Il colon-retto: problemi, patologie, sintomi e cure

Il colon-retto: problemi, patologie, sintomi e cure
09 dicembre 2017

Ricerca e Prevenzione

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Il colon-retto: che cos'è?

Il colon e il retto sono le ultime porzioni dell’intestino, a sua volta parte terminale del sistema digestivo del corpo umano. Questo lungo “tubo” (nell’adulto la lunghezza raggiunge i 7-8 metri) ripiegato su sé stesso, si suddivide in intestino tenue, o “piccolo” intestino, e intestino crasso o “grande” intestino, di cui colon e retto fanno parte. Il primo è una sorta di cilindro a U essenzialmente costituito da fibre muscolari, che si trova sotto lo stomaco, e il secondo, al primo collegato, è un tubo più corto che termina con l’orifizio anale. Insieme colon e retto misurano circa 2 metri di lunghezza, e sono circondati da altri organi addominali tra cui milza, fegato, pancreas, vescica e organi della riproduzione. Questa contiguità spiega come spesso sia difficile “districarsi” tra dolori e disturbi addominali e capire a quale organo interno attribuire tale sintomo. Il colon e il retto sono “attaccati” alla parete addominale tramite pieghe di tessuto chiamato mesentere. Ma esattamente qual è l’anatomia di queste porzioni terminali dell’intestino? Il colon, che del crasso costituisce la sezione più lunga, è a sua volta suddiviso in 4 parti:
  1. Colon ascendente: come intuibile, è l’inizio del colon, situato nel quadrante destro dell’addome, e si posiziona verso l’alto confluendo in una piega dello stesso colon chiamata flessura epatica
  2. Colon traverso: procede dall’ascendente, a cui è unito dalla flessura epatica, e si distende trasversalmente rispetto alla parte superiore dell’addome. Termine con una piega chiamata flessura splenica (perché contigua alla milza), o anche colica di sinistra o ancora flessura lienale
  3. Colon discendente: si trova nella parte sinistra dell’addome e procede dal traverso e dalla flessura splenica
  4. Colon sigmoide: ultima porzione del colon, che si collega con il retto
Il retto, l’ultima parte di intestino, è lungo circa 15 cm e termina con l’orifizio anale
Colon e retto sono costituiti da tre tipi principali di tessuto di rivestimento (o tonache):
  • Tonaca mucosa: riveste la parte interna di questo organo tubulare ed è a sua volta fatta di tessuto epiteliale, tessuto connettivo e fibre muscolari
  • Tonaca sottomucosa: è uno strato di tessuto connettivo che avvolge la mucosa, al cui interno troviamo ghiandole che secernono muco, vasi sanguigni e linfatici e nervi
  • Tonaca muscolare: circonda la sottomucosa e quindi le pareti di colon e retto ed è sostanzialmente un sottile strato di muscolatura liscia circolare nella parte più interna, e longitudinale in quella più esterna 
  • Tonaca sierosa: è lo strato più esterno che però nel retto è quasi assente
Vediamo come funzionano, ovvero la fisiologia, di colon e retto.


 

Funzioni e Caratteristiche

Siamo abituati a collegare colon e retto alla cruciale funzione di escretori delle nostre deiezioni, ovvero delle feci, parti di “scarto” del cibo che ingeriamo ogni giorno e che devono essere eliminate. Ma naturalmente non è solo questo il compito dell’ultima parte dell’intestino, che come il resto dell’organo ha principalmente funzioni metaboliche. Infatti dall’intestino cieco che è la prima porzione dell’intestino crasso, giunge al colon il cibo ormai quasi completamente digerito per completare il processo di assorbimento delle sostanze nutritive affinché passino nel sangue. Il colon ha quindi il compito di assimilare i nutrienti restanti e l’acqua, e di “passare” al retto lo scarto, ovvero le nostre feci, affinché possano essere espulse. Ma come avviene quest’operazione?

Quando siamo in salute, parte di cibo predigerito muove dall’intestino tenue al colon in modo che le diverse sezioni di quest’ultimo, attraverso movimenti involontari alternati di tensione e distensione, permettano il passaggio delle sostanze di scarto nel retto e infine le espellano. Tali movimenti sono definiti peristalsi. Quando il cibo è ancora nel colon, però, entrano in gioco i batteri della sua straordinaria microflora (microbiota) che scindono le sostanze nutritive in componenti sempre più piccole, mentre lo strato più interno della mucosa, ovvero l’epitelio, assorbe l’acqua e le sostanze nutritive utili. Ciò che resta è una sorta di scarto liquido che si “compatta” via via fino a trasformarsi in composti semi solidi (le feci), che vengono spinte verso il retto attraverso i movimenti di peristalsi, operazione resa più agevole da un muco che viene prodotto dalla mucosa al fine di far scivolare via i nostri escrementi senza difficoltà. Il retto lo potremmo definire come il luogo di raccolta delle feci. Quando è “pieno”, esse vengono espulse dal corpo attraverso l’orifizio anale.


