NOTIZIE

Le ultime News e Approfondimenti dedicati al mondo della Salute e Sanità.

Dito a martello: sintomi, cause e rimedi naturali

Large banner come mi curo 1024x400 09
13 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Indice

  1. Dito a martello: che cos'è?
  2. Cause e fattori di rischio
  3. Come prevenire e curare il dito a martello


 

Dito a martello: che cos'è?


Con dito a martello si intende una deformità a carico della seconda falange che porta il dito a incurvarsi verso l’alto anziché puntare dritto. Questo problema colpisce con più frequenza il secondo e il terzo dito, ma può interessare anche tutte le dita di entrambi i piedi.
Il dito a martello, a seconda della falange interessata dalla deformità, viene definito anche “a maglio” o “ad artiglio”. Facile capire la ragione, alla vista, infatti queste dita assumono una curiosa forma “a T”, e tutto l’avampiede si conforma proprio come un artiglio di rapace (nei casi più severi).

I sintomi principali sono:
  • Difficoltà a muovere e soprattutto a flettere le dita dei piedi, che infatti, come abbiamo visto, tendono a “puntarsi” verso il basso e a chiudersi come una morsa.
  • Difficoltà e camminare e dolore.
  • Comparsa di duroni e calli sulle dita colpite.
 Ma quali sono le cause e i fattori di rischio che possono provocare il dito a martello?


 

Cause e fattori di rischio


All’origine di questo disturbo delle dita del piede che a sua volta produce dolore e problemi funzionali, c’è un indebolimento della muscolatura dell’avampiede che causa una dislocazione dell’articolazione mediana delle dita.
Questo effetto a sua volta può essere determinato da:
  • Traumi o lesioni alle dita
  • Artrite
  • Diabete
  • Morfologia del piede con accentuazione dell’arco plantare
  • Malattie neurologiche, lesioni al midollo spinale
  • Fascite plantare (infiammazione dei tendini del piede)
  • Alluce valgo (è una delle cause più frequenti, perché la deformità e lo spostamento della “cipolla” verso l’esterno finisce per costringere le altre dita a sovrapporsi e piegarsi)
Altra concausa del dito a martello è l’abitudine ad indossare calzature che costringono l’avampiede in posizioni innaturali – tipicamente tacchi troppo alti e punte troppo strette, o scarpe di numeri inferiori rispetto al proprio – specie se utilizzate con collant o calzini (es. i “fantasmini”) che stringono e comprimono a loro volta il piede. Naturalmente l’uso di scarpe e di calze inadeguate da solo non è sufficiente a provocare una deformazione come il dito a martello, perché questa condizione si manifesti, ci deve essere anche una predisposizione congenita o acquisita.
Fattori di rischio, che si aggiungono alle malattie articolari e alle lesioni che abbiamo visto tra le cause, sono anche:
  • la familiarità;
  • il sesso femminile;
  • l’età (le dita a martello sono più comuni nell’età avanzata);
  • il soffrire di calli e duroni.
 

 

Come prevenire e curare il dito a martello


Il dito o le dita a martello si possono prevenire – come sempre la cura migliore – anche solo adottando abitudini diverse nell’uso delle calzature ed eseguendo esercizi di rinforzo della muscolatura dell’avampiede e “ginnastica” delle dita.

Le calzature giuste saranno quindi morbide e dotate di plantare anatomico, con una punta larga che permetta alle dita di muoversi agevolmente all’interno, e naturalmente del numero giusto. Inoltre, una particolare attenzione ai tacchi: meglio un rialzo medio che non superi i 5 cm, come quello consigliato in caso di alluce valgo (e non è un caso se i due problemi “viaggiano” spesso in tandem), rispetto ai 10-12 che solitamente caratterizzano le calzature femminili più alla moda.

Attenzione alla cura dei calli e dei duroni. Abbiamo visto che rappresentano sia un fattore di rischio che una conseguenza delle dita a martello, ma eliminarli potrebbe non essere la soluzione ideale. Infatti questi indurimenti della cute sono dovuti allo sfregamento della pelle delicata del piede con le calze e le scarpe, e quindi sono una sorta di “difesa” delle dita. Per tale ragione è del tutto inutile curare i calli senza eliminare le cause per cui si sono formati.

Detto questo, talvolta la deformazione diventa cronica, si calcifica o non può essere risolta semplicemente con un nuovo paio di scarpe. In questi casi si deve procedere con la soluzione chirurgica, che prevede un riposizionamento del tendine corrispondente, in modo che anche il dito ritorni disteso. L’intervento di solito non presenta complicazioni e viene eseguito in day-hospital.