Diarrea: sintomi, cause, rimedi, diagnosi e dieta

Diarrea: sintomi, cause, rimedi, diagnosi e dieta

Benessere

Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2019

Indice



 

Che cos’è la diarrea?

L'intestino è un organo molto sensibile e complesso. La diarrea è un disturbo dell’intestino che si manifesta con scariche frequenti (più di tre al giorno) di feci liquide o semiliquide, è un sintomo e non una malattia. Tale condizione è espressione di un problema intestinale che può avere origine da molte cause, dalle psicologiche alle fisiche. La diarrea in forma acuta è un problema comune che di solito dura per uno-due giorni per poi risolversi da sola, senza particolari trattamenti specifici.

Quando il disturbo si protrae oltre i due giorni va indagato perché, oltre ad aumentare il rischio di disidratazione per l’eccessiva perdita di liquidi, può essere sintomo di un problema di altre condizioni. La diarrea si definisce cronica quando la sintomatologia si prolunga per un periodo superiore alle due settimane.

Nel caso in cui il disturbo si ripresenti frequentemente nel corso della settimana, la diarrea si definisce ricorrente. La diarrea si può presentare a tutte le età, anche se bambini e anziani sono più esposti. Mediamente gli adulti hanno un attacco di diarrea acuta circa quattro volte all’anno.

 

Sintomi

Una serie di sintomi può accompagnare la diarrea. Spesso si tratta di crampi e dolori addominali, febbre, feci scure e acquose, gonfiore addominale e, per chi soffre di emorroidi, può comparire anche sangue. L'intensità dei sintomi dipende dalla causa che è all’origine dell'alterazione della motilità intestinale. Un aspetto importante da considerare come conseguenza della diarrea è la significativa perdita di acqua e sali tanto che si può verificare una complicanza come la disidratazione.

 

Cause

Una stessa condizione clinica come la diarrea, essendo riferita a un organo complesso come l’intestino, può essere dovuta alle cause più diverse, come spiegato nell'articolo "Acute Diarrhea in Adults and Children: a Global Perspective": dall’ansia allo stress, da questioni legate all’alimentazione (intolleranze/allergie), all’assunzione di farmaci (antibiotici/lassativi/antinfiammatori non steroidei -FANS), da infezioni batteriche (salmonella, colera, shighella ecc.) a patologie come il cancro al colon, colite ulcerosa, diabete, gastroenterite, ipertiroidismo, malassorbimento, sindrome del colon irritabile, sindrome di Zollinger-Ellison. Gli attacchi acuti di solito sono causati da batteri, virus, parassiti o infezioni, mentre disturbi cronici sono di solito legati a disturbi funzionali come la sindrome del colon irritabile o altre malattie infiammatorie intestinali.

Alcune delle più comuni cause di diarrea sono le seguenti:
  • Infezioni
    Infezioni batteriche: Diversi tipi di batteri ingeriti attraverso alimenti o acqua contaminati possono provocare la diarrea. I colpevoli più comuni includono: Staphylococcus aureus, Escheria coli, Campilobacter, Salmonella, Shigella, Clostridium Difficile.
    Infezioni virali: Molti virus causano diarrea, compresi rotavirus, virus di Norwalk (responsabili delle cosiddette influenze intestinali), citomegalovirus, herpes simplex e l’epatite virale. Nei bambini sono particolarmente attivi il rotavirus e l'adenovirus.
    Intolleranze alimentari: Alcune persone non sono in grado di digerire gli alimenti, come alcuni dolcificanti artificiali e il lattosio. Questo zucchero presente nel latte e latticini è tra gli elementi più implicati in questo disturbo, è usato come eccipiente in molti farmaci e, nei pazienti fortemente intolleranti, minime quantità di questo zucchero possono causare diarrea.
    Parassiti: I parassiti possono entrare nel corpo tramite il cibo o l’acqua e stabilirsi nel sistema digestivo. I parassiti che causano la diarrea comprendono: Giardia Lamblia, Entameba Histolytica e Cryptosporidium.
     
