, i tendini si possono infiammare.

Un’altra causa potrebbe essere la frattura del quinto metatarso, comune tra gli atleti o tra chi sovraccarica il piede anche con shock ripetuti.

 

Dolore alle dita del piede

Anche le dita dei nostri piedi possono diventare origine di disturbi assai dolorosi.
La causa più comune è l’unghia incarnita, cioè un’unghia di un dito del piede che cresce attraverso la pelle, a volte lacerandola e provocando un’infezione.

Ci sono poi casi di verruche e funghi che possono provocare irritazioni e dolore. Tra questi il piede d’atleta è un’irritazione della pelle, di solito attorno alle dita del piede ma può estendersi fino al tallone, causata da un fungo. All’inizio la pelle è arrossata e si desquama, poi col tempo diventa biancastra e umida, emettendo cattivi odori.

Anche le dita dei nostri piedi possono diventare origine di disturbi assai dolorosi. Abbiamo visto come possano farci male a causa, ad esempio, della presenza di calli, o quando, come nella neurite di Morton, uno dei nervi interdigitali si infiamma. Ma altre cause, alcune piuttosto comuni, di dolore alle dita dei piedi sono di tipo ortopedico, e ci riferiamo a deformazioni come il piede a martello e l’alluce valgo. Vediamo meglio.

L’alluce valgo altro non è che la progressiva deviazione dell’articolazione dell’alluce, il primo dito del piede, che si protende verso l’esterno spingendo il dito verso l’interno, ovvero verso le altre dita. Questa deformazione ossea viene anche definito “cipolla” perché la parte dell’articolazione coinvolta assume proprio la forma a bulbo. L’alluce valgo è soprattutto un disturbo femminile su base familiare, ma può essere favorito e accentuato dall’uso di calzature troppo strette e comunque scomode, e creare notevoli problemi nella deambulazione. La “cipolla”, infatti può andare incontro a infiammazione a causa dello sfregamento con la scarpa, mentre le altre dita dell’avampiede vengono “costrette “a deviare a loro volta con problemi nel camminare e dolore a tutto il piede. Nei casi estremi l’unica soluzione per correggere la deformazione è intervenire chirurgicamente.

Il piede a martello è ugualmente una deformazione articolare che coinvolge tutta l’articolazione metatarsale, e che può essere, o meno, associata ad alluce valgo. Nel secondo caso la deviazione del primo dito del piede provoca lo slittamento di tutte le altre dita che tendono a incurvarsi verso il basso assumendo quindi la tipica forma a T. Il più interessato da questa anomalia è il secondo dito, specialmente se esiste un problema di alluce valgo, ma tutte le dita possono esserne colpite. Tra le cause calzature di misura inferiore rispetto a quella del piede, tacchi alti, l’uso di collant o di calzini molto stretti.

Un’altra causa di dolore al piede, che di solito inizia a livello delle dita ma può anche coinvolgere le atre parti del piede, è l’artrite e i disturbi dei nervi (neuropatia periferica), che provocano dolore intenso, formicolio, intorpidimento. Se non si sono ancora superati i cinquant’anni e il piede è dolorante, intorpidito e gonfio, potrebbe essere un segnale di artrite psoriasica o di artrite reumatoide. (Si veda più avanti in "Altri sintomi e altre cause).

Infine, consideriamo che le dita, e in particolare le unghie dei nostri piedi, sono soggette a malattie e infezioni come le onicomicosi (infezioni fungine) e onicocriptosi (unghia incarnita), che possono provocare anche dolore e fastidio nel camminare e nell’indossare calzature chiuse.


