Angioma: che cos'è? Cause, trattamenti e tipologie

Angioma: che cos'è? Cause, trattamenti e tipologie

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Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2019

Indice


 

Che cos’è un angioma?

Quando si pensa agli angiomi vengono in mente le classiche “voglie” (di vino o di fragola) che compaiono sulla cute dei neonati e che talvolta perdurano fino all’età adulta; oppure ai nei di sangue che molti di noi ogni tanto vedono spuntare in qualche punto dell’epidermide. In realtà queste “macchie” rosse sono solo una delle possibili manifestazioni del fenomeno, quella “visibile” e anche la più comune.

Tecnicamente cos’è, dunque, un angioma?

immagine che mostra un angioma, neo rossoIl termine medico è “neoplasia benigna di origine mesodermica”.
Si tratta pertanto di neoformazioni vascolari benigne (o tumori vascolari) fatte di vasi sanguigni che proliferando disordinatamente formano dei piccoli agglomerati rossi in genere superficiali. Proprio per la loro natura, gli angiomi vengono anche definiti emangiomi e possono facilmente comparire sulla pelle degli adulti (emangiomi cutanei), di solito sono di piccole dimensioni; mentre quelle che chiamiamo “voglie” o “morsi di cicogna”, presenti sulla pelle dei neonati (angiomi infantili), per lo più si riassorbono da soli o si riducono. Gli angiomi sono solo cutanei?

No, come anticipato, la formazione di questi “aggregati” di vasi sanguigni è possibile anche in organi interni come il fegato e il cervello. In tal caso, sebbene anche un angioma non cutaneo sia quasi sempre benigno, una volta scoperto andrebbe tenuto sotto controllo. Esiste sempre un rischio che queste neoformazioni si “rompano” provocando delle emorragie. In questo approfondimento proveremo a capire quali sono le differenze fra i vari tipi di angiomi, e quando sia il caso di preoccuparsi.


 

Angiomi cutanei

Come abbiamo visto, gli angiomi della pelle sono di gran lunga le forme più comuni e innocue di questi “tumori” benigni di natura vascolare. Anche qualora un angioma cutaneo sanguini a seguito di una lesione, anche minima, prodotta magari da noi stessi mentre ci grattiamo, ciò non deve destare particolare preoccupazione. Tuttavia, anche gli angiomi della pelle non sono tutti uguali. A seconda della loro morfologia e stratificazione si possono classificare in:
  • Angiomi piani. Sono superficiale e “piatti”.
  • Angiomi tuberosi. Si tratta di papule o noduletti rilevati, di consistenza soffice ed elastica e di color rosso bluastro, di solito congeniti.
  • Angiomi cavernosi. Come si evince, in questo caso ci troviamo davanti a neoformazioni vascolari sottocutanee, che quindi si presentano coma una sorta di tumefazione bluastra spesso congenita, localizzata, che non si riassorbe ma che può, con il tempo, dar luogo a teleangectasie, ovvero dilatazioni dei piccoli vasi superficiali che ricoprono l’angioma.
Vediamo ora tutte le diverse tipologie di angiomi cutanei e le loro caratteristiche.  
  • Cherry angioma o angioma rubino. Si tratta del tipo più comune, anche definito “senile” perché molto più frequente sulla pelle di chi sia in là con gli anni. Questo piccolo neo rosso delle dimensioni massime di 6 millimetri circa e di forma ovale o circolare, viene anche chiamato macchia di Campbell de Morgan e si presenta come una sorta di “puntolino” di colore rosso con la superficie piana o, al limite, un po’ rilevata, a mo’ di cupoletta.
    Gli angiomi rubino possono comparire su tutta l’epidermide del corpo, ma sono più frequenti nella regione toracica e per quanto riguarda la loro sfumatura di rosso, essa può variare moltissimo, tanto da essere a volte fonte di preoccupazione. Accade quando i piccoli vasi che lo formano si rompono creando micro emorragie in cui il sangue non fuoriesce ma rimane all’interno nell’angioma, assumendo, pertanto colorazioni molto scure, dal bluastro fin quasi al nero. Nessun timore, comunque, perché quel versamento viene riassorbito dalla pelle. In generale, però, il loro colore è più chiaro, si va dal rosato-fucsia fino al rosso fragola.
    Questa comune tipologia di angioma cutaneo può comparire anche in età giovanile, ma è più frequente dopo i 40 anni per poi moltiplicarsi negli over 60.
    Perché si formano gli angiomi rubino? Le cause esatte non si conoscono, ciò che si sa è che si originano da una o più cellule endoteliani (ovvero appartenenti al tessuto di rivestimento) di un vaso sanguigno, che poi si moltiplicano in modo caotico, ma non pericoloso per la salute. Infatti gli angiomi rubino non sono suscettibili di degenerazione maligna.
     
