Bambini e Mal di Gola: quali sono i rimedi?

Bambini e Mal di Gola: quali sono i rimedi?

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2019

Indice

 

introduzione

Per i bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni, il mal di gola (in termini scientifici faringodinia) è una delle cause più importanti di malessere e assenza dalle lezioni, con ripercussioni rilevanti sia sul rendimento scolastico che sull’equilibrio familiare. 
Proprio per i grandi numeri che questo disturbo aggrega, l’azienda farmaceutica Alfasigma ha recentemente commissionato a SWG la ricerca I bambini e il mal di gola. Questo studio evidenzia come circa un terzo dei bambini figli del campione dei 1.000 genitori di età compresa fra i 25 e i 55 anni intervistati soffre di mal di gola durante il periodo freddo dell’anno, in particolare in autunno. Ognuno di questi ragazzi perde fino a un mese di scuola in totale; il 13% ne soffre almeno una volta al mese.
Il mal di gola è anche causa di nervosismo e irritabilità, perché rende difficile l’alimentazione, impedisce al bambino di parlare normalmente e di addormentarsi con facilità.

L’ACQUA: UN ELEMENTO CHE ASSICURA IGIENE E IDRATAZIONE

fotografia che raffigura una donna nell'atto di bere l'acquaNon è immediata la comprensione della relazione che lega la protezione dalle infezioni della gola all’acqua. Tuttavia, questo elemento gioca un ruolo duplice e di grande impatto sulla possibilità di contrarre un’infezione e sui tempi e le modalità di guarigione. 
In primo luogo, da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ammonisce riguardo l’importanza della corretta e frequente detersione delle mani per ridurre il rischio di contagio da infezioni di diverso tipo. It’s in your hands, è lo slogan della campagna che promuove questa semplice ed economica forma di prevenzione, in grado di salvare molte vite e di contenere significativamente la spesa sanitaria. Una delle conseguenze più temibili delle infezioni, quando trascurate o causate da batteri resistenti agli antibiotici, è la sepsi, condizione che affligge circa 30 milioni di persone al mondo ogni anno. 

