Congestione nasale, cosa fare: significato, sintomi e rimedi

Congestione nasale, cosa fare: significato, sintomi e rimedi

Indice

Domande e Risposte

Cos'è la congestione nasale?

Che siamo persone adulte o bimbi/e di pochi mesi, non possiamo ritenerci immuni dalla congestione nasale, disturbo tra i più comuni che esistano. Significa ritrovarsi con il naso “tappato”, una condizione fortunatamente passeggera, che però intralcia non poco la nostra capacità respiratoria.
Ma perché il naso ci si chiude? Diversissime possono essere le cause di questo fenomeno, che rappresenta, lo ricordiamo, un sintomo. Tecnicamente, la congestione nasale è infatti determinata dal rigonfiamento dei tessuti delle narici e/o delle mucose che si trovano a rivestire le strutture interne della cavità nasali. Non solo le mucose diventano ipertrofiche, ma i vasi sanguigni si dilatano, e spesso, il muco naturalmente prodotto per ripulire il naso dai microbi, vi resta “intrappolato”, dandoci la spiacevole sensazione di non riuscire a respirare e impedendoci di percepire gli odori. 

Fotografia di una donna sul divano che si soffia il nasoNon sempre, però, la congestione nasale si accompagna a rinorrea (naso che gocciola), o a russamento notturno. Tuttavia, dal momento che il naso ci serve per respirare, averlo “tappato” rappresenta un grosso problema per il nostro approvvigionamento di ossigeno. Respirare con la bocca non è consigliabile, perché non è provvista di barriere anti-microbi come il naso. Quest’ultimo, oltre ad essere l’organo dell’olfatto, è progettato proprio per permetterci di inalare l’aria filtrandola da agenti patogeni, sporcizia (ad esempio particelle di polvere) e altre potenziali minacce grazie alla sua “peluria” interna e al muco prodotto da apposite ghiandole presenti nelle mucose. 

Inoltre, nel naso sono presenti strutture dure rivestite di mucosa, dette turbinati, che hanno lo scopo di riscaldare e umidificare l’aria inalata prima che arrivi agli organi della respirazione. Ma se l’aria trova uno “sbarramento” e non riesce a oltrepassare le narici, noi rischiamo di andare in debito di ossigeno, una condizione molto pericolosa specialmente se si verifica di notte.
Per fortuna, nella maggior parte dei casi la congestione nasale si risolve da sola, o con qualche semplice rimedio.
Ma prima di arrivare al trattamento del sintomo, dobbiamo capire quali e quante possano essere le cause di un naso “tappato”. 

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Naso congestionato e raffreddore

Se pensiamo al naso congestionato, la prima possibile causa che ci viene in mente è il raffreddore. Quest’ultima è un’affezione virale benigna, di tipo stagionale, che va a colpire proprio le prime vie respiratorie, a partire dal naso. A causarla sono virus della famiglia dei Rinovirus, i quali si diffondono per lo più nella stagione autunnale e invernale, comunque all’arrivo dei primi freddi.

Estremamente contagioso, il raffreddore si trasmette da persona a persona tramite il noto effetto aerosol, ovvero la nebulizzazione delle goccioline di saliva da parte di un soggetto infetto. Starnuti e colpi di tosse a distanza ravvicinata sono i più comuni veicoli di contagio dei virus del raffreddore.
L’infezione si manifesta con sintomi tipici che esordiscono in tre fasi successive molto ravvicinate tra loro, ovvero:
  • Prurito e pizzicore al naso, senso di pressione alla fronte, starnuti sporadici;
  • Naso che cola (rinorrea), producendo un muco acquoso e molto abbondante, che da trasparente diventa via via biancastro. Il naso si congestiona e si arrossa, gli starnuti si susseguono e anche gli occhi diventano rossi, lucidi e lacrimosi;
  • Il muco diventa più denso, non più bianco ma giallastro, la percezione olfattiva si riduce temporaneamente (anosmia) e si tappano le orecchie;
Immagine che raffigura un ragazzo con il naso arrossato dal doloreSpesso, a questi sintomi respiratori si associano altri disturbi tipici del malanni stagionali da raffreddamento quali: dolori articolari e muscolari, sensazione di estrema stanchezza, cefalea, brividi (raramente febbre).

