Disfunzione erettile: cause, rimedi e terapia

Disfunzione erettile: cause, rimedi e terapia

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Disfunzione erettile: un problema diffuso che affligge il singolo, e la coppia

Impropriamente definita “impotenza”, la disfunzione erettile – o deficit dell’erezione (DE) – è un problema medico che colpisce il singolo ma che fatalmente finisce per creare fratture nella vita di relazione e di coppia. Spesso, infatti, l’uomo che ne soffre prova imbarazzo e persino vergogna nello scoprirsi in difetto sotto il profilo della prestazione sessuale, e trova molta fatica anche solo ad accettare di avere un problema, figurarsi affrontarlo. La sfera intima di un individuo, infatti, ha una componente fisiologica che però viene fortemente influenzata dalla psiche e dell’emotività, essendo connessa con l’idea stessa di virilità che ogni uomo si porta dentro. 

La disfunzione erettile è pertanto un disturbo organico che può avere molte cause, ma è anche, proprio per la portata delle conseguenze che ricadono sulla relazione con la/il partner, anzitutto un nodo interiore da risolvere. Attenzione: la DE colpisce nella sola Italia circa tre milioni di maschi adulti, ovvero oltre la metà dei coloro che abbiano superato i 40 anni di età. Un fenomeno estremamente diffuso e trasversale che, però, non si traduce in una corrispondente attenzione medica. Solo il 10% di questa corposa fetta di popolazione maschile si reca dallo/a specialista in andrologia per affrontare e possibilmente risolvere il deficit di erezione. 

La conseguenza di questa strategia di evitamento del problema, si traduce in difficoltà e tensioni nel rapporto di coppia, ma ancora prima in disturbi dell’umore (fino a vera e propria depressione), e in una caduta libera del senso di autostima. Lavoro, vita sociale e di relazione, salute psicofisica sono quindi tutte le aree che vengono influenzate negativamente da una disfunzione erettile non adeguatamente gestita e trattata.
E poi, ricordiamoci che la DE può a sua volta rappresentare un sintomo di problemi fisici più importanti, che andrebbero indagati tempestivamente. Vediamo quindi come si manifesta il deficit di erezione e a seguire quali possono essere le cause organiche o quelle psicologiche

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I sintomi della DE

Con la definizione di disfunzione erettile, o deficit di erezione (DE), si intende genericamente l’incapacità di raggiungere o di mantenere l’erezione fino a completare un atto sessuale con l’eiaculazione. Pertanto, rientra all’interno di una DE sia quella che un tempo si definiva “impotenza” tout court, che la perdita precoce di turgore del pene, anche qualora l’erezione fosse stata raggiunta in principio.
Avere una défaillance ogni tanto non significa, però, soffrire di DE. Affinché il disturbo possa essere diagnosticato come tale, occorre che sia persistente, che, quindi, non si tratti di una “cilecca” occasionale, che di fatto capita a tutti gli uomini e che non riveste alcun significato patologico. Per tale ragione, occorre precisare che:
  • Si parla di disfunzione erettile quando il soggetto che ne soffre desidera avere un rapporto sessuale ma non riesce ad arrivare ad una adeguata erezione e mantenerla. In altre parole, dobbiamo distinguere la DE dal calo della libido. I due fenomeni possono essere collegati, oppure no;
  • Il deficit di erezione può essere parziale, quando si raggiunge un certo inturgidimento del pene, ma non sufficiente per iniziare o portare a compimento un rapporto penetrativo, oppure totale, quando a stimolo non segue nessuna reazione di eccitazione sessuale. Il primo caso è più frequente del secondo;
  • La disfunzione erettile può infine essere primaria o secondaria. Nel primo caso – molto raro – il disturbo compare precocemente tanto da impedire al soggetto che ne soffre di portare a compimento il suo primo rapporto sessuale, e quindi di avere una qualsivoglia vita sessuale. Nel secondo caso, che è di gran lunga il più frequente, la DE insorge solo da un certo momento della vita in avanti.
A proposito di fasi della vita, è più probabile soffrire di deficit di erezione nella terza età, o comunque dopo i 60 anni, anche, spesso, a causa di pregresse patologie (ad esempio, come vedremo meglio, problemi cardiaci o vascolari, diabete ecc.), e di disturbi della sfera dell’umore (depressione, ansia, stress prolungato), oltreché per un fisiologico calo della libido legato all’invecchiamento.