  • immagine che mostra una donna con il mal di panciaReazione ai farmaci: Antibiotici, farmaci per abbassare la pressione arteriosa, chemioterapici ed antiacidi contenenti magnesio possono provocare diarrea. La lista dei farmaci che possono provocare la diarrea, per il meccanismo d’azione con cui agiscono o come effetto collaterale, è particolarmente nutrita. Secondo lo studio "Drug-induced diarrhoea", tra i farmaci in commercio, oltre 700 erano implicati nell'insorgenza di diarrea che, in questo caso, viene definita iatrogena. Tra i farmaci più comunemente utilizzati e responsabili di questo disturbo ci sono gli antibiotici, specie se a largo spettro. Queste molecole, impiegate per le infezioni batteriche, distruggono anche batteri della flora microbica dell'intestino crasso, aumentando le probabilità che proliferino microorganismi patogeni responsabili di diarrea. Questo effetto indesiderato può essere almeno parzialmente prevenuto associando il farmaco antimicrobico ad un trattamento specifico con probiotici (per maggiori informazioni si veda l'articolo: "Probiotici: a cosa servono? In che alimenti si trovano?").

    Alcuni farmaci per dimagrire, come l'acarbosio, riducono l'assorbimento dei carboidrati e dei grassi alimentari provocando diarrea. Oltre ai lassativi,  possono dare lo stesso disturbo gli antiacidi per lo stomaco (magnesio, inibitori di pompa come omeprazolo e pantoprazolo), farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans- aspirina, ibuprofene etc), antineoplastici usati in terapie antitumorali. Anche dei farmaci impiegati in cardiologia possono causare diarrea. In particolare sono da considerare gli antipertensivi Ace-inibitori (quinalopril) e beta bloccanti (propranololo). Tra i farmaci attivi a livello del sistema nervoso centrale che causano la diarrea ci sono ansiolitici (benzodiazepine come alprazolam), antidepressivi (fluoxetina).
     
  • Malattie intestinali: Malattie infiammatorie intestinali (come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa) e malattia celiaca spesso sono tutte patologie che manifestano questo disturbo in modo più o meno grave.
     
  • Disturbi funzionali all’intestino. La diarrea può essere un sintomo della sindrome da colon irritabile.
     
  • Alterazione della flora intestinale: Non solo i farmaci, ma anche situazioni di particolare stress, preoccupazione, ansia, possono alterare la flora intestinale, causando diarrea.
     
  • Fecaloma:  Un ammasso di feci dure, disidratate che si forma nell'intestino, provoca generalmente stipsi da un lato, ed emissione di feci liquide dall'altro, dovute allo stravaso di feci intorno all'ostruzione. In questo caso si tratta di una pseudo-diarrea parossistica, che si presentano con episodi sporadici.
     
  • Abuso di lassativi: In persone che soffrono di stitichezza, è possibile l'utilizzo incontrollato di lassativi che, come effetto collaterale causano diarrea per una eccessiva attività propulsiva dell’intestino.
     
  • immagine che mostra un ragazzo con lo zaino in spalla che viaggia vicino a un fiume immerso nel verdePostumi di interventi chirurgici. Alcune persone sviluppano diarrea dopo un intervento chirurgico allo stomaco o a seguito della rimozione della cistifellea. Il motivo può essere rispettivamente un cambiamento nel modo in cui si muove il cibo attraverso il sistema digestivo, un aumento della bile nel colon che ha una azione lassativa all’interno dell’intestino.
     
  • Diarrea del viaggiatore: Le persone che visitano i paesi stranieri sono a rischio di diarrea, causata dal cibo o dall’acqua potabile contaminata da batteri, virus o parassiti. La diarrea del viaggiatore può essere un problema soprattutto per i paesi in via di sviluppo. Fanno parte di questo gruppo, i virus influenzali o parainfluenzali (come la cosiddetta influenza intestinale). I principali alimenti a rischio sono: molluschi, uova, carne cruda o poco cotta, verdura e frutta lavate con acqua contaminata, latticini non pastorizzati, bibite con ghiaccio.

