Ictus: mortalità a 30 giorni dal ricovero


Descrizione indicatore

L’indicatore ci consente di calcolare il numero di pazienti colpiti da ictus ischemico che muore entro 30 giorni dal ricovero, rispetto al totale dei pazienti ricoverati e curati per la stessa malattia.

Come si legge

L’indicatore si riferisce al grado di "efficacia" delle cure prestate.
Più basso è il numero di pazienti colpiti da ictus ischemico che muore entro 30 giorni dal ricovero, più alte sono la qualità delle cure e l’efficacia dei trattamenti somministrati nelle strutture ospedaliere.

Descrizione generale

Con il termine "ictus" ci si riferisce alla comparsa di segni e/o sintomi neurologici, di durata superiore alle 24 ore, dovuti ad alterazioni delle funzioni del cervello.
Il tipo più frequente di ictus è quello ischemico, dovuto a una diminuzione dell’afflusso di sangue al cervello causata da un’ostruzione o alterazione dei vasi sanguigni. Ciò può provocare danni permanenti al cervello con gravi conseguenze (morte o disabilità permanente) perciò deve essere subito diagnosticato e trattato in un ospedale.
I principali fattori di rischio sono: fumo, eccesso di peso, diabete e pressione sanguigna alta.
In Italia, ogni anno, accadono circa 196 mila ictus, di cui l’80% sono nuovi casi e il 20% ricadute; è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori e rappresenta la principale causa d’invalidità.

Guarda le strutture con il minore numero di pazienti morti nei 30 giorni successivi al ricovero

Fonte

Programma Nazionale Esiti 2017, indicatore 18.
Confronto tra strutture calcolato su dati 2016.

Fonte Valutazione Istituzionale

Il semaforo è calcolato sulla base dei seguenti documenti ufficiali:
Ministero della Salute. Decreto 21 giugno 2016. Link
Programma Nazionale Esiti. Treemap: definizione e metodi. Edizione 2015. Sviluppato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) per conto del Ministero della Salute.