Cardiologia - Visita Cardiologica: quando farla?

Cardiologia - Visita Cardiologica: quando farla?

Indice

Domande e risposte

Cos’è la cardiologia e di cosa si occupa?

I cardiologi si occupano di studiare, riconoscere e curare le malattie cardiovascolari, ovvero i disturbi che interessano il cuore e i vasi sanguigni. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità in tutto il mondo, causando un terzo dei decessi. In particolare incidono nei paesi in cui i controlli e i trattamenti sono meno efficaci rispetto ai paesi più avanzati: lo screening, infatti, è fondamentale perché alcune malattie cardiovascolari si presentano senza mostrare sintomi iniziali. I controlli frequenti consentono di prevenire malattie con esiti importanti e persino mortali come nel caso di infarto e collasso cardiocircolatorio.

Nell’arco della vita, il nostro cuore batte circa un miliardo di volte, senza fermarsi mai sin dal ventre materno.
Grazie ai vasi sanguigni consente di apportare ossigeno a tutti gli organi, garantendone la funzionalità. Per questo è un organo vitale ed è importante farlo controllare e preservarlo dai fattori che lo mettono a rischio di malattie cardiovascolari, alcuni dei quali dipendono anche dalle nostre scelte di vita.
Alimentazione non corretta, sedentarietà, fumo, abuso di sostanze e di alcool, obesità sono alcuni dei nemici che mettono a repentaglio la salute cardiocircolatoria, insieme a cause non modificabili quali età, genere (colpiscono di più gli uomini), stress e fattori ereditari.
Ma quali sono le malattie o le disfunzioni che con maggior frequenza colpiscono il sistema cardiovascolare?

Come funzionano il cuore e il sistema vascolare?

Cardiopatia ischemica: infarto, angina e CIC

La cardiopatia ischemica, detta anche cardiopatia coronarica o coronaropatia, è caratterizzata da un minor afflusso di sangue al cuore dovuta all’ostruzione o al restringimento delle coronarie (arterie che irrorano il cuore).
È la maggiore responsabile di mortalità nel nostro paese: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità comporta il 28% dei decessi in Italia.
Include l’infarto, l’angina pectoris e la cardiopatia ischemica cronica.
  • L’infarto del miocardio (muscolo cardiaco), conosciuto anche come attacco cardiaco, è un evento acuto. Si riconosce da un improvviso dolore o fastidio al centro del petto e/o nel braccio sinistro, nelle spalle, nella schiena o nella mandibola. La persona che ne è colpita presenta anche difficoltà a respirare, un senso di stordimento, svenimento, pallore e/o sudore freddo improvviso. In genere nelle donne si ha più frequentemente mancanza di respiro, nausea, vomito e dolore alla schiena o alla mandibola. Soprattutto nelle donne il dolore al petto a volte non è forte e viene scambiato per indigestione;
  • Angina pectoris. Il sintomo principale è un dolore al petto che può espandersi a braccio sinistro, collo, mandibola o schiena e si riduce a riposo. Questo disturbo non è mortale, ma indica che la persona può essere a rischio di infarti o ictus, quindi è comunque importantissimo contattare un medico perché possa prescrivere un trattamento utile a prevenire queste patologie;
  • immagine che mostra in cosa consiste una cardiopatia ischemicaCardiopatia ischemica cronica (CIC), detta anche angina stabile. In questo caso si ha una placca aterosclerotica (un accumulo di grasso) perenne in un’arteria, che provoca un minore afflusso sanguigno al cuore. Questo disturbo è comune negli anziani.

Accidenti cerebrovascolari: ictus, AIT e aneurismi cerebrali

Gli accidenti cerebrovascolari sono disturbi causati dall'ostruzione o dall'improvvisa rottura di un vaso sanguigno all’interno del sistema cerebrale. Ne possono conseguire emorragia o interruzione locale della circolazione del sangue. Stando ai dati ISTAT, questi disturbi sono responsabili di circa il 9% dei decessi in Italia. Essi sono dovuti all'interruzione dell'apporto di sangue al cervello a causa di occlusioni (trombi) dovute a ipertensione, diabete e iperlipidemia, disturbi comportati da stili di vita non corretti. I principali fattori di rischio sono fumo, alcool, sedentarietà, diete ricche di grassi e sali. Si tratta dunque di fattori prevenibili.
Altri fattori di rischio sono stress, fattori sociali e fattori ereditari (la familiarità con queste patologie).
  • Gli ictus sono eventi acuti che si manifestano in genere senza sintomi precedenti e possono avere effetti molto gravi. Si presentano in genere con un’improvvisa debolezza o sensazione di torpore a viso, braccia o gambe, di solito da un solo lato del corpo; confusione, stordimento; difficoltà a vedere con uno dei due occhi; afasia (difficoltà nel comporre frasi di senso compiuto o di comprensione del linguaggio); perdita di equilibrio o coordinazione, capogiri; svenimento o perdita di conoscenza; forte dolore alla testa.
    Si può mettere in pratica l'acronimo FAST, che sta per Face (il volto può deformarsi da un lato, per esempio con parte della bocca che si storce o un occhio che si muove in modo innaturale), Arms (braccia: la persona è incapace di alzare le braccia e/o mantenerle sollevate), Speech (linguaggio: la persona non riesce a parlare o lo fa in modo farfugliato e confuso), Time (se si nota uno dei tre sintomi precedenti è tempo di chiamare l'ambulanza immediatamente);
  • Gli attacchi ischemici transitori (AIT o, in inglese, TIA) sono ictus temporanei, infatti sono detti anche mini ictus. Provocano sintomi simili a quelli degli ictus, come disturbo nella capacità di linguaggio e debolezza dei muscoli, ma il loro effetto dura da pochi minuti a poche ore, risolvendosi nell'arco di un giorno. È comunque fondamentale chiamare un medico nel caso in cui si riscontrino questi sintomi, in quanto sta allo specialista valutare la situazione. Inoltre i TIA sono segnali d’allarme: indicano la possibilità di un futuro ictus vero e proprio;
  • Aneurisma cerebrale. Si tratta della dilatazione di una parte di arteria cerebrale provocata da traumi, malformazione dei vasi sanguigni o disturbi vascolari quali ipertensione e aterosclerosi (placche di lipidi che ostruiscono il passaggio del sangue nei vasi sanguigni). La rottura di un aneurisma, che si manifesta con sintomi simili a quelli degli ictus più sensibilità alla luce (fotofobia) ed epilessia, può portare anche a ictus e alla morte.

