Nausea e mal di testa: Covid, cause e rimedi

Nausea e mal di testa: Covid, cause e rimedi

Indice


Domande e risposte
 

Cos’è la nausea?

La nausea è un disturbo caratterizzato da una sensazione di malessere accompagnata dall’impulso a vomitare
È l’espressione dell’attivazione del centro bulbare del vomito e può avere una causa digestiva oppure originare da condizioni o disturbi che interessano altri apparati.
Per associarla ad una diagnosi, viene studiata in relazione alla sua durata e frequenza e ai sintomi a cui si accompagna. 
Anche in sede di cura, viene trattata secondo modalità che dipendono dalla causa che l’ha generata. Oltre all’approccio alla causa, è possibile curare il sintomo usando farmaci antinausea.

 
Immagine che rappresenta una donna che sta per vomitare
 

Da cosa è causata la nausea

I fattori che possono essere all’origine della nausea sono numerosi e di diversa origine:
  • Di tipo emotivo (nausea psicogena);
  • Oppure ambientale (particolari stimoli olfattivi, visivi, gustativi possono scatenare un senso di disgusto). 
Può subentrare anche a seguito dell’assunzione di sostanze tossiche o medicinali: tipico è il caso dei farmaci antitumorali, di cui nausea e vomito rappresentano due fra le reazioni avverse più comuni. 
Malgrado la loro eterogeneità, questi stimoli agiscono secondo una via comune, l’attivazione del centro del vomito a livello del bulbo, una struttura del sistema nervoso centrale localizzata fra l’encefalo ed il midollo spinale che ospita molti nuclei decisionali determinanti per la vita.


Nausea e malattie gastrointestinali

La presenza di disturbi dello stomaco o dell’esofago che causano un rallentamento della digestione (ad esempio la gastrite) o una risalita del cibo verso la bocca (reflusso gastroesofageo) può dare disgusto per alcuni cibi o per gli alimenti in generale. 


Ho nausea quando mi sdraio: come mai?

L’ernia iatale è un rilassamento della valvola che separa l’esofago dallo stomaco e che apre la strada al reflusso gastroesofageo. La risalita del cibo verso la bocca è accompagnata da una sensazione di nausea e bruciore di gola e peggiora quando ci si corica, con un’alimentazione ricca di cibi acidi e stimolanti della secrezione gastrica o indossando cinture strette.


Ho nausea quando mangio il formaggio: cosa può essere?

Il sintomo può essere legato alle difficoltà digestive dovute all’intolleranza al lattosio: a causa della carenza dell’enzima lattasi, questo zucchero, contenuto nel latte e nei latticini, non può essere digerito e rimane stagnante nell’intestino, dove viene fermentato ad opera dei batteri della flora microbica. Il risultato del processo di fermentazione è una sensazione di gonfiore, dolore addominale e nausea. 
Anche altre intolleranze alimentari possono causare lo stesso disturbo. 


Nausea per fame

In alcune persone la contrazione che si accompagna allo stomaco vuoto può essere tanto intensa da scatenare un fastidio simile a quello causato dal disgusto per il cibo. Nei soggetti predisposti, il fenomeno si verifica tipicamente a metà mattina, quando la colazione è ormai lontana e digerita. In altre persone il sintomo può comparire per avere mangiato troppo: è un escamotage dell’organismo per impedire un’ulteriore ingestione di cibo
Le infezioni del sistema digestivo (gastroenteriti virali e batteriche, come la salmonellosi) provocano nausea, anche senza febbre: anche in questo caso il sintomo è utilizzato dall’organismo come strumento per evitare l’ingestione di alimenti che non potrebbero essere correttamente processati dai tessuti aggrediti dal microbo.  
La presenza di calcoli biliari può scatenare coliche dovute al fatto che questi agglomerati si posizionano in maniera tale da occludere le vie biliari. Una condizione che provoca nausea, vomito e dolore addominale intenso. Anche l’infiammazione della cistifellea (colecistite) può attivare la stessa catena di eventi. 
La nausea è anche presente in molte delle malattie del fegato, come l’epatite e la cirrosi epatica, soprattutto negli stadi avanzati e del pancreas (pancreatite).