 

Le principali patologie del colon-retto

Abbiamo visto come funzionano colon e retto in condizioni di buona salute. Tuttavia, questa parte del corpo è soggetta a molteplici disfunzioni, anomalie e malattie, sia di natura prettamente organica, che psicosomatica. Questo perché nel colon si trovano non solo tanti microrganismi che convivono in condizioni di commensalismo con il nostro corpo, e che ci servono per la digestione, ma anche dei neuroni. Ebbene sì, cellule neuronali “dialogano” direttamente con il cervello interagendo con esso e soprattutto “reagendo” alle sollecitazioni che dal nostro sistema nervoso gli arrivano, incluse emozioni come la paura o l’ansia. Non è un caso se quando siamo stressati uno dei primi sintomi è proprio il mal di pancia! I germi “buoni” che abitano il nostro colon hanno anche una funzione difensiva, oltreché digestiva, perché fanno da scudo all’organismo proteggendolo dagli attacchi degli agenti patogeni esterni, come ad esempio virus, batteri, tossine. Per tale ragione, quando la nostra microflora intestinale non è “in ordine”, le conseguenze si fanno sentire anche sotto il profilo immunitario, perché diventiamo più deboli e vulnerabili alle infezioni, come accade dopo una cura antibiotica. Ma vediamo quali sono le più comuni malattie che possono colpire colon e retto.

Disturbi funzionali del colon:
  • Stipsi. Si verifica quando la funzione fisiologica della defecazione risulta difficoltosa, dolorosa, inadeguata, non frequente quanto sarebbe auspicabile. Tra le cause più frequenti di stitichezza cronica si annoverano una dieta troppo povera di fibre, disidratazione, sovrappeso e sedentarietà, malformazioni o malattie infiammatorie dell’intestino
  • Sindrome del colon irritabile. Non è una malattia vera e propria ma una disfunzione che si può manifestare nei soggetti molto sensibili o sotto stress con sintomi come stitichezza alternata a diarrea, spasmi addominali, meteorismo (formazione di bolle gassogene nel colon che premono contro le pareti causando colore e gonfiore), digestione difficoltosa. All’origine di questo disturbo molto frequente vi è una anomala contrazione della muscolatura del colon
Disturbi strutturali del retto:
  • Emorroidi (interne o esterne). Si tratta di varici (vene ingrossate in cui si formano ristagni di sangue) che possono irritarsi e sanguinare provocando dolore e problemi durante la defecazione
  • Ragadi anali. Fessurazioni dolorose che si formano intorno all’orifizio anale
  • Ascesso perianale. Si forma quando le piccole ghiandole che circondano l’ano si ingrossano e si infettano riempiendosi di pus
  • Fistola anale. In genere rappresentano una evoluzione di un ascesso anale, con formazione di una sorta di “canale” tra la ghiandola infiammata e la pelle che riveste la zona perianale, in cui si accumula il pus
Malattie del colon e del retto:
  • Diverticolite. Infiammazione dei diverticoli, piccole estroflessioni a forma di dita di guanto che in alcuni soggetti sono congenite e che non costituiscono problema finché non si irritano, in genere a causa di un accumulo nelle loro cavità di frammenti di cibo o di feci
  • Polipi al colon. Si tratta di neoformazioni benigne ma definite precancerose, perché in alcuni casi possono degenerare e trasformarsi in tumori maligni
  • Colite. È l’infiammazione del colon che può essere di diversi tipi a seconda delle cause. Tra le più comuni:
  • Colite ulcerosa, malattia infiammatoria cronica dalle cause in parte ignote (anche se si sospetta una  componente autoimmune e genetica) che provoca dolore addominale, emissione di sangue e/o muco dal retto, difficoltà nell’evacuazione, malassorbimento e dimagrimento
  • Morbo di Crohn, simile alla colite ulcerosa ma ancora più esteso perché colpisce tutto il tubo digerente, non solo il colon e il retto
  • Colite infettiva, provocata da gastroenteriti virali o intossicazioni alimentari
  • Colite ischemica, causata da un insufficiente afflusso di sangue verso il colon
  • Cancro del colon. In aumento tra la popolazione adulta dei paesi occidentali, questa malattia tumorale può essere di diversi tipi, e più o meno aggressiva. Il più frequente (90% dei casi circa), è l’adenocarcinoma, che ha origine dalle ghiandole che si trovano nella mucosa colorettale

 

