Dolore al ginocchio sinistro o destro: cause, sintomi e rimedi

Dolore al ginocchio sinistro o destro: cause, sintomi e rimedi

Benessere

Ultimo aggiornamento: 09 marzo 2019

Indice

 

Introduzione

Il dolore al ginocchio (gonalgia) non è una malattia, ma un sintomo, di cui occorre individuare la causa per poter impostare una terapia. La sua diffusione è ampia e interessa tutte le fasce di età.
immagine di un uomo che si tiene il ginocchio dolorante
Può manifestarsi con diverse:
  • intensità: da lieve fastidio fino alla cosiddetta zoppia di fuga, che si realizza quando il dolore spinge a non appoggiare correttamente il piede durante la deambulazione per evitare di caricare il ginocchio;
  • tipologie: può trattarsi di un dolore meccanico o infiammatorio;
  • frequenze: alcuni tipi di dolore compaiono più frequentemente di notte;
  • modalità: il dolore può comparire in rapporto ad alcuni sforzi o eseguendo certi movimenti (ad esempio salendo le scale).
Il dolore al ginocchio è un sintomo comune fra gli sportivi e, in questo caso, gli ortopedici ricordano il detto “lo sport usura, l’attività fisica tempra”. L’esercizio fisico eseguito per mantenersi in forma contribuisce al benessere del sistema osteo-articolare, mentre l’agonismo sottopone le articolazioni a sforzi che possono seriamente danneggiarle. Tuttavia, anche la sedentarietà rappresenta un importante fattore di rischio per le patologie articolari. Per mantenersi in salute, infatti, le strutture anatomiche che consentono il movimento devono essere costantemente allenate.

 

Come è fatto il ginocchio?

Immagine con indicazione dettagliata di tutte le parti del ginocchioIl ginocchio è un’articolazione (ossia una giunzione ossea) complessa, che comprende componenti ossee, tendinee e cartilaginee, ognuna delle quali svolge una funzione strategica nell’ambito del movimento.

La componente ossea è formata da:
  • femore: è l’osso della coscia, il più lungo dello scheletro;
  • tibia: è l’osso più grande della gamba (ossia la porzione dell’arto inferiore situata fra ginocchio e piede) ed è posizionato anteriormente;
  • patella: chiamata anche rotula, è l’osso del ginocchio che protegge l’articolazione e costituisce il punto di inserzione dei muscoli che sovrintendono al movimento dell’arto inferiore.
Le superfici ossee che entrano in contatto reciproco sono rivestite di cartilagine a scopo protettivo, per limitare i danni che l’attrito esercita durante il movimento relativo e assorbire gli urti.

La componente muscolare del ginocchio è rappresentata principalmente da:
  • quadricipite femorale: situato nella porzione anteriore della coscia, che flette rispetto alla gamba;
  • bicipite femorale: situato nella porzione posteriore della coscia, che estende rispetto alla gamba;
  • muscolo tensore della fascia lata: è un muscolo laterale, che allontana la gamba dalla linea mediana verticale.
I legamenti (che hanno la funzione di tenere unite le ossa) innestano i quattro capi del quadricipite femorale sulla rotula (due collaterali e due crociati). I menischi sono due dischetti a forma di mezzaluna che separano il femore dalla tibia a livello del ginocchio e hanno la funzione di assorbire gli urti e ammortizzare lo scarico del peso di tutto il corpo sulla gamba. L’articolazione è contenuta in una struttura protettiva fibrosa (la capsula sinoviale), rivestita al suo interno da un tessuto morbido detto membrana sinoviale, che permette alle strutture anatomiche il moto relativo limitando l’attrito.

 

Cosa fare subito per il dolore al ginocchio?

La terapia del dolore al ginocchio è strettamente legata alla causa che l’ha generato. Tuttavia, è possibile individuare qualche consiglio da mettere in atto subito per gestire il dolore nell’attesa della visita medica:
  • riposo: l’articolazione deve essere scaricata da subito, qualunque sia il disturbo;
  • ghiaccio: lenisce il dolore e riduce il gonfiore (se presente), perché attenua lo stato di infiammazione del ginocchio;
  • pomata antidolorifica: l’applicazione di una pomata può essere utile a valle di un trauma seguito dalla comparsa di ematoma;
  • cerotti antinfiammatori: l’utilizzo dei cerotti può essere utile per alleviare il dolore.
Da evitare, invece, la fisioterapia e qualsiasi tipo di ginnastica, in attesa del parere del medico.