Il raffreddore, con la congestione nasale e le difficoltà respiratorie che ne sono il sintomo, si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni, una settimana al massimo, e senza complicazioni. Tuttavia, i bambini e le persone con un sistema immunitario indebolito possono ammalarsi di raffreddore più volte in una stagione, e patire strascichi prolungati. Inoltre, è possibile che l’infezione virale che ha causato l’infiammazione nasale, risalga verso i seni paranasali, ovvero le fosse che sono presenti alla radice del naso, sfociando in sinusite. Quest’ultima è una patologia più seria del raffreddore, provoca anch’essa congestione nasale e difficoltà respiratorie, ma il disagio aumenta perché i seni paranasali si riempiono di muco che non viene espulso, e che può diventare “brodo” di coltura di batteri

Se, quindi, oltre ai sintomi succitati del raffreddore, avvertiamo anche dolore alle guance, alla fronte e alla radice del naso, cefalea, naso chiuso e produzione di muco catarroso che “scola” verso la gola, è molto probabile che il nostro problema sia proprio una sinusite. Meglio, in questo caso, rivolgersi al proprio medico.   

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Naso congestionato e allergie

Simili al raffreddore nei sintomi, le allergie respiratorie - anche definite riniti allergiche o “febbri da fieno” - sono provocate da una reazione anomala del sistema immunitario contro particelle proteiche disperse nell’aria, che una volta a contatto con le mucose nasali ne provocano l’infiammazione.
Per questo chi soffre, ad esempio, di pollinosi, ovvero di allergia ai pollini di una o più piante, in primavera o nei periodi di fioritura, sperimenta sintomi tipici quali:
  • Naso congestionato, che gocciola, starnuti ripetuti, prurito;
  • Pizzicore alla gola, spesso tosse secca;
  • Asma bronchiale con difficoltà respiratorie;
  • Congiuntivite allergica che si manifesta con abbondante lacrimazione, occhi rossi e gonfi, prurito;
Immagine che ritrae una donna con un'allergia respiratoriaAttenzione, la congestione nasale da allergia non va confusa da quella provocata dal raffreddore, perché le cause sono diverse, ma soprattutto dalla prima non si guarisce, dalla seconda sì. Le allergie, infatti, che possono esordire in qualunque momento della vita, ma più frequentemente in età infantile o giovanile, sono condizioni croniche determinate dal fatto che ogni volta che le mucose nasali entrano in contatto con l’allergene (ovvero con la proteina percepita come nociva dal sistema immunitario), si infiammano. 
A proposito di infiammazione cronica, purtroppo in molti soggetti la congestione non si limita alla porzione inferiore del naso, ma va ad interessare anche le fosse paranasali, causando sinusite cronica, una condizione estremamente fastidiosa che può avere ripercussioni negative sulla qualità della respirazione. 

Ma quali sono gli allergeni che con maggior frequenza provocano rinite allergica e quindi naso congestionato? Vediamoli:
  • Pollini delle piante (la pollinosi è in assoluto l’allergia respiratoria più diffusa a livello globale);
  • Peli degli animali
  • Acari della polvere;
  • Muffe.
Attenzione: mentre la pollinosi è un’allergia stagionale, le altre possono manifestarsi tutto l’anno. La cura migliore in questo caso, ma più avanti approfondiremo meglio terapie e rimedi per la congestione nasale a seconda delle cause, è proprio la non esposizione all’allergene, laddove possibile. 

Congestione nasale e sintomi del coronavirus

La domanda è del tutto legittima: la congestione nasale fa parte del corollario di sintomi del coronavirus? La risposta è . La rinite allergica, il raffreddore, la sinusite hanno delle caratteristiche ben precise che si discostano dalla sintomatologia più comunemente riferibile al Covid-19, ma è possibile che in fase iniziale della malattia - che, lo ricordiamo, ha spesso un esordio lento e blando -  si verifichino anche fenomeni di congestione e gocciolamento nasale. 

