Dolore al naso, trauma o frattura: quali sono le cause?

Dolore al naso, trauma o frattura: quali sono le cause?

Benessere

Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2019

Indice



Immagine di una ragazza con il viso girato di lato per mettere in mostra il suo profiloIl dolore al naso può riconoscere diverse cause, quasi esclusivamente locali. La cavità nasale è lo spazio compreso nelle narici, che si apre al di sopra del palato e arriva fino al punto di contatto fra bocca e gola. I seni paranasali sono cavità attigue al naso scavate nelle ossa del cranio. Sono strutture pari (ossia presenti in entrambi i lati del corpo, simmetricamente) che prendono il nome dalla regione nella quale sono situati:
  • seni mascellari: collocati in corrispondenza dell’osso mascellare
  • frontali: posti immediatamente sopra il naso
  • etmoidali: dietro la parte superiore del naso
  • sfenoidali: situati posteriormente al seno etmoidale, al centro del cranio.
In condizioni fisiologiche i seni paranasali contengono aria, che provvedono a scaldare, filtrare e inumidire. In caso di infiammazione, invece, la mucosa che riveste internamente i seni, irritata, si gonfia e produce quantità cospicue di muco e/o pus. Questo può causare congestione nasale e aumentare il rischio di infezioni.


Trauma nasale

Le cause sono generalmente la caduta o l’urto (la classica botta) e l’incidenza di questi traumi è maggiore fra le persone che praticano sport di contatto (boxe, football, rugby, calcio).
 

Frattura nasale

Le ossa nasali sono le strutture del viso che vanno più frequentemente incontro a frattura, a causa della loro esposizione.
Si tratta di evenienze evidentemente impattanti sia dal punto di vista estetico che della sintomatologia.
Tuttavia, le fratture nasali tendono ad essere sottovalutate in fase di trattamento. In realtà, il rischio che possano comportare conseguenze importanti, sia a livello estetico che funzionale, è relativamente elevato.
Le fratture del naso si manifestano con:
  • edema: gonfiore del naso e delle aree circostanti
  • dolore al naso intenso
  • ipermobilità del naso
  • epistassi: generalmente è proprio la perdita di sangue a fare sospettare la frattura
  • ecchimosi: presenza di lividi sul naso e attorno agli occhi
  • ostruzione nasale: il paziente può avvertire la sensazione di naso chiuso
  • deformità nasale: la botta al naso può modificare il profilo del paziente, ma questo effetto può non essere visibile nell’immediato, data la tumefazione complessiva del volto.
Immagine di un uomo con il naso fratturatoLa diagnosi della frattura al naso si basa sull’esame obiettivo e viene confermata attraverso l’esecuzione della TAC (la radiografia, in questo caso, è un esame troppo poso specifico, che potrebbe non rilevare fratture di bassa o media entità).
Il trattamento della frattura al naso prevede:
  • applicazione di ghiaccio e somministrazione di analgesici nell’immediato
  • stabilizzazione mediante tampone interno (strisce di garza impregnate di antibiotico) che deve essere lasciato in sede 4-7 giorni
  • immobilizzazione esterna con stecche per 7-14 giorni
  • profilassi antibiotica per tutta la durata del tamponamento, per diminuire il rischio di Sindrome da Shock Tossico
  • riduzione chirurgica: il riallineamento nasale consiste nel riposizionamento delle ossa e viene effettuato in caso di fratture che causano deformità o ostruzione vie aeree (le principali complicanze della frattura nasale). Lo scopo è quello di favorire la saldatura delle ossa nella posizione corretta e, per questa ragione, deve essere eseguito subito dopo il trauma, quando ancora non si è formato il callo osseo. Viene eseguito in anestesia locale (a meno che il paziente non sia un bambino, che deve essere necessariamente operato in anestesia generale), con o senza tamponamento nasale. Al termine dell’operazione, il chirurgo effettua un bendaggio con steccatura per mantenere il naso in asse (da tenere per almeno una settimana). Se la riduzione non viene eseguita subito, si rende necessario ricorrere all’intervento di ricostruzione. più invasivo e che richiede l’anestesia generale.
Se la botta ha provocato la formazione di un ematoma del setto, questo deve essere inciso e drenato immediatamente. L’ematoma del setto è una raccolta di sangue attorno alla cartilagine nasale che si manifesta come una sporgenza violacea che prende origine dal setto nasale. Può portare a necrosi della cartilagine stessa, con conseguente deformità, definita naso a sella.
La frattura del setto nasale è difficile da stabilizzare e spesso comporta, a distanza di tempo, la necessità di ricorrere ad un intervento di settoplastica.
Spesso la frattura riguarda anche altre strutture ossee attigue, come l’osso mascellare, orbitario o la lamina cribrosa.