Per distinguere pertanto una DE conclamata da un semplice peggioramento della performance dovuta all’età possiamo stabilire alcuni parametri. Non si può parlare di deficit dell’erezione se:
  • L’erezione, seppur non proprio completa ma comunque sufficiente a permettere un atto sessuale, si raggiunge in un tempo maggiore rispetto al passato e previa stimolazione diretta;
  • L’erezione viene mantenuta fino a eiaculazione sebbene questa risulti meno consistente in termini di liquido seminale emesso, e se i tempi della stessa siano più lunghi rispetto al passato;
  • Il raggiungimento dello stato di eccitazione sessuale è più sporadico e necessita di stimoli superiori rispetto al passato. Un certo calo della libido è infatti del tutto fisiologico dopo i 60 anni di età.
Vediamo ora quali sono le possibili cause organiche della disfunzione erettile. 

Immagine che mostra l'anatomia di un corpo cavernoso

Le cause organiche della disfunzione erettile

Dietro una DE ci possono essere svariate cause, spesso “miste”, ovvero determinate sia da ragioni fisiche che (secondariamente, ad aggravare il problema), psicologiche. Tuttavia, in linea di massima, quando una disfunzione erettile si manifesti dopo i 35-40 anni, all’origine c’è un disturbo organico o una malattia di cui la DE costituisce un sintomo. 

Consideriamo, infatti, che la fisiologia dell’eccitazione sessuale maschile coinvolge diversi organi e dipende da un processo complesso. Non solo il pene è protagonista, quindi, ma anche le ghiandole endocrine che secernono gli ormoni sessuali (in primis in testosterone) e la prostata che si occupa di produrre il liquido seminale e gli spermatozoi, il sistema nervoso centrale che decodifica lo stimolo sessuale e lo traduce in “risposta” organica, e tutto l’apparato cardiovascolare che fa affluire in grandi quantità il sangue verso i corpi cavernosi del pene.
Ecco che, quindi, un difetto, un’anomalia che colpisca anche solo una delle “parti in gioco”, può determinare l’insorgenza del problema.
Vediamo un elenco della principali cause fisiche del deficit di erezione:
  • Cause ormonali. Una buona e costante produzione di testosterone è fondamentale per ottenere una risposta sessuale efficace. Per questo un deficit di erezione potrebbe essere provocato da un disturbo endocrino, ovvero ad una delle ghiandole che sono preposte alla secrezione di questo ormone sessuale. Tra le patologie e alterazioni endocrine si annoverano i tumori ipofisari (dal momento che l’ipofisi, posta nel cervello, è la ghiandola che sovrintende la produzione ormonale di tutte le altre), la malattia di Addison che colpisce le ghiandole surrenali (poste sopra i reni, anch’esse fondamentali per la produzione di ormoni sessuali), e le disfunzioni della tiroide che causino iper o ipo tiroidismo.
    Infine, anche le gravi obesità alterano la produzione di testosterone e inibiscono la funzione sessuale. Inoltre, occhio ai livelli di prolattina, un ormone che negli uomini dovrebbe essere pressoché assente, e che viene prodotto a livelli molto alti solo dalle donne incinte e in allattamento. Se, invece, per disfunzioni endocrine causate, tra le altre cause, anche dal tumore all’ipofisi, la prolattina viene secreta dall’uomo, può inibire del tutto la produzione di testosterone e persino indurre la contemporanea comparsa dei caratteri sessuali secondari femminili, come ad esempio lo sviluppo della mammella. 
  • Cause neurogene. Talvolta il problema che impedisce all’uomo di raggiungere una soddisfacente erezione è di natura nervosa, o meglio, discende da un difetto nella trasmissione dello stimolo sessuale dal cervello al pene. Malattie neurodegenerative, quali il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla, ad esempio, tra i tanti sintomi annoverano anche la DE. 
  • Cause vascolari. Si tratta di una delle cause più comuni, perché l’inturgidimento del pene in fase di erezione dipende dall’afflusso di sangue nei corpi cavernosi. Pertanto, tutte le patologie e le anomalie circolatorie che possano impedire o limitare questo afflusso sanguigno, di fatto possono portare ad un deficit di erezione. Chi soffra di ipertensione e aterosclerosi, di diabete, di cardiopatie e ipercolesterolemia è pertanto a rischio di DE. Attenzione anche alle patologie delle valvole venose del pene, perché se vi è un difetto, e il sangue tende a defluire prima del tempo dall’organo, l’erezione perderà di tenuta precocemente. 
  • Malattia di La Peyronie. A sé stante è il caso di questa patologia che colpisce prevalentemente gli uomini adulti in età matura, ovvero tra i 40 e i 60 anni, dall’origine sconosciuta. Si caratterizza per la formazione, all’interno dei tessuti del pene, di zone indurite, sclerotiche, che quindi non permettono all’organo di dilatarsi ed estendersi come dovrebbe in fase erettiva. Il pene appare così incurvato in modo anomalo, e inoltre l’erezione risulta dolorosa e pressoché impossibile da portare avanti. Questa condizione si corregge con la chirurgia. 
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Le cause psicolgiche del deficit dell'erezione