  • immagine che mostra un angioma stellare: dal centro partono tanti capillari rossi che sono molto in superficie e per questo visibiliAngioma stellato. Anche detto angioma aracnoide (o spider naevus) è un tipo di angioma cutaneo più raro rispetto al precedente, con caratteristiche più pronunciate. Come facilmente intuibile, tale neoformazione trae il nome dalla forma raggiante, caratterizzata da papula centrale di colore rosso da cui si diparte una reticola di capillari più chiari simili ai filamenti di una ragnatela. L’angioma stellato può comparire sulla cute degli adulti ma anche dei bambini, e sembra sia collegato ai livelli ormonali nel sangue materno durante la gravidanza (quando compare nei neonati), o ad un problema di insufficienza epatica nel caso degli adulti.
    È inoltre più comune nelle persone con la pelle molto chiara. In ogni caso la sua formazione si deve alla dilatazione di una piccola arteria superficiale dalla quale si diramano piccoli vasi tutt’attorno. Gli angiomi stellati di solito si formano sul viso o sulla parte superiore del corpo e proprio come gli angiomi rubino sono del tutto innocui. Non devono pertanto destare preoccupazione, semmai possono rappresentare un “difetto” estetico.
     
  • Angioma serpiginoso di Hutchinson. Si tratta di una rara malformazione vascolare che interessa i bambini e gli adolescenti, di origine genetica. Tali angiomi appaiono inizialmente come piccole papule simile a quelle degli eritemi, leggermente rilevate. Con il tempo non scompaiono ma, al contrario, tendono ad irraggiarsi con la comparsa di nuove papule periferiche mentre quella originaria centrale si attenua fin quasi a scomparire. In tal modo la lesione tende ad ingrandirsi formando una sorta di reticolato concentrico.
In questo caso la prima figura di riferimento deve essere quella dell dermatologo. Sai come si effettua una visita dermatologica

 

Angiomi interni

Neoformazioni vascolari, emangiomi, possono anche formarsi in un organo interno, e sebbene meno comuni rispetto agli angiomi cutanei, dobbiamo tenerne conto, soprattutto perché sono pressoché asintomatici. Ma quali sono, e dove possono più facilmente svilupparsi questi agglomerati anomali di vasi sanguigni? E soprattutto, sono pericolosi? Facciamo un po’ di chiarezza partendo dalla necessaria classificazione. Sono due gli organi in cui con maggiore probabilità un angioma può formarsi. Vediamo entrambi i casi.
 

Angioma epatico

Si tratta di tumori vascolari in genere di piccole dimensioni, asintomatici, più frequenti nelle donne. Colpiscono in media tra il 5 e il 20% della popolazione adulta (over 40). Solo raramente gli emangiomi cavernosi del fegato possono aumentare di volume e in questo caso, quando superano la dimensione di 4 cm, possono dare segnali di sé premendo contro i tessuti epatici. Tra i sintomi si annoverano fastidio addominale e la sensazione di avere lo stomaco pieno, ma anche, meno di frequente, nausea e dimagrimento. La complicanza più problematica di questo tipo di angioma interno è la rottura con versamento di sangue, ma si tratta di un’eventualità eccezionale.
 

Angioma cerebrale

immagine ch mostra la proliferazione di cellule epiteliali nel cervello, portando così a un emangioma cerebrale.Raro ma un po’ più serio il caso di un emangioma che si formi all’interno del cervello. Ve ne sono di due tipi, vediamoli entrambi:
  • Emangioblastoma. Si tratta di un tipo di tumore benigno a lento accrescimento che si origina da una abnorme proliferazione delle cellule epiteliali che formano lo strato interno dei vasi sanguigni, più frequentemente nel tronco encefalico o nel cervelletto. L’emangioblastoma rappresenta il 2% di tutti i tumori cerebrali, e può creare problemi alle funzioni automatiche che queste aree del cervello sovrintendono, tra cui il respiro e la coordinazione dei movimenti. Sembra che l’emangioblastoma possa essere collegato ad altri tipi di patologie. Chi, ad esempio, sia portatore di una anomalia genetica chiamata Sindrome di Von Hippel-Lindau che predispone allo sviluppo di diverse forme di cancro, è certamente più a rischio anche di ammalarsi di emangioblastoma.
  • Emangiopericitoma. Più rari degli emangioblastomi, questi tumori cerebrali di natura vascolare a rapido accrescimento, sia benigni che maligni (ed è l’unico caso, parlando di angiomi), si sviluppano a partire dai vasi sanguigni che irrorano le meningi. Purtroppo possono dare metastasi a distanza e sanguinare, anche quando non maligni, dando luogo ad emorragie.