La frattura della lamina cribrosa può comportare perdita di liquor cerebrospinale dal naso (liquorrea), difficilmente riconoscibile se contestuale alla perdita di sangue. Questa evenienza segnala l’apertura di una breccia verso il sistema nervoso centrale, che aumenta il rischio di infezioni quali encefaliti o meningiti.

Il paziente che presenta questa complicanza richiede il ricovero in ospedale, dove viene posizionato in modo tale da consentire l’elevazione della testa e sottoposto a drenaggio lombare. Se la perdita di liquor cerebrospinale non si arresta, può essere necessario un intervento per la ricostruzione della lamina cribrosa.
Talora la botta può essere tanto violenta da danneggiare i dotti lacrimali.

 

Centri specializzati in Chirurgia del Naso

Di seguito il link per consultare l'elenco delle strutture sanitarie che hanno dichiarato di essere specializzate in Chirurgia del Naso. L'elenco non è esaustivo di tutte le strutture che se ne occupano in Italia.

Scopri i centri specializzati in Chirurgia del Naso


Raffreddore

Immagine di una ragazza che si soffia il nasoQuello che comunemente chiamiamo raffreddore, in patologia è meglio definito come rinofaringite. Si tratta di un’infiammazione della mucosa nasale causata da un virus, il Rhinovirus spp.

I sintomi principali del raffreddore sono rappresentati dalla congestione nasale (responsabile della cefalea che accompagna l’infezione virale) e dalla rinorrea (il cosiddetto naso che cola). Il dolore colpisce la testa soprattutto nella regione frontale e alla radice del naso.



 

Sinusite

La sinusite (o, più correttamente, rinosinusite) è l’infiammazione dei seni paranasali.
Può presentarsi in forma:
  • acuta: che dura meno di tre settimane e nelle persone immunocompetenti è sempre di origine virale
  • tosse
  • subacuta e cronica: di durata superiore alle 12 settimane.
I sintomi della sinusite sono:
  • dolore al naso, alla fronte e agli occhi
  • cefalea, che può essere molto intensa e variare con lo spostamento della testa
  • ovattamento auricolare: sensazione di attutimento dei rumori
  • gonfiore al volto, anche intorno agli occhi
  • dolore ai denti
  • ostruzione respiratoria nasale: sensazione di naso chiuso
  • iposmia: riduzione dell’olfatto
  • disgeusia: riduzione del senso del gusto
  • rinorrea: anteriore (produzione di muco, naso che cola) o posteriore (scolo retropalatale)
  • febbre
  • malessere generale e stanchezza.
Nelle forme subacute e cronica i sintomi sono meno intensi e localizzati in corrispondenza dei seni colpiti:
  • il dolore alle guance è indice di sinusite dei seni mascellari
  • alla fronte e sopracciglia, dei seni frontali
  • il dolore localizzato dietro gli occhi, alla fronte e alle tempie, del seno sfenoidale
  • intorno agli occhi, del seno etmoidale.
Caratterizzata da una sintomatologia ampia e debilitante, questa patologia è in continuo aumento, con ricadute negative sulla spesa sanitaria, non solo direttamente, ma anche derivanti dall’inabilità professionale che comporta.

