Tumore maligno alla mammella (seno): proporzione di interventi eseguiti in reparti con volume di attività > 135 casi


Descrizione indicatore

L’indicatore ci consente di calcolare quanti, fra tutti gli interventi chirurgici per tumore maligno della mammella eseguiti in un anno in una struttura ospedaliera, vengono eseguiti in reparti che ne effettuano più di 135 all’anno.

Come si legge

L’indicatore si riferisce al grado di "appropriatezza" delle cure prestate.
Più alto è il numero di interventi chirurgici per tumore maligno della mammella eseguiti in reparti che effettuano almeno 135 interventi all’anno, maggiore è l'appropriatezza dell'assistenza fornita.

Descrizione generale

Il tumore della mammella è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo e si manifesta quando alcune cellule iniziano a moltiplicarsi senza controllo, trasformandosi in maligne. Si possono formare tumori da tutti i tipi di cellule della mammella, ma i più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o da quelle che formano la parete dei canali. In genere, le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore. È per questo che importante è la palpazione del seno che consente di individuare eventuali noduli. La maggior parte di essi, comunque, si vede solo con la mammografia (nella donna giovane, tra i 30-45 anni, con l’aiuto anche dell’ecografia). In Italia, il tumore della mammella è il più frequente (rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne) e colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita. È, inoltre, la prima causa di mortalità per tumore nel genere femminile (16% di tutti i decessi per causa oncologica). È importante effettuare i test di screening come la mammografia nelle donne tra i 50-69 anni, perché consente, insieme all’ecografia mammaria, di individuare un nodulo o una formazione sospetta, da approfondire con una biopsia (un prelievo mediante un ago inserito nel nodulo che consente un esame al microscopio delle cellule prelevate). Quasi tutte le donne con un tumore del seno, indipendentemente dallo stadio, subiscono un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati. Nei casi in cui ciò è possibile si ricorre alla chirurgia conservativa, cioè si salva il seno, ma si asporta tutta la parte in cui si trova la lesione (quadrantectomia). Talvolta è necessario asportare più di un quadrante di seno fino all’asportazione dell’intero seno in caso di forme più avanzate di tumore. Il tumore maligno del seno nell’uomo è, invece, molto raro. Per gli interventi chirurgici per tumore alla mammella sono disponibili prove documentate di associazione tra volumi di attività e migliori esiti delle cure, per cui sono state proposte delle soglie minime di volume. Il volume di attività, insieme ad appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni, rappresenta l’unità di riferimento per valutare opzioni di razionalizzazione della rete ospedaliera e, dunque, l’appropriatezza dell’assistenza fornita.

Guarda le strutture che eseguono gli interventi in reparti che ne effettuano almeno 135 all'anno
Vedi anche gli altri indicatori per il tumore al seno: Volume di interventi chirurgici, Proporzione di re-intervento a 120 giorni, Proporzione di interventi con ricostruzione (con inserzione di protesi) durante l’intervento di resezione

Fonte

Programma Nazionale Esiti 2016, indicatore 555.
Confronto tra strutture calcolato su dati 2015.

Fonte Valutazione Istituzionale

Il semaforo è calcolato sulla base dei seguenti documenti ufficiali:
Ministero della Salute. Decreto 21 giugno 2016. LinkLink
Programma Nazionale Esiti. Treemap: definizione e metodi. Edizione 2015. Sviluppato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) per conto del Ministero della Salute.
Nota bene: Per la valutazione generale dell’area "oncologia", alle strutture con volume di attività < 135 casi all’anno è stata attribuita la classe di valutazione più bassa.