 

La diagnosi delle patologie del ginocchio

Immagine di un medico mentre visita il paziente con dolore al ginocchioPer impostare la diagnosi, l’ortopedico si basa sull’esame obiettivo del paziente, sulla visita e sulla valutazione di approfondimenti quali:
  • radiografia: utile al fine di verificare la presenza di una frattura e valutare lo stato di usura delle cartilagini;
  • TAC;
  • artroscopia: permette di studiare l’articolazione, ma si tratta di una procedura invasiva da limitare ai casi ambigui;
  • biopsia articolare con ago aspirato: si effettua in caso di versamento, per valutare la presenza di infezione o tumore.
Oltre al dolore (presente nella quasi totalità delle malattie del ginocchio), l’ortopedico valuta il gonfiore, la presenza di un eventuale versamento, manifestazioni di instabilità o cedimenti dell’articolazione, la sensazione di fastidio interno che il paziente può riferire, eventuali bloccaggi o rumori anomali. In sede di valutazione diagnostica, il medico deve prima di tutto distinguere la patologia del ginocchio da malattie che riguardano altre strutture anatomiche e che possono causare dolore al ginocchio. Il dolore può infatti essere irradiato dall’anca (coxartrosi), fare parte delle manifestazioni della nevralgia crurale o essere generato da flebiti o arteriopatie.

 

Cause e terapie del dolore al ginocchio

Il dolore al ginocchio può essere generato da traumi (urti o movimenti che forzano le sue fisiologiche possibilità di movimento) oppure da fenomeni degenerativi, tumorali o infettivi. Si può trattare di malattie acute o croniche, primarie o conseguenti a disturbi che riguardano altri distretti. Quest’ultimo caso è rappresentato anche da fenomeni patologici che colpiscono la gamba (in altre sedi) o i piedi e che, comportando anomalie della deambulazione, si ripercuotono sulla salute del ginocchio.

Nei giovani, si tratta principalmente di patologie associate all’accrescimento, mentre nelle persone adulte di malattie degenerative e fenomeni connessi all’invecchiamento e al disallineamento delle strutture ossee dell’arto inferiore.

Per quanto riguarda la terapia del dolore al ginocchio, oggi si tende a ricorrere meno rispetto al passato alle infiltrazioni. Si tratta infatti di un presidio medico non sempre indicato che comporta un rischio, seppure limitato, di infezione.

 

Artrosi femoro-patellare

Immagine che mostra una signora mentre fa fisioterapia al ginocchioL’artrosi del ginocchio provoca la comparsa di un dolore nella parte posteriore (retrorotuleo) o nel bordo (perirotuleo) della rotula. È causata da un’alterazione importante a carico del rivestimento cartilagineo dell’articolazione e legata a fenomeni di usura. Può essere diagnosticata attraverso TAC o RM, che ne evidenziano i segni tipici, quasi sempre associati a lesioni da condromalacia della rotula.

Per gestire l’artrosi, che è un processo degenerativo cronico, l’ortopedico può prescrivere cicli di fisioterapia per l’allungamento e il rafforzamento della muscolatura, allo scopo di irrobustire l’articolazione. In caso di sovrappeso, è importante che il paziente recuperi la forma fisica, per evitare il sovraccarico di un’articolazione già compromessa.

La chirurgia con l’inserimento di una protesi articolare è una possibile soluzione, in particolare dopo i 65 anni di età.

 

Artrite del ginocchio

Le artriti (infiammazioni dell’articolazione) del ginocchio sono abbastanza infrequenti e di origine reattiva, ossia conseguenti ad un’infezione batterica o virale. Si manifestano con dolore e gonfiore, che può essere tale da rendere difficile la flesso-estensione del ginocchio. Il gonfiore è dovuto al versamento articolare conseguente all’infezione. Le artriti infettive possono originare da un’infezione ossea (osteite), da un intervento chirurgico o da una ferita traumatica. La diagnosi viene posta a seguito della biopsia con esame colturale del liquido aspirato dall’articolazione. In base al tipo di microorganismo responsabile dell’infezione, l’ortopedico prescrive una terapia antibiotica e, dopo avere effettuato il lavaggio dell’articolazione, la immobilizza.
 
 

Borsite del ginocchio (igroma)

L’igroma è un’affezione conosciuta anche come ginocchio della lavandaia, che causa dolore e gonfiore nella parte anteriore del ginocchio, davanti alla rotula. È una malattia frequente nei posatori di pavimenti e in generale nelle persone che, come le lavandaie di un tempo, lavorano in ginocchio.
Può manifestarsi anche negli sportivi che praticano attività che comportano il contatto del ginocchio con il pavimento, come i pallavolisti, che per minimizzare il rischio di borsite indossano ginocchiere imbottite.
Immagine di una ragazza piegata sulle ginocchia mentre pulisce il pavimento
Generalmente, l’igroma viene diagnosticato sulla base dell’ecografia. L’eventuale esecuzione di accertamenti quali TAC e RM può verificare la presenza di fratture. La terapia prevede il riposo assoluto dell’articolazione, l’applicazione del ghiaccio e l’assunzione di antinfiammatori.

