Dermatite seborroica: adulti e bambini. Cause e Rimedi

Dermatite seborroica: adulti e bambini. Cause e Rimedi
01 marzo 2019

Mamma e Bambino

Indice

 

Che cos’è la dermatite seborroica?

Il sintomo principale negli adulti è spesso la forfora, una produzione continua e abbondante di squamette del cuoio capelluto che seccandosi e cadendo causa il noto fenomeno così imbarazzante. La dermatite seborroica, però, non colpisce sempre e solo la testa, e non si può assimilare a semplice inestetismo. Come intuibile dal suffisso “ite”, questa condizione cutanea indica una infiammazione con arrossamento e formazione di chiazze squamose.

L’aggettivo “seborroica”, invece, si riferisce al tipo di dermatite, che colpisce le zone “oleose” della pelle, quelle più ricche di ghiandole sebacee. Ecco perché la cute della testa è spesso coinvolta, come in genere il viso nelle zone più untuose come ai lati delle narici, le sopracciglia, le orecchie, e talvolta anche il torace.
Ma quali sono le cause della dermatite seborroica, perché colpisce sia i bambini che gli adulti, e soprattutto, come si può trattare?
 

Cause, sintomi e fattori di rischio

La prima domanda che ci si pone di fronte ad una spropositata produzione di forfora “grassa” e di chiazze arrossate che formano croste antiestetiche, è: quali sono le cause?

Dermatite Seborroica - VisoLa dermatite seborroica per quanto condizione del tutto benigna, può creare notevoli disagi, tuttavia alla sua insorgenza concorrono fattori diversi, variabili da soggetto a soggetto. Per definizione la Dermatite Seborroica è una Dermatosi cronica, con formazione di Eritema e Desquamazione in regioni del corpo, dove le ghiandole sebacee sono numerose e più attive, legata a una diatesi ereditaria (fattori costituzionali), su cui intervengono diversi cofattori. Un lievito, chiamato Malassezia furfur, normalmente presente sulla superficie cutanea della maggior parte della gente sana, in alcuni casi può diventare “irritante”, si comporta cioè da patogeno opportunista, e provoca i sintomi infiammatori che a breve vedremo.

Altra possibilità è uno squilibrio ormonale, magari innescato o accentuato dai cambi di stagione, infatti la DS migliora d’estate e peggiora nei periodi invernali, o ancora in pazienti immuno-compromessi (HIV/AIDS o trapiantati d’organo) o ancora in patologie neurologiche come nel Morbo di Parkinson.

Qualunque sia la causa scatenante della dermatite seborroica, non è possibile intervenire direttamente su quella neutralizzando il disturbo definitivamente, perché come abbiamo detto, esiste una predisposizione individuale. Sebbene questa non sia una buona notizia, di positivo c’è la possibilità di trattare i sintomi principali con rimedi e buone pratiche che vedremo più avanti.

A proposito di sintomi, i più comuni sono:
  • Formazione di forfora sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, sulla barba o sui baffi negli uomini
  • Comparsa di chiazze di cute oleosa che si ricoprono di squame o croste bianco-giallastre, visibili soprattutto sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, sul viso (ai lati del naso, nelle pieghe delle orecchie, sulle palpebre ecc.), sul torace, nelle donne sotto il seno, sotto le ascelle, nelle pieghe dell’inguine
  • Pelle arrossata
  • Prurito
La dermatite seborroica è un disturbo molto diffuso, e quindi innumerevoli sono i fattori di rischio che incidono sull’insorgenza di questa forma di infiammazione cutanea, tra cui:
  • Familiarità
  • Malattie neurologiche (morbo di Parkinson e malattia di Alzheimer, tra le altre)
  • Sistema immunitario indebolito, stress
  • Malattia oncologica
  • Cure farmacologiche
In molti casi, va detto che queste pre-condizioni non sono presenti, e gli unici fattori di rischio sono rappresentati dalla predisposizione genetica. Inoltre i sintomi tendono ad acuirsi tra autunno e inverno, specialmente quando il freddo è “secco”.

Un caso particolare è rappresentato dalla dermatite seborroica nei neonati. Vediamo come si manifesta.
 

La “crosta lattea” è dermatite seborroica?

Quando il cuoio capelluto dei neonati si ricopre di squamette oleose di color bianco-giallastro difficili da rimuovere, si parla di “crosta lattea”, in un secondo tempo possono essere colpiti anche il visetto, le pieghe e tronco. Nel lattante le manifestazioni possono essere lievi o più o meno gravi per l’insorgenza anche di complicanze dovute a trattamenti topici impropri, infezioni e manifestazioni da Candida albicans.

Immagine che mostra la crosta lattea nei bambiniLa definizione di Crosta Lattea, risale a tempi passati, quando si credeva, erroneamente, che questo comune disturbo della pelle infantile dipendesse dall’allattamento, oggi sappiamo che all’origine c’è, più probabilmente, un eccesso di ormoni materni ancora presenti nel corpo del bambino, che stimolano in modo eccessivo le sue ghiandole sebacee.

