Dermatite atopica: cos'è? Diagnosi e Cure

Dermatite atopica: cos'è? Diagnosi e Cure

Mamma e Bambino

Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2019

Indice

 

Che cos’è la dermatite atopica?

Più comune nei bambini, la dermatite atopica (DA) è una condizione cutanea di “sofferenza”, in cui la pelle tende ad arrossarsi, a prudere e a formare delle croste (eczema). Le cause sono ancora per lo più sconosciute, sebbene sappiamo che esistono delle condizioni di rischio e che il problema tende a trasmettersi per via familiare. Infatti una pelle atopica è priva di quella naturale barriera protettiva che la difende dagli agenti ambientali e dai potenziali allergeni.

Immagine che ritrae un bambino sdraiato a pancia in giù con le guance rosse per via della dermatite, e stringe in mano una melaA tal riguardo, nei bambini molto spesso la comparsa di eczemi è sintomatica di una reazione allergica a qualche alimento, e non a caso può facilmente manifestarsi in fase di svezzamento. Talvolta è associabile alla “crosta lattea”, ma non ha nulla a che vedere con l’allattamento!

Quando questa forma di infiammazione cutanea compare nell’adulto, spesso diventa cronica, con fasi di remissione e altri di esacerbazione dei sintomi. Talvolta la dermatite si accompagna ad altri disturbi di tipo infiammatorio, tra cui asma e “febbre da fieno”. In ogni caso, la DA è una condizione benigna, seppur “antipatica”. A volte cambiare abitudini igieniche può essere sufficiente ad alleviare i sintomi della dermatite atopica più fastidiosi, come il prurito.

Quanto alla cura vera e propria sono disponibili farmaci ad uso topico e sistemico. Ma vediamo, appunto, come si manifesta nei bambini e negli adulti questa malattia cutanea.
 

Come funziona la pelle e il tessuto cutaneo?

 

Sintomi e complicanze

Abbiamo visto come il termine “sinonimo” di dermatite atopica, che in realtà ne rappresenta la manifestazione fisica principale, è eczema. Si intende quindi la formazione di eritema (rossore), vescicole, desquamazione e prurito. Entrando maggiormente nel dettaglio, vediamo le caratteristiche della DA nei bambini e negli adulti, tenendo conto del fatto che la sintomatologia varia in modo anche marcato da soggetto a soggetto:
  • immagine di una persona che si porta le mani la petto congiunte, tutte rovinate dalla dermateitePelle secca ed estremamente secca (ovvero disidratata in modo anomalo);
  • Prurito che è molto intenso, specialmente nelle ore notturne;
  • Comparsa di chiazze di color rosso-brunastro o grigiastro, secondo la fase in cui la si osserva, soprattutto sul dorso delle mani e sui polsi, alle pieghe dei gomiti, su petto, piedi e caviglie, dietro alle ginocchia, viso. Nei bambini, soprattutto sul visetto: guance, fronte e mento. Queste macchie possono “allargarsi” e persino “fondersi” tra di loro interessando vaste zone di pelle. La superficie appare ruvida e ispessita al tatto;
  • Comparsa di piccole protuberanze pruriginose che se grattate possono produrre crosticine o persino un liquido sieroso;
  • La pelle intorno alle macchie e alle croste/vescicole appare arrossata e ipersensibile, irritata e spesso gonfia, soprattutto quando grattata.
La DA, come abbiamo visto, più comunemente interessa la pelle delicata dei neonati, e in linea di massima insorge entro i primi 5 anni di vita del bambino, perdurando sovente fino all’adolescenza, seppur in modo discontinuo. Dopo questa fase di vita, la comparsa degli eczemi può cessare del tutto oppure “risorgere” periodicamente, come un fenomeno carsico, per tutto il corso dell’esistenza. Come anticipato, talvolta la dermatite atopica si accompagna ad altro genere di disturbi, tra cui:
  • Asma e “febbre da fieno” o pollinosi. Circa la metà dei bambini che soffrono di DA nella prima infanzia, è predisposta a sviluppare rinite e asma allergica, e in generale esiste una predisposizione spiccata alle malattie allergiche.
  • Neurodermatite cronica. Una conseguenza abbastanza comune della DA insorta in età infantile è lo sviluppo, in età adulta, di neurodermite cronica, una condizione in cui la pelle appare come “scolorita”, più secca del normale e soprattutto soggetta ad un insopprimibile prurito. La neurodermite, o neurodermatite, spia di una cute problematica, è acuita da fattori quali stress e contatto con sostanze irritanti.
  • Infezioni della pelle. Si tratta di complicanze legate alla fase acuta della DA, quando compaiono le vescicole piene di liquido sieroso. Tali lesioni, “rompendosi”, possono infettarsi facilmente, soprattutto a causa dell’azione di batteri e di virus, come lo staphiloccus aureus e  l’Herpes simplex.
  • Dermatite allergica da contatto. Abbiamo visto che i bambini con DA sono più a rischio di sviluppare malattie allergiche da adulti, delle quali la più comune è appunto la dermatite allergica da contatto “scatenata” da un qualunque allergene (può essere anche un sapone per lavarsi le mani!)
  • Disturbi del sonno. Il prurito notturno può essere in taluni casi talmente intenso da provocare risvegli e disturbare il riposo.