Fotografia di una donna con mascherina contro il coronavirus Il dubbio può sorgere perché l’infezione da Covid-19 provoca una sindrome respiratoria che può diventare severa e degenerare in polmonite interstiziale bilaterale. Quindi, uno dei sintomi che ci possono mettere sull’avviso è la dispnea, la difficoltà a respirare che non è, però, necessariamente associata a naso “tappato”.
Chi soffre di allergie respiratorie e nello specifico di asma bronchiale potrebbe, pertanto, allarmarsi di fronte ad un attacco e temere di aver contratto il virus. Ma… occorre che siano presenti in concomitanza anche altri segnali della malattia, quali:
  • Febbre
  • Tosse
  • Perdita di gusto e olfatto;
  • Più raramente diarrea, emottisi (catarro misto a sangue), dolori osteoarticolari, mal di testa, dolori toracici.
Ricapitolando, per temere di aver contratto il Covid-19 non possiamo basarci sul fatto che abbiamo il naso congestionato, chiuso, magari anche gocciolante, e poco altro. Anche le difficoltà respiratorie legate a questo fenomeno non sono sovrapponibili alla dispnea da Covid-19 che non è causata da una ostruzione del naso. 
Chiarito questo, e in presenza di sintomi dubbi, è bene sempre mettersi in contatto con il proprio medico e informare lui o lei delle proprie condizioni, per essere rassicurati o per vedere se sia il caso di sottoporsi al tampone per sicurezza. 

Altre cause della congestione nasale

La sgradevole sensazione di avere il naso tappato può anche avere cause “meccaniche”. Quando l’aria passa a fatica nelle nostre cavità nasali, vi potrebbe essere un'ostruzione non determinata da muco o mucose ipertrofiche, e in tal caso la congestione avrebbe origine da una malformazione o dalla presenza di una neoformazione interna. I due casi di riferimento sono la poliposi nasale e la deviazione del setto nasale.
Vediamo entrambe queste condizioni. 

Poliposi nasale. I polipi sono escrescenze carnose ripiene di siero che si originano dalla mucosa che riveste le cavità nasali o i seni paranasali, che possono ostacolare la circolazione dell’aria inspirata. Il soggetto che soffre di poliposi, condizione che in genere è bilaterale, ovvero interessa entrambi i lati del naso, ha la sensazione di non riuscire a respirare, di avere un “tappo” che blocca il passaggio dell’aria.
Non solo, un’altra conseguenza è la riduzione o la perdita della capacità olfattiva. Perché si formano i polipi, e quali sono i rischi connessi? Le cause della poliposi nasale possono essere svariate. Talvolta il tutto si origina da un’affezione virale, o da un’allergia (ad esempio a certi farmaci), e sicuramente un peso specifico importante lo riveste la familiarità.

Detto questo, a differenza di altre poliposi (come quella intestinale), quella che interessa il naso è sempre benigna. La poliposi nasale può avere diversi gradi di gravità e purtroppo tende a recidivare.
Le cure sono pertanto diverse a seconda dei casi, ma in genere il trattamento è di due tipi:
  • Farmacologico, con cure a base di cortisonici e antinfiammatori da applicare localmente. In caso di infezioni batteriche all’origine della poliposi, si dovrà procedere anche con terapie antibiotiche
  • Chirurgico. Si tratta della via preferenziale, specialmente per polipi di grandi dimensioni che invadano le cavità nasali di entrambi i lati compromettendo la capacità respiratoria. La tecnica di microchirurgia utilizzata con maggior successo si chiama FESS (Functional Endoscopic Sinus Surgery), che si avvale dell’ausilio di uno strumento denominato microdebrider, in grado di polverizzare e aspirare i polipi. Purtroppo non è detto che l’intervento sia risolutivo, proprio perché i polipi nasali hanno la tendenza a riformarsi negli stessi punti. Per questo occorre sottoporsi a controlli periodici ed eventualmente ripetere l’operazione. 
Fotografia che ritrae un viso femminile mentre perde sangue dal nasoDeviazione del setto nasale. Più comune di quanto si pensi, questa malformazione è all’origine di molti casi di difficoltà respiratorie, di apnee notturne e di russamento. Uno dei sintomi è appunto la congestione nasale, la sensazione di avere il naso ostruito da una parte. Il setto nasale, infatti, è una sottile parete ossea che divide in due il naso separando narici e fosse interne, e in teoria dovrebbe essere dritto. A seguito di traumi o per difetto congenito, però, questa struttura tende a deviare, quindi a curvarsi verso una delle due narici, di fatto occludendola o creando degli squilibri interni. Può infatti accadere che a causa di questa alterazione dell’anatomia nasale, il soggetto che ne è portatore sia più esposto, più vulnerabile a infezioni e infiammazioni a loro volta causa di congestione nasale.
Spesso di questa condizione si accorgono i partner o i genitori (se parliamo di bambini/e), perché la deviazione del setto nasale è una delle cause del russamento notturno. Altri sintomi sono la tendenza all’epistassi (sangue dal naso), cefalea ricorrente e dolore facciale. Anche in questo caso il trattamento è duplice: farmacologico a base di antinfiammatori, decongestionanti e cortisonici, e chirurgico con rimodellamento del setto nasale. 