La sindrome della bandelletta ileo-tibiale (nota soprattutto come ginocchio del corridore) è una borsite laterale del ginocchio. Durante l’esecuzione di alcuni sport (principalmente la corsa) il tendine del muscolo tensore della fascia lata, che si innesta sulla superficie esterna della tibia a livello del ginocchio, viene sollecitato così intensamente che, scorrendo, interferisce con la borsa articolare del femore. L’attrito continuo e la particolare conformazione del ginocchio possono provocare una borsite, con la comparsa di dolore a lato del ginocchio e rigidità articolare. L’ecografia mostra il versamento ed il rigonfiamento della borsa, consentendo la diagnosi. Nel caso in cui si debba differenziare la sindrome della bandelletta ileo-tibiale dalla lesione del menisco laterale, si ricorre alla RM.

Il trattamento di questa patologia comprende:
  • riposo
  • assunzione di antinfiammatori
  • applicazione del ghiaccio
  • programma riabilitativo specifico: include lo stretching del muscolo tensore della fascia lata, così da ridurre l’interferenza fra le strutture anatomiche del ginocchio durante il movimento
  • terapie fisiche: ionoforesi, ultrasuoni, laser terapia (accelerano il processo di guarigione)
  • chirurgia: nel caso in cui vi sia la lesione del tendine, può rendersi necessaria la ricostruzione chirurgica.

     

Condromalacia della rotula

La condromalacia della rotula è la degenerazione della cartilagine posteriore di questo osso. L’irruvidimento della cartilagine causa dolore durante la flesso-estensione del ginocchio, localizzato dietro (retrorotuleo) o ai bordi (perirotuleo) della rotula. Il dolore si intensifica nei movimenti di salita e discesa delle scale. Questa malattia colpisce prevalentemente i giovani adulti, come conseguenza di precedenti lesioni articolari, sovraccarico, disallineamento rotuleo o debolezza muscolare.

L’artroscopia può confermare la diagnosi, che si basa sull’esame obiettivo e sulla radiografia, ma viene eseguita solo per studiare la situazione nel caso in cui la terapia conservativa non risulti efficace.

La condromalacia della rotula ha normalmente un’indicazione terapeutica conservativa. L’ortopedico effettua un innesto di osso e di cartilagine sana (grafting) oppure un trapianto di condrociti autologhi (prodotti da coltura delle cellule che producono la cartilagine) allo scopo di ripristinarne l’integrità. Quando queste tecniche non funzionano esegue un intervento di pulizia articolare per la rimozione dei frammenti di cartilagine e osso che rendono doloroso e ulteriormente lesivo il movimento. Il trattamento della condromalacia prevede anche la fisioterapia per il rinforzo muscolare con metodiche che non comportino sollecitazioni per le articolazioni (cyclette, nuoto).

 

Lesione dei menischi

Le lesioni dei menischi sono definite meniscopatie e possono essere classificate come:
  • meniscosi: fenomeni degenerativi pre-artrosici legati all’invecchiamento ed all’usura e intensificati dal sovrappeso. In queste circostanze (che prevedono la parziale rigenerazione spontanea dell’articolazione) il medico evita la chirurgia, che non garantisce risultati brillanti e prescrive cicli di fisioterapia allo scopo di rafforzare la muscolatura dell’arto inferiore, sedute di tecar terapia e antinfiammatori
  • meniscopatie da trauma: rappresentano la maggior parte delle meniscopatie e sono tipicamente causate dalla torsione del ginocchio rispetto alla gamba con appoggio completo del piede a terra.
Imagine ai raggi X delle ginocchiaLa diagnosi viene effettuata sulla base della visita e della radiografia. Talvolta può rendersi necessaria l’esecuzione della RM per confermare la diagnosi.

La rottura dei menischi può essere parziale o totale. Nel primo caso viene prescritto l’uso del tutore durante l’attività fisica e l’esecuzione di esercizi di rinforzo della muscolatura. Anche quando la rottura è completa non è necessariamente indicata la chirurgia: negli sportivi si preferisce optare per il grafting.