 

Quando la causa è un trauma

L’articolazione del piede, e il piede in quanto tale e per la sua funzione di sorreggerci, darci stabilità e soprattutto permetterci la deambulazione, è una struttura soggetta a lesioni e traumatismi di vario tipo. Tutte le sue componenti – ossa, legamenti, tendini e muscoli, così come pelle, le unghie e il sistema vascolare – possono lesionarsi anche in modo severo per svariati motivi, in genere, però di tipo accidentale. Colpi, cadute, ferite e altro genere di incidenti improvvisi, quindi, possono traumatizzare i nostri piedi in qualche modo e provocarci dolori molto intensi e limitazioni funzionali fino alla completa immobilità dell’arto. Vediamo i traumi del piede più comuni.

Frattura
Quando il piede si “rompe”, di solito ciò accade per un incidente, come ad esempio una caduta, ma fratture spontanee possono insorgere a causa di malattie come l’osteoporosi, che rende le ossa particolarmente porose e fragili. Esistono anche fratture da stress, che si verificano a seguito di continue pressioni sull’osso (tipicamente quando si fa esercizio fisico intenso e prolungato) che procurano microtraumi. Le fratture a loro volta possono divergere moltissimo le une delle altre. Si va da una microfrattura ai danni di un ossicino delle dita ad una rottura scomposta che in pratica frantuma la struttura scheletrica del piede. Per tale ragione anche i trattamenti e le terapie saranno diversi a seconda della gravità del trauma. Per quanto riguarda i sintomi, i più importanti da riconoscere in caso di frattura sono:
  • Dolore acuto e improvviso
  • Dolore che aumenta con il movimento e si allevia con il riposo
  • Edema, gonfiore del piede o della parte fratturata
  • Comparsa di ecchimosi o ematoma
  • Piede che appare “scomposto”, deformato
  • Difficoltà a camminare e a sopportare il proprio stesso peso
  • In caso di frattura di un dito del piede, esso apparirà come “sbiancato”
Rottura dell’achilleo
Immagine che mostra la rottura del tendine d'achilleIl tendine di Achille è quella struttura elastica che collega il muscolo del polpaccio con la parte posteriore del piede, ovvero con il tallone. Pertanto una sua lesione totale o parziale comporterà dolore in questa zona dell’arto. Sebbene più comune negli atleti, in realtà questo trauma può capitare a tutti, perché la lacerazione del tendine si verifica quando viene “tirato” eccessivamente. I sintomi di questa lesione traumatica sono tipici: si percepisce chiaramente un suono simile a quello di uno schiocco seguito da un forte dolore che pervade il retro della caviglia e si propaga verso il polpaccio rendendo difficile, se non impossibile, la deambulazione. La descrizione del dolore e dei fastidi che si associano alla rottura dell’achilleo può pertanto includere:
  • Sensazione che qualcuno vi abbia dato un calcio nel polpaccio
  • Dolore forte e gonfiore nell’area del tallone
  • Difficoltà a piegare il piede verso il basso e a camminare poggiando il tallone
  • Difficoltà o impossibilità a stare sulle punte del piede colpito
La rottura del tendine di Achille può comportare le necessità di un intervento chirurgico riparatore, sebbene questo non valga per tutti i casi.

Rottura dei legamenti
I legamenti del piede, così come tutti quelli delle articolazioni del corpo umano, sono come delle “funi” di tessuto fibroso, dure e resistenti, che mantengono insieme (legate, appunto) le ossa tra di loro. È chiaro che quindi una lesione totale o parziale di uno dei legamenti non provoca solo dolore, ma rende difficile o impossibile il movimento. Il legamento, infatti, a differenza del tendine, non ha praticamente elasticità, quindi eccessive sollecitazioni e carichi possono finire per indebolirli e spezzarli. Anche una distorsione può spezzare o lacerare un legamento, quindi non si tratta di un evento raro, ma può davvero capitare a ciascuno di noi con diversi gradi di severità. Come capirlo? Ovvero, quali sono i sintomi principali di una rottura dei legamenti del piede? A seconda della zona del piede interessata dal trauma (mediana o anteriore), si avrà comunque:
  • Dolore nella parte colpita
  • Tumefazione, gonfiore (nel caso che il trauma interessi la zona anteriore della pianta si potrà notare anche un edema a carico di una delle dita, in particolare dell’alluce che sarà anche intensamente dolente)
  • Comparsa di ecchimosi con colorazione viola o bluastra della parte
  • Impossibilità a camminare e persino a muovere il piede se la rottura del legamento è totale
Come anche per la rottura dell’achilleo, il primo intervento in caso di rottura dei legamenti del piede sarà il riposo (eventualmente abbinato all’uso di un tutore o di una benda elastica) e l’applicazione del ghiaccio sull’arto per alleviare il dolore e ridurre il gonfiore non appena tali sintomi compaiano.
In tutti i casi di lesioni traumatiche del piede, però, è indispensabile sottoporsi quanto prima ad un controllo ortopedico o farsi accompagnare direttamente al pronto soccorso soprattutto quando vi sia il sospetto di una frattura e il dolore sia molto forte.