Immagine che mostra una coppia in crisiIl nostro cervello gioca un ruolo chiave anche nel meccanismo dell’eccitazione sessuale, sia maschile che femminile. In caso di impotenza, o meglio di deficit di erezione, quindi, soprattutto negli uomini giovani, sotto i 30 anni di età, non dobbiamo necessariamente andare a ricercare una causa organica, perché in realtà, nella maggior parte dei casi, resteremmo delusi. Spesso l’apparato sessuale in sé, così come il sistema endocrino e quello cardiovascolare sono in perfetta salute. Ma… potrebbe esserci un problema di ansia, o di stress.

Un tipico caso di DE psicogena è l’ansia da prestazione, che si verifica quando il soggetto – pur desiderando il rapporto sessuale – è bloccato dal timore di non “essere all’altezza”. Questa paura condiziona il cervello e inibisce la risposta sessuale, andando a generare un vero e proprio conflitto tra corpo e mente. La componente caratteriale in questi casi determina la maggiore o minore probabilità di soffrire di DE ansiogena, per questo l’intervento non sarà tanto focalizzato al superamento del deficit di erezione, quanto alla gestione dell’ansia tout court. 

Altro possibile “nemico” dell’erezione è lo stress, una condizione spesso sottovalutata, determinata da una eccessiva produzione di adrenalina e cortisolo a livello cerebrale, ormoni che inibiscono il necessario rilassamento mentale che prelude e favorisce l’eccitazione sessuale. Una caratteristica dello stress è infatti quella di portare ad un drastico calo della libido, e quindi ad una risposta sessuale deficitaria o assente del tutto.

Attenzione anche ad un altro fattore chiave: la perdita di attrazione sessuale nei confronti del/la partner (che non coincide con il calo del desiderio). In questi casi, soprattutto se non si vuole mandare a monte una relazione importante e di lunga data, occorre intervenire, se necessario, con la terapia individuale o, meglio ancora, di coppia. Ricordiamoci che il sesso si fa in due!

