Angioma: che cos'è? Cause, trattamenti e tipologie

Angioma: che cos'è? Cause, trattamenti e tipologie

Indice

Che cos’è un angioma?

Fotografia di un angioma rubino sulla pelle L’angioma è una neoformazione vascolare benigna, ovvero un tumore vascolare, fatto di vasi sanguigni che proliferando disordinatamente formano dei piccoli agglomerati rossi che in genere compaiono sulla pelle come lesioni superficiali (angioma cutaneo). Il termine medico è “neoplasia benigna di origine mesodermica”, ma popolarmente l’angioma è associato alle classiche “voglie” (di vino o di fragola) che compaiono sulla cute dei neonati e che talvolta perdurano fino all’età adulta. Oppure ai “nei” rossi (angioma rubino) che molti di noi ogni tanto vedono spuntare in qualche punto dell’epidermide soprattutto in età matura, ma che nondimeno possono comparire anche sulla pelle dei bebè. In realtà queste “macchie” rosse sono solo una delle possibili manifestazioni del fenomeno, quella “visibile” e anche la più comune. Un angioma rubino può presentarsi sulla cute della testa, sul torace, sulla schiena, raramente su un arto (gamba o braccio).

Proprio per la sua natura venosa, l’angioma viene anche definito emangioma, può facilmente comparire sulla pelle degli adulti (emangiomi cutanei), di solito sono di piccole dimensioni, mentre quelle che chiamiamo “voglie” o “morsi di cicogna” e che appaiono sulla pelle dei neonati (angiomi infantili) per lo più si riassorbono da soli o si riducono. L’angioma, però, non è solo cutaneo.  

La formazione di questi “aggregati” di vasi sanguigni è possibile e non raro in organi interni come il fegato (angioma epatico di cui parleremo più avanti) e il cervello (angioma cerebrale), ma anche intestino, polmoni, milza, vertebre e vie urinarie. In tal caso, sebbene anche un angioma interno sia quasi sempre benigno, una volta scoperto andrebbe tenuto sotto controllo nel tempo, specialmente se tende a diventare proliferativo aumentando di dimensioni. 

Per quanto riguarda la diffusione, e quindi l’epidemiologia, l’angioma rappresenta la lesione benigna più comune e frequente a carico di cute e tessuti molli sottocutanei, può essere congenito oppure formarsi, come abbiamo visto, a qualunque età, con un aumento della frequenza dopo i 30-40 anni, e sembra preferire il sesso femminile. Le cause dell’angioma – che sia congenito o che compaia in altre fasi della vita - sono sconosciute, ma sembra che entri il gioco il fattore genetico come predisponente. Inoltre, la gravidanza è ugualmente un fattore di “rischio” per l’angioma, così come l’esposizione a composti chimici

L’angioma cutaneo profondo, o cavernoso (che approfondiremo più avanti), appare come una tumefazione sottocutanea (in genere si forma nei muscoli o nel derma), mentre l’angioma cutaneo superficiale ha una colorazione che va dal rosso acceso al bluastro e può essere più o meno rilevato. Attenzione: un punto bianco della pelle non può essere un angioma, proprio perché questo tipo di lesione ha un’origine vascolare. E sempre per questo motivo, esiste un rischio che tali neoformazioni si “rompano” provocando delle emorragie. In questo approfondimento proveremo a capire quali sono le differenze fra i vari tipi di angiomi, e quando sia il caso di preoccuparsi. 

