Depressione: definizione, cura e sintomi

Depressione: definizione, cura e sintomi

Indice

Domande e risposte

Che cos’è la depressione e sintomi

Quella che chiamiamo “depressione” è un disturbo mentale molto comune. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2020) nel mondo soffrirebbero di depressione più di 264 milioni di persone di tutte le età. La buona notizia è che oggi esistono trattamenti psicologici e farmacologici efficaci per la depressione moderata e per quella grave.

Il Manuale Diagnostico statistico (DSM-V) definisce la depressione come una condizione dove sussista la presenza contemporanea di almeno 5 dei seguenti sintomi durante un periodo di almeno 2 settimane:
  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, sia osservato da persona esterne che dal soggetto.
  2. Una marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
  3. Una significativa perdita di peso e di appetito senza che sia fatta una dieta, o un significativo aumento di peso o appetito.
  4. Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni.
  5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni.
  6. Un affaticamento o mancanza di energia quasi tutti i giorni.
  7. Episodi giornalieri di autosvalutazione o eccessivi o inappropriati sensi di colpa.
  8. Una diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, e prendere decisioni, quasi tutti i giorni.
  9. Ricorrenti pensieri di morte, e tendenze suicidarie.
La fatidica domanda è: perché viene la depressione? L’insorgenza della malattia risulta da una complessa interazione di fattori sociali, psicologici e biologici e non è semplice individuare una causa per il suo esordio. Le persone che hanno vissuto eventi avversi della vita (disoccupazione, lutto, traumi psicologici) hanno maggiori probabilità di sviluppare questa condizione. La depressione può tuttavia, a sua volta, portare a maggiore stress e disfunzioni e peggiorare quindi la situazione di vita della persona colpita.
La depressione può essere secondaria, ed è infatti presente come sintomo in molte patologie, sia psichiche che mediche, che da essa possono inoltre essere aggravate, come ad esempio:
Immagine che mostra i sintomi della depressione


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Tipi di depressione

A seconda del numero e della gravità dei sintomi, un episodio depressivo può essere classificato come lieve, moderato o grave. In quest’ultimo caso è improbabile che il malato possa continuare con le proprie attività sociali, lavorative o domestiche, se non in misura limitata.

Viene anche fatta una distinzione fondamentale tra la depressione nelle persone che hanno o non hanno una storia di episodi maniacali. Entrambi i tipi di depressione possono essere cronici (cioè per un periodo prolungato) con ricadute, soprattutto se non vengono trattate.

Immagine che mostra una ragazza chiusa nella sua stanza che si copre il viso con un cuscinoSi distinguono due categorie di depressione:
  • Disturbo depressivo ricorrente (disturbo depressivo maggiore), che comporta episodi depressivi ripetuti. Durante questi episodi, la persona sperimenta i sintomi citati in precedenza, cioè umore depresso, perdita di interesse e divertimento e energia ridotta che porta a una diminuzione dell'attività per almeno due settimane. Molte persone con depressione soffrono anche di sintomi di ansia, disturbi del sonno e dell'appetito e possono provare sensi di colpa o scarsa autostima, scarsa concentrazione e persino sintomi che non possono essere spiegati clinicamente;
  • Disturbo affettivo bipolare (un tempo noto come depressione maniacale o sindrome maniaco depressiva). Questo tipo di depressione consiste tipicamente in episodi maniacali e depressivi separati da periodi di normale umore. Gli episodi maniacali comportano umore elevato o irritabile, iperattività, pressione del linguaggio, elevatissima autostima e un ridotto bisogno di dormire. Si ritiene possa essere scatenato da fattori di stress e i neurotrasmettitori implicati sono la dopamina, la serotonina, e la noradrenalina.
Bisogna infine distinguere fra depressione e momenti detti di “demoralizzazione e lutto” che sappiamo essere derivanti disgrazie economiche, calamità naturali, lutti o serie patologie. I sentimenti negativi di demoralizzazione e dolore, a differenza di quelli della depressione, si presentano come:
  • Onde che tendono a essere legate a pensieri o ricordi dell'evento;
  • Si risolve quando le circostanze o gli eventi migliorano;
  • Sussistono periodi di emozioni e umore positivi;
  • Non sono accompagnati da sentimenti pervasivi di inutilità e disgusto di sé.
L’unica persona che può fare una diagnosi di depressione, capire se davvero si tratta di questo e non di altro è il medico. La depressione non si diagnostica con un test online, ma parlando a lungo con uno specialista, raccontando i dettagli della propria condizione e dei sintomi. Diffidate dunque dai vari test online che si trovano in rete, che rischiano di sottovalutare o sopravvalutare il problema e che comunque non possono fornirvi alcun supporto.