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Nausea e malattie neurologiche

Lo sa bene chi soffre di cefalea o emicrania: il mal di testa può essere tanto intenso da causare nausea e vomito. Questa reazione è stata descritta da molti pazienti famosi. Uno fra tutti, l’ex Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, che, da assiduo consumatore, partecipò anche alla realizzazione del volume “I racconti dell’aspirina”, scrivendo un contributo d’eccezione. 
Inoltre, questo sintomo può essere la conseguenza di un trauma cranico


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Nausea e malattie cardiovascolari

Il disgusto per il cibo può essere, insieme al vomito, una delle manifestazioni prodromiche dell’infarto miocardico, tanto che molti pazienti confondono lo stato di malessere provocato dall’evento incipiente con una forma di appesantimento digestivo
Anche l’artrosi cervicale, una patologia che comporta la degenerazione delle articolazioni esistenti fra le vertebre, può essere correlata alla nausea. Come? Alcuni dei vasi che irrorano il cervello passano attraverso la colonna vertebrale. L’artrosi causa un irrigidimento della colonna che può restringere il loro diametro. Anche una minima stenosi, correlata ad un’esigua riduzione del flusso di sangue, può essere responsabile della comparsa di sintomi quali nausea e cefalea. Un esempio di patologia ortopedica che ha anche implicazioni vascolari.
 


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Nausea e malattie renali

Le coliche renali sono dovute alla presenza di calcoli (la patologia è definita calcolosi renale) che si spostano fino ad ostacolare, o addirittura a bloccare, il passaggio dell’urina. Questo fenomeno scatena un dolore violento a livello dell’addome e del fianco e della zona inguinale, accompagnato da nausea e vomito.
In caso di insufficienza renale cronica l’indebolimento dell’attività filtrante dei reni permette la circolazione di scorie e acidi nel sangue. Proprio l’acidosi metabolica che si instaura quando il pH del sangue scende è una delle cause della nausea.
 


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Nausea e malattie vestibolari

Il meccanismo con cui manteniamo l’equilibrio è complesso e interessa numerosi organi, fra cui l’occhio, l’orecchio e il cervello.
L’orecchio interno comprende una struttura detta organo dell’equilibrio, che informa il cervello sulla nostra posizione nello spazio inviando segnali attraverso il nervo vestibolare. La corteccia cerebrale ricostruisce le nostre coordinate integrando i dati provenienti dalle strutture vestibolari e da quelle visive.
Quando l’orecchio interno è infiammato (la malattia è detta labirintite) a causa di un’infezione o altri fattori patogeni, invia informazioni alterate, che non concordano con quelle veicolate dalle vie ottiche. Il cervello entra così in uno stato di confusione, che genera sbandamento, vertigine, giramenti di testa e nausea.
Anche stare fermi a letto, in determinate circostanze, può dare problemi, a causa della posizione assunta.
Per le medesime ragioni indossare un paio di occhiali da vista non appropriati per il proprio difetto di refrazione oppure ai quali non si è ancora abituati può dare gli stessi problemi.  
Talvolta i disturbi vestibolari nascono da un’otite trascurata, che intacca le strutture dell’orecchio interno infiammandole.


Nausea in auto: perché?

Anche il movimento che si subisce stando in macchina può, in alcuni individui (specialmente nei bambini), causare discordanza fra ciò che viene descritto dagli occhi e ciò che viene raccontato dal sistema dell’equilibrio, mandando in confusione il cervello. Questa condizione è detta cinetosi.


Nausea e intossicazione

La nausea è un sintomo utile, anche se fastidioso: ci mette in guardia da possibili rischi per la vita. Le sostanze più velenose in natura hanno, infatti, un sapore amaro: l’evoluzione ha premiato i geni correlati al disgusto in risposta all’ingestione di cibi amari perché, indirettamente, possono salvare la vita.
Certamente questo aspetto poteva essere ancora più utile ai nostri antenati, che si cibavano di bacche ignote raccolte nei boschi. Ma, con funzione diversa, è rimasto intatto fino ai nostri giorni. Basti pensare al fatto che uno dei primi sintomi che subentra quando incappiamo in un’intossicazione alimentare è la nausea. L’organismo reagisce al pericolo di avvelenamento lanciando avvertimenti che scoraggiano dal continuare ad ingerire il prodotto incriminato ed espellendo il contenuto gastrico (vomito).
L’indigestione agisce, in linea di principio, in maniera analoga: l’apparato digerente, malgrado i tentativi, non riesce a processare i cibi ingeriti e cerca di prevenire una nuova introduzione creando fastidio alla vista del cibo e, nei casi più seri, di liberarsi del contenuto gastrico già presente.