Le altre cause e i fattori di rischio della DE

La disfunzione erettile, come abbiamo visto, è un disturbo trasversale che può colpire più comunemente gli uomini over 50-60 se all’origine vi sono cause organiche, ma che invece affligge con più frequenza i ragazzi molto giovani se la causa è psicogena. Oltre a malformazioni, patologie, e blocchi psicologici, però, le diverse forme di DE possono essere determinate da fattori secondari e/o da condizioni favorenti.
Vediamoli:
  • Assunzione di farmaci. Non ci si pensa, ma sono tantissimi i principi attivi farmacologici che vanno ad interferire con la risposta sessuale e/o con la produzione del testosterone. Tra i farmaci che possono provocare, come effetto collaterale, deficit di erezione, troviamo quelli per il cuore e l’ipertensione, ad esempio betabloccanti, diuretici, calcio antagonisti. Molti antidepressivi, sonniferi e altri psicofarmaci di uso comune tra cui le benzodiazepine, il litio, i butirrofenoni ecc. provocano DE, così come antistaminici e farmaci per le patologie della prostata (ipertrofia prostatica, prostatiti ecc.);
  • Essere tabagisti, soprattutto di lungo corso. Massicce dosi di tabacco e nicotina, infatti, tendono a restringere il lume interno dei vasi sanguigni e ostacolare in tal modo la circolazione centrale e periferica;
  • Essere obesi e soffrire di sindrome metabolica, una condizione che oltre al sovrappeso comporta alterazioni nella funzionalità di molti organi e disturbi cardiocircolatori e deficit ormonali;
  • Essere alcolisti. L’alcolismo è una condizione che compromette tutte le funzioni primarie e secondarie dell’organismo, inclusa quella riproduttiva. Infatti un eccessivo consumo quotidiano di alcool si ripercuote gravemente sul sistema nervoso e può portare all’insorgenza di neuropatia periferica, una malattia che comporta l’interruzione della comunicazione nervosa tra cervello e area genitale impedendo che l’input sessuale giunga al pene;
  • Essere sottoposti a cure oncologiche, le quali, tra i pesanti effetti collaterali, includono il deficit di erezione;
  • Aver subito lesioni o traumi che abbiamo creato danni a livello vascolare o nervoso nell’area genitale;
  • Molte di queste condizioni e alcuni fattori di rischio sono per fortuna transitori, specialmente se derivanti da cure limitate nel tempo, o da abitudini dannose che si possono abbandonare con un po’ di forza di volontà e magari un percorso terapeutico adeguato. Tuttavia, non sempre è possibile uscirne da soli. Talvolta, per molte forme di DE, occorrono invece cure specifiche e persino interventi chirurgici. Vediamo però, per prima cosa, come si arriva alla diagnosi. 

La diagnosi del deficit di erezione

Immagine che mostra un paziente in visita da un andrologoCome abbiamo scoperto in apertura di articolo, solo il 10% degli uomini che soffrono di DE si reca da un/a specialista per sottoporsi a visita e affrontare (e possibilmente risolvere), questo deficit. Una “antica”, forse primordiale ritrosia impedisce a molti uomini di parlare di questioni che riguardano la propria virilità, e di accettare il fatto stesso di avere un problema nella sfera intima. Questo perché purtroppo, per cultura e per educazione tramandata di padre in figlio anche attraverso motteggi e “barzellette”, si tende ad attribuire alla potenza sessuale maschile un valore assoluto.
Essere “veri” uomini significa anche essere in grado di avere quanti più rapporti sessuali possibile, e il non sentirsi adeguati a questo ormai obsoleto modello virile può creare profonde fratture interiori, e ledere in modo devastante l’autostima maschile
Attenzione: continuare a promuovere modelli machisti di questo tipo è deleterio a livello sociale e può realmente contribuire, paradossalmente, a favorire casi di DE soprattutto nei più giovani e impressionabili. Al contrario, un buon approccio al proprio corpo e alla sana sessualità comporta il dover accettare le eventuali fragilità quando si presentino, nella consapevolezza che il proprio “valore” di uomo non si concentra nell’organo genitale e nel suo funzionamento. 