Angioma cutaneo: classificazione, cause e sintomi

Come abbiamo visto, l'angioma della pelle è di gran lunga la forma più comuna e innocua di questi “tumori” benigni di natura vascolare. Anche qualora un angioma cutaneo sanguini a seguito di una lesione, anche minima, prodotta magari da noi stessi mentre ci grattiamo, ciò non deve destare particolare preoccupazione. Tuttavia, anche gli angiomi della pelle non sono tutti uguali. A seconda della loro morfologia e stratificazione si possono classificare in:
  • Angioma piano. Superficiale e “piatto”;
  • Angioma tuberoso. Si riconosce perché appare sotto forma di papula o noduletto rilevato, di consistenza soffice ed elastica e di color rosso bluastro, di solito congenito;
  • Angioma cavernoso. Come si evince, in questo caso ci troviamo davanti a neoformazioni vascolari sottocutanee, che quindi si presentano coma una sorta di tumefazione bluastra spesso congenita, localizzata, che non si riassorbe ma che può, con il tempo, dar luogo a teleangectasie, ovvero dilatazioni dei piccoli vasi superficiali che ricoprono l’angioma.
Vediamo ora tutte le diverse tipologie di angioma cutaneo e le loro caratteristiche.  
  • Angioma rubino o cherry angioma. Si tratta del tipo più comune, anche definito “senile” perché molto più frequente sulla pelle di chi sia in là con gli anni. Questo piccolo neo rosso delle dimensioni massime di 6 millimetri circa e di forma ovale o circolare, viene anche chiamato macchia di Campbell De Morgan e si presenta come una sorta di “puntolino” di colore rosso con la superficie piana o, al limite, un po’ rilevata, a mo’ di cupoletta

    L’angioma rubino può comparire su tutta l’epidermide del corpo, ma è più frequente nella regione toracica, sul viso, sulla testa (cuoio capelluto) e sulla schiena. Per quanto riguarda la sfumatura di rosso, essa può variare moltissimo, tanto da essere a volte fonte di preoccupazione. Accade quando i piccoli vasi che lo formano si rompono, ad esempio qualora un angioma venisse graffiato, creando micro emorragie in cui il sangue non fuoriesce ma rimane all’interno e assumendo, pertanto colorazioni molto scure, dal bluastro fin quasi al nero. Nessun timore, comunque, perché quel versamento viene riassorbito dalla pelle. In generale, però, il loro colore è più chiaro, si va dal rosato-fucsia fino al rosso fragola. 

    Questa comune tipologia di angioma cutaneo può comparire anche in età giovanile, ma è più frequente dopo i 40 anni per poi moltiplicarsi negli over 60. Perché si forma l’angioma rubino? Come per tutte le tipologie di emangioma, anche del cherry angioma non si conoscono le cause esatte, ciò che si sa è che si origina da una o più cellule endoteliali (ovvero appartenenti al tessuto connettivo di rivestimento) di un vaso sanguigno, che poi si moltiplicano in modo caotico, ma non pericoloso per la salute. Infatti l’angioma rubino non è suscettibile di degenerazione maligna, pertanto nessun cancro della pelle può originarsi da tale neoformazione;
     
  • Immagine che ritrae il naso di un uomo con angioma stellatoAngioma stellato. Anche detto angioma aracnoide (o spider naevus) o angioma ragno, è un angioma cutaneo più raro e atipico rispetto al precedente, con caratteristiche più pronunciate.
    Come facilmente intuibile, tale neoformazione trae il nome dalla forma raggiante, caratterizzata da papula centrale di colore rosso da cui si diparte una reticola di capillari più chiari simili ai filamenti di una ragnatela. L’angioma stellato può comparire sulla cute degli adulti ma anche dei bambini, e sembra sia collegato ai livelli ormonali nel sangue materno durante la gravidanza (quando compare nei neonati), o ad un problema di insufficienza epatica nel caso degli adulti. 
    È inoltre più comune nelle persone con la pelle molto chiara. In ogni caso la sua formazione si deve alla dilatazione di una piccola arteria superficiale dalla quale si diramano piccoli vasi tutt’attorno. Gli angiomi stellati di solito si formano sul viso o sulla parte superiore del corpo e proprio come gli angiomi rubino sono del tutto innocui. Non devono pertanto destare preoccupazione, semmai possono rappresentare un “difetto” estetico
     