Una tipologia a sé stante di angioma cerebrospinale è l’angioma cavernoso (da non confondersi con l’omologo sottocutaneo), una anomalia vascolare caratterizzata dalla formazione di piccoli “nidi” di vasi a basso flusso ematico che possono formarsi sia a livello cerebrale che spinale. Non danno sintomi a meno che non producano occasionali crisi epilettiche e anche in caso di sanguinamento di norma non c’è da preoccuparsi.

Come si giunge alla diagnosi di un emangioma interno? Trattandosi, nella maggior parte dei casi, di malformazioni benigne asintomatiche, possono anche non essere rilevate mai nel corso della vita di chi ne è portatore. Tipicamente ci si accorge della loro presenza in modo accidentale, durante esami di screening strumentali quali TAC con mezzo di contrasto, radiografie, ecografie, risonanze magnetiche ecc. eseguite per altro scopo. Di tutti questi test quello che con maggior accuratezza può diagnosticare la natura della lesione è la RM. Tuttavia per averne la conferma, e specialmente quando la neoformazione si trovi nel fegato e debba essere rimossa chirurgicamente perché troppo grande, si procede preventivamente ad una angiografia o ad un ecocolordoppler. Torniamo però alle forme di emangioma più comuni, quelle della pelle, ma concentrandoci sui bambini.


 

Angiomi infantili

Nei neonati e nei bambini gli emangiomi sono davvero molto comuni, ma in molti casi tendono a sparire, riassorbendosi, con la crescita. Colpiscono in media più le bambine, con un’incidenza tra il 3 e il 10% della popolazione infantile. Che caratteristiche hanno queste “macchie”? Intanto, possono essere congenite, quindi già presenti alla nascita, oppure comparire dopo qualche mese, in genere dopo il quarto. In questo secondo caso gli angiomi possono ingrandirsi o assumere una colorazione più intensa, diventando quelle che popolarmente vengono definite “voglie”. Ma non sono gli unici tipi di emangiomi infantili possibili. Vediamo una classificazione più accurata:
  • immagine che mostra un neo rosso sulla gamba di un bambino.Angiomi infantili superficiali. Come già visto per l’angioma cutaneo in generale, si tratta della tipologia più frequente, che interessa oltre la metà del totale dei casi. Queste “macchie” della pelle sono popolarmente definite “voglie di fragola” per il loro colore di un bel rosso vivace, sono piane, compaiono dopo la nascita e possono ingrandirsi con il tempo. Si formano soprattutto sul viso, sul collo o sul cranio.
  • Angiomi infantili profondi. Più rari rispetto a quelli piani, gli emangiomi profondi, o cavernosi dei bambini ugualmente compaiono qualche mese dopo la nascita sotto forma di tumefazioni sottocutanee di color rosso cupo o bluastro. Costituiscono circa il 15% di tutti gli emangiomi infantili.
  • Angiomi infantili misti. In questo caso le neoformazioni vascolari presentano caratteristiche di entrambe le tipologie viste, ovvero hanno una parte superficiale, una “voglia”, cui si collega una parte più profonda sottocutanea. Rappresentano più o meno il 30% del totale degli emangiomi nei bambini che compaiono dopo la nascita.
Sono pericolosi gli emangiomi cutanei dei bambini? La risposta è, per fortuna, negativa. Non lo sono, e non ci si deve preoccupare. Tuttavia… non vanno neppure sottovalutati per le possibili implicazioni funzionali. Facciamo l’esempio di un emangioma misto che compaia sul viso in una zona delicata, come ad esempio quella perioculare. Il bambino può involontariamente lesionarsi l’angioma grattandosi la palpebra e provocando un sanguinamento, o la posizione stessa della neoformazione può rendergli difficoltoso l’atto di aprire e chiudere l’occhio.

Per tale ragione, soprattutto quando l’angioma abbia una certa rilevanza o profondità, si può pensare alla soluzione chirurgica. Ciò vale per qualunque malformazione cutanea che sia a rischio di infezione (perché il bambino è portato a grattarla o a giocarci procurandosi delle lacerazioni), e per gli emangiomi cavernosi o misti che possano facilmente sanguinare. Infine, vi è il problema estetico, che vale sia per gli adulti che per i bambini e che si impone specialmente per gli emangiomi cutanei che coprano parte del viso. Ne parleremo nel prossimo paragrafo.
 

L’angioma si cura?