 

Quando rivolgersi al medico

Immagine che mostra un medico nell'atto di visitare un paziente sdraiato sul lettinoSolitamente la diarrea non è pericolosa, ma può diventarlo o essere il segnale di un problema più serio. Spesso non può essere individuata una causa specifica ma, se la diarrea tende a risolversi entro pochi giorni, la ricerca del fattore scatenante non è in genere di grande utilità. Il medico va invece contattato in caso di persistenza dei sintomi per più di due giorni nel caso degli adulti, 24 ore per i bambini, forte dolore addominale o al retto, febbre, feci con sangue o pus, feci nere e/o catramose. Sono sempre da considerare con attenzione i segni di disidratazione.

La diarrea cronica può essere causata da una malattia cronica, come nel caso di malattie che colpiscono lo stomaco, l’intestino tenue o il colon (come il morbo di Crohn). Il pericolo maggiore è appunto l’eccessiva perdita di liquidi e la disidratazione. In pratica, il corpo viene privato di molti fluidi e questa mancanza non gli permette più di funzionare correttamente. La disidratazione è particolarmente pericolosa nei bambini e negli anziani e deve essere trattata tempestivamente per evitare gravi problemi di salute.

 

Diarrea o dissenteria

I due termini, spesso usati come se fossero sinonimi, si riferiscono in realtà a due condizioni diverse. La diarrea è caratterizzata da almeno tre evacuazioni giornaliere di feci molli, acquose e/o non formate, la dissenteria è invece una forma di gastroenterite infettiva che manifesta come sintomo principale diarrea e presenza di sangue nelle feci, oltre al fatto che spesso l’evacuazione è anche dolorosa. Semplificando, in assenza di sangue non è corretto parlare di dissenteria e quindi i due termini non vanno considerati sinonimi.

 

Classificazione

La prima cosa da fare per capire il tipo di problema è controllare la frequenza delle scariche. La diarrea può essere classificata come:
  • acuta (il caso più comune), se ha una durata inferiore alle 2 settimane,
  • persistente se dura da 2 a 4 settimane
  • cronica se ha una durata superiore alle 4 settimane.
La forma acuta è comunemente causata da agenti infettivi (principalmente virus e batteri), tossinfettivi (tossine conseguenti a un patogeno) o iatrogeni (causato da farmaci o terapie mediche) e meno frequentemente da infestazioni, allergie, terapie radianti, riacutizzazioni di patologie croniche intestinali. In genere la diarrea si autolimita. Tuttavia, nel caso di sintomi rilevanti è necessario consultare un medico.
 
Immagine che mostra il corretto scorrimento delle feci nell'intestinoÈ possibile definire il disturbo in base ai diversi meccanismi fisiopatologici che lo sostengono. Si possono quindi individuare quattro tipi di diarrea:
  • Osmotica. Quando nel lume intestinale sono presenti sostanze non assorbibili che, per un meccanismo osmotico, richiamano liquidi, cioè acqua, si determina un aumento della quantità di feci, con una diminuzione della loro consistenza. Gli elementi che richiamano liquidi sono di solito alimenti della dieta non digeriti o mal assorbiti. In alcuni casi questi elementi sono componenti di farmaci. Generalmente, questo tipo di diarrea si arresta con il digiuno.
     
  • Secretoria. Causata da infezioni (gastroenteriti) oppure intossicazioni alimentari, si caratterizza per una aumentata secrezione di liquidi ed elettroliti da parte della mucosa enterica. Non è da escludere, tuttavia, però, che la causa sia dei lassativi o di malattie infiammatorie come le coliti ulcerose o il morbo di Crohn o nella presenza di tumori intestinali. In questi casi, le feci contengono, oltre all’acqua, sangue e pus. Questo tipo di diarrea, a differenza di quella osmotica, persiste anche con il digiuno.
     
  • Alterazione della motilità intestinale. Questo tipo di diarrea è dovuta a un’alterazione della mobilità e della velocità del transito intestinale (iperperistaltismo). Tale condizione genera un cattivo assorbimento dell’acqua e delle sostanze nutritive. L’aumento di liquidi nel lume intestinale rende le feci acquose e genera la diarrea. Non è raro che questa condizione sia associata a disturbi come il colon irritabile, la diverticolite, il diabete, ma anche ad altre patologie come l’ipertiroidismo.
     
  • Infiammatoria. Tale condizione è strettamente associata, tanto da sovrapporsi a quella secretoria. In presenza di ulcere o infiammazione della mucosa intestinale può essere modificata la permeabilità all’acqua e riversare, nel lume intestinale, muco, sangue e proteine.