Le lesioni dei menischi possono causare nell’immediato gonfiore e dolore, che spingono ad eseguire approfondimenti diagnostici, oppure rimanere silenti per anni, per poi ricomparire in seguito a traumi o sforzi.
 
 

Lesioni dei legamenti crociati

Le lesioni dei legamenti crociati (distorsioni) sono alterazioni che modificano la stabilità dell’articolazione e si classificano come:
  • distensioni: sono lesioni benigne, stiramenti delle fibre senza rottura, tipiche dell’età giovanile. Il trattamento prevede l’utilizzo di una ginocchiera rimovibile allo scopo di ridurre il dolore, l’applicazione del ghiaccio, l’assunzione di antiinfiammatori e la fisioterapia per il rinforzo della muscolatura. Il recupero viene raggiunto dopo 2-4 settimane
  • Immagine di un ragazzo co la gamba ingessatarotture: in caso di rottura del legamento spesso il paziente riferisce di aver sentito un rumore di schiocco al momento del trauma. A volte racconta anche di una sensazione immediata di instabilità (“gamba pazza”). La rottura dei legamenti crociati può essere associata a versamento di sangue nell’articolazione (emartro): in questo caso il ginocchio appare gonfio. Viene trattata con immobilizzazione gessata per 45 giorni. Il rischio è che il legamento non cicatrizzi con continuità: quando sussiste questa possibilità, si opta per l’intervento chirurgico, durante il quale gli estremi del legamento vengono ricuciti fra loro (sutura legamentosa).
Le lesioni dei legamenti sono sempre dovute a traumi, tipicamente da torsione con appoggio completo del piede al suolo, e sono frequenti negli sport di contatto come calcio e hockey. Per confermare il sospetto di rottura è necessaria la RM. Tuttavia, se la rottura è solo parziale, potrebbe essere necessario eseguire un’artroscopia di conferma.

 

Instabilità della rotula

Immagine di una ragazza che, interrotta la corsa, si stringe il ginocchio al petto per il doloreL’instabilità della rotula (o più specificamente instabilità del sistema femoro-patellare) può essere dovuta a:
  • lussazione della rotula
  • amiotrofia del quadricipite femorale: è un indebolimento del quadricipite che rappresenta la causa più frequente di instabilità del ginocchio. Può essere dovuta alla compressione delle radicole del nervo crurale in uscita dalla colonna vertebrale (ad esempio a causa di un’ernia discale) oppure al dolore cronico del ginocchio che spinge il paziente a non appoggiare il peso del corpo sulla gamba dolente, zoppicando (zoppia di fuga). La amiotrofia del quadricipite può anche essere causata da miopatie o dal diabete
  • lassità dei legamenti: è una circostanza che si verifica prevalentemente nelle donne e nella quale, a causa della mancanza di tenuta delle strutture legamentose, la rotula non scorre più nel corridoio osseo fisiologico che la tiene allineata, ma si sposta verso l’esterno.
L’instabilità della rotula causa un vero e proprio cedimento del ginocchio, che risulta inadeguato a sostenere il peso del corpo. Generalmente il primo episodio viene trattato con immobilizzazione gessata e poi l’articolazione viene sottoposta a rieducazione. Tuttavia questa patologia tende a ripresentarsi e a cronicizzare nel tempo. Se l’instabilità si mantiene entro certi limiti, l’ortopedico opta per la terapia conservativa, che comprende una serie di esercizi mirati al potenziamento dei muscoli che tengono in sede la patella. Se la situazione di instabilità è importante, può scegliere di stabilizzarla con la chirurgia.

 

Le lesioni tendinee del ginocchio

Le affezioni dei tendini del ginocchio comportano dolore e impotenza funzionale di vario grado. Si tratta di:
  • tendiniti (infiammazioni dei tendini): il trattamento prevede l’elevazione della gamba, l’applicazione del ghiaccio, la somministrazione di antinfiammatori e, una volta superata la fase acuta, l’esecuzione di esercizi di recupero
  • rotture: il trattamento è chirurgico, con immobilizzazione gessata dell’articolazione.
La lesione tendinea più frequente in questa sede è il cosiddetto ginocchio del saltatore, ossia la tendinite del rotuleo. Il nome popolare di questa malattia è legittimato dalla elevata incidenza negli atleti che praticano sport in cui è necessario saltare. Le sollecitazioni prodotte dalla ricaduta a terra, se reiterate nel tempo, come accade negli sportivi abituali, possono infiammare il tendine e anche portare alla sua rottura.
La diagnosi di tendinite del rotuleo viene effettuata sulla base di:
  • radiografia: mostra calcificazioni intratendinee
  • TAC: evidenzia cisti intratendinee
  • RM: permette di vedere necrosi, noduli e calcificazione.
Immagine di un ragazzo che fa il salto in lungo alle olimpiadiLa terapia del ginocchio del saltatore comprende il riposo, un programma di allungamento dei muscoli dell’arto inferiore e la revisione degli schemi di allenamento, oltre all’assunzione degli antinfiammatori che il medico prescrive in caso di dolore intenso. La chirurgia, che prevede la pulizia del tendine, viene considerata solo nel caso in cui il paziente non risponde al trattamento conservativo.

