Dolore addominale: qual è la causa? Sintomi e Rimedi

Dolore addominale: qual è la causa? Sintomi e Rimedi

Benessere

Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2019

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I dolori alla pancia (dolori addominali), sono un problema comune a tutta la popolazione, dai bambini, agli adulti, fino agli anziani. Questi disturbi, che vanno dal dolore di quando si tossisce, fino ai crampi,  dal senso di pienezza da indigestione al dolore acuto delle coliche, sono dovuti a varie cause. La zona addominale è infatti una parte vasta del nostro corpo che va dal torace fino all’inguine.
 
Nella pancia si trovano muscoli che, oltre ad avere un ruolo nella postura, contengono organi importanti come lo stomaco, l’intestino, il fegato,  la cistifellea, la milza, il pancreas, i reni, la vescica e l’apparato genito-urinario. Il dolore addominale che si avverte quando si tossisce, magari dopo un’intensa attività fisica, è diverso da quello continuo al basso ventre o al fianco. È quindi fondamentale identificare il tipo di dolore e la posizione esatta di dove si manifesta, per individuare la causa e impostare la cura appropriata per risolvere il problema.
 

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Tipi di dolore addominale

Il dolore addominale può essere distinto in acuto (se insorge all'improvviso) e cronico (se è presente da almeno 6 mesi in maniera più o meno continua). Il disturbo può essere causato da un problema a uno qualunque degli organi o strutture dell’addome, oppure nascere anche in altra parte dell’organismo e riflettersi poi all’altezza della pancia.  Un esempio tipico è il presentarsi di un dolore all’addome quando si tossisce.

Immagine di una ragazza con il mal di panciaQuesta complicanza comune della tosse include, oltre al sintomo doloroso alla pancia, quello al torace, incontinenza urinaria e spossatezza.

La tosse violenta, anche in persone sane, può sforzare i muscoli addominali che quindi sono doloranti quando si devono contrarre per tossire. Un sintomo addominale, anche molto debilitante, può essere dovuto a condizioni banali, oppure a situazioni in grado di interferire con la qualità di vita della persona che ne soffre, ma senza esporla a rischi gravi.

Ci sono poi dei sintomi che vanno considerati come urgenza medica perché potenzialmente fatali. Alcune forme di gastrite, ad esempio, pur scatenando un dolore severo, non sono patologie gravi, del resto, un dolore lieve non esclude che si possa trattare di un problema serio come per esempio un tumore o un’appendicite nelle fasi iniziali.
In base al tipo di sintomo percepito, il dolore può essere:
  • riferito, quando l’origine è in un punto diverso da quello dove si manifesta. Il fenomeno è dovuto al fatto che il sintomo è mediato da uno stesso nervo che passa sia per il punto dove c’è il problema, sia dove si manifesta il dolore;
  • localizzato, ossia avvertito in un punto specifico e per questo spesso legato a un organo in particolare (appendice, cistifellea, stomaco);
  • urente (bruciore), tipico dell’ulcera peptica o della malattia da reflusso gastroesofageo (Gerd), si avverte nella zona epigastrica (sotto allo sterno) e può manifestarsi in particolari momenti della giornata;
  • trafittivo, caratteristico di più condizioni può essere sintomo di ulcera gastrica o duodenale perforata, pancreatite, colecistite acuta (calcoli al fegato) e calcolosi ureterale (calcoli renali), ma anche di un’emergenza medica come di un aneurisma addominale;
  • crampiforme, nella maggior parte dei casi non è legato a nulla di grave, è spesso causato da gas, diarrea che determinano uno stiramento o una distensione del mesentere o del peritoneo, membrane che avvolgono gli organi addominali, è un sintomo tipico della sindrome del colon irritabile, ma può anche essere dovuto ad appendicite, diverticolite, a malattie infiammatorie e croniche dell'intestino (es.morbo di Crohn);
  • colica, compare a ondate successive. Si manifesta in modo improvviso e altrettanto bruscamente sparisce. Il dolore è spesso severo. Un esempio comune sono le coliche renali o biliari (cistifellea);
  • sordo e diffuso (viscerale), percepito in gran parte dell’addome e tipico di gastroenterite virale, indigestione o presenza di gas intestinali, il  dolore interessa tutta l’area e si sviluppa in modo lento nella zona dell’ombelico (periombelicale), epigastrica o ipogastrica (sotto lo sterno);
  • somatico, caratterizzato da un dolore forte e percepito a livello della parete addominale, si acuisce, di solito, quando si tossisce o si fanno dei movimenti.