Come si presenta la depressione

Può presentarsi in un singolo episodio (si parla appunto di episodio depressivo) oppure, più frequentemente, ripetersi successivamente nel tempo (si parla di disturbo depressivo) e può manifestarsi in forma acuta o cronica, lieve, moderata o grave, con o senza manifestazioni psicotiche (distorsioni della realtà), catatoniche (anomalie psicomotorie e comportamentali), melanconiche (paziente muto, soporoso che non trae piacere da nessuna attività o perde reattività a stimoli abitualmente piacevoli) o atipiche (reattività dell’umore con significativo aumento di peso o dell’appetito, sonno eccessivo o sensazione di pesantezza agli arti etc.).
Se gli episodi depressivi sono più di uno, il primo episodio di solito si presenta in seguito a un evento o situazione stressante, mentre negli episodi successivi il collegamento con un fattore scatenante può essere meno evidente o apparentemente assente.

Il 7 Aprile è generalmente noto come la Giornata Internazionale della Salute. Nel 2017 l'OMS ha scelto di dedicare questa giornata alla depressione, dando il via ad una campagna intitolata "Depression: Let's Talk" (Depressione: Parliamone). L'iniziativa mira alla divulgazione della conoscenza della depressione, ma soprattutto mira all'eliminazione dei pregiudizi che la circondano. Molto spesso, la depressione viene diagnosticata in ritardo poiché, i malati, ma soprattutto la società, non sono disposti a parlarne apertamente.

 

Depressione e ansia (panico)

Spesso si presentano insieme, ma sono due cose diverse. Il disturbo dell’attacco di panico è fondamentalmente un forte attacco di ansia, un’emozione primordiale e, per questo, molto potente. Non ha accezione positiva né negativa: è semplicemente un avvertimento, il retaggio di un sistema di allarme che permetteva all’uomo primitivo di essere sempre allerta per potersi mettere in salvo in caso di necessità, un insostituibile sistema di difesa. 

Spesso ansia e depressione si hanno insieme, creando un disturbo complessivo nel benessere mentale e non è semplice separare le varie manifestazioni. Non dimentichiamoci poi che il nostro benessere è psico-fisico, e non a caso, per esempio, una costante attività fisica porta benefici in entrambe le condizioni, perché riduce lo stress. 
Per questo alle prime avvisaglie di uno stato depressivo (così come di frequenti episodi di attacchi di panico) è bene rivolgersi a uno specialista psicologo o psicoterapeuta per capire da dove origina il malessere e provare ad affrontarlo senza l’ausilio di farmaci ma con precise terapie psicologiche. Sarà lo specialista a capire a che stato si trova il nostro malessere, le nostre capacità di affrontarlo ed eventualmente a suggerire un supporto farmacologico.

Immagine che mostra una ragazza durante una seduta di psicoterapia

Depressione post partum

La depressione post partum colpisce in media una neomamma su 10 ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª settimana dopo il parto. Ci si si sente tristi senza un motivo preciso, irritabili, facili al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni, senso di oppressione e di non farcela a fare tutto perché ci si trova sole a gestire un neonato, e in colpa per non aderire al modello di madre felice che viene solitamente raccontato. Non tutte le mamme sentono attaccamento fisico verso il proprio bambino e non c’è nulla di anormale

La depressione post partum è qualcosa di più profondo e duraturo del “baby blues” (“blues” significa appunto malinconia) che tocca tre mamme su quattro ed è dovuta alla scossa ormonale (crollo degli estrogeni e del progesterone) che raggiunge il picco 3-4 giorni dopo il parto e solitamente sparisce entro i primi 10-15 giorni.
La chiave è comunicare. L’ISS suggerisce di parlare di questo con il partner, con gli amici e i familiari e con il proprio medico di fiducia, che ha strumenti per aiutarvi ad affrontare la cosa.

Come si cura

Immagine che mostra una ragazza di spalle che tiene un ombrello sotto la pioggiaCome si è detto, alle prime avvisaglie di uno stato depressivo (così come di frequenti episodi di attacchi di panico) è bene rivolgersi a uno specialista psicologo o psicoterapeuta per capire da dove origina il malessere e provare ad affrontarlo senza l’ausilio di farmaci ma con precise terapie psicologiche. Sarà lo specialista eventualmente a suggerire un supporto farmacologico.