Le rotture del tendine rotuleo sono rare e causate sempre da tendiniti trascurate che innescano fenomeni degenerativi delle fibre. Vengono differenziate dalle tendiniti semplici attraverso la radiografia, che mostra la risalita della rotula.

Nel paziente anziano è relativamente frequente la rottura del tendine del quadricipite femorale a causa di una tendinite cronica che porta a degenerazione le fibre. Questa patologia causa dolore e impotenza funzionale completa del ginocchio.
 
 

Osteocondrosi della crescita

Le osteocondrosi della crescita riguardano le articolazioni che ospitano un’inserzione tendinea e si manifestano durante la fase di sviluppo dei ragazzi. Si tratta di patologie dovute alla fragilità delle cartilagini di accrescimento e dei nuclei di ossificazione (le aree che provvedono alla deposizione dell’osso in allungamento), che possono essere innescate da allenamenti non adeguati ad età ed anatomia degli adolescenti.

L’osteocondrosi della crescita più conosciuta è il Morbo di Osgood-Schlatter, che colpisce i ragazzi fra i 10 ed i 15 anni che svolgono attività fisica intensa. La comparsa del dolore limita il movimento e l’agonismo dei pazienti. La RM evidenzia l’edema del tendine. La malattia ha un andamento benigno: nel 100% dei casi si risolve in 12-18 mesi.

Le osteocondriti, invece, si manifestano con aree di necrosi ossea. Un frammento di osso in corrispondenza dei nuclei di accrescimento viene privato, per ragioni sconosciute, dell’irrorazione sanguigna e va in necrosi. Se si stacca dal resto dell’osso, la patologia prende il nome di osteocondrite dissecante. Se il frammento che si stacca blocca l’articolazione, il paziente deve essere sottoposto a intervento chirurgico. Le osteocondriti provocano dolore intenso e debilitante al ginocchio, versamento articolare (idrartro) e talvolta instabilità articolare.

 
 

Fratture della rotula

Le fratture della rotula sono evenienze non frequenti e dovute a colpo diretto sulla rotula (tipica è la lesione da incidente automobilistico in cui il ginocchio batte sul cruscotto, nota come incidente del cruscotto). Se la frattura è composta la terapia comprende l’immobilizzazione gessata e la rieducazione, mentre in caso di frattura scomposta, è prevista la chirurgia.
 


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Domande e risposte

  1. Come posso curare il dolore alle ginocchia?
    Il dolore alle ginocchia si cura in maniera diversa a seconda della malattia che l’ha causato. Tuttavia è possibili individuare alcuni consigli da metter in pratica in attesa della visita medica. In caso di dolore il ginocchio deve essere messo a riposo; l’applicazione del ghiaccio riduce il dolore e l’infiammazione; i cerotti possono aiutare a gestire il dolore quando è particolarmente intenso, mentre le pomate sono da preferire quando compare l’ematoma.
     
  2. In assenza di trauma, da cosa può essere causato il dolore alle ginocchia?
    In assenza di trauma, il dolore può essere causato dai fenomeni che accompagnano lo sviluppo delle ossa (nei ragazzi), dallo stato degenerativo associato all’artrosi (negli adulti) oppure da infezioni che colpiscono l’articolazione.
     
  3. Perché mi fa male il ginocchio di lato?
    Il dolore laterale del ginocchio può essere dovuto ad una lesione del menisco laterale, del legamento collaterale oppure ad una borsite laterale della tibia in corrispondenza del ginocchio.
     
  4. Come posso capire se il dolore al ginocchio è dovuto ad un disturbo grave?
    Il dolore al ginocchio deve essere valutato dallo specialista ortopedico, che prescrive gli esami appropriati per stabilire la diagnosi.
     
  5. Come si cura il ginocchio del corridore?
    Il ginocchio del corridore si cura mettendo l’articolazione a riposo, applicando ghiaccio, assumendo antinfiammatori (al bisogno e sentito il medico), sottoponendosi a cicli di fisioterapia e di terapie fisiche (che accelerano il recupero).

     
In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.
Data di pubblicazione: 09 marzo 2019