     

Stomaco e intestino: ecco come distinguere l’origine del dolore

Stomaco e intestino sono innervati da una serie di terminazioni nervose che derivano tutte dallo stesso nervo: il vago. Questo fatto aiuta a capire perché a volte è difficile distinguere la zona dove si sviluppa un dolore a livello addominale. È comunque possibile distinguere il sintomo che interessa lo stomaco da quello intestinale facendo attenzione all'area in cui il dolore si sviluppa e a come si presentano i sintomi.

Il mal di stomaco si caratterizza per una localizzazione del disturbo nella parte superiore dell'addome, tra lo sterno e l'ombelico. Questi disturbi, di solito, si risolvono da soli o con semplici accorgimenti nel comportamento, come l’alimentazione. In alcuni casi,  invece, il dolore può essere dovuto ad altre patologie, per le quali è necessario rivolgersi al medico.

Sintomi tipici di un mal di stomaco, che può essere da lieve a intenso, comprendono sia la sensazione di pienezza durante o dopo i pasti, oppure bruciore, sempre nella zona sotto allo sterno. Il mal di stomaco  può essere accompagnato a bruciore e dovuto a una cattiva digestione in seguito a un pasto troppo abbondante, cibo troppo elaborato, pesante da digerire o assunto troppo in fretta. Non va mai sottovalutato che questi sintomi possono essere dovuti ad allergie o intolleranze alimentari, ma anche ad un banale colpo di freddo durante la digestione.

Immagine di un signore che si tiene lo pancia dolorante per la gastriteIl bruciore o la gastrite sono dovute a un danno nella mucosa che protegge lo stomaco dall’acido cloridrico necessario alla digestione. I disturbi gastrici possono inoltre avere anche un’origine psicosomatica. Stress e nervosismo aumentano la secrezione gastrica e il  bruciore. Va inoltre ricordato che il bruciore di stomaco è uno dei sintomi dell’infarto, ma deve accompagnarsi ad altri dolori a livello del braccio (di solito il sinistro) e ad altri sintomi, come la mancanza di respiro e la spossatezza.

I dolori intestinali, invece, sono dovuti a contrazione e spasmi dei muscoli delle pareti dell'intestino. La colica intestinale è il sintomo principale e si manifesta con un dolore intenso diffuso che parte dall’area dell’intestino e interessa tutta la zona addominale. Accanto a questo sintomo principale, si possono presentare anche diarrea o stipsi oppure entrambi, distensione addominale con gonfiore e presenza di gas, nausea, vomito, difficoltà a digerire, disfunzioni sessuali (dolore durante il rapporto e calo della libido) e alterazioni urinarie.

A scatenare le coliche possono essere delle intolleranze alimentari o malattie infiammatorie croniche dell’intestino come la colite o sindrome del colon irritabile, la diverticolite (infiammazione dei diverticoli, cioè delle estroflessioni del colon, una sorta di piccoli sacchi che si formano lungo le pareti intestinali) o la malattia di Crohn. Anche per i problemi all’intestino non va sottovalutata la componente psicosomatica. Episodi di dolore addominale possono essere scatenati da disturbi che vanno dallo stress alla bulimia nervosa.

 

Cause

Il dolore può essere causato da problemi a un qualsiasi organo e struttura dell’addome o della parete addominale. Inoltre, le sensazioni dolorose che interessano il  torace, la schiena o la zona pelvica possono essere riferite come provenienti dalla pancia. Secondo l’ American College of Gastroenterology le cause di dolore addominale si possono classificare in:

Cause non addominali, la cui origine cioè non è nella zona della pancia. Queste includono la polmonite (infezione dei polmoni), infarto miocardico, pleurite (infiammazione della membrana che avvolge i polmoni), embolia polmonare (formazione di trombi nei polmoni);

Immagine di una donna che si tiene la pancia perché le brucia lo stomacoDolori addominali o della cassa toracica e diaframma, che comprendono Fuoco di Sant’Antonio (infezione da Herpes zoster), costocondrite (infiammazione delle cartilagini delle costole), lesioni (traumi gravi, strappi muscolari), sofferenza dei nervi (neuropatia), ernia (protrusione di strutture all’interno della parete addominale), aderenze (cicatrici che si formano in seguito a interventi chirurgici);