Esami utili e sintomi da non trascurare

Quali sono i più comuni sintomi di un disturbo a carico del colon e/o del retto? Abbiamo visto come questi organi così delicati possano alterarsi facilmente, ma purtroppo non sempre le patologie più serie sono anche quelle che danno i segnali più “forti”. Spesso accade il contrario. Una disfunzione benigna come la sindrome del colon irritabile, ad esempio, si esprime con un ampio ventagli di malesseri che possono “spaventare” chi ne soffre creando forti disagi a livello fisico che si ripercuotono anche sulla sfera psicologica e arrivano a limitare la vita sociale. Viceversa, un tumore al colon può essere del tutto asintomatico fino ad uno stadio abbastanza avanzato. Ma vediamo quali sono i segnali da non sottovalutare mai:
  • Stipsi e diarrea alternate
  • Sangue nelle feci, feci molto scure (possibile segno di sangue occulto)
  • Emissione di sangue e/o muco dal retto durante la defecazione
  • Feci che cambiano aspetto, colore, o che assumono forme curiose, ad esempio appaiono eccessivamente sottili
  • Dimagrimento inspiegabile
  • Anemia, carenze nutrizionali
  • Inappetenza
  • Meteorismo cronico, flatulenza, gonfiore addominale persistente
  • Dolori addominali, crampi, spasmi al colon
  • Dolore anale, difficoltà a defecare
In presenza di disturbi e anomalie nella funzionalità del colon e del retto, è necessario sottoporsi a controlli. La prima cosa da fare è quindi recarsi dal proprio medico di base per una visita obiettiva con palpazione dell’addome. Se vengono ravvisate alterazioni o la descrizione dei sintomi è tale da giustificare una preoccupazione, in genere si viene indirizzati da uno specialista in gastroenterologia o il medico prescrive direttamente degli esami di screening diagnostico (ad es. se si sospetta un tumore al colon), tra cui:
  • Esame delle feci per la ricerca del sangue occulto
  • Colonscopia, esame fondamentale per rilevare malattie infiammatorie croniche del colon, così come la presenza di polipi o di tumori. Si effettua introducendo una sonda dotata di micro videocamera attraverso l’orifizio anale, in modo da osservare accuratamente l’interno del colon e delle sue anse. Le immagini “in diretta” vengono trasmesse e proiettate su uno schermo. Durante l’esame è possibile effettuare una biopsia, ovvero il prelievo di piccoli frammenti di mucosa per l’analisi istologica. La colonscopia è un esame invasivo, che si effettua previa preparazione (una dieta e l’assunzione di lassativi nei giorni precedenti), ma non è doloroso, anche se il paziente viene blandamente sedato per evitare anche il minimo fastidio
  • Colonscopia virtuale. Si esegue come una TAC, in cui le immagini dell’interno dell’intestino vengono acquisite attraverso l’esposizione a basse dosi di radiazioni. La preparazione è la stessa che precede la colonscopia tradizionale ma l’esame non è invasivo. Per questa ragione non può essere eseguita, in questo caso, la biopsia
  • TAC addominale

 

Prevenire è meglio che curare

Mai come nel caso di colon e retto, vale il consiglio di agire di prevenzione. Infatti quest’organo, o meglio, la sua salute e la sua corretta funzionalità dipendono in modo determinante dalle nostre scelte di vita, dal tipo di alimentazione, e persino dalla nostra capacità di gestire lo stress. Per questa ragione fin da giovani – diremmo dall’infanzia – è opportuno prenderci cura di questi organi così sensibili soprattutto se siamo predisposti a problemi e disfunzioni (stipsi, meteorismo, colite ecc.) e se in famiglia esistono casi di malattie importanti a carico di colon e retto. Quindi… come fare? Ecco alcune semplici regole da seguire, consigli dei gastroenterologi e degli oncologi, per preservare l’integrità e il benessere di queste ultime porzioni di intestino, ma diremmo dell’intestino nella sua interezza:
  • Assumere la giusta quantità di fibre ogni giorno (20-30 g per un individuo adulto), che essendo parti di cibo che non vengono digerite, in pratica “ripuliscono” il colon dalle tossine e fanno “massa”, contribuendo a migliorare il transito intestinale. Le troviamo in frutta e verdura soprattutto crude, cereali integrali e crusca, legumi
  • Ridurre l’assunzione di grassi animali al 30% del totale calorico
  • Consumare frutta e verdura ogni giorno, meglio se variata e di stagione
  • Limitare al massimo il consumo di cibi in scatola, insaccati, salumi
  • Limitare il consumo di zuccheri semplici e di farine raffinate, in particolare la farina di frumento 00 usata per i prodotti da forno. Alternare con i derivati delle farine integrali
  • Limitare il consumo di bevande alcoliche. La dose consigliata è di un bicchiere di vino a pasto per gli uomini e mezzo per le donne
  • Dimagrire se si è in sovrappeso
  • Fare attività fisica regolare
  • Bere molta acqua
  • Ridurre i livelli di stress (in modo personalizzato: pratiche utili sono yoga, meditazione, training autogeno, sport, lettura, ascolto della musica preferita, hobbistica ecc.)
  • Evitare i lassativi farmacologici se non strettamente necessari e provare a combattere la stitichezza con i rimedi naturali (fitoterapici, omeopatici ecc.) e con l’alimentazione
  • Limitare allo stretto necessario (e previa indicazione medica) le cure antibiotiche che distruggono la flora batterica intestinale, soprattutto evitando il dannoso fai da te
  • Dopo i 50 anni effettuare a cadenza biennale l’esame delle feci per la ricerca del sangue occulto, e una volta ogni 10 anni una colonscopia. Sono gli esami di screening più efficaci per scoprire un tumore al colon in fase precoce e vale sia per gli uomini che per le donne