I calcoli alla cistifellea: cause, dieta e rimedi

I calcoli alla cistifellea: cause, dieta e rimedi
20 giugno 2018

Ricerca e Prevenzione


In questo articolo verrà spiegato come riconoscere i sintomi dei calcoli alla cistifellea, i rimedi, le cause e come prevenirli con la dieta e altri modi.


Indice

 

Calcoli alla cistifellea: cosa sono

Per capire cosa sono i calcoli biliari occorre spiegare cos’è la colecisti. La colecisti, anche conosciuta come cistifellea non è altro che un organo a forma di pera presente all’interno dell’organismo, più esattamente sotto il fegato. La funzione della cistifellea è molto importante perché raccoglie la bile prodotta dal fegato che svolgerà il compito di agevolare il metabolismo dei grassi come il colesterolo e la bilirubina.

La colecisti fa parte del sistema biliare, ed è quindi collocata nel dotto cistico, appena sotto il fegato con il quale è collegata tramite degli appositi “tubicini” definiti dotti. È di piccole dimensioni: dai sette ai dieci centimetri di lunghezza per circa tre centimetri di larghezza.

Quando questo piccolo organo non funziona bene, la bile all’interno del sacchetto si solidifica e non riesce a scorrere bene all’interno dei tubicini che collegano la colecisti con il fegato provocando infiammazione della cistifellea e, in casi rari, del fegato.
 

Calcoli colecisti: sintomi

Quando la bile diventa densa si possono formare dei calcoli alla colecisti che si presentano simili nella forma a quelli renali ma che si differenziano per la sostanza con la quale sono composti, i calcoli renali sono formati, infatti, per la cristallizzazione dei sali minerali contenuti nell’urina, mentre i calcoli alla colecisti sono formati dall’eccessivo contenuto di colesterolo, sali biliari e bilirubina nella bile che non riesce a gestire nel modo opportuno e quindi si cristallizza formando i calcoli biliari. I calcoli biliari sono dei sassolini che, posizionandosi nei dotti, bloccano il flusso della bile e provocano forti dolori. Per capire dove la colecisti fa male occorre individuare i sintomi più comuni di un’eventuale infiammazione.

I sintomi più comuni ci sono:
  • nausea e vomito causati da una cattiva gestione degli acidi e da un accumulo di residui da parte della cistifellea;
  • dolore al quadrante destro dell’addome irradiato alla spalla, alla schiena e al braccio. Questo tipo di fastidio dura intorno ai quindici minuti ma, in casi gravi, può continuare per ore o comparire durante il riposo notturno;
  • indigestione con rigonfiamento dell’addome. In genere i dolori compaiono nel momento in cui lo stomaco si riempie quindi è più facile avvertirli dopo i pasti;
  • mancanza di appetito causata dalla pressione che esercita la cistifellea sullo stomaco;
  • cambiamenti nella colorazione dell’urina che acquisisce una tonalità giallognola o marrone;
  • febbre
  • ittero, nel caso in cui ci sia un accumulo eccessivo di bilirubina che rimanendo nel sangue si insinua nei tessuti del corpo e negli occhi facendo acquisire alla pelle un colorito tendente al giallo;
  • Sonnolenza, calcoli biliari provocano anche stanchezza causata da una cattiva e lenta digestione.
Tra le cause che portano alla formazione dei calcoli biliari ci sono fattori
È stato appurato che le donne hanno maggiori probabilità di soffrire di problemi alla cistifellea per via di un eccesso di estrogeni a seguito di gravidanza o per l’assunzione di pillole anticoncezionali. Anche i fattori genetici possono influire perché i calcoli biliari sono ereditari.
 
Tra le altre cause riguardanti l’infiammazione della cistifellea figura il sovrappeso dovuto a un aumento del colesterolo e a una dieta ricca di grassi e povera di fibre. Sempre in riferimento al peso possono provocare i calcoli biliari anche dimagrimenti eccessivi dovuti al digiuno che fa aumentare il livello di colesterolo nella bile e non permette alla cistifellea di svuotarsi in maniera regolare e corretta.

Con il passare del tempo e l'avanzare dell’età è possibile avere più problemi alla cistifellea perché un organismo invecchiato secerne maggior colesterolo nella bile.

Le persone che soffrono di diabete hanno probabilità molto elevate di contrarre calcoli biliari per via dei trigliceridi alti, ossia degli acidi definiti grassi.

Può capitare che i calcoli alla colecisti aiutino la nascita di lesioni polipodi. I polipi alla colecisti sono un fenomeno abbastanza comune e, in genere sono benigni. Molto spesso non causano alcun tipo di disturbo e possono essere diagnosticati a seguito di una ecografia.
 

Trattamento e operazione dei calcoli e polipi alla colecisti

Molti si chiedono se i calcoli alla colecisti vanno sempre operati. In realtà non esiste una risposta univoca per questo tipo di domanda perché ogni caso deve essere valutato in maniera singola e unica.
 
I calcoli scoperti a seguito di ecografia o Tac effettuate per altri motivi sono in genere definiti silenti perché non danno alcun disturbo e non occorre effettuare alcun intervento chirurgico. Questo a meno che il paziente non abbia subito operazioni importanti come trapianti di cuore oppure presenti dei polipi con dimensioni superiori a un centimetro, oppure quando le formazioni di lesioni polipodi appaiono in crescita. Infine, si necessita di un intervento chirurgico quando i polipi sono associati a calcoli biliari.

