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Alluce valgo: cause, rimedi naturali e chirurgici

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10 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Indice

  1. Alluce valgo: che cos'è?
  2. Cause e fattori di rischio
  3. Soluzione e rimedi naturali per alleviare il dolore
  4. Cure farmacologiche e chirurgia


 

Alluce valgo: che cos'è?


Disturbo largamente diffuso soprattutto nella popolazione femminile, l’alluce valgo – anche definito popolarmente “cipolla” - è dato dalla tumefazione interna del primo e più grande dito del piede. Questa deformazione si manifesta con lo spostamento progressivo dell’alluce verso l'illice, il secondo dito del piede, che a sua volta tende a deviare dal proprio asse verso l’esterno e in questa torsione si porta dietro anche le altre dita. Nei casi più gravi, infatti, tutto l’avampiede appare fuori asse. In pratica si verifica una angolazione patologica dell’alluce, che tende ad infiammarsi. L’età di insorgenza del disturbo si situa comunemente tra i 40 e i 60 anni di età.

I sintomi sono rappresentati sostanzialmente dal dolore, di intensità variabile, inizialmente associato ad arrossamento della parte con borsite, infiammazione simile ad un callo “morbido”. Quando l’articolazione è gravemente compromessa e la “cipolla” sporge in modo molto evidente, il dolore diventa costante, e tende ad irradiarsi dalla regione osteo-articolare locale interessata dalla deformità a tutto il piede risalendo fino alla gamba e andando a innescare alterazioni funzionali nelle articolazioni di ginocchio e anca.

Non solo dolore, l’alluce valgo porta con sé altri sintomi che rendono faticosa e complicata la deambulazione, tra cui edema, formicolio, senso di affaticamento sia nel piede che nella gamba, problemi posturali e difficoltà ad indossare scarpe chiuse. Da considerare che spesso il problema si presenta simmetrico ad entrambi gli arti, sebbene non con lo stesso grado di gravità. Pertanto un alluce che appaia gonfio, che progressivamente tenda a spostarsi lateralmente, deve portare ad un immediato controllo in prima istanza dal proprio medico di base, e in seconda da uno specialista ortopedico, prima che la borsite dell’alluce diventi cronica e che la cresta dell’osso spinga sempre di più verso l’esterno con calcificazione della deformazione.

La rapidità d'intervento, permette di arginare il problema prima che diventi seriamente invalidante, riuscendo in tal modo ad evitare l’intervento chirurgico che risulta invece necessario ne casi più gravi. Ma vediamo perché e come si forma l’alluce valgo, e quali sono i fattori di rischio.


 

Cause e fattori di rischio


Perché alcune persone sono più soggette di altre all’alluce valgo? Vediamo le cause più comuni unitamente ai fattori di rischio congeniti:
  • Sesso femminile: il dito “a cipolla” è nettamente più diffuso tra le donne
  • Ereditarietà: se in famiglia ci sono uno o più casi di alluce valgo, aumentano in modo proporzionale le probabilità che il disturbo si manifesti in qualche momento della vita
  • Caratteristiche morfologiche: spesso un piede le cui dita tendano ad essere già per natura un po’ spostate verso l’esterno, accentuano, con il tempo, questa deviazione
Tali cause ineliminabili, però, non “viaggiano sole”. Affinché questa deformità del piede si manifesti, è altresì necessario che si innestino fattori “grilletto”, che “aiutino” il dito a deviare dal proprio asse. Vediamo quali sono questi fattori di rischio di cui il primo potremmo definire socio-ambientali:
  • Il tipo di scarpe indossate durante il corso della vita. La preferenza per tacchi alti e décolleté a punta – o meglio, l'uso prolungato di questo tipo di calzatura – dall’età giovanile fino all’età “critica” della pre-menopausa femminile, diviene la prima causa di malformazione articolare del piede. Questo perché tali calzature modificano l’assetto dell’avampiede, costringono l'alluce verso l'ilice determinando in tal modo l'inizio della cipolla in una articolazione “debole”, già predisposta. Ecco perché ridurre il rischio di alluce valgo significa almeno agire sui fattori modificabili, prediligendo calzature comode e limitando l’uso dei tacchi molto alti e delle punte strette alle occasioni speciali.
  • Soffrire di malattie articolari croniche, come la gotta o l’artrite reumatoide.
  • Sovrappeso.
  • Lesioni a carico del piede.