La nausea nei disturbi psicologici

In alcuni casi, il disgusto per gli alimenti è ricollegabile a problemi di origine psicologica (nausea psicogena): uno dei segni caratteristici di questa tipologia di disturbi è la presenza del sintomo anche senza avere mangiato. La sperimentano molte delle persone che soffrono di disturbi d’ansia, in particolare di attacchi di panico
Gli psicologi sentono spesso raccontare ai pazienti della sensazione di morte imminente che li colpisce durante l’attacco, della paura di svenire o vomitare in pubblico. Timori che sono alla base del fenomeno dell’evitamento e che spesso li costringono a restare chiusi in casa e rinunciare alle relazioni sociali, aumentando il loro isolamento sociale.
 

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Nausea e COVID-19

Nausea (mattutina o diurna), vomito e diarrea possono essere fra i sintomi dell’infezione da SARS-CoV-2 e possono comparire, insieme al mal di testa, ancora prima rispetto alle manifestazioni respiratorie, con modalità simili a quelle delle comuni gastroenteriti virali.
La proteina ACE₂ caratteristica delle vie respiratorie, che sappiamo essere il bersaglio del virus, è presente anche nel sistema digerente. Per questa ragione, fra gli organi target del germe ci sono anche stomaco, fegato e intestino.


La sindrome da vomito ciclico 

È una malattia rara caratterizzata da gravi e distinti attacchi di nausea, anche senza vomito, che compaiono a vari intervalli, con uno stato di salute normale tra gli episodi. Le persone che ne soffrono non mostrano alterazioni anatomiche ricollegabili al sintomo. 
Più frequente nei bambini, tende a regredire nell'età adulta. In alcuni casi può cronicizzare, generando attacchi almeno 1 volta alla settimana. 

 

La nausea in gravidanza: perché?

La nausea gravidica è un sintomo parafisiologico (ovvero quasi normale, anche se non del tutto) e frequente, almeno nelle prime 12 settimane della gestazione, che può avere grande impatto sulla vita della donna. Non ha alcuna correlazione con i pasti, ma può essere scatenata da alcuni odori o profumi. 
Anche se la causa non è ancora stata identificata chiaramente, l’ipotesi più accreditata è che il disturbo sia provocato dagli ormoni caratteristici di questo periodo, in particolare dalla gonadotropina corionica (HCG), una sostanza prodotta dalle cellule embrionali che ha effetto sul sistema nervoso centrale e i cui livelli aumentano fra l’ottava e la decima settimana


Chi soffre di nausea in gravidanza ha problemi psicologici?

La teoria secondo la quale questo sintomo abbia origini psicologiche ed esprima la difficoltà della donna ad accettare la maternità sembra sconfessata dai recenti studi.
Molte donne riferiscono di avere avuto nausea prima del ritardo mestruale, descrivendo così una sorta di nausea gravidica anticipata. In realtà, non ci sono prove che correlino questa sensazione alla gravidanza. È anche poco verosimile avere nausea da subito (non appena iniziata la gestazione) perché la sintesi della HCG non raggiunge livelli significativi prima dell’ottava settimana. 
La nausea prima del parto non è attribuibile a cause ormonali, ma presumibilmente all’insieme di segni e sintomi tipici della fase iniziale del travaglio. 


Ho la nausea ed un ritardo mestruale: sono incinta?

I due fenomeni potrebbero non essere correlati fra loro dal punto di vista causale, ma verificarsi in concomitanza per una semplice casualità.
Anche la nausea prima del ciclo ha una radice ormonale e compare quando i livelli di progesterone aumentano. Può insorgere insieme ad altri sintomi, come irritabilità, tensione, ansia o depressione, labilità emotiva, ritenzione idrica, dolore mammario e cefalea nei 7-10 giorni precedenti il ciclo, descrivendo il quadro della sindrome premestruale


Nausea gravidica: come farla passare

Nausea mattutina in gravidanza: perché?

Come approfondito nei paragrafi precedenti, questo sintomo viene scatenato da un’ipersensibilità vestibolare di origine ormonale. Per limitarlo, i ginecologi consigliano di alzarsi lentamente dal letto la mattina e optare per una colazione poco liquida. Le bevande, arrivando nello stomaco, lo dilatano velocemente, peggiorando la sensazione di nausea e il vomito.


Ho nausea quando bevo acqua: come mai?

Durante la giornata, è utile bere poco e di frequente, preferendo bibite fresche e acide (come una leggera limonata), evitando le bevande dolci e gassate. Anche se al momento possono dare una sensazione di miglioramento del sintomo, in realtà, queste ultime agiscono distendendo la parete dello stomaco e peggiorandolo. Lo stesso ragionamento vale per i pasti, che è consigliabile siano frugali, leggeri e frequenti, ricchi di proteine e carboidrati e poveri di grassi
Un altro consiglio utile per contrastare il sintomo in gravidanza è quello di stare il più possibile all’aria aperta: sostare in ambienti chiusi o con aria viziata peggiora le cose. Questa soluzione è efficace, anche se può essere più difficilmente realizzabile in caso di nausea serale, perché la sera può non essere sempre possibile stare fuori casa, in particolare nelle stagioni fredde.