Capire quando operare i calcoli alla colecisti è abbastanza semplice perché in genere è consigliata la rimozione della cistifellea quando i sintomi sono frequenti e dolorosi.
 
L’intervento chirurgico, definito colecistectomia, è molto comune nelle persone adulte anche perché non viene pregiudicato alcun tipo di funzionamento dell’organismo considerando che la cistifellea non è un organo vitale ed essenziale. Senza la colecisti il fegato produrrà solo la bile in una quantità che può essere smaltita e digerita dall’organismo con una dieta normale. Nello specifico, la bile prodotta confluirà direttamente nell’intestino tenue e non sarà conservata da nessuna parte. L'unica conseguenza della rimozione, potrebbe essere visibile nelle feci, che diventano più abbondanti e morbide.
 

L'operazione dei calcoli alla cistifella: la colecistectomia

Come detto in precedenza, l’operazione ai calcoli biliari prevede la rimozione della cistifellea grazie a un intervento chirurgico effettuato con laparoscopio e mini telecamera. Successivamente, il paziente necessiterà di riposo ospedaliero per una sola notte e potrà riprendere le normali attività in poco tempo visto che, durante l’operazione, non vengono intaccati in alcun modo i muscoli addominali.

Nel caso in cui ci siano delle complicanze è probabile che per attuare colecistectomia occorra effettuare un intervento a cielo aperto e quindi non solo delle piccole incisioni sull’addome. Anche in questo caso, tuttavia, l’ospedalizzazione non sarà particolarmente lunga abbracciando un lasso di tempo che va dai tre ai cinque giorni.

La colecistectomia potrebbe provocare dei problemi come infiammazioni legate a eventuali lesioni dei dotti biliari. In alcuni casi è sufficiente una cura specifica, nei casi più gravi, invece, potrebbe essere necessario una seconda operazione chirurgica.

Oltre alla terapia chirurgica sono disponibili diversi approcci che non prevedono alcun tipo di operazione. La terapia dissolutoria orale, per esempio, utilizza dei farmaci contenenti acidi che possono aiutare lo scioglimento del calcolo. Questo rimedio in genere necessita di un tempo di somministrazione del farmaco per un periodo piuttosto lungo e va bene solo se le dimensioni del calcolo non sono particolarmente elevate.
 

Come prevenire i calcoli alla cistifellea: la dieta

Per aiutare a prevenire la formazione di questi fastidiosi sassolini potrebbe essere utile una dieta opportuna. Alcuni prodotti presenti in natura, infatti, aiutano a evitare l’infiammazione dell’organo della cistifellea.

In primo luogo, non è necessario eliminare in maniera definitiva i grassi dalla dieta perché questi, se assunti in una quantità non eccessiva, aiutano a svuotare la colecisti. Nello specifico i grassi ingeriti non dovrebbero superare la soglia che va dal venti al trentacinque per cento delle calorie totali assunte giornalmente. In particolare è utile sostituire i grassi definiti comuni con quelli identificati come “buoni”, per esempio, l’olio extra vergine di oliva e quelli pieni di omega tre dei quali è ricco il salmone.
 
Inoltre, sono di grande aiuto le fibre presenti in alimenti come frutta e verdura; anche il calcio svolge un’azione importante per la diminuzione del rischio di comparsa dei calcoli biliari.

Prima di effettuare un trattamento specifico destinato all’eliminazione dei calcoli possono essere effettuati alcuni accorgimenti quotidiani che riguardano essenzialmente la dieta: alcune erbe e piante possono aumentare la produzione di bile e, nello stesso tempo, ridurre l’assorbimento del colesterolo nel fegato. Le piante medicinali come il carciofo, il cardo, la cicoria, il rosmarino, il tarassaco, l’enula, il finocchio, la melanzana, la borragine, l’aloe, l’uva, il limone, le ciliegie, le fragole, la cipolla, la menta piperita, il rabarbaro, il boldo, l’assenzio e l’avena migliorano e favoriscono lo svuotamento della cistifellea.

Cambiare le abitudini alimentari assumendo cibi ricchi di fibre aiutano a migliorare tutte le funzioni digestive. Vanno evitati gli alimenti di origine animale come latticini e uova e va diminuito al massimo l’assunzione di zuccheri semplici. Sarebbe quindi molto utile evitare il consumo di zucchero raffinato, caramelle, gelati, biscotti e ogni tipo di dolce di origine industriale.

Un’altra buona abitudine è quella di utilizzare le versioni integrali di cibi come il pane, il riso e la pasta.

Oltre al cibo solido, la natura offre dei prodotti che possono assumere forma liquida e che riescono a dare alla cistifellea lo sprint giusto per eliminare le sostanze scatenanti i calcoli biliari. I succhi che aiutano in maniera migliore in questo senso sono formati da un mix di ingredienti ricchi di fibra come: carote, sedano, pomodori, ravanello e prezzemolo. Un altro infuso di facile preparazione è la tisana alla menta. Questa pianta, grazie alla sua composizione ricca di oli naturali, ha la capacità di accelerare il flusso dei succhi biliari.

Come specificato prima, anche un dimagrimento troppo esagerato e veloce può comportare la formazione di calcoli biliari. Nel caso in cui si desideri fare una dieta occorre dimagrire non troppo velocemente, al massimo un chilo alla settimana.

Tra i rimedi naturali viene compresa anche l’attività sportiva che permette al corpo di espellere sostanze tossiche, accelera il metabolismo e, diminuendo la presenza di colesterolo, aiuta ad evitare la formazione dei calcoli biliari.