Disturbi infiammatori dell’addome superiore, cioè infiammazione di alcune strutture della zona dello sterno, come l’ulcera (duodenale o gastrica), l’esofagite (reflusso gastroesofageo), la gastrite (infiammazione  delle pareti dello stomaco), pancreatite (infiammazione del pancreas), colecistite (infiammazione della cistifellea), calcoli della colecisti (calcoli che attraversano il dotto biliare), epatite (infezione o infiammazione del fegato), colite (infezione o infiammazione del colon);

Disturbi funzionali dell’addome, riguardano problematiche a livello di alcune funzioni svolte dagli organi addominali.  La causa del dolore può quindi essere dovuta alla dispepsia (disagio e dolore dopo i pasti non imputabile all’ulcera), disfunzione dello sfintere di Oddi, cioè un problema a carico della valvola del dotto biliare che fa defluire la bile dalla colecisti all’intestino, dolore addominale funzionale , cioè da cause non note, sindrome del colon irritabile (dolore connesso ai movimenti intestinali), celiachia (intolleranza al glutine), intolleranza al lattosio;

Tumori della parte alta dell’addome, sono l’epatocarcinoma (tumore del fegato), colangiocarcinoma (tumore del dotto biliare o della cistifellea), del pancreas, dello stomaco, linfoma (tumore delle cellule del sistema linfatico);

Problemi vascolari, dovuti a insufficienza vascolare mesenterica (blocco delle arterie o delle vene mesenteriche, con conseguente infarto intestinale cioè morte del tessuto intestinale che non riceve più sangue, aneurisma dell’aorta addominale (rigonfiamento dell’arteria principale dell’addome che può rompersi e causare un’emorragia molto grave);

disegno che mostra cosa succede quando si formano i calcoli nei reniDisturbi infiammatori della parte centrale e inferiore dell’addome, quindi dell’intestino. Sono l’infiammazione dell’intestino tenue (enterite) dovute a infezioni, morbo di Crohn, colite (infezione o infiammazione del colon), diverticolite (infiammazione dei diverticoli, cioè delle minuscole sacche che si formano nel colon), appendicite (infiammazione dell’appendice, organo sottile a forma di sacco situato nella parte inferiore destra dell'addome);

Ostruzioni intestinali, quindi aderenze, cioè le cicatrici che si formano dopo un intervento chirurgico, un’infiammazione tale da bloccare il  lume intestinale o tumore al colon;

Problemi dell’apparato urinario, nello specifico calcoli renali, infezioni dell’apparato urinario (reni, vescica), tumore al rene o alla vescica;

Disturbi ginecologici, solo nelle  donne, possono essere dovuti a cisti ovariche o tumore all’ovaio, infezione delle tube (salpingite), gravidanza ectopica (extrauterina, ad esempio in una tuba), fibromi uterini, tumori maligni dell’utero o del collo dell’utero, endometriosi, aderenze (cicatrici).

 

Quando rivolgersi al medico

Anche se il mal di pancia non può mai essere considerato normale, nella maggior parte dei casi non è un sintomo preoccupante e spesso, come improvvisamente si è presentato, in modo simile, sparisce. Un sintomo doloroso lieve o cronico che non presenta segnali di allarme deve essere segnalato al medico, ma senza fretta: di solito, appunto, si risolve da solo. Si possono tuttavia individuare alcuni altri sintomi e condizioni che, quando presenti, dovrebbero spingere a un approfondimento in tempi più rapidi.

Immagine di una dottoressa mentre visita una pazienteÈ necessario contattare il medico quando il dolore addominale tende a peggiorare drasticamente in poco tempo, il dolore persiste o tende a ritornare per più di una settimana, si verifica un’inspiegabile perdita di peso e/o perdita di appetito, si verificano perdite vaginali anomale, disturbi della minzione, si rileva febbre, c’è sanguinamento rettale, un’alterazione della normale funzionalità intestinale (diarrea persistente o stitichezza ostinata), o se si manifestasse un esagerato gonfiore addominale.

Recarsi in Pronto Soccorso è necessario quando si manifesta uno di questi sintomi: compare un improvviso e grave dolore addominale e si sente dolore quando si esercita una pressione (si preme) sulla pancia, l’addome è duro al tatto, c’è vomito con sangue, sangue nelle feci (che possono anche apparire nere), non si urina, c’è un forte calo di pressione o si fatica a respirare, si manifesta ittero (colorazione gialla della pelle) o quando, oltre al dolore addominale, compare un dolore a spalla, petto o collo.