     

Diagnosi e cure

Diagnosticare la dermatite atopica nei bambini e negli adulti è molto facile sia per il pediatra che per il dermatologo. Infatti non sono necessari esami di laboratorio o strumentali, è sufficiente la descrizione dei sintomi e l’analisi obiettiva della pelle. Potremmo definire questa malattia “autoevidente”, con termine mutuato dalla filosofia.

Tuttavia, l’osservazione dell’eczema può essere accompagnata da test allergologici, per scoprire se il bambino o l’adulto affetto da DA soffra anche di un’allergia specifica (ad esempio a un cibo, o ai pollini di alcune piante). È molto importante, durante l’anamnesi – la fase preliminare della visita medica, in cui si raccontano al medico i sintomi propri o quelli del bambino – specificare anche il tipo di dieta che si sta seguendo, soprattutto se vi sono state recenti variazioni, come accade nel caso dei più piccoli.

Una domanda che spesso non trova risposta adeguata in chi soffra di DA cronica è la seguente: esiste una cura definitiva? Purtroppo no, non esiste. Al momento sono disponibili solo terapie sintomatiche, che alleviano il prurito ed i disturbi cutanei, curano le sovra infezioni e Immagine di bambina mentre si spalma una crema bianca sul braccio.accelerano il processo di guarigione. Tra questi:
  • Pomate e creme emollienti ed idratanti per alleviare il prurito e la secchezza cutanea e facilitare il ripristino della fisiologica barriera cutanea (la rigenerazione della pelle);
  • Pomate e creme a base di corticosteroidi, per spegnere l’infiammazione. Questi prodotti sono efficaci al momento, ma vanno utilizzati con prudenza e solo quando necessario perché possono dar luogo ad effetti collaterali importanti se non utilizzate correttamente;
  • Farmaci sistemici ad uso orale con azione immunosoppressiva per inibire la reazione allergica e impedire al sistema immunitario di “accendere” l’infiammazione;
  • Farmaci antistaminici orali, somministrati soprattutto per calmare il prurito scatenato dalla “liberazione” di grandi quantità di istamina nel sangue;
  • Pomate antibiotiche o antimicotiche per curare le infezioni batteriche o fungine sovrapposte;
  • In caso di DA severa sono consigliati i “lavaggi” con bende imbevute di sostanze antinfiammatorie da effettuare – eventualmente – in regime ospedaliero (wet wrap);
  • Cure termali e light terapia (o meglio fototerapia). Moltissime persone soggette a DA cronica ottengono una remissione dei sintomi sottoponendosi regolarmente a trattamenti termali negli stabilimenti che offrono cure dermatologiche. I bagni termali e la talassoterapia sono efficaci, così come, non sempre ma spesso, anche l’esposizione alla luce solare per brevi ma regolari “bagni” di sole.
Per tutti i trattamenti di tipo farmacologico e in generale le terapie per alleviare i sintomi della DA sia negli adulti che nei bambini, è cruciale stabilire un rapporto fecondo di dialogo e di fiducia con il proprio dermatologo e il pediatra.

