Brufen (Ibuprofene): Che cos'è? Principio attivo e assunzione

Brufen (Ibuprofene): Che cos'è? Principio attivo e assunzione

Benessere

Ultimo aggiornamento: 02 maggio 2019

Indice


 

Introduzione: che cos’è?

BRUFEN contiene come principio attivo l’Ibuprofene, un farmaco che appartiene alla categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Questa classe di farmaci rappresenta la categoria di più largo impiego nel trattamento delle malattie reumatiche. I farmaci antinfiammatori non steroidei sono tra i farmaci più utilizzati per il trattamento del dolore di qualsiasi origine. Che siano assunti per bocca o che si tratti di uno spray o di un gel, le evidenze scientifiche dimostrano che, riguardo l’efficacia, non c’è sostanziale differenza tra i vari tipi di antinfiammatori.

L’ibuprofene è un analgesico-antinfiammatorio di sintesi, dotato inoltre di spiccata attività antipiretica. L’attività analgesica è di tipo non narcotico ed è 8-30 volte superiore a quella dell’aspirina (acido acetilsalicilico). Ibuprofene è un potente inibitore della sintesi delle prostaglandine ed esercita la sua attività inibendone la sintesi a livello periferico.

Immagine di una ragazza seduta sul letto che si tiene una mano sulla schiena doloranteBRUFEN è utilizzato per trattare il dolore dovuto ad esempio a traumi (ad esempio causati dallo sport), mal di denti (ad esempio dopo estrazione o interventi ai denti e alla bocca), faringiti (mal di gola), dolori dopo il parto, dolori mestruali, dolori agli occhi (ad esempio causati da un intervento chirurgico agli occhi), mal di testa, dolori dopo interventi chirurgici; malattie reumatiche quali: infiammazione dei muscoli, dei tendini, dei nervi e delle articolazioni (periartrite scapolo-omerale, radicolo-nevriti, tenosinoviti, miositi, fibrositi), dolori alla schiena (lombalgie), dolore alla gamba dovuto all’infiammazione del nervo sciatico (sciatalgie), malattie degenerative che interessano le articolazioni (osteoartrosi), come artrosi cervicale, dorsale, lombare, artrosi della spalla, dell’anca, del ginocchio o artrosi diffusa, una malattia di origine autoimmune progressiva e cronica che colpisce principalmente le articolazioni (artrite reumatoide), una rara malattia infiammatoria chiamata morbo di Still. La sospensione orale è indicata nel trattamento a breve termine della febbre e del dolore nei bambini; nel trattamento dei sintomi dell’artrite reumatoide giovanile.

Ibuprofene è ben assorbito dopo somministrazione orale e rettale; assunto a stomaco vuoto produce nell’uomo livelli serici massimi dopo circa 45 minuti. La somministrazione di pari dosi precedute da ingestione di cibo ha rivelato un assorbimento più lento e il raggiungimento dei livelli massimi in un periodo di tempo compreso entro un minimo di un'ora e mezza e un massimo di tre ore. Recenti studi sembrano indicare che l'azione analgesica dell'ibuprofene possa essere sensibilmente modulata da fattori psicologici. Quindi gli aspetti psicologico e neuroendocrino associati possono esaltare o deprimere gli effetti biologici degli antidolorifici ed antinfiammatori compresi l'ibuprofene.

BRUFEN può essere dispensato con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica, quindi per prodotti farmaceutici che, direttamente o indirettamente, possono presentare un pericolo se sono usati senza controllo medico. La ripetibilità è ammessa, salvo diversa indicazione del medico prescrivente, per un periodo non superiore a tre mesi dalla data di compilazione della ricetta e comunque per non più di cinque volte. La ripetibilità della prescrizione è indicata sulla confezione dalla frase "da vendersi dietro presentazione di ricetta medica".
BRUFEN è disponibile come:
  • Compresse rivestite da 400 mg e 600 mg
  • Compresse rivestite a rilascio prolungato da 800 mg
  • Granulato effervescente da 600 mg
  • Sospensione orale da 20 mg/ml
 
Esiste anche una forma farmaceutica chiamata Brufen Analgesico, il cui principio attivo è l’Ibuprofene sale di lisina, che fa anch’esso parte della categoria degli Analgesici FANS. Brufen Analgesico può essere prescritto con Ricetta OTC - medicinali non soggetti a prescrizione medica da banco.
 

