Dolore muscolare alle gambe: perché? Quali sono le conseguenze?

Dolore muscolare alle gambe: perché? Quali sono le conseguenze?

Benessere

Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2019

Indice



 

Introduzione

Il dolore alle gambe è un disturbo che colpisce milioni di persone, non solo gli anziani. All’origine di questo disturbo possono esserci i problemi più disparati a carico di muscoli, ossa, articolazioni, ma anche del sistema nervoso e cardiovascolare. Il dolore può manifestarsi durante il giorno o solo di notte e interessare un punto qualsiasi degli arti inferiori, dall’anca al piede. Il sintomo doloroso può essere lieve e sopportabile, oppure così intenso da compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane e costringere chi ne soffre a un riposo forzato.

Immagine si una ragazza che si massaggia una gamba in preda a un crampoTra le cause più frequenti del dolore alle gambe ci sono i disturbi muscolari (crampi e strappi), ma anche problemi osteoarticolari, come l’artrosi, patologie vascolari che vanno dall’insufficienza venosa, all’arteriopatia periferica (claudicatio intermittens), alla trombosi venosa. All’origine del dolore agli arti inferiori possono esserci anche patologie nervose come l’ernia discale, le neuropatie periferiche e il restringimento (stenosi) del canale vertebrale.

Esistono in realtà molte altre cause che possono generare una sintomatologia dolorosa, per questo, per orientarsi, è innanzitutto importante riconoscere alcuni elementi come il tipo, la durata e quando si manifesta. Il dolore alle gambe di notte, ad esempio, in molti casi non è collegato a una grave patologia, soprattutto se si limita, appunto, alle ore notturne.
Questa sintomatologia potrebbe essere dovuta, di solito, a crampi muscolari, tipicamente ai polpacci, oppure alla sindrome delle gambe senza riposo.

È invece una cosa completamente diversa quando il disturbo si presenta durante il giorno, dopo aver camminato per alcune decine di metri. In questo caso il sintomo potrebbe essere dovuto a un problema di circolazione, tecnicamente arteriopatia periferica, nota come claudicatio intermittens, che richiede un trattamento specifico. Una situazione ancora diversa, è quando il dolore è continuo, tanto da non permettere il movimento. Il dolore alle gambe spesso è trattabile rimuovendo la causa che lo determina, per questo motivo è importante identificare l’origine del disturbo e impostare una corretta terapia.
 

Tipi di dolore

Immagine di trombosi venosa alle gambeIl sintomo doloroso alle gambe può insorgere in modo acuto o cronico. Di solito la forma acuta si manifesta in modo improvviso, per esempio dopo un trauma (fratture, lesioni tendinee, contratture muscolari) o in seguito a problemi circolatori come la trombosi venosa profonda. Il dolore cronico invece è persistente, cioè dura mesi o anni, ed è un sintomo che accompagna altre malattie croniche come la claudicatio intermittens, l’artrosi e le tendinopatie.

Un altro elemento da indicare come sintomo utile alla diagnosi è l’andamento del disturbo. Il dolore continuo, cioè persistente, non diminuisce ed è tipico delle patologie traumatiche come le fratture, le microfratture o l’ernia del disco. Il dolore intermittente, invece, può insorgere in un momento particolare. Può manifestarsi durante il riposo, per esempio di notte (crampi, spondilite anchilosante), presentarsi in seguito all’attività fisica (crampi), dopo un tratto di cammino (claudicatio intermittens), in seguito ad alcuni movimenti (artrosi, tendinite), oppure quando si mantiene a lungo una postura fissa (stenosi del canale vertebrale).

Infine, il dolore si può presentare in forma isolata, come unico sintomo, o associato ad altri segni e sintomi. Questi possono comprende una limitazione nella mobilità della gamba (per esempio nei traumi), una diminuzione della sensibilità, come nei disturbi neuropatici, ma anche a problemi articolari dovuti, ad esempio, all’artrite. Il dolore può accompagnare altri disturbi circolatori delle gambe, dall’arteriopatia periferica, all’insufficienza venosa, fino alla trombosi venosa.

 

Dolore notturno agli arti inferiori

Durante la notte, alcuni dolori alle gambe potrebbero rendere difficile addormentarsi o causare dei risvegli nel bel mezzo della notte. In realtà il legame tra i due problemi sembra essere più complesso. Tra le cause principali del dolore notturno agli arti inferiori ci sono i crampi, la sindrome delle gambe senza riposo, l’artrosi e l’artrite reumatoide.