 

Altri sintomi e altre cause

Come abbiamo visto, un semplice dolore al piede può anche essere spia di un problema di salute più serio. Una delle possibilità, infatti, è che all’origine del sintomo doloroso ad un arto vi sia una malattia sistemica o comunque degenerativa di natura infiammatoria. Vediamo qualche esempio.

Artrosi del piede
L’artrosi è la più comune malattia articolare, dovuta all’invecchiamento e all’usura. Si verifica quando la cartilagine che riveste le porzioni terminali delle ossa e che serve per ridurre l’attrito fra le stesse si consuma. Questo processo è irreversibile e può determinare, tra le conseguenze, una infiammazione delle terminazioni nervose perché le ossa di un’articolazione, in questo caso del piede, “raschiano” le une contro le altre provocando il dolore. Le zone del piede più di frequente colpite da artrosi sono l’alluce e la parte mediana.

Artrite reumatoide
Immagine che mostra una signora affetta da artrite mentre prende le medicineSi tratta di una malattia reumatica infiammatoria che colpisce anche persone giovani (soprattutto donne), tra i 40 a i 50 anni, e che si manifesta sovente in modo improvviso con sintomi tipici che sono:
  • Infiammazione delle articolazioni, a partire da quelle periferiche “piccole” (mani e piedi)
  • Dolore, tumefazione e arrossamento delle parti infiammate
  • Rigidità articolare, in questo caso difficoltà a muovere i piedi, soprattutto al mattino o dopo un periodo di riposo. La funzionalità dell’articolazione si “recupera” con il movimento, quindi nel corso della giornata il sintomo tende a migliorare
  • Dolore simmetrico, o alternato. In alcuni casi si infiammano entrambe le articolazioni degli arti, quindi entrambi i piedi, in contemporanea, in altri prima l’una poi l’altra
  • L’artrite reumatoide che colpisce il piede può inoltre provocare la comparsa di vesciche o duroni, e deformare l’articolazione delle dita diventando causa di “piede a martello” e/o alluce valgo
La causa di questa malattia cronica e sistemica (significa che il processo infiammatorio può interessare anche altri organi e apparati del corpo), è di tipo autoimmune. Significa che è lo stesso sistema immunitario dell’organismo che attacca i tessuti articolari come se fossero dei “nemici” e li distrugge. Il perché ciò accade è ancora oggetto di studio, ma si ipotizzano cause genetiche e ambientali, così come il fattore stress.


Artrite giovanile
In questo caso i sintomi che abbiamo visto a proposito dell’artrite reumatoide compaiono prima dei 16 anni di età. Ci sono diverse forme di artrite giovanile e tutte comportano dolore e gonfiore dell’articolazione del piede.

Artrite reattiva
Tipo di artrite non di origine autoimmune ma infettiva. In pratica l’infiammazione dell’articolazione colpita è una complicanza di una infezione che abbia precedentemente interessato l’apparato genito-urinario, oppure quello intestinale. Oltre al dolore e alla tumefazione del piede o di altre articolazioni, l’artrite reattiva provoca altri sintomi infiammatori a carico degli occhi, della vescica o del tratto gastroenterico. Il dolore al piede può essere accompagnato dall’insorgenza di eritemi o di noduli duri (e dolorosi) sulla pianta.