Esiste infine una terza condizione che può causare congestione nasale: l’ipertrofia dei turbinati. Questi sono sporgenze ossee che troviamo poste orizzontalmente lungo le pareti delle cavità nasali, rivestite di uno spesso strato di mucosa. Il loro compito è quello di riscaldare e umidificare l’aria che inaliamo.
Tuttavia, in alcuni casi, i turbinati possono diventare ipertrofici, e ciò accade quando la mucosa di rivestimento si ingrossa e i vasi sanguigni che la irrorano si dilatano abnormemente.

Sintomi correlati a questa condizione, oltre alla sensazione di avere il naso otturato e di non respirare bene sono: 
  • Frequenti episodi di epistassi;
  • Naso dolorante
  • Bocca secca;
  • Cefalea;
  • Sensazione di avere le orecchie tappate;
  • Starnuti frequenti;
  • Facilità ai raffreddori;
  • Cefalea.
L’ipertrofia dei turbinati è spesso causata da infezioni nasali ricorrenti che producono una infiammazione cronica della mucosa interna, e quindi sinusiti, ad esempio, o allergie respiratorie. Per alleviare il problema e sfiammare le mucose ingrossate si può ricorrere ai farmaci antistaminici, antinfiammatori e antibiotici (in caso di sinusite batterica), e a lavaggi nasali con soluzioni saline o acque termali.
L’intervento chirurgico per decongestionare i turbinati inferiori è un tipo di opzione da considerare se il trattamento farmacologico non è stato risolutivo. 

Cure e rimedi naturali

Fotografia di una donna che usa uno spray nasale Il trattamento della congestione nasale dipende dalla causa che ha generato il problema, come abbiamo visto. Se all’origine abbiamo un’allergia respiratoria provocata da allergeni volatili quali pollini o acari della polvere, la soluzione subito a portata di mano è quella di allontanarsi dalla fonte allergica e “spegnere” la reazione infiammatoria che produce il gonfiore delle mucose nasali e la iperproduzione di muco con specifici farmaci antistaminici e cortisonici.
Se il problema è piuttosto di tipo meccanico, se all’interno del naso vi è una ostruzione - ad esempio una ipertrofia dei turbinati o una poliposi - dovremmo rivolgerci ad uno/a specialista in otorinolaringoiatria e vedere se si può ottenere sollievo solo attraverso farmaci locali antinfiammatori, o se è necessario ricorrere alla chirurgia

La sinusite e il raffreddore, in genere, guariscono spontaneamente, ma nel primo caso, qualora l’agente infettivo fosse di natura batterica, sarebbe necessario anche seguire una cura antibiotica. Per stappare il naso esistono poi in commercio spray decongestionanti e vasocostrittori molto efficaci, che però vanno utilizzati solo se e quando necessario e per pochi “spruzzi” al giorno, altrimenti si rischiano danni seri alle mucose e persino un effetto negativo sull’apparato cardiocircolatorio.