Altre malattie cardiovascolari comuni

  • Claudicazione intermittente. È un disturbo provocato dall'occlusione e/o il restringimento delle arterie delle gambe, in genere presente negli anziani. Si manifesta con una serie di sintomi a carico degli arti inferiori: debolezza, perdita di peli, alterazione del colore (pallido, rosso o bluastro), unghie dalla crescita lenta, ferite sulla pelle che non si rimarginano. Negli uomini si può avere anche disfunzione erettile. In genere è indice di una malattia alle arterie periferiche che vedrà un peggioramento a meno di non seguire una serie di indicazioni e trattamenti, motivo per cui occorre consultare un medico;
  • Insufficienza cardiaca (o scompenso cardiaco). In questa condizione il cuore è indebolito: spesso non si avvertono sintomi inizialmente, poi con il tempo chi ne è colpito si sente debole e stanco, ha difficoltà a respirare (mostrando affanno sotto sforzo e a volte anche a riposo) e ha gli arti inferiori gonfi. Altri sintomi includono tosse, addome gonfio o indolenzito, mancanza di appetito, confusione, peggioramento della memoria. Può essere provocata dal cuore polmonare, una condizione in cui una parte del cuore è ingrossata a causa di ipertensione polmonare (alta pressione nei polmoni).
    Nel mondo l’insufficienza cardiaca colpisce oltre 23 milioni di persone e in Italia rappresenta la seconda causa di ricovero dopo il parto, con un tasso di ospedalizzazione pari a 4-5 giorni ogni 1.000 abitanti. La fascia di età più frequente nei pazienti ricoverati è quella tra i 75 e gli 85 anni. È una condizione a lungo termine che non può guarire, ma può essere trattata nei sintomi, migliorando la qualità di vita della persona che ne è colpita;
  • Malformazioni congenite. Si tratta di deformità nella struttura cardiaca, già presenti alla nascita. Sono le anomalie congenite più comuni, presenti in circa l'1% dei neonati. Costituiscono infatti la principale causa di mortalità infantile. Un esempio è la cardiomiopatia ipertrofica, in cui si ha un aumento dello spessore delle pareti cardiache. Sono dovute a a fattori genetici o a fattori ambientali, come malattie che colpiscono la gestante (per esempio rosolia e lupus eritematoso sistemico) o sostanze che, se assunte dalla madre in gravidanza, comportano deformazioni nel feto (come il litio). Talvolta non si è consapevoli di averne una perché non ci si è mai sottoposti ad un controllo specifico, ma è importante indagare in quanto, sebbene asintomatica, una malformazione al cuore potrebbe avere un decorso anche grave;
  • Endocardite. Infiammazione del rivestimento del cuore, l'endocardio. Può essere infettiva o non infettiva. In entrambi i casi le conseguenze sono gravi, in quanto l'endocardite può comportare danni al cuore e ischemie, per cui è consigliabile chiamare subito un medico se se ne ravvisano i sintomi. Generalmente l'endocardite si manifesta con febbre, frequenza cardiaca accelerata, affaticamento, dolore agli arti; può comportare anche sudorazione e perdita di peso. Spesso si creano coaguli, cioè grumi di sangue che possono entrare in cicolo determinando la formazione di piccole strie rosse sotto le unghie (dette emorragie subungueali) e piccole macchie rosse sulla pelle. Persone a rischio di sviluppare l'endocardite batterica sono i tossicodipendenti che fanno uso di siringhe, gli immunodepressi, coloro a cui sono state impiantate valvole cardiache artificiali, coloro che presentano difetti cardiaci congeniti e le persone oltre i 60 anni di età, in particolare gli uomini. Un’altra causa di endocardite batterica è la febbre reumatica, che colpisce i bambini nei paesi in via di sviluppo, causando il 2% dei decessi da malattie cardiovascolari;
  • Immagine che mostra la differenza tra un cuore sano e uno ingrossatoAritmie. Si tratta di diversi disturbi che consistono nell’alterazione della frequenza cardiaca (il numero di battiti al minuto) o del ritmo cardiaco. Ovvero, il cuore può battere troppo velocemente (tachicardia) o troppo lentamente (bradicardia) o con un ritmo completamente irregolare (come nel caso della fibrillazione atriale). Queste anomalie derivano dall’alterazione degli eventi che avvengono ciclicamente all’interno del cuore durante la sua funzionalità. Sintomo che si riscontra durante l’aritmia è la palpitazione, ovvero la percezione dei battiti cardiaci accentuati, sentiti come un martellio o un battito di ali. Esistono diversi tipi di aritmia; alcuni sono innocui, altri indicano episodi ischemici (ostruzione dei vasi sanguigni) in atto. Bisogna chiamare subito un medico nel caso in cui il battito cardiaco sia superiore ai 120 battiti al minuto o inferiore ai 45 battiti al minuto oppure si presenti unitamente a uno o più di questi sintomi: stordimento, mancamento, dolore o pressione sul torace. È fortemente consigliato chiamare un medico anche se chi presenta palpitazioni ha una storia familiare di disturbi cardiovascolari. È consigliabile rivolgersi a uno specialista anche se non si rientra in questa casistica ma le palpitazioni continuano per più di un giorno;
  • Cuore ingrossato (cardiomegalia). In questa condizione il cuore aumenta di dimensioni in modo temporaneo o permanente. Le cause sono molteplici, in genere legate a conseguenze di altre malattie cardiocircolatorie o relative ad altri organi come reni e tiroide. Fra i sintomi, quando presenti, si riscontrano affaticamento, respiro affannoso, gonfiore agli arti inferiori e aritmie. Le conseguenze dipendono dalla causa che ha portato all’ingrossamento del cuore. Se se ne riscontrano i sintomi bisogna rivolgersi a un medico.
  • Valvulopatie (malattie delle valvole cardiache). Il cuore possiede quattro valvole che aiutano il sangue a fluire dentro e fuori dal cuore. Con l'età queste valvole si inspessiscono, così che, a lungo andare, possono causare una serie di problemi alla funzionalità cardiaca. Si parla per esempio di stenosi, insufficienza o rigurgito a seconda del problema che determinano. Un medico individua questi problemi facilmente durante una visita di controllo, prescrivendo i trattamenti necessari. 
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Fattori di rischio e sintomi: quando farsi visitare da un cardiologo

