12 Gen 2017

Il team DCMC


Nel 15-20% dei casi il tumore al polmone coglie chi non pratica il tabacco. Lo causano infezioni virali o gli inquinanti ambientali

Il tumore al polmone miete 34mila vittime ogni anno, è la prima causa di morte per cancro negli uomini e il terzo fra le donne. Il fumo causa l’80 per cento degli esiti infausti, ma nel 15-20% dei casi si sviluppa in chi non ha mai fumato, per l’intervento di infezioni virali, batteriche o fungine che possono favorire il tumore ai polmoni. Va detto che i carcinomi in chi non fuma sono in lieve ma continuo aumento, così come quelli nei soggetti più giovani. E questo preoccupa gli studiosi.

La familiarità incide in buona percentuale nei casi di tumori che insorgono nei non fumatori ma anche gli inquinanti ambientali sono indiziati, a livello di neoplasie polmonari. I grandi esperti come il tedesco professor zur Hausen addebitano ad alcuni virus o batteri presenti negli animali (e per loro innocui) una grande responsabilità perché quando i virus s’insinuano nell’uomo spesso sviluppano mutazioni genetiche. I maggiori imputati nel caso in questione sembrano essere i bovini. A ulteriore conforto di questa ipotesi alcuni tumori – tipico quello della cervice uterina – sono certamente indotti da virus. Nel caso del polmone l’infezione provoca uno stato di infiammazione che può diventare cronica e contribuire alla degenerazione progressiva, da cellula sana a cellula tumorale. Non a caso molti studi di chemioprevenzione premiano l’aspirina per ridurre il rischio di neoplasie in caso d’infiammazione.

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