 

Diagnosi

Le cause del disturbo diarroico possono essere varie: abitudini alimentari, farmaci, ma anche lo stato di salute generale e la storia clinica (alcuni interventi possono alterare la motilità gastrointestinale), oltre a condizioni infettive. In questo caso il medico potrebbe richiedere un esame delle feci per identificare eventuali batteri o parassiti.

Quando si sospetta che all’origine della diarrea ci sia una allergia o un’intolleranza alimentare, il medico potrebbe suggerire di evitare tale sostanza. Tra gli alimenti di solito implicati in questo disturbo ci sono: il lattosio, i carboidrati, il frumento (sospetto di celiachia, si veda l'articolo: "Celiachia: cause, sintomi, esami e dieta gluten-free"). Il cambiamento dietetico dovrebbe arrestare la diarrea. In base alla specifica sintomatologia, il medico potrebbe richiedere esami specifici o la visita di uno specialista, il gastroenterologo.

 

Diarrea nei bambini e negli anziani

La maggiore complicazione della diarrea è la disidratazione per l’eccessiva perdita di liquidi. A più alto rischio sono i soggetti più fragili, bambini e anziani, nei quali è consigliabile non sottovalutare mai questo disturbo, ma intervenire tempestivamente soprattutto facendoli bere per ripristinare i fluidi persi. Per i bambini, soprattutto nel primo anno di vita, la diarrea rappresenta, nei paesi poveri, la prima causa di decesso, mentre è gestibile senza grandi rischi nei paesi occidentali.
Immagine che mostra una mamma con in braccio un bambino mentre beve il latteNell'anziano la diarrea rappresenta una causa importante di morbilità e mortalità, soprattutto durante i ricoveri o nelle case di riposo, dove è più facile il contagio. Gli anziani sopportano meno le conseguenze della disidratazione dovute alla diarrea tanto che dal 16 al 35% delle persone in questa fascia d’età può morire per questo disturbo.

I bambini, come gli anziani, possono avere gravi forme di diarrea cronica. Le cause includono batteri, virus, parassiti, farmaci, disturbi intestinali funzionali e ipersensibilità alimentari. L’infezione da rotavirus è la causa più comune di diarrea acuta infantile. Tale condizione di solito si risolve nel giro di una settimana-dieci giorni. Contro tale virus è disponibile un vaccino che può essere somministrato in bambini con un’età compresa fra le 6 e le 32 settimane.
La diarrea è particolarmente pericolosa nei neonati e nei lattanti, come è possibile leggere nell'articolo: "Gastrointerite: consigli utili per i bambini", perché può portare alla disidratazione in appena un giorno o due. Un bambino può morire per disidratazione nel giro di pochi giorni. La cura principale per la diarrea nei bambini è la reidratazione per sostituire rapidamente i liquidi persi. Il medico va contattato se il bambino non migliora dopo 24 ore o si manifesta uno dei seguenti sintomi: feci contenenti sangue o pus, feci nere, una temperatura superiore a 39 gradi, segni di disidratazione.

 

Disidratazione

Una persona con diarrea ha un'alterata permeabilità della barriera intestinale. Da un lato perde molti liquidi e sali minerali e, dall’altro, ha problemi di assorbimento dei nutrienti. Una diarrea particolarmente acuta o prolungata può quindi causare disidratazione e squilibrio elettrolitico e non funzionare più correttamente. A maggiore rischio sono i soggetti più fragili, come i bambini e gli anziani, che devono essere trattati immediatamente per evitare gravi problemi di salute.
Immagine che mostra come, pizzicando la pelle del dorso della mano, si possa verificare lo stato di idratazione di un individuo
Una semplice e immediata prova di verifica utile consiste nel tirare la pelle sul dorso della mano per alcuni secondi, se non ritorna normale quasi immediatamente, allora la persona è disidratata. In un soggetto adulto, i segni della disidratazione comprendono: palpitazione, sete, minzione meno frequente, pelle secca, stanchezza, stordimento, urine di colore scuro.  Nell’anziano si manifestano: confusione, difficoltà a rimanere in piedi, vertigini e mal di testa, bocca asciutta, occhi infossati, incapacità di sudare o lacrimare, aumento della frequenza cardiaca, bassa pressione sanguigna, poca urina, stipsi.