 

Diagnosi

Sono talmente numerose le cause di un dolore addominale che, per orientare il medico nella giusta direzione, uno strumento fondamentale è la storia del paziente. Una corretta interpretazione delle caratteristiche del dolore, tempi di comparsa, valutazione dei fattori di rischio, altri sintomi presenti, sono informazioni preziose per aiutare, nel caso serva, la corretta prescrizione di una terapia o di esami più mirati. Al medico vanno riferiti: insorgenza, progressione, migrazione, carattere, intensità e localizzazione del dolore. In  alcune circostanze per confermare o escludere una determinata diagnosi possono essere prescritti: esami del sangue, esame delle urine, esame delle feci.

Possono essere richiesti anche degli esami strumentali con “tecniche di imaging”, in grado cioè di fotografare organi e tessuti in modo quasi sempre indolore. La scelta del tipo di esame viene fatta in base alle strutture anatomiche da indagare.

Immagine a raggi x della parte addominale di una personaLe radiografie (raggi x) sono particolarmente utili per individuare la funzionalità all’interno di organi  come l’intestino. L’ecografia utilizza gli ultrasuoni per visualizzare e studiare organi e strutture (principali vasi sanguigni) dell’addome, quindi fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni. Essendo poco invasiva, sicura e poco costosa è spesso prescritta come esame di primo livello anche nel dolore addominale.

La TAC (tomografia assiale computerizzata) è una tecnica molto sofisticata in grado di elaborare immagini radiografiche dell’organismo in sezione, con l’aiuto di un computer. Può essere utile nel verificare il funzionamento dell’apparato urinario, del fegato e delle vie biliari, per la diagnosi di pancreatite o di vari tipi di tumore. Anche se il metodo è molto preciso, espone il paziente a una dose significativa di radiazioni che ne limitano l’impiego.

La risonanza magnetica è una tecnica simile alla TAC, ma sono usate le onde radio e uno speciale magnete per realizzare le immagini degli organi interni. Al pregio di esporre il paziente a una dose trascurabile di radiazioni corrisponde però un alto costo per la realizzazione dell’esame. Le tecniche endoscopiche sfruttano strumenti che, introdotti nel tubo digerente, visualizzano dall’interno gli organi e per questo sono esami piuttosto invasivi. Comprendono la gastroscopia, per la diagnosi di gastrite o l’ulcera e la colonscopia, quando le cause sono intestinali.

 

Rimedi

La maggior parte delle forme di dolore addominale lieve scompare anche senza trattamenti specifici, ma su indicazione medica è possibile trovare sollievo attraverso alcuni accorgimenti: applicare la borsa dell’acqua calda sull’addome (o fare un bagno caldo), bere qualcosa di caldo (del tè per reidratarsi), ridurre l’assunzione di alcolici, bevande a base caffeina e gassate, preferire antinfiammatori più delicati per lo stomaco, come il paracetamolo. Ovviamente, in base alla diagnosi ci sono percorsi terapeutici specifici, per questo è importante identificare con precisione i sintomi da riferire al medico.

 

Domande e risposte

  1. Quando è necessario andare al  pronto soccorso per il mal di pancia?
    Quando il sintomo è accompagnato da febbre alta,  vomito persistente,  altri sintomi gravi o insoliti, come difficoltà respiratorie o quando il dolore è grave o prolungato (durata da più di 24 ore) ed è localizzato in una particolare area.
     
  2. Perché ho dolore addominale quando tossisco?
    La tosse ripetitiva e forte comporta la tensione dei muscoli addominali. Ciò significa che, in alcuni casi, è effettivamente possibile porre questi muscoli sotto sforzo. Tale condizione si manifesta con dolore quando si fanno più colpi di tosse, sbadigli e altri movimenti simili.
     
  3. Quali sono i sintomi dell'appendicite?
    I sintomi classici dell'appendicite includono: dolore sordo vicino all'ombelico o all'addome superiore, che diventa acuto nell'addome in basso a destra. Possono esserci anche nausea e / o vomito subito dopo l'inizio del dolore addominale.
     
  4. Come si distingue il dolore dello stomaco da quello intestinale?
    Il mal di stomaco si caratterizza per una localizzazione del disturbo nella parte superiore dell'addome, tra lo sterno e l'ombelico. I dolori intestinali, invece, sono dovuti a contrazione a spasmi dei muscoli delle pareti dell'intestino. La colica intestinale è il sintomo principale e si manifesta con un dolore intenso diffuso che parte dall’area dell’intestino e interessa tutta la zona addominale.
In collaborazione con
Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.
Data di pubblicazione: 26 aprile 2019