Chiarito questo, vediamo l’iter diagnostico previsto in caso di deficit di erezione primaria o secondaria, parziale o totale. 
La prima cosa da fare in assoluto è prenotare una visita specialistica da un/a andrologo/a per una valutazione del problema. Durante questa prima indagine conoscitiva, sarà possibile effettuare un’anamnesi del paziente, ovvero analizzare il suo stato di salute generale, le sue abitudini, i suoi sintomi.
Una delle prime informazioni utili per capire se la DE lamentata sia di tipo organico o psicogeno, è quella relativa alle erezioni spontanee mattutine. Queste sono un fenomeno fisiologico che interessa gli uomini fin dalla pubertà, e che dipende dal fatto che al mattino i livelli di testosterone sono particolarmente alti. Se queste erezioni si verificano, significa che il problema quasi sicuramente sarà di natura psicogena. Attraverso il controllo andrologico vero e proprio, invece, che si effettua manualmente su pene e testicoli per valutarne i riflessi, si potranno rilevare eventuali anomalie genitali. Ma, naturalmente, la sola visita andrologica potrebbe non essere sufficiente.

Per giungere ad una diagnosi definitiva il/a specialista potrebbe prescrivere al paziente ulteriori esami ed analisi strumentali e non, tra cui:
  • Analisi del sangue per rilevare anomalie nei livelli di testosterone o di altri ormoni (ad esempio gli ormoni tiroidei, la prolattina, gli ormoni ipofisari) ma anche condizioni più generali di salute (diabete, ipercolesterolemia, disturbi renali ed epatici) che possano influire sulla potenza sessuale.
  • L’ecocolordoppler penieno dinamico, un test che può essere eseguito direttamente sul pene, sia a riposo che stimolando un’erezione, per vedere se vi siano delle alterazioni a livello vascolare o nervoso.
  • Visita psichiatrica per valutare lo stato psicologico ed emotivo del soggetto in caso si sospetti una causa psicogena della disfunzione erettile, in particolare determinata da ansia da prestazione o da depressione.
  • A seconda delle cause della DE, si studieranno i percorsi terapeutici adeguati alla risoluzione, laddove possibile, del disturbo. 

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Terapia e prevenzione della disfunzione erettile

Immagine di un uomo che assume Viagra per la disfunzione erettileLe terapie disponibili per ripristinare la normale funzionalità erettile del pene sono tante. Vediamo, per prima cosa, le opzioni farmacologiche:
Per via orale è possibile assumere farmaci a base di principi attivi che stimolano la risposta sessuale, e quindi l’erezione, poco prima del rapporto sessuale.
Tra questi farmaci il più noto è il Viagra, a base di sildenafil, ma ve ne sono altri (tadalafil, vardenafil, avanafil), che agiscono altrettanto efficacemente potenziando l’azione del monossido di azoto, un composto chimico che il corpo produce naturalmente allo scopo di produrre un rilassamento dei muscoli del pene. In tal modo si aumenta l’afflusso di sangue e l’inturgidimento completo dell’organo. 
C’è da precisare che questi farmaci NON sono afrodisiaci, e non comportano una erezione in automatico. Occorre sempre e comunque la spinta del desiderio sessuale e della stimolazione erotica affinché vi sia il rilascio del monossido di azoto verso il pene. Il farmaco serve ad amplificare il segnale nervoso. Attenzione, quindi, a non usare questi medicinali in sovradosaggio o quando non vi siano reali problemi di erezione, perché si tratta di principi attivi con molteplici effetti collaterali tra cui congestione nasale, mal di testa e mal di schiena, problemi gastrici e infine alterazioni della vista. Inoltre, i farmaci succitati NON devono essere assunti (perché possono essere molto pericolosi), in caso di cardiopatie e ipotensione (pressione bassa).