La dermatite atopica, specialmente quando cronica e di grado severo, può impattare negativamente nella vita di chi ne soffre e anche dei famigliari, e spesso le cure stesse rappresentano un aggravio in più, specialmente per i bambini e per gli adolescenti, che mal le sopportano. Talvolta può essere opportuno ricorrere ad un supporto psicologico. Oltre alle terapie tradizionali, ad uso topico od orale, la DA può essere prevenuta o resa più “tollerabile”, anche apportando opportune modifiche al proprio stile di vita e alle abitudini igieniche, vediamo come.
 

Prevenire la Dermatite Atopica

Prevenire la dermatite atopica è possibile?

In parte, sì. Una pelle tendenzialmente atopica, priva di barriere protettive, è una pelle più vulnerabile, sensibile, che si secca facilmente, e che reagisce in modo anomalo ed eccessivo al contatto con sostanze aliene, magari non irritanti in senso stretto, ma che in questi casi fungono da “trigger”, cioè da fattore scatenante dell’eczema.

Dunque, che fare? Vediamo i consigli dei dermatologi, per gli adulti e per i bambini predisposti alla DA:
  • Immagine che ritrae bambino mentre si spla la crema idrante dopo la doccia, seduto sul lettoneAttenzione ai prodotti per la cura della pelle. Certamente idratare un’epidermide secca come quella atopica va bene, ma l’importante è scegliere creme delicate, specifiche per questo tipo di pelle, che si assorbano facilmente e che non contengano potenziali allergeni tra cui nichel e profumi. Applicarli una volta o più volte al giorno osservando le reazioni della cute. Bene anche cambiare spesso i prodotti – prestando attenzione alla formula degli ingredienti – in modo da evitare fenomeni di sensibilizzazione. Se si osservano intolleranze, è indispensabile sospendere immediatamente l’applicazione del prodotto
  • Per quanto riguarda i detergenti, attenzione tripla. Dovranno essere non schiumogeni e non aggressivi, disinfettanti, e andranno adoperati con parsimonia. Utilizzare lo shampoo tutti i giorni, ad esempio, non è una buona abitudine, così come le troppe docce
  • Preferire la doccia al bagno, e in generale effettuare abluzioni di breve durata
  • Asciugare bene la pelle dopo l’igiene quotidiana, tamponando delicatamente e non frizionando con energia
  • Indossare biancheria intima e indumenti in tessuti di fibra naturale, meglio se bianchi e non colorati, traspiranti
  • Non usare profumi e deodoranti
  • Umidificare gli ambienti domestici e di lavoro. La percentuale di umidità ideale per evitare la disidratazione cutanea e quindi favorire la formazione degli eczemi è pari al 50%
  • Dal momento che lo stress è un fattore di rischio importante nell’insorgenza della DA e dei suoi sintomi, è importante tenerlo a bada nei modi possibili. Ad esempio facendo ricorso alla meditazione, al training autogeno, concedendosi una bella vacanza ogni tanto, facendo attività fisica che “liberi” le endorfine (ormoni del buon umore), favorendo il sonno e il relax
  • Seguire una dieta appropriata, che significa eliminare i potenziali allergeni – per capire quali sono è necessario imparare ad osservare i segnali inviati dal corpo, soprattutto di tipo cutaneo, in concomitanza con l’assunzione di specifici alimenti – e seguire un’alimentazione quanto più varia, bilanciata e salutare possibile. Per questa ragione, soprattutto quando vi sia il sospetto di una allergia o di una intolleranza che esacerbino i sintomi della DA, è opportuno rivolgersi agli specialisti in allergologia e in nutrizione. Talvolta integratori come i probiotici e supplementi vitaminici possono significativamente ridurre il rischio di eczemi.
     

    Centri specializzati in Test Allergologici

    Di seguito il link per consultare l'elenco delle strutture sanitarie che hanno dichiarato di essere specializzate in Test Allergologici. L'elenco non è esaustivo di tutte le strutture che se ne occupano in Italia. 
    Scopri le Strutture Sanitarie specializzate in Test Allergologici
     

Al mare con la dermatite atopica

Una moderata e prudente esposizione al sole, al mattino presto fino alle 11.00 e nel pomeriggio dopo le 16.00, può giovare alla pelle atopica. Di fondamentale importanza però, è, prima dell’esposizione al sole e dopo ogni bagno al mare, l’applicazione di una protezione solare, con filtri chimici e fisici.
Attenzione a sabbia e sudore che possono irritare la pelle: è consigliato, appena possibile, un lavaggio con acqua dolce e, nel caso, la sostituzione del costume bagnato con uno asciutto e pulito. Al rientro a casa, un lavaggio con acqua tiepida e l'utilizzo di un detergente emoliente, saranno necessari per rimuovere ogni traccia di salsedine. Dopo aver asciugato la pelle, si consiglia di applicare una crema idratante ad alta percentuale di acqua, per garantire una normale traspirazione.