Le infezioni della gola che comunemente siamo abituati a gestire sono circostanze transitorie e assolutamente benigne. Ma, in casi particolari e in individui particolarmente indeboliti, possono degenerare e causare la formazione di raccolte di pus a livello tonsillare (ascessi peritonsillari) che necessitano di drenaggio chirurgico. Le complicazioni delle infezioni sono connesse anche alla progressiva inefficacia di molti degli antibiotici un tempo potenti e oggi trasformatisi in armi spuntate. 
In seconda battuta, come sottolineano studi effettuati presso prestigiose università, per mantenere la gola sana è fondamentale:
  • Idratarsi adeguatamente: la corretta assunzione di acqua mantiene efficienti i sistemi di difesa esercitati dalla mucosa della gola, che agisce fisiologicamente come un foglio adesivo sul quale i microorganismi si attaccano rimanendo intrappolati e mantenendo protetti i polmoni dalla loro aggressione. La contaminazione delle basse vie respiratorie (bronchi e polmoni) è infatti l’evenienza peggiore in caso di infezioni che colpiscono la gola.
    La corretta idratazione può essere mantenuta attraverso l’assunzione di acqua e tisane in misura pari a circa 8 bicchieri al giorno. Quando le membrane non sono adeguatamente idratate si seccano, perdendo adesività. È importante non scegliere bevande gassate o succhi di frutta. Per l’elevato contenuto in zucchero che le caratterizza, queste bevande agiscono causando uno stato di osmosi che irrita e disidrata le mucose, risultando in tal modo controproducenti. Senza considerare le ripercussioni sul metabolismo;
  • Sostare in ambienti a temperatura e umidità corrette: le abitudini generali riguardo la gestione dei riscaldamenti portano la maggior parte delle abitazioni e degli ambienti di lavoro ad avere, durante la stagione invernale, un’aria troppo calda e troppo secca. Questo fattore può innescare disturbi delle vie respiratorie (non solo della gola), con conseguenze particolarmente pesanti, ad esempio, per i bambini che soffrono di asma: l’aria calda, infatti, modifica la mucosa che riveste la parete bronchiale, che va incontro a irritazione e può scatenare, in tal modo, la crisi asmatica.
    In realtà, anche se l’ambiente domestico non ci sembra sufficientemente caldo, la temperatura non dovrebbe superare i 22 gradi e, se l’aria è percepita secca, sarebbe corretto utilizzare degli umidificatori. Stando però attenti a non creare ambienti caldo-umidi simili a serre: la presenza di un tasso di umidità pari a 60-70% favorisce, infatti, la proliferazione di microrganismi, muffe e acari della polvere, agenti allergenici per i pazienti. Normalmente l’atmosfera migliore viene raggiunta creando un continuo ricircolo d’aria, che permette di mantenere le condizioni ottimali.
    È importante che, laddove il riscaldamento sia garantito da impianti di condizionamento, le macchine preposte siano soggette a regolare manutenzione, al fine di mantenere puliti i filtri ed evitare contaminazioni microorganiche.
    Sfatiamo, in maniera poco poetica, anche una delle convinzioni più diffuse: trascorrere pomeriggi davanti al caminetto non giova alle vie respiratorie. La legna che arde emette un particolato simile a quello prodotto dall’inquinamento cittadino, irritante per le vie respiratorie. Se avete mal di gola, state lontani dal fuoco del caminetto. 
  • Fare gargarismi con acqua e sale: sciogliere mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua bollita e intiepidita; questo rimedio è consigliabile agli adulti, ma non ai bambini
  • Masticare del ghiaccio: come ricorda l’NHS (il Servizio Sanitario del Regno Unito), il mal di gola incide pesantemente sul numero di prescrizioni inappropriate di antibiotici (per un quarto in UK). Talvolta può essere difficile distinguere un mal di gola causato da infezione virale da uno legato, invece, alla colonizzazione da streptococco.
    Mentre nel secondo caso l’antibiotico è la prescrizione corretta, nel primo (che rappresenta il 70% circa di tutti i casi di mal di gola) non è assolutamente utile a sconfiggere il batterio.
    Non solo: può addirittura rallentare la guarigione, oltre ad aggiungere pericolosità alla minaccia dell’antibiotico resistenza. Nel dubbio, è importante non ricorrere all’antibiotico di propria iniziativa, ma sentire il parere di un medico, che può consigliare l’esecuzione di un test per il riconoscimento della causa di infezione, ovvero la distinzione fra batterio e virus, il tampone orofaringeo.
    Ricordiamo che la sintomatologia da virus di tipo para-influenzale rappresenta un cosiddetto “disturbo non differibile”, che permette di recarsi dal medico di base per una visita anche senza appuntamento.
Consulta le strutture sanitarie che effettuano l'esame colturale Streptococcus pyogenes nel tampone orofaringeo:
Dove effettuare Streptococcus pyogenes nel tampone orofaringeo esame colturale?

MAL DI GOLA NEI BAMBINI: ALTRI CONSIGLI UTILI

Secondo la survey SWG-Alfasigma sono ancora pochi i genitori a conoscenza dell’importanza di far lavare le mani ai propri figli, farli bere a sufficienza e cercare di mantenere un giusto grado di umidità nella loro camera. Solo il 12% dei genitori intervistati ritiene che ci possa essere un legame fra il mal di gola e la permanenza in un ambiente tropo secco. 

Non è superfluo ricordare che il fumo da sigaretta aggredisce la mucosa respiratoria (a tutti i livelli), causando effetti nel breve e nel lungo periodo. Nell’immediato agisce come irritante e, nel tempo, ha effetto cancerogeno. Il fumo da sigaretta è uno dei cancerogeni accertati ed è messo in relazione in particolare con l’insorgenza del tumore del polmone, del cavo orale e della gola. È importante non fumare nell’ambiente domestico, per non causare irritazione alle vie respiratorie dei più piccoli e aumentare il rischio di eventuali attacchi d’asma nei soggetti predisposti.
La copresenza di reflusso gastroesofageo può innescare mal di gola attraverso l’azione irritante sulle mucose prodotta dalla risalita di vapori acidi provenienti dallo stomaco. L’esposizione della mucosa a questo stimolo può anche, nel lungo periodo, ridurre i fattori di protezione locali, determinando un aumento del rischio di infezione. Per queste e altre, ragioni, è consigliabile farsi seguire da un gastroenterologo nel monitoraggio del disturbo.
La vaccinazione antinfluenzale non è specifica per il mal di gola, ma protegge da una delle infezioni virali più rischiose, che può causare anche mal di gola, oltre a sintomi quali febbre, brividi, cefalea, dolori muscolari e inappetenza. 
Un mito da sfatare è quello degli sbalzi di temperatura: anche se è consigliabile ripararsi dalle escursioni termiche, che mettono a dura prova la resistenza della mucosa della gola, non è tanto il freddo ad aumentare il rischio di contagio, quanto piuttosto il fatto che nella stagione fredda soggiorniamo, per questioni professionali o di istruzione, in locali affollati e iper riscaldati. La permanenza in stanze affollate nelle quali l’aria ristagna e la temperatura è elevata rende più facile la proliferazione batterica e il passaggio dei microrganismi da un ospite all’altro.