I segni di disidratazione nei bambini comprendono: secchezza della bocca e della lingua, pianto senza lacrime, pannolini non bagnati da 3 ore o più, rossore all’addome, agli occhi o alle guance, febbre alta, svogliatezza o irritabilità, pelle che non si appiattisce quando pizzicata e rilasciata. Nei neonati e nei bambini molto piccoli, oltre ai segni sopra indicati, ci può essere l'infossamento della fontanella sulla sommità del capo.


Come prevenire la disidratazione

I liquidi e i sali (elettroliti) persi durante gli attacchi di diarrea, devono essere reintegrati al più presto, perché moltissime funzioni dell’organismo dipendono da questi sali. Gli elettroliti sono infatti sostanze minerali che, in base alla loro concentrazione, regolano la quantità di acqua nel corpo, l’attività muscolare e altre importanti funzioni, come la trasmissione dell’impulso nervoso.
Anche se l’acqua è estremamente importante nel prevenire la disidratazione, non può bastare perché non contiene sali. Brodo, zuppe, succhi di frutta e verdura sono invece più efficaci nel riportare ai livelli normali gli elettroliti.
Si è osservato che l'intestino è in grado di assorbire più semplicemente l'acqua e il sodio in caso di assunzione concomitante di glucosio, potassio e amido di riso.
Sono comunque disponibili in farmacia prodotti completi e bilanciati formulati proprio per queste condizioni.

 

Cura

Reintegrare i liquidi persi è la cura più indicata e sufficiente per la diarrea. L’impiego dei farmaci che bloccano la diarrea può essere utili, ma non sempre raccomandato. Quando la causa è un’infezione da batterio o da parassita, se la diarrea si arresta prima di aver eliminato il microrganismo, si rischia di prolungare il problema, intrappolando i parassiti nell’intestino. I medici possono prescrivere antibiotici nei casi di infezione batterica, mentre le infezioni virali richiedono altri farmaci.
 

Farmaci

Immagine di un uomo con il mal di pancia mentre tiene in mano una quantità di farmaciMolte volte, la diarrea tende a risolversi senza necessità di farmaci o trattamenti. Prima di assumere farmaci per la cura del disturbo è necessario sentire il consiglio del medico: a scatenare la diarrea possono infatti essere fattori differenti. La più temibile complicanza è la disidratazione e per questo la prima cura è la reintegrazione degli elettroliti e degli zuccheri perduti, con l’assunzione di integratori e formulazioni adeguate che si possono trovare in farmacia.
Il medico può scegliere tra vari principi attivi, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del paziente e alla sua risposta alla cura.
Gli antidiarroici possono essere divisi in tre tipi:
  •  Polveri adsorbenti (caolino, carbone attivo, gesso e bismuto sottogallato), che facilitano la solidificazione delle feci assorbendo l’acqua a livello intestinale
  •  Farmaci morfinosimili (alcaloidi dell’oppio, difenossilato, loperamide). Sono indicati in caso di diarrea acuta, complicata o meno, ma si possono impiegare anche nella forma cronica. In questo caso gli effetti terapeutici si manifestano nel giro di una settimana- dieci giorni. Diminuiscono la motilità intestinale e aumentano il riassorbimento dell’acqua dal lume del tubo digerente. Sono spesso usati in associazione con una polvere adsorbente
  • Farmaci anticolinergici (scopolamina). Riducono la motilità e la secrezione intestinale. Sono impiegati conto gli spasmi, i crampi e i dolori addominali. Questi farmaci, è bene ricordarlo, non curano la patologia, ma ne cura i sintomi. Possono essere usati nella diarrea cronica quando è sconsigliabile l’uso prolungato dei morfinosimili.
  • Antibiotici. In caso di diarrea di origine infettiva si possono usare questi farmaci attivi a livello intestinale, come i derivati della rifamicina. Di solito il medico prescrive antibiotici solo in caso di diarrea per la quale sia accertata co-infezione batterica.
  • Fermenti lattici, tecnicamente probiotici (Lactobacillus Acidophilus e Saccharomyces boulardii) possono aiutare a ristabilire una normale flora batterica intestinale, in caso di diarrea acuta o durante trattamenti antibiotici prolungati. Questi batteri creano infatti un ambiente acido inadatto alla crescita di microrganismi patogeni. Funzionano meglio se associati a una dieta ricca di carboidrati.
Una particolare attenzione deve essere riservata quando la diarrea si manifesta in persone che assumono farmaci per patologie più o meno gravi: uno dei problemi più frequenti è che questo disturbo altera l'assorbimento dei principi attivi. La posologia del farmaco che viene assunto dovrà essere modificata dal medico. Tale condizione riguarda anche l’assunzione della pillola anticoncezionale che potrebbe perdere l’efficacia per un’alterazione nell’assorbimento del principio attivo.