Un altro recente rimedio ben tollerato per il trattamento delle DE si basa sulla metodica ad onde d’urto, che va ad agire sulle arterie e pertanto migliora la circolazione nella zona genitale permettendo al sangue di affluire liberamente verso il pene.
Le autoiniezioni di prostaglandine E1 (PGE1), rappresentano un’altra soluzione “locale” collaudata, perché queste molecole vanno ad agire sui vasi sanguigni del pene come vasodilatatori. Le iniezioni devono essere effettuate dall’uomo stesso un po’ prima del rapporto sessuale, naturalmente rispettando tempi, dosi e modalità come da prescrizione medica.

Infine, rappresenta un’opzione invasiva ormai pressoché in disuso l’impianto di protesi peniene per via chirurgica, anche perché possono trasformarsi in un facile veicolo di infezioni, e perché la soluzione farmacologica è di gran lunga la più efficace.

Veniamo ai rimedi non farmacologici e alle buone pratiche di prevenzione della salute sessuale e della efficienza del proprio apparato riproduttivo. Abbiamo visto come le cause psicogene influiscano in modo profondo sulla risposta sessuale, inibendola. Disturbi della sfera emotiva, dell’umore e psicologica quali lo stress da prestazione, e la depressione, non necessariamente prevedono una terapia di tipo farmacologico. Talvolta, soprattutto quando a soffrire di DE di origine psicosomatica sono ragazzi molto giovani, è piuttosto utile intraprendere un percorso di psicoterapia per arrivare a comprendere e rivolvere il nodo originario da cui il disturbo fisico scaturisce e rappresenta sintomo. 
E per quanto riguarda la prevenzione? Ecco un semplice elenco di buone abitudini che proteggono la salute generale, e quella intima in particolare specialmente dopo gli “anta”:
  • Svolgere attività fisica regolare, non troppo intensa. Questo perché migliorando il tono muscolare e la circolazione del sangue in tutto il corpo, si potenzia anche la risposta sessuale e quindi la qualità e la durata dell’erezione;
  • Mantenere il giusto peso corporeo o dimagrire in caso di sovrappeso, seguendo una dieta bilanciata e salutare, che sia ricca di sostanze antiossidanti naturali (frutta e verdura, pesce, legumi ecc.);
  • Tenere sotto controllo la pressione sanguigna, il colesterolo, la glicemia, e porre subito rimedio in caso di alterazioni;
  • Ridurre, quando e se possibile, i livelli di stress;
  • Curare l’igiene del sonno in modo da dormire le giuste ore per notte e riposare il corpo e la mente;
  • Moderare il consumo di alcool e limitarsi ad un massimo di due bicchieri di vino al giorno (a pasto);
  • Smettere di fumare.