  • Angioma serpiginoso di Hutchinson. Si tratta di una rara malformazione vascolare che interessa i bambini e gli adolescenti, di origine genetica. Questo tipo di angioma della pelle appare inizialmente come una piccola papula simile a quelle degli eritemi, leggermente rilevata. Con il tempo non scompare ma, al contrario, tende ad irraggiarsi con la comparsa di nuove papule periferiche mentre quella originaria centrale si attenua fin quasi a scomparire. In tal modo la lesione tende ad ingrandirsi formando una sorta di reticolato concentrico. 
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Angioma interno: i casi dell’angioma epatico e cerebrale

Una neoformazione vascolare, per lo più venosa, qual è l’emangioma, può anche formarsi in un organo interno, e sebbene meno comune rispetto all’angioma cutaneo, dobbiamo tenerne conto, soprattutto perché è pressoché asintomatico. Un angioma interno può essere cavernoso o piano, proprio come uno della pelle. Ma quali sono, e dove possono più facilmente svilupparsi questi agglomerati anomali di vasi sanguigni? E soprattutto, sono pericolosi? Facciamo un po’ di chiarezza partendo dalla necessaria classificazione. Sono due gli organi in cui con maggiore probabilità un angioma interno può formarsi. Vediamo entrambi i casi.

Angioma epatico

Si tratta di un tumore vascolare – il più comune tumore benigno del fegato -  in genere di piccole dimensioni, asintomatico, più frequente nelle donne. L’angioma del fegato colpisce in media tra il 5 e il 20% della popolazione adulta (over 40). Solo raramente un emangioma cavernoso del fegato può aumentare di volume e in questo caso, quando supera la dimensione di 4 cm, può dare dolore andando a premere contro i tessuti epatici.
Tra i sintomi dell’angioma cavernoso epatico si annoverano fastidio addominale e la sensazione di avere lo stomaco pieno, ma anche, meno di frequente, nausea e dimagrimento. La complicanza più problematica di questo tipo di angioma interno è la rottura con versamento di sangue, ma si tratta di un’eventualità eccezionale. 

Immagine che ritrae un angioma cerebraleAngioma cerebrale

Raro ma un po’ più serio il caso di un emangioma che si formi all’interno del cervello. Ve ne sono di due tipi, vediamoli entrambi:
  • Emangioblastoma. Si tratta di un tipo di tumore benigno a lento accrescimento che si origina da una abnorme proliferazione delle cellule epiteliali che formano lo strato interno dei vasi sanguigni, più frequentemente nel tronco encefalico o nel cervelletto. L’emangioblastoma rappresenta il 2% di tutti i tumori cerebrali, e può creare problemi alle funzioni automatiche che queste aree del cervello sovrintendono, tra cui il respiro e la coordinazione dei movimenti. Sembra che l’emangioblastoma possa essere collegato ad altri tipi di patologie. Chi, ad esempio, sia portatore di una anomalia genetica chiamata Sindrome di Von Hippel-Lindau che predispone allo sviluppo di diverse forme di cancro, è certamente più a rischio anche di ammalarsi di questo tipo di angioma del cervello;
  • Emangiopericitoma. Più rari degli emangioblastomi, questi tumori cerebrali di natura vascolare a rapido accrescimento, si sviluppano a partire dai vasi sanguigni che irrorano le meningi.
    L’emangiopericitoma è l’unico tipo di angioma interno che può essere anche maligno, e purtroppo, in questo caso, generare metastasi a distanza e comunque, anche quando benigno, sanguinare dando luogo ad emorragie. 
Una tipologia a sé stante di angioma cerebrospinale è l’angioma cavernoso o cavernoma (da non confondersi con l’omologo sottocutaneo), una anomalia vascolare caratterizzata dalla formazione di piccoli “nidi” di vasi a basso flusso ematico che possono formarsi sia a livello cerebrale che spinale. Il cavernoma non dà sintomi a meno che non producano occasionali crisi epilettiche e anche in caso di sanguinamento di norma non c’è da preoccuparsi. 