Fotografia che raffigura frullati di fruttaAnche l’alimentazione può aiutare, sia a scopo preventivo che curativo (inteso come abbreviamento dei tempi di guarigione e riduzione dell’intensità dei sintomi). È importante non fare mai mancare in tavola abbondanti porzioni di frutta e verdura. Se il dolore alla gola è molto intenso il piccolo potrebbe rifiutare il cibo: è importante offrirgli cibi morbidi, quali yogurt, gelati o formaggi freschi, frullati di frutta. Il classico latte e miele può dare sollievo, ma non deve essere molto caldo, per non irritare la gola già infiammata.
Può essere utile (in casi particolari) assumere integratori ricchi di vitamina C e B e di sali minerali come zinco e selenio. Nel caso di individui particolarmente indeboliti o bambini che durante l’inverno si ammalano spesso, è possibile supportarli attraverso la somministrazione di probiotici (che riequilibrano la flora intestinale potenziando le difese) e immunostimolanti, che sostengono la reazione del sistema immunitario nei confronti degli attacchi virali. 

Se sono presenti anche segni di raffreddore (naso che cola, lacrimazione pronunciata dell’occhio) occorre tenere il nasino del piccolo il più pulito possibile, effettuando lavaggi nasali frequenti con soluzione fisiologica.
Anche l’abitudine di coprire eccessivamente i bambini durante la stagione fredda può essere controproducente, perché un abbigliamento troppo pesante può farli sudare, esponendoli a rischio di abbassamento repentino della temperatura della superficie corporea in caso di sbalzo termico. Meglio vestirli a strati in modo che possano adattare il proprio abbigliamento alla temperatura dell’ambiente in cui si trovano.
Il rientro in comunità (a scuola o all’asilo) deve avvenire quando il piccolo si è pienamente ripreso, per due ragioni. In primo luogo, perché la convalescenza comporta uno stato di indebolimento immunitario che può esporre al rischio di ricontagio o recidiva della stessa patologia. In secondo luogo, per evitare di disseminare il microrganismo nell’ambiente scolastico. 

Consulta i centri che ci hanno dichiarato di essere specializzati in Tumori del cavo orale:
Centri specializzati in Tumori del cavo orale

QUANDO SONO NECESSARI I FARMACI

Quando i rimedi tradizionali non riescono ad arginare l’infiammazione e il mal di gola persiste o addirittura aumenta di intensità può essere necessario ricorrere all’assunzione di medicinali di automedicazione. Ed è proprio nei casi in cui l’autocura diventa un punto fondamentale della terapia che è necessario che il paziente si informi e si responsabilizzi sul tipo di farmaco che sta assumendo, sulle circostanze nelle quali è indicato e sui suoi possibili effetti collaterali.

Una delle molecole più efficaci per trattare il mal di gola è l’ibuprofene, il principio attivo più raccomandato negli adulti secondo alcune linee guida, fra cui quelle della European Society for Clinicial Microbiology and Infectious Diseases. Trattandosi di un sintomo che afferisce quasi sempre a patologie o disturbi di tipo infiammatorio, è utile assumere un antinfiammatorio generico come questo FANS, che è fra quelli più tollerati.
Una delle eccezioni è rappresentata dalle donne in gravidanza, per le quali l’assunzione di ibuprofene è sconsigliata. 
Insieme all’ibuprofene, un’altra sostanza contenuta in numerosi farmaci da banco contro il mal di gola è il paracetamolo, un antidolorifico efficace e sicuro, che agisce anche come antipiretico (quindi può essere particolarmente utile in presenza di febbre). Il paracetamolo non ha particolari controindicazioni e può essere somministrato a varie tipologie di pazienti, anche in gravidanza (sempre dopo consulto medico). 

Fotografia che raffigura bambino con aerosolNel caso dei bambini è sconsigliato l’uso dell’acido acetilsalicico. I più piccoli non sono adulti in miniatura: pertanto, non è possibile far loro assumere gli stessi farmaci abitualmente usati dagli adulti semplicemente a dosi minori. È importante ricordare che, negli ultimi anni, si sono verificati numerosi casi di reazione avversa a farmaco nei bambini dovuta proprio all’incauta somministrazione di medicinali di uso comune. In caso di dubbi, è sempre bene consultare il farmacista o il pediatra.