Immagine di una ragazza mentre fa gli sciacqui nasaliLa sinusite origina da un comune raffreddore. L’edema delle mucose nasali tende a ostruire gli osti dei seni paranasali. Si crea così una depressione al loro interno, che causa il dolore al naso e la produzione di muco. Il ristagno delle secrezioni può diventare terreno di coltura per batteri, che causano la sovrainfezione. La sinusite può avere anche origine fungina, soprattutto nelle persone affette da deficit immunitari.

I fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare la sinusite sono tutte le condizioni che causano ristagno di muco all’interno delle cavità nasali e dei snei paranasali:
  • rinite allergica: causa edema della mucosa e dolore
  • deviazione del setto nasale
  • infezioni dentarie
  • ipertrofia delle adenoidi (nei bambini)
  • reflusso gastro-esofageo
  • disturbi del sistema immunitario.
La diagnosi e la terapia della sinusite sono di competenza di più specialisti: l’otorinolaringoiatra principalmente, ma anche l’allergologo, l’infettivologo, l’immunologo e lo pneumologo.
La terapia consiste in:
  • lavaggi nasali frequenti con soluzione fisiologica, allo scopo di liberare il naso e favorire il drenaggio del muco
  • pulizia del naso: soffiare correttamente (e in maniera non violenta) il naso per liberarlo accelera la guarigione
  • bere molta acqua: l’idratazione fluidifica il muco
  • suffumigi (fumenti): la tradizionale inalazione dei vapori di acqua bollente mescolata con olii essenziali a funzione balsamica è un valido supporto per la terapia della sinusite.
La terapia della sinusite richiede comunque il supporto medico. In caso di raffreddore particolarmente intenso, che genera una sintomatologia persistente come quella elencata sopra e provoca la produzione di muco giallo o viscoso, è bene consultare il medico di base o lo specialista.

 

Poliposi nasale

La poliposi nasale è la formazione di polipi, ossia noduli non cancerosi a forma di goccia che si sviluppano sulla mucosa delle cavità nasali o dei seni paranasali. Si tratta di escrescenze di colore perlaceo e dimensioni variabili.
Immagine di un naso  affetto da poliposiI polipi nasali di piccole dimensioni non causano sintomi, mentre quelli più grandi provocano:
  • ostruzione nasale e difficoltà respiratoria
  • iposmia (riduzione dell’olfatto) e disgeusia (riduzione del senso del gusto)
  • sensazione di pressione a livello delle ossa del viso
  • rinorrea: anteriore (naso che cola) e posteriore (muco retropalatale)
  • frequenti sinusiti
  • dolore al naso e a tutta la faccia
  • disturbi del sonno e russamento, sindrome delle apnee notturne
  • acutizzazione dell’asma.
I polipi nasali sono più comuni negli adulti, in particolare se affetti da:
  • asma: dal 20 al 40% dei soggetti portatori di polipi nasali sono anche asmatici
  • sinusiti croniche o frequenti: non è chiaro il meccanismo, ma il processo di infiammazione contribuisce alla formazione dei polipi
  • allergie: le reazioni allergiche possono sviluppare a livello locale una situazione di infiammazione cronica.
I polipi nasali sono spesso presenti nei bambini affetti da fibrosi cistica, malattia che comporta la produzione di muco molto denso a livello della mucosa nasale.
Poiché la sintomatologia provocata dai polipi nasali è molto simile a quella di alcuni tumori, è importante consultare lo specialista per l’accertamento della diagnosi. L’otorinolaringoiatra può rilevare la presenza di polipi nasali anche attraverso la sola esplorazione con l’aiuto di uno strumento illuminato. La conferma può arrivare da:
  • fibroscopia: endoscopia nasale con uno strumento a fibra ottica
  • TAC: anche per diagnosi differenziale con il tumore
  • RM: per studiare meglio i tessuti molli
  • test allergologici: generalmente viene effettuato il prick test, una prova cutanea eseguita sull’avambraccio che valuta eventuali reazioni allergiche dopo applicazione di gocce di allergene.
La terapia è:
  • farmacologica: ha lo scopo di ridurre la dimensione dei polipi e in alcuni casi può portare alla loro eliminazione. Si utilizzano cortisonici formulati in spray nasale per attenuare l’infiammazione, fenomeno che porta anche al loro rimpicciolimento.
    Gli effetti collaterali di questi farmaci sono l’irritazione della mucosa nasale, il mal di gola e l’epistassi (perdita di sangue dal naso). A causa del rischio di reazioni avverse, è bene seguire scrupolosamente le norme indicate per l’applicazione di questi medicinali.
    I cortisonici possono anche essere prescritti per via orale, per brevi cicli. In caso di allergie, possono essere assunti antistaminici, mentre risulta indispensabile la somministrazione di antibiotici in caso di sinusiti che abbiano una componente batterica e antifungini per le infezioni micotiche.
    Utili i lavaggi nasali frequenti con soluzione fisiologica. Non ci sono, invece, prove scientifiche dell’efficacia di aerosol e trattamenti termali
  • chirurgica: la chirurgia garantisce un miglioramento drastico della sintomatologia, a parte l’iposmia (che normalmente non regredisce), ma in 7 pazienti su 10 si assiste a recidiva dei polipi. Il tipo di intervento dipende da numero, dimensione e posizione dei polipi. In caso di polipi di dimensioni contenute, si procede con la polipectomia (intervento meno invasivo, eseguito in modalità ambulatoriale e in anestesia locale); quando i polipi sono più grandi, è necessario effettuare un intervento più invasivo, in anestesia generale, per via endoscopica nasale. Nei giorni seguenti alla chirurgia, si ha generalmente la formazione di croste a livello della mucosa nasale, perdita di sangue e possibili infezioni 
  • comprensiva della cura dei disturbi collegati alla sinusite, come le allergie.
 