Esistono trattamenti efficaci per la depressione moderata e grave. Gli operatori sanitari possono offrire trattamenti psicologici come l'attivazione comportamentale, la terapia cognitivo comportamentale (CBT) e la psicoterapia interpersonale (IPT) o farmaci antidepressivi come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I triciclici (come l’imipramina) vengono prescritti solo nel caso in cui il paziente non risponda agli SSRI o sviluppi resistenza a questi farmaci. L’assunzione dei farmaci riduce la frequenza e l’intensità degli attacchi già nelle prime 4-6 settimane. “Gli antidepressivi - sottolinea l’OMS - possono essere una forma efficace di trattamento per la depressione moderata-grave, ma non sono la prima linea di trattamento per i casi di depressione lieve. Non dovrebbero essere usati per il trattamento della depressione nei bambini e non sono la prima linea di trattamento negli adolescenti, tra i quali dovrebbero essere usati con estrema cautela.”

Gli operatori sanitari  dovrebbero inoltre tenere a mente i possibili effetti avversi associati ai farmaci antidepressivi, la capacità di fornire entrambi gli interventi (in termini di esperienza e/o disponibilità di trattamento) e le preferenze individuali. Diversi formati di trattamento psicologico da considerare includono trattamenti psicologici faccia a faccia individuali e/o di gruppo forniti da professionisti e terapisti laici supervisionati. I trattamenti psicosociali sono efficaci anche per la depressione lieve
 



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quanto tempo ci vuole per guarire dalla depressione?
Dipende da molti fattori, in primis dalla propria storia e dalle ragioni che inducono lo stato depressivo. L’unico modo per avere  una risposta è recarsi da uno specialista psicologo o psicoterapeuta che offre al paziente un percorso di sedute per inquadrare il problema e proporre il trattamento più mirato. Gli operatori sanitari possono offrire trattamenti psicologici come l'attivazione comportamentale, la terapia cognitivo comportamentale (CBT) e la psicoterapia interpersonale (IPT) o farmaci antidepressivi come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). “Gli antidepressivi – sottolinea l’OMS - possono essere una forma efficace di trattamento per la depressione moderata-grave, ma non sono la prima linea di trattamento per i casi di depressione lieve. Non dovrebbero essere usati per il trattamento della depressione nei bambini e non sono la prima linea di trattamento negli adolescenti, tra i quali dovrebbero essere usati con estrema cautela.”
Quali sono i sintomi di una forte depressione?
Il Manuale Diagnostico statistico (DSM-V) definisce la depressione come una condizione dove sussista la presenza contemporanea di almeno 5 dei seguenti sintomi durante un periodo di almeno 2 settimane:
  • Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, sia osservato da persona esterne che dal soggetto;
  • Una marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni;
  • Una significativa perdita di peso e di appetito senza che sia fatta una dieta, o un significativo aumento di peso o appetito;
  • Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni;
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni;
  • Un Affaticamento o mancanza di energia quasi tutti i giorni;
  • Episodi giornalieri di autosvalutazione o eccessivi o inappropriati di colpa;
  • Una diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, e prendere decisioni, quasi tutti i giorni;
  • Ricorrenti pensieri di morte, e tendenze suicidarie.
Quali sono i farmaci per la depressione?
Ci sono i farmaci antidepressivi come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA).  Solo un medico, a fronte di un percorso psicologico seguito dal paziente, e conoscendo la nostra storia clinica (eventuali altri farmaci in assunzione) può individuare il più adatto a noi. Bisogna ricordare che gli antidepressivi – sottolinea l’OMS - possono essere una forma efficace di trattamento per la depressione moderata-grave, ma non sono la prima linea di trattamento per i casi di depressione lieve. Non dovrebbero essere usati per il trattamento della depressione nei bambini e non sono la prima linea di trattamento negli adolescenti, tra i quali dovrebbero essere usati con estrema cautela. Gli operatori sanitari  dovrebbero inoltre tenere a mente i possibili effetti avversi associati ai farmaci antidepressivi, la capacità di fornire entrambi gli interventi (in termini di esperienza e / o disponibilità di trattamento) e le preferenze individuali. 
Cosa succede se non si cura la depressione?
A seconda del numero e della gravità dei sintomi, un episodio depressivo può essere classificato come lieve, moderato o grave. In quest’ultimo caso è improbabile che il malato possa continuare con le proprie attività sociali, lavorative o domestiche, se non in misura limitata.
In collaborazione con
Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2020
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