Chiariti questi aspetti, dal momento che la congestione nasale è per lo più dovuta a una infiammazione delle mucose e dalla formazione di un tappo di muco, esistono tanti rimedi “casalinghi” e naturali che possono aiutarci a trovare sollievo, a decongestionare le narici e a respirare meglio.
Vediamo qualche suggerimento:
  • Umidificatori ad uso indoor. Spesso l’aria delle nostre case è troppo secca, e contribuisce a congestionare il naso provocando una dilatazione dei vasi sanguigni per compensare la disidratazione delle mucose. Una percentuale ottimale di umidità si situa intorno al 50%, pertanto la cosa migliore da fare è procurarsi un igrometro per la misurazione dell’umidità atmosferica nelle nostre stanze e, qualora risultasse troppo secca e nuocesse al nostro naso e alla nostra capacità respiratoria, usare un umidificatore portatile per ambienti, e azionarlo laddove sia necessario, anche in camera da letto durante la notte (specialmente se il problema sono le apnee notturne e il russamento);
  • Dormire con la testa leggermente sollevata. Aiuta moltissimo ad evitare che il naso si “tappi” durante la notte, usare due guanciali su cui poggiare la testa quando andiamo a dormire.
  • Fare suffumigi con il vapore acqueo. Classico metodo “della nonna”, ma sempre valido e privo di controindicazioni, è l’inalazione dei vapori caldi che decongestionano efficacemente le mucose infiammate e stappano il naso favorendo la fluidificazione del muco. Bastano una bacinella di acqua calda e un asciugamano da mettersi in testa, e il gioco è fatto. Per un effetto decongestionante ancora più potente, si possono diluire nell’acqua bollente poche gocce di un olio essenziale balsamico, ad esempio di menta o di eucalipto;
  • Applicare salviette umide e calde sul naso e sulla fronte e lasciale agire per una decina di minuti;
Fotografia che ritrae un cucchiaio in legno con peperoncino e zenzero tritatiIn caso di congestione nasale notturna, usare le alette nasali, quei cerottini che si applicano sul naso e “sollevano” e dilatano le narici aiutando la respirazione
Fare lunghe docce calde o assumere bevande calde, come tisane, latte, brodi, aiuta a “stappare” il naso, ad esempio quando siamo raffreddati, grazie sempre al potere del vapore caldo;
Fare irrigazioni nasali con spray a salini, in questo modo:
  • Soffiati il naso una narice per volta per ripulirlo un po’
  • Mettiti in piedi, dritto/a, ma senza rovesciare indietro la testa
  • Chiudi una narice con la mano e introduci il beccuccio dello spray nell’altra narice
  • Spruzza il prodotto e contemporaneamente inala più che puoi
  • Ripeti l’operazione con l’altra narice
  • Tira su col naso più volte per far sì che la soluzione nasale arrivi fino alle fosse più interne e le decongestioni liberandole dal muco intrappolato
Insaporire le pietanze o le tue tisane con spezie che abbiano un effetto antinfiammatorio e decongestionante naturale quali zenzero, peperoncino, curcuma, pepe. Aiutano a liberare il naso chiuso (ma senza esagerare con le quantità!).