Come si giunge alla diagnosi di un angioma interno? Trattandosi, nella maggior parte dei casi, di malformazioni benigne asintomatiche, possono anche non essere rilevate mai nel corso della vita di chi ne è portatore.
Tipicamente, ci si accorge della loro presenza in modo accidentale, durante esami di screening strumentali quali TAC con mezzo di contrasto, radiografie, ecografie, RM (risonanze magnetiche) ecc. eseguite per altro scopo. Di tutti questi test quello che con maggior accuratezza può diagnosticare la natura e la dimensione dell’emangioma è la RM. Tuttavia per averne la conferma, e specialmente quando l’angioma si trovi nel fegato e debba essere rimosso chirurgicamente perché troppo grande, si procede preventivamente a un'angiografia o ad un ecocolordoppler

Torniamo però alle forme di emangioma più comuni, quelli della pelle, ma concentrandoci su quelli dei bambini.

Angioma nei bambini

Fotografia che ritrae la gamba di un neonato con angiomaUn emangioma sulla pelle del neonato o del bambino è davvero molto comune, ma in molti casi queste anomalie vascolari tendono a sparire, riassorbendosi, con la crescita. Colpiscono in media più le bambine, con un’incidenza tra il 4% e il 10% della popolazione infantile.
Che caratteristiche hanno queste “macchie”? Intanto, l’angioma del bambino può essere congenito, quindi già presente alla nascita, oppure comparire dopo qualche mese, in genere dopo il quarto. Per ciò che riguarda, invece, la localizzazione dell’angioma, nella metà dei casi si presenta tra testa e collo, nel 25% dei casi a livello toracico, e nell’altro 25% sugli arti, ad esempio una gamba. 

L’emangioma infantile congenito può essere di tre tipi:
  • RICH-emangioma congenito rapidamente involutivo, che scompare nel primo anno di vita;
  • NICH-emangioma congenito non involutivo, che permane per tutta la vita;
  • PICH-emangioma congenito parzialmente evolutivo, che si riassorbe solo in parte, per poi mantenersi stabile nella dimensione
     
L’emangioma infantile propriamente detto, invece, compare dopo i primi mesi del bebè e può ingrandirsi o assumere una colorazione più intensa, trasformandosi in una “voglia”. Tuttavia, occorre distinguere i veri angiomi dalle anomalie vascolari transitorie che non sono vere neoformazioni. Tra queste ultime, si annoverano fenomeni cutanei che popolarmente hanno assunto definizioni diverse e fantasiose tra cui: “morsi di cicogna”, “bacio dell’angelo”, o anche “nevo flammeo”, che non sono angiomi ma sorta di macchie rosate che in genere scompaiono entro il primo anno di vita del bambino. Discorso a parte per il cosiddetto neo o nevo di Unna, che si sviluppa di frequente sulla nuca e sulla schiena come una protuberanza rilevata color prugna, e che permane anche in età adulta, ma sempre in forma benigna. 

Ma vediamo una classificazione più accurata dell’angioma infantile:
  • Angioma infantile superficiale. Come già visto per l’angioma cutaneo in generale, si tratta della tipologia più frequente, che interessa oltre la metà del totale dei casi. Queste neoformazioni vascolari della pelle sono popolarmente definite “voglie di fragola” per il loro colore di un bel rosso vivace, sono piane, compaiono dopo la nascita e possono ingrandirsi con il tempo. Si formano soprattutto sul viso, sul collo o sul cranio;
  • Angioma infantile profondo. Più raro rispetto a quello piano, l’emangioma profondo, o cavernoso dei bambini ugualmente compare qualche mese dopo la nascita sotto forma di tumefazione sottocutanea di color rosso cupo o bluastro. Gli angiomi profondi costituiscono circa il 15% di tutti gli emangiomi infantili;
  • Angiomi infantili misti. In questo caso le neoformazioni vascolari presentano caratteristiche di entrambe le tipologie viste, ovvero hanno una parte superficiale, una “voglia”, cui si collega una parte più profonda sottocutanea. Rappresentano più o meno il 30% del totale degli emangiomi nei bambini che compaiono dopo la nascita.
Sono pericolosi gli emangiomi cutanei dei bambini? La risposta è, per fortuna, negativa. Non lo sono, e non ci si deve preoccupare.
Tuttavia… non vanno neppure sottovalutati per le possibili implicazioni funzionali. Facciamo l’esempio di un emangioma misto segmentale, ovvero che si allarghi in modo atipico sul viso, con forma “a carta geografica”, interessando in una zona delicata, come esempio quella perioculare. Il bambino può involontariamente lesionarsi l’angioma grattandosi la palpebra e provocando un sanguinamento, o la posizione stessa della neoformazione può rendergli difficoltoso l’atto di aprire e chiudere l’occhio e pertanto comportano un rischio funzionale durante la crescita. L’angioma del bambino può essere inoltre multifocale, quindi multiplo ed esteso, oppure indeterminato, con dimensioni superiori a quelle di un angioma rubino, ad esempio, ma non tanto da invadere zone limitrofe del corpo.  