Tumore della cavità nasale e dei seni paranasali

Proprio a partire dalla mucosa (comune alle cavità nasali e ai seni) possono svilupparsi tumori.

Fra i fattori coinvolti nella genesi della malattia, alcune polveri che vengono inalate dai lavoratori impiegati nell’industria chimica e le polveri sottili prodotte dall’inquinamento atmosferico, il fumo da sigaretta, le colle, la formaldeide e alcuni solventi organici.
Anche l’infezione da Papilloma virus è coinvolta nello sviluppo di questo tipo di tumore.
In questo caso, la prevenzione può essere efficacemente condotta attraverso la vaccinazione, oggi consigliata anche ai maschi in età adolescenziale.
Immagine che indica le zone dove sono i seni paranasali
Il tumore del naso è una patologia rara, che richiede pertanto un approccio molto specializzato sia in fase di diagnosi che di cura: è quindi importante scegliere fra i centri che offrono le competenze migliori.
Non essendo associato ad una sintomatologia specifica, viene generalmente diagnosticato casualmente in sede di consulti richiesti per altre ragioni. Gli oncologi ricordano l’importanza di un consulto medico in caso di:
  • ostruzione nasale persistente, anche monolaterale
  • perdita di sangue ricorrente
  • dolore al naso e nella regione circostante l’occhio
  • anomala sporgenza del bulbo oculare
  • diminuzione dell’olfatto (iposmia)
  • lacrimazione continua e/o gonfiore agli occhi
  • cambiamento della visione
  • cefalea mai accusata in precedenza
  • difficoltà ad aprire la bocca
  • dolore all’orecchio o sensazione di compressione
  • ingrossamento dei linfonodi del collo (linfoadenopatia)
  • disturbi inspiegabili ai denti (anche problemi con la protesi dentaria) o in altre aree del viso.
La diagnosi procede attraverso la visita medica, l’esplorazione delle cavità nasali con la fibroscopia (ove richiesta) ed eventuali esami di diagnostica per immagini (RX, TAC, RM, PET). In caso di positività riscontrata, la biopsia permette di studiare la tipologia delle cellule.