 

Posologia: come si usa e come agisce?

Per gli adulti e i bambini oltre i 12 anni, il dosaggio abituale è di 600 a 1800 mg suddivisi durante il giorno. Il medico può scegliere di aumentare questo dosaggio a seconda della condizione da trattare, avendo naturalmente attenzione a non eccedere i 2400 mg di principio attivo in un giorno.
  • Compresse da 400 mg: 2 - 4 compresse al giorno a giudizio del medico.
  • Compresse e granulato da 600 mg: 1 - 3 compresse o bustine al giorno a giudizio del medico.
    Le compresse da 600 mg non devono essere somministrate ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Nei casi di grave artrite giovanile il medico aumenta il dosaggio fino a 40 mg / kg in dosi separate.
  • Compresse da 800 mg: Adulti e ragazzi oltre i 12 anni: la dose giornaliera raccomandata di ibuprofene a rilascio prolungato è di due compresse in una dose unica, preferibilmente la sera presto, molto prima di coricarsi a letto. Le compresse dovrebbero essere assunte intere accompagnate da liquidi. In condizioni gravi o acute e solo per un periodo limitato di tempo, la dose giornaliera totale può essere aumentata fino a tre compresse in dosi suddivise.
Immagine di una bambina mentre viene visitata dal medicoNei bambini la dose media giornaliera della sospensione orale è di 20 mg/kg/die, suddivisa in 3-4 somministrazioni. Per un corretto calcolo del dosaggio giornaliero del prodotto, considerare che ad 1 kg di peso corporeo di un bambino corrisponde 1 ml della sospensione orale, pari a 20 mg di ibuprofene (per esempio, per un bambino di 9 kg di peso, somministrare 9 ml di sospensione al giorno, pari a 180 mg di ibuprofene). Per il calcolo della singola dose è necessario suddividere la dose giornaliera in 3-4 somministrazioni. BRUFEN 20 mg/ml sospensione orale non è raccomandato nei bambini di peso inferiore a 7 kg.

La dose massima giornaliera di BRUFEN non deve superare i 1800 mg.
Le compresse (o le bustine di granulato) devono essere assunte a stomaco pieno, per evitare ripercussioni e problemi gastrici. Nel caso l’uso del medicinale sia necessario per più di 3 giorni nei lattanti e bambini di età superiore ai 6 mesi e negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia deve essere consultato il medico. Nei lattanti di età compresa tra 3 e 5 mesi deve essere consultato il medico qualora i sintomi persistano per un periodo superiore alle 24 ore o nel caso di peggioramento della sintomatologia. Assumere BRUFEN compresse con abbondante acqua. Per evitare fastidio orale ed irritazione della gola le compresse devono essere deglutite intere e non devono essere masticate, spezzate, rotte o succhiate.

Assicurarsi che il BRUFEN granulato sia disciolto in abbondante acqua. Con BRUFEN granulato potrebbe verificarsi una transitoria sensazione di bruciore nella bocca o nella gola. In reumatologia, per migliorare la rigidità mattutina, la prima dose orale viene somministrata al risveglio del paziente; le dosi successive possono essere assunte ai pasti.
 

 

Avvertenze e precauzioni

L’uso di BRUFEN è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti e nei soggetti con ipersensibilità all'acido acetilsalicilico o ad altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS).

Le compresse da 800 mg sono controindicate nei bambini al di sotto di 12 anni di età.
L'uso di Brufen in concomitanza di altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 (COX-2), deve essere evitato a causa di un aumento del rischio di ulcerazione o sanguinamento. I farmaci antinfiammatori/antidolorifici come ibuprofene possono essere associati a un modesto aumento del rischio di attacco cardiaco o ictus, specialmente se somministrati in dosi elevate. Non superare la dose raccomandata o la durata del trattamento.