Gli angiomi in genere non si curano. Trattandosi, nella stragrande maggioranza dei casi, di neoformazioni di piccole dimensioni nonché di natura benigna, non necessitano di alcun trattamento. Questo vale sia per gli emangiomi cutanei che per quelli interni. Si devono rimuovere chirurgicamente solo nei seguenti casi:
  • Quando siano troppo grandi, siano soggetti a trombosi, emorragie o lesioni di qualunque genere.
  • Quando siano posizionati in zone della pelle in cui creino problemi funzionali (un esempio è la zona oculare e palpebrale, ma anche l’orecchio, la bocca o i genitali).
  • Quando siano di natura maligna. L’unico caso, come abbiamo visto, è quello dell’angioma cerebrale chiamato emangiopericitoma. Se non è possibile rimuoverlo chirurgicamente si può almeno ridurre la sua massa con la radioterapia. In generale gli angiomi interni, sia cerebrali che epatici, una volta scoperti vanno monitorati, ma se non danno sintomi e non si accrescono, o lo fanno con estrema lentezza, si tende a lasciarli “in pace”.
  • Quando siano spiccatamente antiestetici. Vale naturalmente per gli emangiomi cutanei che siano di una certa dimensione, come alcune tipiche “voglie” che si presentino sul viso.
Per quanto riguarda gli angiomi cutanei che debbano essere asportati, le tecniche utilizzate dipendono dalle caratteristiche e dalla localizzazione della lesione stessa, e includono:
  • L’elettrocauterizzazione. Metodo che utilizza un sondino a conduzione elettrica per “bruciare” l’angioma.
  • La crioterapia dermatologica. In questo caso è il “freddo” che brucia l’angioma. Si utilizza l’azoto liquido, un gas che raggiunge i 196°C sotto lo zero, che applicato sulla zona da trattare “secca” la neoformazione e ne permette una facile rimozione.
  • La chirurgia laser vascolare. La tecnologia laser permette di dirigere il raggio sull’angioma e di abraderlo.
  • L’escissione tramite raschiamento. Utile per eliminare gli emangiomi cutanei superficiali, questa tecnica permette di rimuoverli evitando la chirurgia tradizionale. A tale scopo si adopera uno strumento simile ad un rasoio chiamato curette, e infatti questa tecnica è anche chiamata curettage.
Ad ogni angioma la sua cura: sarà il medico chirurgo a definire ogni volta quale sia il trattamento migliore da offrire al paziente.
 

Domande e risposte

1. L’Angioma è un tumore?
Tecnicamente sì. Gli angiomi sono infatti neoformazioni per lo più benigne originate dalla proliferazione delle cellule dell’endotelio (tessuto di rivestimento) dei vasi sanguigni o dalle cellule dei tessuti che li circondano. Possono comparire sulla pelle o, più raramente, in organi interni, tra cui cervello e fegato. Sono anche definiti emangiomi. I più comuni sono quelli cutanei noti come nei rossi, o le classiche “voglie” che compaiono sul viso o sul corpo di neonati e/o adulti.
 
2. Che cos'è un angioma cavernoso?
Si tratta di una malformazione vascolare cerebrale congenita e rara (interessa circa il 5% della popolazione) costituita da più capillari raggruppati al cui interno il flusso sanguigno è minimo. Possono insorgere più o meno in tutto il sistema nervoso, ovvero sia nel cervello che nel midollo spinale, e di norma questi angiomi sono asintomatici. Solo in rari casi possono scatenare crisi epilettiche.
 
3. Peché si formano gli angiomi rubino (cherry angioma)?
Gli angiomi rubino sono i comuni “nei rossi”, o nei di sangue, delle dimensioni di pochi mm, che spuntano sulla pelle degli adulti, soprattutto dopo i 40 anni. Ma perché si formano? Come gli altri angiomi, anche queste neoformazioni sono dei mini tumori, del tutto benigni e innocui, che si originano da una cellula del tessuto di rivestimento di un vaso sanguigno superficiale. Pertanto si tratta di una anomalia vascolare, probabilmente di natura genetica. Altre possibili cause o fattori di rischio potrebbero essere:
  • Alterazioni ormonali
  • Disfunzioni epatiche
  • Esposizione ai raggi UV
  • Esposizione a sostanze chimiche
In ogni caso, gli angiomi rubino non rappresentano in alcun modo un rischio per la salute, neppure qualora dovessero sanguinare.
 
4. Che cosa significa il termine angioma in medicina?
La definizione medica di angioma è: “neoplasia benigna di origine mesodermica”.
 
5. L’Angioma epatico può trasformarsi in cancro?
L’angioma del fegato è una neoformazione benigna che si origina, come gli altri emangiomi, da un groviglio di vasi sanguigni. Non è di natura cancerosa e non aumenta il rischio di sviluppare un cancro epatico. Nella maggior parte dei casi è di piccole dimensioni, non superiore ai 4 cm, e del tutto asintomatico. Solo in rari casi può ingrossarsi e dare qualche fastidio, pertanto si può pensare ad una rimozione chirurgica.



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In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2019