Lupus
Altra malattia reumatica di natura autoimmune, proprio come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico colpisce anche le piccole articolazioni provocandone la sindrome infiammatoria che abbiamo visto. Quando il sistema immunitario produce anticorpi contro i tessuti sani dell’organismo, purtroppo il processo infiammatorio che si innesca diventa irreversibile. Il lupus produce sintomi a carico di altri organi tra cui pelle, cuore, polmoni e reni. Per approfondimenti si veda: "Lupus Eritematoso Sistemico (LES): cuase, diagnosi e cura".

Sclerodermia
Letteralmente questo termine significa “pelle indurita”, ma è in realtà di tratta di una definizione generica che accorpa diverse anomalie del tessuto connettivo di natura autoimmune. Nonostante esistano, quindi, forme diverse di sclerodermia, in tutte si assiste ad un ispessimento e della pelle delle dita dei piedi che viene definita sclerodattilia e che ne provoca la deformazione. Ciò, naturalmente, è causa di dolore e di limitazione funzionale. L’ispessimento progressivo della pelle può presentarsi anche a livello di tallone.
 

 

Domande e risposte

  1. Il piede “diabetico” causa dolore?
    Il diabete è una malattia sistemica che può portare ad una complicanza nota come neuropatia diabetica, a sua volta all’origine del “piede diabetico”. I sintomi di questa seria complicanza sono intorpidimento e formicolio alle dita e alla pianta del piede, accompagnati a volte da un dolore descritto come bruciante e acuto (di origine nervosa), talmente forte che in qualche caso anche il più piccolo “tocco” risultare insopportabile. Ma in molti casi, va detto, il “piede diabetico” ha il problema opposto: l’insensibilità. La perdita della percezione del dolore può infatti impedire a chi soffra di neuropatia diabetica di accorgersi di infezioni, lesioni o altro tipo di problemi al piede che così trascurati possono degenerare.
     
  2. Perché i piedi mi fanno così male?
    Un forte dolore al piede è in genere provocato da una infiammazione, da un danno da usura o da una lesione alla fascia plantare. Se, ad esempio, il dolore è localizzato alla pianta del piede, la causa più comune è la fascite plantare, e in questo caso tra le misure curative e preventive si deve includere un cambio di calzature e l’inserimento nelle stesse di un plantare anatomico per offrire al piede tutto il comfort di cui ha bisogno e sostenere l’articolazione nei suoi movimenti. Per alleviare il dolore alla fascia plantare è altresì utile sottoporre l’arto ad esercizi di stretching (meglio da parte di fisioterapisti professionisti).
     
  3. Cosa causa dolore al lato del piede?
    Un dolore che affligga la parte laterale del piede di solito “serpeggia” tra lato esterno e caviglia e può comparire durante, prima o dopo attività fisiche come camminare o correre. All’origine di questa specifica sensazione dolorosa ci possono essere svariati problemi, dall’infiammazione della caviglia ad una ferita o cicatrice che si “riacutizza”. Microtraumi e fratture da stress, tendiniti, compressione di qualche nervo della caviglia o stiramento muscolare sono comunque le più probabili cause.
     
  4. Che tipo di dolore provoca la fascite plantare?
    Quando il problema al piede è una fascite plantare, ciò che ci sperimenta è un dolore alla pianta che può andare dal bordo del tallone alla zona dell’arco plantare. Questa sindrome dolorosa non è uguale per tutti, ma viene descritta, a seconda dei casi, come bruciante e acuta, o come semplice indolenzimento. In linea di massima tende ad allentarsi quando si comincia a camminare, salvo poi ripresentarsi, più forte, se la camminata o la corsa durano a lungo. Il dolore da fascite plantare si attenua o scompare del tutto stando a riposo.


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In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.