 

Nausea in gravidanza: quando preoccuparsi?

Sebbene nella quasi totalità dei casi la nausea gravidica sia un sintomo benigno, è bene consultare il medico se è associata a vertigine forte e sensazione di sbandamento e confusione, oppure a tachicardia.

 

Nausea in gravidanza e limone

Il limone può essere d’aiuto durante l’attesa: come per la nausea di origine digestiva, far bollire una scorza di limone in acqua, sorbendo poi l’infuso che si produce (il canarino, popolare rimedio della nonna), contribuisce a ridurre il senso di disgusto. Un’alternativa è rappresentata dal ghiacciolo, al limone o allo zenzero, purché sia a basso contenuto di zuccheri.

 
Immagine che rappresenta una donna in gravidanza che soffre di nausea
 

La nausea: come si manifesta 

La nausea si manifesta con sintomi quali pallore, vertigini, sudorazione e abbondante produzione di saliva.
Può essere accompagnata da disgusto per il cibo o per alcuni odori.
Un sintomo di frequente associato è il fastidio a livello dello stomaco, che talvolta è un vero e proprio dolore.


La diagnosi

Per individuare la causa è importante che il paziente affronti un colloquio esaustivo con il medico, nel quale indica la frequenza degli attacchi di nausea e la loro durata, nonché eventuali fattori che possono essere correlati, come l’assunzione di farmaci, una malattia pregressa o altri sintomi presenti

La visita è mirata al rilievo dei parametri cardiocircolatori (frequenza cardiaca e pressione arteriosa), alla ricerca di un eventuale ittero (indicativo di patologia epatica) o eruzione cutanea (che può derivare da una reazione avversa a farmaci), alla palpazione addominale (per ricercare gonfiore o altri sintomi che suggeriscono un interessamento digestivo).
Il medico valuta anche i segni di alterazioni dell’equilibrio (nistagmo, disorientamento).
Successivamente, vengono prescritti, nel caso siano necessari, gli esami utili ad approfondire gli aspetti eventualmente emersi nel corso della visita. 

Nausea: quando preoccuparsi

Questo sintomo, generalmente benigno e transitorio, deve allarmare (soprattutto se associato a vomito) quando accompagnato da:
  • Cefalea intensa, rigidità nucale o alterazione dello stato mentale: sono suggestivi di meningite o altre patologie che compromettono il sistema nervoso centrale;
  • Tachicardia e ipotensione arteriosa: possono indicare uno stato di shock;
  • Segni peritoneali: possono essere un segno di peritonite.

Rimedi per la nausea

Immagine che rappresenta una donna che sta facendo una limonataVisto il numero e l’eterogeneità delle condizioni che possono provocare o accompagnarsi a questo sintomo, il trattamento non è univoco ma dipende dalla causa. 


Cosa prendere?

Sono disponibili farmaci che curano il sintomo. Vengono definiti antiemetici e sono i medesimi impiegati per contrastare il vomito, perché agiscono deprimendo il centro bulbare corrispondente. I principali antiemetici appartengono a diverse categorie.
Gli antiserotoninergici (granisetron e gli antiserotoninergici di seconda generazione, palonosetron e aprepitant) vengono usati con successo per il trattamento della nausea causata dalla chemioterapia

Nausea e vomito sono reazioni avverse comune dei farmaci usati nella cura dei tumori e possono impattare in maniera significativa sulla qualità di vita del paziente, tanto da costringere i medici a ridurre i dosaggi o modificare lo schema terapeutico, riducendone l’efficacia. Possono provocare grave disidratazione, peggiorare l’inappetenza e quindi amplificare la perdita di peso e l’indebolimento, conseguenze che devono essere prevenute. È, quindi, importante avere a disposizione strumenti in grado di contrastare questi sintomi.

Proclorperazina, perfenazina, clorpromazina e aloperidolo appartengono al gruppo degli antidopaminergici, medicinali efficaci nel controllo della nausea postoperatoria, post-chemioterapica (in questo caso vengono talvolta associati al desametasone, un cortisonico attivo anche contro questo disturbo) e di origine vestibolare (cinetosi, labirintite, vertigine posizionale). Gli antiemetici antidopaminergici sono stati i primi farmaci contro nausea e vomito dovuti alla chemioterapia.
Il domperidone e la metoclopramide sono due farmaci antidopaminergici che favoriscono il transito del cibo (per questo vengono chiamati procinetici), riducendo la sensazione di disgusto legata a cause digestive. 