Immagine di un medico mentre discute con la paziente la terapia giusta da seguireE’ importante discutere la terapia con il medico o farmacista prima di prendere BRUFEN in presenza di problemi cardiaci inclusi attacco cardiaco, angina (dolore al petto) o precedenti di attacco cardiaco, intervento di bypass coronarico, malattia arteriosa periferica (scarsa circolazione alle gambe o ai piedi dovuta a restringimento oppure ostruzione delle arterie) oppure qualunque tipo di ictus (incluso “mini-ictus” o “TIA”, attacco ischemico transitorio); pressione alta, diabete, colesterolo alto, storia familiare di malattia cardiaca o ictus, oppure se è un fumatore.

L’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’aspirina a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i due farmaci sono somministrati contemporaneamente. Dopo la somministrazione di singole dosi di 400 mg di ibuprofene assunto 8 ore prima o 30 minuti dopo la somministrazione di aspirina a rilascio immediato (81 mg), si è verificata una diminuzione dell’effetto dell’aspirina sulla formazione di trombossano e sull’aggregazione piastrinica. Anche se non è chiaro quanto questi dati si possono riflettere sulla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'aspirina a basse dosi. Un uso occasionale di ibuprofene non dovrebbe causare alcun effetto clinico rilevante. Come altri FANS, ibuprofene può mascherare i segni di infezione.

Con l’uso prolungato di qualsiasi antidolorifico può verificarsi mal di testa che non deve essere trattato con un incremento del dosaggio del medicinale.
L’assunzione di altri FANS o di alcool in concomitanza con il BRUFEN può determinare un peggioramento degli effetti indesiderati correlati al principio attivo, in particolare quelli che riguardano il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale.

Durante il trattamento con ibuprofene, i tempi di reazione dei pazienti possono essere alterati a causa della possibile insorgenza di effetti indesiderati quali ad esempio cefalea, sonnolenza, vertigini, capogiri, affaticamento e disturbi della vista. Ciò deve essere preso in considerazione quando si richiede una maggiore vigilanza come ad esempio durante la guida di veicoli e l’uso di macchinari. Questo è particolarmente importante durante l’assunzione concomitante di alcol.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

È importante tenere in considerazione che BRUFEN sospensione orale contiene:
  • saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da deficit di sucrasi-isomaltasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale;
  • sorbitolo: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, non devono assumere questo medicinale;
  • colorante giallo arancio (E110): può causare reazioni allergiche;
  • metilparaidrossibenzoato e propilparaidrossibenzoato: possono causare reazioni allergiche, anche ritardate.
 

 

Sovradosaggio

Segni e sintomi di tossicità non sono stati generalmente osservati a dosi inferiori a 100 mg/kg nei bambini o negli adulti. Comunque, in alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo ingestione di ibuprofene a dosi di 400 mg/kg o maggiori. La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene manifesteranno i sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più comunemente riportati comprendono: nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza.

Immagine di una ragazza mentre lavora al computer e si tiene la testa perché sente mal di testaGli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) includono mal di testa, tinnito, vertigini, convulsioni e perdita della coscienza. Raramente sono stati anche riportati nistagmo, acidosi metabolica, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, diarrea e depressione del SNC e dell’apparato respiratorio. Sono stati riportati disorientamento, stato di eccitazione, svenimento e tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia. Nei casi di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale e danno epatico. In casi di avvelenamento grave, è possibile che si verifichi acidosi metabolica. Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di ibuprofene. In caso di sovradosaggio è pertanto indicato un trattamento sintomatico e di supporto. Particolare attenzione è dovuta al controllo della pressione arteriosa, dell’equilibrio acido-base e di eventuali sanguinamenti gastrointestinali. Entro un’ora dall’ingestione di una quantità potenzialmente tossica deve essere considerata la somministrazione di carbone attivo. In alternativa, nell’adulto, entro un’ora dall’ingestione di una overdose potenzialmente pericolosa per la vita deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica. Deve essere assicurata una diuresi adeguata e le funzioni renale ed epatica devono essere strettamente monitorate. Il paziente deve rimanere sotto osservazione per almeno quattro ore successivamente all’ingestione di una quantità di farmaco potenzialmente tossica.