I crampi sono improvvise e dolorose contrazioni dei muscoli delle gambe, in particolare il polpaccio. Di solito si manifestano dopo un’intensa attività sportiva, ma possono colpire anche di notte, causando un risveglio molto doloroso. All’origine del problema, nella maggioranza dei casi, c’è un po’ di disidratazione e la carenza di alcuni minerali, soprattutto magnesio e potassio. Quando si manifesta il sintomo doloroso, piegare la gamba non risolve il problema, anzi lo peggiora. La prima cosa da fare è stendere l’arto e il piede in modo che le dita si sollevino rispetto alla pianta. Si può procedere tirando, con le mani, le dita del piede verso di sé. Con questa semplice manovra, nel giro di qualche minuto, il dolore acuto si risolve, mentre una certa dolenzia può durare più a lungo. Spesso, l’assunzione di un integratore di sali minerali che si trova facilmente in farmacia, può risolvere il problema.

Disegno di un ragazzo a letto che si tiene la gamba perché ha i crampiLa sindrome delle gambe senza riposo è una condizione nota anche con la sigla RLS (acronimo dall’inglese Restless legs syndrome). Si tratta di una malattia neurologica del sonno che interessa circa il 5% della popolazione adulta, con una netta prevalenza del genere femminile. Questa sindrome, che colpisce gli arti inferiori, si manifesta con disturbi che costringono a muovere continuamente le gambe o ad alzarsi dal letto e camminare.
Nello specifico, si tratta di formicolio, calore, bruciore interno, scosse, crampi, dolori al polpaccio o alla pianta del piede.
Più spesso i sintomi sono sentiti in profondità nelle gambe, tra il ginocchio e la caviglia. Una volta che la persona si alza e si muove, il problema si risolve, ma appena torna a coricarsi, il sintomo tende a ripresentarsi per sparire, poi, improvvisamente, nello stesso modo con cui si è manifestato. Questo disturbo neurologico segue un ritmo circadiano, cioè all'incirca ogni 24 ore, e si presenta in genere nelle ore serali, poco prima di andare a letto, e si dilegua verso l’alba.

Di per sé non è una condizione grave, ma compromette la qualità del sonno e l’attività durante il giorno. Attualmente non esiste una cura specifica, dato che non sono state definite cause certe di questa sindrome. I dati disponibili segnalano che la RLS è correlata ad alcuni fattori di rischio quali la familiarità, il fumo di sigaretta, la carenza di acido folico o di ferro (quindi in persone anemiche), la gravidanza e l’insufficienza renale. In base a recenti ricerche, i farmaci dopamino-antagonisti utilizzati anche nella malattia di Parkinson, possono dare qualche sollievo nelle forme clinicamente più rilevanti. Questa condizione compromette principalmente la qualità del sonno e quindi la qualità della vita, soprattutto in chi, durante il giorno, svolge lavori che richiedono particolare attenzione e precisione. Tuttavia, va ricordato che i sintomo dolorosi, che costringono a stare svegli, non si manifestano ogni notte.

L'artrosi è la malattia reumatica più frequente in Italia. Prima dei 45 anni, colpisce soprattutto gli uomini, dopo i 55 è più frequente nelle donne. L’artrosi è una patologia cronica, degenerativa e progressiva che è dovuta all'usura delle articolazioni.
Circa la metà delle persone che ne soffrono ha problemi di addormentamento e di risvegli frequenti che determinano sonnolenza diurna.
L'artrite reumatoide è una malattia cronica, di origine autoimmune, che si manifesta, cioè, in seguito a un problema del sistema immunitario per cui vengono “attaccate” le strutture delle articolazioni infiammando i tessuti e causando rigidità, gonfiore, arrossamenti, dolori, cisti ossee e calcificazioni. Tutte queste condizioni compromettono il corretto funzionamento delle articolazioni.

Un altro sintomo tipico di questa patologia è la stanchezza, oltre al disturbo del sonno, in circa la metà dei pazienti. Tale condizione innesca un circolo vizioso: il dolore comporta il risveglio in piena notte che, compromettendo il riposo, acuisce i dolori.
uesti, a loro volta, non permettono di riposare. La problematica dell’insonnia può essere anche tra i fattori che scatenano i disturbi dell’umore e la depressione, tipici di chi soffre di artrite reumatoide.
 

Cause dei dolori alle gambe

Una delle cause principali dei fastidi alle gambe è il dolore muscolare. Il sintomo può essere dovuto, spesso, al logoramento del tessuto muscolare, a un suo uso eccessivo, a uno strappo o ad altri traumi. I dolori muscolari alle gambe possono quindi essere i sintomi di crampi, contratture, strappi o stiramenti.