Per quanto riguarda il trattamento, quando l’angioma sia cavernoso o misto, si può pensare alla soluzione chirurgica. Ciò vale per qualunque malformazione cutanea che sia a rischio di infezione (perché il bambino è portato a grattarla o a giocarci procurandosi delle lacerazioni), e di sanguinamento. Infine, vi è il problema estetico, che vale sia per gli adulti che per i bambini e che si impone specialmente per un emangioma cutaneo che copra una parte del viso. In questi casi è necessario un approccio multidisciplinare, perché l’emangioma infantile, specie se di grandi dimensioni o segmentale che interessa l’area dell’occhio o del naso, andrà rimosso con cautela e l’intervento, in sala operatoria, prevedrà il supporto dello specialista in oculistica pediatrica o in otorinolaringoiatria pediatrica. Stesso discorso per l’angioma che si formi su un arto, ad esempio il braccio, rendendo difficile il movimento o la flessione del gomito

Angioma: diagnosi, cura e intervento chirurgico

La diagnosi di angioma dipende dalla tipologia. Se per un emangioma cutaneo superficiale basta la visita dermatologica, per una neoformazione più grande, profonda (cavernosa o mista), o addirittura per un emangioma interno, occorrono altri strumenti di indagine, tra cui:
  • Ecocolordoppler, esame non invasivo utile a capire la profondità dell’angioma;
  • RM, la risonanza magnetica consente di rilevate un angioma interno, ad esempio un angioma cavernoso del fegato o cerebrale. Altri organi o tessuti profondi in cui è possibile riscontrare un angioma interno sono le parotidi, il labbro, l’intestino (angioma viscerale), le vertebre (angioma vertebrale);
  • L’esame bioptico, o biopsia, qualora esista il dubbio che l’angioma sia in realtà un tumore vascolare di altra natura, come ad esempio un sarcoma di Kaposi.
L’angioma di solito non richiede cure. Trattandosi, nella stragrande maggioranza dei casi, di neoformazioni di piccole dimensioni nonché di natura benigna, non necessitano di alcun trattamento.Questo vale sia per gli emangiomi cutanei che per quelli interni.