Controllare il cuore quando stiamo bene è il modo migliore per preservarlo dalle principali minacce alla sua integrità, perché una visita cardiologica approfondita può riscontrare problemi di cui non si sospettava l’esistenza. Il cardiologo, inoltre, può dare indicazioni su come prevenire eventuali problemi cardiocircolatori.
In particolare è consigliabile recarsi a visita cardiologica almeno ogni 5 anni se si hanno più di 40 anni di età e con maggior frequenza in presenza dei seguenti fattori di rischio:
  • Ipercolesterolemia (livelli di colesterolo alto, come si può verificare tramite esami del sangue);
  • Pressione alta (ipertensione arteriosa);
  • Obesità;
  • Diabete;
  • Depressione;
  • Vita sedentaria e inattività (meno di 30 minuti di attività fisica al giorno), in particolare per i lungodegenti, allettati da settimane;
  • Tabagismo di lunga data. Il fumo raddoppia la possibilità di comparsa di malattie cardiovascolari;
  • Familiari con diagnosi di disturbi cardiovascolari.
Naturalmente bisogna recarsi dal medico, con più o meno urgenza, se si manifestano i segni di un possibile disturbo cardiovascolare.
Nessun sintomo da solo suggerisce con certezza che vi sia una patologia al sistema cardiocircolatorio, ma alcuni segnali devono essere tenuti d’occhio. Fra di essi i più importanti sono:
  • Forte stanchezza e affaticamento. L'astenia è la condizione in cui la persona si sente talmente stanca da non riuscire a intraprendere una qualsiasi attività. È normale dopo sforzi fisici, stress prolungati e mancanza di sonno, ma se si presenta in seguito ad attività che prima non l'avevano mai scatenata può indicare una patologia. Moltissime malattie provocano astenia, tra cui anemia, depressione e disturbi del sonno. Se si presenta unitamente a respiro affannoso, debolezza e/o dolore ai muscoli, mal di testa, confusione, perdita della vista, nausea e/o vomito può indicare un problema cardiopatico, per cui occorre rivolgersi subito a un medico;
  • Dolore al petto. I dolori al torace possono essere di vario genere (sensazioni di fastidio, pressione, bruciore, dolore pungente) e di varia natura. Talvolta interessano il tratto digerente, talvolta quello respiratorio, altre volte i muscoli o le costole. Il sintomo è comunque degno di nota e deve spingere a rivolgersi al medico immediatamente nel caso in cui si osservino anche altre manifestazioni, tra cui: respiro affannoso, sudorazione, nausea e/o vomito, svenimento, stordimento, sensazione di battito cardiaco rapido e irregolare. Un dolore toracico che dura meno di 30 secondi in genere non è dovuto a una cardiopatia, ma è comunque consigliato consultarsi con un medico;
  • Dolore a schiena, orecchio, collo, mascella, spalla, braccio o addome superiore. Data la conformazione di alcune strutture neurali è possibile che un dolore non al torace stia comunque ad indicare la presenza di un disturbo cardiaco. Nel caso in cui questi dolori si presentino insieme a sintomi quali mancamento, respirazione affannosa, sudorazione, nausea e/o vomito oppure in soggetti che abbiano già avuto episodi di infarto è quindi opportuno chiamare subito un medico;
  • Difficoltà a vedere con uno dei due occhi e afasia (difficoltà nel comporre frasi di senso compiuto o di comprensione del linguaggio) sono sintomi di un possibile ictus, dunque devono spingere a chiamare un’ambulanza;
  • immagine che mostra la differenza tra un cuore sano e uno affetto da aritmia cardiacaPalpitazioni, ovvero la percezione di battiti cardiaci lenti, veloci o irregolari. I propri battiti, che normalmente non vengono percepiti, durante un episodio di palpitazioni risultano accentuati, sentiti come un martellio o un battito di ali. Spesso si accompagnano al respiro affannoso.
    Non sempre sono dovuti a cardiopatie: il battito cardiaco è regolato dall’attività fisica, dall’alimentazione, dai farmaci e può aumentare in caso di febbre, disidratazione o forti emozioni (come ansia, dolore e paura). In altri casi, invece, le palpitazioni sono la conseguenza di aritmie, ovvero alterazioni del ritmo cardiaco che possono essere più o meno pericolose.
    È necessario rivolgersi subito a un medico nel caso in cui il battito cardiaco sia superiore ai 120 battiti al minuto o inferiore ai 45 battiti al minuto oppure si presenti unitamente a uno o più di questi sintomi: stordimento, mancamento, dolore o pressione sul torace. È fortemente consigliato chiamare un medico anche se chi presenta palpitazioni ha una storia familiare di disturbi cardiovascolari. Se non si rientra in nessuno di questi casi e si tratta di un episodio isolato ma le palpitazioni continuano per più di un giorno è comunque consigliato rivolgersi a un medico, anche se in genere non insorgono problemi;
  • Respiro affannoso (dispnea). Se la persona si sente mancare l’aria anche in situazioni che non lo giustificherebbero (come piccoli sforzi o a riposo) è probabile che si tratti di un sintomo di una malattia respiratoria o di una cardiopatia. Le cause più comuni sono asma e polmonite, ma può indicare anche insufficienza cardiaca (in quanto il cuore non pompa sufficiente sangue ai polmoni) o carenza di globuli rossi (dovuta ad anemia o a un’emorragia). Si consiglia quindi di chiamare subito un medico nel caso si manifesti questo sintomo;
  • Stordimento o vertigini quando ci si alza in piedi. Quando si è seduti o stesi il sangue si accumula negli arti inferiori, così al passaggio alla posizione eretta non vi è un sufficiente apporto di sangue al cervello, il che provoca capogiri o confusione. Sono episodi relativamente normali, che possono indicare leggera anemia o disidratazione, ma è comunque consigliato informarne un medico affinché possa valutare la situazione, soprattuto se questi episodi sono frequenti.
    Diviene necessario rivolgersi subito a uno specialista in caso di caduta o quando lo stordimento si accompagna ad altri sintomi, quali svenimento, feci contenenti sangue o di colore nero, perdita di equilibrio, difficoltà a camminare o a coordinare i movimenti;
  • Capogiri o mancamento. La presincope (sensazione di testa leggera e di stare per svenire) e la sincope (perdita di coscienza seguita da risveglio spontaneo) in genere derivano da un'insufficienza di flusso sanguigno al cervello. L’episodio deve spingere a ricorrere a un medico: se si presenta sotto sforzo o in assenza di causa scatenante; se è in compresenza di sintomi cardiaci (dolore al torace, palpitazioni o respiro affannoso); se provoca un trauma significativo (ad esempio la persona batte la testa); se si presenta in una persona anziana. È preferibile che qualcuno accompagni la persona per descrivere l'episodio, in quanto il paziente potrebbe non ricordarlo;
  • Gonfiore di gambe, caviglie e/o piedi. Il gonfiore si ha quando troppi liquidi si accumulano nei tessuti. Se negli arti inferiori è dovuto generalmente a disfunzioni del cuore, del fegato o dei reni. Un'altra causa è una disfunzione delle valvole delle vene, che non riescono più a drenare i liquidi contro gravità: per questo motivo il gonfiore è comune negli anziani. Se il gonfiore, invece, si presenta in uno solo o in parte di una gamba può essere dovuto a un coagulo di sangue che occlude una vena o a un'infezione cutanea. In caso di gonfiore, quindi, è bene consultarsi con un medico, in particolare per coloro che hanno familiarità o precedenti di malattie cardiovascolari, polmonari o renali. Occorre chiamare immediatamente uno specialista nel caso in cui un solo arto sia gonfio, in particolare quando questo sintomo insorge improvvisamente ed è accompagnato da forte dolore, respirazione affannosa e/o tosse con sangue nell'espettorato;
  • I dolori e l’intorpidimento agli arti non dovuti a traumi o stress sono generalmente dovuti a coaguli di sangue in vene profonde, che possono avere conseguenze più o meno gravi. Se il dolore è a un arto superiore può essere un sintomo di un attacco cardiaco in corso, per cui è necessario chiamare un medico. La richiesta di soccorso deve essere immediata se il dolore è molto forte e improvviso, se l'arto è pallido, cianotico (blu), gonfio e/o freddo al contatto; se vi sono altri sintomi quali dolore al torace, sudorazione, respiro affannato, palpitazioni, confusione, collasso; se la persona ha di recente subito un intervento chirurgico, è allettata e/o ha un gesso a un arto inferiore.  
  • Cambiamento di colore della pelle di una parte del corpo: pallore del viso o cianosi (un colorito bluastro) di labbra o estremità indicano uno scarso apporto di sangue, una possibile conseguenza di una malattia cardiovascolare;
  • Altri sintomi quali febbre, astenia, anoressia (mancanza di appetito) e una sensazione di malessere possono suggerire una cardiopatia in presenza di altri sintomi indicati precedentemente.