Domande e risposte

Come si allevia la congestione nasale?
A seconda della causa - tra le più comuni raffreddori, sinusiti, riniti allergiche - si possono assumere farmaci decongestionanti, vasocostrittori, antistaminici e persino antibiotici. Ma in generale esistono dei rimedi naturali che aiutano a sfiammare le mucose, e a fluidificare il muco in modo da liberare il naso e migliorare il flusso d’aria in entrata.
Qualche suggerimento.
  • Usare un umidificatore per ambienti (l’aria secca è uno dei nemici delle mucose nasali e una causa di irritazione e infiammazione)
  • Fare lunghe docce calde o suffumigi con acqua calda (per esporre il naso al vapore acqueo e stapparlo in modo naturale)
  • Bere molti liquidi per combattere la disidratazione delle mucose nasali
  • Usare uno spray salino per stappare il naso e ripulirlo
  • Fare irrigazioni nasali con soluzioni isotoniche
  • Usare salviette calde e umide sul naso e sulla fronte più volte al giorno, o all’occorrenza quando il naso è molto congestionato
  • Assumere bevande calde e speziate (esempio: il tè allo zenzero)
  • Dormire con due cuscini per tenere la testa un po’ sollevata
Di cosa è sintomo la congestione nasale?
Episodi di congestione nasale del tutto transitori si possono verificare per tanti motivi, ma le cause più comuni sono legate a infezioni delle vie respiratorie. Raffreddori e sinusiti, infatti, provocano un’infiammazione delle mucose nasali e un'abbondante produzione di muco che rimane “intrappolato” nelle fosse nasali formando il tipico “tappo”.
Il raffreddore è una malattia virale benigna che guarisce spontaneamente nel giro di una settimana.
La sinusite, invece, può avere diverse cause, ad esempio essere conseguente proprio ad un raffreddore, oppure ad una sua sovrapposizione batterica. Ma può anche essere cronica, associata a rinite, e avere una causa allergica.
Le allergie respiratorie - ai pollini delle piante, agli acari della polvere, ai peli di animali - sono una delle cause più frequenti di congestione nasale e rinite. Un naso congestionato, con sensazione di non riuscire a respirare bene, può anche essere sintomo di una ostruzione meccanica, magari dovuta alla presenza di polipi nasali o di una deviazione del setto nasale. L’ipertrofia dei turbinati, strutture ossee rivestite di mucosa e presenti all’interno delle fosse nasali, è un’altra possibile causa di congestione nasale.
Quanto dura la congestione nasale?
Dipende dalle cause. Se il naso “chiuso” è provocato da un’infezione alle vie respiratorie, ad esempio un raffreddore, la congestione dura dai cinque ai sette giorni in media.
Se l’infezione è batterica, e parliamo in questo caso di sinusite, i tempi possono allungarsi (fino a due settimane e oltre), e può rendersi necessaria una terapia antibiotica.
Se, però, la congestione nasale è causata da allergia respiratoria, e quindi si manifesta con rinite (naso tappato, che cola, starnuti a raffica, difficoltà respiratorie e talvolta asma bronchiale), il sollievo può arrivare solo quando ci si allontana dall’allergene che ha causato la reazione infiammatoria (pollini, acari, peli di animali ecc.). In questi casi la congestione è cronica.  
Congestioni nasali croniche sono anche dovute a ostruzioni di tipo meccanico, quali presenza di polipi o di deviazione del setto nasale. In ogni caso, una congestione nasale che non si risolva in tempi ragionevoli, va sempre indagata da uno/a specialista in otorinolaringoiatria.
Cos’è la digitopressione per la congestione nasale?
La digitopressione è una tecnica di autoterapia per alleviare una congestione nasale dovuta alla sinusite, ovvero all’infiammazione (di natura virale, batterica o allergica) dei seni paranasali, che troviamo alla radice del naso. Si devono individuare punti specifici del viso, in corrispondenza dei seni paranasali e delle fosse nasali, sui quali occorre premere con un polpastrello del dito indice, o con entrambi, per almeno un minuto. I punti sono situati alla radice del naso, ai lati del naso, sotto il naso (nella zona tra narici e labbra) e il punto tra le sopracciglia. Dovrebbe, se ben eseguita, permettere il deflusso del muco e allentare il gonfiore delle mucose. Tuttavia, è meglio non improvvisarsi con questo tipo di cure fai da te, perché si rischia di peggiorare la situazione, anziché migliorarla, se non si individuano i punti giusti. Semmai, ci si può rivolgere a dei professionisti in agopuntura o digitopressione, accreditati, e prenotare un trattamento.
Una congestione nasale che non guarisce puó essere sintomo di cancro?
Sì, una congestione nasale che non guarisce, associata a sintomi quali senso di ostruzione a una o entrambe le narici, episodi frequenti di epistassi (sangue dal naso), o di sangue misto a muco, alterazione del senso dell’olfatto, lacrimazione continua da un occhio, dolore nella regione paranasale e/o perioculare, possono segnalare un tipo di tipo di tumore raro (meno dell’1% di tutti i tumori maligni), che si sviluppa all’interno delle cavità nasali.
Non sempre un cancro di questo tipo dà sintomi, se non in fase avanzata, e occorre sapere che fattori di rischio sono: l’essere fumatori, l’aver contratto il Papilloma virus (HPV), l’esposizione all’inquinamento atmosferico.
Il cancro della cavità nasale e dei seni paranasali può essere aggressivo e produrre metastasi a distanza, per tale ragione la diagnosi precoce rappresenta la cura migliore. Il trattamento è per lo più di tipo chirurgico, con rimozione della massa tumorale tramite tecniche endoscopiche. Di rinforzo possono essere prescritte radioterapia e/o chemioterapia.
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 21 aprile 2020
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