La chirurgia è la terapia d’elezione e viene prevalentemente eseguita per via endoscopica. I linfonodi del collo, ove contaminati, devono essere rimossi.
Talora è necessario abbinare all’intervento cicli di radioterapia. La chemioterapia viene normalmente prescritta nel caso in cui il tumore abbia già dato origine a metastasi.
 


Danni da abuso di cocaina

La cocaina è una droga d’abuso che ha effetto vasocostrittore e anestetico (è l’antesignano dei nostri attuali anestetici locali) e che viene assunta prevalentemente attraverso aspirazione nasale della polvere.

Nonostante le conseguenze più temibili dell’assunzione di questo stupefacente riguardino altri distretti del corpo (principalmente il sistema nervoso centrale), i danni a carico delle strutture anatomiche del naso non sono affatto trascurabili.
La reticenza dei tossicodipendenti a consultare il medico, rende spesso impossibile intervenire quando i danni sono ancora limitati.
Inoltre, anche in caso di diagnosi relativamente precoce, il paziente non può essere sottoposto a intervento chirurgico se non disintossicato da un determinato periodo di tempo.

La cocaina riduce la vascolarizzazione della mucosa nasale, fenomeno che induce la morte delle cellule del tessuto per apoptosi (una forma di suicidio programmato). L’apoptosi blocca i meccanismi riparativi del naso e innesca la necrosi del tessuto. Nell’intervallo fra una dose e l’altra, inoltre, il paziente va incontro a vasodilatazione, perdita di sangue e formazione di croste.
Nel tentativo di rimuoverle, si provoca lesioni, che però non possono essere riparate perché i fenomeni rigenerativi fisiologici sono disattivati.

Se l’assunzione viene interrotta, si ha comunque formazione di tessuto cicatriziale (fibrosi), che ostruisce le fosse nasali rendendo impossibile la respirazione.
Se, invece, prosegue, porta a distruzione totale delle strutture anatomiche, che causa importanti deformazioni del viso.
 

Come funziona l'apparato respiratorio?
 

 

Domande e risposte

 
  1. Cosa causa dolore al naso?
    Il dolore al naso è causato da diversi fattori, quasi esclusivamente locali. Traumi, infezioni, fenomeni infiammatori o allergici, tumori, abuso di sostanze stupefacenti
     
  2. Quali sono i sintomi del tumore del naso?
    I sintomi del tumore del naso sono la congestione nasale persistente, la perdita di sangue, i dolori al naso (che possono estendersi alle altre strutture del viso), la difficoltà ad ingoiare il cibo, eventuali problemi con la dentiera o disturbi dentari che non riconoscono altre cause. Per la loro somiglianza ai sintomi della sinusite, è bene, nei casi sospetti, rivolgersi al medico.
     
  3. Perché il naso mi fa male quando lo tocco?
    Potrebbe trattarsi delle conseguenze di un trauma, di minore entità rispetto alla frattura, oppure di un’infiammazione originata da una reazione allergica o da un’infezione (per lo più virale).
     
  4. Come è possibile alleviare dolore e sensazione di pressione ai seni paranasali?
    Per alleviare la sintomatologia della sinusite, è consigliabile lavare frequentemente il naso con soluzione fisiologica, soffiarlo dolcemente ed accuratamente, effettuare suffumigi (fumenti) con acqua bollente mescolata con essenze specifiche balsamiche.
     
  5. La sinusite può far gonfiare in naso?
    La mucosa del naso può rigonfiarsi in caso di sinusite sia come causa (derivante da un raffreddore trascurato) che come effetto (l’infiammazione che si instaura tende ad autoalimentarsi e diventa terreno di coltura per batteri che possono generare sovrainfezioni.
     

    Scopri le strutture sanitarie che si occupano di Intervento ai Seni Paranasali e come sono valutate

In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.
Data di pubblicazione: 25 maggio 2019