Gli antistaminici (dimenidrato, ciclizina, cinnarizina) sono più conosciuti per il loro ruolo nel controllo delle sindromi allergiche, ma hanno anche una moderata efficacia sulla nausea, in particolare se di origine vestibolare. Vengono usati per contrastare la cinetosi e per le forme gravi e persistenti di nausea gravidica. In quest’ultimo caso devono essere impiegati sotto stretto controllo medico.


Rimedi naturali

Gli integratori a base di estratto secco di zenzero mostrano una certa efficacia nel controllo della nausea gravidica.
Fra le soluzioni naturali per combattere questo sintomo, troviamo il limone, in particolare la buccia bollita in acqua, che deve essere bevuta a temperature più tiepide. Questo rimedio, conosciuto a livello popolare come canarino, è utile specialmente se la nausea è di origine digestiva. Ma non è indicato per tutti coloro che soffrono di ulcera o reflusso gastroesofageo, che non trarrebbero giovamento dall’acidità del limone e per i quali è consigliabile mezzo bicchiere di acqua calda. 


Come dormire per attenuare la nausea? 

Se la nausea è dovuta a reflusso gastroesofageo, conviene coricarsi con un cuscino alto oppure inserire uno speciale cuneo sotto il materasso per mantenere la testa rialzata


Nausea: cosa mangiare e cosa non mangiare

Il consiglio dei medici è quello di mangiare poco e spesso, pietanze leggere, povere in grassi e ricche in carboidrati e proteine. Prediligere cibi secchi e masticarli bene prima di ingerirli.
Inoltre, è bene bere a piccoli sorsi.

Domande e risposte

Di quale malattia è sintomo la nausea?

La nausea è sintomo di molte malattie e condizioni, non solo relative all’apparato digerente. Per questa ragione il suo trattamento non può prescindere dalla cura del disturbo di base.

Come far andare via la nausea?

Oltre a trattare la causa responsabile della nausea, è possibile agire con qualche precauzione: bere lentamente per non dilatare improvvisamente lo stomaco (un fenomeno che può causare nausea e vomito in alcune persone), mangiare lentamente e fare pasti leggeri e frequenti, masticando bene il cibo, evitare le bevande fredde e gassate, muoversi lentamente soprattutto quando ci si alza dal letto la mattina. 
Sono anche disponibili farmaci specifici, che devono essere assunti sotto stretto controllo medico.
La cinetosi (mal d’auto) può essere prevenuta assumendo prodotti da banco o SOP, su consiglio del farmacista. 
L’estratto secco di zenzero ha una certa efficacia nel trattamento della nausea gravidica. 

Qual è la causa della nausea senza vomito?

Mentre la nausea è una spiacevole sensazione che allontana dal cibo e che probabilmente l’organismo usa come escamotage per evitare ingestione di alimenti quando sarebbe impossibile processarli, il vomito è una violenta reazione di espulsione del contenuto gastrico. L’origine dei due sintomi è comune e ha sede nel centro bulbare del vomito. Inoltre, molte condizioni possono dare solamente nausea oppure anche vomito. 

Quando preoccuparsi per la nausea?

Sebbene benigno e transitorio, questo sintomo deve allarmare (soprattutto quando associato a vomito) se accompagnato da cefalea intensa e rigidità nucale, tachicardia e ipotensione arteriosa, segni peritoneali.

Come ti senti se hai la nausea?

La nausea è una sensazione spiacevole di dover vomitare ed è accompagnata da fastidio allo stomaco e salivazione accentuata, disgusto per alcuni odori e sapori, a volte anche alla sola vista del cibo. 

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In collaborazione con

Monica Torriani

Monica Torriani

Dopo la Laurea Magistrale in Farmacia, l’internship in una Farmacia ospedaliera e l’abilitazione professionale, per diversi anni mi sono dedicata a crescere i miei 4 figli. Ritornata nell’ambiente professionale, ho fondato il blog WELLNESS4GOOD, un progetto che interpreta il bisogno sociale di comunicazione fruibile e verificata sui farmaci. Scrivo per diverse testate su carta stampata e web, collaboro con l’industria farmaceutica e le farmacie e mi occupo di consulenza scientifica. Socia delle società scientifiche AFI e SIARV, sono membro del Gruppo di Lavoro "Dispositivi Medici" di quest’ultima. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.

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