Parto: parto cesareo: proporzione di complicanze durante il parto e il puerperio


Descrizione indicatore

L’indicatore ci consente di calcolare il numero di pazienti che hanno manifestato almeno una complicanza materna grave entro i 42 giorni successivi al parto, tra tutti i ricoveri per parti cesarei.

Come si legge

L’indicatore si riferisce al grado di "sicurezza" dell’assistenza fornita.
Più è basso il numero di pazienti che presentano complicanze gravi entro 42 giorni dal parto naturale, più alte sono la qualità e la sicurezza delle prestazioni ostetriche ricevute.

Descrizione generale

Le complicanze materne gravi che si manifestano durante il parto e il puerperio (ossia il periodo temporale, che può oscillare dalle sei alle otto settimane, che serve all'organismo della donna per ristabilire la sua normale funzionalità) sono fenomeni sempre più rari nei paesi socialmente avanzati. Tuttavia alcune indagini stimano che molte complicanze e circa la metà delle morti materne rilevate potrebbero essere evitate grazie a migliori standard assistenziali.
Alcune complicanze materne gravi che possono manifestarsi sia dopo un parto spontaneo che dopo un taglio cesareo sono la malattia tromboembolica, l’emorragia postpartum che richiede isterectomia addominale o trasfusioni, la preeclampsia grave/eclampsia, la sepsi/shock settico e le ormai rarissime morti associate ad anestesia.

Guarda le strutture con il minore il numero di pazienti che presentano complicanze durante il parto e il puerperio
Vedi anche gli altri indicatori per il parto: Numero di parti nell’anno, Proporzione di cesarei, Percentuale di complicanze con parto naturale

Fonte

Programma Nazionale Esiti 2017, indicatore 317.
Confronto tra strutture calcolato su dati 2016.

Fonte Valutazione Istituzionale

Il semaforo è calcolato sulla base dei seguenti documenti ufficiali:
Ministero della Salute. Decreto 21 giugno 2016. Link
Programma Nazionale Esiti. Treemap: definizione e metodi. Edizione 2015. Sviluppato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) per conto del Ministero della Salute.