Infarto miocardico acuto: mortalità a 30 giorni dal ricovero


Indice

Descrizione indicatore

L'indicatore ci consente di calcolare il numero di pazienti, tra tutti quelli ricoverati per infarto miocardico acuto, che muoiono nei 30 giorni successivi al ricovero in ospedale.

Come si legge

L’indicatore si riferisce al grado di "efficacia" delle cure prestate. 
Più è basso il numero di pazienti che muoiono nei 30 giorni successivi al ricovero, più alte sono l’efficacia e la qualità delle cure offerte dall’ospedale in cui è avvenuto il ricovero per infarto miocardico acuto.

Descrizione generale

Con il termine Infarto Miocardico Acuto (IMA) si intende un grave danno al tessuto muscolare del cuore (miocardio) dovuto ad una diminuzione improvvisa dell’afflusso di sangue e di ossigeno che servono al cuore stesso per funzionare.
I principali fattori di rischio per l’IMA sono: pressione sanguigna alta, fumo, eccesso di peso, insufficiente attività fisica ed elevate quantità di colesterolo nel sangue.
In Italia, ogni anno, sono colpite da infarto acuto circa 120 mila persone.

Valutazione istituzionale

Il Ministero della Salute ha identificato la seguente soglia di mortalità a 30 giorni dal ricovero: 8%.

Codici ICD-9-CM selezionati

L’esito avverso è la morte entro 30 giorni dalla data di ammissione del ricovero indice.
L’accertamento dello stato in vita viene effettuato, sulla base del SIO, sia nel ricovero indice sia in eventuali ricoveri successivi del paziente entro 30 giorni, e sulla base dell’Anagrafe Tributaria.
L’analisi è effettuata su base annuale.
L’evento viene attribuito alla struttura in cui è avvenuto il ricovero indice.

Criteri di eleggibilità
Tutti i ricoveri per acuti, in regime ordinario, con diagnosi principale di infarto miocardico acuto (ICD-9-CM 410.xx) o con diagnosi principale di una condizione compatibile con la diagnosi di infarto ed IMA in diagnosi secondaria.
Le diagnosi principali compatibili con la diagnosi di infarto, comprese complicanze legate a procedura, sono:
  • 411: Altre forme acute e subacute di cardiopatia ischemica 
  • 413: Angina pectoris
  • 414: Altre forme di cardiopatia ischemica cronica
  • 423.0: Emopericardio
  • 426: Disturbi della conduzione
  • 427 (escluso 427.5): Aritmie cardiache
  • 428: Scompenso cardiaco
  • 429.5: Rottura di corda tendinea
  • 429.6: Rottura di muscolo papillare
  • 429.71: Difetto settale acquisito
  • 429.79: Altri postumi di IMA non classificati altrove (Trombo murale acquisito)
  • 429.81: Altre alterazioni del muscolo papillare
  • 518.4: Edema polmonare acuto, non specificato
  • 518.81: Insufficienza respiratoria acuta
  • 780.01: Coma
  • 780.2: Sincope e collasso
  • 785.51: Shock cardiogeno
  • 799.1: Collasso respiratorio
  • 997.02: Infarto o emorragia cerebrovascolare iatrogena (stroke postoperatorio)
  • 998.2: Perforazione accidentale da catetere

Criteri di esclusione
  • ricoveri di pazienti non residenti in Italia;
  • ricoveri di pazienti di età inferiore ai 18 e superiore ai 100 anni;
  • ricoveri con degenza inferiore alle 48 ore e dimissione a domicilio;
  • ricoveri preceduti, nelle 4 settimane precedenti, da un ricovero con diagnosi di IMA;
  • ricoveri per trasferimento da altra struttura.
 
Consulta le strutture sanitarie con il minor numero di pazienti morti nei 30 giorni successivi al ricovero per infarto miocardico acuto


Approfondisci anche gli altri indicatori relativi a:

Fonte del dato

Programma Nazionale Esiti 2018, indicatore 1. 
Confronto tra strutture calcolato su dati 2017.

Fonte della Valutazione Istituzionale

Il semaforo è calcolato sulla base dei seguenti documenti ufficiali:

Altre fonti scientifiche

  • Gruppo di lavoro del Programma Nazionale Esiti. Amato L, Fusco D, Acampora A, Bontempi K, Rosa AC, Colais P, Cruciani F, D’Ovidio M, Mataloni F, Minozzi S, Mitrova Z, Pinnarelli L, Saulle R, Soldati S, Sorge C, Vecchi S, Ventura M, Davoli M. Volume and health outcomes: evidence from systematic reviews and from evaluation of Italian hospital data. Epidemiol Prev. 2017 Sep-Dec;41(5-6 Suppl 2):1-128. doi: 10.19191/EP17.5-6S2.P001.100.
  • Gandjour A, Bannerberg A, Lauterbach KW. Threshold volumes associated with higher survival in health care. Med Care 2003;41(10):1129-41.
  • Halm EA, Lee C, Chassin MR. Is volume related to outcome in health care? A systematic review and methodologic critique of the literature. Ann Intern Med 2002:137(6):511-20.
  • Dudley RA, Johansen KL, Brand R, Rennie DJ, Milstein A. Selective referral to high-volume hospitals: estimating potentially avoidable deaths. JAMA 2000; 283(9):1159-66.
  • Casale PN, Jones JL,Wolf FE, Pei Y, Eby LM. Patients treated by cardiologists have a lower in-hospital mortality for acute myocardial infarction. J Am Coll Cardiol 1998; 32(4):885-89.
  • Farley DE, Ozminkowski RJ. Volume-outcome relationships and inhospital mortality: the effect of changes in volume over time. Med Care 1992;30(1):77-94.
  • Luft HS, Hunt SS, Maerki SC. The volume-outcome relationship: practice-makes-perfect or selective-referral patterns? Health Serv Res 1987;22(2):157-82.
  • Maerki SC, Luft HS, Hunt SS. Selecting categories of patients for regionalization. Implications of the relationship between volume and outcome. Med Care 1986;24(2):148-58.
  • Thiemann DR, Coresh J, OetgenWJ, Powe NR. The association between hospital volume and survival after acute myocardial infarction in elderly patients. N Engl J Med 1999;340(21):1640-48.
Installa subito l'APP di
e resta sempre aggiornato!