Di sicuro la “crosta lattea” è una forma di dermatite seborroica, più comune nei neonati con pelle iperattiva e ipersensibile. Senza dubbio antiestetica, la crosta lattea è però del tutto asintomatica per il bambino, non essendo accompagnata da fastidio o prurito di sorta, sebbene la cute interessata appaia, arrossata e sormontata da squamo-croste bianco-giallastre.

Di solito le crosticine compaiono qualche settimana dopo la nascita e possono perdurare per i primi mesi, per poi risolversi spontaneamente. Nel frattempo è possibile rimuoverle usando degli oli cosmetici per bambini su un batuffolo di cotone per ammorbidirle e staccarle delicatamente.
 

Trattamento e prevenzione della dermatite seborroica nell’adulto

Per sapere se la forfora e le crosticine pruriginose che vi affliggono siano proprio sintomi di dermatite seborroica, è necessario sottoporsi a visita dermatologica, al fine, soprattutto, di escludere altre malattie dermatologiche tra cui rosacea, psoriasi o dermatite atopica. Una volta giunti alla diagnosi, però, quali vie di cura si aprono?
Il problema di questa particolare forma di dermatite è che non esiste una terapia definitiva che “liberi” la pelle da croste untuose e cuticole, per sempre. Ciò che si può fare è curare l’igiene personale in modo scrupoloso, con prodotti detergenti delicati, specifici, in grado di non esacerbare il disturbo ma, semmai di ridurlo.
Nello specifico, servono:
  • Prodotti a uso topico che riducano l’infiammazione a base di zolfo colloidale o di acido salicilico, L’uso dei cortisonici topici non è da considerare come terapia di elezione se non in casi strettamente necessari, in presenza di infiammazione imponente, da adoperare con prudenza e dietro stretto controllo medico
  • Prodotti antimicotici a uso topico, per bocca nei casi più gravi
  • Prodotti topici specifici, che rientrano nella categoria oggi denominata antiinfiammatori non steroidei (cioè che non contengono molecole di cortisone, come i derivati dell’acido 18-Beta glicirretico) da soli, in associazione o in de escalation a farmaci topici, quali il cortisone in base all’entità clinica della manifestazione.

immagine di una dermatologa mentre controlla i capelli di una pazienteAccanto alle prescrizioni specificamente farmacologiche che il dermatologo indica in base alla severità dei sintomi, esistono anche altre misure igieniche e rimedi naturali che sono utili ad alleviare i disturbi e a prevenire le ricadute. Ad esempio:
  • Usare oli vegetali o olio extravergine d’oliva periodicamente per ammorbidire e rimuovere le croste dal cuoio capelluto. Si tratta di una misura perfetta per i neonati, ma indicata anche per gli adulti
  • Lavarsi regolarmente ma non troppo spesso con detergenti naturali, blandamente antinfiammatori e delicati. Al bando prodotti schiumogeni aggressivi
  • Evitare le troppe tinte e trattamenti cosmetici per capelli che possono irritare la cute. Meglio evitare anche lacche e prodotti spray specialmente se contengono alcool, soprattutto durante la fase acuta
  • Indossare abiti traspiranti, non aderenti (soprattutto nelle zone afflitte dalla dermatite, come le ascelle o la zona del torace), in tessuti naturali come il cotone
  • Attenzione particolare alle ascelle. Se soggette a dermatite, è necessario depilarle in modo soft e detergerle con prodotti più delicati
  • Per gli uomini con baffi e barba, è importante lavare regolarmente queste zone con shampoo specifici e usare più o meno gli stessi accorgimenti necessari per i capelli. Anche la barba, infatti, può produrre forfora
  • Per la rasatura, invece, non è opportuno usare lamette (c’è sempre il pericolo di provocare micro lesioni su una cute già irritata) e saponi schiumogeni. Stop anche ai dopobarba alcolici. Meglio usare il rasoio elettrico con molta delicatezza
 

Quale shampoo per la dermatite seborroica del cuoio capelluto?

Quando il problema è la forfora “grassa” da dermatite seborroica, lavarsi la testa può diventare un fattore di rischio.
Quale shampoo è il più indicato per ridurre l’infiammazione e non stimolare la formazione delle crosticine?
E quante volte alla settimana è consigliato lavarsi?
Immagine che mostra la forfora causata dalla dermattie seborroicaVediamo cosa suggeriscono i dermatologi a proposito del primo quesito. I detergenti disponibili e adatti a chi soffra di dermatite seborroica sono:
  • Shampoo naturali anallergici, con azione disinfettante e antinfiammatoria
  • Olio-shampoo per i bambini, da usare dopo la rimozione delle crosticine
  • Shampoo che contengono i seguenti principi attivi: zinco piritione, disolfuro di selenio, ketoconazolo, acido salicilico, catrame vegetale
In ogni caso è norma prudenziale non affidarsi al fai da te ma attenersi ai consigli dello specialista in dermatologia o del pediatra, e osservare le reazioni del proprio cuoio capelluto o di quello del bambino. Il detergente che si rivela efficacissimo per qualcuno, potrebbe risultare  controproducente, per un altro.

