Ansia: che cos'è e quando preoccuparsi? Cause e Rimedi

Ansia: che cos'è e quando preoccuparsi? Cause e Rimedi

Benessere

Ultimo aggiornamento: 02 ottobre 2019

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Ha paradossalmente superato la depressione nelle ricerche online. Dal 2014 gli italiani hanno cercato sul web più informazioni con la parola chiave ansia, rispetto a depressione. Anche se, come riporta Psicoadvisor, la parola ansia è digitata sui motori di ricerca 27.200 volte al mese e depressione 49.500 volte (stime SemRush), analizzano tutti i termini delle ricerche affini (query) ne risultano solo 13.043 per la depressione e ben 19.654 per l’ansia (stime SeoZoom), per cui si può affermare che il disagio psicologico più sentito o comunque più ricercato dagli italiani è l’ansia e non la depressione.
Spopolano sul web ricerche per parole come “ansia sociale”, “curare l’ansia”, “ansia sintomi”, “ansia da lavoro”, “ansia da prestazione”, “attacchi d’ansia” (Google Trends). I disturbi ansiosi, spesso associati alla depressione, interessano il 7% della popolazione con più di 14 anni (3,7 milioni di italiani), come riportano i dati Istat del 2018.

Un recente sondaggio europeo rivela che il problema è molto diffuso, tanto che in un campione di 700 italiani tra i 19 e 60 anni, il 79% ha avuto un disturbo d’ansia nel mese in cui è stato fatto il rilevamento. Inoltre, il 73% si percepisce come una persona apprensiva che si preoccupa facilmente anche per piccole cose/situazioni e il 91% trova molto difficile rilassarsi. Il problema interessa il 30,5% nelle donne e il 19,2% negli uomini.

Che cos'è l'ansia?

L'ansia è la risposta naturale del corpo allo stress. È un sentimento di paura o apprensione per ciò che verrà. Il sentimento nervoso prima di un importante evento della vita durante una situazione difficile è un'eco naturale della reazione originale di "lotta o fuga" innescato da una scarica di adrenalina. Si tratta di un’emozione normale messa a punto dall’organismo come meccanismo di allarme per evitare dei pericoli che direttamente o indirettamente minacciano la sopravvivenza. Nel tempo, il concetto di minaccia si è dilatato, tanto che attualmente a scatenare l’ansia non sono serpenti velenosi o lupi mannari. Le ansie ora ruotano intorno alla salute, al lavoro, al denaro, alla vita familiare e ad altre questioni cruciali. Qualunque evento o situazione, anche in prospettiva, che sia avvertita come minaccia, dalla perdita del lavoro, all’esito di un esame, può scatenare un malessere ansioso. Quando questa sensazione si presenta con una certa regolarità e con livelli sproporzionati rispetto allo stimolo, si può sviluppare un problema in grado di compromettere la qualità della vita a livello psichico e fisico.

Sintomi

insonniaL'ansia può presentarsi all'improvviso, come nel panico, oppure gradualmente, nel corso di diversi minuti, ore o giorni. Può durare da pochi secondi ad anni, sebbene una durata maggiore è più caratteristica dei disturbi d'ansia. L'ansia è percepita in modo diverso, a seconda della persona che la vive. I sentimenti possono variare da farfalle nello stomaco a un cuore che batte troppo forte (tachicardia). Il disagio è dovuto al fatto che ci si sente fuori controllo, come se ci fosse una disconnessione tra mente e corpo. La persona ha una sensazione generale di paura e preoccupazione, oppure teme un luogo o un evento specifico. 

I sintomi generali dell'ansia sono rappresentati da: senso di paura e di pericolo imminente; paura di morire o di perdere il controllo; tensione generale; incapacità di rilassarsi; apprensione; ipervigilanza; inquietudine.

I sintomi psicologici dell'ansia sono: preoccupazioni eccessive per questioni secondarie; tendenza al catastrofismo; irritabilità e impazienza; difficoltà a concentrarsi e scarsa attenzione; sensazione di perdita della propria personalità e del senso della realtà; disturbi della memoria; disturbi del sonno.