Visita cardiologica: come avviene e cosa aspettarsi

immagine che mostra un cuore affetto da cardiomiopatiaLa visita cardiologica inizia dall’anamnesi, una serie di domande grazie a cui il medico apprende elementi utili alla diagnosi. Il dottore s’informa sulla presenza di sintomi legati alle cardiopatie (dolori, respiro affannoso, malessere eccetera), sullo stile di vita condotto dal paziente, sull'uso di farmaci e sulla storia familiare dei disturbi inerenti il cuore o i vasi sanguigni (come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, colesterolo alto). È necessario essere sinceri a proposito delle proprie “cattive” abitudini ed essere pronti a modificare anche in modo sostanziale uno stile di vita poco amico del cuore. Per restare in salute, infatti, può essere necessario rinunciare ad alimenti che amiamo o, per ridurre i livelli di stress, rallentare i ritmi di una vita troppo frenetica.

A questa prima indagine conoscitiva segue la visita vera e propria, l’esame obbiettivo. Il cardiologo verificherà una serie di parametri utili alla diagnosi: pallore, umore, peso, segni di gonfiore presenti negli arti inferiori. Grazie allo sfigmomanometro misurerà la pressione del paziente. Ponendo una mano sul torace della persona, il cardiologo potrà stabilire la dimensione del cuore, verificando che non sia ingrossato. Palperà l’addome per individuare eventuali ingrossamenti del fegato. 

Verificherà poi lo stato delle vene e delle arterie tramite una serie di esami. Con lo stetofonendoscopio (stetoscopio) ausculterà i suoni polmonari, quelli cardiaci e quelli dei vasi sanguigni per identificare eventuali anomalie. Con l’ausilio delle dita verificherà il polso arterioso (una variazione di pressione) in diversi punti del corpo (polso, collo, incavo del gomito, ascella, inguine, ginocchio e piede). Con l'oftalmoscopio (una sorta di torcia con lente di ingrandimento) illuminerà l'occhio per esaminare le vene e le arterie retiniche, gli unici vasi sanguigni che è possibile osservare direttamente. 