Infine, una nota sulla tempistica dei lavaggi, che era il nostro secondo quesito. Inizialmente si può provare tutti i giorni, fino a miglioramento dei sintomi, per poi passare ad una detersione trisettimanale. Attenzione allo shampoo contenente catrame vegetale, perché tende a scolorire i capelli tinti. In questo caso meglio preferire gli altri detergenti. Inoltre, può accadere che un tipo di shampoo sia efficace per un certo periodo di tempo e poi perda tale capacità, per tale ragione è consigliabile alternare due o più tipi di detergente con formule diverse, onde ottenere il massimo della risposta da tutti i principi attivi utili.

Naturalmente questi shampoo sono indicati per il lavaggio del cuoio capelluto ma anche della barba e dei baffi. Vanno sempre risciacquati con molta cura.

 

Le risposte del dermatologo

Il mio bambino soffre di “crosta lattea” da diversi mesi e la situazione non migliora, cosa devo fare? Avrà la dermatite seborroica da grande?
La Crosta Lattea del lattante che in genere compare nelle prime settimane di vita, scompare nel giro di settimane e non oltre il 5° mese. Nel caso in cui la dermatite non migliorasse o comunque si protraesse più a lungo del previsto, è buona norma farsi visitare da uno specialista per verificare che la dermatosi sia trattata correttamente prima di tutto, che non ci siano complicanze da sovra infezioni, o ancora che non si tratti di altre dermatiti della prima infanzia come per esempio la Dermatite Atopica. Inoltre la DS infantile tende a scomparire con l’età, e non è dimostrato che questi soggetti vadano incontro a uno stato seborroico da adulti.
 
Ho la dermatite seborroica e i capelli bianchi, se li tingo le croste e la forfora aumenteranno?
Diciamo che in fase acuta di malattia con manifestazioni presenti, sarebbe meglio prima risolvere le manifestazioni e dopo in assenza delle stesse utilizzare tinture per capelli più naturali possibili prive di ammoniaca e di sostanze chimiche aggressive.
 
Ho provato diversi shampoo e lozioni per la forfora “grassa” ma nessuno sembra fare effetto, cosa posso provare?
In presenza di manifestazioni cutanee al cuoio capelluto è suggerito l’uso di shampoo specifici a base di piroctone olamina, chetoconazolo o altri medicamenti, da utilizzare per tempi e modi in base alla manifestazione in atto al momento della visita, da alternare a shampoo extradelicati, che detergano e leniscano contemporaneamente per non aggredire troppo il cuoio capelluto.

Ho la dermatite seborroica anche nella zona delle ascelle, quale deodorante posso usare per non peggiorare la situazione?
Sarebbe meglio non utilizzare alcun tipo di deodorante, se proprio si deve preferire quelli che non contengano alcool e profumi che sicuramente peggiorerebbero la situazione, ma quelli per pelli delicate e ipersensibili.
 
Quale alimentazione è consigliata per chi soffre di dermatite seborroica e forfora? Devo eliminare qualche cibo?
A oggi non vi è correlazione diretta tra alimenti e DS, ma nella pratica clinica si suggerisce evitare l’assunzione di cibi piccanti, ricchi di spezie e alcool, che causano vasodilatazione e quindi possono indurre un peggioramento del quadro infiammatorio. Per via generale si può ricorrere a integratori alimentari ricchi di elementi minerali e vitamine quali Vitamina A, Vitamina E (ma attenzione ai suoi dosaggi perché, interagendo con l’attività delle piastrine, può favorire la comparsa di emorragie e potenziare gli effetti degli anticoagulanti a chi ne fa uso), cisteina, zinco.
 
Ho un figlio adolescente con croste da dermatite in molte zone del corpo, la cosa lo fa vergognare e così la situazione peggiora. Devo consigliargli una psicoterapia?
Per prima cosa bisognerebbe fare una diagnosi corretta di quello che Lei chiama croste da dermatite, che sicuramente non identificano una patologia chiara, ma più che altro un sintomo di quadri svariati di dermatosi cutanee che vanno dalla Dermatite Seborroica, alla Psoriasi, alla Dermatite Atopica, agli Eczemi… per risalire alla causa, alla terapia e al decorso della stessa. Detto questo, un supporto psicologico potrebbe essere utile, in caso di uno stato di disagio psichico conseguente alla manifestazione cutanea, che si può tradurre in un disagio relazionale/comportamentale nella vita quotidiana.

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Realizzato in collaborazione con la dott.ssa Anna Cammisa, medico specialista in Dermatologia.

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