I sintomi neurovegetativi sono rappresentati da: difficoltà alla respirazione, senso di oppressione toracica, fame d'aria (dispnea), respirazione accelerata (iperpnea); dolore toracico; stordimento, vertigini, sensazione di instabilità e mancato equilibrio, svenimento imminente (lipotimia); formicolio a parti del corpo; vampate di calore o di freddo; sensazione di soffocamento, difficoltà alla deglutizione, sensazione di "nodo in gola"; bocca secca; battito cardiaco accelerato o non regolare (aritmico); sudorazione eccessiva; senso di debolezza e stanchezza (specialmente agli arti inferiori); tremori; minzione (urinare) frequente; diarrea; tensione muscolare. Gli attacchi di ansia possono variare notevolmente e i sintomi possono differire da soggetto a soggetto perché i molti sintomi dell'ansia possono cambiare nel tempo.

Ansia e depressione

Un attacco di panico e un attacco di ansia hanno dei sintomi in comune, ma sono problemi diversi. I disturbi d'ansia possono essere talmente stressanti e dirompenti da portare alla depressione. In alternativa, il disturbo d'ansia e un disturbo depressivo possono coesistere o la depressione può insorgere per prima, mentre i segni e sintomi del disturbo d'ansia si possono manifestare successivamente. L'ansia patologica, oltre a essere un disturbo a sé stante, accompagna molte malattie, soprattutto quelle psichiatriche: demenza, schizofrenia, depressione e mania, disturbi sessuali, di personalità e dell'adattamento.

Quando l'ansia ha bisogno di cure?

L'ansia normale, fisiologica o d'allarme, è uno stato di tensione psicologica e fisica che implica un'attivazione generalizzata di tutte le risorse per reagire a uno stimolo realmente esistente, spesso ben conosciuto, rappresentato da condizioni difficili e inusuali o percepite come tali.

L'ansia è invece patologica quando interferisce con il benessere psico-fisico. È caratterizzata da uno stato d'incertezza rispetto al futuro, con la prevalenza di sentimenti spiacevoli. Il disturbo si caratterizza per la presenza di sentimenti di ansia forti, che durano per mesi e che interferiscono con la qualità della vita. Tale condizione può essere dovuta a un problema relativo a futuro imminente, oppure alla possibilità di eventi più o meno lontani. Spesso l’ansia accompagna altri problemi psicologici e psichiatrici, nonché i conflitti irrisolti della persona che ne soffre. L’intensità può provocare una sofferenza insopportabile o determinare comportamenti di difesa che limitano la qualità della vita dato che, per scacciare il disturbo, si limitano le uscite di casa o si mettono in atto rituali di vario tipo con l’intento di avere il controllo della situazione. 

Disturbi d'ansia 

I disturbi d'ansia sono la forma più comune di disturbo emotivo e possono colpire chiunque a qualsiasi età. La durata o la gravità di un sentimento ansioso, ha ricaduta anche sul piano fisico e può essere sproporzionata rispetto al fattore scatenante originale o allo stress. L’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi di salute mentale (DSM-V), testo di riferimento a livello internazionale, classifica i disturbi d'ansia in diversi tipi principali. Nelle precedenti edizioni di DSM, i disturbi d'ansia includevano l’ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) oltre a quello da stress acuto. La quinta edizione non inserisce più queste condizioni sotto l’ombrello dei disturbi d'ansia che sono classificati in: disturbo d’ansia generalizzato, attacchi di panico e disturbo da panico, disturbi fobici specifici.

Disturbo d'ansia generalizzato. Si tratta di un disturbo cronico che comporta ansia eccessiva e preoccupazione prolungata per eventi, oggetti e situazioni di vita non specifici. Questo è il disturbo d'ansia più comune e le persone che ne soffrono non sono sempre in grado di identificare la causa della loro ansia. 

Attacco di panico. Un’intensa sensazione di terrore per periodi brevi o improvvisi caratterizza l’attacco di panico che si manifesta con tremori, confusione, vertigini, nausea e difficoltà a respirare. I sintomi si intensificano rapidamente, raggiungendo il picco dopo 10 minuti, ma possono persistere per ore. I disturbi di panico sono un’esperienza sconvolgente e di solito si verificano dopo situazioni spaventose o stress prolungato, ma possono anche verificarsi senza un innesco. Un individuo che subisce un attacco di panico può interpretarlo erroneamente come una malattia potenzialmente letale dato che il sintomo più riportato è il “sentirsi morire” e può apportare cambiamenti drastici nel comportamento per evitare attacchi futuri.