A questo punto la visita può definirsi completa, e quindi il medico può prescrivere eventuali trattamenti e/o modifiche allo stile di vita, oppure richiedere accertamenti. In base alle problematiche eventualmente identificate dal cardiologo o dalla cardiologa potrebbe essere necessario effettuare uno o più dei seguenti esami.


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Esami cardiologici: come si svolgono e come prepararsi

Esami di routine che il cardiologo di solito prescrive a tutti per rilevare eventuali fattori di rischio sono i test ematici per il controllo dei livelli di grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi) e della glicemia. In più, se lo specialista ritiene necessario sottoporre il paziente ad indagini più approfondite, può prescrivere una serie di esami cardiologici di accertamento.

Controlli periodici sono poi indispensabili in caso di cardiopatie conclamate, nei pazienti reduci da eventi cardiaci e che abbiano subito interventi per ripristinare o salvaguardare la funzionalità cardiocircolatoria o per correggere difetti congeniti o acquisiti. Per la maggior parte di questi esami non è necessaria una particolare preparazione ma occorre portare con sé le cartelle degli esami precedenti.
È consigliato vestirsi con abiti che consentano di scoprire la zona da esaminare.
  • Monitoraggio ambulatoriale continuo della pressione arteriosa. Se le misurazioni di pressione effettuate dal medico variano eccessivamente, durante la visita, può prescrivere questo esame. Consiste nel monitor, un dispositivo portatile connesso a uno sfigmomanometro, che viene fatto indossare al paziente (il monitor viene legato intorno alla vita e lo sfigmomanometro è fissato intorno all'avambraccio);
    Questa strumentazione è da tenere per 1 o 2 giorni, a seconda delle indicazioni dello o della specialista, in modo che possa misurare e registrare la pressione in modo continuato durante questo periodo. In tal modo il cardiologo potrà valutare la pressione del paziente durante la giornata e quindi gli eventuali esami e trattamenti da prescrivere.
  • ECG (elettrocardiografia o elettrocardiogramma). L'operatore od operatrice posiziona dei sensori (chiamati elettrodi) sulla pelle di torace, braccia e gambe; in caso di pelo molto folto può essere necessario rasare poiché altrimenti non funzionano.
    Non comportano dolore né hanno aghi: si tratta soltanto di registratori dell'attività elettrica del cuore. Sono collegati a un apparecchio che mostra il tracciato di questa attività, grazie al quale lo specialista potrà trarre informazioni sulla funzionalità cardiaca e su eventuali ingrossamenti od ostruzioni. L’ECG dura circa 3 minuti, non comporta rischi e non richiede alcuna preparazione. Può essere effettuato a riposo o sotto sforzo, ovvero durante una camminata o su un tapis roulant;
  • Immagine che ritrae una radiografia del toraceElettrocardiografia (ECG) ambulatoriale continua. Questo esame viene prescritto dai dottori per analizzare variazioni elettrocardiografiche che insorgono in modo imprevedibile, come le aritmie. Gli elettrodi dell'ECG sono collegati al monitor Holter, un dispositivo a batterie che registra le informazioni nell'arco di un'intera giornata, mentre il soggetto è impegnato nelle normali attività quotidiane. Il paziente dovrà appuntare su un diario gli avvenimenti della giornata, con annesso orario, così che si possano confrontare le variazioni dell'ECG con le sue attività. Se la persona deve essere monitorata per più di 24 ore si usa un registratore di eventi, cioè un’attrezzatura simile a quella descritta ma che registra solo quando il paziente schiaccia un apposito pulsante;
  • Radiografia toracica. I raggi X sono delle onde elettromagnetiche (come quelle della luce) che attraversano alcuni tessuti.
    Grazie ad essi è quindi possibile osservare le strutture interne dell'organismo in modo semplice. La RX torace viene utilizzata come punto di partenza nelle diagnosi di disturbi cardiologici in quanto consente di vedere eventuali anomalie del cuore e dei vasi sanguigni del torace. La procedura è semplice, sicura e non invasiva: il torace del paziente viene "fotografato" con una macchina radiografica che emette raggi X per pochi secondi. Non è richiesta una particolare preparazione: occorre solo che la persona si tolga eventuali oggetti di metallo dalla zona interessata dall'esame. Le donne che sospettano di essere incinte devono farlo presente affinché gli operatori prendano precauzioni;
  • La risonanza magnetica per immagini (RMI), o risonanza magnetica, può essere applicata al cuore o ai vasi sanguigni (angiografia mediante RM) per ottenere informazioni sulla loro struttura e funzionalità. L’esame è semplice e indolore: la persona si stende su un lettino che s’inserisce all’interno del tubo per la risonanza, il quale emetterà un campo magnetico (grazie a cui i computer ricostruiranno la struttura del torace). Non può essere effettuata nel caso in cui la persona abbia oggetti metallici nel corpo (come pacemaker, impianti cocleari, frammenti di metallo dovuti a incidenti automobilistici o precedenti lavori come verniciatore). Bisogna porre attenzione anche in caso di uso di mezzo di contrasto, in quanto il paziente potrebbe essere allergico: l'operatore prenderà provvedimenti perché la procedura sia sicura;
  • Scintigrafia con radionuclidi. Questa tecnica prevede che un tracciante, ovvero una piccola quantità di una sostanza radioattiva, sia iniettata in una vena. Questa sostanza, pressoché innocua (la quantità di radiazioni è inferiore rispetto a quella di una radiografia), fluisce insieme al sangue e viene tracciata dalla gamma camera, un macchinario che ne recepisce la radioattività. In tal modo la scintigrafia consente di verificare l'apporto di sangue ai tessuti, e quindi il funzionamento di cuore e vasi sanguigni. Nella scintigrafia miocardica (o cardiaca), in particolare, si esamina la funzionalità dei vasi che irrorano il muscolo cardiaco.
    Per effettuarla occorre essere a digiuno da almeno 6 ore. Dopo l'iniezione del radiofarmaco si deve bere un litro d'acqua e fare una colazione "grassa" (due uova sode oppure del formaggio oppure un cappuccino e un cornetto alla crema) per poter effettuare l'esame. Lo specialista si accerterà che non vi siano controindicazioni al test. Dopo la scintigrafia si resta leggermente radioattivi per qualche giorno, dunque è opportuno evitare contatti prolungati con bambini e gestanti nel giorno successivo all'esame;
  • Ecografia del cuore. Nell'ecografia (anche detta ultrasonografia o sonogramma) si utilizza una sonda che emette ultrasuoni per ricostruire, grazie a un computer, la struttura della zona da analizzare. Questo è possibile perché gli ultrasuoni, del tutto innocui, attraversano e si rifrangono in modo diverso a seconda dei tessuti. L’ecografia cardiaca è esterna, quindi la procedura è semplice: la persona che si sottopone al test deve stendersi su un lettino e l'operatore spalma del gel sulla parte da esaminare per poi farvi scorrere sopra la sonda. L'esame è indolore, breve (dura meno di un’ora) e sicuro, infatti è una procedura impiegata anche in fase di gravidanza. Non richiede particolare preparazione;
  • Ecocolordoppler. Simile all'esame per l'ecografia, in questo test viene sfruttato anche l'effetto doppler, che, confrontando le frequenze che "rimbalzano" sulle strutture analizzate, misura la velocità del sangue. Il computer mostra quanto rilevato e mostra a colori il flusso sanguigno (in rosso quello arterioso e in blu quello venoso). In tal modo dà informazioni anche di tipo funzionale oltre che di tipo anatomico. Può essere effettuato in vari distretti, per esempio al torace (al cuore), al collo (dove si trovano le arterie che portano sangue al cervello: si parla di ecocolordoppler dei tronchi sovraortici) e agli arti (ecocolodoppler arterioso e/o venoso degli arti inferiori o superiori). Può evidenziare numerose anomalie, come occlusioni dei vasi. Non è necessario prendere particolari precauzioni, a meno che non debba essere esaminata la zona addominale. In quel caso il paziente dovrà essere a digiuno da circa 6 ore prima dell'inizio dell'esame;
  • Prova sotto sforzo. Test cardiovascolare svolto tramite ECG o scintigrafia, con l’ausilio del cicloergometro (una sorta di cyclette) o una pedana mobile. Il cardiologo o la cardiologa si accerterà che non vi siano controindicazioni all’esame, prendendo tutte le contromisure necessarie.