Da sconfessare la convinzione diffusa che gli aerosol siano utili per combattere il mal di gola e, in generale, le infiammazioni delle alte vie respiratorie (raffreddore, tosse “di gola”). Gli studi scientifici hanno dimostrato che l’aerosolterapia veicola particelle di calibro così piccolo da non essere filtrabili dalle prime vie respiratorie (naso, gola). Esse, infatti, si fermano solo nei bronchi più stretti (i cosiddetti bronchioli). Questa caratteristica rende l’aerosol adatto al trattamento di bronchiti e bronchioliti, polmoniti


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Centri di riferimento per Brionchiolite obliterante con difetto polmonare ostruttivo

IL PARERE DELL’ESPERTO

Per fornire ai genitori consigli utili a interpretare il mal di gola e capire come gestire l’automedicazione e quando ricorrere alla consulenza del medico, abbiamo intervistato il dottor Paolo Petrone, Dirigente Medico ORL, Ospedale San Giacomo di Monopoli (Bari).


Dottor Petrone, alla luce della minaccia dell’antibiotico resistenza e del conseguente rafforzamento del concetto di appropriatezza prescrittiva, nel trattamento del mal di gola secondo Lei avranno sempre maggiore importanza i farmaci da banco?

Ritengo di sì. Tutti i prodotti per l’automedicazione, che quindi non hanno effetto antibatterico ma sintomatico, sono i primi farmaci che devono essere utilizzati dal paziente, naturalmente dietro consiglio del farmacista o del medico curante oppure del pediatra o anche dello specialista. 
In una prima fase è fondamentale iniziare con i cosiddetti rimedi della nonna.
Fotografia che raffigura una brocca di acqua e limoneMiscele di acqua e sale oppure acqua e limone hanno potere antisettico e possono contribuire a risolvere l’infezione. Anche masticare ghiaccio può avere un’azione refrigerante a livello della gola attraverso un meccanismo di vasocostrizione.
Un altro prodotto che può aiutare quando si ha mal di gola è il miele, anche sciolto nel latte: un po’ come recitano i consigli delle nonne e che, sembrerà paradossale, hanno un valore scientifico. Certo, queste soluzioni non hanno l’efficacia di farmaci più potenti come i medicinali sintomatici, però possono essere utili nel trattare la prima fase dell’infezione.
In una seconda fase, invece, se il dolore alla gola non passa, dovremo necessariamente passare ai farmaci sintomatici, ossia medicinali antipiretici e antinfiammatori. Nel caso in cui l’infezione alle vie respiratorie che ha determinato l’insorgenza del mal di gola sia dovuta a un virus, questi farmaci sono sufficienti a lenire la sintomatologia, nell’attesa che l’infezione faccia il suo corso e si risolva. Sappiamo infatti, che se l’infezione è dovuta a un virus, l’antibiotico non serve a nulla.
In tutto questo emerge come fondamentale il ruolo del medico che, se appura che il paziente non sta regredendo nella sua sintomatologia ma mantiene le manifestazioni (e in particolare la febbre alta) per più giorni, dovrà intervenire con la prescrizione di antibiotici. Ma questo può avvenire solo in un terzo step. A questo punto l’assunzione dell’antibiotico dovrà essere portata avanti per modalità e tempi stabiliti dal medico. 
Intorno a questo tema ci sono diversi punti sui quali riflettere, primo fra tutti l’utilizzo degli antibiotici in maniera inappropriata. Talvolta i pazienti decidono autonomamente di assumere antibiotici sulla base del fatto che ricordano di avere nell’armadietto dei medicinali qualche compressa di antibiotico avanzata da una precedente terapia. Un errore che non deve essere commesso.
È invece possibile prendere del paracetamolo per abbassare la febbre, se questa è elevata e l’ibuprofene come antinfiammatorio nel momento opportuno.


Le ultime linee guida NICE precisano che, anche in presenza di placche, non è detto che si debba ricorrere all’antibiotico, che deve essere prescritto solo in casi particolari. Quali sono le manifestazioni del bambino che esprimono la necessità di un consulto medico?