Domande e risposte

Cosa provoca la disfunzione erettile?
In buona parte dei casi la disfunzione erettile, o deficit di erezione (DE), è causata da un problema fisico. L’eccitazione sessuale maschile è un processo che coinvolge cervello, ormoni, nervi, muscoli, vasi sanguigni e infine… emozioni. Pertanto la disfunzione erettile può dipendere da un deficit in qualunque di queste aree e avere un’origine psicogena (ad es. stress, depressione, ansia da prestazione), o, più comunemente, organica, e in questo secondo caso le cause possono essere:
  • Cardiopatie, ipertensione;
  • Diabete e sindrome metabolica;
  • Anomalie e deficit vascolari periferici;
  • Lesioni neurologiche;
  • Disfunzioni ormonali, e in particolare insufficiente produzione di testosterone
Inoltre, la disfunzione erettile può essere un effetto collaterale di farmaci quali antidepressivi, farmaci per il cuore o la prostata.
Come posso risolvere il problema della disfunzione erettile?
Dipende dalla causa. Esistono farmaci molto efficaci da assumersi prima del rapporto sessuale che vanno a potenziare la liberazione del monossido di azoto, una sostanza indispensabile per permettere ai corpi cavernosi del pene di rilassarsi e al sangue di affluirvi e portare all’inturgidimento del pene. Utili anche le iniezioni di prostaglandine direttamente sul pene, da praticare in autonomia (ma dietro stretta prescrizione medica nel rispetto di dosi e modalità di esecuzione), prima del rapporto sessuale. Oltre ai farmaci, è però necessario modificare il proprio stile di vita al fine di migliorare lo stato di salute generale e quello dell’area genitale in particolare. Tra le raccomandazioni:
  • Smettere di fumare (il fumo è una delle concause di disfunzione erettile);
  • Bere con moderazione;
  • Fare moto regolarmente e dimagrire se si è in sovrappeso;
  • Fare una terapia di coppia se il problema è legato allo stress o ad un calo del desiderio, o una psicoterapia individuale se all’origine vi è ansia da prestazione o depressione
La disfunzione erettile puó risolversi spontaneamente?
Soffrire di disfunzione erettile in un qualche momento della vita è un’esperienza molto comune, non c’è nulla di cui vergognarsi. Con o senza farmaci nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un disturbo reversibile, che si presenta anche in uomini che in precedenza non avevano mai avuto problemi di erezione. Le probabilità di risolvere del tutto la DE, però, dipende dalla causa che ne è all’origine. In molti casi si tratta di patologie o condizioni temporanee, ma non sempre. In ogni caso, esistono molte soluzioni farmacologiche che consentono di “tamponare” il problema e di migliorare la risposta sessuale permettendo una ripresa dei rapporti intimi. 
Esistono cibi che stimolano e migliorano l’erezione?
In generale non esistono cibi tanto afrodisiaci da permettere, da soli, di ottenere un’erezione soddisfacente quando vi sia un problema di deficit di natura patologica o psicogena. In caso di DE occorre quindi recarsi da uno/a specialista di andrologia, sottoporsi a visita e agli eventuali esami necessari per giungere ad una diagnosi, e solo dopo stabilire la terapia più adeguata al caso. Detto questo, una corretta alimentazione può senza dubbio aiutare la risposta sessuale andando a migliorare, ad esempio, la circolazione periferica, il tono muscolare, la produzione ormonale e l’umore. Nella dieta di chi soffre di DE non dovrebbero perciò mancare i seguenti alimenti, ricchi di antiossidanti naturali e altre sostanze buone per l’eccitazione sessuale:
  • Avocado
  • Asparagi
  • Zenzero e peperoncino
  • Cioccolato extra fondente
  • Salmone e pesce azzurro, ricchi di omega 3
  • Ostriche 
  • Pomodori, ma anche bietole e spinaci 
  • Olio extravergine d’oliva a crudo
  • Pistacchi
  • Cereali integrali e legumi
È vero che gli integratori di ginseng sono un “viagra” naturale?
Stando agli esiti di alcune sperimentazioni – una, ad esempio, promossa dai ricercatori dell’Università di Yonsei (Corea del Sud) nel 2013 – le compresse di ginseng, una radice naturale molto usata nella Medicina Tradizionale Cinese – sono effettivamente efficaci in molti casi di disfunzione erettile da lievi a moderati. Il ginseng rosso coreano (Panax ginseng) agisce come vasodilatatore, e risulta pertanto utile quando la DE dipenda da un disturbo vascolare e circolatorio. Se, però, all’origine del deficit di erezione vi è un altro problema, organico o psicologico, l’assunzione di ginseng potrebbe non avere alcuna efficacia. In ogni caso, inutile ricorrere ai fai da te, anche per quanto riguarda i rimedi naturali, è preferibile chiedere il consulto del proprio medico, o, per lo meno, di un/a esperto/a in fitoterapia.  
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 19 agosto 2020
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