 

Un aiuto dalla dieta

L’alimentazione può avere un ruolo importante in presenza di diarrea. Alcuni cibi infatti vanno evitati per evitare un peggioramento dei sintomi. Tra questi, sono da evitare: la caffeina, prodotti lattici, alimenti ricchi di grassi, ad alto contenuto di fibra o molto dolci. Quando il disturbo comincia a migliorare, è possibile aggiungere alimenti teneri come le banane, il riso, le patate lesse, il pane tostato, cracker, carote cotte, pollo al forno senza pelle o grasso.

Nei bambini è raccomandata una dieta particolarmente leggera.
I cibi consigliati, in caso di diarrea, comprendono i cereali (pane bianco tostato, pane bianco senza mollica, fette biscottate, pasta, riso, semolino) prodotti animali (carni magre di manzo, pollame, pesce lesso o ai ferri, formaggi freschi come crescenza, mozzarella, robiola, uova in camicia o sode, bresaola, prosciutto sgrassato, cotto o crudo). Tra la frutta e la verdura, è bene scegliere: carote, lattuga, patate, spinaci (meglio verdure cotte), albicocche, ananas, banana, limone, mele, pesche, pompelmo. Il condimento da preferire è l’olio di oliva extravergine a crudo.

Sono invece sconsigliati, in generale, tutti gli alimenti ricchi di fibre poiché favoriscono il transito e lo svuotamento intestinale. Sono quindi da evitare: cereali fatti con farine integrali e la mollica di pane bianco. Per quanto riguarda la verdura, vanno evitati: broccoli, carciofi, cavoli, ceci, cime di rapa, cipolle, fagioli, fave, lenticchie, piselli. Meglio non consumare cachi, cocco, datteri, fragole, fichi, frutta secca, lamponi, mandorle, more, nocciole, noci, pinoli, pere, prugne, ribes, uva. Non sono opportuni anche i cibi troppo grassi: fritti, creme, salumi piccanti e insaccati, lardo, pancetta.
 

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Intervista al dott. Paolo Usai Satta

consigliere nazionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (AIGO) e gastroenterologo dell’Azienda ospedaliera G. Brotzu di Cagliari.


- Quando la diarrea è un sintomo per cui è necessario rivolgersi al medico?
Dipende dal numero di evacuazione e dalla durata del sintomo. In generale, quando ci sono più di tre evacuazioni al giorno per alcuni giorni, è opportuno rivolgersi al medico. L’eccessiva perdita di liquidi infatti espone al rischio di disidratazione, condizione che compromette molte funzioni vitali. Come è noto, la gastroenterite virale, acuta, si risolve nel giro di uno/due giorni e il paziente si può rivolgere al medico comunque per poter gestire altri sintomi (febbre, spasmi). Quando però la diarrea si protrae per alcune settimane cioè per circa un mese, diventa cronica. In questo caso il consulto del medico, meglio del gastroenterologo, è necessario per chiarire la causa e iniziare una terapia adeguata.