Esami cardiologici a domicilio

Nel caso in cui una persona non sia nelle condizioni di uscire di casa o debba essere controllato spesso può prenotare una visita cardiologica a domicilio. In questo modo si riduce lo stress derivante dagli spostamenti. Il cardiologo effettuerà la classica visita cardiologica ed eventualmente esami come ecografie ed ECG a domicilio.

Esami cardiologici in gravidanza

Effettuare esami cardiologici in gravidanza è consigliato sia per la madre sia per il feto.
Alcune patologie cardiovascolari della gestante, infatti, possono compromettere l'esito della gravidanza e la vita stessa della donna. In particolare le stenosi (restringimenti nelle aperture delle valvole cardiache) e l'insufficienza cardiaca (compromessa funzionalità del cuore) sono molto pericolose, in quanto la gravidanza comporta un maggiore lavoro per il cuore, aggravandone eventuali disturbi.

Identificare con anticipo queste problematiche aiuta a prevenirne le complicanze. Le donne con malformazioni cardiache congenite (anomalie nella struttura del cuore) in genere possono portare a termine la gravidanza con successo, ma il bambino potrà avere le stesse patologie e dunque è importante effettuare esami cardiaci per esserne consapevoli.
Controlli frequenti al cuore della gestante e del feto sono dunque consigliati in tutte le gravidanze, soprattutto se gemellari e/o se la madre:
  • Ha già avuto altre gravidanze;
  • Ha superato i 30 anni d'età;
  • Fuma o beve molto;
  • Ha una storia familiare di malattie cardiovascolari;
  • Presenta preeclampsia (un aumento della pressione sanguigna tipico della gravidanza).
Gli esami riguardanti il cuore che possono essere effettuati per verificare che la gravidanza stia procedendo bene includono quelli che usano ultrasuoni, del tutto innocui e privi di controindicazioni sia per la madre sia per il feto, fra cui l’ecografia e l’ecocardiografia.
  • Ecografia. Questa tecnica, anche detta ultrasonografia o sonogramma, sfrutta la capacità degli ultrasuoni di attraversare e riflettersi in modo diverso a seconda dei tessuti per visualizzare le strutture interne al corpo in modo non invasivo. Questo è possibile grazie a una sonda che emette ultrasuoni nel corpo della persona e invia queste informazioni a un computer, il quale le rielabora restituendo l'immagine della struttura degli organi analizzati. L'ecografia può essere esterna o interna. In genere viene impiegata quella esterna, in cui la persona viene fatta stendere su un lettino, scoprendo la parte del corpo da analizzare su cui l'operatore spalma del gel.
    Su questo lo o la specialista fa scorrere la sonda. Può essere effettuato sul petto della donna (ecografia toracica), dando informazioni sul suo cuore, o sulla pancia della gestante (ecografia pelvica), restituendo informazioni sugli organi del feto. Se il medico lo ritiene necessario può prescrivere anche una ecografia interna alla vagina. In questa variante l'esame si svolge in modo simile ma la sonda viene fatta scorrere all'interno della vagina per poter esaminare l'utero della donna. In entrambi i casi la procedura è indolore, del tutto innocua e in genere richiede meno di un'ora.
  • L'ecocardiografia sul feto viene eseguita intorno alla ventesima settimana di gravidanza da cardiologi specializzati in cardiografia fetale e pediatrica. Avviene come una qualsiasi ecografia addominale: la donna si distende sul lettino e si scopre la pancia, su cui il medico spalma un liquido denso grazie al quale la sonda per l'ecocardiogramma fluirà. Questo apparecchio consente di eseguire un ecocolordoppler, un test che permette di analizzare la funzionalità dei vasi oltre che le strutture come in una normale ecografia. Il color doppler, infatti, effettua delle misurazioni che invia a un computer su cui vengono mostrati anche i flussi del sangue: in blu quelli delle vene e in rosso quelli delle arterie. Grazie all'ecocardiogramma fetale viene identificato circa il 90% delle malformazioni cardiache congenite.
Se la donna deve effettuare esami od operazioni, spesso non vi sono particolari controindicazioni in gravidanza ma è necessario avvertire i medici che procederanno di conseguenza. Esami come quelli radiologici sono fortemente sconsigliati in gravidanza, ma se non sono rinviabili gli specialisti potranno prendere opportune precauzioni perché il feto non ne risenta.