 

Soluzione e rimedi naturali per alleviare il dolore


Come anticipato, una prima modalità di lotta al dolore dovuto all'alluce valgo è la scelta, alle volte definitiva e irreversibile, di rinunciare a scarpe con tacchi elevati e punte che comprimono troppo le articolazioni del piede e le dita. Sono tuttavia sconsigliate anche le scarpe ultra flat come le ballerine, e le infradito. Il rialzo ottimale è infatti di non oltre 5 cm, un tacco medio che consente di camminare in modo fluido senza concentrare il peso del corpo sul solo avampiede. La calzatura ideale avrà dunque la punta ampia e comoda, tomaia morbida, meglio ancora se dotata di plantare anatomico a suola piatta, che eventualmente si può anche far realizzare su misura. Utile anche Indossare cappucci in silicone che tengano le dita delicatamente separate e distribuiscano il peso del corpo omogeneamente, o direttamente un tutore che mantenga l’avampiede nella posizione corretta.

Un'ottima fonte di sollievo, non curativa ma efficace nel ridurre infiammazione e dolore è il classico pediluvio tiepido, rimedio “della nonna” che si può effettuare in diversi modi:
  • Con oli essenziali come lavanda e tea tree che fungono da antinfiammatori e rinfrescano.
  • Con i sali del mar Morto (o anche sale marino), che donano una immediata sensazione di benessere e leggerezza.
  • Con argilla, conosciuta per il suo potere anti-infiammatorio sin dall'antichità.
Altri rimedi naturali non farmacologici e non chirurgici per lenire il dolore quando l’alluce appare gonfio e arrossato sono:
  • La classica borsa del ghiaccio.
  • Impacchi a base di olio di ricino.
  • Massaggio con pomata all’arnica.


 

Cure farmacologiche e chirurgia


Rimedi naturali e scarpe nuove a volte non sono sufficienti a risolvere o attenuare il problema dell’alluce valgo, soprattutto quando la “cipolla” si stia cronicizzando. Vediamo prima di tutte le cure farmacologiche più indicate (che devono essere prescritte da un ortopedico o da un podologo previa visita specialistica):
  • Pomate al cortisone per ridurre l’infiammazione da borsite.
  • Per la stessa ragione iniezioni di cortisone direttamente sull’articolazione dell’alluce.
  • Assunzione di farmaci antinfiammatori da banco.
Veniamo, infine, all’extrema ratio: la soluzione chirurgica. Quando l’alluce valgo si sia calcificato e provochi un grande dolore e soprattutto renda difficile, se non impossibile, la deambulazione, si deve operare. Le tecniche più usate sono due:
  • Intervento chirurgico classico, anche detto “a cielo aperto”, perché prevede lo scollamento e l’apertura di cute e tessuti fino a scoprire l’osso e intervenire direttamente.
  • Tecnica percutanea: in questo caso si effettuano solo delle mini incisioni sulla cute attraverso le quali si introducono una sonda a fibre ottiche per guidare l’intervento, e strumenti chirurgici miniaturizzati. Ovviamente questo secondo tipo di intervento è molto meno traumatico per il paziente e prevede una fase post operatoria più breve, tanto da essere eseguito in day-hospital.
In entrambi i casi è necessario creare delle micro fratture nell’osso, per riportarlo alla posizione fisiologica. L’osso dell’alluce, dopo essere stato “rotto”, viene fissato con piccole viti in modo che la frattura guarisca nel modo corretto.