- Perché bambini e anziani sono più a rischio di disidratazione?
Vari fattori rendono gli estremi della vita più a rischio di disidratazione, nel caso di diarrea. Bambini e anziani hanno infatti sistemi di difesa meno efficaci sia dal punto di vista di risposta immunitaria che di recupero dopo un evento acuto. C’è poi da considerare che il bambino, specie se molto piccolo, potrebbe non essere autonomo nel prendersi da bere. L’anziano fatica ad assumere liquidi. Lo stato di disidratazione si può valutare con visita clinica: dallo stato della pelle e delle mucose. Ci sono però dei segnali che indicano un inizio di tale condizione che riguardano l’eccessiva spossatezza e, specie nel bambino, una ridotta vitalità. Nelle forme acute, che si risolvono in qualche giorno, se il paziente non vomita è sufficiente bere. In generale, se si manifestano circa dieci scariche al girono per alcuni, potrebbe essere necessaria una flebo di fisiologica. In linea di massima è sufficiente l’acqua, magari con qualche sale, ma non sono necessarie terapie più specifiche.

- Come si può curare la diarrea cronica?
Lo stesso sintomo può essere dovuto a condizioni cliniche diverse. Quando un disturbo come la diarrea si protrae per settimane, è necessario rivolgersi al gastroenterologo per identificare quale sia la malattia che sostiene il sintomo. Il sintomo infatti può essere dovuto a patologie infiammatorie dell’intestino, intolleranze alimentarli, celiachia, patologie funzionali che richiedono una diagnosi precisa perché le terapie sono molto diverse. Possono essere indicati dagli antibiotici ai cortisonici, a farmaci biologici. Anche lo stile di vita può in parte aiutare. Un’alimentazione ricca di fibre e verdure, o l’abuso di antibiotici, in questi soggetti possono peggiorare il quadro clinico perché, come è noto le fibre favoriscono il transito intestinale e gli antibiotici alterano la flora batterica che regola molte funzioni intestinali. I probiotici, noti come fermenti lattici, possono essere indicati per migliorare i sintomi di questo disturbo.

- Gli yogurt e gli integratori con fermenti lattici sono efficaci nel ridurre il rischio di diarrea?
L’assunzione di fermenti lattici (probiotici) è utile nella diarrea acuta, cronica e anche in quella dovuta ad antibiotici. Agli yogurt sono preferibili gli integratori di probiotici della specie bifido e dei lattobacilli. Lo yogurt di per sé non è terapeutico: è semplicemente un prodotto enzimatico, ma è aspecifico. L’efficacia dei probiotici dipende infatti non tanto dal numero, ma dalla loro capacità di restare vivi e vitali oltre la barriera acida dello stomaco. Un altro aspetto importante è la varietà. Sono in corso molti studi per identificare non solo la specie, ma il ceppo, cioè il sottogruppo di batteri particolarmente efficaci nel ripristinare la flora batterica intestinale e quindi ovviare a tutta una serie di disturbi del tubo digerente. In attesa di dati precisi, la terapia migliore è la combinazione di varie specie di batteri perché migliorano l’efficacia sia in caso di diarrea acuta, sia cronica.

 

Domande e risposte

Di che cosa è sintomo la diarrea cronica?
L’infiammazione nel tratto intestinale può essere una causa della diarrea cronica. Anche la Sindrome dell'intestino irritabile può dare attacchi alternati di diarrea e stitichezza. La diarrea sanguinolenta accompagnata da dolore addominale, potrebbe inoltre essere sintomo di infarto intestinale dovuta a un’occlusione dei vasi addominali.

La diarrea ricorrente è un segno di cancro?
Stitichezza, diarrea e incontinenza intestinale, sebbene siano di solito sintomi di altri problemi, meno gravi, possono anche essere un segno di cancro del colon-retto. La presenza di sangue nelle feci è un sintomo che andrebbe sempre indagato.

Quando la diarrea non ha altri sintomi, da cosa può essere causata?
Questa condizione può essere indice di malattia infiammatoria cronica come l'intestino irritabile (IBS, Colite ulcerosa, Morbo di Crohn, Celiachia. Altre cause comprendono: malassorbimento di acidi biliari,  ipertiroidismo, pancreatite cronica, fibrosi cistica.

Perché ogni cibo che mangio mi causa la diarrea?
Tale condizione può essere sintomo di malattie infiammatorie intestinali come l’intestino irritabile, il morbo di Crohn e colite ulcerosa. In questi casi il sintomo di diarrea accompagna ogni pasto. Mangiare pasti con alto contenuto di zucchero può scatenare sintomi come la diarrea.
In collaborazione con
Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.
Data di pubblicazione: 28 febbraio 2019