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Visita cardiologica pediatrica: bambini e neonati

Immagine che mostra una dottoressa mentre ausculta un bambinoLa visita cardiologica è obbligatoria nei bambini e nei neonati che presentano malformazioni cardiache congenite anche lievi ed è consigliata per tutti i bambini sani. Nella forma non differisce da quella degli adulti: inizialmente il genitore dovrà rispondere a una serie di domande utili alla diagnosi, poi il medico passerà all'esame obiettivo in cui controllerà una serie di parametri tramite osservazione, palpazioni, auscultazione, misurazione della pressione e uso di oftalmoscopio (una sorta di torcia con lente d'ingrandimento grazie alla quale osserva le vene nell'occhio). Della visita e dell'interpretazione dei risultati degli eventuali esami si occupa però un cardiologo pediatrico in quanto i valori di riferimento sono diversi rispetto a quelli degli adulti.

Fra gli esami di accertamento per il sistema cardiovascolare che possono essere prescritti ai bambini vi sono ECG, ecografie e prove da sforzo. In particolare, l'elettrocardiogramma (o ECG) è un esame raccomandato per lo screening di neonati e bambini.
Si tratta di un esame non invasivo, non doloroso e del tutto innocuo, in quanto usufruisce degli ultrasuoni (onde sonore che non hanno alcun effetto sui tessuti del corpo) per ricostruire al computer le strutture interne al cuore. Si parla di ecocolordoppler quando il macchinario effettua un’ulteriore misurazione che consente di osservare i flussi sanguigni. Sullo schermo del computer si osserverà il sangue venoso in blu e quello arterioso in rosso. 
L'ECG sui bambini e sui neonati si svolge come quello per gli adulti, ovvero facendo stendere il paziente sul lettino e spalmando sul petto un liquido su cui viene fatta scorrere la sonda. Nei bambini fra i 6 mesi e i 3 anni, in genere più agitati, è possibile eseguire un ECG in sedazione, nel qual caso al bambino viene fatto ingerire o dato per via rettale un blando sedativo. In questo modo sarà più tranquillo, talvolta addormentandosi, contendendo di effettuare l'esame con successo.

Non è necessaria una preparazione particolare per eseguire l'esame; si raccomanda solo di portare le precedenti cartelle cliniche. Solo nel caso dell'ECG con sedazione occorre che il paziente sia a digiuno assoluto (quindi anche da liquidi) da almeno 2 ore, altrimenti l'esame dovrà essere rinviato.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  