Un angioma deve essere asportato chirurgicamente solo nei seguenti casi:
  • Quando sia troppo grande (vale sia per l’angioma cutaneo che per quello interno che superino i 6 cm di dimensione), e sia soggetto a trombosi venosa, emorragia o a lesioni di qualunque genere;
  • Quando siano posizionati in zone della pelle in cui creino problemi funzionali (un esempio è l’angioma che si sviluppi in zona oculare e palpebrale, o sull’orecchio, sul labbro, sull’ano o sui genitali);
  • Quando siano di natura maligna. L’unico caso, come abbiamo visto, è quello dell’angioma cerebrale chiamato emangiopericitoma. Se non è possibile rimuoverlo chirurgicamente si può almeno ridurre la sua massa con la radioterapia. In generale gli angiomi interni, sia cerebrali che epatici, una volta scoperti vanno monitorati, ma se non danno sintomi e non si accrescono, o lo fanno con estrema lentezza, si tende a lasciarli “in pace”;
  • Quando siano spiccatamente antiestetici. Vale naturalmente per l’emangioma cutaneo che sia di grandi dimensioni, o molto rilevato, e si presenti sul viso o in vaste zone in vista del corpo. 
Per quanto riguarda l’angioma cutaneo che debba essere asportato, le tecniche utilizzate dipendono dalle caratteristiche e dalla localizzazione della lesione stessa, e includono:
  • L’elettrocauterizzazione. Metodo che utilizza un sondino a conduzione elettrica per “bruciare” l’angioma;
  • La crioterapia dermatologica. In questo caso è il “freddo” che brucia l’angioma. Si utilizza l’azoto liquido, un gas che raggiunge i 196°C sotto lo zero, che applicato sulla zona da trattare “secca” la neoformazione e ne permette una facile rimozione;
  • La chirurgia laser vascolare. La tecnologia laser permette di dirigere il raggio sull’angioma e di ablarlo;
  • L’escissione tramite raschiamento. Utile per eliminare un emangioma cutaneo superficiale, questa tecnica permette di rimuoverlo evitando la chirurgia tradizionale. A tale scopo si adopera uno strumento simile ad un rasoio chiamato curette, e infatti questa tecnica è anche chiamata curettage

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

L’angioma è un tumore?
Tecnicamente sì. Gli angiomi sono infatti neoformazioni per lo più benigne originate dalla proliferazione delle cellule dell’endotelio (tessuto di rivestimento) dei vasi sanguigni o dalle cellule dei tessuti che li circondano. Possono comparire sulla pelle o, più raramente, in organi interni, tra cui cervello e fegato. Sono anche definiti emangiomi. I più comuni sono quelli cutanei noti come nei rossi, o le classiche “voglie” che compaiono sul viso o sul corpo di neonati e/o adulti.
Cos'è un angioma cavernoso?
Si tratta di una malformazione vascolare cerebrale congenita e rara (interessa circa il 5% della popolazione) costituita da più capillari raggruppati al cui interno il flusso sanguigno è minimo. Possono insorgere più o meno in tutto il sistema nervoso, ovvero sia nel cervello che nel midollo spinale, e di norma questi angiomi sono asintomatici. Solo in rari casi possono scatenare crisi epilettiche.
Perché si formano gli angiomi rubino (cherry angioma)?
Gli angiomi rubino sono i comuni “nei rossi”, o nei di sangue, delle dimensioni di pochi mm, che spuntano sulla pelle degli adulti, soprattutto dopo i 40 anni. Ma perché si formano? Come gli altri angiomi, anche queste neoformazioni sono dei mini tumori, del tutto benigni e innocui, che si originano da una cellula del tessuto di rivestimento di un vaso sanguigno superficiale. Pertanto si tratta di una anomalia vascolare, probabilmente di natura genetica. Altre possibili cause o fattori di rischio potrebbero essere:
  • Alterazioni ormonali. 
  • Disfunzioni epatiche
  • Esposizione ai raggi UV
  • Esposizione a sostanze chimiche 
In ogni caso, gli angiomi rubino non rappresentano in alcun modo un rischio per la salute, neppure qualora dovessero sanguinare. 
Il termine angioma in medicina cosa significa?
La definizione medica di angioma è: “neoplasia benigna di origine mesodermica”. La parola neoplasia ci sta ad indicare che si tratta di una neoformazione, ovvero di un accrescimento tumorale anomalo di piccoli vasi sanguigni, mentre l’aggettivo mesodermica sta ad indicare che si origina dal tessuto connettivo. 
L'angioma al fegato può trasformarsi in cancro?
L’angioma del fegato è una neoformazione benigna che si origina, come gli altri emangiomi, da un groviglio di vasi sanguigni. Non è di natura cancerosa e non aumenta il rischio di sviluppare un cancro epatico. Nella maggior parte dei casi è di piccole dimensioni, non superiore ai 4 cm, e del tutto asintomatico. Solo in rari casi può ingrossarsi e dare qualche fastidio, pertanto si può pensare ad una rimozione chirurgica. 
In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2019
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