Fobia specifica. È una paura irrazionale nei riguardi di un particolare oggetto o situazione. Le fobie si differenziano dagli altri disturbi d'ansia perché hanno una causa specifica e nota. Una persona con una fobia potrebbe riconoscere una paura come illogica o estrema ma rimanere incapace di controllare i sentimenti di ansia in sua presenza. I fattori scatenanti di una fobia sono ambienti (aereo/ascensore), animali (ragni, topi, cani) oppure oggetti di uso quotidiano.

Agorafobia. Spesso fraintesa come una paura degli spazi aperti e all'aperto, è invece il disturbo di chi ha paura, quindi evita, luoghi, eventi o situazioni da cui può essere difficile fuggire o in cui un aiuto non sarebbe disponibile se una persona rimanesse intrappolata. Una persona con agorafobia può avere paura di uscire di casa o di usare ascensori e mezzi pubblici.

Disturbo d'ansia sociale o fobia sociale. Si tratta della paura del giudizio negativo da parte di altri in situazioni sociali o di imbarazzo pubblico. Il disturbo d'ansia sociale comprende una serie di sentimenti, come la paura del palcoscenico, la paura dell'intimità e l'ansia per l'umiliazione e il rifiuto. Questo disturbo può indurre le persone a evitare situazioni pubbliche e il contatto umano al punto da rendere estremamente difficile lo svolgimento delle normali attività giornaliere. Il mutismo selettivo è una forma di ansia che si manifesta tipicamente nei bambini che non sono in grado di parlare in determinati luoghi o contesti, come la scuola, anche se possono avere eccellenti capacità di comunicazione verbale quando sono in un contesto a loro familiare. Potrebbe essere una forma estrema di fobia sociale.

Disturbo d'ansia da separazione. Dopo la separazione da una persona o da un luogo in grado di trasmettere sentimenti di sicurezza, alcune persone possono manifestare un disturbo d'ansia con i sintomi simili all’attacco di panico.

Nel caso di un disturbo d'ansia, la sensazione di paura può essere sempre presente in modo talmente intenso da risultare debilitante: può far smettere di fare cose che piacciono (andare a un concerto ad esempio) e, in casi estremi, non prendere l’ascensore, impedire di attraversare la strada o addirittura di uscire di casa. Se non trattata, l'ansia tende a peggiorare.

Le cause

Le cause esatte dei disturbi d'ansia non sono note. Come riporta il National Institute of Mental Health americano, i dati disponibili mostrano che all’origine del disturbo ci sono cause genetiche e ambientali (stile di vita, stress, alimentazione). 

Fattori genetici. L’ansia tende a essere familiare, dato che studi su gemelli indicano il coinvolgimento del gene RBFOX1. In parte, però, il problema può insorgere vivendo a contatto con persone ansiose. È noto inoltre il coinvolgimento dell’amigdala, una piccola struttura nel profondo del cervello che elabora la minaccia e allerta il cervello quando ci sono segni di pericolo. Sembra avere un ruolo nei disturbi d'ansia che coinvolgono la paura di cose specifiche, come gatti, api o annegamento. 

Ambiente. Un disturbo d’ansia può essere scatenato da stress ambientali, come la rottura di un rapporto importante o l’esposizione a un disastro in cui la vita è messa a rischio. Quando la risposta agli stress è inadeguata o si è sopraffatti dagli eventi come ad esempio parlare in pubblico, può insorgere un disturbo d’ansia. 

Problemi di salute. Ci sono malattie che possono indurre ansia. Comprendono: le cardiopatie, come l’insufficienza cardiaca e le aritmie cardiache; patologie ormonali (endocrine), come una ghiandola surrenale iperattiva (iperadrenocorticocismo), la tiroide iperattiva (ipertiroidismo) oppure un tumore che secerne ormoni, detto feocromocitoma; patologie polmonari (respiratorie), come l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Anche la febbre può causare ansia. I disturbi d'ansia si verificano spesso insieme ad altre condizioni di salute mentale, come l'abuso di sostanze e la depressione. Molte persone cercano di alleviare i sintomi dell'ansia assumendo alcol o altre droghe. Sostanze come l’alcol, la nicotina, la caffeina e altri farmaci possono dare un brevissimo miglioramento dei sintomi, ma in realtà peggiorano il disturbo d'ansia.

Fattori biologici. Secondo alcuni studi sul cervello, l'ansia sarebbe causata da alterazioni della quantità prodotta di alcuni neurotrasmettitori, come per esempio un'eccessiva produzione di noradrenalina (l'ormone dello stress) e una ridotta produzione di serotonina (che regola il benessere) e di GABA (che è un neurotrasmettitore inibitorio).