Domande e risposte

Cosa fa un cardiologo?
Il cardiologo è un medico che si occupa di studiare, riconoscere e curare le malattie cardiovascolari, ovvero i disturbi che interessano il cuore e i vasi sanguigni.
Quando è necessario rivolgersi a un cardiologo?
I controlli sono sempre un bene: grazie ad essi un medico può individuare eventuali malattie di cui non sospettiamo l'esistenza in quanto ancora asintomatiche o in fase di sviluppo. Sottoporsi allo screening per il cuore e l'apparato cardiocircolatorio diventa ancora più importante nel caso in cui vi sia una serie di fattori di rischio quali colesterolo alto, pressione alta, obesità, diabete, depressione o abitudini di vita sfavorevoli per la salute del cuore, quali fumo, dieta ricca di grassi e vita sedentaria. In particolare è raccomandato farsi controllare periodicamente (ogni 5 anni o ancor più frequentemente in caso di concomitanza di fattori di rischio) se si hanno familiari con disturbi cardiovascolari o sopra i 40 anni di età.
Sintomi che possono far sospettare la presenza di disturbi cardiovascolari sono forte stanchezza, intorpidimento o dolore degli arti superiori o inferiori (soprattutto se solo il destro o il sinistro), un dolore acuto o sordo in una qualsiasi delle zone superiori del corpo, capogiri, gonfiore improvviso di una o entrambe le gambe e sensazione di malessere. I segnali che devono spingere a rivolgersi immediatamente a un medico sono dolori improvvisi al torace, afasia (difficoltà a parlare o a capire il parlato di qualcun altro), confusione e/o vertigini improvvise, affanno ingiustificato (che cioè si verifica durante il riposo o in seguito ad attività che prima non ne avevano mai provocato), mancamento (perdita di coscienza seguita da risveglio spontaneo) e cambiamento di colore di un arto o nel viso (in particolare se si presentano zone o macchie rosse, pallide o bluastre). Le palpitazioni (forte percezione dei propri battiti che risultano alterati) in genere non indicano situazioni gravi, a meno che non si presentino insieme ad altri sintomi (stordimento, mancamento, dolore o pressione sul torace) o i battiti cardiaci non siano troppo alti (sopra i 120 al minuto) o troppo bassi (meno di 45 battiti al minuto), nel qual caso occorre rivolgersi subito a un medico. Bisogna porre particolare attenzione nei casi in cui si sia già stati colpiti da infarti o altri episodi di patologie cardiovascolari importanti.
Come si svolge una visita cardiologica e come ci si deve preparare? Cosa portare?
Non è necessaria una speciale preparazione per questa visita. Occorre soltanto portare con sé i precedenti esami che sono stati effettuati. È consigliato vestirsi in modo pratico per potersi scoprire il dorso e le gambe.
La visita cardiologica è divisa in due parti. In primo luogo si ha l’anamnesi, una fase conoscitiva in cui il dottore pone al paziente una serie di domande utili alla diagnosi. S’informa sulla presenza di sintomi legati alle cardiopatie, sullo stile di vita condotto dal paziente, sull'uso di farmaci e sulla storia familiare dei disturbi inerenti il cuore o i vasi sanguigni (come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, colesterolo alto). In secondo luogo effettua l’esame obiettivo, in cui osserva il paziente per individuare pallore o segni di gonfiore nelle gambe, verifica la presenza di eventuali ingrossamenti del cuore (ponendo una mano sul torace della persona) o del fegato (palpando l’addome) e misura una serie di parametri come il peso e la pressione. Per identificare eventuali anomalie nei vasi sanguigni ausculta i suoni polmonari con lo stetoscopio, palpa con le dita i vasi superficiali in diversi punti del corpo (polso, collo, incavo del gomito, ascella, inguine, ginocchio e piede) e osserva i vasi sanguigni presenti nell’occhio grazie all'oftalmoscopio (una sorta di torcia con lente di ingrandimento).
In cosa consiste un ECG e come ci si deve preparare?
L’elettrocardiogramma o ECG è un esame indolore, rapido e sicuro in cui l'operatore od operatrice posiziona dei sensori (chiamati elettrodi) sulla pelle di torace, braccia e gambe perché registrino l’attività elettrica del cuore. In caso di pelo molto folto può essere necessario rasare poiché altrimenti non funzionano. Un apparecchio che mostra il tracciato dell’ECG, da cui lo specialista trae informazioni sulla funzionalità cardiaca e su eventuali ingrossamenti od ostruzioni. Può essere effettuato a riposo, richiedendo 3 minuti, o sotto sforzo, ovvero durante una camminata o su un tapis roulant. Non è necessaria una particolare preparazione; si raccomanda sempre di portare con sé gli esami precedenti e di indossare abiti pratici da togliere.
Come funziona una visita cardiologica a domicilio? 
Il cardiologo si presenta presso la casa di chi, per necessità, richiede questo servizio, eseguendo una classica visita cardiologica. Potrà anche effettuare esami come ecografie ed elettrocardiogrammi.
Quali esami cardiologici sono raccomandati in gravidanza? 
In gravidanza comporta un maggiore lavoro per il cuore, quindi è una fase in cui è particolarmente importante effettuare controlli, sia per la madre sia per il feto. Questo sforzo può infatti aggravare condizioni cardiovascolari preesistenti, magari ignote, mettendo a rischio la gravidanza. Possono essere effettuati dei controlli anche per il feto, per verificare che non presenti malformazioni cardiache. Sia per l'analisi della madre che per quella del bambino possono essere impiegate due tecniche: l'ecografia e l'ecocardiografia. In ogni caso non è necessaria una preparazione specifica. Si consiglia soltanto di portare con sé le cartelle degli esami già effettuati e di indossare abiti che consentano di scoprire con facilità la parte che deve essere esaminata. 
Nell'ecografia viene impiegata una sonda che emette ultrasuoni (del tutto innocui sia per la donna sia per il feto) per ricostruire al computer le strutture interne del corpo della madre e del bambino. Nell'ecografia esterna la gestante viene fatta stendere su un lettino, scoprendo la parte del corpo da analizzare su cui l'operatore spalma del gel sul quale va fatta scorrere la sonda. Può essere effettuato sul petto della donna (ecografia toracica), dando informazioni sul suo cuore, o sulla pancia della gestante (ecografia pelvica), restituendo informazioni sugli organi del feto. Se il medico lo ritiene necessario può prescrivere anche una ecografia interna alla vagina. In questa variante l'esame si svolge in modo simile ma la sonda viene fatta scorrere all'interno della vagina per poter esaminare l'utero della donna. In entrambi i casi la procedura è indolore, del tutto innocua e in genere richiede meno di un'ora.
L'ecocardiografia sul feto viene eseguita intorno alla ventesima settimana di gravidanza. Avviene come una qualsiasi ecografia addominale, ma la sonda consente di effettuare, oltre alla classica ecografia, anche un ecocolordoppler. Il color doppler effettua delle misurazioni che invia a un computer su cui vengono mostrati anche i flussi del sangue: in blu quelli delle vene e in rosso quelli delle arterie. Grazie all'ecocardiogramma fetale viene identificato circa il 90% delle malformazioni cardiache congenite.
Come si svolge una visita cardiologica pediatrica?
Si tratta di una normale visita cardiologica che però viene effettuata da un cardiologo pediatrico, specializzato quindi in come i disturbi cardiovascolari si manifestano nei bambini. Si inizia quindi dalle domande utili alla diagnosi (sintomi, familiarità con malattie, esami precedenti eccetera) per passare all’esame obiettivo, che prevede l’osservazione di alcuni parametri da parte del cardiologo. Un esame spesso utile è l’elettrocardiogramma, che si svolge come negli adulti: non è necessaria alcuna preparazione ed è del tutto sicura. Il paziente si stende sul lettino e il medico fa scorrere un sondino sulla zona da esaminare. La visita cardiologica con ECG nel neonato spesso richiede una leggera e non pericolosa sedazione, così che le immagini che derivano dal test siano nitide. Nel caso di un ECG con sedazione occorre che il bambino non abbia mangiato né bevuto da almeno due ore.
In collaborazione con
Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia ho studiato editing presso la BioScience Writers nonché didattica della scienza, creazione di contenuti digitali e tecniche e tecnologie della comunicazione. Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore. Collaboro con Doveecomemicuro.it e con SciencePOD come content creator. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Ho in preparazione un programma televisivo prossimamente in onda. Come divulgatrice scientifica e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.
Data di pubblicazione: 05 ottobre 2017
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