Il primo aspetto è certamente collegato all’iperpiressia, la febbre alta: se, dopo due-tre giorni, non accenna a scendere e la situazione generale a migliorare, la sua sintomatologia deve essere presa in considerazione dal medico. Le linee guida delle società internazionali di Pediatria prendono in considerazione alcune patologie delle alte vie respiratorie solo dopo un periodo di vigile attesa, che può andare dalle 48 alle 72 ore. In questo è fondamentale il ruolo del pediatra, che è lo specialista più vicino alla famiglia.
In questa fase quale possono manifestarsi, oltre al mal di gola, febbre e difficoltà a deglutire (che penalizzano la possibilità del piccolo di alimentarsi adeguatamente), malessere generale importante e astenia. Tutti questi aspetti devono essere valutati dal pediatra nell’ottica dell’eventuale prescrizione della terapia antibiotica. 


I bambini che indossano apparecchi ortodontici sono più soggetti al mal di gola e alle infezioni del cavo orale?

L’apparecchio ortodontico trattiene molte impurità, ma questo non significa che sia responsabile di un maggior rischio di infezioni. Questo per una semplice ragione: il cavo orale è comunque per natura popolato da batteri.
L’obiettivo è certamente quello di operare una manutenzione e un’igiene scrupolosa, accurata dell’apparecchio, ma per una serie di ragioni non specificamente correlate all’aumento del rischio di infezioni.

SE LA GOLA FA STORIE

I numeri emersi dallo studio SWG evidenziano la necessità di informazione scientificamente corretta, che orienti i genitori nel trattamento dei piccoli, nella responsabilizzazione nei confronti della cura dei sintomi più banali, che non richiedono l’intervento del medico.
Proprio per promuovere la corretta informazione, Alfasigma ha supportato la produzione di una collana di racconti intitolata Quando la gola fa storie e illustrata da Martina Messori, presentata in occasione dell’ottava edizione di BookCity Milano. 
Un viaggio alla scoperta delle mille circostanze quotidiane in cui usiamo la gola, della quale ci accorgiamo solo quando ci crea disturbo.

DOMANDE E RISPOSTE

Fotografia che raffigura un medico nell'atto di visitare la gola di una bambinaCOSA SI PUÒ DARE A UN BAMBINO CHE HA MAL DI GOLA?
Il bambino che ha mal di gola può beneficiare di uno dei rimedi tradizionali per questo disturbo. Ottimo latte e miele, dall’effetto emolliente (da prendere tiepido), da non sottovalutare anche l’effetto del ghiaccio tritato (per i più grandi) o dei ghiaccioli (per i più piccoli), che riducono l’infiammazione della mucosa della gola. In una fase secondaria, se il dolore non passa, è possibile ricorrere, dietro consiglio del farmacista o del pediatra, ai farmaci di automedicazione. Nel caso dei piccoli, i principi attivi somministrabili sono il paracetamolo (antidolorifico che ha anche effetto antipiretico ed è quindi indicato se il bambino ha anche febbre) e ibuprofene (un medicinale appartenente alla categoria dei FANS di uso generico e indicato per il mal di gola). Se la sintomatologia si intensifica e non accenna a migliorare, occorre rivolgersi al medico, il quale valuterà la necessità di effettuare un tampone orofaringeo o di somministrare al piccolo l’antibiotico.

QUANDO BISOGNA CONSULTARE UN MEDICO PER I BAMBINI CON IL MAL DI GOLA?
Il piccolo deve essere portato dal medico se la febbre è molto alta e non accenna a scendere, se manifesta malessere accentuato e inappetenza, se, trascorso un periodo di vigile attesa (da 48 a 72 ore), i suoi sintomi non migliorano.

COSA FA PASSARE IL MAL DI GOLA VELOCEMENTE?
Avere fretta di risolvere un disturbo può avere conseguenze deleterie, perché può spingere all’assunzione di farmaci non indicati. Le infezioni virali devono fare il loro corso, un andamento che non è possibile accelerare. È invece possibile attenuare la sintomatologia e facilitare la ripresa osservando corrette abitudini alimentari, idratandosi correttamente, stazionando in ambienti caratterizzati da una temperatura massima pari a 22 gradi e opportunamente umidificati.

COME POSSO SAPERE SE MIO FIGLIO HA LO STREPTOCOCCO?
I sintomi di un’infezione virale sono abbastanza simili a quelli di una batterica, con alcuni distinguo. Tuttavia, è possibile eseguire una diagnosi differenziata solo nel corso della visita medica e, nel caso sia necessario, dopo l’effettuazione di un tampone orofaringeo. 

IL MAL DI GOLA PUÒ CAUSARE FEBBRE?
Il mal di gola riconosce sempre una causa. Nel caso in cui questa sia microorganica (da virus o batterio), può causare anche febbre.

 
In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.
Data di pubblicazione: 19 dicembre 2019