I crampi muscolari sono causati da contrazioni improvvise e involontarie di uno o più muscoli, di solito del polpaccio. Questo problema, molto comune, si può manifestare durante l'attività fisica intensa (sono tipici quelli dei giocatori di calcio), mentre altre volte compare quando non si compiono movimenti, ad esempio di notte, durante il sonno. Le cause includono un eccessivo e prolungato sforzo fisico oppure, all'estremo opposto, l'aver mantenuto la stessa posizione per un lungo periodo.

È bene inoltre ricordare che i crampi sono più frequenti nelle donne in gravidanza e possono essere anche dovuti agli effetti collaterali di alcuni farmaci, come i diuretici. I crampi che si manifestano di notte, a riposo, possono essere dovuti a disidratazione (specie se associata anche a mal di testa) o a carenze di sali come potassio, calcio o magnesio. In altri casi, i crampi sono dovuti alla compressione di un nervo o all'aterosclerosi in una delle arterie che irrorano le gambe.

Anche gli strappi possono causare dolori muscolari alle gambe e si manifestano in seguito a uno sforzo eccessivo che induce una contrazione involontaria da cui origina una contrattura. Tale condizione impedisce il movimento dell’arto e si accompagna spesso alla comparsa di un ematoma più o meno esteso. In questo caso, i dolori muscolari non compaiono durante l’attività fisica e si associano a rigidità dei muscoli. Se invece il muscolo viene allungato eccessivamente, si può stirare e il dolore si manifesta nel compiere un esercizio fisico.

Immagine di una donna che si tiene il tendine d'Achille doloranteOltre ai problemi muscolari, altre cause di dolori alle gambe comprendono particolari condizioni a livello di ossa (frattura), articolazioni (artrosi e artrite), legamenti (infiammazione del tendine di Achille) e altri tessuti molli (spondilite). I dolori possono essere causati da problemi localizzati a livello della zona lombare della colonna vertebrale, dove escono i nervi che si irradiano lungo la gamba. Un'ernia del disco o una stenosi spinale potrebbero determinare lo schiacciamento del nervo che, irritato, darebbe origine a disturbi come la sciatica o la meralgia parestesica, un dolore bruciante sulla parte esterna della coscia che si manifesta con intorpidimenti e formicolio e dolore sordo all'inguine o al gluteo.

Non mancano i casi di dolore alle gambe dovuti a problemi del sistema circolatorio che comprendono la trombosi venosa profonda, la tromboflebite o l'arteriopatia periferica nota come claudicatio intermittens, dolore che si risolve solo con il riposo.
Negli anni dell'infanzia, possono manifestarsi i dolori alle gambe a causa dei cosiddetti dolori della crescita o dell'artrite reumatoide giovanile.

 

Quando andare dal medico

Immagine di un medico mentre visita il paziente sul lettino facendogli muovere le gambeI dolori che impediscono di camminare o di caricare il peso sulla gamba colpita, richiedono l’intervento del medico. Non si deve inoltre attendere per rivolgersi a un dottore quando il dolore si accompagna alla comparsa di una febbre superiore a 37,8°C, quando la gamba è gonfia, pallida o fredda, se c’è gonfiore o pesantezza a entrambe le gambe o si manifestano problemi respiratori.

Sono inoltre sintomi da riferire al medico i crampi al polpaccio che compaiono spesso, una gamba che si gonfia e diventa rossa, o la comparsa di un cordone duro, doloroso lungo il decorso di una vena dopo che si è stati seduti per un tempo prolungato, come ad esempio dopo un lungo viaggio in automobile o in aereo, perché potrebbe trattarsi di una trombosi venosa. In generale, il medico va informato quando un forte dolore a una o entrambe le gambe compare senza nessun apparente motivo, mentre si cammina o subito dopo, se uno o entrambi gli arti sono gonfi, se il dolore tende a peggiorare, se si soffre di vene varicose o se i sintomi dolorosi non migliorano dopo pochi giorni di trattamento. Questi sono tutti elementi che potrebbero essere utili per fare una diagnosi corretta e impostare una terapia efficace.

 

Cura

Immagine di un uomo che applica del ghiaccio sul ginocchio doloranteI dolori muscolari lievi, anche se associati a gonfiori non gravi, si risolvono facilmente con il riposo e con l’applicazione di ghiaccio. La gamba colpita non deve essere sforzata e tenuta sollevata, quando si è seduti o sdraiati. Sono molto utili anche gli impacchi freddi con il ghiaccio, soprattutto immediatamente dopo un trauma.

È molto utile il ghiaccio istantaneo applicato tempestivamente sulla zona colpita e mantenuto per 15-20 minuti ad intervalli di 30-60 minuti. Possono essere inoltre applicate pomate a base di ketoprofene o altri antinfiammatori non steroidei (FANS) che si possono acquistare senza ricetta medica. Se il dolore fosse particolarmente intenso, si può sempre assumere un antinfiammatorio (FANS) per bocca. Nelle altre condizioni cliniche, il trattamento sarà differente a seconda della causa diagnosticata.