Informazioni fornite da "I Consigli dell’Associazione Mondiale delle Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid)". 
 

 


Le domande al dermatologo: dott.ssa Ferrucci Silvia Mariel

  • Come faccio a capire se i miei sintomi, o quelli del mio bambino, sono riconducibili alla dermatite atopica?
I segni della dermatite atopica compaiono in sede caratteristiche a seconda dell’età.
Se il bambino è un neonato è presente la tipica pelle secca screpolata e rosa delle guancia e del mento, senza interessare le labbra e il naso e tutta la pelle attorno; qualora inoltre vi siano lesioni simili, magari meno infiammate ma sempre secche, con pelle screpolata che danno molto prurito a viso, mani, collo e/o pieghe flessorie delle mani, possiamo dire che la diagnosi di dermatite atopica è fatta.
È bene ricordare che: la familiarità con delle forme allergiche ci aiuta a fare la diagnosi; ma nel caso in cui queste non siano presenti, non necessariamente è da escludere la diagnosi di DA dal momento che ne esiste una forma particolare, chiamata intrinseca, che non è associata ad allergie.
 
  • Sono una futura mamma con la dermatite atopica: come posso evitare di trasmetterla al mio bambino?
Non è possibile evitare di trasmettere la dermatite atopica al proprio figlio, ma si può evitarne lo sviluppo attraverso l’applicazione di creme idratanti sin dalla nascita, ripristinando così la barriera cutanea.
 
  • Ho avuto episodi di eczemi da bambino e adolescente, come faccio a impedire che ritornino o che diventino cronici?
Ciò è possibile trattando sempre correttamente la cute con dei detergenti delicati, oleosi e che non contengano sostanze in grado di sensibilizzare attraverso il contatto, come profumi e conservanti e/o prodotti naturali (piante in particolare come calendula, camomilla, ecc). Si consiglia di applicare sempre una crema idratante, che favorisce il ripristino della barriera cutanea, dopo la doccia e più volte al giorno, specie nelle zone esposte a fenomeni irritativi come viso e mani.
 
  • La dermatite atopica mi provoca molto prurito, come trovo sollievo senza usare farmaci antistaminici?
Esistono degli integratori a base di ribes nigrum che hanno una azione antistaminica e anche antinfiammatoria; altri, a base di acidi grassi essenziali, aiutano dall’interno a migliorare la barriera cutanea e quindi a controllare il  prurito.
 
  • Soffro di DA in forma severa, è vero che tra le cure ora disponibili c’è anche quella con i farmaci “biologici”?
Sì, in effetti le nuove conoscenze riguardo alla dermatite atopica hanno portato allo sviluppo di molecole, le quali agiscono su punti chiavi dell’attivazione della infiammazione. Attualmente ci sono numerose molecole in fase di studio. Il 7 settembre 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta l’autorizzazione all’utilizzo di Dupilumab nella terapia della dermatite atopica grave, per i pazienti che non rispondono o non tollerano, o ancora presentano controindicazioni alla terapia con ciclosporina. Dupilumab è il primo farmaco con queste caratteristiche, per questo AIFA lo ha dichiarato “farmaco innovativo”.
 

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Immagine che ritrae una esperta dermatologa sorridente

Realizzato in collaborazione con la dott.ssa Ferrucci Silvia Mariel, specializzata in Dermatologia.

 
Docente di anatomia, fisiologia e biomeccanica presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica Brigadier G Lopez. Rosario (Santa Fe) Argentina, tra il 2000 e il 2004 è stata ricercatrice in ambito dermatologico, occupandosi prima di "Epidemiologia delle epidemolisi bollose ereditarie" e poi di "Sarcoma di Kaposi mediterraneo".

Nel 2005 è diventata Dirigente Medico di I Livello presso l'Unità operativa di Dermatologia della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico; dal 2008 è Responsabile del Servizio di Dermatologia Allergologica e Professionale.
 
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Data di pubblicazione: 08 gennaio 2019