Farmaci. Possono causare ansia: corticosteroidi, cocaina, amfetamine e perfino la caffeina. L’astinenza da alcol o sedativi, come le benzodiazepine (usate per i disturbi d’ansia), può indurre ansia e altri sintomi, come l’insonnia e l’irrequietezza.

Trauma. L’essere vittima di un trauma (un abuso sessuale o aver vissuto in scenari di guerra), essere vicino a qualcuno che è vittima di un’esperienza traumatica o assistere a qualcosa di traumatico, sono tutte condizioni che possono favorire l’ansia. Non a caso l'ippocampo, una regione del cervello che è coinvolta nella memorizzazione di ricordi di eventi minacciosi, è più piccola nei soggetti che hanno subito abusi o trauma.

Genere. Le donne hanno il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di avere un disturbo d'ansia generalizzato e altre condizioni correlate.

Diagnosi

Stabilire quando l’ansia diventa una patologia non è semplice. La capacità dei pazienti di tollerarla è variabile e può essere difficile stabilire le cause della forma patologica. Nella valutazione della gravità si considera se: l’ansia è causa di malessere; interferisce con le normali funzionalità; non si arresta nel giro di pochi giorni. Per controllare se l’ansia è secondaria ad altre patologie, possono essere utili degli esami, anche solo quelli del sangue.

Trattamento

È importante formulare una diagnosi accurata, poiché il trattamento varia in base ai diversi tipi di ansia. Inoltre, i disturbi d’ansia devono essere distinti dall’ansia che si manifesta in molte altre malattie mentali, per la quale si adottano altri approcci terapeutici. Se la causa è una patologia fisica o una sostanza psicoattiva, i medici tendono a intervenire sulla causa piuttosto che a trattarne i sintomi. L’ansia dovrebbe attenuarsi dopo il trattamento della patologia fisica o dopo un tempo sufficiente perché i sintomi di astinenza dovuti alla sospensione di una sostanza si riducano di intensità.

Se l’ansia persiste, si ricorre ai farmaci ansiolitici o alla psicoterapia (come la terapia comportamentale). In monoterapia o in associazione, possono alleviare notevolmente il malessere e il disturbo nella maggior parte dei pazienti. Le terapie specifiche dipendono dal tipo di disturbo ansioso diagnosticato. Le medicine che potrebbero controllare alcuni dei sintomi fisici e mentali includono antidepressivi (utili anche se impiegati di solito per la depressione), benzodiazepine (che però possono dare dipendenza) e beta-bloccanti. Per una persona con malattia in fase terminale, risultano spesso efficaci gli antidolorifici (analgesici), come la morfina.

Prevenzione

Esistono diversi esercizi e azioni per aiutare una persona a far fronte a disturbi d'ansia più lievi, più mirati o di breve durata, tra cui:

Gestione dello stress. Può limitare l’effetto di potenziali fattori scatenanti. Organizzare la giornata facendo una lista delle attività può aiutare a controllare la situazione e a trovare del tempo libero dallo studio o dal lavoro per rilassarsi e incontrare persone con cui parlare e confrontarsi.

Tecniche di rilassamento. Semplici attività possono aiutare a lenire i segni mentali e fisici dell'ansia. Queste tecniche includono la meditazione, esercizi di respirazione profonda, lunghi bagni, riposo al buio e yoga.

Esercizi per sostituire i pensieri negativi con quelli positivi. Creare un'immagine mentale per affrontare e vincere una paura specifica può anche fornire benefici se i sintomi di ansia si riferiscono a una causa specifica, come in una fobia.

Abitudini di vita. Ridurre l'assunzione di caffeina, tè, cola e cioccolato, mantenere un ritmo di sonno regolare e fare dell’esercizio fisico sono scelte che possono migliorare l'immagine di sé e rilasciare sostanze chimiche nel cervello che scatenano sentimenti positivi. L'alcool, la cannabis e altre droghe ricreative sono sempre da evitare per problemi di dipendenza/astinenza. Unica eccezione potrebbe essere il vino rosso. Un nuovo studio della University of Buffalo mostra che il resveratrolo, un composto vegetale che si trova nel vino rosso perché presente nella buccia dell’uva, può avere forti effetti antistress perché blocca un particolare enzima collegato allo stress nel cervello umano, la fosfodiesterasi tipo-4 (PDE4).

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In collaborazione con
Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.
Data di pubblicazione: 02 ottobre 2019