I dolori notturni alle gambe e l’insonnia possono innescare un circolo vizioso sostenuto da un mix di ansia e insufficiente controllo del dolore. Quando i dolori articolari notturni possono compromettere la qualità del sonno, potrebbe essere utile, sempre comunque su consiglio medico, assumere i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) poco prima di coricarsi, in modo che il dolore non sia molto intenso nel momento in cui si va a dormire.

Ci sono però i casi in cui i dolori notturni sono tali da richiedere anche somministrazioni di farmaci durante la notte. In questo caso possono essere utili formulazioni di antinfiammatori a lunga durata d’azione da assumere prima di andare a letto. Se l’insonnia è preponderante rispetto al dolore, possono essere più efficaci i farmaci per dormire. Infine, non si deve dimenticare che è importante anche l’orario in cui si assumono certi farmaci come i cortisonici (prednisone) o l'idrossiclorochina che interferiscono con il sonno. A tale proposito è meglio assumere questi farmaci al mattino.

 

Come evitare che il dolore ritorni

Il primo passo per prevenire il dolore ai muscoli delle gambe è assumere in modo adeguato i minerali che possono portare ai crampi, e garantire l’assunzione dei nutrienti necessari per mantenere in salute muscoli, articolazioni e ossa. L’alimentazione ha un ruolo importante non solo per l’assunzione dei nutrienti, ma anche per mantenere un peso corporeo adeguato e non sovraccaricare le articolazioni, esponendole al rischio di infortuni.

Anche l'attività fisica deve essere svolta in modo adeguato, facendo particolare attenzione a svolgere esercizi di stretching sia all’inizio (fase di riscaldamento), sia al termine dell’allenamento (defaticamento). Anche nel caso dell’insonnia associata ai dolori articolari notturni, i medicinali non sono gli unici rimedi. Lo stile di vita, ancora una volta, può fare la differenza, non solo per evitare il sovrappeso. Evitare pasti abbondanti o pesanti prima di andare a dormire e il consumo di alcolici o caffeina in orario serale, possono aiutare nel prevenire la comparsa dei sintomi dolorosi.

 

Centri specializzati in Dolori Osteoarticolari

Di seguito il link per consultare l'elenco delle strutture sanitarie che hanno dichiarato di essere specializzate in Dolori Osteoarticolari. L'elenco non è esaustivo di tutte le strutture che se ne occupano in Italia.


Domande e risposte

  1. Perché fanno male le gambe?
    La maggior parte dei dolori alle gambe deriva da uno sforzo eccessivo che causa lesioni a muscoli, legamenti, tendini o altri tessuti molli oppure per problemi alle articolazioni o alle ossa. Alcuni tipi di dolore alle gambe possono essere ricondotti a problemi a livello della colonna vertebrale e sofferenza dei nervi che si irradiano lungo l’arto inferiore. Il dolore alle gambe può anche essere causato da problemi circolatori: trombosi (coaguli di sangue che bloccano il flusso del sangue nelle vene), vene varicose o cattiva circolazione.
     
  2. Quando, per il dolore alle gambe, è necessario rivolgersi al medico?
    Sicuramente quando ci sono segni di infezione, come arrossamento, calore o si ha una febbre superiore a 37,8 C. Quando il dolore interessa una gamba gonfia, pallida o insolitamente fresca. Anche il dolore al polpaccio, in particolare dopo una seduta prolungata, ad esempio durante un lungo viaggio in auto o in aereo, non deve essere sottovalutato. Gonfiore in entrambe le gambe insieme a problemi respiratori sono sintomi che richiedono l’intervento di un medico.
     
  3. Cosa si deve fare se compare un dolore a un muscolo delle gambe, tipo un crampo?
    Sollevare la gamba, applicare del ghiaccio per un massimo di 15 minuti per 4-6 volte al giorno, più spesso per i primi giorni. Allungare delicatamente e massaggiare il muscolo dolorante.
     
  4. Come si possono prevenire i crampi alle gambe durante la notte?
    Ecco alcuni semplici consigli:
    1. Bere molti liquidi. I liquidi consentono una normale funzione muscolare
    2. Fare esercizi di allungamento dei muscoli del polpaccio
    3. Fare regolarmente un’attività fisica come andare in bicicletta
    4. Cambiare la posizione durante il riposo
    5. Evitare, a letto, l’impiego di coperte pesanti.
In collaborazione con
Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.
Data di pubblicazione: 10 giugno 2019