L’eventuale comparsa di convulsioni frequenti o prolungate deve essere trattata con diazepam per via endovenosa. In rapporto alle condizioni cliniche del paziente possono essere necessarie altre misure di supporto.
 
 

Interazioni ed effetti indesiderati

L’ibuprofene (come altri FANS) deve essere assunto con cautela in combinazione con le sostanze elencate di seguito.
  • Corticosteroidi: possono aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale.
  • Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin o l’eparina. In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione.
  • Inibitori della COX-2 e altri FANS: queste sostanze possono causare un aumento del rischio di reazioni avverse a carico del tratto gastrointestinale.
  • Aspirina: la somministrazione concomitante di ibuprofene e aspirina non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati.
  • Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs): possono indurre un aumento del rischio di emorragia gastrointestinale.
  • Farmaci antiipertensivi (betabloccanti, diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell’angiotensina II): i FANS possono ridurre l’effetto dei farmaci antipertensivi ad esempio ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II, beta-bloccanti e diuretici. I diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicità associata ai FANS. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o anziani) la cosomministrazione di un ACE inibitore, di un betabloccante o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della cicloossigenasi può portare ad un ulteriore deterioramento della funzione renale determinando una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono Brufen in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, tale combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.
  • I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante e nei periodi successivi.
  • Fenitoina e Litio: la somministrazione concomitante di ibuprofene e fenitoina o preparazioni di litio può determinare una ridotta eliminazione di questi medicinali con conseguente aumento dei loro livelli plasmatici e possibile raggiungimento della soglia tossica. Qualora tale associazione sia ritenuta necessaria, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di fenitoina e litio allo scopo di adattare la posologia adeguata durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene.
  • Metotrexato: i FANS possono inibire la secrezione tubulare del metotrexato e alcune interazioni metaboliche possono verificarsi con conseguente riduzione della clearance del metotrexato e aumento del rischio di tossicità.
  • Moclobemide: aumenta l'effetto di ibuprofene.
  • Aminoglicosidi : i FANS possono diminuire l’escrezione degli aminoglicosidi aumentandone la tossicità.
  • Glicosidi cardiaci: i FANS possono esacerbare lo scompenso cardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli di glicosidi sierici.
  • Colestiramina: la concomitante somministrazione di ibuprofene e colestiramina può ridurre l’assorbimento dell’ibuprofene a livello del tratto gastrointestinale. Comunque, la rilevanza clinica di tale interazione non è nota.
  • Ciclosporina: la somministrazione concomitante di ciclosporina e di alcuni FANS causa un aumentato rischio di danno renale. Questo effetto non può essere escluso per la combinazione di ciclosporina e ibuprofene.
  • Estratti vegetali: il Ginkgo Biloba può aumentare il rischio di sanguinamento se assunto in associazione ai FANS.
  • Mifepristone: a causa delle proprietà anti-prostaglandiniche dei FANS, il loro utilizzo dopo la somministrazione di mifepristone può teoricamente determinare una diminuzione nell’efficacia del medicinale. L’evidenza limitata suggerisce che la co-somministrazione di FANS e prostaglandine nello stesso giorno non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica del medicinale sull’interruzione di gravidanza.
  • Antibiotici chinolonici: i pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni.
  • Sulfaniluree: i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemico delle sulfaniluree. Nel caso di trattamento simultaneo, si raccomanda il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue.
  • Tacrolimus: la co-somministrazione di FANS e tacrolimus può determinare un aumento del rischio di nefrotossicità.
  • Zidovudina: ci sono evidenze di un aumentato rischio di emartrosi e di ematoma in pazienti emofiliaci HIV positivi in contemporaneo trattamento con Zidovudina ed altri FANS. Si raccomanda un esame ematologico 1-2 settimane dopo l’inizio del trattamento.
  • Ritonavir: può determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei FANS.
  • Probenecid: può rallentare l’escrezione di ibuprofene, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene.
  • Inibitori del CYP2C9 (come voriconazolo o fluconazolo): la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può rallentare l’eliminazione dell’ibuprofene (substrato del CYP2C9) determinando un aumento dell’esposizione all’ibuprofene. In uno studio con voriconazolo e fluconazolo, è stata osservata una aumentata esposizione al S(+)-ibuprofene da approssimativamente l’80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene nei casi di cosomministrazione con inibitori forti del CYP2C9.
  • Alcol, bifosfonati e oxpentifillina (pentoxifylline): possono potenziare gli effetti collaterali gastrointestinali e il rischio di sanguinamento e ulcera.
  • Baclofene: elevata tossicità del baclofene.
 


Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Immagine di un bambino nella pancia della mamma L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, BRUFEN non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.

Se BRUFEN è usato da una donna in attesa di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono:
  • esporre il feto a tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
  • disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;
  • a madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a un possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;
  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
Conseguentemente BRUFEN è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.


Allattamento

Ibuprofene viene escreto nel latte materno: alle dosi terapeutiche durante il trattamento a breve termine il rischio di influenza sul neonato sembra improbabile, mentre in caso di trattamento a lungo termine dovrebbe essere considerato lo svezzamento precoce. I FANS, se possibile, devono essere evitati durante l’allattamento materno.
 

Fertilità

L’uso di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne in attesa di concepimento. Questo effetto è reversibile con la sospensione del trattamento. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che sono oggetto di indagine sulla infertilità, si deve considerare l’interruzione del trattamento con ibuprofene.
 

 

Note (validità, modalità di conservazione, smaltimento)

Compresse e granulato effervescente hanno una validità di 3 anni.
Il granulato effervescente va conservato a temperatura non superiore a 25°C.
La sospensione orale ha una validità di 1 anno, ma di soli 6 mesi dopo la prima apertura. Va conservata a temperatura non superiore a 25°C.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

Domande e Risposte

  1. Il Brufen e l'ibuprofene sono la stessa cosa?
    L’ibuprofene è un analgesico-antinfiammatorio di sintesi, dotato inoltre di spiccata attività antipiretica. Il BRUFEN è una specialità medicinale che contiene ibuprofene come principio attivo.
     
  2. Quando viene utilizzato il Brufen 800?
    BRUFEN 800 può essere utilizzato solo negli adulti e nei ragazzi oltre i 12 anni. Le compresse dovrebbero essere assunte intere accompagnate da liquidi. In condizioni gravi o acute e solo per un periodo limitato di tempo, la dose giornaliera totale può essere aumentata fino a tre compresse in dosi suddivise.
     
  3. Fino a quanti Brufen 400 si possono assumere al giorno?
    In una giornata possono assumere fino a 2 - 4 compresse da 400 mg, a giudizio del medico.
     
  4. Quando è meglio assumere il Brufen?
    Le compresse (o le bustine di granulato) devono essere assunte a stomaco pieno, per evitare ripercussioni e problemi gastrici con abbondante acqua. Per evitare fastidio orale ed irritazione della gola le compresse devono essere deglutite intere e non devono essere masticate, spezzate, rotte o succhiate.
     
  5. Posso assumere OKi e Brufen?
    OKI è un farmaco antiinfiammatorio non steroideo e contiene Ketoprofene sale di lisina, un farmaco dotato di attività antiflogistica, analgesica ed antipiretica. Ketoprofene ed ibuprofene (contenuto nel Brufen) sono entrambi degli inibitori della cicloossigenasi e la loro assunzione concomitante deve essere evitata.
In collaborazione con
Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Dott. Stefano Bellosta, è un Ricercatore Universitario di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica. È docente del corso di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e nel Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico e di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri.
Data di pubblicazione: 02 maggio 2019